Olivia N.

Dove eravamo rimasti?

Come si apre il secondo capitolo? Il capitolo si apre con Olivia (50%)

Trasferimenti

Erano passati solo due mesi da quando Teresa Newton era morta di cancro. E anche se Olivia cercava di andare avanti con la sua vita, non poteva fuggire al suo destino. Sullo zerbino di casa c’erano tre cose: una cartolina di Lisa, dall’Australia, un giornale pubblicitario e una lettera per la Signorina Olivia Newton.

Olivia la raccolse e la fissò col cuore che gli vibrava in gola. Sapeva bene da dove arrivava quella lettera solo che non se l’aspettava così presto. E poi aveva sempre pensato che la consegna della lettera sarebbe avvenuta diversamente. Lo zio Baz le aveva sempre detto che era compito dei Giganti o delle fate consegnare le lettere per l’Accademia. No, un semplice postino qualunque. Girando la busta , Olivia vide disegnato il sigillo dell’Accademia: un leone d’orato che si reggeva sulle due zampe anteriori. Si, aveva promesso allo zio Baz che quando sarebbe stato il momento lo avrebbero aperto insieme la lettera, ma Olivia non stava più nella pelle e l’aprì: 

Cara signorina Newton,

siamo lieti di informarla che lei ha diritto a frequentare l’Accademia. Qui sotto troverà l’elenco dei libri di testo e delle attrezzature necessarie. Le lezioni avranno inizio il 1° settembre. Con la speranza di vederla presto, le auguriamo una buona giornata.

Professor Tardy

Olivia sentì una ridda di domande che gli esplodevano in testa come fuochi d’artificio di ferragosto. Ma non riusciva da dove incominciare. Prima di tutto si domandava dove poteva comprare tutti i libri che le sarebbero serviti durante l’anno scolastico. E con quali soldi? Si, mamma le aveva lasciato qualcosa, ma non era molto. Si morse il labbro. E se il primo settembre non si fosse presentata la sarebbero andata a cercare? Probabile. Lo zio Baz aveva detto che era obbligata a frequentare l’Accademia, non si poteva rifiutare. Arrotolò la pergamena e con cura la rimise dentro alla busta. Si doveva sentire onorata per aver ricevuto la chiamata, ma lei non si sentiva così. Era piena di domande, dubbi e paure. Ora che Teresa non c’era più, si sentiva abbandonata. Andò nel vecchio studio di sua madre e prese il grosso libro sulla magia. L’aprì a pagina 34 e lesse.

In Europa esistevano solo tre scuole di Magia: Edimburgo, Bucarest e Venezia. C’era anche una scuola di magia a Londra, ma era stata fondata solamente da un secolo troppo giovane per essere considerata una vera scuola con l’S maiuscola. Venezia era quella più ambita dagli studenti. Dall’Accademia erano usciti i migliori maghi e maghe negli ulti due secoli da questa parte. Il suo preside, Nicolas Flamel, famoso alchimista e mago potente, seguiva personalmente i propri studenti. Era attento nella loro istruzione, sceglieva di persona i propri professori dopo un’attenta analisi e per cinque anni di fila era stato votato come miglior Preside in una scuola di Magia. 

Olivia guardò l’immagine di Nicolas Flamel sorriderli a pagina 40. Era alto, capelli corti, indossava una tunica bianca. Sembrava un semplice frate francescano. In passato aveva sentito che per un po’ di tempo aveva dato il cambio a Babbo Natale, perché quest’ultimo si era fatto male al ginocchio e non poteva svolgere il suo lavoro abituale. Olivia girò pagina e s’imbatté in un disegno dell’Accademia. Appariva come un grande edificio in mattoni rossi, a Olivia  ricordava un orfanotrofio in epoca vittoriana o una vecchia fabbrica tessile londinese. Ci passò un dito prima che lo squillò di un cellulare la fece ritornare alla realtà. 

Era suo zio Baz. Voleva sapere come stesse andando coi scatoloni. Dopo una lunga conversazione avevano deciso di mettere in affitto l’appartamento. Olivia non era d’accordo ma avevano bisogno di soldi. Suo zio le aveva promesso che era una cosa momentanea. Aveva appena fatto domanda, come insegnante, all’Università Ca’ Foscari di Venezia e quando avrebbe avuto la certezza di essere assunto si sarebbero ripresi l’appartamento. Olivia voleva bene a suo zio, ma come dire, Baz non era una persona qualunque: prima di tutto adorava gli Abba e secondo era un vampiro. Proprio così. Coi canini e tutto il resto. Infine, Baz, era da molti anni che cercava di entrare nel circolo dei “Vampiri reali”. I vampiri reali erano vampiri antichi, provenienti da famiglie importanti e soprattutto dal sangue blu. E Baz non possedeva tali requisiti: non era antico, aveva solo un secolo, tondo, tondo, non proveniva da una famiglia importante e non era di sangue blu. Era figlio di un allevatore di maiali. Ma Baz era un inguaribile ottimista. Sua madre era solita ripetere che questo suo essere ottimista l’avrebbe ben presto portato alla rovina. Olivia più volte aveva cercato di farli cambiare idea, dicendoli che non era il suo posto, il circolo dei Vampiri Reali era solo un posto per vampiri arroganti e sbruffoni. C’era sempre il circolo dei vampiri dell’uncinetto(vampiri che amano ricamare con l’uncinetto). Ma lui si infuriava e sbatteva la porta. In piedi sulla soglia dello studio, Olivia disse:« Zio, ho ricevuto la chiamata.»

Come proseguiamo?

  • Saltiamo tutto e andiamo dritto al primo giorno di scuola. (25%)
    25
  • Introduzione di Baz (75%)
    75
  • spiegazione del circolo Vampiri dell'Uncinetto (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

7 Commenti

  1. Vorrei andare direttamente al primo giorno di scuola, ma questa cosa dello zio Vampiro mi incuriosisce abbastanza da volerlo approfondire 🙂

    Ci sono dei richiami al mondo di Harry Potter ma altri che lo rendono totalmente incompatibile, il che lo rende a mia vista intigrante 😀

    Giusto una nota: “Ma non RIUSCIVA da dove incominciare.”
    È meglio: “Ma non SAPEVA da dove cominciare” 😉

    Ciao 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi