Quattro improbabili eroi (Racconti di Heartwind #1)

Dove eravamo rimasti?

Siamo ormai arrivati alla fine della storia, ma non tutto è stato ancora raccontato. Su chi ci concentreremo nell'ultimo capitolo? Gnorth. (40%)

L’inizio della fine

Riponendo il bicchiere sulla mensola alle sue spalle, Falin scorse nel riflesso del vetro Gnorth entrare nella locanda. Si voltò e fece un cenno all’amico: “Ti sei ripreso?”

Il mezzorco zoppicò fino al bancone e prese posto su uno sgabello: “Come puoi vedere, le gambe mi reggono ancora. Tu?”

Gnorth indicò il braccio del nano, fasciato e appeso al collo.

“Non c’è male.”

La locanda, a quell’ora del mattino, era completamente deserta. Una luce innaturale filtrava dalle finestre, riscaldando l’aria e calando l’ambiente in un clima di pace e tranquillità.

“Edythe?”, chiese Gnorth sorseggiando la birra offertagli da Falin.

“È partita. Diretta verso la regione di Sarymnaia, per cercare il padre.”

“Già. A proposito di Sarymnaia: tornerai mai a Madlos?”

“Ho abbandonato quella strada tempo fa. E dopo quello che è successo a Alden…”

Calò il silenzio. Gnorth continuò a sorseggiare la sua birra, mentre Falin prese a strofinare freneticamente un bicchiere.

“Credo sia scontato dire che Edythe non l’ha presa bene: era molto legata a quell’uomo. Anche io lo conoscevo: quando veniva a Brandal, si fermava sempre qui alla locanda.”

Ripose il bicchiere e continuò a parlare.

“Tu cosa farai, Gnorth?”

“Beh”, gli disse l’altro svuotando il boccale. “Sono venuto qui per sfuggire agli uomini di Nelkor. Ora, però, non c’è nulla che mi trattenga a Brandal. Prenderò Nolde e me ne andrò.”

La porta della locanda si aprì: Zavier, avvolto nel suo cappotto in pelle, varcò la soglia con passi lentissimi, mentre le assi di legno del pavimento cigolavano sotto il suo peso.

Gnorth guardò Falin e gli sussurrò: “Prima, però, dobbiamo fare un’ultima cosa.”

Il nano capì subito: nei giorni precedenti, durante la loro convalescenza in infermeria, il mezzorco gli aveva parlato del suo sospetto nei confronti del sindaco. Ora avrebbero avuto la risposta a quel quesito.

Gnorth si alzò in piedi e si parò davanti al sindaco prima che questo potesse raggiungere il bancone.

“Dovresti essere morto, Zavier.”

Il sindaco, preso alla sprovvista, si portò una mano al petto.

“I-io? Morto? Non capisco.”

Il mezzorco afferrò lo sgabello sul quale se ne era stato seduto fino a poco prima e colpì Zavier in pieno volto. Questo cacciò un urlo di dolore e barcollò stordito, ma non cadde a terra. Quando risollevò la testa, il suo volto apparve totalmente sfigurato, i tratti facciali deformati in una maschera grottesca di carne e sangue.

L’uomo sorrise: avevano capito.

Si afferrò i capelli e tirò verso il basso, lacerandosi con le unghie il viso e rivelandone un altro, completamente diverso, tenuto nascosto fino a quel momento: la testa era completamente rasata e in cima ad essa vi era tatuata la stella a dieci punte, mentre una ispida barba grigiastra copriva mento e guance.

Gnorth e Falin si scambiarono uno sguardo di intesa: non si erano sbagliati.

“Ero certo di averti già visto da qualche parte”, esordì il mezzorco. “C’era qualcosa di te che mi era tremendamente familiare. Come ho detto: dovresti essere morto, Nelkor.”

Il Gran Sacerdote li guardò, sorridendo cinicamente: “Da quanto lo sapevate?”

Anche la sua voce era cambiata, ora più acuta, più stridente.

“Più o meno da quando ci hai mandato a Vahel”, gli rispose Falin. “A quanto pare, Lœmorn non è stato un buon apprendista.”

“Lœmorn era un idiota. Aveva capito che, una volta scoperti tutti i segreti del rituale, lo avrei ucciso. Ha giocato d’anticipo e ha tentato di farmi fuori prima lui. Non è stato in grado di fare nemmeno questo.”

“In ogni caso, sapevi che ci avrebbe sacrificati a Deimos. Ma ti è andata male.”

“Io non direi: non ho mai voluto evocare Deimos.”

Gnorth e Falin si scambiarono un’altra occhiata, questa volta confusi.

Nelkor continuò a sorridere: “La dimensione da cui viene Deimos è un coacervo di orrore e disperazione, ma è interamente diversa dalla nostra realtà: una volta evocato, il Terrore Inabissato non sarebbe sopravvissuto a lungo. Ma durante il rituale, qualcosa d’altro è uscito. Qualcosa che non può essere visto, che dividerà gli individui, che li tramuterà in bestie e che, nonostante le numerose vittime innocenti, porterà all’estinzione di voi razze inferiori. Un’epidemia come igiene del mondo.”

Il mezzorco e il nano, immobilizzati dallo sgomento, non fecero alcuna mossa quando Nelkor si avviò verso l’uscita.

“Non pensare di cavartela così, figlio di puttana!”, ringhiò Gnorth ripresosi dallo shock.

“Uccidetemi pure se volete”, disse il Gran Sacerdote dando loro le spalle. “Non cambierà il fatto che il contagio abbia già avuto inizio. In questo stesso momento, la malattia si sta spostando di persona in persona, di animale in animale. E voi, e la sporca mezzelfa, siete i pazienti zero.”

Si voltò un’ultima volta e sorrise soddisfatto.

“Ho vinto.”

Nelkor uscì dalla locanda, ammirando la luce del mattino e contemplando gli effetti ancora invisibili della sua opera. Si incamminò poi lungo la strada e abbandonò il borgo marittimo di Brandal.

La fine di tutto era appena cominciata.

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48 Commenti

  • Un bel finale, nemmeno troppo affrettato tutto considerato, e la storia in sè è un buon mix di classicismo e originalità, quindi bravo. Se dovessi continuare ti suggerisco di cercare di caratterizzare ancora di più questo mondo e questi personaggi. All’inizio non ero del tutto convinto visto che di fantasy in giro ce n’è tanto, ma una seconda parte la leggerei volentieri. Ciao!

    • Ciao 🙂
      Innanzitutto, ti ringrazio per i complimenti e, avendo ora la possibilità di scrivere un seguito, amplierò sicuramente l’ambientazione e il mondo in cui i protagonisti si ritrovano ad agire. Come già detto in altri commenti, però, vorrei provare a concentrarmi su altri generi, quindi il seguito arriverà più avanti.
      Sono contento che il racconto ti sia piaciuto, grazie per aver seguito la storia fino alla fine 😀

  • 1) Colpo di scena meraviglioso: non me lo aspettavo!
    2) Con questo finale ti sei obbligato a fare un seguito!
    3) Il fatto che sia andato tutto secondo i piani di Nelkor, è il classico cliché del cattivo che sa sempre tutto, prevede tutto ed alla fine farà la figura del fesso. Avrei giocato di più sul suo stupore del “qualcos’altro” e che poi avesse ideato il nuovo piano 😉

    Ciò detto, la storia mi è piaciuta un casino e ti aspetto per la prossima 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao ?
      Immaginavo che il cliché del “piano perfetto” avrebbe fatto storcere il naso ai più, ma la “perfezione” di Nelkor è un argomento che mi sono ripromesso di trattare in un possibile seguito: strategia di marketing, vedremo i suoi effetti sul lungo termine (scherzo ?)
      Eh sì, molto probabilmente farò un seguito, anche perché mi sono divertito un sacco a scrivere questa storia, ma non penso arriverà molto presto, al momento preferirei provare a cimentarmi con altri generi.
      Detto questo, ti ringrazio tanto per i complimenti, spero di averti intrattenuto e divertito almeno un po’ ?

    • Ciao, ti ringrazio per i complimenti ?
      Per quanto riguarda i personaggi, mi piacerebbe poterne riprendere alcuni in mano, magari in una storia futura: nonostante alcune critiche, mi pare che il racconto sia stato abbastanza apprezzato, quindi chissà… ?
      Grazie ancora per aver seguito la storia fino a questo punto, spero di portarvi un finale convincente ?

  • Ho votato il mezzorco, non solo perché è il mio preferito, ma soprattutto perché, secondo me ha senso chiudere da dove siamo iniziati, ossia con il mezzorco.
    Le scene di azione ti vengono bene, anche se ritengo che tu inserisca troppa carne al fuoco e troppi particolari. 5000 battute sono pochissime per raccontare scene troppo articolate con troppi nomi nuovi e troppi dettagli.
    Inoltre, ma forse è una tua scelta è la rispetto, a parte qualche accenno su Gnorth, altri personaggi, soprattutto i cattivi, appaiono bidimensionali, non perché non li sai caratterizzare, ma perché probabilmente hai tolto spazio all’introspezione per concentrarti sull’anzione.
    Nonostante queste critiche, io ritengo che tu sia un pozzo di fantasia con idee molto interessanti. Forse troppe è troppo articolate per dieci capitoli da 5000 battute.
    Detto questo, continua a scrivere, sei interessante e le tue storie sono originali con uno stile personale.
    Complimenti!

    • Capisco, le scene d’azione tendono ad essere piene zeppe di particolari spesso anche inutili, ma è un “vizio” che mi permette di prefigurarmi in mente una sequenza con tutti i dettagli al loro posto; anzi, dopo una iniziale stesura del capitolo, mi capita frequentemente di tagliare via una buona metà della bozza perché troppo lunga perché piena di questi particolari. Capisco però che il tutto possa non piacere, infatti devo ancora prendere la mano con il formato offerto da questa piattaforma, ma cercherò sicuramente di migliorarmi con il tempo ?
      Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, mi sono accorto anche io che in questi ultimi capitoli alcuni di loro appaiono abbastanza piatti, ma è una conseguenza derivata dal fatto che ho preferito concentrarmi sui protagonisti e sulla narrazione. Anche questo, però, sarà un difetto che pian piano eliminerò prendendo sempre più la mano con The Incipit ?
      Detto questo, ti ringrazio infinitamente per i complimenti e spero di riuscire a portare un finale che possa convincere ?

  • La storia mi cattura. È il mio genere. Mi piace il modo scorrevole con cui ci presenti i personaggi, mostrandoceli in azione, invece di tediarci con lunghe descrizioni.
    Alcuni nomi che hai scelto, sono difficilmente pronunciabili, ma forse è un mio problema… in ogni caso, trovo tutto coerente nell’universo complesso che stai costruendo.
    In capitolo 2 mi ha lasciata perplessa la pistola in mano ad una mezzelfa… non mi sembrano creature da arma da fuoco… ma questo è il tuo mondo e il tuo racconto, quindi ci sta sovvertire i normali stereotipi.
    Il mezzorco è per ora il mio personaggio preferito. Un antieroe reso magistralmente .
    Sei abile nel creare dialoghi credibili e inserire una narrazione corale.
    Ho apprezzato anche il cacciatore di demoni (se ho capito bene l’umano fa questo di mestiere), in quanto è un personaggio ben costruito.
    Verso il capitolo 7 la narrazione si velocizza, come se avessi fretta di concludere, dando poco spazio ad eventi e personaggi che avrebbero meritato una maggiore spiegazione.
    Capitolo 8 è poco chiaro nelle scene di azione.
    Ho come l’impressione che tu sia partito con il botto con questo tuo racconto. I primi 4 capitoli mi hanno presa, incuriosita ed emozionata. Gli ultimi 4 non mi convincono come i primi, per quanto io ritenga che tu abbia un indubbio talento nella scrittura. Infatti non discuto il tuo stile e le tue capacità, ma proprio il modo in cui verso la fine hai velocizzato tutto, rendendo la comprensione meno accessibile e la lettura meno godibile. Questo è un mio personalissimo parere. Spero che tu non te la prenda, perché come ho scritto sopra, sei meritevole è capace.

    • Ciao! 🙂
      Ti ringrazio per i complimenti, ma anche e sopratutto per le critiche che, se ben motivate e pacate (come hai fatto tu d’altronde, così come tutti gli altri che stanno seguendo questa storia), sono sempre ben accette e servono per migliorarsi ogni giorno.
      Prima di iniziare questo racconto avevo in mente uno schema generale, ma essendo la prima volta che scrivo su The Incipit ho avuto un po’ di difficoltà a causa delle limitazioni di spazio, dunque è probabile e piuttosto plausibile che qualcuno possa non apprezzare uno svolgimento così rapido.
      Per fugare gli altri tuoi dubbi: sì, l’umano è un cacciatore di demoni, mentre con la mezzelfa ho voluto mettere un personaggio spesso troppo stereotipato sotto una luce leggermente differente; se ci saranno altri racconti con questi personaggi, ci sarà anche l’opportunità di spiegare meglio alcune questioni 😉
      Detto questo, ti ringrazio per essere passata e spero che gli ultimi due capitoli possano piacerti 😀

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