L’importanza di saper fallire

FUGGI

Quando si rese conto di quello che aveva appena fatto era troppo tardi per cercare una soluzione che lo portasse vivo all’alba del giorno dopo.
Presto la sirena del laboratorio avrebbe suonato pronunciando quella frase che nessuno che lavori alla Exenor dovrebbe sentire “Rilevata contaminazione.”
Quella sirena significava che qualcuno aveva sbagliato, e sbagliare significava che qualcuno, anche se per pochissimo, aveva fallito. E alla Exenor il fallimento non era un’opzione attuabile.
Adesso si prospettavano due strade, entrambe incerte sulla sopravvivenza.
Poteva restare li, seduto su quello sgabello girevole da laboratorio e attendere che la sicurezza irrompesse in quella piccola stanzina con le armi spianate, pronti a sparare se in meno di un minuto non avrebbero avuto una spiegazione sufficiente per quello che era successo.
Ma probabilmente prima avrebbero sparato, poi avrebbero chiesto che cosa era successo. Quindi, l’altra via con la più altra probabilità di scampare una morte violenta e immediata poteva essere soltanto fuggire. Certo, sapeva che quelli lo avrebbero inseguito anche se avesse cambiato pianeta, ma doveva tentare. Tanto non aveva nulla da perdere.
Aveva studiato quella situazione almeno dieci volte, quando erano stati gli altri suoi compagni a dover affrontare quella situazione; precisamente cinque minuti dopo il suono della sirena la sicurezza irrompeva nel laboratorio e trenta secondi dopo il corpo del malcapitato di turno era riverso per terra, annegato nel sangue.
Mosse lo sguardo verso il grande orologio digitale che sovrastava una delle vetrate nella ricerca di quanto tempo avesse ancora per salvarsi, <<Merda. Solo 3 minuti>> sbottò in un’esclamazione mista a concitazione e terrore poco dopo mentre buttava in una classica valigetta di metallo bianca fogli con calcoli e grafici, insieme a grandi quaderni ad anelli e contenitori con provette di vario tipo e con diversi liquidi.
Quando ebbe finito ormai il tempo era scaduto, e mentre apriva la porta per scappare, li vide: in fondo al corridoio, tre uomini in completo nero con una comune glock 17 che procedevano ad un’andatura militare, simili a robot. Il primo proiettile che volò colpì una bacheca con dei fogli che stava affissa su un muro. Ora da una fuga era diventata una gara a chi correva più veloce, o a chi aveva la mira migliore. Se presto non fosse stato fuori da li o avesse trovato qualcosa che li facesse da scudo e garantisse per lui non sarebbe arrivato ad un nuovo tramonto. 
 
 
Mentre correva per quegli infiniti corridoi di metallo, cercando una via d’uscita pensava a molte cose. Principalmente imprecazioni che in quel momento avrebbe voluto dire, ma anche se fosse rimasto un’ora così non sarebbe comunque servito a nulla, e forse era meglio risparmiare fiato per correre. Il corridoio finiva davanti a due enormi portelloni di metallo idraulici, i quali recavano un cinque scritto in nero. Appena si avvicinò di poco a quelle porte uno scanner che stava proprio sopra la spaccatura che separava i due pezzi si illuminò proiettando un fascio di luce triangolare vagamente bluastra mentre una voce metallica diceva chiaramente <<Identificarsi per procedere>>.
La luce si mosse per pochi secondi prima di spegnersi, e Fox sperò che alla sala di comando non lo avessero ancora rimosso dal database, perché se fosse stato così non sarebbe mai riuscito a passare quella porta.
 <<Fox Heris. Accesso consentito al livello>> Rispose poco dopo la voce, smentendo i suoi dubbi.
Mentre sentiva l’aria pressurizzata scorrere nei pistoni delle porte, si lasciò andare una piccola esclamazione di gioia nel sapere che forse non era ancora morto, e che forse sarebbe riuscito a sopravvivere. E senza pensarci troppo entrò.
 
 

Cosa troverà Fox nel settore 5?

  • Esperimenti sulla cura. (80%)
    80
  • Altri scienziati. (0%)
    0
  • Informazioni per potersi salvare. (20%)
    20
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26 Commenti

  1. Capitolo scorrevole e dinamico. Scrittura che cattura e colpi di scena.
    Mi è piaciuta la descrizione sulle catastrofi che dal 2020 in poi hanno colpito la Terra.
    Ti confesso che non riuscirei a scrivere nulla di fantascientifico. Ci provai una volta, ma non ne uscii nulla di buono. Mi ingarbuglio in tutti i termini tecnologici e non riesco a scrivere nulla di credibile. Lascio la palla a chi lo fa meglio! Come te per esempio!

  2. Io voto per continuare a seguire Fox anche nel presente, la storia è già abbastanza complessa e preferirei che la matassa si sbrogliasse ancora un po’, cosa che comunque in questo capitolo è già successa con un bello spiegone che non fa mai male. La prima parte del capitolo però credo abbia bisogno di una piccola revisione, c’è qualche problema con i tempi verbali che tendono a cambiare dal presente al passato remoto, e anche in corrispondenza dei dialoghi mancano degli a capo che invece inserisci nella seconda parte. Non so se siano scelte ma credo sia meglio mantenere sempre lo stesso stile per tutto un racconto 🙂
    Ciao!

    • Ciao Caterina B,

      Innanzitutto, grazie per i complimenti. Sentire qualcuno che apprezza le mie scene e i miei dialoghi mi rende sempre molto felice, mi gratifica molto che ti siano piaciuti.
      Per l’idea, sì è precisa, anche se non sempre chiarissima da capire 😂.

      Grazie per la fiducia, e a presto! 😉

  3. ciao Salvo.
    Ho finito di leggere il primo capitolo.
    Spero di recuperare gli altri tre in un tempo “umano”. Nel frattempo ti consiglio solamente di utilizzare le virgolette originali e non quelle “taroccate” 😉
    a presto.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si,

      Grazie per essere passata nel mio racconto, mi auguro che il primo capitolo ti sia piaciuto così come lo spero per gli altri 3.

      Per quanto riguarda le caporali, ho sempre creduto fossero quelle che tu hai definito “false”, poi qualcuno mi ha commentato quando avevo finito il terzo capitolo mostrandomi quelle giuste e come farle. Se noti infatti il quarto è scritto con le virgole corrette 😉.

  4. Se hai intenzione di ambientare questa storia in ben tre diversi periodi temporali (e in così pochi capitoli!) forse dovresti considerare, se ce la fai, di pubblicarla con un ritmo un po’ più sostenuto, perchè diventa difficile seguirti senza rileggere tutto ogni volta. A tal proposito voto per continuare con la parte successiva, perchè un altro salto temporale potrebbe confondere le idee ancora di più!

    • Ciao,

      Innanzitutto, scusa se me la sono presa così tanto comoda ma l’ultimo periodo non che fosse facile far quadrare tutto e anche il racconto.

      Comunque, scuse a parte, all’inizio pensavo a fare un solo capitolo ma poi mi sono accorto presto che se facevo un capitolo di “spiegone” dovevo collegare tutto, e in 5.000 caratteri veniva fuori la metà scarsa. Prevedo comunque con il seguito (che dovrebbe collegare il 2034 al 2054) di dover finire qui, e cercare di finire o quantomeno mettere una buona conclusione con gli altri cinque capitoli.

      Se hai suggerimenti però, o qualcosa che secondo te dovrei approfondire bene nell’altro capitolo, scrivimeli pure in un commento che aiuterebbero.

    • È un casino voluto 😉.
      Ho scelto di usare questo pezzo enigmatico piuttosto che rendere le cose chiare spiegando tutto per poterlo poi collegare bene agli altri due pezzi che compongono il passato di Fox (O dovremo dire Dottor Halderian).
      Infatti la storia si compone dal 2054 nel passato in tre modi:
      35 anni prima (2019. 15 anni prima del 2034)
      20 anni prima (2034. Questo 4º episodio)
      La parte successiva

  5. La storia di Fox!

    Dal finale si direbbe tutta una trappola, ordita fin dall’inizio… uhm…

    Per caporali intendono questi segni: « »
    Si fanno attivando gli “ulteriori tasti” nella barra e quindi “inserisci simbolo/carattere”. La scorciatoia da tastiera conosco solo quella linux: AltGr segno di minore ed AltGr segno di maggiore.

    Ciao 🙂

  6. Ciao.
    Innanzitutto grazie per la critica costruttiva. Questi commenti mi aiutano a capire cosa potrebbe essere migliorato, e quindi come riuscire sempre a offrire qualcosa di sempre migliore.
    Allora, rispondo ai tuoi consigli sullo stile:
    – Per lì e a fianco, non ho giustificazioni, errore mio.
    – Mentre invece per le “D eufoniche” non ho ben compreso a cosa ti riferivi; poi riguardo all’utilizzo delle caporali al posto di <>, conosco questi segni come le caporali, poi non so se ho sbagliato ma se cerco le caporali dicono tutti che sono quei segni.
    – Fox non sa cosa digitare sulla tastiera. Cito da quanto ho scritto “Premette qualche tasto a caso sperando in qualcosa, ma non successe nulla.” Il fatto che premendo abbia attivato Helene è puramente casuale, perché appunto lui non sapeva cosa premere.
    – L’essersi venduti delle cavie si deduce dal fatto che essendo accomunate tutte da quella malattia, di facilmente intuibile pericolosità vista la sicurezza, hanno deciso di vendersi alla Exenor per essere in qualche modo utile, piuttosto che morire uccisi dalla malattia. Forse qui sono stato poco chiaro, ma non volevo perdermi troppo in dettagli.
    – “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” al momento in cui ho scritta mi sembrava ideale per descrivere le dimensioni e l’ubicazione di quella sezione, ma adesso vedendolo dopo un pò mi sembra forse ambiguo, e di certo migliorabile come suggerito.
    – “Sentiva che quelle non erano le prime volte” Ho usato il plurale per tutte le volte che aveva sentito del progetto da quando era entrato in quella sala, e poi per la sensazione di averlo sentito altre volte in passato.
    – “E come aveva fatto finora” ecco questo è l’aspetto più comico di tutto. Qui non si è trattato di scelte di stile, ma di caratteri. Erano rimasti pochi caratteri e dovevo ancora scrivere una frase oltre a quella e quindi non potevo allungarla.

  7. Ciao Salvo,
    Un buon incipit, seguito da un buon secondo episodio.
    Il plot é interessante e lo stile é affilato al punto giusto, tuttavia – proprio perché la storia merita attenzione – vorrei farti notare qualcosina:
    Hai scritto (e ripetuto) Affianco, anziché A fianco.
    Usato li anziché lì
    dovresti evitare le D eufoniche e utilizzare le caporali al posto dei segni maggiore e minore… 😉
    Attenzione alle incongruenze, soprattutto nel secondo episodio. Per esempio:
    Come sapeva cosa digitare sulla tastiera, una volta entrato nella sala sconosciuta?
    Da cosa ha dedotto che le cavie nelle capsule si sono vendute?
    “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” questa frase mi suona male, tu che ne dici?🙂
    “Sentiva che quelle non erano le prime volte”… perché al plurale?
    “E come aveva fatto finora” … forse meglio fino a quel momento?
    Forse non hai riletto prima della pubblicazione, molti autori lo fanno, perché si ha un po’ tutti la voglia di pubblicare una volta terminato di scrivere. Ma una bella lettura, magari a voce alta, può sempre essere d’aiuto😉
    Prendi questi consigli per quel che sono, la storia merita o non avrei perso tempo a leggerla e in maniera così attenta. 🙂
    Aspetto il terzo episodio e ti auguro un’ottima giornata!

    • Ciao.
      Innanzitutto grazie per la critica costruttiva. Questi commenti mi aiutano a capire cosa potrebbe essere migliorato, e quindi come riuscire sempre a offrire qualcosa di sempre migliore.
      Allora, rispondo ai tuoi consigli sullo stile:
      – Per lì e a fianco, non ho giustificazioni, errore mio.
      – Mentre invece per le “D eufoniche” non ho ben compreso a cosa ti riferivi; poi riguardo all’utilizzo delle caporali al posto di <>, conosco questi segni come le caporali, poi non so se ho sbagliato ma se cerco le caporali dicono tutti che sono quei segni.
      – Fox non sa cosa digitare sulla tastiera. Cito da quanto ho scritto “Premette qualche tasto a caso sperando in qualcosa, ma non successe nulla.” Il fatto che premendo abbia attivato Helene è puramente casuale, perché appunto lui non sapeva cosa premere.
      – L’essersi venduti delle cavie si deduce dal fatto che essendo accomunate tutte da quella malattia, di facilmente intuibile pericolosità vista la sicurezza, hanno deciso di vendersi alla Exenor per essere in qualche modo utile, piuttosto che morire uccisi dalla malattia. Forse qui sono stato poco chiaro, ma non volevo perdermi troppo in dettagli.
      – “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” al momento in cui ho scritta mi sembrava ideale per descrivere le dimensioni e l’ubicazione di quella sezione, ma adesso vedendolo dopo un pò mi sembra forse ambiguo, e di certo migliorabile come suggerito.
      – “Sentiva che quelle non erano le prime volte” Ho usato il plurale per tutte le volte che aveva sentito del progetto da quando era entrato in quella sala, e poi per la sensazione di averlo sentito altre volte in passato.
      – “E come aveva fatto finora” ecco questo è l’aspetto più comico di tutto. Qui non si è trattato di scelte di stile, ma di caratteri. Erano rimasti pochi caratteri e dovevo ancora scrivere una frase oltre a quella e quindi non potevo allungarla.

    • Ciao anche a te.
      Allora.. qui devo avere sbagliato io omettendo alcuni dettagli mentre scrivevo, ma rimedio subito:
      Quindi, Fox non ha mai pensato ad avere un piano di fuga perché li nonostante tutto era al sicuro da quello per cui stanno cercando una cura. Sembra stupido, ma la fuga è qualcosa a cui non ha mai pensato per via del fatto che solo li sapeva che sarebbe sicuramente sopravvissuto; considerando la fuga solo come un modo per salvarsi da una situazione disperata.

      Per le imprecazioni allora preferiva solo pensare prima di tutto per essere silenzioso, poi perché concentrarsi su quello lo avrebbe distratto dal ricordarsi quali potevano essere le aree più sicure della struttura o che potessero portare direttamente fuori.

      Be che dici, basta?

  8. Mi piacciono molto gli inizi in cui non si perde tempo, che ti sbattono dritto in una situazione senza darti troppe spiegazioni. Ti puoi immedesimare senza che ti siano riversati addosso troppi dettagli ma avendo chiaro quello che succede, ed è quello che ho apprezzato di questo capitolo. Lo stile asciutto e scorrevole va benissimo per una storia come questa, occhio solo alle ripetizioni 🙂
    Per la scelta, io dico esperimenti!

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