Car o’ souls

Dove eravamo rimasti?

Il giovane offre a Eilish il suo aiuto. Lei... Accetta (100%)

Promessa

«[…] Ti assicuro che ho le mie buone ragioni per fuggire nel mezzo della notte come un criminale, ma non ho fatto nulla. Voglio soltanto dire addio a… tutti.»

Il giovane la squadrò con aria indagatrice, trovandola probabilmente una spiegazione bislacca e poco convincente. Ad ogni modo, decise che qualunque cosa nascondesse poteva rientrare nei suoi caononi morali di integrità e le tese una mano.
«Grisam» si presentò, «vengo da un circo anch’io.»
Eilish non si stupì: era tempo di fiere, a fine estate moltissime compagnie di tutti i tipi giravano per le città e i villaggi della zona. Era il momento migliore insieme all’equinozio di primavera.
«Eilish» gliela strinse; era calda, al contrario del suo scheletrino ghiacciato.
Il ragazzo piantò gli occhi chiari nei suoi e sembrò rimestarci dentro in cerca di qualcosa.
«Non ti ci vedo a dormire legata a un ramo» disse poi accennando un sorriso.
«Ti assicuro che ne sarei in grado.»
«È tua abitudine?» i tratti sospettosi si erano fatti beffardi e una piccola fossetta comparve sulla sua guancia destra.
«Non sono un pipistrello» rispose divertita, «sono un’equilibrista.»
«Oh, dovevo immaginarlo.»
Come a darle man forte, dalla tasca interna della veste un gomitolo di pelo fece capolino e corse zampettando fin sulla sua spalla.
«E quello?» esclamò Grisam sbigottito.
«Kyo. Il mio topo di prestigio. Unico degno amico ad avermi seguita via da lì.»
«Che roba…» si avvicinò, osservandolo con interesse. «A Max piacerebbe da morire.»
«Chi?»
«Il mio capo. Adora queste cose, dovrai farglielo vedere.»
«Non… credo di capire.»
«Ti sto offrendo aiuto.»
«Oh…» sgranò gli occhi, fissandolo per un istante imbambolata. «Sei gentile… ma non posso fermarmi» si riprese.
«Non vorrai continuare ad andare in giro in quello stato!»
«Quale stato?»
Il ragazzo scosse la testa, squadrandola impietosito da capo a piedi.
«Ascolta» disse, rendendosi conto di sembrare una disperata. «Sono sicura che nessuna persona sana di mente rifiuterebbe l’offerta. E ti ringrazio… ma non ho alcuna intenzione di avere a che fare con un circo per i prossimi cent’anni.»
«Questa poi!» rise il ragazzo, guardandola come fosse in delirio.
Eilish se ne risentì. «Dico sul serio. Voglio soltanto andarmene in città.»
«E chi te lo impedisce? Ti offro un letto e un tozzo di pane, niente più.»
Eilish si morse il labbro, torturandolo con la lingua.
«Andiamo. Sei in fuga da un campo che fra qualche ora se ne andrà, hai uno zaino e un topo per raggiungere la città più vicina e non dormi da… quanto?»
«Trentasei ore. Ma ormai sta facendo giorno.»
«E dove hai intenzione di arrivare?»
«Nessun posto preciso… a Est. Nella prima città che incontro.»
«Allora avresti ancora almeno un giorno di cammino. Hai qualcosa da mangiare?»
Per tutta risposta il suo stomaco brontolò lugubremente, ricordandole che aveva saltato la cena per l’ansia.
«Stammi a sentire, ora devo rientrare. Se vuoi seguirmi, ti presto la tenda e ti do qualcosa da mettere sotto i denti. Poi puoi pure andartene. Ma la mia compagnia parte fra dieci giorni proprio in quella direzione. Io te l’ho detto…»
«E mi ospiterebbe gratuitamente?» chiese scettica. In quel mondo nessuno dava nulla per nulla, non era un’ingenua.
«Che vai a pensare? Qualcosa si troverebbe sicuro. Potresti aiutare me, per esempio.»
«E cosa fai?»
«Tutto. Sono il tuttofare della squadra, senza me non andrebbe avanti niente» esclamò spolverandosi saccentemente il petto.
Eilish scoppiò a ridere. «Se la metti così…»
Abbassò gli occhi, rimuginando. Aveva macinato chilometri senza sapere esattamente in che direzione corresse. La sua pancia era vuota e i piedi distrutti. Quanto sarebbe andata lontano in quelle condizioni? E che impressione avrebbe fatto a chiunque l’avesse incontrata, una volta giunta in città? Prima che potesse accorgersi di aver deciso, le sue labbra si erano già schiuse.
«Devi farmi una promessa. Non dire da dove vengo né come mi hai incontrata.»
Grisam nascose una smorfia.
«Vorrei… che non sapessero cosa sono. Di’ che mi hai incontrata durante il giorno, per via. Puoi farlo?»
«Non mi piace mentire al mio capo. Lui-»
«Per favore» lo supplicò. «È importante.»
Distolse lo sguardo, facendolo vagare attorno in difficoltà. «Perché vuoi mentire?»
«Che importa? Al tuo capo non interessa da dove vengo, se non resto. E non resto» precisò. «Mentre per me è importante mantenere il segreto.»
Soppesò la richiesta, fissandola con aria leggermente indisposta.
Eilish fu quasi certa che avrebbe rifiutato. Invece, diede la sua parola.
«Spero proprio tu non sia una criminale» borbottò, a metà tra il serio e il faceto.
Eilish non poté trattenere un sorriso. «Prendilo come uno scambio equo: io mi fido di te, ragazzo sconosciuto che mi porta nel suo accampamento, e della tua onestà. Tu fidati della mia.»
Grisam non sembrava vederla allo stesso modo. Tuttavia annuì, scavalcò una radice e si incamminò. Eilish, dietro di lui, rimise in tasca il topo e lo seguì.

Il giorno seguente Grisam presenta Eilish al direttore. Come reagirà l’uomo?

  • Acconsentirà a ospitarla a patto che aiuti nelle mansioni quotidiane (75%)
    75
  • Caccerà Eilish dal campo (25%)
    25
  • Lo rimprovererà per aver introdotto un’estranea senza permesso (0%)
    0
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15 Commenti

  1. Ciao Valentina,
    tre capitoli scorrevoli che raccontano una storia avventurosa, credo… un po’ romance? Non so, ma gli ingredienti per una storia carina ci sono tutti, quindi non mi resta che stare a guardare cosa accade.
    La ragazzetta deve avere un ruolo, anche minino, altrimenti è inutile nominarla; con tutte le cose che ho letto sulla scrittura creativa, comincio a diventare ossessiva. Non farci caso 😉
    Vorrei sapere qualcosa in più su Ellish e ti consiglierei di proporre tre opzioni la prossima volta, a meno che Slash non sia un riccioluto personaggio del racconto 😉
    Alla prossima!

  2. Molto carini questi due capitoli: una circense in fuga dal circo incontra un circense entusiasta del proprio, vedremo chi condizionerà l’altro.
    Visto che Grisam sembra stimare molto il suo capo, immagino che si mostrerà accogliente.
    A presto

    • Sono contenta che la chiave di lettura sia chiara! Per ora sta vincendo la terza opzione, per cui credo proprio che verrà accolta… Sto iniziando a scrivere il capitolo e penso di pubblicarlo nei prossimi 2/3 giorni! Grazie mille per il parere positivo 🙂

  3. Ciao! Di questi primi due capitoli mi sono piaciuti molto i dialoghi, che non sono per niente facili da scrivere in maniera così spontanea. I nomi dei personaggi sono un po’ strani, è perchè richiamano qualche cultura che non conosco, per vezzo o devono farmi intuire che non ci troviamo proprio nel nostro mondo? A tal proposito, anche Eilish che nel primo capitolo percorre decine di chilometri a piedi in tre ore fa alzare il sopracciglio, perchè non si capisce se sia voluto o se è una svista… Attendiamo delucidazioni 😛
    Per il seguito siccome sono un po’ cattivello voto l’opzione meno prevedibile, ossia che il capo dell’altro campo cacci via la povera protagonista ]:-)

    • Ciao! Grazie per avermi lasciato il tuo parere 🙂
      Sulle decine di chilometri non ho nessuna scusa: sono caduta in un tic narrativo (quante volte si sente questa formula) senza riflettere se fosse o meno idonea al contesto… non lo è! 😆
      Eilish è un nome irlandese, più comunemente scritto senza “h”. Grisam Burdock il personaggio di un libro per bambini che da ragazzina amavo. Kyo significa “albicocca” in giapponese ed è il nome della gatta di una persona a cui voglio bene.
      Sono nomi poco comuni e dalle provenienze disparate, vero… li ho scelti semplicemente perché mi rimandano a una dimensione fiabesca e slegata da qualsiasi luogo determinato.
      Hai fatto bene a scegliere l’opzione che preferisci, me la caverò!

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