Le scelte della vita

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà l'ultimo racconto di Anna a Luca? Il perché abbia "rapito" Andrea e da chi stesse scappando (100%)

Andrea

 Il mio travaglio fu molto sofferto, ma tutto passò  quando presi per la prima volta mio figlio tra le braccia; era così bello, così piccolo, così indifeso e bisognoso di cure. Quando guardai per la prima volta i suoi occhi tutte le paure che avevo avuto fino a quel momento andarono via, sparirono con la stessa velocità con la quale erano venute; capii che mio figlio aveva bisogno di me, della sua mamma. Che bella parola che è mamma! Da quando ho Andrea, è diventata la mia parola preferita in assoluto; non vedo l’ora che mio figlio la dica per la prima volta, nonostante sappia già quale sarà la mia reazione.

Quando nacque Andrea, io ero già tenuta sott’occhio dalla polizia. Feci richiesta per poter portare Andrea in carcere da mio padre, richiesta che fu accolta. Mio padre era molto emozionato nel vederlo, forse perché sapeva che non se lo sarebbe goduta “Tu tutto bene?” chiese, alludendo implicitamente alla mia posizione “Tutto ok” gli dissi, e lui capii. Mi mancava tanto, ma adesso dovevo pensare a mio figlio.

Più Andrea cresceva e più io lo amavo,ma non potevo permettermi il lusso di restare con le mani in mano. Ricominciai a essere attiva nel mondo mafioso quasi da subito, il tempo di riprendermi dal parto. Tutto si accorsero che fossi diversa, avevo una dolcezza neglio occhi mai avuta prima.

Tutto andava bene,sia con la mafia sia con Andrea che, crescendo, sembrava somigliare sempre più a me, ma anche questa felicità duro poco: qualcuno aveva fatto la spia sul luogo nel quale si sarebbe tenuto un incontro con i capi delle zone. La polizia quindi fece in bliz nello scantinato nel quale ci trovavamo e ci catturó tutti. Però fecero un errore: pensarono che io fossi ormai diventata un “pesce piccolo”, mentre non pensarono che avessi ancora un ruolo di primo piano.

Solo che in quell’incontro c’era anche Andrea.

Ci portarono tutti in caserma con delle macchine blindate; fu lì che ebbi una brutta sorpresa: Luca, l’uomo che adesso mi stava aiutando e che aveva fatto diversi affari con me, si era rivelato essere un poliziotto sotto copertura. Mi cadde il mondo.

“Sei un bastardo” gli dissi passandogli vicino; lui abbassó lo sguardo.

Poi mi portano nelle sala interrogatori, dove mi fecero molte domande attinenti al mio ruolo all’interno del mondo mafioso. Capii che non avevano capito nulla e iniziai il mio blef, facendoli credere ciò che loro voleva credere.

“Non abbiamo prove per sbatterti adesso in carcere” mi disse uno “Me ne abbiamo abbastanza per metterti ai domiciliari” aggiunse “Ma stai certa che le prove le otterrò, e allora per te inizierà l’Inferno”. Ripensai a quelle parole. Erano le stesse che mi avevano detto gli Eschinio; avevo sottratto loro dei clienti molto facoltosi, e loro avevano giurato di ammazzarmi.

Poi in sala entró Luca, e tutti uscirono.

“Non ci parlo con gli stronzi” gli dissi

“Invece dovrai farlo” mi disse lui “Guardami” mi disse poi

“Fammi firmare quello che devo firmare, così torno a casa con mio figlio” gli dissi

“Torni a casa” disse “Ma da sola”. Mi si ghiacció il sangue nelle vene; cosa voleva dire?

“Che cazzo dici?” gli chiesi

“Dico che, fin quando non saranno certo della tua posizione, Andrea sarà affidato a una casa famiglia” rispose

“Luca, se è un modo per farmi parlare è il modo più carognoso che potessi pensare” gli dissi

“È la verità” disse “Qui c’è il decreto del giudice” disse mostrandomelo. Non potevo crederci, non potevo credere che mi avessero tolto mio figlio.

“Luca” riuscii solo a dire prima che entrassero nella sala i due poliziotti che erano usciti prima.

“Mi dispiace” mi disse mentre mi portavano via. Fu la prima volta che piansi davanti a degli uomini di polizia, la prima volta che infransi la promessa fatta a mio padre.

“Aspettate” sentii la voce di Luca mentre stavo entrando in auto “La accompagno io” disse.

Non parlammo durante il viaggio. Io guardavo il finestrino, non riuscendo ancora a credere a ciò che fosse successo.

Passó una settimana, la settimana più lunga della mia vita. L’ottavo giorno mi arrivó una foto da parte degli Eschinio; rimasi fissa a guardarla: era una foto di Andrea, l’avevano trovato. Il mio cuore si fermò per alcuni secondi. Adesso mi avevano in pugno, se avessi avvisato la polizia sarebbe sicuramente finirà male; potevano farmi tutto quello che volevano, ma Andrea non dovevano toccarlo.

Non potevo più aspettare, dovevo fuggire. 

Evasi da casa, mi intrufulai nella casa famiglia di mio figlio, lo presi e scappai. Quando lo presi in braccio provai la stessa emozione che provai quando lo vidi per la prima volta in sala parto; non potevo più resistere senza sentire il suo odore e i suoi balbettii. 

Chiamai un mio amico con un telefono rubato e gli chiesi di procurarmi dei documenti falsi per fuggire dall’Italia; avevo dei soldi in un conto svizzero, e con quelli non me la sarei passata male. Io non ero niente senza mio figlio. Avrei rinunciato a tutto, anche al mio ruolo nel mondo della mafia, per farlo stare con me. Lui era tutto per me, e lo sarebbe sempre stato.

Adesso che la protagonista ha finito i suoi racconti, cosa farà Luca?

  • La aiuterà, ma le troverà un alto alloggio. (0%)
    0
  • Deciderà di farla stare a casa sua (67%)
    67
  • Farà il suo dovere di poliziotto e la denuncerà (33%)
    33
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26 Commenti

  • Non c’è Stato un lieto fine ma la speranza di un lieto fine e, visto il genere, meglio così. Brava. Continua a scrivere e soprattutto a leggere tantissimo, ti aiuterà a migliorare ancora di più e a trovare il tuo stile che, comunque, si intravede già. Non abbandonare mai il tuo sogno, sento che trovando la storia adatta riuscirai a scrivere qualcosa di veramente buono, il potenziale c’è, te lo hanno detto in molti e ci devi credere. In bocca al lupo. Alla prossima

    • Grazie mille, posso assicurarti che non smetterò nè di scrivere nè, sopratutto, di leggere.
      Il lieto fine non c’è stato, ma forse potrebbe uscire “le scelte della vita 2″… devo prima studiarci su e cercare di non far diventare il sequel a mo di “brodo allungato”. Vedremo come andranno le cose.i. Ancora grazie per i complimenti. A presto.

  • Io ti devo fare i complimenti, perché sei coraggiosa per la tua giovane età. Le tue coscritte generalmente tendono a leggere e a scrivere racconti rosa (non che ci sia qualcosa di male). Tu invece sei diversa e originale.
    Sei brava a scrivere i flashback e a creare azione e suspance. Insomma, hai una buona base e il tuo stile migliora capitolo dopo capitolo.
    Hai scelto una protagonista non convenzionale. Una bad girl criminale. Non tutti lo avrebbero fatto, in quanto non è semplice simpatizzare con un’assassina mafiosa. Ma tu ci mostri Anna anche nei suoi lati più intimi. Una madre, donna e amante.
    Ci sono ogni tanto degli errorini di battitura (ma li facciamo tutti) ed espressioni cacofoniche o ripetizioni pesantine (ma siamo qui per imparare, quindi non preoccuparti).
    Ti segnalo delle cosine tecniche, non per sottolineare da anziana maestrina i tuoi errori, ma per aiutarti.
    – Le cifre numeriche, tipo diciassette anni, va scritto in lettere e non in numero arabo. Solo le date, e poche altre eccezioni si scrivono in carattere numerico.
    – Chilogrammi andrebbe scritto per interno e non con l’abbreviazione Kg.
    – Agli arresti domiciliari sequestrano il cellulare, quindi Anna non dovrebbe ricevere un messaggio dagli Eschino.

    Ti sprono a continuare a scrivere! Hai potenziale.

    • Ciao; grazie per i complimenti e i consigli che mi aiutano sempre a migliorare.
      Ti confesso di aver scelto questa storia proprio perché volevo differenziarmi delle ragazze della mia età: non volevo scrivere la solita storia facilmente attribuibile a una ragazza di 16 anni, ma volevo dimostrare (anche a me stessa) fino a dove posso spingermi.
      Sono felice che tu abbia colto il senso del racconto: mostrare Anna al di fuori dell’ambiente mafioso del quale fa parte, per dimostrare come le persone possano avere “2 parti”: Anna è si una mafiosa, ma è soprattutto (come credo sia emerso dai vari capitoli) una madre.
      Ti ringrazio per aver avuto la pazienza di recuperare tutti i capitoli , e ti dico ancora una volta grazie per i consigli.
      Spero di sorprendervi con il capitolo finale.

  • Il colpo di scena c’è stato, brava, forse avresti solo dovuto chiarire meglio di cosa si è vendicata. Immagino che sia stata colpa loro se ha perso il bambino ma non lo hai specificato, e poi Anna cosa le ha fatto? Perché si vuole vendicare di lei? Forse è sfuggito a me, non so.
    A parte ciò sei migliorata parecchio.
    Il mio romanticismo mi porta a sperare che possa iniziare una nuova vita con Luca, abbandonando il mondo della mafia per sempre, ma l’autrice sei tu.

    • Ciao, grazie per essere tornata.
      Hai ragione: molte cose sono rimaste in sospeso, ma purtroppo ho dovuto cancellare buona parte dei dialoghi per rientrare entro il limite……
      Comunque posso rispondenderti qui: •la perdita del bambino non c’entra con loro; ho immaginato che avesse avuto un’aborto spontaneo (ho dovuto cancellarlo dai dialoghi purtroppo)
      •ho immaginato voglia vendicarsi del “male” che ha subito; era comunque una persona bullizzata da loro.
      •si sta vendicando un po’ di tutti quelli che l’hanno bullizzata… tra questi c’era anche Anna.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee….. avrei voluto farlo direttamente sul capitolo, ma non mi bastavano i caratteri.
      Comunqje grazie ancora di essere passata.

  • Hai seguito il consiglio, i dialoghi sono molto più scorrevoli e e ben articolati. Brava. Nell’ultima strofa forse stava meglio: “quando mi resi conto che c’era qualcuno in casa …”
    Mancano gli ultimi due capitoli. Hai già pensato a colpo di scena finale? Stupiscici 😉

    • Ciao, sono davvero molto felice che questa storia ti sia piaciuta. Il obiettivo è propri quello di migliorare, poiché scrivere è una delle cose che mi piace fare di più; cercherò di portare avanti questa passione e cercherò sempre di migliorare, grazie anche ai consigli che ricevo sotto le storie. Spero che questa storia continui a piacerti!
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  • Ho recuperato i capitoli e devo ammettere di essermi appassionata tantissimo; non é il solito racconto che ti aspetteresti da una ragazzina, e forse proprio per questo piace. Non ho consigli da darti, posso solo dirti di continuare così. Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

  • Eccomi di nuovo, ho letto tutta la storia. Ho notato miglioramenti nella scrittura episodio dopo episodio. Il mio ultimo consiglio, se posso, è di scegliere un soggetto adatto da “maneggiare” con disinvoltura. Non devo dirti io quanto può essere complesso scrivere di mafia. In bocca al lupo! ciao 🙋

  • La tua è una bella prosa, interessante, domani mi.leggo tutti gli episodi. Concordo e ribadisco la nota di “Gra”,
    relativa ai dialoghi: ” Risposi, disse, chiesi, domandò ecc. “Nove volte su dieci non se ne sente il bisogno e modificano il carattere della tua prosa che, ripeto, si presta naturalmente ad una trama drammatica e vuole dialoghi asciutti domanda / risposta, come nella vita reale. brava💪🙋 ciao

  • Descrivi bene i sentimenti, mi è piaciuto particolarmente il momento in cui Anna si sente in colpa per essersi fatta ingannare da Luca.
    Ti segnalo solo una cosa. Non è necessario che metti: disse, rispose, aggiunse, chiese e via dicendo, alla fine di ogni dialogo. Va fatto solo per aggiungere qualche informazione in più del dopo “rispose piangendo” , oppure se è un discorso molto lungo, magari fra più persone, e devi necessariamente far capire chi è a parlare.
    A parte qualche errore di battitura che sicuramente avrai già visto (non ne usciremo mai) vai avanti così.
    Ti aspetto

    • Ciao, sono contenta che questa storia ti stia piacendo. Ti ringrazio molto per i consigli; cercherò di evitare di aggiungere alla fine dei discorsi quei “disse”.
      Per quanto riguarda gli errori di battitura, invece, devo confessarti che, molte volte, nonostante rilegga più volte il capitolo, mi accorgo di essi solo dopo averlo pubblicato; cercherò di prestare più attenzione. Ti ringrazio ancora per seguire questa storia; cercherò di non deluderti. A presto.

  • Ho mantenuto la promessa e letto tutti i capitoli. Ti dirò la verità: scrivi bene, hai sicuramente un potenziale, ma per la prossima storia sceglierei un argomento più vicino alla tua età. Solo conoscendo, anche solo in parte, ciò di cui si sta parlando si può riuscire a trasmettere al lettore sentimenti profondi. Non puoi uccidere un uomo a 17 anni e restare così fredda, secondo me la freddezza della protagonista deriva proprio dal fatto che tu, ringraziando il cielo😀, non hai idea di cosa si provi.
    Alla prossima

    • Ciao, sono contenta che sia passata e che ti sia piaciuta la storia.
      Si, hai ragione:l’argomento trattato è un po’ “pesante” per la mia età, ma cercherò di trattarlo “con le pinze” per ricavare il meglio da questa storia, nonostante sia consapevole di non poter trasmettere molte emozioni perché, come hai detto tu, non ho vissuto (aggiungerei un “fortunamente”😬) le esperienze che ha vissuto la protagonista nè conosco molto bene l’argomento, ma ormai il dado è tratto! Cercherò di portare a compimento questa storia come meglio posso, e prometto che, se mai dovessi scriverne un’altra, questa tratterà argomenti più attinenti alla mia età😅. A presto, e grazie ancora per essere passata!

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