Le scelte della vita

Dove eravamo rimasti?

Adesso la vita di Anna di Andrea è in serie pericolo. Cosa farà Anna? Farà di testa sua (67%)

Dopotutto, domani è un altro giorno.

Non potevo più aspettare, dovevo fare di testa mia.
“Dovrà pur avere un punto debole” dicevo tra me e me. Ripensai alla sua storia: l’essere timida e impacciata l’avevano resa il bersaglio perfetto per i bulli;come poteva difendersi?
Mi venne in mente un giorno, l’unico giorno in cui ci sedemmo insieme: era il 20 Febbraio, pochi mesi prima dell’arresto di mio padre, e il professore di storia mi aveva praticamente costretta a sedermi al primo banco accanto a Angela; lo feci con fastidio.
Quel giorno sul suo quaderno notai degli strani disegni accompagnati da frasi del tipo “Ho più paura di vivere che di morire”. 
Che sarebbe successo se, quel giorno, le avessi chiesto scusa? Ci troveremmo qui oggi?
Decisi di far leva sul bullismo subito.
“Ricordi quando Rizzo ci fece sedere insieme?” le chiesi diretta 
“Quando dicesti che avresti preferito uscire piuttosto che sederti con una sfigata come me? Si, lo ricordo” mi rispose avvicinandosi
“Quel giorno ho capito quanto male ti stessimo facendo”
“Si? E come?”
“Ho letto quelle frasi”
Lei rimase in silenzio per un po’ prima di riprendere a parlare
“Ero una ragazzina che aveva l’unica colpa di amare la scuola, ma quelli come me non verranno mai accettati. Ma io cosa vi avevo fatto?” chiese trattenendo le lacrime.Credetti di star riuscendo nel mio intento

“Se qualcuno facesse a tuo figlio tutto ciò che voi avete fatto a me, cosa faresti?” mi chiese poi
 Guardai Andrea:era così piccolo, ma stava scontando pene più grandi di lui solo per il fatto di essere mio figlio. Da madre capii cosa avesse dovuto passare.
“Non credi di esserti già vendicata abbastanza?”
“Tu non hai ancora capito che l’Angela che conoscevi tu è morta. Adesso c’è un’altra Angela, un’Angela che presto imparerai a conoscere”.
Uscì chiudendo la porta a chiave.
Ritornó poco dopo portando con se un cellulare
“Ora chiami quello da cui stavi e gli dici che te ne sei andata” “Come no” risposi

“Io dico che lo farai”.

Estrasse da una borsa una siringa 
“Cosa cazzo c’è lì dentro?”
“L’Imperatrice che non riconosce la sua droga?”
Prese in mano la siringa e si avvicinó al seggiolino di Andrea.
“Farà male a un bambino?” Mi si geló il sangue. No, non poteva farlo
“Ti prego Angela, non lo fare” adesso quella che cercava di trattenere le lacrime ero io.
Sollevò il cellulare nella mia direzione “Chiami?” mi chiese poi
“Si”.
Mentre il cellulare di Luca squillava mi ricordai di un particolare: una volta avevamo un appuntamento per un carico di droga in un casolare e, per parlare tra noi, usavamo la parola “vacanza”. C’erano pochi casolari da quelle parti;forse solo così avrei potuto chiedere aiuto.
“Sono Anna” dissi quando rispose 
“Anna dove cazzo sei? Ti rendi conto di quello che hai fatto, vero?” 
“Ascoltami per favore; sono in vacanza”
Aveva capito. 
“Quella vacanza?” chiese infatti
“Si” feci in tempo a rispondere prima che la chiamata si interrompesse. Speravo che riuscisse a localizzare il cellulare.
“In vacanza?” mi chiese poi Angela accennando una smorfia
“In vacanza” risposi.
Passarono altri giorni, altri giorni senza aiuti. Mi arresi all’idea della morte.
Poi, una notte, sentii dei passi fuori dalla porta. Erano quasi impercettibili, ma riuscii a coglierli. Era Luca
Ruppe la serratura della porta e entrò. Ero così felice di vederlo!
“Luca” lo chiamai
Angela si trovava nell’altra stanza; potevo ancora sperare di vincere.
Lui si lanció verso di me
“È tutto finito adesso” continuava a ripetermi mentre mi liberava dai nodi. Piangevamo entrambi.
“Non ci speravo più” gli confessai.
Scattó un bacio.
Mi slegó entrambe le mani e prese in braccio Andrea mentre io slegavo le gambe.
Pensavo di aver trovato il mio lieto, ma mi sbagliavo.
Angela ci sentii e uscii dalla stanza con la pistola in mano.
Luca mi si posizionò davanti estraendo e puntandole contro la sua pistola. Non volevo che finisse così.
Restammo così fino a quando non si sentirono le sirene delle macchine della polizia. Luca si girò, e in una frazione di secondo lei gli sparò.
Feci appena in tempo a togliergli Andrea, che lui cadde al suolo.
La polizia fece irruzione poco dopo e riuscii a disarmarla: lei era ancora lì, immobile.
Continuavo a chiamare il nome di Luca, ma lui non mi rispondeva.
Qualcuno mi prese e mi portò fuori mentre io ancora urlavo, piangendo, il suo nome.
La corsa in ospedale fu inutile: i medici riuscirono a salvarlo dalla morte, ma lui andò in coma. Nessuno sapeva quando o se avrebbe riaperto nuovamente gli occhi. Non doveva andare così.
Io rinunciai a tutto ciò che avevo creato per andare via con Andrea, per sempre.
Trascorsi i giorni prima della partenza in ospedale sperando che Luca potesse risvegliassi, ma non lo fece. Adesso ero sola.
Prima di partire scrissi una lettera a Luca nella quale gli dicevo che lo amavo tanto, ma che non sarebbe mai potuta funzionare. Mi fece male farlo, ma dovevo mettere una pietra sul passato per concentrarmi sul futuro.
Perché ,come disse Rossella O’Hara in “Via Col Vento”, domani è un altro giorno. E da quel giorno sarebbe iniziata la mia nuova vita.           

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26 Commenti

  1. Non c’è Stato un lieto fine ma la speranza di un lieto fine e, visto il genere, meglio così. Brava. Continua a scrivere e soprattutto a leggere tantissimo, ti aiuterà a migliorare ancora di più e a trovare il tuo stile che, comunque, si intravede già. Non abbandonare mai il tuo sogno, sento che trovando la storia adatta riuscirai a scrivere qualcosa di veramente buono, il potenziale c’è, te lo hanno detto in molti e ci devi credere. In bocca al lupo. Alla prossima

    • Grazie mille, posso assicurarti che non smetterò nè di scrivere nè, sopratutto, di leggere.
      Il lieto fine non c’è stato, ma forse potrebbe uscire “le scelte della vita 2″… devo prima studiarci su e cercare di non far diventare il sequel a mo di “brodo allungato”. Vedremo come andranno le cose.i. Ancora grazie per i complimenti. A presto.

  2. Io ti devo fare i complimenti, perché sei coraggiosa per la tua giovane età. Le tue coscritte generalmente tendono a leggere e a scrivere racconti rosa (non che ci sia qualcosa di male). Tu invece sei diversa e originale.
    Sei brava a scrivere i flashback e a creare azione e suspance. Insomma, hai una buona base e il tuo stile migliora capitolo dopo capitolo.
    Hai scelto una protagonista non convenzionale. Una bad girl criminale. Non tutti lo avrebbero fatto, in quanto non è semplice simpatizzare con un’assassina mafiosa. Ma tu ci mostri Anna anche nei suoi lati più intimi. Una madre, donna e amante.
    Ci sono ogni tanto degli errorini di battitura (ma li facciamo tutti) ed espressioni cacofoniche o ripetizioni pesantine (ma siamo qui per imparare, quindi non preoccuparti).
    Ti segnalo delle cosine tecniche, non per sottolineare da anziana maestrina i tuoi errori, ma per aiutarti.
    – Le cifre numeriche, tipo diciassette anni, va scritto in lettere e non in numero arabo. Solo le date, e poche altre eccezioni si scrivono in carattere numerico.
    – Chilogrammi andrebbe scritto per interno e non con l’abbreviazione Kg.
    – Agli arresti domiciliari sequestrano il cellulare, quindi Anna non dovrebbe ricevere un messaggio dagli Eschino.

    Ti sprono a continuare a scrivere! Hai potenziale.

    • Ciao; grazie per i complimenti e i consigli che mi aiutano sempre a migliorare.
      Ti confesso di aver scelto questa storia proprio perché volevo differenziarmi delle ragazze della mia età: non volevo scrivere la solita storia facilmente attribuibile a una ragazza di 16 anni, ma volevo dimostrare (anche a me stessa) fino a dove posso spingermi.
      Sono felice che tu abbia colto il senso del racconto: mostrare Anna al di fuori dell’ambiente mafioso del quale fa parte, per dimostrare come le persone possano avere “2 parti”: Anna è si una mafiosa, ma è soprattutto (come credo sia emerso dai vari capitoli) una madre.
      Ti ringrazio per aver avuto la pazienza di recuperare tutti i capitoli , e ti dico ancora una volta grazie per i consigli.
      Spero di sorprendervi con il capitolo finale.

  3. Il colpo di scena c’è stato, brava, forse avresti solo dovuto chiarire meglio di cosa si è vendicata. Immagino che sia stata colpa loro se ha perso il bambino ma non lo hai specificato, e poi Anna cosa le ha fatto? Perché si vuole vendicare di lei? Forse è sfuggito a me, non so.
    A parte ciò sei migliorata parecchio.
    Il mio romanticismo mi porta a sperare che possa iniziare una nuova vita con Luca, abbandonando il mondo della mafia per sempre, ma l’autrice sei tu.

    • Ciao, grazie per essere tornata.
      Hai ragione: molte cose sono rimaste in sospeso, ma purtroppo ho dovuto cancellare buona parte dei dialoghi per rientrare entro il limite……
      Comunque posso rispondenderti qui: •la perdita del bambino non c’entra con loro; ho immaginato che avesse avuto un’aborto spontaneo (ho dovuto cancellarlo dai dialoghi purtroppo)
      •ho immaginato voglia vendicarsi del “male” che ha subito; era comunque una persona bullizzata da loro.
      •si sta vendicando un po’ di tutti quelli che l’hanno bullizzata… tra questi c’era anche Anna.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee….. avrei voluto farlo direttamente sul capitolo, ma non mi bastavano i caratteri.
      Comunqje grazie ancora di essere passata.

  4. Hai seguito il consiglio, i dialoghi sono molto più scorrevoli e e ben articolati. Brava. Nell’ultima strofa forse stava meglio: “quando mi resi conto che c’era qualcuno in casa …”
    Mancano gli ultimi due capitoli. Hai già pensato a colpo di scena finale? Stupiscici 😉

  5. Ciao! Ho letto ora tutti i capitoli. L’idea c’è, tu sai scrivere in modo piacevole, però puoi migliorare ancora! hai delle potenzialità che ti invito a coltivare, non scrivi come una ragazzina. Se ora scrivi così, chissà in futuro! Hai un margine di miglioramento possibile molto ampio!

    • Ciao, sono davvero molto felice che questa storia ti sia piaciuta. Il obiettivo è propri quello di migliorare, poiché scrivere è una delle cose che mi piace fare di più; cercherò di portare avanti questa passione e cercherò sempre di migliorare, grazie anche ai consigli che ricevo sotto le storie. Spero che questa storia continui a piacerti!
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  6. Ho recuperato i capitoli e devo ammettere di essermi appassionata tantissimo; non é il solito racconto che ti aspetteresti da una ragazzina, e forse proprio per questo piace. Non ho consigli da darti, posso solo dirti di continuare così. Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

  7. Eccomi di nuovo, ho letto tutta la storia. Ho notato miglioramenti nella scrittura episodio dopo episodio. Il mio ultimo consiglio, se posso, è di scegliere un soggetto adatto da “maneggiare” con disinvoltura. Non devo dirti io quanto può essere complesso scrivere di mafia. In bocca al lupo! ciao 🙋

  8. La tua è una bella prosa, interessante, domani mi.leggo tutti gli episodi. Concordo e ribadisco la nota di “Gra”,
    relativa ai dialoghi: ” Risposi, disse, chiesi, domandò ecc. “Nove volte su dieci non se ne sente il bisogno e modificano il carattere della tua prosa che, ripeto, si presta naturalmente ad una trama drammatica e vuole dialoghi asciutti domanda / risposta, come nella vita reale. brava💪🙋 ciao

  9. Descrivi bene i sentimenti, mi è piaciuto particolarmente il momento in cui Anna si sente in colpa per essersi fatta ingannare da Luca.
    Ti segnalo solo una cosa. Non è necessario che metti: disse, rispose, aggiunse, chiese e via dicendo, alla fine di ogni dialogo. Va fatto solo per aggiungere qualche informazione in più del dopo “rispose piangendo” , oppure se è un discorso molto lungo, magari fra più persone, e devi necessariamente far capire chi è a parlare.
    A parte qualche errore di battitura che sicuramente avrai già visto (non ne usciremo mai) vai avanti così.
    Ti aspetto

    • Ciao, sono contenta che questa storia ti stia piacendo. Ti ringrazio molto per i consigli; cercherò di evitare di aggiungere alla fine dei discorsi quei “disse”.
      Per quanto riguarda gli errori di battitura, invece, devo confessarti che, molte volte, nonostante rilegga più volte il capitolo, mi accorgo di essi solo dopo averlo pubblicato; cercherò di prestare più attenzione. Ti ringrazio ancora per seguire questa storia; cercherò di non deluderti. A presto.

  10. Ho mantenuto la promessa e letto tutti i capitoli. Ti dirò la verità: scrivi bene, hai sicuramente un potenziale, ma per la prossima storia sceglierei un argomento più vicino alla tua età. Solo conoscendo, anche solo in parte, ciò di cui si sta parlando si può riuscire a trasmettere al lettore sentimenti profondi. Non puoi uccidere un uomo a 17 anni e restare così fredda, secondo me la freddezza della protagonista deriva proprio dal fatto che tu, ringraziando il cielo😀, non hai idea di cosa si provi.
    Alla prossima

    • Ciao, sono contenta che sia passata e che ti sia piaciuta la storia.
      Si, hai ragione:l’argomento trattato è un po’ “pesante” per la mia età, ma cercherò di trattarlo “con le pinze” per ricavare il meglio da questa storia, nonostante sia consapevole di non poter trasmettere molte emozioni perché, come hai detto tu, non ho vissuto (aggiungerei un “fortunamente”😬) le esperienze che ha vissuto la protagonista nè conosco molto bene l’argomento, ma ormai il dado è tratto! Cercherò di portare a compimento questa storia come meglio posso, e prometto che, se mai dovessi scriverne un’altra, questa tratterà argomenti più attinenti alla mia età😅. A presto, e grazie ancora per essere passata!

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