La Compagnia

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce l'agente dell'interpool Elys Marriuna Collaborazione? (100%)

Risveglio

Il bip costante nell orecchio era il segnale che lo teneva ancorato alla realtà. Faticò a stabilire quanto tempo fosse trascorso, in qualche modo se l’era cavata e quel gruppo aveva fatto il resto mettendolo al sicuro. Certo che questa volta c’era andato davvero vicino…

Passi leggeri, un piccolo sospiro di qualcuno che si sedeva dopo una lunga permaneza in piedi. Aveva un giornale, il suono della carta era un bel suono da sentire.

Aprì gli occhi. Una luce artificiale bassa, che non infastidiva, fuori era sera, c’erano le luci accese che si intravedevano dalle tende a pannelli verticali chiuse. Prese una sorta di respiro più profondo, singhiozzante e vagamente doloroso, era ancora molto lontano dall essere in qualsiasi tipo di forma. Il giornale si spostò e l’uomo lo osservò da dietro gli occhiali da lettura.

“Ci siamo svegliati”, commentò l’uomo alzandosi e posando il giornale nella sedia. “Hai la pellaccia dura, straniero”.

“Dove siamo?” chiese con voce impastata e senza salivazione.

“In un posto sicuro, almeno per un po’! abbiamo dovuto spostarti due volte, perchè nonostante tutte le nostre attenzioni, ci hanno provato farti fuori ancora, dopo l’esplosione. Ricordi l’esplosione alla stazione di servizio, sii?”.

“Un sorso d’acqua” chiese lui, prendendo tempo. Era già cominciato l’interrogatorio.

L’uomo stappò la bottiglietta d’acqua e ne versò un sorso nel bicchiere con la cannuccia che gli appoggiò alle labbra. “Fai con calma, ordine del dottore. Davvero, ne ho viste accadere tante, ma un razzo in una stazione di servizio…ti sei fatto degli amici pericolsi direi”.

“La donna, sta bene?”.

“Oh si. Bene. Direi che è un po’ incazzata con te, quindi ora hai una amica in più”.

“Agente Mill” lo chiamò per nome. L’uomo smise di versare l’acqua e lo guardò. “Si io so chi sei e so che con te lavora l’agente Holma”.

“Puoi averci sentito parlare in precedenza, quando ti abbiamo spostato, ripeto due volte. Di te invece abbiamo le tue foto in giro per il mondo, e ogni volta un nome diverso, qui come devo chiamarti?”.

“Neiro, agente Mill”.

“Un nome nuovo! Qui ti conosciamo come Erik…”.

“Neiro è il mio vero unico nome, Ben. L’agente Marriuna e il tuo collega sono qui?”.

“Può darsi di si, ma al momento parlerai solo con me. Chi sei e da dove salti fuori? Appartieni a qualche forza speciale? un agente segreto? uno 007? O forse lavoro per il lato oscuro della forza?” lo prese vagamente in giro l’agente Mill.

“Agente Mill parleremo di tutto e quello che dirò non vi piacerà, non mi crederete, anche se avete già visto di cosa sono capaci loro. Ho…ho bisogno di dormire ancora…ma qualcosa di quello che hai detto è vero. La compagnia. Questo è il nome del mio…datore di lavori”, rivelò. “Sono loro che ora mi vogliono morto”, lentamente chiuse gli occhi e si appisolò, lasciando l’uomo a fissarlo interdetto.

Alzò lo sguardo sul pannello opaco laterale, scosse la testa. Posò il bicchiere sulla plancia e uscì dalla stanza.

“La compagnia. Questo nome compare diverse volte in questa vicenda” commentò Danner. “Il fatto che conosca i nostri nomi non vuol dire nulla. Siamo poliziotti i nostri nomi si possono venire a sapere”.

“A me ha dato l’impressione di uno che ha scelto nel gruppo alcune persone” constatò Ben. “Lo so che non ha senso, ma mi ha dato quell’impressione”.

“Scegliere?! Andiamo Ben! Avrebbe scelto voi due?” sorrise Elys “Non mi fraintendere, ma se devo scegliere punterei più in alto a qualcuno che ha il controllo della situazione, non ha due piedipiatti”.

“Si, hai reso perfettamente l’idea, Elys, non serve insistere” commentò in risposta Ben, mentre Danner sorrideva divertito.

“Abbiamo a che fare con un pazzo” riprese Danner, “Però questo non spiega perchè stanno ancora cercando di eliminarlo. Cosa può mai aver fatto o visto”.

“Questo ci riporta al nome da lui fatto, la compagnia” fece Ben. “Elys?”.

In effetti lei subito non ci aveva prestato attenzione. Menzionare quel nome in una frase poteva dire qualsiasi cosa, ma sentirlo ora preso singolarmente. “Accidenti!” esclamò riprendendosi di botto. “Io…stavo lavorando ad uno strano caso, accaduto sei, sette anni fa, ora non ricordo bene. Un ragazzo scomparso, Lars Deldom”.

“Deldom? Suo padre era Adreas Deldom, politico della camera bassa?”.

“Si, proprio lui. Morti i genitori, il ragazzo scompare. Un rapimento, si diceva all’epoca, ma non per denaro, i Deldom non erano ricchi. Però Adreas stava indagando a fondo su collusioni tra potere ed interessi di alcune grosse compagnie. Compagnie, capite. La compagnia. Quel nome era rimasto sospeso, mentre riguardavo le carte, non era evidente e non significava nulla. Ho provato a seguire le tracce, ma ogni volta finivo davanti ad un muro o la traccia si perdeva. Ho dovuto accantonare la pratica, perchè sono arrivate altre indagini. Poi è arrivato il mio diretto superiore che mi comunica che non esisteva un vero caso di sparizione, perche il ragazzo si era allontanato da solo”.

“Abbiamo un collegamento” tirò le conclusioni Danner “Un punto di partenza”

Quante coincidenze ci possono essere, prima di vedere i fatti?

  • Aspettano che Neiro si svegli per parlare con lui? (0%)
    0
  • Parlano con i propri superiori della vicenda? (0%)
    0
  • Cercano tracce della compagnia su internet? (100%)
    100
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7 Commenti

  1. Ciao Markoor,
    ho notato un nuovo episodio pubblicato e sono venuta a dare un’occhiata. Sicuramente riesci a creare suspense, tuttavia vorrei farti notare – a grandi linee, perché non ricordo tutto, trattandosi di quattro capitoli – un paio di cose che, a mio parere, disturbano la lettura. Parlo delle ripetizioni, ne fai largo uso, probabilmente dipende da distrazione, magari potresti rileggere ad alta voce, o farlo fare al programma del tuo computer, per scovare ripetizioni di sorta. Mi è anche parso strano che la ragazza a cui il protagonista ruba l’auto con la quale si dà alla fuga sia proprio un agente dell’Interpol… come dicono gli innumerevoli libri sulla scrittura creativa e i corsi on line che mi sono sciroppata, le coincidenze in letteratura non esistono. Attenzione anche ai doppi punti esclamativi e/o interrogativi alla fine delle frasi, non valgono neanche quelli 😉
    Dici che hai fatto un giro tra gli altri racconti e hai visto che sono molto più frequentati del tuo… ma hai anche provato a commentarli quei racconti? Sai io cosa ho fatto appena arrivata su questa piattaforma? Magari neanche ti interessa, ma serve a spiegarti cosa intendo: ho fatto un giro degli altri racconti, ho scelto quelli che più mi piacevano e li ho commentati (io per prima, senza aspettare che venissero loro da me per poi commentare solo chi era passato). Il mio primo racconto “Eddie” ha ricevuto una settantina di commenti e un mare di preziosi consigli e critiche. E così è stato per tutti gli altri racconti. E in un anno e mezzo di permanenza qui sono cresciuta e ho imparato tantissimo. Perciò se vuoi che gli altri ti leggano e ti aiutino a migliorare (perché questo dovrebbe essere lo scopo di questo sito) LEGGI, leggi e commenta. Non limitarti a un paio di battute per far vedere che ci sei. Leggi con cura e racconta cosa ti è piaciuto e cosa avresti scritto diversamente. Se noti errori, falli notare a chi ha scritto, che magari non se ne è accorto…
    Fidati, non è il caso di lasciar perdere è invece il caso di cominciare a mettersi in gioco.
    E con questo “pippone” immane (spero mi perdonerai) ti lascio e ti auguro una buonissima domenica.
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli spassionati, fanne quello che credi 🙂

    • Grazie Keziarica e benvenuta/o a bordo di questa avventura.
      Faccio tesoro dei tuoi consigli e suggerimenti. : )
      Io non uso programmi di scrittura e i capitoli che scrivo sono spesso all’impronta. Ho un canovaccio base con varie ipotesi che poi sfociano anche nelle domanda che il programma consente. Lo faccio per divertimento, quindi qualche errore può esserci. : ) E come hai compreso le coincidenze non esistono, tutto fa parte della storia… : )
      Ho scoperto Theincipit da pochi mesi. Sto leggendo, quando ho tempo, le altre storie. Qualche volta commento, spesso no, su questo hai ragione, sarò limitato, ma alcune volte proprio non ci riesco, per rispetto di chi si è impegnato a creare qualcosa. : )
      GRAZIE e buon lavoro a te

  2. Ciao, Markoor,
    ci catapulti in un film d’azione classico: un sicario “incastrato” da altri sicari, scene di lotta tra cornicioni e scale antincendio, l’immancabile la femme fatale. Sulla vicenda non ho nulla da dire: seguo nella curiosità di vedere chi vuole morto Neiro e perché. Ho votato perché un sicario sia ancora vivo, magari potrà darci delle informazioni.
    Sulla forma, ho notato un paio di cosette, te le segnalo, poi tu ne fai quello che vuoi, tanto siamo tutti qui per divertirci 🙂
    La prima non è un’osservazione ma una domanda? Perché hai scritto la prima frase al passivo? “Il mirino del fucile inquadrava la finestra…” non era più immediata? Ma è solo una questione di gusti, immagino.
    “il suo lavoro sarebbe stato rimandato a future”: non l’avevo mai sentita l’espressione ” a future”
    “Qualcosa di luminoso fece comparsa nelle mani di lei..”: comparve, spuntò, apparve. Fece comparsa suona male.
    “qualcun’altro era sulle tracce del suo compito? si chiese.”: qualcun altro senza apostrofo. (Magari avrei anche messo “target” o “obiettivo” più che compito, che poi lo usi anche dopo, eviti la ripetizione). Ma soprattutto, la domanda indiretta non puoi scriverla così: dovrebbe essere “si chiese se qualcun altro fosse sulle tracce del suo compito”, senza il punto interrogativo.
    ” appena il primo dei due si volse per inquadrare il secondo”: qui non ho capito il senso di inquadrare. Cercava il complice con gli occhi?

    L’ultima annotazione che posso farti è che hai usato troppi puntini, particolarmente nella prima parte. Secondo me gli unici davvero giustificati sono quelli in cui Neiro sta chiedendosi che senso abbia dare un doppio incarico di eliminare qualcuno ed è interrotto dallo sguardo della donna e capisce di essere in pericolo. Però i puntini di sospensione devono essere 3, per essere corretti non 2.
    La scena della colluttazione è ben gestita, mi è piaciuta, è concitata, si legge con pathos, un finale di capitolo che dà voglia di leggere il seguito.
    Spero che le mie osservazioni non ti dispiacciano: è uno dei motivi di interesse dei siti di scrittura, scambiare consigli e reazioni.
    A rileggerti

    • Grazie per le tue precise ed attente osservazioni, Six Pistols.
      Primo errore non averlo riletto, se lo avessi fatto probabilmente lo avrei modificato altre tre, quattro volte, prima di pubblicarlo. Hai ragione troppo e mal gestiti i finti puntini di sospensione, alla fine rubano spazio alle parole.
      La frase “Tutto era scivolato via…rimandato a future…” doveva rappresentare il pensiero di Neiro che si interrompe bruscamente su “future” per riposizionarsi sul mirino e sul suo obiettivo. Chiaramente lo sapevo io, ma non sono riuscito a renderlo tale anche agli altri.
      Ancora grazie per avermi dedicato del tempo. A presto con il secondo capitolo!!

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