L’importanza di saper fallire

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio ritorniamo alla storia principale. Cosa raccontiamo? Cosa succede a Fox/H. nell'area riservata (100%)

LA SCELTA

Una profonda oscurità e un silenzio assoluto, rotto solo dal mio respiro affannoso, mi accolgono.
Cerco di uscire, ma voci e l’eco di passi pesanti mi fanno desistere. Meglio il buio che la morte.
Devo continuare. Qualunque cosa nasconda il buio è meno pericolosa di chi è fuori di qui.
Così, malgrado senta la tensione, mi faccio coraggio e proseguo.
Camminando sfiati di vapore fuoriuscenti da quadri di controllo e frecce al neon dalla debole luce mi convincono che la direzione non è unica. Questo posto sembra essere più un condotto di collegamento con strutture secondarie. È terrificante.
Potrebbe entrare qualsiasi cosa da quelle porte mentre io sono qui da solo e al buio.
Ho i brividi malgrado non faccia freddo e sento la nuca ricoperta da sudore freddo. Sento il cuore battere a ritmi impossibile, quasi per esplodere, e la testa diventare leggera.
Abbozzo un bagliore perlato uscente da una porta prima che tutto si disgreghi in lampi bianchi.
 
***
Vedo due uomini. Non riesco a vederli in faccia ma so che sono della base: la E sul camice e la giacca tipica degli ingegneri non lascia alcun dubbio.
Per qualche minuto sento solo il rumore costante dei computer.   Poi uno dei due esplode.
«È una follia!» esordisce «Il progetto è troppo instabile. Un solo sbaglio e non resterà nulla di noi.»
Gesticola con aria tesa mentre vaga per la stanza giocando nervosamente coi capelli.
La sua voce mi suona terribilmente strana. Simile alla mia, ma allo stesso tempo molto diversa.
Credo di averlo conosciuto ma non mi viene altro in mente per ora.
«Guardati intorno Hal» attacca nel frattempo il secondo uomo «Non abbiamo più nulla da perdere. Se fallissimo non cambierà nulla; la gente continuerà a morire. Ma se riusciremo sarà l’inizio di una nuova e prospera era.»
A differenza del primo lui non sembra manifestare segni evidenti di preoccupazione. Molto più composto e calmo sembra aver ormai capito e si è rassegnato. Si coglie evidente dalla sua espressione serena e dal tono di voce accondiscendente, in totale contrasto.
Il suo sguardo si sposta per la stanza non fermandosi su nulla.
Rispetto all’altro lui lo vedo in faccia quando volge lo sguardo su dei computer, ma non mi dice niente risultandomi sconosciuto. Sugli schermi scorrono grafici di corpi umani e sequenze genetiche mischiate a radiografie di cervelli, che lui guarda con interesse.
Lo seguo guardandoli anche io, ed eccola di nuovo. Quella sensazione di averli già visti nonostante so di non averli mai visti.
Pochi secondi e anche l’altro uomo si unisce, scoprendo di poco la faccia e rivelando una cicatrice sulla tempia destra che risalta luce.
Vorrei saperne di più, ma sento che la stessa sensazione di prima sta tornando. Sento a malapena dirgli «È l’ora della genesi» e svengo. Di nuovo.
 
***
Un freddo atroce mi sta gelando le ossa. Credo sia stato questo a farmi svegliare, e a farmi trovare su una poltrona metallica senza più la tuta e la minima idea di dove sono. Dove sono finito? È la prima cosa che mi viene in mente quando riacquisto lucidità. Di certo non è il tunnel, perché il buio è scomparso lasciando posto a una luce che appena apro gli occhi mi stordisce, costringendomi a sbatterli più volte per abituarmi al nuovo ambiente.
Passati i primi momenti subito dopo aver ripreso conoscenza decido di alzarmi e capire esattamente che posto è questo. Dall’odore pungente di disinfettante e dalle file di apparecchiature e mobili con provette e microscopi che corrono per il muro, è un laboratorio.
Forse lo stesso dove dovevo andare, ma non so.
Non ci sono indizi, o informazioni sugli esperimenti in corso, nulla. 
Guardando in giro però, vedo su un tavolo di metallo nel centro della stanza una piccola busta.
Sembra intonsa e nuova vista la polvere che la attacca al tavolo, se non portasse sopra una X e il mio nome. Finalmente qualcosa.
La straccio veloce con le mani che fremono per l’agitazione. Dentro un foglio spiegazzato recita:
 
Ciao Fox.
Tu non mi conosci, ma io so tutto di te.
E per dimostrartelo ti dirò una cosa:
non sai come sei arrivato qui o che posto sia questo; sono certo anche di un’altra cosa.
Prima di svegliarti qui hai visto due uomini parlare, e uno dei due chiamava l’altro “Hal”. Sbaglio?
Adesso sarai spaventato, immagino, ti starai chiedendo chi sono io per sapere queste cose.
Quando sarà tempo saprai tutto, ma non in questo momento.
Sappi solo di essere molto più importante di quanto credi. Nulla è come sembra e tu non sei tu.
Curioso vero? Bene. Hai la possibilità di sapere tutto.
Scegli se vuoi andare avanti e sapere o rinunciare e concludere tutto qui. Nessuno si ricorderà di oggi e tu potrai tornare alla tua vita o andartene via.
È una tua scelta, e nessuno ti farà nulla per quello che deciderai.
In questo momento mentre leggi dovresti vedere due bottoni uscire sul tavolo, uno rosso e uno verde, usali per esprimere la tua preferenza. Ricorda però, non potrai tornare indietro.
Allora? Sei nel gioco o no?
 
 
 

Che cosa sceglierà Fox?

  • Nessuno dei due (25%)
    25
  • Pulsante rosso (25%)
    25
  • Pulsante verde (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

42 Commenti

  • Ci è voluto un bel po’ ma alla fine ce l’abbiamo fatta 😀 Allora, il finale mi è piaciuto, nella sequenza finale della stanza con la scrivania ha un vibe un po’ “evangeliano” che funziona e tutto sommato la storia ha un buon ritmo, ma come già ti è stato detto è stata davvero molto penalizzata dal ritmo di pubblicazione e credo da una mancanza di revisione, almeno a giudicare da quest’ultimo capitolo, dove ci sono parecchi refusi e tempi verbali che cambiano un po’ a caso. Comunque, l’idea di base della storia non è originalissima ma il modo in cui l’hai messa in scena è particolare e sono contento di averla letta. A presto!

  • Grazie del riassunto, ne ho beneficiato anche io! Direi di proseguire spediti visto che non mancano troppi capitoli al finale, quindi opto per il pulsante verde del sì (si intuiva per cosa stessero i colori, ma puoi comunque usare anche i caratteri della domanda e delle risposte per dare qualche dettaglio in più, se necessario)

  • Ciao salvo!
    La prima cosa che mi ha attratta dopo aver letto il tuo commento sotto la storia della mia amica Caterina è il titolo, a prescindere dal genere del tuo racconto. A parte i refusi, che già altri ti hanno fatto notare, mi è piaciuta molto la trama. Anche il tuo stile mi piace: magari sapessi descrivere le scene d’azione come te, io ho sempre difficoltà:) ti seguo comunque. A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi