Le scelte della vita

Dove eravamo rimasti?

Adesso che la protagonista ha finito i suoi racconti, cosa farà Luca? Deciderà di farla stare a casa sua (67%)

Aiutare un’amica.

Punto di vista di Luca

Ascoltai la storia di Anna con molta attenzione, poiché volevo capire il motivo per il quale una ragazza così bella e intelligente, qualità che molto persone cercano di avere insieme, avesse fatto il suo ingresso in quel mondo fatto solo di pistole e sangue; capii che lei non era così come voleva apparire, ma era una ragazza fragile che la vita aveva cercato di abbattere tante, troppo volte. Aveva bisogno di aiuto, ma il problema era che non voleva accettarlo.

“Cosa vuoi fare?” mi chiese. Era strano: io che avevo arrestato tanti i quei criminali non riuscivo a mettere le manette ai polsi di quella ragazza che aveva negli occhi una luce da bambina, una bambina costretta dalla vita a crescere troppo in fretta.

“Per te è troppo pericoloso stare lì fuori” dissi

“Quindi?” mi chiese

“Quindi facciamo che per adesso stai qui” risposi

“Perché mi stai aiutando Luca?” mi chiede d’un tratto.

Non riuscivo a risponderle. La verità era che neanche io lo capivo, non capivo cosa fosse scattato in me.

Mi avvicinai al divano e presi in braccio Andrea

“Forse perché credo che lui abbia bisogno di una vita normale” risposi, e lei accenno un sorriso. Era così bella Quando sorrideva!

“Tu credo che con me l’avrà?” mi chiese poi. Rimasi Andrea sul divano e mi avvicinai a lei

“Io so che tu non sei così, so che ti nascondi dietro una corazza perché hai paura” le dissi

“Di cosa avrei paura?” mi chiese. Eravamo a pochi centimetri l’un dall’altro

“Che la vita ti remi ancora contro” risposi “E di perdere le persone che ami” aggiunsi poi. I nostri nadi si sfioravano

“Allora ho paura di perderti” mi disse. Sapevo che sarebbe successo di nuovo, sapevo che non avrei dovuta accoglierla in casa.

Eravamo così vicini da poter sentire reciprocamente i battiti dei nostri cuori, un battito molto, troppo, accelerato.

Stavamo per baciarci. Eravamo sul punto di farlo quando il mio cellulare squillò “Allora queste cose non accadono solo nei film” pensavo mentre tornavo alla realtà. 

“Scusa” mi disse Anna mentre ci allontanavamo e io prendevo il cellulare dalla tasca della giacca. Guardai il display e vidi il nome della persona che mi stava chiamando: erano i miei colleghi.

Guardai Anna preoccupato; lei si accorse che qualcosa non andava

“Che succede” mi chiese infatti

“Sono i miei colleghi” le dissi. Lei sbattè le palpebre: lo faceva sempre quando era nervosa “Stai tranquilla” le dissi, e la vidi sedersi sul divano prendendo tra le braccia Andrea. 

Dopo i vari saluti formali, il mio collega riveló il motivo della chiamata “Ci sono due novità” mi disse; immaginavo quale fosse la prima, ma non capivo quale potesse essere l’atra 

“Cosa?” chiesi infatti 

“L’imperatrice è scappata” disse “E abbiamo trovato i corpi degli Eschinio in una cava” aggiunse “Quando sono morti?” chiesi “Almeno due settimane fa, ecco perché non avevamo loro notizie” rispose “C’è bisogno che venga?” chiesi, e lui, prima di attaccare, rispose di no.

“Quando hai ricevuto quella foto?” chiedi poi ad Anna

“8 giorni fa” rispose “Perché?” chiese

“Non sono stati gli Eschinio” risposi

“Sono in carcere?” mi chiese

“Sono morti” risposi. I suoi occhi mi sembrarono uscire fuori

“Come morti?” chiese, e io riferii tutto quello che il mio collega mi aveva detto. Adesso la sua espressione era molto preoccupata

“Devo andarmene via” esordì alzandosi di scatto 

“Cosa cazzo dici?” le chiesi cercando di trattenerla 

“La prossima sono io Luca” rispose respirando affannosamente 

“Ti ho detto che devi stare tranquilla” le dissi “Ci sono io a proteggerti”, ma lei non sembrava essersi per niente tranquillizzata 

“Chiunque mi voglia morta può farmi tutto quello che vuole, ma io ti giuro che, se mi toccano mio figlio, faccio scoppiare la terza guerra mondiale” mi disse infatti. Era facile credere che fosse vero

“Ti fidi di me?” le chiesi: lei abbassó lo sguardo 

“Lo so, ti ho già tradita una volta” le dissi “Ma se ti sto proteggendo vuol dire che di te mi fido” aggiunsi

“Non mi tradire mai più” mi disse

“Va bene” risposi, e lei mi abbracciò. Fu un abbraccio strano, uno di quelli che, come direbbero le ragazzine “Spezzano le ossa e aggiustano il cuore”

“Adesso vai a dormire” le dissi “È tardi” aggiunsi

“Dormo sul divano” mi disse 

“Io dormo sul divano” la corressi “So che vorresti che nessuno ti aiutasse, ma questa volta ascoltami” aggiunsi, e riscii a convincerla a dormire in camera mia

“Stai qui, prendo il seggiolino di Andrea dall’auto e torno” le dissi.

“Luca” mi chiamó mentre stavo per uscire “Grazie, di tutto” disse quando mi girai. Era la prima volta che la sentivo dire grazie, anzi, era la prima volta che sentivo un mafioso ringraziare un poliziotto, o meglio uno sbirro, come dicono loro.

Il giorno mi svegliai presto e trovai Anna intenta a dar da mangiare a Andrea; mi sarebbe piaciuto svegliarmi sempre così.

“Adesso devo andare” dissi dopo averla salutata e aver giocato un po’ con Andrea “Ci vediamo dopo” aggiunsi, e andai a lavorare.

Dal prossimo episodioracconteremo la storia nuovamente dal punto di vista di Anna. Cosa accadrà?

  • Ci saranno dei nuovi omicidi (50%)
    50
  • Vedremo Anna mamma alle prese con Andrea (0%)
    0
  • Scopriremo altri dettagli del rapporto tra Luca e Anna (50%)
    50

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