Le scelte della vita

Dove eravamo rimasti?

Anna riconoscerà i due uomini? Si, ma non erano componenti del mondo mafioso. (100%)

Ricordare il passato

Nonostante stessi osservando quelle foto da un paio di minuti, non riuscivo a riconoscere neanche uno di quei due uomini sui quale Luca stava lavorando. Poi, ad un tratto, guardando bene la cicatrice che uno dei due uomini aveva sopra il sopracciglio destro, la mia mente mi riportó come indientro nel tempo, fino al mio terzo anno di scuole superiori. 

Mi trovavo nel campo da calcio della mia ex scuola superiore, un edificio ormai abbandonato. C’era una partita di calcio tra la mia classe e la classe di un altro istituto vicino con il quale vi era una certa rivalità; di quella partita,ovviamente, nessun professore sapeva qualcosa: dei ragazzi avevano rubato le chiavi del guardiano, ne avevano fatto una copia e ci avevano fatto entrare di nascosto.

 Mi contrai così tanto su quella “visione” da poter riuscire a sentire le loro voci, il rumore della palla calciata, il fischio di un ragazzo che faceva da arbitro, i raggi del sole sulla mia pelle, il vento che mi scompigliava i capelli raccolti in una coda alta tenuta ferma da un elastico rosso come la divisa della squadra di calcio della nostra classe.

Dopo circa 20 minuti di gioco, un ragazzo della mia classe cadde a terra poiché voleva fare una rovesciata per cercare di segnare un goal; forse non lo aveva mai fatto prima, o semplicemente aveva perso l’equilibrio, ma cadde sbattendo la testa. Eravamo tutti un po’ spaventati per lui, ma il ragazzo si rialzò subito dopo. Aveva una piccola ferita sul sopracciglio che si cicatrizzó dopo qualche giorno; la stessa cicatrice che aveva il ragazzo ritratto sulla foto che stavo guardando.

Fu così che riconobbi quei ragazzi: si chiamavano Antonio e Guido e erano dei miei compagni di classe. Erano anni che non avevamo rapporti, da quando io andai in quella struttura; dopotutto, chi è che avrebbe voluto frequentare la figlia di un uomo in carcere? La figlia di un uomo che aveva a che fare con la mafia? 

“So chi sono” dissi a Luca, posando le foto sul tavolo e raccontando ciò che avevo ricordato

“Sai se qualcuno potesse avercela con loro?”

“Che io sappia no, ma sono anni che non ci sentiamo”

“Magari qualcuno a scuola?”

“Non credo avessero nemici; facevano qualche rissa, ma si trattava di ragazzate”. Poi mi venne in mente il volto di una ragazza, una di quelle che a scuola si siede sempre al primo banco e fa sempre la spia ai professori: una di quelle ragazze semplicemente definite “secchione”,ragazze che non vengono mai calcolati dai loro compagni di classe.

“C’era una ragazza che avevano preso di mira, ma non credo possa c’entrare”

“Ricordi il suo nome?”

Mi sforzai per visualizzare il suo volto e, alla fine, anche il nome della ragazza mi venne in mente “Angela. Angela Parisi”

Luca la cercó sul suo computer, e giró verso di me lo schermo quando la trovó su un social network 

“È questa?”

Guardai la foto profilo è la riconobbi subito; i capelli erano ancora ricci, ma li aveva tinti di giallo; i suoi grandi occhi marroni, però, mi facevano sentire quasi in soggezione, come se lei mi stesse fissando attraverso lo schermo del PC e mi stesse punendo per tutti gli scherzi, a volte anche piuttosto pensanti, che le facevo durante le ore scolastiche; scherzi che andavano dal nasconderle il quaderno a rubarle i soldi della merenda;scherzi di cui, adesso, mi pento.

“Ci sono delle informazioni per contattarla?” 

“No” rispose lui spegnendo l’apparecchio “Adesso è meglio risposare” disse prendono il cellulare e comunicando le informazioni ricevute ai suoi colleghi “Un amico li ha riconosciuti, ma adesso è fuori Italia per lavoro” gli disse per nascondere la verità 

“Io vado” mi disse poi

“Non dovevamo riposare?”

“Voi due si, io devo riandare” “Ci vediamo dopo”

Salutó me e Andrea e uscì; non mi ero ancora abituata al vederlo andare via.

Mentre chiudeva la porta non riuscii a non pensare alla nostra storia, una storia impossibile nata tra una componenti della mafia è un poliziotto; un amore impossibile che non avrebbe mai potuto avere un lieto fine come quello delle favole che mia madre mi leggeva da piccola, dove la principessa trovava sempre il suo principe azzurro e viveva con lui in un felicità eterna, una felicità che, forse, mi sarà negata per sempre.

Scacciati via quei pensieri venuti a farmi compagnia all’improvviso, misi ad Andrea un pigiamino con delle macchinine colorate che gli avevo comprato pochi mesi prima e lo poggia accanto a me sul letto, gli diedi un bacio, chiusi gli occhi e mi addormentai.

Ad un tratto sentii dei passi venire verso la camera da letto; guardai l’ora: le 2:30. Ero sicura che non si trattasse di Luca, in quanto lui, solitamente, quando andava a lavorare tardi non rincasava prima del sorgere del sole.

Quando mi resi conto che ci fosse qualcuno in casa  aprii di scatto gli occhi. Non potevo credere a ciò che stava succedendo. Non potevo credere che quella persona si trovasse davanti i miei occhi. Volevo, anzi dovevo, capire se quella fosse la realtà o se stessi ancora sognando.

Chi è la persona che Anna ha davanti gli occhi?

  • Angela, la ragazza che aveva bullizzato alle superiori. (50%)
    50
  • Nessuno; sta ancora sognando. (50%)
    50
  • Un componente degli Eschinio riuscito a salvarsi. (0%)
    0
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26 Commenti

  • Non c’è Stato un lieto fine ma la speranza di un lieto fine e, visto il genere, meglio così. Brava. Continua a scrivere e soprattutto a leggere tantissimo, ti aiuterà a migliorare ancora di più e a trovare il tuo stile che, comunque, si intravede già. Non abbandonare mai il tuo sogno, sento che trovando la storia adatta riuscirai a scrivere qualcosa di veramente buono, il potenziale c’è, te lo hanno detto in molti e ci devi credere. In bocca al lupo. Alla prossima

    • Grazie mille, posso assicurarti che non smetterò nè di scrivere nè, sopratutto, di leggere.
      Il lieto fine non c’è stato, ma forse potrebbe uscire “le scelte della vita 2″… devo prima studiarci su e cercare di non far diventare il sequel a mo di “brodo allungato”. Vedremo come andranno le cose.i. Ancora grazie per i complimenti. A presto.

  • Io ti devo fare i complimenti, perché sei coraggiosa per la tua giovane età. Le tue coscritte generalmente tendono a leggere e a scrivere racconti rosa (non che ci sia qualcosa di male). Tu invece sei diversa e originale.
    Sei brava a scrivere i flashback e a creare azione e suspance. Insomma, hai una buona base e il tuo stile migliora capitolo dopo capitolo.
    Hai scelto una protagonista non convenzionale. Una bad girl criminale. Non tutti lo avrebbero fatto, in quanto non è semplice simpatizzare con un’assassina mafiosa. Ma tu ci mostri Anna anche nei suoi lati più intimi. Una madre, donna e amante.
    Ci sono ogni tanto degli errorini di battitura (ma li facciamo tutti) ed espressioni cacofoniche o ripetizioni pesantine (ma siamo qui per imparare, quindi non preoccuparti).
    Ti segnalo delle cosine tecniche, non per sottolineare da anziana maestrina i tuoi errori, ma per aiutarti.
    – Le cifre numeriche, tipo diciassette anni, va scritto in lettere e non in numero arabo. Solo le date, e poche altre eccezioni si scrivono in carattere numerico.
    – Chilogrammi andrebbe scritto per interno e non con l’abbreviazione Kg.
    – Agli arresti domiciliari sequestrano il cellulare, quindi Anna non dovrebbe ricevere un messaggio dagli Eschino.

    Ti sprono a continuare a scrivere! Hai potenziale.

    • Ciao; grazie per i complimenti e i consigli che mi aiutano sempre a migliorare.
      Ti confesso di aver scelto questa storia proprio perché volevo differenziarmi delle ragazze della mia età: non volevo scrivere la solita storia facilmente attribuibile a una ragazza di 16 anni, ma volevo dimostrare (anche a me stessa) fino a dove posso spingermi.
      Sono felice che tu abbia colto il senso del racconto: mostrare Anna al di fuori dell’ambiente mafioso del quale fa parte, per dimostrare come le persone possano avere “2 parti”: Anna è si una mafiosa, ma è soprattutto (come credo sia emerso dai vari capitoli) una madre.
      Ti ringrazio per aver avuto la pazienza di recuperare tutti i capitoli , e ti dico ancora una volta grazie per i consigli.
      Spero di sorprendervi con il capitolo finale.

  • Il colpo di scena c’è stato, brava, forse avresti solo dovuto chiarire meglio di cosa si è vendicata. Immagino che sia stata colpa loro se ha perso il bambino ma non lo hai specificato, e poi Anna cosa le ha fatto? Perché si vuole vendicare di lei? Forse è sfuggito a me, non so.
    A parte ciò sei migliorata parecchio.
    Il mio romanticismo mi porta a sperare che possa iniziare una nuova vita con Luca, abbandonando il mondo della mafia per sempre, ma l’autrice sei tu.

    • Ciao, grazie per essere tornata.
      Hai ragione: molte cose sono rimaste in sospeso, ma purtroppo ho dovuto cancellare buona parte dei dialoghi per rientrare entro il limite……
      Comunque posso rispondenderti qui: •la perdita del bambino non c’entra con loro; ho immaginato che avesse avuto un’aborto spontaneo (ho dovuto cancellarlo dai dialoghi purtroppo)
      •ho immaginato voglia vendicarsi del “male” che ha subito; era comunque una persona bullizzata da loro.
      •si sta vendicando un po’ di tutti quelli che l’hanno bullizzata… tra questi c’era anche Anna.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee….. avrei voluto farlo direttamente sul capitolo, ma non mi bastavano i caratteri.
      Comunqje grazie ancora di essere passata.

  • Hai seguito il consiglio, i dialoghi sono molto più scorrevoli e e ben articolati. Brava. Nell’ultima strofa forse stava meglio: “quando mi resi conto che c’era qualcuno in casa …”
    Mancano gli ultimi due capitoli. Hai già pensato a colpo di scena finale? Stupiscici 😉

    • Ciao, sono davvero molto felice che questa storia ti sia piaciuta. Il obiettivo è propri quello di migliorare, poiché scrivere è una delle cose che mi piace fare di più; cercherò di portare avanti questa passione e cercherò sempre di migliorare, grazie anche ai consigli che ricevo sotto le storie. Spero che questa storia continui a piacerti!
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  • Ho recuperato i capitoli e devo ammettere di essermi appassionata tantissimo; non é il solito racconto che ti aspetteresti da una ragazzina, e forse proprio per questo piace. Non ho consigli da darti, posso solo dirti di continuare così. Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

  • Eccomi di nuovo, ho letto tutta la storia. Ho notato miglioramenti nella scrittura episodio dopo episodio. Il mio ultimo consiglio, se posso, è di scegliere un soggetto adatto da “maneggiare” con disinvoltura. Non devo dirti io quanto può essere complesso scrivere di mafia. In bocca al lupo! ciao 🙋

  • La tua è una bella prosa, interessante, domani mi.leggo tutti gli episodi. Concordo e ribadisco la nota di “Gra”,
    relativa ai dialoghi: ” Risposi, disse, chiesi, domandò ecc. “Nove volte su dieci non se ne sente il bisogno e modificano il carattere della tua prosa che, ripeto, si presta naturalmente ad una trama drammatica e vuole dialoghi asciutti domanda / risposta, come nella vita reale. brava💪🙋 ciao

  • Descrivi bene i sentimenti, mi è piaciuto particolarmente il momento in cui Anna si sente in colpa per essersi fatta ingannare da Luca.
    Ti segnalo solo una cosa. Non è necessario che metti: disse, rispose, aggiunse, chiese e via dicendo, alla fine di ogni dialogo. Va fatto solo per aggiungere qualche informazione in più del dopo “rispose piangendo” , oppure se è un discorso molto lungo, magari fra più persone, e devi necessariamente far capire chi è a parlare.
    A parte qualche errore di battitura che sicuramente avrai già visto (non ne usciremo mai) vai avanti così.
    Ti aspetto

    • Ciao, sono contenta che questa storia ti stia piacendo. Ti ringrazio molto per i consigli; cercherò di evitare di aggiungere alla fine dei discorsi quei “disse”.
      Per quanto riguarda gli errori di battitura, invece, devo confessarti che, molte volte, nonostante rilegga più volte il capitolo, mi accorgo di essi solo dopo averlo pubblicato; cercherò di prestare più attenzione. Ti ringrazio ancora per seguire questa storia; cercherò di non deluderti. A presto.

  • Ho mantenuto la promessa e letto tutti i capitoli. Ti dirò la verità: scrivi bene, hai sicuramente un potenziale, ma per la prossima storia sceglierei un argomento più vicino alla tua età. Solo conoscendo, anche solo in parte, ciò di cui si sta parlando si può riuscire a trasmettere al lettore sentimenti profondi. Non puoi uccidere un uomo a 17 anni e restare così fredda, secondo me la freddezza della protagonista deriva proprio dal fatto che tu, ringraziando il cielo😀, non hai idea di cosa si provi.
    Alla prossima

    • Ciao, sono contenta che sia passata e che ti sia piaciuta la storia.
      Si, hai ragione:l’argomento trattato è un po’ “pesante” per la mia età, ma cercherò di trattarlo “con le pinze” per ricavare il meglio da questa storia, nonostante sia consapevole di non poter trasmettere molte emozioni perché, come hai detto tu, non ho vissuto (aggiungerei un “fortunamente”😬) le esperienze che ha vissuto la protagonista nè conosco molto bene l’argomento, ma ormai il dado è tratto! Cercherò di portare a compimento questa storia come meglio posso, e prometto che, se mai dovessi scriverne un’altra, questa tratterà argomenti più attinenti alla mia età😅. A presto, e grazie ancora per essere passata!

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