Cronache dalla città di Ninib

Dove eravamo rimasti?

Il giorno seguente... Mime fa la conoscenza del capitano Aran Ankar (100%)

Primo incontro

Mime era seduto sui gradini del tempio di Aten, scaldandosi al sole del tardo pomeriggio. Un cucciolo guaiva ai suoi piedi per ottenere attenzione. Sorrise e lo prese in braccio strofinando una guancia contro il pelo morbido dell’animale. Ripensava ancora a quanto fosse affascinante suo fratello gemello con l’armatura da parata, gli era sembrato persino più maturo della sua età. Era triste pensare che non potesse più essergli vicino e che doveva attendere le occasioni buone per parlargli. Vivevano relativamente vicini, eppure non si vedevano quasi mai. I loro orari era molto diversi e solo raramente Branwen riusciva a passare davanti al sagrato in tempo per le orazioni della sera e lanciargli un breve saluto. Nel profondo, sapevano entrambi che non avrebbero più riavuto indietro la vicinanza e la complicità di un tempo.

Il novizio si fermò a pochi passi dalla fonte delle benedizioni, dove un uomo sostava come in attesa di qualcosa o qualcuno.

– Messere, non verrà più nessuno per oggi alla fonte, ripassate domani mattina e i monaci saranno ben lieti di impartirvi la benedizione.

Capitava spesso che qualche forestiero si perdesse o confondesse gli orari delle funzioni.

L’uomo si girò e sorrise.

Mime contraccambiò non riconoscendo, in quegli abiti semplici, il soldato che lo aveva importunato il giorno della processione.

– Non puoi darmi tu la benedizione?- chiese l’uomo avvicinandosi di qualche passo al ragazzo.

– No, sono solo un novizio, ritornate domani.                                 

– Domani sarò già in cammino per le terre dell’ovest.

– Ah, siete un soldato in licenza! Allora aspettate, vado a cercare qualcuno che vi dia l’auspicio di un buon viaggio. Attendete qui, ci potrebbe volere un po’, a quest’ora i monaci si stanno preparando per la cena.

Mime mise a terra il cucciolo e fece per avviarsi verso il tempio. L’uomo lo trattenne per un braccio.

– No, aspetta, non andare. Non m’interessano le chiacchiere di un vecchio monaco, preferisco rimanere a parlare con te.

– Ma vi ho detto che sono un novizio- protestò il ragazzo, spazientendosi.

– Ho capito – rise il soldato – E non puoi intrattenerti con un uomo oltre il calar della notte. Ma c’è ancora luce, non vedi, Mime Eriu?

– Come conoscete il mio nome?- Mime sgranò gli occhi e fissò attentamente l’uomo dinanzi a sé: alto, biondo, occhi freddi e determinati.

– Lo hai detto tu alla processione delle tre ore, non ricordi? Appartieni alla famiglia di Borr il Vecchio, no? Oh, uomo leggendario, tuo nonno! E si dicono grandi cose anche dei tuoi fratelli: Not, ad esempio, il generale Jos Mos è molto fiero di lui.

– Come conoscete mio fratello maggiore?- con uno strattone Mime si liberò dalla stretta, ma la curiosità lo trattenne ad ascoltare il soldato.

– Lo diceva al re durante la cena di ieri sera.

– Il generale Jos Mos parlava al re di Not? E voi come lo sapete? Non credevo che i soldati servissero a tavola!

– Oh, buona questa! Pensi che io sia un soldato semplice? Io sono Aran Ankar, capitano della guardia reale e cugino di sua Maestà Re Tai.

Solo allora Mime ricollegò il volto del soldato davanti a lui con quello del capitano.

Aran Ankar era capitano della guardia reale e cugino di primo grado del re Tai; aveva venticinque anni, un carattere forte, determinato, spietato e feroce in battaglia, astuto e cortigiano a palazzo. Aveva sposato una figlia del generale dell’Ovest Samir Tos, ma nessun erede era arrivato ad allietare la casa del capitano, riempiendolo così di frustrazione ed umiliazione.

– Se così fosse, mio fratello Borr dovrebbe conoscervi – la voce di Mime si fece un sussurro. Quell’uomo lo metteva a disaggio.

– Oh, infatti, e mi conosce anche il tuo gemello, come si chiama? Splendida creatura, peccato che sia destinato alla carriera militare. E’ da quando è arrivato a palazzo che lo osservo e poi scopro che ha un fratello gemello di pari bellezza che studia per diventare monaco. Mi son detto, Aran sei un uomo fortunato! Allora Mime, perché non mi benedici con un bacio?

Mime cambiò colore per l’imbarazzo e per la rabbia.

– Sarete pure un capitano e cugino del re, ma non potete rivolgervi con tale spudoratezza ad un novizio, per giunta sul terreno sacro del tempio di Aten!- tuonò cercando di sembrare il più minaccioso possibile, anche se dentro di sé sentiva un’ansia sottile salirgli dallo stomaco.

– Oh, che ardore! Va bene, vorrà dire che tacerò e lascerò che siano i fatti a parlare per me! – Aran si avvicinò e bloccò Mime per le braccia – Chiederò ed otterrò di farti mio, sarai per me un giocattolo spassoso!

La notizia portò molta preoccupazione a casa Eriu. Nel cuore del vecchio Borr si agitavano gli stessi tormenti di vent’anni prima, quando il suo terzogenito, Hamir, avviato ad una brillante carriera monastica, era stato costretto a seguire il generale Igard Frek nella sua  casa. Nonostante i tanti successi ottenuti dai suoi figli e nipoti, la sua famiglia non aveva potere a sufficienza per sottrarsi ad un destino ingrato.

Cosa faranno i fratelli Eriu per impedire al capitano Ankar di reclamare Mime?

  • Affronteranno apertamente il capitano (0%)
    0
  • Si rivolgeranno alla sacerdotessa Bres (100%)
    100
  • Si rivolgeranno a generale Jos Mos (0%)
    0
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21 Commenti

  1. Mi sembra combattuta: penso che chiederà consiglio alla madre superiore.
    La storia di un giovane uomo insidiato che ha bisogno dell’aiuto e protezione di una donna è un modo molto interessante di rovesciare stereotipi del genere fantasy/avventuroso ma non solo.
    🙂

  2. Ciao Valentina,
    direi che la sacerdotessa si rivolgerà alla madre superiore (e credo tu intendessi proprio superiore e non superiora, non sono suore).
    Ci sono due errorini di battitura, quindi piccolezze.
    Il capitolo è scritto con cura, forse avrei utilizzato i dialoghi per mostrare al lettore i pensieri di Bres, ma è una mia idea e va bene anche come hai fatto tu.
    Che altro aggiungere? Aspetto il quinto e speriamo che il povero Mime si salvi dalle grinfie di Aran Ankar… a proposito, complimenti per i nomi dei personaggi.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il commento super positivo.
      Sì madre superiore e non superiora, forse è un errore, ma è un errore che non sa di esserlo.
      Ho riletto il capitolo dieci volte, ma sfugge sempre qualcosa.
      Per stare dentro ai 5000 caratteri ho scelto di tagliare i dialoghi e di riassumerli con un breve flusso di coscienza di Bres. 5000 battute sono davvero poche per farci stare dentro tutto, ma il lavoro di limatura è stimolante.

  3. Ciao Valentina,
    Molto interessante il tuo racconto, i tre capitoli sono scivolati leggeri leggeri e mi hanno lasciato con la sensazione tipica di volerne sapere di più. Hai creato un mondo credibile, ben strutturato con personaggi tondi e riconoscibili.
    Bene, come accennavo, sono curiosa di sapere cosa accadrà al giovane novizio.
    Alla prossima!
    p.s. si rivolgeranno alla sacerdotessa.

  4. Come succede spesso nelle atmosfere di grandi e importanti festeggiamenti, piccoli gesti, sorrisi malcelati, scambio di sguardi rivelano un mondo parallelo di tensione e forti sentimenti…
    … Fa la conoscenza del capitano e…
    Ho notato un cambio di tempi verbali lungo il capitolo. Nella prima frase forse volevi scrivere organizzavano.
    Ciao

  5. Bres ignora la premonizione.
    Ciao, leggo di rado fantasy, ma in questo momento sul sito c’è un mucchio di roba, ma di interessante meno e mi sono imbattuta nel tuo incipit. Un prologo che ci introduce una civilizzazione, una dinastia regnante e una gloriosa famiglia di nobile stirpe. Un mondo in 5000 caratteri: wow! Vediamo se questa premonizione si realizzerà nonostante tutto e se ogni personaggio seguirà il destino tracciato per lui.
    Ti seguo, sperando che questo progetto tu lo finisca 🙂

    • Grazie per il commento!
      Questa storia è stata scritta tanto tempo fa ma a distanza di anni ho pensato di riprendere in mano questo racconto e dargli una piega nuova. Quindi, sì questo progetto lo finirò, come lo scopriremo.
      Contenere tutto quello che avrei voluto scrivere in 5000 battute è stata un’autentica sfida.
      Bres ignora la premonizione è l’opzione che mi spiazza di più.

  6. Ciao Valentina e benvenuta
    anche se dici che sei solita cominciare progetti (forse il racconto appena iniziato?) che non finirai mai, sono passata a leggerti.
    Ci hai presentati vari personaggi tutti di un colpo. Ti confesso che, quando ci sono molti nomi da ricordare, facilmente mi perdo. Ma essendo un prologo, ci può anche stare.
    Vediamo cos’hai in mente per lo sviluppo della storia.
    Intanto voto “…qualcuno che cambierà la loro vita.”

    • Grazie per il commento!
      Mi rendo conto di aver scritto una presentazione di me stessa che non mi fa una bella pubblicità!
      Mi rendo conto che tante informazioni tutte insieme rendano poco scorrevole il testo, ho cercato di alleggerire il più possibile. La storia nel suo complesso è bella e finita, quindi tranquilla arriverò fino alla fine, questa volta.

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