L’importanza di saper fallire

Dove eravamo rimasti?

Come continuiamo? Continuiamo con la parte successiva (100%)

SCELTE DIFFICILI

«Aeronave Foxtrot. Autorizzati all’atterraggio» recita una voce automatica, mentre l’hangar si apre sibilando in una colonna verticale d’aria. Appena atterriamo, un ufficiale entra nella navetta e guardando l’ologramma di una lista inizia a parlare. «Appena dico il vostro nome uscite e mettetevi in fila per la scansione dell’identificativo. A operazione conclusa sarete riassegnati alla classe di appartenenza». La scansione durò oltre un’ora. Uno dopo l’altro vedevo tutti quelli che erano con me uscire e scomparire nell’hangar. Io fui l’ultimo, ma non arrivai mai alla scansione: l’uomo mi fermò prima, facendo alt con la mano «Tu no, vieni con me. Il direttore vuole vederti».
Cercai di replicare ma lui rispose accigliato «Non fare domande».
Il tragitto verso l’ufficio fu breve: passammo affianco alla gente in fila per l’identificazione, procedendo verso il fondo della rimessa fino ad un ascensore. Quando arriva, l’uomo mi spinge dentro. Appena le porte si chiudono, la cabina parte scattando in alto. Mentre salivo vedevo i piani affiancarsi per poi scorrere in basso. Lo stop fu lento all’arrivo, fino a fermarsi del tutto.
Arrivare dal direttore fu semplice: attraversai gli uffici, presi qualche corridoio ed ero alla sua porta. Bussai, ma nessun rispose. Provai di nuovo, ma sempre nulla. Stavo per andare quando vidi che la porta non era chiusa. Entrai, ma non c’era nessuno. Tutto era al suo posto, tutto tranne un pulsante. Il bottone, di un rosso pulsante, risaltava sul vetro nero della scrivania, stonando in quel contesto. Tutto ciò non andava bene. Il direttore poteva essere stato rapito, e qualcuno poi aveva riordinato per farlo sembrare un atto volontario. E forse quella persona era ancora qui. Dovevo uscire.
Metto la mano sulla maniglia per abbassarla, ma non succede nulla, la porta è bloccata. «Aiuto!» urlo istintivamente, ma nessuno sente. Provo a battere colpi sulla porta, ma oltre a procurarmi un forte dolore alla mano non concludo altro. Mi devo rassegnare: devo premerlo. Quando lo faccio, la stanza diventa improvvisamente buia, e un ologramma luminoso appare di fronte a me. Spero che questo basti a convincerti. Guardalo bene, perché dipende tutto da te. Dice una scritta prima di svanire. Una voce maschile e un filmato appaiono subito dopo.
 
2020. Il Cambiamento colpisce la Terra. L’emisfero australe viene distrutto. Quello boreale subisce gravi danni, ma sopravvive. I morti sono miliardi. Intere nazioni spariscono.
I governi imposero la legge marziale e razionarono le risorse. Nelle città vi furono disordini, e il divario sociale divenne insostenibile. Ma quello che venne dopo fu peggio, anche del cambiamento. La Malattia: un morbo non curabile originato dal sovraffollamento, che uccideva in tre giorni.
Il governo provò ad intervenire, ma senza risultato. Poi arrivò progetto Stirpe: un programma di modifica del DNA umano per renderlo resistente alla malattia. Creare una nuova stirpe di umani immuni al virus. Il progetto però non partì mai. Le probabilità di fallimento furono giudicate troppo alte, in un contesto dove un’epidemia avrebbe segnato l’estinzione.
Ma ora non è più rimandabile. Unisciti! Per una nuova e potente civiltà.
 
Quando la voce smise di parlare, l’ologramma scomparve. Le luci si riaccesero appena dopo.
Mi dovetti sedere per capire cosa era successo. Nulla di nuovo, ma nonostante fossero passati quattordici anni, ricordare quegli anni faceva sempre male. Tutta la mia famiglia era morta nel Cambiamento, e la Malattia si era presa gli ultimi amici che mi rimanevano. Non avrei permesso a nessuno di distruggere la mia vita di nuovo, tantomeno a un progetto così instabile. Stavo per lasciare l’ufficio e dimenticarmi di tutto, quando sentì qualcuno chiamarmi.Era il direttore. Sedeva in una stanza uguale a quella dove mi trovavo adesso.
Stessa scrivania in vetro, stessa poltrona di pelle marrone e quel quadro orrendo appeso dietro lui.
Mi guardava dritto negli occhi, con un’espressione di uno che sta per aprire i regali di natale.
«Piaciuto il video Halderian?» chiese compiaciuto.
«Sei proprio un bastardo» risposi di rimpetto.
«So che non è quello che vuoi, ma non posso più aspettare. Sono costretto a farlo» disse rassegnato.
«Fare che cosa?» domandai, aspettando l’ennesima stranezza.
«Spero mi perdonerai un giorno, il progetto è troppo importante. Benvenuto direttore» e se ne andò.
Prima che riuscì a capire cosa stava succedendo, gli altoparlanti iniziarono a ronzare.
«Qui Lewis. Con questo messaggio mi dimetto dalla dirigenza della struttura e del progetto Stirpe.
Il mio posto verrà preso dal dottor Halderian Heris. È stato un piacere, passo e chiudo».
 
Una settimana dopo.
 
«Laboratorio siete pronti?» chiedo, guardando le immagini in diretta dal luogo.
«Si signore. Manca solo la sua autorizzazione» mi risponde un uomo in tuta hazmat.
«Autorizzo. Avviare progetto Stirpe».
 
 
 
 

Nel prossimo episodio ritorniamo alla storia principale. Cosa raccontiamo?

  • Ci stacchiamo dal settore 5-A e approfondiamo un altra parte della Exenor (0%)
    0
  • Vediamo il punto di vista di un personaggio diverso (0%)
    0
  • Cosa succede a Fox/H. nell'area riservata (100%)
    100

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26 Commenti

  1. Capitolo scorrevole e dinamico. Scrittura che cattura e colpi di scena.
    Mi è piaciuta la descrizione sulle catastrofi che dal 2020 in poi hanno colpito la Terra.
    Ti confesso che non riuscirei a scrivere nulla di fantascientifico. Ci provai una volta, ma non ne uscii nulla di buono. Mi ingarbuglio in tutti i termini tecnologici e non riesco a scrivere nulla di credibile. Lascio la palla a chi lo fa meglio! Come te per esempio!

  2. Io voto per continuare a seguire Fox anche nel presente, la storia è già abbastanza complessa e preferirei che la matassa si sbrogliasse ancora un po’, cosa che comunque in questo capitolo è già successa con un bello spiegone che non fa mai male. La prima parte del capitolo però credo abbia bisogno di una piccola revisione, c’è qualche problema con i tempi verbali che tendono a cambiare dal presente al passato remoto, e anche in corrispondenza dei dialoghi mancano degli a capo che invece inserisci nella seconda parte. Non so se siano scelte ma credo sia meglio mantenere sempre lo stesso stile per tutto un racconto 🙂
    Ciao!

    • Ciao Caterina B,

      Innanzitutto, grazie per i complimenti. Sentire qualcuno che apprezza le mie scene e i miei dialoghi mi rende sempre molto felice, mi gratifica molto che ti siano piaciuti.
      Per l’idea, sì è precisa, anche se non sempre chiarissima da capire 😂.

      Grazie per la fiducia, e a presto! 😉

  3. ciao Salvo.
    Ho finito di leggere il primo capitolo.
    Spero di recuperare gli altri tre in un tempo “umano”. Nel frattempo ti consiglio solamente di utilizzare le virgolette originali e non quelle “taroccate” 😉
    a presto.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria_Si,

      Grazie per essere passata nel mio racconto, mi auguro che il primo capitolo ti sia piaciuto così come lo spero per gli altri 3.

      Per quanto riguarda le caporali, ho sempre creduto fossero quelle che tu hai definito “false”, poi qualcuno mi ha commentato quando avevo finito il terzo capitolo mostrandomi quelle giuste e come farle. Se noti infatti il quarto è scritto con le virgole corrette 😉.

  4. Se hai intenzione di ambientare questa storia in ben tre diversi periodi temporali (e in così pochi capitoli!) forse dovresti considerare, se ce la fai, di pubblicarla con un ritmo un po’ più sostenuto, perchè diventa difficile seguirti senza rileggere tutto ogni volta. A tal proposito voto per continuare con la parte successiva, perchè un altro salto temporale potrebbe confondere le idee ancora di più!

    • Ciao,

      Innanzitutto, scusa se me la sono presa così tanto comoda ma l’ultimo periodo non che fosse facile far quadrare tutto e anche il racconto.

      Comunque, scuse a parte, all’inizio pensavo a fare un solo capitolo ma poi mi sono accorto presto che se facevo un capitolo di “spiegone” dovevo collegare tutto, e in 5.000 caratteri veniva fuori la metà scarsa. Prevedo comunque con il seguito (che dovrebbe collegare il 2034 al 2054) di dover finire qui, e cercare di finire o quantomeno mettere una buona conclusione con gli altri cinque capitoli.

      Se hai suggerimenti però, o qualcosa che secondo te dovrei approfondire bene nell’altro capitolo, scrivimeli pure in un commento che aiuterebbero.

    • È un casino voluto 😉.
      Ho scelto di usare questo pezzo enigmatico piuttosto che rendere le cose chiare spiegando tutto per poterlo poi collegare bene agli altri due pezzi che compongono il passato di Fox (O dovremo dire Dottor Halderian).
      Infatti la storia si compone dal 2054 nel passato in tre modi:
      35 anni prima (2019. 15 anni prima del 2034)
      20 anni prima (2034. Questo 4º episodio)
      La parte successiva

  5. La storia di Fox!

    Dal finale si direbbe tutta una trappola, ordita fin dall’inizio… uhm…

    Per caporali intendono questi segni: « »
    Si fanno attivando gli “ulteriori tasti” nella barra e quindi “inserisci simbolo/carattere”. La scorciatoia da tastiera conosco solo quella linux: AltGr segno di minore ed AltGr segno di maggiore.

    Ciao 🙂

  6. Ciao.
    Innanzitutto grazie per la critica costruttiva. Questi commenti mi aiutano a capire cosa potrebbe essere migliorato, e quindi come riuscire sempre a offrire qualcosa di sempre migliore.
    Allora, rispondo ai tuoi consigli sullo stile:
    – Per lì e a fianco, non ho giustificazioni, errore mio.
    – Mentre invece per le “D eufoniche” non ho ben compreso a cosa ti riferivi; poi riguardo all’utilizzo delle caporali al posto di <>, conosco questi segni come le caporali, poi non so se ho sbagliato ma se cerco le caporali dicono tutti che sono quei segni.
    – Fox non sa cosa digitare sulla tastiera. Cito da quanto ho scritto “Premette qualche tasto a caso sperando in qualcosa, ma non successe nulla.” Il fatto che premendo abbia attivato Helene è puramente casuale, perché appunto lui non sapeva cosa premere.
    – L’essersi venduti delle cavie si deduce dal fatto che essendo accomunate tutte da quella malattia, di facilmente intuibile pericolosità vista la sicurezza, hanno deciso di vendersi alla Exenor per essere in qualche modo utile, piuttosto che morire uccisi dalla malattia. Forse qui sono stato poco chiaro, ma non volevo perdermi troppo in dettagli.
    – “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” al momento in cui ho scritta mi sembrava ideale per descrivere le dimensioni e l’ubicazione di quella sezione, ma adesso vedendolo dopo un pò mi sembra forse ambiguo, e di certo migliorabile come suggerito.
    – “Sentiva che quelle non erano le prime volte” Ho usato il plurale per tutte le volte che aveva sentito del progetto da quando era entrato in quella sala, e poi per la sensazione di averlo sentito altre volte in passato.
    – “E come aveva fatto finora” ecco questo è l’aspetto più comico di tutto. Qui non si è trattato di scelte di stile, ma di caratteri. Erano rimasti pochi caratteri e dovevo ancora scrivere una frase oltre a quella e quindi non potevo allungarla.

  7. Ciao Salvo,
    Un buon incipit, seguito da un buon secondo episodio.
    Il plot é interessante e lo stile é affilato al punto giusto, tuttavia – proprio perché la storia merita attenzione – vorrei farti notare qualcosina:
    Hai scritto (e ripetuto) Affianco, anziché A fianco.
    Usato li anziché lì
    dovresti evitare le D eufoniche e utilizzare le caporali al posto dei segni maggiore e minore… 😉
    Attenzione alle incongruenze, soprattutto nel secondo episodio. Per esempio:
    Come sapeva cosa digitare sulla tastiera, una volta entrato nella sala sconosciuta?
    Da cosa ha dedotto che le cavie nelle capsule si sono vendute?
    “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” questa frase mi suona male, tu che ne dici?🙂
    “Sentiva che quelle non erano le prime volte”… perché al plurale?
    “E come aveva fatto finora” … forse meglio fino a quel momento?
    Forse non hai riletto prima della pubblicazione, molti autori lo fanno, perché si ha un po’ tutti la voglia di pubblicare una volta terminato di scrivere. Ma una bella lettura, magari a voce alta, può sempre essere d’aiuto😉
    Prendi questi consigli per quel che sono, la storia merita o non avrei perso tempo a leggerla e in maniera così attenta. 🙂
    Aspetto il terzo episodio e ti auguro un’ottima giornata!

    • Ciao.
      Innanzitutto grazie per la critica costruttiva. Questi commenti mi aiutano a capire cosa potrebbe essere migliorato, e quindi come riuscire sempre a offrire qualcosa di sempre migliore.
      Allora, rispondo ai tuoi consigli sullo stile:
      – Per lì e a fianco, non ho giustificazioni, errore mio.
      – Mentre invece per le “D eufoniche” non ho ben compreso a cosa ti riferivi; poi riguardo all’utilizzo delle caporali al posto di <>, conosco questi segni come le caporali, poi non so se ho sbagliato ma se cerco le caporali dicono tutti che sono quei segni.
      – Fox non sa cosa digitare sulla tastiera. Cito da quanto ho scritto “Premette qualche tasto a caso sperando in qualcosa, ma non successe nulla.” Il fatto che premendo abbia attivato Helene è puramente casuale, perché appunto lui non sapeva cosa premere.
      – L’essersi venduti delle cavie si deduce dal fatto che essendo accomunate tutte da quella malattia, di facilmente intuibile pericolosità vista la sicurezza, hanno deciso di vendersi alla Exenor per essere in qualche modo utile, piuttosto che morire uccisi dalla malattia. Forse qui sono stato poco chiaro, ma non volevo perdermi troppo in dettagli.
      – “Un lungo rettangolo verso l’estremo destro era buio” al momento in cui ho scritta mi sembrava ideale per descrivere le dimensioni e l’ubicazione di quella sezione, ma adesso vedendolo dopo un pò mi sembra forse ambiguo, e di certo migliorabile come suggerito.
      – “Sentiva che quelle non erano le prime volte” Ho usato il plurale per tutte le volte che aveva sentito del progetto da quando era entrato in quella sala, e poi per la sensazione di averlo sentito altre volte in passato.
      – “E come aveva fatto finora” ecco questo è l’aspetto più comico di tutto. Qui non si è trattato di scelte di stile, ma di caratteri. Erano rimasti pochi caratteri e dovevo ancora scrivere una frase oltre a quella e quindi non potevo allungarla.

    • Ciao anche a te.
      Allora.. qui devo avere sbagliato io omettendo alcuni dettagli mentre scrivevo, ma rimedio subito:
      Quindi, Fox non ha mai pensato ad avere un piano di fuga perché li nonostante tutto era al sicuro da quello per cui stanno cercando una cura. Sembra stupido, ma la fuga è qualcosa a cui non ha mai pensato per via del fatto che solo li sapeva che sarebbe sicuramente sopravvissuto; considerando la fuga solo come un modo per salvarsi da una situazione disperata.

      Per le imprecazioni allora preferiva solo pensare prima di tutto per essere silenzioso, poi perché concentrarsi su quello lo avrebbe distratto dal ricordarsi quali potevano essere le aree più sicure della struttura o che potessero portare direttamente fuori.

      Be che dici, basta?

  8. Mi piacciono molto gli inizi in cui non si perde tempo, che ti sbattono dritto in una situazione senza darti troppe spiegazioni. Ti puoi immedesimare senza che ti siano riversati addosso troppi dettagli ma avendo chiaro quello che succede, ed è quello che ho apprezzato di questo capitolo. Lo stile asciutto e scorrevole va benissimo per una storia come questa, occhio solo alle ripetizioni 🙂
    Per la scelta, io dico esperimenti!

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