Cronache dalla città di Ninib

Prologo

In un tempo molto lontano la dea Sar mangiò il cuore del suo sposo; il dio Ras riuscì a rinascere crescendo nel corpo di Sar e a rilegare la moglie-madre nell’oscurità della notte. Da allora non sopportando l’uno la vista dell’altra, Sar appare solo di notte e Ras di giorno, l’uno vive nel sole, l’altra nella luna.

Dicono gli Shivir : “ Non dare il tuo cuore ad una donna, lo mangerà”.

In una delle case della città bassa viveva Borr Eriu il Vecchio, ex generale della guardia cittadina, ora in pensione. Gestiva una scuola-caserma, frequentata da una ventina di allievi. Era una famiglia della bassa aristocrazia che aveva ottenuto con il tempo diverse onorificenze. Lo stesso Borr il Vecchio si era distinto nell’assedio dell’anno 849 tanto da essere considerato uno dei salvatori della città.

Suo figlio maggiore, Ymir, era stato colonnello di truppa al confine nord; a ventuno anni, come prassi imponeva, si era sposato. Gaal, figlia del generale Jos Mos, gli aveva dato quattro maschi sani e forti e alcune figlie.

Il giorno di Beltane 858, l’anno 20 del regno di re Tai Ankar, iniziava la sedicesima primavera per i figli più giovani di Ymir Eriu e dunque, la loro iniziazione al mondo degli adulti.

Branwen e Mime erano gemelli, mori con profondi occhi blu, come tutti gli Eriu.

Branwen era stato destinato alla carriera militare, la sua pelle era abbronzata dal sole e i muscoli ben segnati sotto la corazza, i capelli erano lasciati lunghi oltre le spalle di un nero pari al manto della notte. All’epoca era poco più di un bambino, spavaldo e un po’ sbruffone, ingenuo e fiducioso nel mondo. Mime, come ultimo nato della sua casa, era stato avviato alla carriera monastica; era un adolescente posato e saggio. Si assomigliavano in tutto, solo il tatuaggio che Mime sfoggiava sulla fronte e i suoi capelli corti li distinguevano, per il resto avevano lo stesso sorriso aperto al mondo e occhi curiosi e limpidi.

– Per 858 volte il grande Ras, nostro padre e signore munifico, ha sconfitto l’oscurità e ricacciato la sposa Sar nel suo lontano cerchio d’argento. Noi in suo onore accendiamo i fuochi sacri e festeggiamo con letizia dei cuori i nostri figli che oggi entrano nella loro sedicesima primavera e si avviano alla loro vita adulta.

L’anziano sacerdote capo di Aten, il tempio principale dedicato al dio sole Sar, impartì la benedizione, ad uno ad uno, ai giovani che in quel giorno festeggiavano il sedicesimo anno di vita.

 Io restavo in disparte nascosta dal mio mantello scuro, la madre Calem era ferma al mio fianco tacendo. A un tratto si avviarono sul sagrato due ragazzini mori che la madre Calem m’indicò.

– Branwen e Mime Eriu! Ho fatto un sogno: la tua vita è legata alla loro da un filo invisibile. Guardali bene, perché Sar ti chiederà di servirla attraverso di loro.

Osservai attentamente quei due ragazzi simili tra loro come due gocce d’acqua in cerca di un segno rivelatore della Dea.

Conoscevo un altro Eriu, benché questi non fosse più considerato parte della famiglia d’origine: si trattava di Hamir, terzogenito di Borr il Vecchio, compagno del generale Igard Frek.

 Borr, i suoi figli e, poi, i suoi nipoti, non cedettero mai al costume, molto in voga a Ninib, di scegliersi un sacerdote per farne il proprio amante. Anche in questo Borr il Vecchio era un uomo quanto mai atipico.

– Cosa posso fare per voi, Bres di Tisiao? – mi chiese Mime, quando mi avvicinai a lui per presentarmi.

– La luna lo sa!- risposi nel modo sibillino che usano le sacerdotesse più anziane- Andrete ad Aten?- mi informai.

– Così è deciso – mi rispose sullo stesso tono.

– Oh, non ci badare a questo!- la faccia allegra di Branwen si frappone tra noi due- Non sta più nella pelle di andare ad Aten. Io, invece, che sono troppo in gamba, sono stato ammesso nella guardia reale, a Palazzo.

– “…troppo in gamba”?- chiesi perplessa.

– Perché non si vede?- Branwen sembrò rimanerci male della mia osservazione. Mime trattenne appena un risolino.

Rividi i fratelli ancora a Palazzo Reale o sull’acropoli, ma non parlai più con loro.

Cosa succederà dopo questo primo incontro?

  • Bres ignora il sogno premonitore della sacerdotessa madre e continua la sua vita come se nulla fosse. (33%)
    33
  • I due gemelli si scambiano i ruoli. (0%)
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  • Durante una processione rituale i due gemelli fanno la conoscenza della persona che cambierà le loro vite. (67%)
    67
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21 Commenti

  1. Mi sembra combattuta: penso che chiederà consiglio alla madre superiore.
    La storia di un giovane uomo insidiato che ha bisogno dell’aiuto e protezione di una donna è un modo molto interessante di rovesciare stereotipi del genere fantasy/avventuroso ma non solo.
    🙂

  2. Ciao Valentina,
    direi che la sacerdotessa si rivolgerà alla madre superiore (e credo tu intendessi proprio superiore e non superiora, non sono suore).
    Ci sono due errorini di battitura, quindi piccolezze.
    Il capitolo è scritto con cura, forse avrei utilizzato i dialoghi per mostrare al lettore i pensieri di Bres, ma è una mia idea e va bene anche come hai fatto tu.
    Che altro aggiungere? Aspetto il quinto e speriamo che il povero Mime si salvi dalle grinfie di Aran Ankar… a proposito, complimenti per i nomi dei personaggi.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il commento super positivo.
      Sì madre superiore e non superiora, forse è un errore, ma è un errore che non sa di esserlo.
      Ho riletto il capitolo dieci volte, ma sfugge sempre qualcosa.
      Per stare dentro ai 5000 caratteri ho scelto di tagliare i dialoghi e di riassumerli con un breve flusso di coscienza di Bres. 5000 battute sono davvero poche per farci stare dentro tutto, ma il lavoro di limatura è stimolante.

  3. Ciao Valentina,
    Molto interessante il tuo racconto, i tre capitoli sono scivolati leggeri leggeri e mi hanno lasciato con la sensazione tipica di volerne sapere di più. Hai creato un mondo credibile, ben strutturato con personaggi tondi e riconoscibili.
    Bene, come accennavo, sono curiosa di sapere cosa accadrà al giovane novizio.
    Alla prossima!
    p.s. si rivolgeranno alla sacerdotessa.

  4. Come succede spesso nelle atmosfere di grandi e importanti festeggiamenti, piccoli gesti, sorrisi malcelati, scambio di sguardi rivelano un mondo parallelo di tensione e forti sentimenti…
    … Fa la conoscenza del capitano e…
    Ho notato un cambio di tempi verbali lungo il capitolo. Nella prima frase forse volevi scrivere organizzavano.
    Ciao

  5. Bres ignora la premonizione.
    Ciao, leggo di rado fantasy, ma in questo momento sul sito c’è un mucchio di roba, ma di interessante meno e mi sono imbattuta nel tuo incipit. Un prologo che ci introduce una civilizzazione, una dinastia regnante e una gloriosa famiglia di nobile stirpe. Un mondo in 5000 caratteri: wow! Vediamo se questa premonizione si realizzerà nonostante tutto e se ogni personaggio seguirà il destino tracciato per lui.
    Ti seguo, sperando che questo progetto tu lo finisca 🙂

    • Grazie per il commento!
      Questa storia è stata scritta tanto tempo fa ma a distanza di anni ho pensato di riprendere in mano questo racconto e dargli una piega nuova. Quindi, sì questo progetto lo finirò, come lo scopriremo.
      Contenere tutto quello che avrei voluto scrivere in 5000 battute è stata un’autentica sfida.
      Bres ignora la premonizione è l’opzione che mi spiazza di più.

  6. Ciao Valentina e benvenuta
    anche se dici che sei solita cominciare progetti (forse il racconto appena iniziato?) che non finirai mai, sono passata a leggerti.
    Ci hai presentati vari personaggi tutti di un colpo. Ti confesso che, quando ci sono molti nomi da ricordare, facilmente mi perdo. Ma essendo un prologo, ci può anche stare.
    Vediamo cos’hai in mente per lo sviluppo della storia.
    Intanto voto “…qualcuno che cambierà la loro vita.”

    • Grazie per il commento!
      Mi rendo conto di aver scritto una presentazione di me stessa che non mi fa una bella pubblicità!
      Mi rendo conto che tante informazioni tutte insieme rendano poco scorrevole il testo, ho cercato di alleggerire il più possibile. La storia nel suo complesso è bella e finita, quindi tranquilla arriverò fino alla fine, questa volta.

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