Semplicemente unica

Dove eravamo rimasti?

Chi è l'amico di Marco? Luca, il ragazzo conosciuto l'estate prima dell'incidente (50%)

Rivelazioni

Quella notte Arianna non chiuse occhio. La frenesia della festa le aveva lasciato in circolo tanta di quella adrenalina che ancora ora, alle prime luci dell’alba, si sentiva eccitata e per nulla stanca.

Marco non le si era più avvicinato per presentarle il suo amico, anzi, aveva avuto l’impressione che a un certo punto avesse lasciato la festa.

Per tutta la serata si era sentita come catapultata in un vortice di emozioni. Si era divertita, questo sì, ma con addosso la sensazione che gli eventi avessero avuto vita propria, non influenzabili dalla sua volontà.

Un beep attirò la sua attenzione. La notifica di una mail illuminava il computer portatile lasciato aperto sulla scrivania.

“Vediamo chi è” si disse “tanto ormai di dormire non se ne parla”

Sollevò il cuscino dietro le spalle e si mise seduta, con il monitor poggiato sulle gambe inermi.

“Oh mio dio! É lui! Adesso cosa faccio?”

Quasi completamente disinteressata a qualunque social esistente, l’unico con cui avesse contatti era twitter. Fra i suoi following e follower nessun amico vero e proprio, solo persone con cui condivideva gli stessi interessi: teatro, musica e, soprattutto, libri.

Proprio con uno di questi intratteneva, già da quasi un anno, una corrispondenza on line. Non passava mai più di una settimana senza che uno non cercasse l’altro.

Unico, tacito accordo: non avevano mai mostrato la propria immagine, né, tantomeno, Arianna aveva mai accennato alla sua invalidità.

Non molto tempo prima avevano casualmente scoperto di vivere nella stessa città: -C’era una possibilità su un milione che succedesse una cosa del genere- le scrisse lui un giorno -dobbiamo assolutamente incontrarci-

La ragazza si era sempre, fermamente rifiutata.

Le piaceva la sua compagnia, anche se virtuale; uno ampliava le vedute dell’altro, complici su molti argomenti.

Eppure, vuoi per il carattere riservato, vuoi per l’educazione retrograda imposta dai genitori, vuoi per il fatto che si sentiva imprigionata nella sua adolescenza, non riusciva a trovare il coraggio di incontrarlo.

Mai come in quel momento le sembrò così vero: l’incidente aveva come fermato il tempo, spezzando in due la sua vita. La sfera professionale era progredita nel modo corretto, la sfera sentimentale era, invece, rimasta ancorata a quel terribile momento.

Due giorni prima, l’errore: dopo le ripetute richieste del ragazzo per conoscere il suo indirizzo, Arianna, divisa in due fra il desiderio di incontrarlo e la paura di dare appuntamento a uno sconosciuto, aveva digitato il nome della via. Proprio quando aveva preso la decisione di andare a chiedere consiglio alla madre, ella entrò all’improvviso nella stanza, facendole inviare il messaggio.

-Ciao. Come stai? Se sei libera avevo pensato di incontraci- Il messaggio sovrastava ogni cosa, quasi a voler bucare lo schermo -Se vuoi ti passo a prendere nel primo pomeriggio-

-Oggi proprio non è possibile- digitò Arianna frettolosamente -Sarò impegnata per tutto il giorno-

-Ti devo lasciare. Ciao- la ragazza interruppe la connessione chiudendo il monitor, come se dovesse scoppiare da un momento all’altro.

Buttò la testa indietro, chiudendo gli occhi.

Perché si sentiva così? Speciale e inadeguata allo stesso tempo.

Con rammarico pensò che la colpa fosse della madre. Si era impegnata talmente tanto per renderla indipendente, da ignorare qualunque domanda o consiglio riguardante l’altro sesso.

Una volta tornata a scuola, la ragazza si era resa subito conto degli sguardi di pietà che molti ragazzi le rivolgevano. Alcuni si limitavano a quello, e sparivano, altri si prodigavano per aiutarla, magari per assolvere al loro impegno quotidiano di solidarietà. Ma nessuno l’aveva mai guardata come un uomo dovrebbe guardare una donna.

Lo squillo del cellulare mise fine alle sue elucubrazioni. “Marco, ciao” disse rivolta all’altro capo del telefono “Più tardi, dici? Okay, ci vediamo al bar alle dieci” chiuse la conversazione, dando inizio alla sua giornata.

Il sole primaverile sembrava mettercela tutta per riscaldare ogni essere vivente che si trovasse sotto i suoi raggi.

Arianna arrivò al bar qualche minuto prima dell’orario previsto, prese posto in un tavolino appartato e aspettò.

Prima ancora di sollevare gli occhi verso le due figure che si avvicinavano, sentì lo stomaco attanagliarsi; la stessa, identica sensazione provata la sera prima.

“Ciao Arianna” disse Marco baciandola sulla guancia “finalmente riesco a presentarti …”

“Luca” lo interruppe lei. Gli occhi sgranati dalla sorpresa.

“Ci conosciamo?” chiese il ragazzo, assumendo a sua volta un’espressione a metà fra lo stupore e il cercare di ricordare chi avesse davanti.

Arianna restò come imbambolata, incapace di proferire parola.

Nella sua mente miriadi di immagini si susseguirono senza sosta: corse, nuotate, falò, musica, spiaggia, divertimento, carezze, baci.

Il passato tornava prepotente per ricordarle chi era stata. Perché?

Nel prossimo episodio Arianna incontrerà l'amico virtuale

  • Sarà uno sconosciuto (50%)
    50
  • Sarà il fisioterapista (20%)
    20
  • Sarà sempre Luca (30%)
    30
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138 Commenti

    • Ciao. Tutto ok. Per ora mi sto dedicando a un progetto. Veramente due. Il primo non è andato come avrei voluto, ma non demordo, per il secondo ci vorrà più tempo.
      Comunque conto di scrivere presto anche su questa piattaforma, mi ha dato tanto.
      Tu come stai?

      • Ciao io tutto ok
        .Tempo fa mi ero cimentato a fare dei blog con una piattaforma che si chiama wordpress..abbastanza intuitiva. non semplicissima, ma si possono scrivere articoli e corredarli di illustrazioni o foto…… e metterci su anche dei file multimediali se si vuole…
        Però queste cose richiedono quel tempo e quell’attenzione che io non riesco ad avere…
        Fammi sapere se scriverai qualcosa anche da qualche altra parte…mi farebbe piacere.
        Ciao
        Enzo

  1. Ciao, ho finalmente trovato il tempo di fare un salto da te.
    Premetto che i romanzi rosa sono un universo distante anni luce da me. Però bisogna essere aperti a tutto.
    Quindi cominciamo.
    Ho apprezzato la scelta di una protagonista disabile. Nei romanzi rosa o nelle commedie romantiche, al massimo la protagonista è sovrappeso.
    Queste scelte fuori dal coro sono interessanti, soprattutto in un mondo di libri Young Adult con eroine alte, magre e super fighe.
    Il racconto dell’incidente mi ha fatto empatizzare con la protagonista, che fino a quel momento per me era soltanto una Marie Sue in carrozzina.
    Hai un po’ barato in capitolo 5, dove hai promesso ai lettori di far incontrare ad Arianna l’amico virtuale. È stato un peccato. Lo scopo e la sfida di THe iNCIPIT è proprio questo… giocare con il lettore e cambiare il corso della storia.
    Ma se tu non ascolti i tuoi lettori, che senso ha?
    Inoltre dalle domande poste ai lettori sembrava che lo sconosciuto dovesse scomparire nel giro di pochi capitoli, invece poi lo ripresenti in un sondaggio, mettendo tra le possibilità il suo ritorno in scena. Questo mi fa pensare che non avevi in mente dall’inizio come condurre questo racconto.
    Inoltre a fine capitolo 7, chiedi ai lettori se vogliono vedere Arianna sola e indipendente. Mi aspettavo che capitolo 8 si incentrasse su questo. Invece hai scritto del suo appuntamento fallimentare con Luca, riprendendo il discorso dell’indipendenza a capitolo 9.
    Sinceramente non capisco perché hai gestito così il racconto.
    In generale è tutto ben scritto. Ogni tanto ci sono dei pezzi che sembrano tra loro scollegati… o comunque poco fluidi, ma ci sta, dato che siamo qui per metterci in gioco e imparare.
    Avresti dovuto spiegare come Daniele riesce a trovare il domicilio di Arianna… così sembra un Deus ex Machina caduto dal cielo per dare un lieto fine.
    Detto questo, il finale è giusto. Si chiude il cerchio in maniera coerente.
    Forse è un po’ banale, ma è quello che ci voleva.
    E comunque un finale triste, nessun lettore lo avrebbe accettato.

    • Ti ringrazio di essere passata nonostante non sia il tuo genere preferito. Neanch’io amo il fantasy, sono indietro con i tuoi capitoli, ti prometto che mi rifarò.
      Accetto tutto quello che hai detto sul racconto, è vero che spesso è scollegato, poco meno il fatto che non ho dato ascolto alle preferenze. Mi spiego: nel capitolo 5 ho chiesto scusa per non essere arrivata, causa mancanza di spazio, a far incontrare l’amico virtuale, l’ho fatto all’inizio del capitolo successivo. Poi ho riproposto Daniele proprio perché dai commenti interni era palese il fatto che lo rivolessero tutti, quindi anche lì ho ascoltato il lettore. Nel capitolo 8 Arianna non è andata a vivere da sola perché la risposta è stata “non subito”, e ho preso tempo.
      Poi hai sicuramente visto giusto, non avevo preparato nulla, non avevo trama nè schema, mi sono divertita a scrivere seguendo l’impeto del Momento e i suggerimenti dati mi hanno aiutato a migliorare il mio modo di scrivere.
      Grazie anche a te del contributo.

  2. Ciao, eccomi qui. Ho letto tutto il racconto e mi è dispiaciuto non averlo seguito sin dall’inizio per votarlo. Trovo che hai un grande potenziale di scrittura, non sembri un’autrice inesperta. In questo racconto ci sono tutti gli ingredienti giusti per un buon “rosa”, compreso il lieto fine che è sempre apprezzato dalle lettrici di romance. Ti seguirò per i prossimi racconti e ti faccio un grande in bocca al lupo.

  3. Ciao.
    Potrei romperti le scatole con il fatto che ci sono troppi passaggi “ricapitolativi” e esplicativi di quanto abbiamo già visto e non visto, che ci sono tantissimi aggettivi e immagini lirico-romantiche… ma di rosa non so nulla, probabilmente chi ama il genere rosa si aspetta di trovare proprio tutti quegli ingredienti lì e poi direi che hai raccontato esattamente quello che avevi in mente e quindi va benissimo così 🙂
    Continuo a pensare che questo racconto sia un ottimo canovaccio per un romanzo sentimentale, se mai volessi scriverlo.
    Sei arrivata alla fine con coerenza e regolarità, posso solo dirti brava. Piacere di averti letto 🙂

    • Ciao. È stato un piacere per me scrivere qui, e ti ringrazio per la coerenza con la quale mi hai seguito. Sì, sicuramente ho scritto quello che avevo in mente, e mi sono divertita tantissimo nel farlo. Credo di aver anche imparato qualcosa, poco rispetto al grande lavoro che c’è dietro a un racconto o un romanzo, ma è comunque un inizio.
      Aspetto il tuo prossimo episodio, per poter continuare a cogliere quanto di buono questa esperienza mi può ancora dare 🙋🏻‍♀️

  4. Ciao Gra,
    degna conclusione per un bel racconto rosa. I canoni ci sono tutti, ci sono i pretendenti, i tormenti e le delusioni e poi il lieto fine che ogni romance che si rispetti richiede. Ti sei spinta anche oltre dipingendo la vita di una ragazza… semplicemente unica. Hai fatto un bel percorso e ti sei lasciata consigliare, con garbo e intelligenza. Questo porta sempre buoni frutti. Sono felice di averti letto e spero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    ti auguro un’ottima domenica.
    Alla prossima!

  5. Ciao Gra,
    ecco il mio problema con il genere rosa: la nostra protagonista trova una casa, un lavoro e un fidanzato nel giro di un mese. Però sono contenta per lei, si merita tutto, e trovo che le due scene (per quanto inverosimili ai miei occhi) siano scritte bene. A presto con il finale! 🙂

    • tutto vero tranne che per il lavoro, fin dal primo capitolo avevo parlato della sua bravura come architetto e del progetto che portava avanti da mesi. Quel posto se l’è davvero guadagnato, per il resto non c’era abbastanza spazio. ah ah.
      Finale appena pubblicato. grazie di tutto. È stata un’esperienza davvero unica

  6. Mi ero persa un capitolo, scusa.
    Ho scelto l’immediato futuro.
    Forse l’entusiasmo per il progetto di quartiere senza barriere e la facilità con cui trova un appartamento adatto a una persona a mobilità ridotta sono un po’ fantascientifici, ma è un racconto rosa, l’ottimismo e la positività sono d’obbligo 🙂
    A parte gli scherzi, sei arrivata in porto e hai fatto uscire Arianna dal guscio e dal bozzolo protettivo dei suoi. Aspettiamo tutti il finale 🙂

    • Se dovevo farle cercare l’appartamento ci volevano altri 10 capitoli 🤣
      Aspettiamo il finale, anche se fossi in voi non mi aspetterei chissà quale colpo di scena. Dovrà semplicemente consolidare la sua vita con Daniele. Io lo scoprirò con voi.
      Grazie per la presenza costante.

      • Ciao Gra
        MI sarebbe piaciuto che avessi descritto il dialogo interno che sicuramente ha avuto Daniele nel decidere di rifarsi vivo da Arianna, i risvolti psicologici etc… e le ragioni che alla fine lo hanno portato a prendere quella decisione.
        Ribadisco come sempre che è una mio opinione, non un giudizio.
        Enzo….

        • Ciao. Sarebbe stato senz’altro interessante, ma purtroppo lo spazio non è sufficiente per inserire quanto si vorrebbe. Bisogna fare delle scelte. Fosse per me riscrivere questa storia veramente sotto forma di romanzo, ampliandola per quanto possibile. Sto ultimando l’ultimo capitolo e già Arianna mi manca. Vedrò cosa riesco a fare per accontentarti.
          Grazie per avermi accompagnato in questa avventura.

  7. Ciao GRA,
    hai trovato il modo di dare una svolta alla storia, come in un romance che si rispetti, alla fine, i buoni sentimenti trionfano e la protagonista trova l’amore. Brava, bel lavoro.
    Mi piacerebbe sapere come andranno le cose nel futuro di Arianna, vedremo quale opzione prevarrà. Intanto ti saluto e aspetto il gran finale.
    Alla prossima!
    p.s. rinnovo il complimento: sei migliorata molto in pochissimo tempo🙂.

    • Le tue parole mi rincuorano. Non ti nascondo che, anche se per pochissimo tempo, mi sono sentita un po’ demoralizzata. Come ho detto nella mia biografia ho scritto solo una volta, parecchi anni fa, un romanzo di 500 pagine interamente battuto a macchina. Volevo scoprire se ero ancora capace di scrivere e, sinceramente, credo di sì. Almeno credo di riuscire a descrivere i sentimenti, che poi manca totalmente la struttura lo so anch’io. Ma ci lavorerò sopra.
      Grazie del sostegno

  8. Siamo arrivati ormai alla conclusione e Daniele credo proprio che sia tagliato per la dolce Arianna….capitolo ben scritto mi sembra e molto scorrevole…ti stavo per chiedere come abbia fatto a trovarla ma alla fine mi hai dato la risposta…quasi…comunque dai attendiamo l’ultimo e vissero felici e contenti…..

  9. Ciao Gra, non mi pronuncio… Prima di esprimere un giudizio voglio arrivare alla fine del romanzo…. A me finora è piaciuto molto, i capitoli sono scorrevoli e realisti….certo forse talvolta ridondanti, hai fatto emergere un po’ di confusione ma del resto è la vita interiore di Arianna ad esserlo: sta ricostruendo la sua immagine, la sua percezione di sé….. Non vedo l’ora di leggere i prossimi e decisivi capitoli per scoprire quale sarà la svolta e come verrà vissuta dalla protagonista…. Continua così!

  10. Ciao Gra, mi sono persa una puntata ma ho recuperato. Ho letto anche i commenti precedenti e ti dico la mia: a me è arrivata chiara la sensazione che Arianna si approcci alle relazioni come un’adolescente e questo mi sembra sensato perché la mancanza di esperienza in questo campo non le ha permesso di crescere. D’altra parte i ragazzi che interagiscono con lei non hanno dimestichezza nell’avere a che fare con una persona disabile e in questo sono loro “immaturi”.
    Leggendo mi è sembrato di saltare un po’ troppo da un pretendente all’altro, senza che Arianna abbia modo di approfondire il rapporto con qualcuno, ma questo è un problema solo per il limite dei dieci capitoli. Te ne restano due, non sono molti, ma se li pianifichi entrambi credo che riuscirai a darci un buon finale. A presto 🙂

    • Hai colto proprio ciò che volevo mettere in evidenza. Sicuramente avrei potuto farlo meglio, ma la mia scelta di raccontare la storia di una ragazza disabile è stata proprio dettata dal fatto che volevo “lanciare un messaggio” su quanto la nostra società ancora, purtroppo, non riesce a rendere la vita facile a chi ha esigenze particolari. E in quest’ultimo capitolo volevo far vedere la cosa dall’altra prospettiva, cioè che spesso si ha paura di stare accanto a una persona disabile, almeno in principio.
      Spero di riuscire in un buon finale.
      Grazie

  11. Credo di essermi fatta troppo condizionare dai commenti, me ne prendo io la responsabilità, non la voglio scaricare. Credevo di aver fatto uscire Luca, che nei primi capitoli sembrava un personaggio importante, troppo frettolosamente e ho voluto dargli uno spazio in più per spiegarsi meglio.
    È andata così. Cercherò di concludere nel migliore dei modi.
    Grazie

  12. Ciao Gra,
    il capitolo mi è piaciuto, è scritto bene e scorre, però non ho capito la necessità di far rientrare Luca nel racconto per poi farlo uscire nuovamente. Avresti potuto puntare su una svolta e introdurre un nuovo personaggio o uno vecchio che possa essere importante per Arianna. Mancano solo due capitoli, hai già in mente qualcosa? Questo è un racconto rosa, ha dei canoni precisi e uno di questi è il lieto fine…
    Immagino che tu sappia esattamente quel che c’è da fare, solo non sprecare caratteri o rischi di non riuscire a concludere in maniera adeguata 😉
    Alla prossima!

    • Credo di essermi fatta troppo condizionare dai commenti, me ne prendo io la responsabilità, non la voglio scaricare. Credevo di aver fatto uscire Luca, che nei primi capitoli sembrava un personaggio importante, troppo frettolosamente e ho voluto dargli uno spazio in più per spiegarsi meglio.
      È andata così. Cercherò di concludere nel migliore dei modi.
      Grazie

  13. Era doveroso un confronto fra i due con relative scuse ma è chiaro che Luca ha troppa paura per intraprendere una relazione con Arianna. La testa di Arianna comunque è da quel ragazzo dolce e gentile…..chiamalo cosa aspetti????

  14. Ciao Gra…
    E’ mia opinione che questo ennesimo incontro con Luca sia una forzatura, secondo me dovevi concentrare l’iter narrativo sui nuovi sviluppi del rapporto con Daniele.
    Luca è ormai un caso ” chiuso”
    Scusa è solo una mia opinione.
    Enzo

  15. Questo racconto deve limitarsi a dieci capitoli ma, per quello che ho letto, potrebbe averne il doppio o il triplo perché fin qui è una sorta di diario. Non intravedo una trama e non capisco cosa vuoi comunicare al lettore con questa storia. C’è una ragazza con una disabilità – e questo è chiaro – che ancora non sembra avere consapevolezza del suo futuro. Accetta la sua disabilità? non l’accetta? come vive il rapporto col mondo che la circonda? Non vedo un’evoluzione nella psicologia del personaggio, non vedo finora quel punto di svolta della trama che in un racconto serve a catturare il lettore. Sei già al settimo capitolo.

    • Grazie per aver dato un’occhiata e grazie per la sincerità. Mi rendo conto che una trama non c’è, almeno no se parliamo di uno schema prestabilito prima di iniziare. Volevo far conoscere al lettore una ragazza ‘particolare’ ma che si sforza di vivere come tutti gli altri, e ci riesce benissimo, tranne per quanto riguarda la vita sentimentale. Che la sua disabilità l’abbia accettata, che veda chiaramente il suo futuro professionale e che si rapporti benissimo con gli amici, credevo di averlo fatto capire. L’inesperienza non mi avrà permesso di farlo nel modo più efficace. Lo stesso dicasi per la psicologia del personaggio, credevo di essere riuscita a farla crescere e far capire, dopo qualche capitolo, che ora è pronta ad affrontare anche l’amore. E il punto di svolta sarà capire chi è davvero pronto a iniziare con lei quest’avventura, sicuramente non ordinaria.
      È la prima volta che mi approccio a un’esperienza del genere. Sicuramente ancora non ho idea di come funzioni fino in fondo, ma ho chiesto consigli praticamene a tutti proprio per riuscire a capirlo il meglio possibile.
      Ti sono infinitamente grata del tuo contributo.

  16. Ciao, per motivi scolastici non ho potuto seguirti, ma adesso ho trovato il tempo necessario per recuperare tutti i capitoli. Ribadisco nuovamente che la storia scorre e Arianna è un personaggio davvero “unico”, proprio come suggerisce il titolo del racconto. In quest’ultimo capitolo ho votato per far andare Arianna a vivere da sola, poiché credo che, in questo modo, forse lei potrà dare, almeno in parte, un colpo di spugna al passato e cercare di andare avanti; solo così potrà capire il suo valore. Non ho errori da segnalarti, posso solo dirti di andare avanti così. Alla prossima.

  17. A me personalmente l’incontro con Luca mi fa riflettere sul fatto che spesso si guarda al passato come a qualcosa di più bello del presente, ci si fa intrappolare dai ricordi mitizzati ed addolciti dal tempo.
    Penso che Arianna debba dare un colpo di spugna al passato ed intraprendere una più approfondita conoscenza con Daniele e penso che lui a breve si farà risentire.
    Io concentrerei di più il racconto sul presente e farei uscire definitivamente di scena Luca.
    Almeno questo è il mio pensiero…
    Enzo

  18. Ciao Gra,
    spero che tu non te la prenda, ma mi sembra che apprezzi i commenti sinceri: da un paio di capitoli a questa parte, il racconto mi da un’impressione di patchwork di idee e episodi un po’ scuciti tra loro.
    Voglio dire: l’inizio della storia lasciava presupporre che il messaggio inviato da lei sul pc fosse il fulcro della vicenda, il suo riaprirsi alla vita sociale e alle relazioni, un tuffarsi, dopo molte, giustificate, esitazioni.
    Nel capitolo precedente, lo sconsociuto appare e scompare perché non se la sente. Il vecchio flirt, Luca, riappare per dimostrarsi un perfetto imbecille, fuori anche lui e la direzione che il racconto sembra prendere è Arianna diventa indipendente o esita ancora?
    Sembra la scaletta di un futuro romanzo su Arianna, il suo passato, la sua voglia di sormontare le difficoltà e le paure e “spiccare il volo”. Va benissimo se vuoi scrivere il romanzo, però il filo del racconto si è perso. Forse avresti potuto tenere per il finale il fatto che nessuno dei due “appuntamenti” fosse di suo gusto o all’altezza e lei decidesse di diventare prima indipendente dai suoi.
    Non so se mi sono spiegata, ma ho l’impressione che ti sei allontanata, anzi hai abbandonato l’idea di partenza del racconto per partire in altre direzioni, di punto in bianco.
    (Te lo dice una che si barcamena per dare coerenza a un racconto senza vera trama, ma che ci vuoi fare XD)
    Così, solo per darti una sensazione.
    Ho scelto: non subito. Ciao

    • Ciao. Sì che voglio commenti sinceri, non me la prendo affatto.
      Ti confesso, però, che ora sono in difficoltà. Cioè, copio e incollo quanto hai scritto tu: “Sembra la scaletta di un futuro romanzo su Arianna, il suo passato, la sua voglia di sormontare le difficoltà e le paure e “spiccare il volo”. È esattamente questo che volevo fare. Non conosco la struttura del racconto, e vi chiedo scusa per questo. Volevo far vedere una ragazza che, nonostante già matura, si approccia per la prima volta con l’amore. Le esperienze negative hanno lo scopro di farla maturare. Quello che succede alle adolescenti: tu lo ami ma lui non ti guarda, ti sembra eccezionale ma poi punta solo ad arrivare al sodo, a te non piace ma poi è quello giusto. Volevo far vivere ad Arianna tutte queste esperienze che non ha fatto a 15 anni.
      Per quanto riguarda il primo capitolo effettivamente l’errore sembra molto più accentuato di quanto si sia rivelato necessario in seguito, ma ormai è andata così. In quel momento volevo proprio far passare per tragica una cosa che a conti fatti non lo è, ma per Arianna prima di “crescere” lo era. Non ho mai voluto che fosse questo “errore” il filo conduttore della storia, sicuramente non l’ho fatto capire.
      La direzione che sto prendendo ora è che Arianna sta facendo le sue esperienze. Ne avrà altre, fino a quando troverà quello giusto.
      I primi racconti della mia vita li sto leggendo in questo sito, e ce ne sono di stupendi. Ormai lasciatemi continuare la mia esperienza così, la prossima volta ci farò più attenzione.
      Sempre grazie

      • Certo, figurati.
        Volevo solo dire che la struttura e la direzione del racconto sembravano essere cambiati di punto in bianco, nel senso che per qualche capitolo sembrava che il fulcro fossero i due incontri: lo sconosciuto del web e il vecchio amico, invece entrambi sono stati liquidati in un capitolo. Ma era una sensazione di lettura, ci mancherebbe altro che tu non possa provare tutte le direzioni che vuoi, il sito è fatto apposta per quello 🙂
        ciao

  19. Ciao Gra,
    a volte non è per cattiveria che si dicono fesserie, a volte ci si trova a fare una gaffe e a tentare di rimediare, finendo per ritrovarsi in un ginepraio di imbarazzo da cui non pare possibile uscire. Arianna ha avuto l’incidente dopo la conoscenza con Luca, lui non la conosce nella sua nuova condizione e, per dirla tutta, non è che la conosca poi molto. Forse non sa bene come affrontare la cosa, forse è solo un cretino patentato, non lo so, il personaggio è tuo 🙂
    Il capitolo è piacevole e ben scritto. Ti segnalo solo la frase: “I tre ragazzi risposero al brindisi” è Marco a proporre il brindisi, quindi dovrebbero essere gli altri due a rispondere o no?
    Ho votato “non subito” e vediamo come va.
    Alla prossima!

    • Ciao. È vero quanto hai detto sul brindisi, non ci avevo pensato. Per quanto riguarda Luca alla fine ho deciso di farlo davvero diventare un cretino patentato. Mi sembrava troppo scontato e sdolcinato far diventare un amore adolescenziale l’amore della vita. Vediamo come si evolverà la cosa.
      Grazie

  20. Che dire…sono un po’ perplesso di come Arianna si sia sbarazzata come fosse nulla del ricordo di Daniele…booo forse sono troppo sensibile io….poi ti segnalo una virgola mancante all’inizio dopo email….almeno credo che ci voglia ed infine ti segnalo una R mancante nella frase “avresti potuto chiamare tu. Per il resto devo dire che lo hai dipinto davvero stronzo Luca….sono curioso di vedere se finita la sbronza le chiederà scusa per come si è comportato. Avanti così…..

    • Per quanto riguarda la virgola ho immaginato la frase proprio in quel modo, tutta d’un fiato, forse troppo lunga? Non so. Per quanto riguarda Luca non si è sbarazzata del suo ricordo, lui si è dimostrato totalmente diverso da come lo ricordava, e non per colpa della sbronza, è proprio così di suo, borioso e preso di sé

  21. Ciao Gra…
    Secondo me dopo un breve periodo di riflessione e di silenzio, Daniele si farà risentire deciso a continuare la relazione con Arianna, colpito dalla sua personalità…. e dalla tenerezza che prova per lei.
    Almeno, io la vedo così.

    Enzo

  22. Che dire Gra….in questo episodio c’è felicita’, spensieratezza ma anche un velo di tristezza…sono arrivato alla fine dell’episodio senza nemmeno accorgermene….io non sono un esperto….ma per essere una principiante mi sembra che tu scriva davvero bene….complimenti e continua così….credici.

  23. Ciao Gra,
    direi che cercherà di distrarsi in qualche modo.
    Se posso dirtelo, trovo che in pochi capitoli la tua scrittura sia già migliorata 🙂
    Un bello scorcio di vita, ben reso e articolato, senza troppi giri di parole. Bene. Sei riuscita a trasmettere i sentimenti e anche la quotidianità di Arianna, molto bene. Ora smetto di farti i complimenti e aspetto il nuovo episodio. 🙂
    Alla prossima!

  24. Ciao, forse lo avrei prolungato di più il discorso padre figlia ma comunque molto intenso….ho votato per la sparizione dopo la giornata insieme….sono convinto che qualcun altro aspetta Arianna…..o forse e lei che cerca qualcuno….

  25. Ciao Gra,
    un episodio intenso e ricco di riflessioni. Bello il discorso padre/figlia. Ti segnalo qualche piccolezza:
    ancor lì… la A manca volutamente o te la sei scordata? Dà un che di aulico alla frase, ma in questo frangente non serve, almeno secondo me 😉
    … perché il destino si stesse prendendo beffe di lei. Più che prendendo avrei scelto facendo, che ne dici?
    E in ultimo: Egli si voltò… non è scorretto, ma egli come soggetto mi appare un po’ scolastico 🙂
    Ho votato per l’incontro e poi la sparizione, ma solo perché mi piacerebbe che fosse Luca o il fisioterapista a innamorarsi di lei… 🙂 <3
    Alla prossima!

    • La A è involontariamente rimasta nella tastiera. Com’è possibile che leggo e rileggo ed errori di battitura scappano sempre? Al posto di egli cosa andrebbe? Non volevo ripetere il padre in continuazione.
      Neanch’io so ancora bene con chi Arianna coronerà il suo sogno d’amore. Magari sarà proprio lei a suggerirmelo 🤣.
      Grazie di cuore

  26. Ciao, Gra. Direi uno sconosciuto, in ogni rosa che si rispetti devono esserci almeno due giovanotti che si contendono il cuore della giovinetta 😀
    Entriamo nel vivo della storia, bene 🙂
    So che lo apprezzi, quindi ti faccio notare quello che ho notato io leggendo: all’inizio del terzo capitolo, il punto di vista è centrato su Arianna, sappiamo “da lei” del suo smarrimento e paura. Però qualche riga dopo scrivi:
    Ricordava anche il momento in cui l’espressione del medico cambiò. Egli, infatti, doveva aver capito di essere stato troppo diretto, ma non era facile neanche per lui…
    Insomma, di chi sono i pensieri che racconti? Sono tutte intuizioni di Arianna? Perché in realtà sembra di essere balzati tra i pensieri del professore. Insomma, l’impressione è che il punto di vista cambi, per poi tornare nuovamente su Arianna. Sarebbe preferibile non saltare repentinamente da un punto di vista su un personaggio a un altro, e se non era questa la tua intenzione, sarebbe forse stato opportuno farci capire meglio che quelle sul medico sono considerazioni e pensieri di Arianna.
    Subito di seguito, ho trovato molto interessante l’accuratezza con cui descrivi i movimenti di Arianna, mi ha aiutato a immedesimarmi nella protagonista e questo è sempre un bene.
    Questo periodo:
    il professare con cui aveva discusso la tesi, incentrata… incentrato proprio su questa problematica.
    è molto lungo, un po’ contorto e ci sono ripetizioni evitabili.
    Nel quarto capitolo, devo dire che non ho seguito benissimo “l’errore” di Arianna: dà all’amico “virtuale” il suo indirizzo, giusto? Però mi pare un po’ slegato da tutto il discorso successivo (“Ciao, come stai”… “Oggi proprio non posso”. Boh, forse sono io a non aver capito bene.
    Vediamo come proseguirà, tifo per Ary 😀
    Ciao, a presto

    • Grazie di essere tornato a leggere. Per il terzo capito non so bene neanche io cosa volessi fare, 🤣 o meglio, effettivamente volevo descrivere i pensieri del medico, ma l’ho fatto in maniera maldestra.
      Per quanto riguarda “l’errore” volevo spiegare quello che nel primo capitolo era ancora un mistero, cioè cosa aveva fatto Arianna involontariamente, e l’ho spiegato dopo che il ragazzo protagonista di questo errore si fa risentire e lei gli risponde tramiate messaggio. Questo, almeno è quello che volevo trasmettere.
      Grazie della tua presenza, mi rendo sempre più conto che solo grazie a queste osservazioni si può riflettere e migliorare

  27. Uno sconosciuto, non esageriamo con le coincidenze.
    Un capitolo molto riuscito, scorre bene e ci presenta un’Arianna un po’ più « adulta » di quanto apparisse nel primo capitolo.
    Un dettaglio, ma sul finale avrei visto meglio un imperfetto « si susseguivano » per le immagini del passato che le invadono la mente, meglio del passato remoto per dare un’idea dell’affollarsi e succedersi dei ricordi.
    Alla prossima 🙂

  28. Ciao GRA,
    Devo confessarti che questo è l’episodio che mi è piaciuto di più. Ho immaginato che Luca è lo sconosciuto amico virtuale potessero essere la stessa persona, ma visto che mancano ancora sei capitoli mi pare meglio fargli assumere un diversa identità, ho votato lo sconosciuto, un po’ di mistero non guasta mai.
    Bene, avanti così.
    p.s. una cosuccia c’è, ma è solo gusto personale: “le aveva lasciato in circolo tanta di quella adrenalina”… lo trovo troppo colloquiale, però, ripeto, è una mia idea.😉
    Alla prossima!

  29. Ciao.
    Direi che quasi tutto quello che avevo in mente lo ha già detto Keziarica.
    Capisco che tu voglia mettere tutti i dettagli che hai in mente (capita anche a me: immagino tutta una biografia dei miei personaggi e vorrei mettere tutto nella storia), ma l’importante è che tu li abbia ben chiari nel momento in cui servano alla storia. Specificare dettagli non necessari rischia di appesantire la lettura. certi particolari o aneddoti possono essere distillati nel corso della narrazione. Insomma, non aver fretta di raccontarci subito tutta la vita di Arianna. Puoi dipingerne il ritratto con pennellate qui e là in ogni capitolo e restare concentrata sulla trama principale.
    Io opto per lo sconosciuto, che magari è un “virtualmente” conosciuto 🙂

  30. Ciao Gra,
    un capitolo… molto esplicativo, nel senso che gran parte del capitolo è dedicata alle pratiche quotidiane della ragazza. Non è sbagliato, solo che si tratta di un racconto, quindi avrei spiegato meno, con poche pennellate, qua e là.
    Mi pare di aver capito che già il giorno precedente, con la madre, parla della festa e del vestito che dovrebbe indossare, tuttavia quando la madre, al suo risveglio, le fa gli auguri Arianna rimane sorpresa perché completamente dimentica… qualcosa non torna 🙂
    Direi che il ragazzo alla festa è il suo fisioterapista. Hai descritto bene le sensazioni della ragazza quando lo vede, direi di puntare su quello, ma è una mia idea, poi tu fai come ritieni giusto 😉
    Ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • È vero, sono molto legata alla struttura del romanzo, non conosco bene quella del racconto, ci dovrò lavorare di più. La festa la dimentica primo perché l’idea non la entusiasma tanto, secondo perché ha pensato ad altro per tutto il giorno. Almeno è quello che volevo trasmettere 😅
      Buon week end anche a te

  31. Buonasera, Gra. Secondo me dirà che sono necessari altri accertamenti, mi sembra la cosa più coerente con la situazione: come ti ha fatto notare qualcun altro, se la diagnosi fosse stata certa e definitiva, dopo un mese mi aspetterei che i genitori già sapessero.
    Due capitoli scorrevoli e interessanti. Una cosa a cui devi assolutamente fare attenzione sono gli accenti: ci sono molti “sì” e “sé” senza accento (Si, mi sembra… Si mamma… Si dai… Si, ricordo. forte a se… sicura di se), mentre curiosamente c’è un “sé stessa”, che non sarebbe sbagliato, ma è un caso in cui non è necessario l’accento (e pare che ci siano molte case editrici che non lo tollerino 😀 )
    Qua e là noto locuzioni ripetute (sicura di sé, traguardo tanto importate… un età tanto importate) che, specie se ravvicinate, un po’ disturbano la lettura.
    Dettagli, comunque,a cui bisogna fare attenzione soprattutto perché, una volta postato il capitolo, non si può più correggere 🙁
    Per il resto, osservo che in qualche caso tendi a ribadire o sottolineare concetti e situazioni. Per chiarirli, immagino, ma non è detto che l’effetto che ottieni sia quello voluto. Ad esempio (oltre a “traguardo” e “età tanto importante”):
    – … l’unica rimastale ancora in vita. (“l’unica rimastale” basterebbe, è chiaro che è ancora in vita, altrimenti è altrettanto valido e completo scrivere solo “l’unica ancora in vita).
    – … ormai tiepido, vicino al tramonto… (be’, questo è un mio personalissimo parere. Preferirei una descrizione più secca: “sole ormai tiepido” mi fa pensare al tramonto, “sole al tramonto”, mi fa pensare che non è più così caldo. Insomma, come lettore, mi piace “riempire i vuoti”, intuire cosa vuoi dire anche se non lo scrivi esplicitamente. È la mia opinione, è bene che lo ripeta, vedi tu se ti può essere utile).
    – C’è poi questo passaggio: “Lei no. Lei aveva lottato e lottava ancora per tutto questo, ma in maniera esponenziale”. Ecco, mi pare un po’ confuso, in quanto il “Lei no” significa, se non ho capito male , “Lei non lottava”; ma poi dici esattamente il contrario, ossia che lotta per le stesse cose e addirittura più degli altri. Anche in questo caso, probabilmente sarebbero bastate meno parole per rendere il concetto più chiaro e incisivo.
    Ecco, è tutto, non volermi troppo male per il commento chilometrico 🙂
    La storia è interessante e ben narrata e la curiosità di sapere quale sia il terribile errore della ragazza è al massimo.

    Ciao, a presto

    • Non ti voglio male proprio per niente. Mi aspettavo esattamente questo da te, e te ne sono grata.
      Ho dei problemi con gli accenti, devo ripassare meglio la grammatica 😅 non ci penso quando scrivo.
      Mi rendo conto che uso troppi termini per esprime un concetto, così mi sembra di essere più chiara, ma mi sbaglio. Cercherò di auto controllarmi.
      Grazie per tutte le altre osservazioni

  32. Ciao, eccomi tornata! Ho votato per la diagnosi a brucia pelo anche perché, essendo già passato un mese dall’incidente, credo che i medici si siano già accorti delle sue condizioni. Il cambio del carattere della scrittura utilizzato per il “presente” e per il flashback e la piccola suspense creata dai puntini di sospensione quando hai scritto “Senza la loro compagnia non avrebbe mai superato i lunghi mesi di…(credo riabilitazione)” mi sono piaciuti. Conconrdo con Maan Keno: vogliamo sapere cosa ha combinato Arianna nel presente, ormai ci hai fatto incuriosire troppo!

  33. Diagnosi a bruciapelo, anche se devo dire che questa parte mi lascia perplessa: se è un mese che è in ospedale, i medici si saranno già resi conto dei seri rischi di paralisi. Lei era quasi sempre incosciente e okay, ma almeno ai genitori ne avranno accennato. Non credo che il medico aspetterebbe ora per parlarne.
    Ti segnalo “in torno” che non credo esista: si dice “‘intorno” .
    Il flash back che parte dopo che la madre le ha bussato, distogliendola dai ricordi mi sembra strano, non era più logico legarlo direttamente al “senza i libri non avrebbe mai superato il periodo de..”
    Ora la smetto, che ti sto facendo un sacco di pulci, ma sono una puntigliosa pignola, perdonami 🙂
    Però non dilungarti troppo sul passato che qui vogliamo sapere cosa ha combinato nel presente, il famoso errore da stupida! XD

    • Mi hai fatto ridere per la voglia di conoscere l’errore, ma mi sa che dovrai aspettare ancora un po’. 😁
      Per il flash back avevo in testa di voler creare un po’ di suspense, nel senso che già sapevate della carrozzina per via delle domande, ma se così non fosse stato, si sarebbe scoperto solo in quel momento che la protagonista era invalida, e subito parte il flash back per spiegare meglio ciò che è successo.
      Per la diagnosi avevo in testa che la tac fosse stata fatta qualche giorno prima, ma poi non l’ho scritto Da nessuna parte.
      Continua con la tua puntigliosità, mi pace 🙋🏻‍♀️

  34. Buongiorno Gra
    una diagnosi a bruciapelo, senza il minimo tatto, può gettare qualsiasi paziente in depressione, perciò voto la bugia temporanea compassionevole: … tutto a posto, chiama i genitori in disparte.
    Il capitolo scorre bene. Per i dettagli, Keziarica ti ha dato ottimi suggerimenti di riflessione.
    ciao

  35. Ciao Gra,
    anche a me è capitato di dover aspettare mesi l’arrivo dell’estate o anche dell’inverno, a seconda della situazione. Hai reso bene il sentimento della ragazza.
    Per le opzioni: sappiamo che, purtroppo, l’incidente ha portato alla carrozzina, quindi direi che il medico formula la diagnosi a bruciapelo.
    Me lo hanno fatto notare nei miei primi racconti e io lo faccio notare a te: OK sarebbe meglio usarlo nella versione estesa Okay, oppure tradurlo nell’italiano “va bene”. È una piccolezza ovviamente, nulla di che.
    Nella frase seguente: “Ad un tratto un rumore assordante lambì l’aria, come il boato di un tuono”…
    Il verbo lambire mi fa venire in mente qualcosa che accarezza, non mi ha trasmesso il frastuono di un rumore assordante, avrei usato un altro verbo, tipo “ringhiare” “arroventare” divorare” l’aria… ma sono mie idee, l’autore sei tu 🙂
    Ti auguro un ottima settimana e ti saluto.
    Alla prossima!
    p.s. avrei tolto anche la D eufonica da Ad un tratto… 🙂

  36. Ciao Gra,
    eccomi. Be’, tenendo in considerazione che la mamma la fa sobbalzare chiamandola, direi che non è sorda. Leggendo le prime righe ho pensato che fosse strano, per una ragazza di 25 anni, vivere ancora con i genitori; poi hai parlato di una disabilità (non che questa condizione implichi l’obbligo di vivere con altri) e ho immaginato che potesse essere cieca, dato che tiene le dita ferme sulla tastiera e magari è dovuto alla necessità di “sentire” il tasto in braille (magari neanche le serve, basta sapere dove stanno le lettere sulla qwerty).
    L’incipit è convincente e scorre, non so ancora quale sia “l’errore” commesso dalla protagonista, immagino abbia a che fare con internet, o no?
    Ti segnalo un paio di cose, piccolezze, tipo: un sé senza accento, l’uso dei trattini al posto delle virgole (non è scorretto, ma io avrei preferito le virgole);
    Per questa frase: “Tu sei più forte della tua volontà” le diceva sempre quando era piccola “Non c’è niente che tu non possa fare. Devi solo decidere di farlo” non avrei usato le virgolette doppie, che hai usato per i dialoghi. Magari potevi usare quelle singole (apici si chiamano?) per differenziare un po’, dato che si tratta di un qualcosa che viene detto molti anni prima.
    Se posso permettermi di fartelo notare, ti direi di approfondire un po’ di più i commenti agli altri autori, perché anche loro (me compresa) hanno bisogno di crescere 😉
    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per i tanti consigli. Hai ragione, devo dare qualche consiglio in più e anch’io e non limitarmi a dire che mi piace.
      Per quanto riguarda le tue segnalazioni “mi difendo” solo sui trattini: avevo provato a usare le virgole, ma mi sembrava che venisse un discorso troppo lungo e poco chiaro. Con i trattini volevo dare un’intonazione diversa alla lettura.
      A risentirci al prossimo episodio di una delle due

  37. Ciao e benvenuta
    Mi ha incuriosito il titolo e sono passata a leggerti. Titolo impegnativo, che crea delle aspettative nel lettore… anche se, a dire il vero, ognuno di noi è unico 🙂
    La madre sembra super protettiva nei confronti della figlia, tenendo conto che 25 anni non sono 15. Anche la figlia, dal contesto si comporta come una ragazza più giovane. Forse “l’atto di disubbidienza” a cui hai solo accennato è l’inizio di un percorso.
    Scelgo sedia a rotelle, per gli stessi motivi scritti nel commento precedente.

    • Grazie per aver letto, è la prima volta che pubblico e ho proprio bisogno di consigli. Li accetto tutti. Hai ragione quando dici che sembra la descrizione di un adolescente, ma sai, penso che se hai una disabilità vivi le cose in maniera diversa. Ma mi hai fatto venire in mente di spiegare meglio questa cosa. Grazie

  38. Ciao,
    premetto di non essere una fan di narrativa rosa, ma ho dato un’occhiata ai nuovi incipit e il tuo è scritto bene. E non suona troppo « libro harmony », mi piace 🙂
    Ho optato per la sedia a rotelle: se fosse sorda il sussultare alla voce della madre in apertura parrebbe strano; cieca, non so, forse perché si sofferma sui dettagli di colore del vestito, non mi convinceva.
    Immagino abbia accettato, o dato, un appuntamento a uno sconosciuto. E ora si sente una sprovveduta. Vedremo cosa succederà.

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