La Compagnia

Dove eravamo rimasti?

Cosa sta succedendo? si chiede il Sergente Danner Holma. Danner trova gli effetti personali della donna? (100%)

Verso il risveglio

“Capitano Elys Marriuna. Interpool. Di origine italiana, 32 anni. Non ha legami affettivi, almeno non dichiarati. Un padre a Milano, la madre separata a Londra. Non era in servizio al momento. Aveva preso ferie”.

“Bel modo di passarle” commentò guardando dai vetri dell’autogrill chiuso. “Sappiamo qualcosa dell’uomo?”, chiese ancora rivolgendosi al poliziotto che stava ricevendo le prime informazioni dal portatile.

“Abbiamo le sue impronte, stiamo facendo tutti i controlli possibili, ma nessun vero riscontro. Non è in archivio non ha alcun legame con la donna e nesuna foto”.

“Nessuna foto? nell’era di internet e delle telecamere in ogni buco, non abbiamo una sua foto?”.

“Niente. Gli archivi non sono unificati, sergente ci vorrà tempo per avere delle informazioni, se poi dobbiamo guardare in più paesi…” rispose l’altro lasciando la frase in sospeso.

“Perchè piazzare una carica di esplosivo nella macchina di una operante dell’interpool in vacanza? Dobbiamo sapere su cosa lavorava prima, magari salta fuori qualcosa che riguarda pure l’uomo”.

La porta dell’autogrill si spalancò ed entrò a passo spedito il responsabile dei pompieri con una faccia strana. “Sergente Holma, abbiamo scoperto qualcosa, qualcosa di inquietante” disse, a voce bassa e solo per le loro orecchie mentre guardava fuori. “Di fatti ne ho visti tanti accadere in 30 anni di professione, ma oggi ne ho vista una nuova. L’ordigno, non era a bordo del veicolo e non era nella pensilina. Non è tritolo, ma un materiale composito, di piccola gamma, ma abbastanza potente…montato su di un razzo”.

Danner Holma per un attimo lo fissò come se si fosse bevuto una birra di troppo. L’uomo che aveva di fronte era serio e non era solito inventarsi le cose. “Un razzo?!”.

“Un piccolo missile, sergente. Di quelli montati su strutture portatili, se ne trovano parecchie in giro se si sa dove cercare”.

“Andiamo, Capitano un missile…non è…”

“Possibile? Be è così!”, rispose lui alzando le spalle, “Le fornirò tutti i dati, forse anche del numero di matricola, pare se ne sia salvato un pezzo”.

“Quindi non hanno colpito a caso…volevano colpire lei…”.

“O lui” intervenne il poliziotto, “Ho le prime immagini del nostro sfuggente uomo”, gli altri due si sposrsero per vedere da dietro le sue spalle sul portatile. Diverse immagini vennero aperte fino a riempire lo schermo. “Sopratutto immagini da aereoporti. Buenos Aires, Mosca, Londra, Firenze”. 

“Sempre lui?”

“O lui o ha dei sosia molto somiglianti…”.

“Possiamo risalire al nome?”.

“Ecco…immagino di si, ma meglio dire i nomi, sergente. In ogni immagine ha un nome diverso per stato…”.

=====

I muscoli si contrassero ancora, rivivendo attimo per attimo l’esplosione. C’era poi il vuoto e l’esigenza di non perdere lucidità. Lentamente i suoni ripresero la loro dimensione e il primo fra tutti il suono continuo e fastidioso del ritmo del suo cuore, ripetuto da fuori del suo corpo. Girò la testa sul cuscino e aprì gli occhi. Era collegato ad un monitor, era quello che lo aveva richiamato tra i vivi e ora non gli consentiva di sprofondare nel buio. L’urgenza dei suoi ultimi pensieri lucidi. Salvare lei.

Girò lentamente la testa per vedere dove fosse finito. La stanza era in penombra, luci basse soffuse. Non c’erano finestre, tre muri attorno a se e una parete a vetri sul fondo del letto dove c’era l’unica porta.

Si sentiva così debole e inerme, però riusciva a muovere le dita di piedi e mani, quindi non era paralizzato. Piccola consolazione visto che il massimo sforzo era ora quello di respirare.

Elys era in piedi davanti al vetro opaco che lo separava dal suo carceriere salvatore. Lei poteva vedere lui e lui non lei. I segni evidenti sul suo volto e meno evidenti perchè coperti dai vestiti, ne potevano fare una paziente, ma gli ultimi quattro giorni erano stati di allerta rossa. Il sergente Holma era piombato al Sanjuan la stessa sera, informato il collega, avevano preso provvedimenti. Caricati i pazienti su due furgoni privi di ogni insegna, li avevano trasferiti in una struttura piccola e protetta. Nessuno a parte la squadra di agenti, sapeva di loro.

Dopo tre giorni di completo riposo e isolamento, sentendosi prossima a esplodere, Elys si era alzata e aveva affrontato il sergente di petto.  Lui le aveva infine raccontato quello che sapeva.

“Ora quell’uomo è la chiave di tutto” le aveva detto lui. “Nel nostro non sapere ho coinvolto altra gente che ora può essere in pericolo per qualcosa che ancora non comprendiamo. Se non si sono fatti problemi a usare un missile in una stazione di servizio, non oso immaginare cosa potrebbero fare”.

“E io che ruolo ho in questa storia? lui ha rapito me e io non ho idea del motivo!”, commento lei risentita.

“Le chiedo di scoprirlo per lavorarci assieme…”.

Lei si voltò a fissarlo. “Ha mormorato il suo nome in stato di incoscienza, dottoressa. in qualche modo ci tiene a lei”.

“Devo avvertire i miei superiori, tutta questa storia…”.

“Ne abbiamo già discusso” riprese lui in tono blando. “Nessuno a parte noi!”

Come reagisce l'agente dell'interpool Elys Marriuna

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7 Commenti

  1. Ciao Markoor,
    ho notato un nuovo episodio pubblicato e sono venuta a dare un’occhiata. Sicuramente riesci a creare suspense, tuttavia vorrei farti notare – a grandi linee, perché non ricordo tutto, trattandosi di quattro capitoli – un paio di cose che, a mio parere, disturbano la lettura. Parlo delle ripetizioni, ne fai largo uso, probabilmente dipende da distrazione, magari potresti rileggere ad alta voce, o farlo fare al programma del tuo computer, per scovare ripetizioni di sorta. Mi è anche parso strano che la ragazza a cui il protagonista ruba l’auto con la quale si dà alla fuga sia proprio un agente dell’Interpol… come dicono gli innumerevoli libri sulla scrittura creativa e i corsi on line che mi sono sciroppata, le coincidenze in letteratura non esistono. Attenzione anche ai doppi punti esclamativi e/o interrogativi alla fine delle frasi, non valgono neanche quelli 😉
    Dici che hai fatto un giro tra gli altri racconti e hai visto che sono molto più frequentati del tuo… ma hai anche provato a commentarli quei racconti? Sai io cosa ho fatto appena arrivata su questa piattaforma? Magari neanche ti interessa, ma serve a spiegarti cosa intendo: ho fatto un giro degli altri racconti, ho scelto quelli che più mi piacevano e li ho commentati (io per prima, senza aspettare che venissero loro da me per poi commentare solo chi era passato). Il mio primo racconto “Eddie” ha ricevuto una settantina di commenti e un mare di preziosi consigli e critiche. E così è stato per tutti gli altri racconti. E in un anno e mezzo di permanenza qui sono cresciuta e ho imparato tantissimo. Perciò se vuoi che gli altri ti leggano e ti aiutino a migliorare (perché questo dovrebbe essere lo scopo di questo sito) LEGGI, leggi e commenta. Non limitarti a un paio di battute per far vedere che ci sei. Leggi con cura e racconta cosa ti è piaciuto e cosa avresti scritto diversamente. Se noti errori, falli notare a chi ha scritto, che magari non se ne è accorto…
    Fidati, non è il caso di lasciar perdere è invece il caso di cominciare a mettersi in gioco.
    E con questo “pippone” immane (spero mi perdonerai) ti lascio e ti auguro una buonissima domenica.
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli spassionati, fanne quello che credi 🙂

    • Grazie Keziarica e benvenuta/o a bordo di questa avventura.
      Faccio tesoro dei tuoi consigli e suggerimenti. : )
      Io non uso programmi di scrittura e i capitoli che scrivo sono spesso all’impronta. Ho un canovaccio base con varie ipotesi che poi sfociano anche nelle domanda che il programma consente. Lo faccio per divertimento, quindi qualche errore può esserci. : ) E come hai compreso le coincidenze non esistono, tutto fa parte della storia… : )
      Ho scoperto Theincipit da pochi mesi. Sto leggendo, quando ho tempo, le altre storie. Qualche volta commento, spesso no, su questo hai ragione, sarò limitato, ma alcune volte proprio non ci riesco, per rispetto di chi si è impegnato a creare qualcosa. : )
      GRAZIE e buon lavoro a te

  2. Ciao, Markoor,
    ci catapulti in un film d’azione classico: un sicario “incastrato” da altri sicari, scene di lotta tra cornicioni e scale antincendio, l’immancabile la femme fatale. Sulla vicenda non ho nulla da dire: seguo nella curiosità di vedere chi vuole morto Neiro e perché. Ho votato perché un sicario sia ancora vivo, magari potrà darci delle informazioni.
    Sulla forma, ho notato un paio di cosette, te le segnalo, poi tu ne fai quello che vuoi, tanto siamo tutti qui per divertirci 🙂
    La prima non è un’osservazione ma una domanda? Perché hai scritto la prima frase al passivo? “Il mirino del fucile inquadrava la finestra…” non era più immediata? Ma è solo una questione di gusti, immagino.
    “il suo lavoro sarebbe stato rimandato a future”: non l’avevo mai sentita l’espressione ” a future”
    “Qualcosa di luminoso fece comparsa nelle mani di lei..”: comparve, spuntò, apparve. Fece comparsa suona male.
    “qualcun’altro era sulle tracce del suo compito? si chiese.”: qualcun altro senza apostrofo. (Magari avrei anche messo “target” o “obiettivo” più che compito, che poi lo usi anche dopo, eviti la ripetizione). Ma soprattutto, la domanda indiretta non puoi scriverla così: dovrebbe essere “si chiese se qualcun altro fosse sulle tracce del suo compito”, senza il punto interrogativo.
    ” appena il primo dei due si volse per inquadrare il secondo”: qui non ho capito il senso di inquadrare. Cercava il complice con gli occhi?

    L’ultima annotazione che posso farti è che hai usato troppi puntini, particolarmente nella prima parte. Secondo me gli unici davvero giustificati sono quelli in cui Neiro sta chiedendosi che senso abbia dare un doppio incarico di eliminare qualcuno ed è interrotto dallo sguardo della donna e capisce di essere in pericolo. Però i puntini di sospensione devono essere 3, per essere corretti non 2.
    La scena della colluttazione è ben gestita, mi è piaciuta, è concitata, si legge con pathos, un finale di capitolo che dà voglia di leggere il seguito.
    Spero che le mie osservazioni non ti dispiacciano: è uno dei motivi di interesse dei siti di scrittura, scambiare consigli e reazioni.
    A rileggerti

    • Grazie per le tue precise ed attente osservazioni, Six Pistols.
      Primo errore non averlo riletto, se lo avessi fatto probabilmente lo avrei modificato altre tre, quattro volte, prima di pubblicarlo. Hai ragione troppo e mal gestiti i finti puntini di sospensione, alla fine rubano spazio alle parole.
      La frase “Tutto era scivolato via…rimandato a future…” doveva rappresentare il pensiero di Neiro che si interrompe bruscamente su “future” per riposizionarsi sul mirino e sul suo obiettivo. Chiaramente lo sapevo io, ma non sono riuscito a renderlo tale anche agli altri.
      Ancora grazie per avermi dedicato del tempo. A presto con il secondo capitolo!!

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