Olivia N.

Dove eravamo rimasti?

The next? Olivia si fa nuovi amici (67%)

Flamel, Case, Banchetto

I ragazzi seguirono il professore dal volto severo lungo lo stretto corridoio. Olivia udiva il brusio di centinaia di voci provenire intorno a lei. Furono condotti dentro a una piccola stanza. Il mago gli fece mettere in cerchio poi disse:« Il banchetto di inizio anno avrà luogo tra breve. Ma prima che vi possiate abbuffare come maiali, verrete smistati nelle quattro case: Riccio, Lupo, Orso, Cervo. Ciascuna ha la sua nobile storia e ciascuna ha sfornato maghi e maghe di prim’ordine. Durante l’anno dovrete superare delle prove che faranno vincere o perdere la vostra casa. Mi auguro vivamente che ognuno di voi porterà lustro alla propria Casa di appartenenza. Bene. Sistematevi, tra poco vi ritornerò a riprendere. »

Uscì dalla stanza, Olivia lo seguì con lo sguardo.

Era preoccupata. Il mago aveva parlato di prove durante l’anno. Sospirò. Lei di magia sapeva poco. Sua madre non voleva assolutamente che in casa si praticasse magia, chissà perché, non l’aveva mai capita. Si guardò intorno e vide che non era l’unica a essere preoccupata. Questa cosa la rincuorò. Non si sentiva così nervosa da quando aveva preso una nota per colpa di Alice. Accanto a lei un ragazzino dal viso tondo non smetteva di mordersi il labbro e pronunciare parole mai udite fino ad ora. Aveva capelli biondo color paglia e dei puntini sul naso che formavano una stella.

« Ciao» disse Olivia cercando di fare amicizia.

« Ciao. » rispose lui senza neanche guardarla.

« Sai come ci smistano?»

« Siamo già stati smistati, lo devono solo annunciare a voce alta. »

«In che Casa vorresti finire? »

« In quella del Cervo. Tu? »

« Non lo so, non m’interessa molto dove andrò a finire. »

Olivia alzò le spalle come ben sottolineare che la cosa gli era indifferente.

« Non t’interessa? Come puoi dire una cosa del genere? Sei matta? » disse il ragazzo spalancando gli occhi.

Olivia stava per replicare quando una voce aspra attirò l’attenzione di tutti. Il mago era tornato. E non era da solo. Era accompagnato da una maga dai capelli celesti.

« Siamo pronti per accogliervi. Seguitemi. »

Rapidamente Olivia si mise in coda. Il ragazzo accanto a lei riprese a parlare sottovoce. Stava forse recitando qualche magia e si qual era? Lei conosceva solo un incantesimo e non era neanche così utile dopotutto. Storse la bocca. Lupo, Riccio, Cervo, Orso. Le quattro case. Perché Baz non le aveva detto delle Case? Si sarebbe informata se lo avesse saputo. Sembrava che la casa del Cervo fosse molto ambita. Il suo animale preferito era sempre stato il riccio. Dopo il leopardo. Pensò. Era un male finire nella casa del Riccio? Guardò i suoi futuri compagni. Tutti pregavano di finire nella casa del Cervo o dell’Orso.

Si fermarono davanti a una grossa porta rossa. Il mago bussò.

Olivia non aveva mai visto in vita sua una stanza così enorme e sorprendente. Sembrava di essere dentro a un palazzo reale. Era illuminato da migliaia e migliaia di luci appesi in ogni dove. Davanti a loro vi erano quattro lunghi tavoli apparecchiati. In fondo alla stanza c’era un grosso tavolo occupato dagli insegnanti. Il mago dal volto severo accompagnò i nuovi studenti fino in fondo alla stanza. Olivia tenne lo sguardo rivolto verso il basso. Odiava essere stare al centro dell’attenzione, la faceva sentire a disagio. Udì il rumore di una sedia che veniva spostata. E fu lì che si accorse che al centro del tavolo degli insegnanti c’era lui: Nicolas Flamel. Il famoso alchimista nonché direttore dell’Accademia. Flamel indossava un lungo abito d’orato. In testa portava un buffo cappello a punta. A Olivia ricordò Topolino in Fantasia 2000. Nascose un sorriso. Non era il momento di fare i buffoni, si disse.

« Benvenuti alunni del primo anno. Sono felice di accogliervi nella mia scuola. D’ora in poi questa sarà la vostra casa. Mi auguro di vedervi studiare sodo e di diventare dei grandi maghi. Di solito mi soffermo sull’importanza dello studio e del suo significato ma questa volta noto sofferenza nei volti dei vostri colleghi. Hanno atteso a lungo. E’ giusto che riempiano il loro stomaco prima di riempire le loro menti. Che il banchetto abbia inizio! »

Nicolas Flamel batté le mani.

Non accadde nulla. Qualcuno si avvicinò a Flamel e gli sussurrò qualcosa all’orecchio, l’alchimista spalancò gli occhi e rise come un giovanotto che scopre per la prima volta la magia.

«Perdonatemi amici miei! Il Professore Stannis mi ha giustamente ricordato che prima d’iniziare ad abbuffarci, dobbiamo smistare i nuovi arrivati. Scusatemi miei cari ragazzi. Ho qualche secolo alle spalle e inizio a non sentire molto bene dall’orecchio sinistro. Questo mi ricorda di una cosa che ho scoperto l’altro giorno mentre potavo le rose. »

Il Professore Stannis diede un colpo di tosse e Flamel s’interruppe. Le sue orecchie divennero rosse come pomodori. Un nano con addosso una buffa armatura attraversò la sala. Estrasse una piccola pergamena e la porse a Flamel che ringraziò in latino.

« Bene. Vediamo cosa abbiamo qui. »

In che casa finisce Olivia?

  • Orso o Lupo? (0%)
    0
  • Riccio (100%)
    100
  • Cervo (0%)
    0

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12 Commenti

  1. Ti segnalo “il brusio di centinaia di voci provenire intorno a lei” stona un po’, bastava “brusio di voci intono a lei”
    “Il mago gli fece mettere” è corretto “il mago li fece mettere”
    “Fra poco vi ritornerò a riprendere” o “tornerò a riprendervi” o “ritornerò a prendervi”
    Non me ne volere, solo così si può migliorare. A me fa piacere quando mi fanno queste osservazioni.
    La storia è molto interessante. Continua così

  2. Vorrei andare direttamente al primo giorno di scuola, ma questa cosa dello zio Vampiro mi incuriosisce abbastanza da volerlo approfondire 🙂

    Ci sono dei richiami al mondo di Harry Potter ma altri che lo rendono totalmente incompatibile, il che lo rende a mia vista intigrante 😀

    Giusto una nota: “Ma non RIUSCIVA da dove incominciare.”
    È meglio: “Ma non SAPEVA da dove cominciare” 😉

    Ciao 🙂

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