Cronache dalla città di Ninib

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno i fratelli Eriu per impedire al capitano Ankar di reclamare Mime? Si rivolgeranno alla sacerdotessa Bres (100%)

Una richiesta d’aiuto

Al tramonto, adempiuti i doveri quotidiani, i fratelli Eriu si ritrovarono all’ingresso del refettorio del Palazzo Reale. Avevano facce scure e cuori colmi d’inquietudine.

– Allora, cosa facciamo?- esordì Borr, indicando un angolo tranquillo della sala dove sedersi a parlare.

– Se ci rivolgessimo alle donne di Tisiao?- chiese Branwen.

– Ma sei pazzo?- esclamò Not.

– Le sacerdotesse conoscono magie per ogni cosa – incalzò il fratello minore.

– Bran, per favore, preparano intrugli per guarire il mal di pancia- lo canzonò Borr.

– Recitano qualche formuletta per allontanare i folletti dispettosi, cui credono solo le donnette e i sprovveduti come te- aggiunse Not storcendo il naso.

– Non è vero? – si risentì Branwen – Io ho fatto un sogno: una dama di azzurro vestita fermava con la sua voce il capitano mentre pronunciava la formula di rito per reclamare Mime.

– Sei un bambino che crede alle favole! – commentò Borr sconsolato.

Una notte senza stelle, una figura scivolò fuori dalla città e raggiunse i boschi sacri di Tisiao. Non era infrequente che un contadino, o un servo, si addentrasse nei possedimenti delle vestali, chiedendo assistenza per un parto o un malato. La rigida distinzione e separazione tra uomini e donne veniva meno con l’abbassarsi della classe sociale.

– Scusate, cerco la sacerdotessa Bres- Branwen fermò la prima ragazza che ebbe a tiro, al termine delle preghiere della notte.

– Che cosa vuoi da lei?- intervenne una sacerdotessa anziana.

– Cerco la sacerdotessa Bres per chiedere il suo aiuto – Era una frase di rito, cui le consacrate di Sar non potevano sottrarsi, prestare aiuto a chi ne faceva richiesta era uno dei voti monastici.

Fu condotto in una casetta isolata e lì attese un tempo che gli parve infinito.

– Chi ha chiesto il mio aiuto? – Bres entrò nella stanza sollevando il lume che reggeva nella mano e intravide la figura di un ragazzo alto e slanciato alzarsi dalla sedia e venirle incontro – Branwen Eriu?

– Vi ricordate di me? Vi ricordiate anche di mio fratello Mime?- Branwen replicò con una malcelata ansia nella voce.

La donna annuì sedendosi accanto a lui: per quale motivo un cadetto rischiava una severa punizione, allontanandosi dalla caserma senza permesso, per venire da lei?

-Vorrei chiedervi di intervenire in una questione delicata. Noi abbiamo le mani legate, ma voi siete una donna di Sar…- Branwen lasciò volutamente la frase a metà, alludendo alla credenza che le sacerdotesse vivessero fuori dalla legge.

– Ovvero?- chiese Bres pazientemente.

– Un capitano della guardia reale è intenzionato a reclamare Mime – Branwen quasi non prese fiato nel pronunciare quella frase e le sue gote s’imporporarono.

– E allora? Non è scritto da nessuna parte che un novizio debba diventare necessariamente monaco- commentò la sacerdotessa con freddezza. Da sempre tra monaci di Ras e consorelle di Sar non correva buon sangue.

– Bres, ascoltate: Aran Ankar è un poco di buono, un viziato figlio di papà. È un mio superiore, vedo come si comporta, salta gli allenamenti, tratta male i cadetti, è crudele con i servi. Vive come se il mondo debba piegarsi ai suoi piedi solo perché è un Ankar. Sarebbe orrendo per Mime finire nella sua casa, diventare poco più di…- si morse un labbro e non disse altro.

– E io cosa potrei fare?- domandò Bres perplessa.

– Forse le parole di una sacerdotessa potrebbero indurre il capitano a cambiare i suoi desideri – azzardò il ragazzo fissando la donna con occhi speranzosi.

– Mi chiedete di usare la sacra magia di Sar per cambiare il cuore di un uomo?- Bres era furiosa, si alzò di scatto dalla sedia, che cadde rumorosamente a terra.

– Bres, aiutate mio fratello, vi prego! – il giovane s’inginocchiò ai suoi piedi, sfiorando la veste azzurra con le labbra.

L’orgoglio femminile s’infiammò a quel gesto: un uomo si umiliava davanti a lei, chiedendo il suo aiuto. Bres pensò che quella fosse una delle piccole rivincite che le donne si prendono sugli uomini di tanto in tanto. Lo sguardo angosciato di Branwen, però, le fece cambiare atteggiamento.

– Perché vi preoccupate tanto?

– Mime desidera veramente servire Ras, soffrirà se via il suo sogno verrà calpestato così brutalmente- pronunciò quelle parole con un tale calore e un affetto così profondo che la donna ne rimase colpita. C’era qualcosa di eroico e passionale in quel ragazzino dagli occhi blu colmi di dolore.

Fai del bene anche al tuo nemico” era una dei motti della sorellanza: ora si presentava l’occasione di mettere in atto ciò che sentiva predicare fin da bambina.

– È un incantesimo complesso: i desideri umani sono spesso profondamente radicati nel cuore, estirparli richiede un grande sforzo mentale e spirituale. E non è detto che funzioni.

– Provateci, vi supplico! – Branwen si alzò e le prese le mani.

– Non lo so, non lo so – balbettò ancora Bres piena d’indecisione – Oltretutto è una magia potente, da usare solo in casi estremi.

– Questo è un caso estremo!

Bres fissò Branwen spaventata, lui le strinse le mani più forte, che cosa doveva fare?

Che cosa farà la sacerdotessa Bres?

  • Farà l’incantesimo sul capitano Ankar (25%)
    25
  • Si rivolgerà alla madre superiore per capire come comportarsi (75%)
    75
  • Ignorerà la richiesta di aiuto di Branwen (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

43 Commenti

    • Ciao Maria, grazie per aver sbloccato la situazione, adesso dovrò mettermi sotto a scrivere il capitolo, anzi a riscriverlo, perché avevo buttato giù qualche idea in caso di pareggio.
      Anche se si rilegge mille volte, tanto c’è sempre qualcosa che sfugge, grazie per avermi fatto notare le ripetizioni, sono davvero cacofoniche.

  1. Ciao Valentina,
    eccomi alla tua storia. Una bella storia, tra l’altro. Interessante l’ambientazione, i nomi, i modi dei personaggi. Mi piace il mondo che hai creato, non è facile. Il fantasy è terreno insidioso, si può finire nel ridicolo o nel già visto; tu sei riuscita a restare nei canoni del genere, con garbo e originalità.
    Nella frase: “vedeva già, a pochi metri, il capitano Ankar avanzare nella direzione opposta.” intendevi che camminava verso di loro o allontanandosi da loro. Perché nella prima ipotesi, avrei visto meglio un … “avanzare dalla direzione opposta”. Ma è una piccolezza e potrei sbagliare. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. ho votato per la bona riuscita con pegno.

  2. Ciao Valentina,
    direi che il sortilegio avrà successo, ma a caro prezzo.
    Un buon proseguo della storia, ho come l’impressione che si stia avvicinando una tempesta, sbaglio? Siamo quasi alla fine, occorrono almeno un paio di colpi di scena, ma il racconto è tuo, questo è solo un suggerimento 🙂
    La curiosità sulle sorti di Mime e della sua famiglia aumentano. Vediamo come te la cavi con il prossimo episodio.
    Intanto ti auguro un ottimo fine settimana.
    Ciao!

  3. mi piaceva il prezzo da pagare, ma quella degli effetti imprevisti dell’incantesimo era un’opzione troppo tentante
    “Branwen la tirò in un corridoio semi deserto senza quasi che lei si accorgesse della sua presenza,”: non ho capito come può non accorgersi della sua presenza, se lo ha seguito per via di un suo cenno. Ma forse ho interpretato male il passaggio.
    Il capitolo scorre bene e l’ambientazione è sempre molto riuscita.
    Ciao

    • Il prezzo da pagare è l’opzione più immediata,l’ho suggerita io stessa nel capitolo, ma anche a me piace molto gli effetti imprevisti dell’incantesimo, purtroppo sembra vincere “il prezzo da pagare”, ma ciò non toglie che io possa comunque infilarci dentro entrambe le cose, devo solo capire come. Grazie per il commento, sono contenta che il contesto sia piacevole.
      Quanto al passo citato, forse non sono riuscita a rendere l’immagine che avevo in mente, in effetti messa così non ha molto senso.

  4. Cao valentina,
    Il capitolo scorre, complimenti per la fantasia, il mondo che hai creato risulta credibile e interessante. Ti segnalo, ma è una mia idea, la frase che segue:
    “Aran gli scoppiò a ridere in faccia liberandosi dalla presa del ragazzo con un gesto secco delle braccia.” visto che sappiamo che è scoppiato a ridergli in faccia, avrei evitato di puntualizzare che si libera dalla stretta del ragazzo: ” liberandosi dalla sua presa…” a me suona meglio. 😉

    La teologia riguarda le religioni e Dio in particolare, visto che deriva dal Greco non so come collocarla nel tuo racconto, che non ha molta attinenza con la nostra realtà, ma anche qui è una mia idea.
    Aspetto il nuovo episodio e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Grazie per il commento.
      Questo era un capitolo di passaggio, una pausa, prima di dare seguito agli eventi cruciali. Mi fa piacere che il mondo di Ninib risulti sensato e che i nomi suonino bene (questo volevo scriverlo nel commento al capitolo precedente, ma mi sono dimenticata).
      Per cercare di stare nei 5000 caratteri faccio vari spostamenti di frasi, taglio, riscrivo,cancello il pezzo che ho scritto in prima battuta, quindi a volte mi sfugge qualche ripetizione, refusi vari, quindi grazie per la segnalazione, è corretta.
      Quanto invece alla definizione di teologia, la Treccani mi viene incontro.
      Teologia: “In senso largo, ogni dottrina relativa a Dio, o agli dei, o più genericamente alla religione.”
      Sto cercando di delineare una religione, oltre che un mondo fantastico, non è semplice, e per farlo mi serve come stampella la terminologia delle religioni che conosco. Spero non sia del tutto sbagliato.
      Rileggere il proprio racconto con gli occhi degli altri (attraverso i loro commenti) è sempre ultile e stimolante, quindi grazie davvero.

  5. Mi sembra combattuta: penso che chiederà consiglio alla madre superiore.
    La storia di un giovane uomo insidiato che ha bisogno dell’aiuto e protezione di una donna è un modo molto interessante di rovesciare stereotipi del genere fantasy/avventuroso ma non solo.
    🙂

  6. Ciao Valentina,
    direi che la sacerdotessa si rivolgerà alla madre superiore (e credo tu intendessi proprio superiore e non superiora, non sono suore).
    Ci sono due errorini di battitura, quindi piccolezze.
    Il capitolo è scritto con cura, forse avrei utilizzato i dialoghi per mostrare al lettore i pensieri di Bres, ma è una mia idea e va bene anche come hai fatto tu.
    Che altro aggiungere? Aspetto il quinto e speriamo che il povero Mime si salvi dalle grinfie di Aran Ankar… a proposito, complimenti per i nomi dei personaggi.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il commento super positivo.
      Sì madre superiore e non superiora, forse è un errore, ma è un errore che non sa di esserlo.
      Ho riletto il capitolo dieci volte, ma sfugge sempre qualcosa.
      Per stare dentro ai 5000 caratteri ho scelto di tagliare i dialoghi e di riassumerli con un breve flusso di coscienza di Bres. 5000 battute sono davvero poche per farci stare dentro tutto, ma il lavoro di limatura è stimolante.

  7. Ciao Valentina,
    Molto interessante il tuo racconto, i tre capitoli sono scivolati leggeri leggeri e mi hanno lasciato con la sensazione tipica di volerne sapere di più. Hai creato un mondo credibile, ben strutturato con personaggi tondi e riconoscibili.
    Bene, come accennavo, sono curiosa di sapere cosa accadrà al giovane novizio.
    Alla prossima!
    p.s. si rivolgeranno alla sacerdotessa.

  8. Come succede spesso nelle atmosfere di grandi e importanti festeggiamenti, piccoli gesti, sorrisi malcelati, scambio di sguardi rivelano un mondo parallelo di tensione e forti sentimenti…
    … Fa la conoscenza del capitano e…
    Ho notato un cambio di tempi verbali lungo il capitolo. Nella prima frase forse volevi scrivere organizzavano.
    Ciao

  9. Bres ignora la premonizione.
    Ciao, leggo di rado fantasy, ma in questo momento sul sito c’è un mucchio di roba, ma di interessante meno e mi sono imbattuta nel tuo incipit. Un prologo che ci introduce una civilizzazione, una dinastia regnante e una gloriosa famiglia di nobile stirpe. Un mondo in 5000 caratteri: wow! Vediamo se questa premonizione si realizzerà nonostante tutto e se ogni personaggio seguirà il destino tracciato per lui.
    Ti seguo, sperando che questo progetto tu lo finisca 🙂

    • Grazie per il commento!
      Questa storia è stata scritta tanto tempo fa ma a distanza di anni ho pensato di riprendere in mano questo racconto e dargli una piega nuova. Quindi, sì questo progetto lo finirò, come lo scopriremo.
      Contenere tutto quello che avrei voluto scrivere in 5000 battute è stata un’autentica sfida.
      Bres ignora la premonizione è l’opzione che mi spiazza di più.

  10. Ciao Valentina e benvenuta
    anche se dici che sei solita cominciare progetti (forse il racconto appena iniziato?) che non finirai mai, sono passata a leggerti.
    Ci hai presentati vari personaggi tutti di un colpo. Ti confesso che, quando ci sono molti nomi da ricordare, facilmente mi perdo. Ma essendo un prologo, ci può anche stare.
    Vediamo cos’hai in mente per lo sviluppo della storia.
    Intanto voto “…qualcuno che cambierà la loro vita.”

    • Grazie per il commento!
      Mi rendo conto di aver scritto una presentazione di me stessa che non mi fa una bella pubblicità!
      Mi rendo conto che tante informazioni tutte insieme rendano poco scorrevole il testo, ho cercato di alleggerire il più possibile. La storia nel suo complesso è bella e finita, quindi tranquilla arriverò fino alla fine, questa volta.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi