Il sentiero nel bosco

Dove eravamo rimasti?

Anna Sara torna a casa, stavolta evitare la famiglia è impossibile. I suoi... Litigheranno tutti contro tutti (67%)

Amaro alle tre

Guardo con nostalgia la casa di Tille: chissà di chi sarà domani. Lo ammetto: vorrei tanto spettasse a me e solo a me. È stata un rifugio per lunghe estati; qui ho scoperto cosa vuol dire essere coccolata, capita, incoraggiata. Se diventasse mia potrei passarci tutti i weekend, restaurarla, condividerla con gli amici…

“Anna Sara!”

Tommaso, mio cugino, mi riporta al presente.

“Ciao Tommy.”

Ci scambiamo i due baci canonici, poi lui tiene le mani sulle mie spalle, mi guarda serio qualche secondo attraverso gli occhiali da sole e sentenzia:

“Tu puzzi!”

Una risatina è tutto ciò che gli concedo, ma è già molto visto l’umore.

“Sì, sto avendo una giornata impegnativa. È meglio se vado a fami una doccia.”

“Non se ne parla: in salotto non vedono l’ora di salutarti.”

“Come no.”

“Non puoi scappare stavolta.” Mi prende sottobraccio e mentre mi trascina cerca di rassicurarmi: “Se ti dicessi che tua madre è tornata in città con mia sorella?”

*

“Ed ecco a voi la nostra piccola Anna Sara!”

Tommaso mi getta nella fossa dei leoni.

Ci sono tutti, mi viene la nausea. Seduti sul divano: mio padre, sua sorella Betty e il marito Ottone. Mio fratello sta studiando il carrello degli alcolici e mia sorella, di spalle, guarda fuori dalla finestra, chiarendo quanto è felice di rivedermi.

“Allora si può sapere cosa diavolo ti sei messa per il funerale? Prima di rotolarti nel fango intendo.”

Madre non è partita a quanto pare, mi attacca alle spalle come al solito. Cerco lo sguardo di Tommaso, ma finge di essere occupato a versare da bere a mio fratello Giovanni. Sogghigna, la iena; me la pagherà.

“Andiamo Dora, lasciale il tempo di respirare.”

Mio padre si avvicina e mi dà un veloce abbraccio.

“Come stai? Sono contento di vederti.”

“Sì, tutto bene. Ciao zia, ciao zio.”

Raggiungo la zona degli alcolici.

“Tommaso sei un verme! Ciao Vanni.”

Mio fratello si sistema gli occhiali, poi senza rispondermi propone a Tommaso una partita a scacchi. Sfilano una bottiglia dal carrello e lasciano il salotto.

Mi verso un bicchierino di amaro, anche se sono le tre del pomeriggio e io non ho pranzato. Madre si avvicina in cerca di una zuffa. “Sicura di voler bere a quest’ora?” Per dispetto butto giù tutto d’un fiato e me ne verso un altro.

“Sicura” rispondo mentre vado a stravaccarmi su una poltrona.

“Anna Sara, sarebbe il caso che ti andassi a dare una rinfrescata.”

“Volevo mamma, però Tommy mi ha convinta a godermi un po’ di affetto familiare, prima.”

“Non fare l’acida, oggi ci hai messi tutti in imbarazzo al funerale con quel ridicolo cappotto. Per non parlare del tuo comportamento.”

Ecco che Teresa, orgoglio di nostra madre, scende in campo.

“Mi spiace molto, vi chiedo scusa. È che non sono stata a pensare troppo all’etichetta perché la morte di Tilde, a me, ha fatto davvero male.”

“Non esagerare Anna Sara” mi ammonisce mio padre.

“Lasciala dire quello che pensa, papà. È già un onore averla con noi, no? Sono due anni che non si fa viva, però qui è l’unica che ha un cuore.”

“Magari non mi andava di parlare con voi, ma Tille la sentivo spesso.”

“Capisco. Deve essere per questo legame speciale che stamattina sei scappata dalla chiesa ridendo.”

Apro la bocca per vomitare veleno su mia sorella, ma la zia Betty si intromette. 

“Potete smetterla di litigare? Mi state facendo venire il mal di testa.”

“Perché non vai a sdraiarti un po’ in camera, finché non ti passa?” Le propone madre. “Vorrei proprio sapere dov’era quella santa di mia figlia la scorsa settimana, quando Tilde è scomparsa.”

Zia Betty si alza per fronteggiarla.

“Non permetterti di dirmi cosa fare: questa è casa mia e tu sei poco più di un ospite, ricordalo bene!” La sua voce,  sferzante e asciutta, diviene un lamento. “Pamela?”

“Sì, signora? “La giovane badante della prozia si affaccia al salotto.

“Portami un analgesico.” Sguardo acido a madre. “In veranda, per favore.”

Esce seguita dal marito. Lo zio Otto non parla quasi mai, per fortuna.

“Stiamo aspettando. Dov’eri quando la tua cara Tille aveva bisogno di aiuto?” Madre e sorella mi puntano, espressione interrogativa e braccia conserte.

“Non lo sapevo.” Mi viene il magone a pensarci, misto a rabbia e risentimento. “Se Giorgia mi avesse chiamato sarei venuta subito. Si vede che era troppo impegnata per telefonare.”

“Non se la prenda con Giorgia!”

Pamela stritola la scatola di Moment appena prelevata dalla credenza.

“Abbiamo passato dei giorni terribili e lei è stata fantastica!”

Per un momento rimaniamo tutti di gesso.

“Scusa Pamela.”

Se sono riuscita a irritare anche lei, così dolce e cordiale, forse è arrivato il momento di togliermi di torno.

“Vado a farmi un bagno.”

Mentre esco madre riesce ad avere la soddisfazione dell’ultima parola: “Vedi se riesci a lavare via anche un po’ di arroganza.”

Il giorno della lettura del testamento è arrivato. Anna Sara...

  • Sarà puntuale. (29%)
    29
  • Deciderà di non partecipare. (43%)
    43
  • Arriverà in ritardo. (29%)
    29
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81 Commenti

  • Chi va piano va sano e va lontano. Non si può nascondere che ce ne hai messo di tempo, ma ce l’hai fatta. Nonostante il tempo passato mi è bastato leggere il capito precedente per mettere tutti i tasselli in ordine nella mia testa, ed è ma cosa positiva, vuol dire che avevi delineato i personaggi e le scene talmente bene da mantenerli vividi nella memoria.
    Io nel frattempo sto scrivendo un altro racconto qui su the incipit e se vorrai dare un’occhiata alla mia biografia vedrai che c’è un’altra novità.
    Al prossimo racconto

  • Sempre un ottimo lavoro. Neanche a me convince del tutto Paola e ritengo perciò che sia arrivato il momento di sentire cosa ha da dire Giorgia.
    I limiti di spazio non sembrano farti troppo soffrire: te la cavi sempre egregiamente, riuscendo a darci tutte le informazioni necessarie in poche righe. Grande capacità di sintesi! A presto.

  • Ciao. Ho trovato eccezionale la prima descrizione. Ho visto me stessa, da bambina, a fare esattamente quelle cose. Eccezionale.
    Non si vede il numero dei caratteri che usi, ma ho La sensazione che siano molto meno di quelli a disposizione. Forse mi sbaglio, ma se non è cosi ti suggerisco di ampliare i capitoli. Quando ci si immedesima nel capitolo … è già finito
    Continua così

  • Non so perché ma questa Paola mi convince poco. Voto “va in ospedale a trovare Pamela e per parlare con Giorgia” anche se mi piacerebbe che andasse presto a caccia di indizi. Tutto continua a essere molto interessante e ben scritto… mi è preso un colpo accorgendomi che mancano solo due capitoli alla fine! Mi chiedo se i mie sospetti siano fondati o del tutto fuori pista. Spero di scoprirlo presto!

  • Chiaramente non può essere stato Vanni, sarebbe troppo facile visto che tutti gli indizi sono contro di lui: ha ucciso Tille per prendersi i soldi che non voleva prestargli, poi ha tentato di uccidere Pamela visto che l’eredità è andata in gran parte a lei, senza contare che l’alibi di zia Betty non sembra molto solido.
    Comunque complimenti, a mio parere stai gestendo la storia in maniera perfetta, aggiungendo ogni volta elementi senza però svelare troppo!

  • Diciamo che va da sola, che Nicolò ha del lavoro da fare, mi sembra.
    Tanti sospetti, molti rancori, pochi indizi. Un giallo molto coinvolgente, capitolo dopo capitolo.
    Ho dei dubbi su quanto raccontato da Giovanni, ma forse è l’atmosfera di sospetti generalizzati che mi suggestiona 🙂

  • Ciao Quante Storie,
    il mistero s’infittisce, molto bene. Tutti sono sospettabili, ma chi è l’assassino, io non ne ho idea; direi che stai facendo un buon lavoro. Il racconto, tra l’altro, è ben scritto e scorre che è una meraviglia.
    ti segnalo due refusi, giusto per trovare proprio il pelo nell’uovo:
    …”perché l’ha fatto tu” (perché non l’HAI fatto tu)
    …”Prima nella sua dépendance, poi nel bosco, l’ha sentito gridare…” (l’ha SENTITA gridare)
    Ciao e alla prossima!

  • Sbem! Ci hai stesi tutti… gran bel colpo. 😮
    Naturalmente concordo con i loro sospetti, “due cadute in una settimana” e nello stesso luogo, aggiungerei. No no, non ce la beviamo.
    Storia sempre più interessante e ben gestita, i complimenti ormai sembrano scontati ma non mi dispiace ripeterteli. Te li meriti.

  • Ciao Quante Storie,
    chissà come mi ero persa un capitolo, ma ho recuperato in fretta. I tuoi scritti si leggono di volata, scorrevoli come sono. 🙂
    Bene, molto interessante in due episodi sono successe molte cose, e il colpo di scena sul nome è reso molto bene. Non ho appunti da fare, mi è piaciuto tutto perciò ti rivelo il mio voto: parla con il fratello e ti saluto.
    Alla prossima!

  • Mi aspettavo una domanda sull’incidente, invece questa mi spiazza.
    Vada per l’amico, finora le hai messo intorno solo gente che non l’apprezza 🙂
    Direi che non ci hai dato abbastanza indizi, o forse troppi, per avere un sospetto. Vediamo dove vuoi portarci. A presto

  • Vado a istinto: un grande amico!
    Sarà successo qualcosa alla povera Pamela? Spero di no. Oppure uno degli odiosissimi familiari c’è rimasto secco?
    Continuo a pensare che la tua sia una delle migliori storie che sto leggendo al momento, grazie a Dio aggiorni rapidamente. E se la brevità dei capitoli è il prezzo da pagare, ben venga! 😉

  • Sempre scritto molto bene, ma se penso che è un giallo mi aspetto di voler scoprire chi è l’assassino fra vari possibili personaggi con un movente. Siamo a metà, e oltre un piccolo sospetto su Giorgia, non si è visto altro.
    Poi può essere che vuoi mettere insieme tutto in una volta. Aspetto il seguito

  • Secondo me è più logico che continui a leggere il diario, visto che ormai per il testamento è tardi, ma a quanto pare sono in minoranza 😂
    Questa Giorgia mi convince molto poco, mi sa tanto che il suo segreto (e il suo improvviso interessamento) era solo una bufala per racimolare altri quattrini. O forse ci stai depistando? Vedremo… 😁

  • Ciao Quante Storie,
    uhm… e così la cara Giorgia chiedeva prestiti alla prozia, il mistero si infittisce. Direi che, nonostante tutto, Anna Sara dovrebbe fare un salto dal notaio, almeno per far presente che è ancora in zona. Una famigliola interessante e piena di sorprese, sono curiosa di vedere cos’altro salterà fuori.
    Bella la trovata dell’agenda, anche se ho trovato un po’ forzato il dover portare il bastone fin nella stanza della zia, anziché metterlo semplicemente a riparo dentro casa; è pur vero che quando ci si trova in situazioni luttuose e si soffre per la persona persa, il sentimentalismo prende il sopravvento e i gesti possono trasformarsi in piccoli momenti di dolcezza. Ecco mi sono risposta da sola 🙂
    Alla prossima!

    • Farle portare il bastone in camera di Tilde mi serviva per trovare l’agenda, ma ho immaginato che volesse mettere l’oggetto al riparo dagli altri, oltre che dal temporale. Un gesto illogico ma sentimentale, come dici tu.
      Grazie del commento comunque: mi interessa scoprire le incongruenza tanto quanto gli errori di grammatica

  • Questa volta ti sei soffermata di più sulle descrizioni, ma sempre col tuo stile spigliato e pulito.
    Siamo quasi a metà. Cosa sarà successo?
    Indurre il lettore a sospettare qualcosa, per poi magari sbagliarsi, sarebbe un’idea per aumentare la suspense. Ma l’autrice sei tu. Continua così

  • Ciao!
    Il tuo è uno dei modi di scrivere più interessanti tra i racconti che ho letto su questo sito: scorrevole, periodi brevi e netti, rendi benissimo la situazione e il carattere di Anna Sara, così diversa rispetto a tutti gli altri. Secondo me, lei arriverà puntuale, per rispetto alla prozia che tanto amava e perché non vede l’ora di sapere cosa le è rimasto di Tilde. A presto, continua così!

  • Non ce la vedo, a non partecipare alla lettura del testamento, secondo me arriva in ritardo per sorbirsi i parenti il meno possibile. Capitoli scorrevoli e ben narrati; nei primi due i periodi sono brevissimi, sincopati, pensavo fosse una caratteristica del tuo stile, e forse almeno in parte è così, ma devo dire che sono molto efficaci nel descrivere l’atteggiamento di Anna Sara: brusco, senza fronzoli, essenziale. In questo terzo capitolo, poi, con poche pennellate, hai reso bene le tensioni e gli odi di un’intera famiglia, brava. Ho anche notato che questo ultimo cap. è più lungo degli altri. Ti suggerisco di sfruttare sempre fino all’ultimo carattere: cinquantamila battute non sono molte, soprattutto per un giallo, e se non le gestisci bene, noi lettori rischiamo di non scoprire mai chi è l’assassino 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao 😀 In effetti le frasi brevi e l’assenza (quasi) di descrizioni mi vengono naturali, quindi sto assecondando questo andamento. La lunghezza dei capitoli invece varia, ma una volta che ho scritto tutto ciò che avevo in mente non mi sento di aggiungere altro. Anzi: butto giù la storia in maniera stringata e, prima di pubblicare, sfoltisco ancora… Conto però di seminare abbastanza indizi da far intuire la verità.
      Grazie di aver letto e commentato

  • Ciao e benvenuta.
    Un bell’inizio, anche se arrivo un po’ in ritardo e mi sono persa la facoltà di scegliere un paio di opzioni. La scrittura è semplice e scorrevole, i refusi all’inizio te li hanno già segnalati, dunque a me rimangono i complimenti: brava.
    Madre mi fa un po’ sorridere perché mi ricorda la madre di Jean Claude (mai dire… ), ma tutto il resto rende benissimo l’idea della situazione. Le battute sono sagaci e ben riuscite, bella l’ultima battuta di Madre nel finale del terzo episodio.
    Direi che Anna Sara potrebbe arrivare in ritardo e speriamo che la casa di Tille vada a lei.
    Ancora complimenti e alla prossima!

  • Io trovo invece che tu scriva sempre benissimo, una delle migliori penne che girano qua sopra!
    Voto “sarà puntuale”: hai dato a intendere che tiene troppo alla casa per scegliere di non partecipare, stesso motivo per cui non ce la vedo ad arrivare in ritardo.
    A presto, spero! 🙂

  • Io sono alla mia prima esperienza, non so se ti sto consigliando una cosa essenziale, ma nella lettura dei dialoghi, a volte, faccio un po’ di fatica a capire chi parla. Qui per esempio: “Non fare l’acida, oggi ci hai messi tutti in imbarazzo al funerale con quel ridicolo cappotto. Per non parlare del tuo comportamento.”

    Ecco che Teresa, orgoglio di nostra madre, scende in campo.
    Dopo si capisce, ma per un attimo ho pensato che la frase di Teresa fosse la successiva. Magari se non andassi a capo sarebbe più immediato. Se mi sto sbagliando correggetemi.
    Per il resto hai uno stile molto dinamico e spigliato.. Madre e sorella usati come nome proprio lo trovo fantastico

    • Hai assolutamente ragione: è la prima volta che gestisco un dialogo con più di due personaggi ed è stata una faticaccia! Oltretutto avevo scritto circa il doppio delle battute e tagliando qualcosa si è perso. Grazie del consiglio, starò più attenta alla chiarezza del”chi dice cosa” la prossima volta 😉

  • Visto che qui si intuisce del torbido, immagino che la cugina non sia la sola parente subdola e dico che tentano/fingono un riavvicinamento.
    Sempre molto carino, davvero. Ti consiglierei di aspettare qualche giorno in più tra la pubblicazione di un capitolo e l’altro, per dare tempo a più gente di leggerti.
    A presto 🙂

  • Altro bel capitolo, per fortuna aggiorni in fretta, con i gialli non si può aspettare troppo! 😂 Quindi la cugina Giorgia non ci convince, eh? Voto per una bella lite di famiglia, sento che l’atmosfera è destinata a surriscaldarsi. A presto! 🙂

  • L’uomo che non ha mai visto mi ispira molto.
    famiglia odiosa e deliziosa (anche se “balenottera” è un nomignolo poco simpatico XD) zia “strana” defunta che già manca, un testamento e qualche domanda. davvero un incipit intrigante.
    Leggerti è stato un piacere

  • grazie, mi sono impersonato perché ognuno di noi ha idealmente da qualche parte in parente come Tilde, quello che vorremmo inconsciamente essere tampinati da una famiglia inesistente oppure odiosa. Poi quell’assaggio di avventura nel bosco piace anche a me….Ti serve una vecchia amica depositaria di chissà quali verità mai dette.
    Alla prossima!🌻

  • Ma che bell’incipit! Mi piace il tuo stile, è maturo e divertente. Anche la caratterizzazione dei personaggi, diretta e senza troppi giri di parole. Seguo! Voto per “un uomo che non ha mai visto” perché la sua famiglia mi ha già seccata ahah Complimenti ancora, a presto! 🙂

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