Cronache dalla città di Ninib

Dove eravamo rimasti?

Non resta che scoprire cosa è successo a Mime: E' fuggito con una compagnia di saltimbanchi girovaghi (60%)

Ai confini del regno

Il cielo era rosso e una densa fuliggine scendeva come neve, l’aria era irrespirabile, decine di draghi del deserto volteggiavano sopra le loro teste, emanando fuoco dalle fauci possenti. Invocò ancora una volta l’incantesimo di protezione, un velo appena invisibile apparve, vibrò nell’aria rovente e si dissolse. Era troppo stanco per continuare a generare la barriera difensiva e del suo plotone non restavano che pochi uomini. Sentì la morte sfiorargli il collo, poteva scegliere tra perire bruciato dal fuoco o annegato nel fiume già brulicante di cadaveri. Era stato trovato mezzo morto lungo la sponda occidentale del fiume Saab, qualche giorno dopo.

L’esercito di Ninib aveva sfondato le difese nemiche e aveva invaso la piana oltre il Saab, ma era stato fermato presso la città di Kez, dove il nemico aveva lanciato la controffensiva. Fu una carneficina: moltissimi soldati di Ninib morirono, altrettanti furono catturati e resi schiavi, i più fortunati disertarono e si diedero alla macchia. Lui aveva riportato ustioni e ferite su gran parte del corpo.

Quando aveva riaperto gli occhi, era a bordo di una carovana di saltimbanchi girovaghi. Si era unito a loro, faceva qualche gioco di magia con il fuoco. Tutti lo chiamavano Branwen, per via delle mostrine che portava al collo, e lui non si era mai dato pena di spiegare la verità. Quando aveva lasciato Ninib per arruolarsi sul fronte orientale, aveva usato le credenziali di suo fratello, convinto che vivere la vita di Branwen sarebbe stato più interessante. Aveva una qualche preparazione militare, essendo cresciuto in una caserma, pensava che se la sarebbe cavata, avrebbe fatto un po’ di soldi partecipando a una o due campagne militari e poi si sarebbe sposato. Non aveva idea di cosa andava incontro.

* * *

Bres e alcune compagne camminavano tra i banchi del mercato di Almunik: avevano lasciato la capitale per prestare servizio come guaritrici sul fronte orientale, ma dopo la disfatta di Kez, avevano riparato verso nord e ora stavano viaggiando a piedi per tornare a Ninib.

Il mercato brulicava di gente e i banchi esponevano beni di ogni tipo. Le piaceva l’atmosfera rilassata e gioiosa che si respirava lontano dal fronte, lì nella periferia del regno i rigidi schemi sociali si indebolivano e uomini e donne si mischiavano nella folla indaffarata.

Sulla piazza si stavano esibendo degli artisti di strada. Si fermò ad osservare lo spettacolo; lo sguardo le cadde su un giovane mangiafuoco: usava un incantesimo per controllare la fiamma, con una destrezza che solo un iniziato di Ras poteva avere.

Si mosse nella folla per avvicinarsi e più avanzava e meno riusciva a credere ai suoi occhi: i capelli erano lunghi, il tatuaggio di Ras sbiadito e seminascosto dalla frangia, ma gli occhi erano i suoi, un blu così intenso da mettere soggezione.

– Mime Eriu!- urlò per sovrastare il rumore della folla.

Questi si voltò e nel vederla sbiancò, terminò il suo numero, poi sparì oltre la tenda del circo.

Lei lo seguì – Mime, sei tu?

Il ragazzo la fissò con astio – Bres di Tisiao, non posso dire di essere felice di vederti – le ringhiò contro.

Quel tono rude, quegli occhi furenti, Mime Eriu era molto cambiato.

– Il cuore di Aran è toccato a te, e lui ha avuto il tuo. È così che l’incantesimo ha agito – commentò mesta – Sei fuggito via senza una parola, la tua famiglia ti ha cercato per giorni, proprio quando tuo fratello aveva più bisogno di te.

Mime la fissò spaventato – È morto? – chiese titubante.

– No, sta bene, o almeno stava bene l’ultima volta che l’ho visto. Perché sei scappato? Tuo fratello ha perso un braccio per te, per la tua felicità, e tu lo ripaghi scomparendo nel nulla?

– Bran ha perso il braccio per salvare quel bastardo di Aran Ankar; doveva lasciare che morisse come un cane, ma no, lui deve sempre fare l’eroe senza macchia né paura. Io non gli ho mai chiesto di sacrificarsi per me, era lui che non voleva un fratello che fosse motivo d’imbarazzo. Quello che ha fatto, l’ha fatto per suo egoismo, non per amor mio.

Bres, ascoltando  lo sfogo del ragazzo, notò le mostrine al collo.

– Non andare in giro fingendoti lui, se lo disprezzi tanto.

Mime annuì –Non lo disprezzo, ma non credo di dovergli alcunché: la vita che avevo a Ninib mi andava stretta, preghiere all’alba, digiuni, interminabili processioni, doveri, doveri, doveri. Ora sono libero – Si sfilò la collana e la porse a Bres – Quando tornerai a Ninib, dà questa ai miei fratelli e di loro che sono vivo, sto bene e sono felice.

Bres afferrò la catenina e la ripose nel suo borsello, fissò ancora per un attimo il ragazzo davanti a sé, poi con un inchino appena abbozzato, si accomiatò.

Sar le aveva indicato la via e lei l’aveva seguita: la vita di tre persone era stata sconvolta, ciò che prima era unito ora era diviso, l’empio era divenuto pio, il devoto libertino, il giusto aveva pagato il prezzo per aver osato cambiare il destino. A lei non restava che farsi testimone di questa storia.

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66 Commenti

    • E’ bello ricevere un commento tardivo su una storia conclusa, mi ha fatto davvero tanto piacere. Grazie per gli apprezzamenti. La vicenda di questi due fratelli esiste in due versioni, una lunga con uno svolgimento e un finale del tutto diverso da questo, e questa qui, più breve e dettata dalle scelte dei lettori. Mi sono divertita a dare nuova vita a dei vecchi personaggi. Quanto al genere fantasy, a me piace e credo che tornerò a trattarlo.

  1. Ciao Valentina,
    perdonami per il ritardo, ma non ho ricevuto notifiche sul progredire della storia e mi sono persa due capitoli… Peccato non aver partecipato ai voti, pazienza, sarà per un’altra volta.
    Il finale è riuscito e ben scritto, i personaggi cambiati dall’inizio del racconto, l’evoluzione di cui tutti parlano (quando parlano di scrittura creativa) c’è stata e anche ben realizzata. Spero di ritrovarti presto con un’altra avventura, per ora ti saluto e ti auguro un’ottima estate 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao! Purtroppo quello delle notifiche è un problema di tutti, a quanto sembra, anch’io mi perdo i pezzi per strada, perciò non preoccuparti.Grazie per i complimenti, sono contenta che questa storia ti sia piaciuta. Era una vecchia storia tenuta nel famoso cassetto da anni e ha avuto una nuova vita e una nuova evoluzione, cosa ti cui sono molto contenta. Adesso mi sono data ad un genere del tutto diverso, se vuoi puoi seguirmi nella sezione Humor, il titolo è “Il condominio” (inserire dlin dlon pubblicitario qui). Una felice estate anche a te e che sia d’ispirazione!

    • Anch’io arrivo in ritardo a leggere il tuo commento, grazie per avermi seguito fino alla fine. Mi fa piacere sentire che sono riuscita a chiudere la trama in modo convincente e che abbia saputo mantenere la giusta atmosfera fino alla fine. A presto!

    • Nella prima versione di questa storia Branwen rimaneva soldato (ma andava a vivere in un’altra città) e Mime si innamorava di Aran. In questa versione le cose sono andate per un’altra strada e devo dire che è una strada che mi è piaciuto percorrere, grazie anche ai commenti e ai suggerimenti di tutti voi.
      Il tuo voto ha riportato la situazione in parità, vediamo cosa succede, aspetto ancora qualche giorno e poi chiudo. Come sempre grazie per avermi seguito fino a qui.

  2. Visto che lo lasci scegliere a noi, io voto la mia teoria 😛 (esercito).

    Deduco che hai fatto un salto temporale ma non si capisce di quanto. Il mio dubbio però è un altro; il prossimo è l’ultimo capitolo: pensi di riuscire a dare una conclusione sensata o pensi di puntare ad un seguito?

    Ciao 🙂

    • Mi sembrava giusto che fossero i lettori a decidere la conclusione, visto che ormai il racconto è andato per la sua strada e non si accosta più all’idea originaria. Vedo però che i sassolini che avevo lasciato in giro hanno indicato la via che mi ero immaginata, ma devo dire che anche altre opzioni danno luogo a finali interessanti.
      Ora, credo di poter chiudere in 5000 caratteri, mi era sfiorata l’idea di un seguito, ma ho voglia di cambiare genere e scrivere qualcosa di diverso. Ciò non toglie che potrei recuperare questo universo un giorno o l’altro.
      Grazie come sempre per avermi seguito.

    • Spero di non avere reso Out of character i miei stessi personaggi con questi cambi di prospettiva.
      Saltimbanchi era una scelta buttata lì a caso, ma ragionandoci in questi giorni non mi dispiace, sarebbe davvero un bel colpo di scena (annunciato!). Quando ho controllato ieri il sondaggio l’opzione stava al 50%, ma oggi non è più così. Come sempre grazie per avermi seguito e aver votato.

  3. Ciao Valentina,
    ho idea di essermi persa un pezzo. Ho letto con interesse il tuo nuovo capitolo, sempre precisa nella scrittura che risulta “visiva” senza troppi giri di parole.
    Sono curiosa di sapere cosa accadrà ad Aran, vediamo come prosegui. manca poco al finale, ma non credo di avere consigli da darti in proposito, a mio parere stai facendo un ottimo lavoro e tutti i pezzi andranno a posto con il decimo.
    Bene.
    Alla prossima!

    • Ciao Maria, grazie per aver sbloccato la situazione, adesso dovrò mettermi sotto a scrivere il capitolo, anzi a riscriverlo, perché avevo buttato giù qualche idea in caso di pareggio.
      Anche se si rilegge mille volte, tanto c’è sempre qualcosa che sfugge, grazie per avermi fatto notare le ripetizioni, sono davvero cacofoniche.

  4. Ciao Valentina,
    eccomi alla tua storia. Una bella storia, tra l’altro. Interessante l’ambientazione, i nomi, i modi dei personaggi. Mi piace il mondo che hai creato, non è facile. Il fantasy è terreno insidioso, si può finire nel ridicolo o nel già visto; tu sei riuscita a restare nei canoni del genere, con garbo e originalità.
    Nella frase: “vedeva già, a pochi metri, il capitano Ankar avanzare nella direzione opposta.” intendevi che camminava verso di loro o allontanandosi da loro. Perché nella prima ipotesi, avrei visto meglio un … “avanzare dalla direzione opposta”. Ma è una piccolezza e potrei sbagliare. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. ho votato per la bona riuscita con pegno.

  5. Ciao Valentina,
    direi che il sortilegio avrà successo, ma a caro prezzo.
    Un buon proseguo della storia, ho come l’impressione che si stia avvicinando una tempesta, sbaglio? Siamo quasi alla fine, occorrono almeno un paio di colpi di scena, ma il racconto è tuo, questo è solo un suggerimento 🙂
    La curiosità sulle sorti di Mime e della sua famiglia aumentano. Vediamo come te la cavi con il prossimo episodio.
    Intanto ti auguro un ottimo fine settimana.
    Ciao!

  6. mi piaceva il prezzo da pagare, ma quella degli effetti imprevisti dell’incantesimo era un’opzione troppo tentante
    “Branwen la tirò in un corridoio semi deserto senza quasi che lei si accorgesse della sua presenza,”: non ho capito come può non accorgersi della sua presenza, se lo ha seguito per via di un suo cenno. Ma forse ho interpretato male il passaggio.
    Il capitolo scorre bene e l’ambientazione è sempre molto riuscita.
    Ciao

    • Il prezzo da pagare è l’opzione più immediata,l’ho suggerita io stessa nel capitolo, ma anche a me piace molto gli effetti imprevisti dell’incantesimo, purtroppo sembra vincere “il prezzo da pagare”, ma ciò non toglie che io possa comunque infilarci dentro entrambe le cose, devo solo capire come. Grazie per il commento, sono contenta che il contesto sia piacevole.
      Quanto al passo citato, forse non sono riuscita a rendere l’immagine che avevo in mente, in effetti messa così non ha molto senso.

  7. Cao valentina,
    Il capitolo scorre, complimenti per la fantasia, il mondo che hai creato risulta credibile e interessante. Ti segnalo, ma è una mia idea, la frase che segue:
    “Aran gli scoppiò a ridere in faccia liberandosi dalla presa del ragazzo con un gesto secco delle braccia.” visto che sappiamo che è scoppiato a ridergli in faccia, avrei evitato di puntualizzare che si libera dalla stretta del ragazzo: ” liberandosi dalla sua presa…” a me suona meglio. 😉

    La teologia riguarda le religioni e Dio in particolare, visto che deriva dal Greco non so come collocarla nel tuo racconto, che non ha molta attinenza con la nostra realtà, ma anche qui è una mia idea.
    Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Grazie per il commento.
      Questo era un capitolo di passaggio, una pausa, prima di dare seguito agli eventi cruciali. Mi fa piacere che il mondo di Ninib risulti sensato e che i nomi suonino bene (questo volevo scriverlo nel commento al capitolo precedente, ma mi sono dimenticata).
      Per cercare di stare nei 5000 caratteri faccio vari spostamenti di frasi, taglio, riscrivo,cancello il pezzo che ho scritto in prima battuta, quindi a volte mi sfugge qualche ripetizione, refusi vari, quindi grazie per la segnalazione, è corretta.
      Quanto invece alla definizione di teologia, la Treccani mi viene incontro.
      Teologia: “In senso largo, ogni dottrina relativa a Dio, o agli dei, o più genericamente alla religione.”
      Sto cercando di delineare una religione, oltre che un mondo fantastico, non è semplice, e per farlo mi serve come stampella la terminologia delle religioni che conosco. Spero non sia del tutto sbagliato.
      Rileggere il proprio racconto con gli occhi degli altri (attraverso i loro commenti) è sempre ultile e stimolante, quindi grazie davvero.

  8. Mi sembra combattuta: penso che chiederà consiglio alla madre superiore.
    La storia di un giovane uomo insidiato che ha bisogno dell’aiuto e protezione di una donna è un modo molto interessante di rovesciare stereotipi del genere fantasy/avventuroso ma non solo.
    🙂

  9. Ciao Valentina,
    direi che la sacerdotessa si rivolgerà alla madre superiore (e credo tu intendessi proprio superiore e non superiora, non sono suore).
    Ci sono due errorini di battitura, quindi piccolezze.
    Il capitolo è scritto con cura, forse avrei utilizzato i dialoghi per mostrare al lettore i pensieri di Bres, ma è una mia idea e va bene anche come hai fatto tu.
    Che altro aggiungere? Aspetto il quinto e speriamo che il povero Mime si salvi dalle grinfie di Aran Ankar… a proposito, complimenti per i nomi dei personaggi.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il commento super positivo.
      Sì madre superiore e non superiora, forse è un errore, ma è un errore che non sa di esserlo.
      Ho riletto il capitolo dieci volte, ma sfugge sempre qualcosa.
      Per stare dentro ai 5000 caratteri ho scelto di tagliare i dialoghi e di riassumerli con un breve flusso di coscienza di Bres. 5000 battute sono davvero poche per farci stare dentro tutto, ma il lavoro di limatura è stimolante.

  10. Ciao Valentina,
    Molto interessante il tuo racconto, i tre capitoli sono scivolati leggeri leggeri e mi hanno lasciato con la sensazione tipica di volerne sapere di più. Hai creato un mondo credibile, ben strutturato con personaggi tondi e riconoscibili.
    Bene, come accennavo, sono curiosa di sapere cosa accadrà al giovane novizio.
    Alla prossima!
    p.s. si rivolgeranno alla sacerdotessa.

  11. Come succede spesso nelle atmosfere di grandi e importanti festeggiamenti, piccoli gesti, sorrisi malcelati, scambio di sguardi rivelano un mondo parallelo di tensione e forti sentimenti…
    … Fa la conoscenza del capitano e…
    Ho notato un cambio di tempi verbali lungo il capitolo. Nella prima frase forse volevi scrivere organizzavano.
    Ciao

  12. Bres ignora la premonizione.
    Ciao, leggo di rado fantasy, ma in questo momento sul sito c’è un mucchio di roba, ma di interessante meno e mi sono imbattuta nel tuo incipit. Un prologo che ci introduce una civilizzazione, una dinastia regnante e una gloriosa famiglia di nobile stirpe. Un mondo in 5000 caratteri: wow! Vediamo se questa premonizione si realizzerà nonostante tutto e se ogni personaggio seguirà il destino tracciato per lui.
    Ti seguo, sperando che questo progetto tu lo finisca 🙂

    • Grazie per il commento!
      Questa storia è stata scritta tanto tempo fa ma a distanza di anni ho pensato di riprendere in mano questo racconto e dargli una piega nuova. Quindi, sì questo progetto lo finirò, come lo scopriremo.
      Contenere tutto quello che avrei voluto scrivere in 5000 battute è stata un’autentica sfida.
      Bres ignora la premonizione è l’opzione che mi spiazza di più.

  13. Ciao Valentina e benvenuta
    anche se dici che sei solita cominciare progetti (forse il racconto appena iniziato?) che non finirai mai, sono passata a leggerti.
    Ci hai presentati vari personaggi tutti di un colpo. Ti confesso che, quando ci sono molti nomi da ricordare, facilmente mi perdo. Ma essendo un prologo, ci può anche stare.
    Vediamo cos’hai in mente per lo sviluppo della storia.
    Intanto voto “…qualcuno che cambierà la loro vita.”

    • Grazie per il commento!
      Mi rendo conto di aver scritto una presentazione di me stessa che non mi fa una bella pubblicità!
      Mi rendo conto che tante informazioni tutte insieme rendano poco scorrevole il testo, ho cercato di alleggerire il più possibile. La storia nel suo complesso è bella e finita, quindi tranquilla arriverò fino alla fine, questa volta.

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