Il sentiero nel bosco

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Anna Sara, dopo questa scoperta? Ci dormirà su (57%)

Alibi

Aspetto Nicolò davanti al cancello passeggiando avanti e indietro, con l’agenda di Tille in mano. Le ultime notizie dall’ospedale non sono buone: Pamela è in coma, i medici non sanno se si risveglierà.

Quando arriva Nico non gli lascio neanche il tempo di scendere dall’auto; mi siedo di fianco a lui e comincio a parlare a macchinetta. Mi ascolta in silenzio: gli mostro l’agenda e racconto dei prestiti a Vanni e del segreto di Giorgia.

“Ho notato un’altra cosa strana,” gli dico infervorata, “Tille ha smesso di scrivere sabato 27 aprile, ma è morta venerdì 3 maggio.”

Nico sfoglia l’agenda a ritroso. Ogni pagina è compilata con metodo: il meteo del giorno, un resoconto della giornata e al fondo qualche annotazione sulla sua salute.

“Scriveva sempre?” mi chiede.

“Da anni. Non ha mai saltato un giorno, che io sappia.”

“Strano.”

“Ci sono troppe cose che non capisco, Nico. Dobbiamo parlare con mio fratello.”

“Sono d’accordo. Perché non l’ha fatto tu?”

“Volevo. Poi ho pensato che a me non avrebbe dato spiegazioni. Sai com’è fatto.”

“Non hai tutti i torti. Comunque Giovanni ha dichiarato che stava parlando con tua zia Betty quando Pamela è caduta.”

“Davvero?”

“Beh, lei ha confermato. Poi che sia vero o no è da dimostrare.”

Ci penso un momento.

“Zia Betty potrebbe mentire. Per lei non c’è niente di più importante delle apparenze, sono sicura che direbbe qualsiasi cosa pur di non avere un assassino in famiglia.”

“Non correre Anna, ancora non sappiamo cosa sia successo.”

“Ci ho pensato bene: qualcuno ha cercato di uccidere Pamela. Io ero in città, scommetto di avere un sacco di testimoni,” continuo presa dalle mie riflessioni, “sappiamo dove si trovavano gli altri?”

Nicolò sospira, poi ricorre al suo taccuino. “Dunque, tuo padre stava facendo un pisolino in camera.”

“Lui non è stato di sicuro.”

“Le indagini di polizia non funzionano proprio così.” Mi sorride. “Giorgia si è fatta una doccia, quindi è andata a cercare Pamela. Prima nella sua dépendance, poi nel bosco, l’ha sentito gridare… il resto lo sappiamo.”

“Quindi non ha un alibi.” sottolineo.

“In effetti no. Nessuno degli altri era da queste parti: tua madre e tua sorella, dopo la lettura del testamento, sono  partite per tornare a casa. Lo stesso ha fatto tuo zio Otto.”

“Chi ce lo assicura?”

“Abbiamo controllato.”

“ Okay, Tommaso?”

“Tuo cugino è andato a trovare degli amici.”

“Quindi l’unica di cui si può sospettare è Giorgia.”

“Per essere precisi, anche tuo padre non ha un alibi.”

“Non è stato lui.” insisto.

“Io non credo che Giorgia abbia fatto del male a Pamela. Dovevi vederla, ieri sera: era disperata.”

Non voglio continuare a discutere. “Parliamo con Vanni.”

*

Troviamo mio fratello in cucina, che fa colazione.

“Buongiorno Giovanni, vorrei farti ancora qualche domanda.” gli dice Nicolò senza girarci intorno.

“Basta che sia una cosa veloce, sto partendo.”

“Questione di un minuto,” promette Nico, “a quanto ammontava il tuo debito con Tilde?”

Vanni manda giù a fatica una sorsata di latte caldo. Guarda con sorpresa Nicolò, sposta lo sguardo su di me e i suoi lineamenti si fanno duri.

“Circa quindicimila euro.”

“Quindicimila.” appunta Nico, impassibile. “A quando risale il primo prestito?”

“Direi a un paio d’anni fa.”

“E a cosa ti servivano i soldi?”

“Ma insomma, la vogliamo smettere con le domande?” interviene Zia Betty entrando in cucina.

“Ho solo bisogno di chiarire questa faccenda, signora Zumaglia.” L’attenzione di Nico torna a Vanni.

“Sto mettendo a punto un metodo matematico per vincere nei casinò online, se proprio lo vuoi sapere. Quei siti, si sa, sono fatti per spillare quattrini alla gente; ma io ho trovato una falla nel loro algoritmo!“ Vanni si infervora. “Devo solo perfezionare il programma che ho creato, ci sono molto vicino ormai, dopodiché…”

“Non hai pensato che informarmi dei prestiti sarebbe stata una buona idea?” chiede Nico.

“Perché avrebbe dovuto? Non sono affari tuoi.” puntualizza zia Betty.

“Miei no, signora, ma con i miei colleghi sto cercando di capire cosa è successo a Pamela. Non siamo sicuri che si sia trattato di un incidente.”

La zia scoppia in una risata artificiosa.

“Che assurdità. Quella ragazza ha la testa tra le nuvole, avrà fantasticato di viaggi per mare o chissà quali avventure romantiche, senza far attenzione a dove metteva i piedi.”

“Cadendo,” concludo senza riuscire a trattenermi, “esattamente come Tille una settimana fa.”

“Non essere melodrammatica Anna Sara. È stata una triste coincidenza, nulla di più. Nessuno di noi ha più visto Pamela, una volta usciti dal notaio, mi sembrava di averlo già chiarito.”

“Tranne Giorgia.” aggiunge Nico.

“Vuoi accusare mia figlia ora? Come ti permetti? Quella povera ragazza è stata in ospedale tutta la notte, per prendersi cura di Pamela.”

“Non stavo accusando nessuno, signora.”

“Io me ne vado.” sbotta Vanni alzandosi.

“Buon viaggio, caro.” lo saluta zia Betty, con un gran sorriso, e lascia la cucina senza degnarci di un’occhiata.

Anna Sara è attesa da Paola nel pomeriggio...

  • Rimanderà l’appuntamento (20%)
    20
  • Andrà da sola (40%)
    40
  • Chiederà a Nico di accompagnarla (40%)
    40

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66 Commenti

  1. Chiaramente non può essere stato Vanni, sarebbe troppo facile visto che tutti gli indizi sono contro di lui: ha ucciso Tille per prendersi i soldi che non voleva prestargli, poi ha tentato di uccidere Pamela visto che l’eredità è andata in gran parte a lei, senza contare che l’alibi di zia Betty non sembra molto solido.
    Comunque complimenti, a mio parere stai gestendo la storia in maniera perfetta, aggiungendo ogni volta elementi senza però svelare troppo!

  2. Diciamo che va da sola, che Nicolò ha del lavoro da fare, mi sembra.
    Tanti sospetti, molti rancori, pochi indizi. Un giallo molto coinvolgente, capitolo dopo capitolo.
    Ho dei dubbi su quanto raccontato da Giovanni, ma forse è l’atmosfera di sospetti generalizzati che mi suggestiona 🙂

  3. Ciao Quante Storie,
    il mistero s’infittisce, molto bene. Tutti sono sospettabili, ma chi è l’assassino, io non ne ho idea; direi che stai facendo un buon lavoro. Il racconto, tra l’altro, è ben scritto e scorre che è una meraviglia.
    ti segnalo due refusi, giusto per trovare proprio il pelo nell’uovo:
    …”perché l’ha fatto tu” (perché non l’HAI fatto tu)
    …”Prima nella sua dépendance, poi nel bosco, l’ha sentito gridare…” (l’ha SENTITA gridare)
    Ciao e alla prossima!

  4. Sbem! Ci hai stesi tutti… gran bel colpo. 😮
    Naturalmente concordo con i loro sospetti, “due cadute in una settimana” e nello stesso luogo, aggiungerei. No no, non ce la beviamo.
    Storia sempre più interessante e ben gestita, i complimenti ormai sembrano scontati ma non mi dispiace ripeterteli. Te li meriti.

  5. Ciao Quante Storie,
    chissà come mi ero persa un capitolo, ma ho recuperato in fretta. I tuoi scritti si leggono di volata, scorrevoli come sono. 🙂
    Bene, molto interessante in due episodi sono successe molte cose, e il colpo di scena sul nome è reso molto bene. Non ho appunti da fare, mi è piaciuto tutto perciò ti rivelo il mio voto: parla con il fratello e ti saluto.
    Alla prossima!

  6. Mi aspettavo una domanda sull’incidente, invece questa mi spiazza.
    Vada per l’amico, finora le hai messo intorno solo gente che non l’apprezza 🙂
    Direi che non ci hai dato abbastanza indizi, o forse troppi, per avere un sospetto. Vediamo dove vuoi portarci. A presto

  7. Vado a istinto: un grande amico!
    Sarà successo qualcosa alla povera Pamela? Spero di no. Oppure uno degli odiosissimi familiari c’è rimasto secco?
    Continuo a pensare che la tua sia una delle migliori storie che sto leggendo al momento, grazie a Dio aggiorni rapidamente. E se la brevità dei capitoli è il prezzo da pagare, ben venga! 😉

  8. Sempre scritto molto bene, ma se penso che è un giallo mi aspetto di voler scoprire chi è l’assassino fra vari possibili personaggi con un movente. Siamo a metà, e oltre un piccolo sospetto su Giorgia, non si è visto altro.
    Poi può essere che vuoi mettere insieme tutto in una volta. Aspetto il seguito

  9. Andrà dal notaio, immagino che voglia qualche informazione, e non mi sembra il caso di chiederle alla famigliola affettuosa 🙂
    Mi ero persa un capitolo, ho recuperato.
    Attenta a non concentrarti su troppi personaggi: poi rischi di faticare a gestirli 🙂

  10. Ciao Quante Storie,
    uhm… e così la cara Giorgia chiedeva prestiti alla prozia, il mistero si infittisce. Direi che, nonostante tutto, Anna Sara dovrebbe fare un salto dal notaio, almeno per far presente che è ancora in zona. Una famigliola interessante e piena di sorprese, sono curiosa di vedere cos’altro salterà fuori.
    Bella la trovata dell’agenda, anche se ho trovato un po’ forzato il dover portare il bastone fin nella stanza della zia, anziché metterlo semplicemente a riparo dentro casa; è pur vero che quando ci si trova in situazioni luttuose e si soffre per la persona persa, il sentimentalismo prende il sopravvento e i gesti possono trasformarsi in piccoli momenti di dolcezza. Ecco mi sono risposta da sola 🙂
    Alla prossima!

    • Farle portare il bastone in camera di Tilde mi serviva per trovare l’agenda, ma ho immaginato che volesse mettere l’oggetto al riparo dagli altri, oltre che dal temporale. Un gesto illogico ma sentimentale, come dici tu.
      Grazie del commento comunque: mi interessa scoprire le incongruenza tanto quanto gli errori di grammatica

  11. Questa volta ti sei soffermata di più sulle descrizioni, ma sempre col tuo stile spigliato e pulito.
    Siamo quasi a metà. Cosa sarà successo?
    Indurre il lettore a sospettare qualcosa, per poi magari sbagliarsi, sarebbe un’idea per aumentare la suspense. Ma l’autrice sei tu. Continua così

  12. Ciao!
    Il tuo è uno dei modi di scrivere più interessanti tra i racconti che ho letto su questo sito: scorrevole, periodi brevi e netti, rendi benissimo la situazione e il carattere di Anna Sara, così diversa rispetto a tutti gli altri. Secondo me, lei arriverà puntuale, per rispetto alla prozia che tanto amava e perché non vede l’ora di sapere cosa le è rimasto di Tilde. A presto, continua così!

  13. Non ce la vedo, a non partecipare alla lettura del testamento, secondo me arriva in ritardo per sorbirsi i parenti il meno possibile. Capitoli scorrevoli e ben narrati; nei primi due i periodi sono brevissimi, sincopati, pensavo fosse una caratteristica del tuo stile, e forse almeno in parte è così, ma devo dire che sono molto efficaci nel descrivere l’atteggiamento di Anna Sara: brusco, senza fronzoli, essenziale. In questo terzo capitolo, poi, con poche pennellate, hai reso bene le tensioni e gli odi di un’intera famiglia, brava. Ho anche notato che questo ultimo cap. è più lungo degli altri. Ti suggerisco di sfruttare sempre fino all’ultimo carattere: cinquantamila battute non sono molte, soprattutto per un giallo, e se non le gestisci bene, noi lettori rischiamo di non scoprire mai chi è l’assassino 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao 😀 In effetti le frasi brevi e l’assenza (quasi) di descrizioni mi vengono naturali, quindi sto assecondando questo andamento. La lunghezza dei capitoli invece varia, ma una volta che ho scritto tutto ciò che avevo in mente non mi sento di aggiungere altro. Anzi: butto giù la storia in maniera stringata e, prima di pubblicare, sfoltisco ancora… Conto però di seminare abbastanza indizi da far intuire la verità.
      Grazie di aver letto e commentato

  14. Ciao e benvenuta.
    Un bell’inizio, anche se arrivo un po’ in ritardo e mi sono persa la facoltà di scegliere un paio di opzioni. La scrittura è semplice e scorrevole, i refusi all’inizio te li hanno già segnalati, dunque a me rimangono i complimenti: brava.
    Madre mi fa un po’ sorridere perché mi ricorda la madre di Jean Claude (mai dire… ), ma tutto il resto rende benissimo l’idea della situazione. Le battute sono sagaci e ben riuscite, bella l’ultima battuta di Madre nel finale del terzo episodio.
    Direi che Anna Sara potrebbe arrivare in ritardo e speriamo che la casa di Tille vada a lei.
    Ancora complimenti e alla prossima!

  15. Io trovo invece che tu scriva sempre benissimo, una delle migliori penne che girano qua sopra!
    Voto “sarà puntuale”: hai dato a intendere che tiene troppo alla casa per scegliere di non partecipare, stesso motivo per cui non ce la vedo ad arrivare in ritardo.
    A presto, spero! 🙂

  16. Io sono alla mia prima esperienza, non so se ti sto consigliando una cosa essenziale, ma nella lettura dei dialoghi, a volte, faccio un po’ di fatica a capire chi parla. Qui per esempio: “Non fare l’acida, oggi ci hai messi tutti in imbarazzo al funerale con quel ridicolo cappotto. Per non parlare del tuo comportamento.”

    Ecco che Teresa, orgoglio di nostra madre, scende in campo.
    Dopo si capisce, ma per un attimo ho pensato che la frase di Teresa fosse la successiva. Magari se non andassi a capo sarebbe più immediato. Se mi sto sbagliando correggetemi.
    Per il resto hai uno stile molto dinamico e spigliato.. Madre e sorella usati come nome proprio lo trovo fantastico

    • Hai assolutamente ragione: è la prima volta che gestisco un dialogo con più di due personaggi ed è stata una faticaccia! Oltretutto avevo scritto circa il doppio delle battute e tagliando qualcosa si è perso. Grazie del consiglio, starò più attenta alla chiarezza del”chi dice cosa” la prossima volta 😉

  17. Visto che qui si intuisce del torbido, immagino che la cugina non sia la sola parente subdola e dico che tentano/fingono un riavvicinamento.
    Sempre molto carino, davvero. Ti consiglierei di aspettare qualche giorno in più tra la pubblicazione di un capitolo e l’altro, per dare tempo a più gente di leggerti.
    A presto 🙂

  18. Altro bel capitolo, per fortuna aggiorni in fretta, con i gialli non si può aspettare troppo! 😂 Quindi la cugina Giorgia non ci convince, eh? Voto per una bella lite di famiglia, sento che l’atmosfera è destinata a surriscaldarsi. A presto! 🙂

  19. L’uomo che non ha mai visto mi ispira molto.
    famiglia odiosa e deliziosa (anche se “balenottera” è un nomignolo poco simpatico XD) zia “strana” defunta che già manca, un testamento e qualche domanda. davvero un incipit intrigante.
    Leggerti è stato un piacere

  20. grazie, mi sono impersonato perché ognuno di noi ha idealmente da qualche parte in parente come Tilde, quello che vorremmo inconsciamente essere tampinati da una famiglia inesistente oppure odiosa. Poi quell’assaggio di avventura nel bosco piace anche a me….Ti serve una vecchia amica depositaria di chissà quali verità mai dette.
    Alla prossima!🌻

  21. Ma che bell’incipit! Mi piace il tuo stile, è maturo e divertente. Anche la caratterizzazione dei personaggi, diretta e senza troppi giri di parole. Seguo! Voto per “un uomo che non ha mai visto” perché la sua famiglia mi ha già seccata ahah Complimenti ancora, a presto! 🙂

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