Le scelte della vita

Dove eravamo rimasti?

Chi è la persona che Anna ha davanti gli occhi? Nessuno; sta ancora sognando. (50%)

Gli errori si pagano

  Impiegai un po’ prima di essere del tutto sicura di essere sveglia.
Guardavo quella figura per distinguerne i lineamenti, ma la camera era buia.
Spostai la mano verso la parte opposta del letto e toccai la manina di Andrea che dormiva ancora.
Cercai la pistola sul comodino: non c’era.
Poi una voce ruppe il silenzio.
Era una voce di donna calda e famigliare.
“Saró il tuo peggior incubo”disse; vidi dei ricci contornarle la faccia. Allora la riconobbi:era Angela.Sentii un fazzoletto sul viso.
Persi i sensi. Da allora non ricordo nulla.

Mi svegliai in un casolare di campagna.
Cercai di alzarmi dalla sedia sulla quale mi trovavo, ma ero legata
Perché stava accadendo ciò? Perché non potevo avere anch’io  una vita normale?
La porta d’ingresso cigoló:era Angela.
Entró, chiuse la porte e mi si avvicinò.
Vidi la mia pistola sul tavolo della sala.Girai lo sguardo e notai un’altra porta; forse Andrea era in quella stanza?
“È tanto che non ci vediamo” disse “Ti ricordi di me?”
Mi girava ancora la testa. Non risposi.
“Non giocare con me,non ti conviene”
“Cosa vuoi da me Angela?”
“Allora ti ricordi!” Esclamò lei, felice che sapessi chi fosse.
Andò verso una cucina improvvisata e fece un caffè. Sentii lo stomaco girarsi sotto sopra; un conato di vomito arrivó alla gola. Dovevo resistere, non potevo mostrarmi così. Riuscii a trattenermi, l’espressione che avevo sulla faccia mi tradii 
“È un effetto collaterale.Dovrebbe passare tra poco.Vuoi un caffè?”
“Va al Diavolo” le urlai; non mi diede retta. Si sedette al tavolo girando tra le mani la mia pistola, la pistola di mio padre
“Se ti parte un colpo con quella muori” le dissi come fosse una bimba
“E se parte verso te?” Sapevo che non l’avrebbe mai fatto: non era abituata alla morte, non come lo ero io
“Angela” la chiamai dopo un po’ “Dov’è?”
“Dov’è chi?”. 
“Lo sai”
Si alzò dalla sedia e andò verso la stanza accanto;trattenni il respiro fino a quando non la vidi rientrare portando Andrea. Stava bene.Poggió il seggiolino sul tavolo
“Va bene adesso?” non sopportavo più quel tono.
“Senti, se sono delle scuse quelle che vuoi eccole: scusa, scusa tanto, mi dispiace; ma adesso metti fine a sta cazzata”
“Che me ne faccio delle tue scuse?” urló sbattendo le mani sul tavolo. Andrea si svegliò e  inizió a piangere; speravo che ció non la mandasse ancora più in tilt di quanto non lo fosse già.
Prese Andrea in braccio.
Per la prima volta mi sentii impotente: come potevo proteggerlo bloccata a quella di sedia?
Intanto Andrea non smetteva di piangere
“Dallo a me” le dissi. Lei ci pensó su, ma, alla fine, mi slegò.
“Non fare scherzi” disse.
Il sollievo che mi invase quando lo presi in braccio fu immenso: adesso sì che potevo proteggerlo. Lo strinsi forte a me e lui si calmò.  Quando smise di piangere lo rimise sul seggiolino e mi legó di nuovo
Poi tornò  con delle piccole foto. Le guardai meglio: erano
ecografie.
Ero confusa: perché le aveva se non aveva figli.
“Chi è?”
“Era mio figlio”.
Come “era”? 
Si accorse della mia espressione di stupore “25 Giugno, festa di classe per la fine della scuola; l’ultima alla quale hai partecipato”
“Lo aspettavi già?”
“Si; quella sera ebbi un’emorragia, è così lui non è qui”
“Mi dispiace, veramente”
“Tu che ti dispiaci di qualcosa?”
“So cosa voglia dire perdere un figlio, anche se per poco”.
Lei non aveva pianto, come se non avesse detto niente
“Li hai uccisi tu, vero?”
“Si” rispose subito “Volevo vendicarmi”
“Se vuoi ammazzarmi fallo, ma lui devi lasciarlo andare. Nella tasca del pigiama ho un biglietto con scritto il numero di una persona. Portaglielo dove vuoi”
“Forse ti uccideró, ma non ora; prima voglio farti provare tutto ciò che ho provato io”
“E lui che c’entra con noi?” Non capivo cosa volesse farsene di un bambino.
Altro sorriso beffardo
“Ascoltami, se vuoi ammazzarci fallo, ma uccidi prima me; ti chiedo solo questo”
“L’imperatrice che chiede e non pretende?”
A quel nome ebbi un brivido: come faceva a saperlo?
“Katrina Kalalova” disse, e io capi tutto: da qualche mese stavo facendo accordi con questa donna russa che si è poi rivelata essere lei. Tutto mi sarei aspettata, tranne che lei potesse arrivare a tanto.
“Adesso hai capito?”
“Si:che sei una pazza”
“Sarò pure una pazza, ma ora ti ho in pugno”
Se fossi stata da sola non avrei esitato a istigarla per vedere fino a che punto volesse arrivare, ma sapevo che,se l’avessi fatto adesso, me l’avrebbe fatta pagare colpendomi nel mio punto più debole: Andrea.

Dopo tre giorni eravamo ancora lì, senza che nessuna squadra di polizia fosse venuta a liberarci. Ormai avevo perso le speranze di uscire da lì viva; speravo solo che risparmiasse Andrea: era meglio che morisse anche lui o che, magari, lo prendesse come suo figlio? Non lo sapevo
La speranza che Luca riuscisse a trovarci, però, c’era:non poteva non essersi preoccupato non trovandoci in casa.
Magari lui stava conducendo un’indagine per conto suo,forse sarebbe venuto solo lui a salvarci.
Facevo bene a sperare nell’aiuto di qualcuno? O forse avrei dovuto fare di testa mia per cercare di salvarci?

Adesso la vita di Anna di Andrea è in serie pericolo. Cosa farà Anna?

  • Aspetterà l'arrivo di Luca senza polizia (17%)
    17
  • Aspetterà l'arrivo della polizia (17%)
    17
  • Farà di testa sua (67%)
    67
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26 Commenti

  1. Non c’è Stato un lieto fine ma la speranza di un lieto fine e, visto il genere, meglio così. Brava. Continua a scrivere e soprattutto a leggere tantissimo, ti aiuterà a migliorare ancora di più e a trovare il tuo stile che, comunque, si intravede già. Non abbandonare mai il tuo sogno, sento che trovando la storia adatta riuscirai a scrivere qualcosa di veramente buono, il potenziale c’è, te lo hanno detto in molti e ci devi credere. In bocca al lupo. Alla prossima

    • Grazie mille, posso assicurarti che non smetterò nè di scrivere nè, sopratutto, di leggere.
      Il lieto fine non c’è stato, ma forse potrebbe uscire “le scelte della vita 2″… devo prima studiarci su e cercare di non far diventare il sequel a mo di “brodo allungato”. Vedremo come andranno le cose.i. Ancora grazie per i complimenti. A presto.

  2. Io ti devo fare i complimenti, perché sei coraggiosa per la tua giovane età. Le tue coscritte generalmente tendono a leggere e a scrivere racconti rosa (non che ci sia qualcosa di male). Tu invece sei diversa e originale.
    Sei brava a scrivere i flashback e a creare azione e suspance. Insomma, hai una buona base e il tuo stile migliora capitolo dopo capitolo.
    Hai scelto una protagonista non convenzionale. Una bad girl criminale. Non tutti lo avrebbero fatto, in quanto non è semplice simpatizzare con un’assassina mafiosa. Ma tu ci mostri Anna anche nei suoi lati più intimi. Una madre, donna e amante.
    Ci sono ogni tanto degli errorini di battitura (ma li facciamo tutti) ed espressioni cacofoniche o ripetizioni pesantine (ma siamo qui per imparare, quindi non preoccuparti).
    Ti segnalo delle cosine tecniche, non per sottolineare da anziana maestrina i tuoi errori, ma per aiutarti.
    – Le cifre numeriche, tipo diciassette anni, va scritto in lettere e non in numero arabo. Solo le date, e poche altre eccezioni si scrivono in carattere numerico.
    – Chilogrammi andrebbe scritto per interno e non con l’abbreviazione Kg.
    – Agli arresti domiciliari sequestrano il cellulare, quindi Anna non dovrebbe ricevere un messaggio dagli Eschino.

    Ti sprono a continuare a scrivere! Hai potenziale.

    • Ciao; grazie per i complimenti e i consigli che mi aiutano sempre a migliorare.
      Ti confesso di aver scelto questa storia proprio perché volevo differenziarmi delle ragazze della mia età: non volevo scrivere la solita storia facilmente attribuibile a una ragazza di 16 anni, ma volevo dimostrare (anche a me stessa) fino a dove posso spingermi.
      Sono felice che tu abbia colto il senso del racconto: mostrare Anna al di fuori dell’ambiente mafioso del quale fa parte, per dimostrare come le persone possano avere “2 parti”: Anna è si una mafiosa, ma è soprattutto (come credo sia emerso dai vari capitoli) una madre.
      Ti ringrazio per aver avuto la pazienza di recuperare tutti i capitoli , e ti dico ancora una volta grazie per i consigli.
      Spero di sorprendervi con il capitolo finale.

  3. Il colpo di scena c’è stato, brava, forse avresti solo dovuto chiarire meglio di cosa si è vendicata. Immagino che sia stata colpa loro se ha perso il bambino ma non lo hai specificato, e poi Anna cosa le ha fatto? Perché si vuole vendicare di lei? Forse è sfuggito a me, non so.
    A parte ciò sei migliorata parecchio.
    Il mio romanticismo mi porta a sperare che possa iniziare una nuova vita con Luca, abbandonando il mondo della mafia per sempre, ma l’autrice sei tu.

    • Ciao, grazie per essere tornata.
      Hai ragione: molte cose sono rimaste in sospeso, ma purtroppo ho dovuto cancellare buona parte dei dialoghi per rientrare entro il limite……
      Comunque posso rispondenderti qui: •la perdita del bambino non c’entra con loro; ho immaginato che avesse avuto un’aborto spontaneo (ho dovuto cancellarlo dai dialoghi purtroppo)
      •ho immaginato voglia vendicarsi del “male” che ha subito; era comunque una persona bullizzata da loro.
      •si sta vendicando un po’ di tutti quelli che l’hanno bullizzata… tra questi c’era anche Anna.
      Spero di averti chiarito un po’ le idee….. avrei voluto farlo direttamente sul capitolo, ma non mi bastavano i caratteri.
      Comunqje grazie ancora di essere passata.

  4. Hai seguito il consiglio, i dialoghi sono molto più scorrevoli e e ben articolati. Brava. Nell’ultima strofa forse stava meglio: “quando mi resi conto che c’era qualcuno in casa …”
    Mancano gli ultimi due capitoli. Hai già pensato a colpo di scena finale? Stupiscici 😉

  5. Ciao! Ho letto ora tutti i capitoli. L’idea c’è, tu sai scrivere in modo piacevole, però puoi migliorare ancora! hai delle potenzialità che ti invito a coltivare, non scrivi come una ragazzina. Se ora scrivi così, chissà in futuro! Hai un margine di miglioramento possibile molto ampio!

    • Ciao, sono davvero molto felice che questa storia ti sia piaciuta. Il obiettivo è propri quello di migliorare, poiché scrivere è una delle cose che mi piace fare di più; cercherò di portare avanti questa passione e cercherò sempre di migliorare, grazie anche ai consigli che ricevo sotto le storie. Spero che questa storia continui a piacerti!
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  6. Ho recuperato i capitoli e devo ammettere di essermi appassionata tantissimo; non é il solito racconto che ti aspetteresti da una ragazzina, e forse proprio per questo piace. Non ho consigli da darti, posso solo dirti di continuare così. Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

  7. Eccomi di nuovo, ho letto tutta la storia. Ho notato miglioramenti nella scrittura episodio dopo episodio. Il mio ultimo consiglio, se posso, è di scegliere un soggetto adatto da “maneggiare” con disinvoltura. Non devo dirti io quanto può essere complesso scrivere di mafia. In bocca al lupo! ciao 🙋

  8. La tua è una bella prosa, interessante, domani mi.leggo tutti gli episodi. Concordo e ribadisco la nota di “Gra”,
    relativa ai dialoghi: ” Risposi, disse, chiesi, domandò ecc. “Nove volte su dieci non se ne sente il bisogno e modificano il carattere della tua prosa che, ripeto, si presta naturalmente ad una trama drammatica e vuole dialoghi asciutti domanda / risposta, come nella vita reale. brava💪🙋 ciao

  9. Descrivi bene i sentimenti, mi è piaciuto particolarmente il momento in cui Anna si sente in colpa per essersi fatta ingannare da Luca.
    Ti segnalo solo una cosa. Non è necessario che metti: disse, rispose, aggiunse, chiese e via dicendo, alla fine di ogni dialogo. Va fatto solo per aggiungere qualche informazione in più del dopo “rispose piangendo” , oppure se è un discorso molto lungo, magari fra più persone, e devi necessariamente far capire chi è a parlare.
    A parte qualche errore di battitura che sicuramente avrai già visto (non ne usciremo mai) vai avanti così.
    Ti aspetto

    • Ciao, sono contenta che questa storia ti stia piacendo. Ti ringrazio molto per i consigli; cercherò di evitare di aggiungere alla fine dei discorsi quei “disse”.
      Per quanto riguarda gli errori di battitura, invece, devo confessarti che, molte volte, nonostante rilegga più volte il capitolo, mi accorgo di essi solo dopo averlo pubblicato; cercherò di prestare più attenzione. Ti ringrazio ancora per seguire questa storia; cercherò di non deluderti. A presto.

  10. Ho mantenuto la promessa e letto tutti i capitoli. Ti dirò la verità: scrivi bene, hai sicuramente un potenziale, ma per la prossima storia sceglierei un argomento più vicino alla tua età. Solo conoscendo, anche solo in parte, ciò di cui si sta parlando si può riuscire a trasmettere al lettore sentimenti profondi. Non puoi uccidere un uomo a 17 anni e restare così fredda, secondo me la freddezza della protagonista deriva proprio dal fatto che tu, ringraziando il cielo😀, non hai idea di cosa si provi.
    Alla prossima

    • Ciao, sono contenta che sia passata e che ti sia piaciuta la storia.
      Si, hai ragione:l’argomento trattato è un po’ “pesante” per la mia età, ma cercherò di trattarlo “con le pinze” per ricavare il meglio da questa storia, nonostante sia consapevole di non poter trasmettere molte emozioni perché, come hai detto tu, non ho vissuto (aggiungerei un “fortunamente”😬) le esperienze che ha vissuto la protagonista nè conosco molto bene l’argomento, ma ormai il dado è tratto! Cercherò di portare a compimento questa storia come meglio posso, e prometto che, se mai dovessi scriverne un’altra, questa tratterà argomenti più attinenti alla mia età😅. A presto, e grazie ancora per essere passata!

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