L’importanza di saper fallire

Dove eravamo rimasti?

Che cosa sceglierà Fox? Pulsante verde (50%)

L’INCONTRO

Una scelta, tanti percorsi possibili; fai quella giusta.
È quasi un’ora ormai che ripeto mentalmente questa frase. È diventato il mio mantra, la mia guida, e l’unico modo che ho per non dimenticare che la scelta sbagliata potrebbe costare caro.
Fisso a vuoto i due pulsanti per un tempo che ho perso di tenere e poi decido. Sia quello che sia.
Crepitii di vetro, metallo e ingranaggi accompagnano la mia scelta quando premo il bottone.
Rumori riecheggianti riempiono la stanza mentre tutto quello che ne faceva un laboratorio scompare inghiottito da nicchie e botole. Alla fine rimaniamo solo io e una porta nera davanti a me; per il resto la stanza è vuota come non ci fosse mai stato messo qualcosa.
Guardandola senza avvicinarsi sembra come tutte le altre: telaio e corpo in metallo, serratura magnetica e buona tenuta, ma quando inizio a girargli affianco e ad avvicinarmi vedo che è un’altra cosa. Il metallo è rinforzato diversi centimetri e uno scanner biometrico a doppia autenticazione ha sostituito la serratura magnetica. Qualunque cosa ci sia dietro è preziosa.
Fasci di luce laser scorrono sul mio viso analizzando ogni parte, dal mento fino alla punta dei capelli, senza tralasciare nessun particolare quando gli arrivo davanti. Lo scanner scorre ai lati, in alto e in basso alternatamente fino a fermarsi.
Subito dopo a destra uno sportello scatta aprendosi e rivelando un’interfaccia di riconoscimento di impronte digitali. Gli scorro la mano sopra e la stessa luce la trapassa trasudando fuori dal palmare in lampi luminosi. Compie lo stesso procedimento e poi si spegne anche lui chiudendosi.
Di rimando la porta si apre in un rumore elettrico rivelando due stanze, una l’anticamera dell’altra.
Entro e si chiude di botto dietro di me. Un bruciore mi assale la tempia destra appena dopo.
Non dura molto e scompare in poco, ma quando vado a toccare la parte per vedere se ha lasciato segni, o fosse stata solo un’allucinazione, trovo qualcosa che prima non c’era. Una parte di pelle è diversa al tatto e leggermente rialzata rispetto al resto del viso. Scende per alcuni centimetri allungandosi sul viso. Sembra quella dell’uomo nella visione ma senza vederla non lo posso dire.
Finché non trovo il modo non posso fare niente altro, quindi tolgo la mano e mi concentro sulla stanza dove sono adesso per capire qualcosa sulla prossima mossa da fare.
È la classica stanzetta tipica degli uffici: divanetti ai lati, e tavolino di vetro al centro della stanza.
A giudicare dallo strato di polvere che permea i divanetti e i vetri che danno sull’altra stanza qui non ci passa qualcuno da un po’; l’unica cosa che sembra stonare è una tessera magnetica sopra una busta bianca appoggiati sopra il tavolino. Un altro gentile dono del tipo che mi ha condotto qui.
Li afferro entrambi, mettendo la chiave in tasca e prendo in mano la lettera per aprirla.
Preparandomi alla prossima stranezza di cui mi omaggerà il tipo che mi ha portato qui la apro e tiro fuori il foglio. L’inchiostro, un blu mare, mi sporca la mano quando lo prendo per leggerlo.
Scritto a righe serrate in corsivo recita:
 
Ciao Fox; di nuovo. Felice di vedermi vero?
Lo so, forse “felice” non è la parola migliore da usare, ma se sei qui è perché lo hai voluto tu.
Non ti ho obbligato a scegliere il bottone verde o a fare niente altro, quindi se tu adesso stai leggendo questa lettera è perché pochi minuti fa hai fatto la tua scelta.
Comunque, bando ai formalismi, adesso arriva il bello.
Insieme alla busta hai trovato una tessera, usala per aprire la porta che hai davanti.
Ti avviso già da adesso: non sarà facile. Dopo che sarai entrato passato, presente, e futuro di te ti piomberanno addosso violentemente; e non potrai impedirlo o renderlo meno doloroso.
Tutte le tue domande avranno una risposta, anche quelle che vorresti solo dimenticare.
Buona fortuna.
 
Il messaggio si conclude così, non vi sono allegati o scritte dietro. Si chiude semplicemente così, con quel criptico augurio.
Curioso, adesso che posso sapere tutto mi spaventa l’idea di conoscere. Potrei passare ore a cercare di capire cosa volevano dire quelle righe, ma se ci provassi e poi riuscissi rimarrebbero comunque solo frammenti di un mosaico incompleto. Lo devo fare.
Lancio il foglio sul tavolo e metto la mano in tasca cercando finché la carta non mi scorre in mano.
La serratura scatta quando striscio la carta sul lettore, aprendo la porta qualche centimetro.
«Ciao Fox» dice una voce quando entro.
«Helene? Sei tu?» ribatto sorpreso.
«Perdona la mia assenza, ma dovevo organizzare un incontro speciale» continua lei, accendendo un proiettore «Pronto a conoscere il dottor Halderian? Sono sicura vi piacerete subito».
 
 
 

In cosa consisterà l'incontro?

  • Incontro vero e proprio (50%)
    50
  • Spiegazione approfondita (25%)
    25
  • Un filmato flashback (25%)
    25
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42 Commenti

  • Ci è voluto un bel po’ ma alla fine ce l’abbiamo fatta 😀 Allora, il finale mi è piaciuto, nella sequenza finale della stanza con la scrivania ha un vibe un po’ “evangeliano” che funziona e tutto sommato la storia ha un buon ritmo, ma come già ti è stato detto è stata davvero molto penalizzata dal ritmo di pubblicazione e credo da una mancanza di revisione, almeno a giudicare da quest’ultimo capitolo, dove ci sono parecchi refusi e tempi verbali che cambiano un po’ a caso. Comunque, l’idea di base della storia non è originalissima ma il modo in cui l’hai messa in scena è particolare e sono contento di averla letta. A presto!

  • Grazie del riassunto, ne ho beneficiato anche io! Direi di proseguire spediti visto che non mancano troppi capitoli al finale, quindi opto per il pulsante verde del sì (si intuiva per cosa stessero i colori, ma puoi comunque usare anche i caratteri della domanda e delle risposte per dare qualche dettaglio in più, se necessario)

  • Ciao salvo!
    La prima cosa che mi ha attratta dopo aver letto il tuo commento sotto la storia della mia amica Caterina è il titolo, a prescindere dal genere del tuo racconto. A parte i refusi, che già altri ti hanno fatto notare, mi è piaciuta molto la trama. Anche il tuo stile mi piace: magari sapessi descrivere le scene d’azione come te, io ho sempre difficoltà:) ti seguo comunque. A presto!

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