SILVIA

Dove eravamo rimasti?

A CHI TELEFONA SARTI? A UN COLLEGA DELLA SEZIONE REPERTI (58%)

INTUIZIONI

Mariano Basile sognava il mare aperto, poteva sentire i gabbiani urlare nel cielo, in coro, a intervalli regolari. L’urlo divenne presto un trillo e quando aprì gli occhi realizzò che era il telefono sul comodino a squillare. Alzò la testa dal cuscino, ignorando una protesta bofonchiata dalla moglie. Tirò su il ricevitore:

«Pronto?»

«Basile, sono Sarti. So che è tardi, ma ho bisogno di chiederti una cosa.»

«Ma chi è?» chiese una voce di donna.

Basile coprì il microfono con la mano e disse alla moglie di tornare a dormire.

«È per lavoro,» le disse «dormi.»

L’uomo riprese la conversazione.

«Di che hai bisogno?»

Dall’altra parte Sarti aspirò una boccata di fumo.

«È per la ragazza di Principe» spiegò infine.

«E io che c’entro?»

Sarti udì un lamento sommesso. Basile lo pregò di attendere. Mise giù il ricevitore e andò in salotto per riprendere la conversazione.

«Che c’entro io?»

«Li hai repertati tu gli effetti delle ragazze, no?»

«E con ciò? Ohi, Miche’, parla chiaro che qui son le tre di notte e io mi sto morendo di sonno!»

Sarti sorrise a mezza bocca per la lamentela bonaria del collega, fece un tiro svelto e spiegò: «hai trovato giornali nelle borse?»

«Giornali?»

«Sì, giornaletti da ragazze. Non mi ricordo il nome. Anche mia figlia li compra…»

Basile ci pensò su, poi rispose: «ora che mi ci fai pensare, sì. In una delle borse c’era un giornaletto con un capellone in copertina.»

«Solo in una delle borse, Mariano, pensa.»

«Di giornaletto ce n’era uno solo, sono sicuro. Però…»

«Però?»

«Però, ho repertato qualche pagina strappata che poteva provenire da altri giornaletti.»

«O dallo stesso!» Concluse Sarti, aspirando una lunga boccata.

Il filtro gli bruciò le labbra. Schiacciò il mozzicone nel posacenere a colonna e tornò a parlare:

«Ho bisogno delle chiavi del tuo ufficio. Devi venire in questura.»

«A quest’ora? Miche’, le chiavi stanno nell’ufficio del questore…»

«Le chiavi le hai anche tu, Basile. Dai, non farti pregare. Dovrei buttare ore a cercare tra gli scaffali, mentre tu sai esattamente dove mettere le mani. Qui ne va della reputazione di tutta la questura. Vedrai che il questore non dirà nulla anzi, ti farà i complimenti per la dedizione.»

«Sì, come no. Quello non vede l’ora di spedirmi sull’Aspromonte col mitra a tracolla!»

Sarti rise.

«Quelli sono i carabinieri. Sbrigati e non dimenticare le chiavi!»

Prima che Basile potesse ribattere, Sarti mise giù la cornetta e tornò alla sala interrogatori.

La Cavalli era in piedi accanto a Cesarano. Le bobine erano ferme.

«Che succede?» Domandò.

«La ragazza non risponde più alle domande. Siamo in una fase di stallo.» Rispose la dottoressa.

Dall’altra parte Kauffman percepiva un formicolio sottopelle, come un’orda di insetti minuscoli e invisibili alla ricerca famelica di quell’adrenalina che lo aveva sostenuto fino a pochi minuti prima e che ora pareva scomparsa.

La stanza era ancora immersa nell’oscurità. Un’unica lama dorata penetrava gli scuri socchiusi e tagliava in due il pavimento, per lungo. Lo schienale scuro davanti a lui restò immobile. Silvia taceva e nel silenzio, pesante come un macigno, il medico poté ascoltare il suo cuore aumentare i battiti.

«Silvia?»

Silenzio.

La notte languiva oltre le finestre, il respiro del vento si mischiò a quello del medico che, a quel punto, cominciava a pensare che la seduta fosse giunta al termine. Dal finto specchio arrivò un tocco secco, Kauffman si voltò appena.

«Silvia?» Ripetè.

Nessuna risposta.

L’uomo si alzò e con calma raggiunse il corridoio. Sarti aprì la porta e lo invitò a entrare. La Cavalli gli restituì un’occhiata nervosa.

«Che succede, dottore?» Chiese il poliziotto.

«Ha smesso di rispondere.»

«Così? Di punto in bianco?»

Il medico scosse il capo, lasciò ricadere le spalle e rispose che no, non era avvenuto di punto in bianco.

«Ho commesso un errore» spiegò.

«Che genere di errore?»

La Cavalli si mosse e fece per aprire la bocca, ma Kauffman la precedette: «ho tentato il tutto per tutto. Ho tentato di ricreare il momento del flash. Volevo che andasse oltre l’obiettivo, che vedesse ancora il mostro, alla luce del sole, che riconoscesse i luoghi, il momento dell’incontro… ma ho fallito.»

Sarti fissò lo psichiatra, poi la Cavalli che spiegò: «non è stato un errore, ci ha provato. Finora è andato benissimo. La ragazza ci ha detto diverse cose importanti. Sarti, lei ha avuto un’intuizione, giusto? Il lavoro non è stato vano.»

Kauffman sapeva che l’idea di coinvolgerlo nell’operazione era arrivata da lei e gliene era grato.

«Le è venuto in mente qualcosa, quindi?» Chiese rivolto a Sarti.

«Be’, ho avuto un’idea. La cosa dell’obiettivo mi ha fatto tornare in mente mia figlia.»

Cesarano si voltò a guardarlo, con aria confusa. Gli altri due non furono da meno.

«Ma sì, l’altro giorno mia figlia si lamentava…»

Qualcuno bussò alla porta, interrompendo il discorso. Era Basile, con l’aria cupa e le chiavi in mano.

«Eccomi qua, Miche’. Un grazie particolare da mia moglie che si è svegliata del tutto e mi ha abbuffato di insulti fin’a mmò.»

BASILE PORTA LE CHIAVI DELL'UFFICIO REPERTI, MA...

  • SILVIA RICOMINCIA A PARLARE (10%)
    10
  • MA NULLA, SI VA AVANTI CON L'INTUIZIONE (80%)
    80
  • VOLETE SAPERE DI KAUFFMAN (10%)
    10
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235 Commenti

  1. Non avevo proprio capito che Silvia era una trapassata! Bravissima keziarica, anche questo finale esalta il tuo talento. Non vedo l’ora di leggere qualcos’altro di tuo. Ho letto solo ora perché sono stata assente per un po’. Mi spiace molto non aver votato, nella prossima storia cercherò di essere più presente.
    Ancora complimenti, alla prossima!

  2. Come al solito, mi sono persa le notifiche e mi sono accorta solo oggi che il racconto era concluso e io non lo avevo finito di leggere. Wow, che finale, ho dovuto rileggere per essere sicura di aver davvero capito cosa era successo (a aperte che ultimamente devo rileggere sempre tutto due volte perchè sono fusa), bravissima, complimenti!

  3. Avevo letto giorni fa, ma la combo studio, lavoro e caldo mi sta uccidendo, quindi ho dovuto aspettare un po’ per riuscire a scrivere qualcosa di sensato 😅
    Che dire, finale fantastico che mi ha fatto venire letteralmente i brividi! Per come l’avevo pensata io, Silvia era l’unica sopravvissuta di questo serial killer, però in effetti, ripensandoci, c’erano un sacco di cose strane (il fatto stesso che fosse sopravvissuta, il modo strano in cui parlava e il fatto che non si svegliasse mai da questa ipnosi), solo che non mi sarebbe mai venuto in mente che fosse morta…davvero bellissimo! Spero scriverai un altro racconto (caldo permettendo), io sicuramente ti leggerò!

    • Ciao Lorenzo,
      grazie, sei davvero gentile e mi fa piacere che tu sia tornata a lasciare il commento nonostante tutto 🙂
      Sì, tornerò di sicuro con un altro racconto, non so ancora quale; in testa ne ho diverse di storie che frullano 🙂
      Mi sono chiesta per gran parte del racconto se non stessi svelando troppo, se le piccole rivelazioni lungo il percorso non lasciassero intendere la sorte della povera Silvia, invece no.
      Ti auguro una buona estate, chissà se tornerò prima delle ferie di settembre… non vorrei precipitare le cose.
      Alla prossima!

  4. Ammetto che la “spiegazione” di crimini e colpevole non mi avevano particolarmente sedotta, ma la sorpresa nel finale merita davvero. Il famoso psichiatra è in realtà una sorta di medium, e dire che lo so che ti piacciono i misteri svelati con l’aiuto dei medium, ma niente, non mi era proprio venuto in mente. ora dovrò rileggere tutto per vedere se questi famosi indizi ci sono 🙂
    Che brava che sei che non ti sei fatta bloccare dal caldo, a me quest’afa mi ha bruciato neuroni e voglia di scrivere, sono in ritardissimo, ora provo a rimettermi in riga.
    Ciao

    • Ciao Maan,
      io, per creare l’atmosfera di una seduta particolare, ce l’ho messa tutta 😉 spero si evinca dalla rilettura…
      Quel che mi fa strano è che mio marito, a cui ho letto un solo capitolo, a metà circa, mi ha detto: “è un fantasma!” e io ho pensato, ecco lì, si sarà già capito anche su TI… e invece no 🙂
      Nessuno si è stupito che la stessa notte del ritrovamento, la vittima (Silvia), si trovasse in questura per essere sottoposta a una sessione di ipnosi lungo un’intera notte? Che non la si sia mai vista, neanche di profilo, che parlasse del SUO sangue sul mostro? Forse ho sottovalutato l’intelletto del consorte o forse ha avuto solo fortuna e conosce bene i suoi polli (o gallina in questo caso).
      Grazie, Maan per essere arrivata alla fine.
      Alla prossima!
      p.s. il caldo mi tiene sveglia da una settimana almeno, ma i miei neuroni sono precotti, quindi ho resistito alla cottura, almeno spero 😉

      • Sai che ieri ho riletto il primo capitolo ed è vero: la vocina esce dal buio…
        in realtà, l’avevo pensato più volte “ma questi torturano una ragazza traumatizzata”?
        Secondo me è stata la tua sinossi a depistarci: “sei ragazze spariscono e vengono ritrovate in zone diverse della città. Nessuna di loro ricorda cosa gli sia capitato”
        Spariscono e non ricordano: automaticamente pensi che siano vive. Non dico che sia pubblicità ingannevole, eh? XD però hai nascosto bene la cosa, una volta che pensavamo fossero vive, gli indizi li abbiamo tutti ignorati.
        Soprattutto la cosa giustificava quel genere horror che non capivamo 🙂
        Un bel racconto, in ogni caso, a presto

        • Un po’ ingannevole è, però se si considera che Kauffman riferisce di non essere mai riuscito a stabilire un contatto così lungo con una vittima, se si dà per certo (vista la telefonata che dice: “ne abbiamo un’altra, che presuppone che ci abbia già provato) che Kauffman non sia nuovo all esperimento per aiutare la questura a catturare l’assassino… io l’ho pensata così…😉 non ricordano nulla, ma non ho mai detto che fossero vive🙂

  5. Bella la storia e finale strepitoso, complimenti. Lo rivedremo il dottore Kauffman impegnato in una nuova indagine? Il dubbio del buon Sarti si è tramutato in me in pura speranza.
    Non rimane altro che augurarci un arrivederci a presto.

  6. Questa proprio non me l’aspettavo. Brava. Ho letto che pensavi si fosse capito che Silvia era morta: Per quanto mi riguarda l’idea non mi ha mai sfiorato. Colpo di scena finale degno di un horror. Alla fine sei arrivata al giusto compromesso fra i due generi che questo racconto hanno toccato.
    In bocca al lupo per il futuro e buona estate
    PS: se ti seguo come autore vuol dire che mi arriverà la notifica del prossimo racconto che pubblicherai?

    • Ciao Gra,
      sono davvero sorpresa, non so come ma sono riuscita a non svelare lo stato di Silvia. Pensa che circa a metà ho letto un capitolo a mio marito (che non è un lettore e non si appassiona alle mie storie, ahimè) ed è saltato sù dicendo: è un fantasma! E io ci sono rimasta male, ho pensato che tutti lo avessero immaginato o intuito e invece no. 🙂
      Non so se per una mia mancanza o perché sono riuscita a tenere bene il segreto. Gli indizi dello stato di trapassata di Silvia sono presenti in tutto il racconto…
      Se mi segui come autore riceverei un avviso al prossimo racconto, sì. 🙂
      Sei gentilissima e spero di ritrovarti presto tra gli autori. Buona estate a te e alla prossima!

  7. Complimenti, bel finale. Spiazzante. Mi piace finire con il dottore e con Silvia morta. L’ho seguito con molto interesse ma sinceramente mi hai spaventata più in altri racconti. Ma non è una critica secondo me: c’è tensione e sei stata in grado di incuriosire e stupire. C’è l’elemento paranormale e una certa inquietudine e mistero nella figura del dottore e quel piccolo brivido proprio nel finale. Quindi direi che hai rispettato il genere e che hai gestito bene tutto stavolta (forse meno solo il capitolo 9). E ho trovato più chiari che in altri racconti i personaggi: meno personaggi e con nomi che si ricordano. Stai migliorando credo, sempre bravissima a descrivere le atmosfere. A presto.

    • Ciao Tinarica,
      grazie di cuore per le belle parole. Ho tentato di stare nei ranghi questa volta, pochi personaggi, meglio delineati… peccato per lo scivolone del capitolo precedente, ma capita. Sono felice di leggere che sono migliorata, e devo ringraziare voi e i vostri preziosi consigli per questo. Mi avete aiutato fin da subito, dal primo racconto e lo avete fatto con gentilezza e completo disinteresse. Amo questa piattaforma e sono felice di constatare che si sta ripopolando di ottimi elementi. A proposito, tu quando torni a scrivere qui?
      Grazie ancora, buone vacanze e alla prossima!

      • Grazie a te ed è vero che si impara dagli altri autori. Io non so quando tornerò a scrivere qui perché ho ripreso un mio progetto di romanzo e già fatico a lavorare su questo, ma mi state facendo tornare la voglia. Chissà, un giallo potrebbe essere una buona sfida durante le vacanze. L’horror non sarei in grado, lo lascio agli esperti come te ; ). Vedremo. Buon fine settimana.

  8. Ah, questo è un finale come si deve: in un sol colpo sei riuscita a mettere una pezza al problema dell’assassino (che non appariva così interessante) spostandolo del tutto in secondo piano, a (ri?)trasformare la storia in un horror in maniera sorprendente e a raccontarci il passato di Kauffman, tutto con un’unico colpo di coda. Complimentoni. Ho idea che non l’avessi pianificato così fin dall’inizio, ma non sarebbe un gran problema: se ti sei inventata tutto all’ultimo hai dimostrato una capacità di improvvisazione davvero incredibile e potrai sistemare eventuali discrepanze in seguito, mentre se avevi progettato tutto sei stata bravissima a ingannare i lettori non solo dentro la storia ma anche parlando direttamente con noi nei commenti, quindi in ogni caso tanto di cappello. Di nuovo complimenti e alla prossima!

    • Ciao Dapiz,
      come ho scritto a Napo, la seduta d’ipnosi con una ragazza morta o con la sua coscienza era l’idea di base ed è stato così fin da subito. Silvia non si vede, racconta di un’aggressione brutale, del suo sangue sull’assassino… e poi la seduta va avanti tutta la notte, non sarebbe plausibile con la vittima di un trauma così forte nella notte del suo stesso ritrovamento…
      Quello che mi è venuto in mente per raccontare la storia di Kauffman (i cui crimini avevo già in mente) sono state le tecniche e quelle mi sono venute in mente scrivendo, perché fino a ieri mattina non avevo idea di come finire il racconto mettendoci dentro un po’ tutto.
      Credevo si fosse capito che Silvia era un fantasma, per questo a un certo punto, per le opzioni vi ho scritto: be’, credo che ormai abbiate capito… ho idea di aver nascosto anche fin troppo bene le sorti della poveretta.
      Sono comunque contenta di averti avuto tra i lettori e spero di ritrovarti anche in seguito.
      In bocca al lupo per il tuo di racconto e passa una bellissima estate.
      Alla prossima!

    • Ciao Napo,
      le tecniche mi sono venute in mente scrivendo, il discorso delle sedute post mortem, invece, era presente fin dal principio. Per me Silvia era morta già quando Sarti chiama Kauffman per invitarlo in questura. Per l’intero racconto Silvia non si vede, la stanza è sempre buia e quando Sarti e gli altri lasciano la questura, alla fine dell’ottavo capitolo, Garelli rimane in una stanza vuota, ma Silvia non è scesa con loro… per tutto il racconto non ho mai parlato di omicidi, ho tentato di tenere nascosto lo stato della ragazza per svelarlo alla fine. Mi sembrava una buona idea, originale, una seduta d’ipnosi con un fantasma o comunque con la coscienza di una persona deceduta… 🙂
      Grazie per il complimento, so che non dici tanto per dire.
      Buone vacanze anche a te e alla prossima!

  9. Eccoci giunti al finale, credo che questa sia la prima storia che ho seguito dal primissimo episodio fino all’ultimo. Un po’ ci si affeziona e dispiace, anche se si tratta di 10 capitoli, non credevo…
    Restano i dubbi sulla figura dell’assassino e il movente, anche se a quanto ho capito non avevi molta voglia di approfondire questo aspetto. Peccato, ma sei comunque riuscita a trovare un epilogo dignitoso.
    Ci starebbe bene uno spin-off su Kauffman, magari al tempo in cui metteva a punto la tecnica! Senza fretta e ansia da prestazione, quando (e se) vorrai. Io resto qui, in attesa della prossima storia :).

  10. Ciao K.
    Voto Kauffman perché bene o male, ho capito cos’è successo a Silvia. Ma di Karl, a parte il suo ruolo da psichiatra radiato dall’albo nella vicenda, il suo passato è rimasto in penombra.
    Vorrei conoscere meglio la sua storia.
    Ciao e buona domenica.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sì, Kauffman meriterebbe più spazio. Come suggeriva Dapiz, potrebbe diventare materiale per un’altra storia, vedremo.
      Anche Silvia, il cui nome dà il titolo al racconto, meriterebbe spazio; Dario non so, però perché ha fatto quel che ha fatto… non so, vedremo. Ora penso a un finale che possa chiarire qualche dubbio o magari crearne di nuovi 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  11. Ciao. Mi ha telefonato Greta perché non vuole essere confusa con Erica, anche perché lei ritiene di essere viva e vegeta. Le ho risposto che deve essere contenta perché senza Keziarica lei non esisterebbe nemmeno. Detto questo, salviamo Silvia dal suo dolore e complimenti a te! ciao🙋

    • Ciao Fenderman,
      sei troppo buono e Greta ha ragione, sentirsi tirata in causa in una storia così… potrebbe venirmi in mente di darle una parte in un prossimo racconto, giusto per farmi perdonare.
      La redazione ha corretto, anche se il danno è fatto, rimarrà un finale più chiaro per chi, eventualmente, volesse leggere in futuro… 🙂
      Grazie per l’incoraggiamento e alla prossima!
      p.s. saluta Greta da parte mia 😉

  12. Voto Silvia per chiudere il cerchio da dove abbiamo iniziato.
    In alcuni punti sembrava di leggere la sceneggiatura di telefilm un poliziesco.
    Questa è la tua materia. Ti destreggi molto bene. Conosci il genere e scrivi con i tempi e i modi giusti.
    Non sei improvvisata a caso. Anzi, hai notevoli potenzialità.
    Ogni tanto però in questo capitolo mi sono persa, come leggevo in altri commenti, tra Greta ed Erica. È come se ci fosse qualcosa di confuso e alcuni pezzi del tuo racconto non quadrassero nel mio cervello.
    Magari è voluto così da te, per farci fremere fino all’ultimo capitolo, in cui darai una degna conclusione:

  13. Be’, voce di popolo… Anch’io mi sono perso tra Erica e Greta… Però hai l’ultimo capitolo per rimettere a posto le cose. Condivido la scelta di scoprire le carte al penultimo capitolo per poi mettere ordine nell’ultimo. Non mi aspetto un ulteriore colpo di scena, spero invece nella chiusura del cerchio e, per questo, comincerei da Kauffman

    • Ciao Napo,
      come ho scritto a Gra e come scriverò a Caterina, Greta non c’entra proprio nulla con la storia, non doveva stare lì, è un errore bello e buono, frutto della poca cura, per cui faccio un Mea Culpa grande così!
      L’ultimo capitolo doveva servire a tirare le somme, perché in parte avrebbe dovuto spiegare qualcosa proprio quell’ultima parola detta a Kauffman, Erica. Erica, non Greta 🙁
      Pazienza, ho chiesto la correzione alla piattaforma, comunque ormai è fatta.
      Grazie, come sempre, alla prossima!

  14. Purtroppo anch’io devo confermare qualche difficoltà nel capire esattamente le dinamiche della cattura dell’assassino, però secondo me rimane un bel capitolo e un buon pre-finale. In particolare mi è piaciuto il fatto che il colpevole alla fine si sia rivelata una persona ordinaria, la famosa banalità del male. Per quanto riguarda il problema del genere io non mi angusterei, negli horror non ci deve essere per forza un elemento sovrannaturale e il confine con il giallo spesso e volentieri è labile, senza contare che di tensione ce ne hai regalata parecchio in questa storia e in un horror l’elemento principale è questo.
    Voto per Kaufmann nella speranza che possa destabilizzare ulteriormente la situazione, anche se giustamente meriterebbero tutti qualche parolina. A presto e buon finale di scrittura!

    • Ciao Lorenzo,
      troppo buono, davvero. In effetti ho scelto l’horror proprio per non dover stare nei canoni stretti del giallo, anche se poi il giallo ha un po’ preso il sopravvento. Il problema è che questo racconto, come potrebbe dire qualcuno, non è né carne e né pesce… non è un horror e non è un giallo… sta un po’ nel limbo dell’incertezza e questo lo ha reso un racconto privo di mordente, avrebbe potuto essere qualcosa di meglio, l’idea in fondo era anche originale, almeno secondo me… 🙂
      Grazie tantissime per essere arrivato fin quasi alla fine, spero di riaverti tra i lettori quando troverò l’idea per un’altra storia.
      Alla prossima!

  15. Sono un po’ confusa. Perché il nome della prima vittima ha acceso la lampadina su dove cercare e poi chi è Greta? Forse sono io che non sono pratica o forse a volte si esagera col non dire troppo ( è una cosa che non riesco a condividere in pieno). A parte queste due cose hai descritto bene, come sempre, quando avevi da dire.
    Ho scelto Silvia perché da il titolo al racconto e non la possiamo abbandonare così. Ma capire qualcosa di più si Dario non guasterebbe.

  16. Sono un po’ confusa. Perché il nome della prima vittima ha acceso la lampadina su dove cercare e poi chi è Greta? Forse sono io che non sono pratica o forse a volte si esagera col non dire troppo ( è una cosa che non riesco a condividere in pieno). A parte queste due cose hai descritto bene, come sempre, quando avevi da dire.
    Ho scelto Silvia perché da il titolo al racconto e non la possiamo abbandonare così. Ma capire qualcosa di più si Dario non guasterebbe.
    🙋🏻‍♀️

    • Cara Gra,
      me lo avete fatto notare voi, tu e Caterina… non capivo la completa confusione in cui il capitolo vi aveva gettati; certo, questo episodio è un po’ tirato, ci sono molte cose in ballo, ma mi pareva una confusione troppo… confusa, poi ho capito: Greta! Ma chi é?! Non so da dove sia venuta fuori, non esiste nessuna Greta, era Erica e non so perché si sia infilata nella storia, anzi lo so, perché sono una pasticciona e ho riletto a stento prima di pubblicare. Ho già scritto a TI per chiedere la correzione, perdonatemi, ho rovinato la scena, se avessi scritto il nome giusto, forse, qualcosa in più si sarebbe capita… 🙁
      Pazienza, sono qui per imparare 🙂
      Alla prossima!
      p.s. grazie.

  17. Sono molto combattuta con la votazione, vorrei che tu parlassi di tutti e tre! Da tanto aspettavo l’occasione di poter approfondire Kauffman, come sai, ma ammetto di aver riscontrato anch’io qualche difficoltà a seguire la dinamica della scoperta del colpevole, dunque forse mi sarebbe più utile ricevere altre informazioni su di lui, per chiudere bene… Difficile, davvero non so cosa fare. Anche perché vedo ora che hai tutte le opzioni al 33% e questo, da regolamento, ti darebbe l’opportunità di parlare un po’ di tutti. Faccio per cui una cosa che spero apprezzerai: non voto. Tornerò a controllare giornalmente l’andamento delle votazioni, se vedrò che si smuovono mi costringerò a prendere posizione. So che è difficile ma tu sei brava e credo in te, spero tanto che ti riesca spendere qualche parola su ognuno.
    Buona scrittura dunque, attendo con ansia il finale di questa storia bellissima, checché tu ne dica. 🙂

      • Ciao Valentina,
        sei gentilissima e troppo buona, non preoccuparti per le opzioni, sarà quel che dev’essere… qualcosa dovrò spiegarla per forza, mi sono anche accorta di aver fatto un erroraccio e chissà da dove è saltato fuori, ho già scritto alla redazione per farlo correggere. L’approssimazione si paga, checché se ne dica 😉
        Sono arrivata a un punto e, a parte Eileen, mi capita spesso, in cui mi disinnamoro della storia e cerco di concluderla il prima possibile, in questo caso mettici anche il tentativo di fare altro e il pasticcio è servito 🙂
        Grazie per l’incoraggiamento, non so se lo merito 🙂
        Alla prossima!

  18. Ciao Keziarica, sono un po’ tardo e mi sono perso nella parte in cui si predispongono ad ascoltare. Alla prima e seconda lettura, chissà perché, ho capito che ascoltavano in macchina sull’argenta. Il capitolo, è un vero prefinale coi giochi che sembrano conclusi ma così, ovviamente non è! . In questo horror virato in giallo è
    il giusto modo per concludere. Un ottimo lavoro. Vorrei anche dare spazio a Silvia e vederla di nuovo “respirare”. Grazie, ciao!

  19. Ciao keziarica. Questo capitolo l’ho trovato meno chiaro rispetto ai precedenti. O meglio, qui e solo qui ho visto la difficoltà di dover condensare le spiegazioni in uno spazio ristretto mentre finora avevi sempre gestito bene la storia. È mancata quindi un po’ di tensione rispetto ai precedenti ma la lettura è sempre piacevole e scorrevole. Ho votato per il dottore perché mi aspetto qualche rivelazione in più sul suo conto e magari che sia lui a spiazzarci nel finale. Tuttavia all’inizio gradirei due righe in più sul colpevole e le sue turbe mentali nonché spenderei giusto due parole su Silvia visto che la abbiamo lasciata semi cosciente ed è colei che dà il titolo al racconto. Per chiudere bene il cerchio. Comunque bel racconto, brava.

    • Ciao Tinarica,
      sei gentile, come sempre, ma so perfettamente che ho condensato troppo nel finale, come se fosse un giallo a cui dare una spiegazione, ma nei panni di un horror ove i canoni possono cambiare ed essere meno stretti. Non che negli horror non occorra coerenza, è che nel giallo occorre mettere a posto le tessere per far finire la storia. Io ho trovato il colpevole, l’ho fatto arrestare, ma non ho spiegato nulla, se non qualche indizio… ma questo implica un maggior apporto di terrore, che non è arrivato. Questa è la prova che una cosa nata per uno scopo non sempre è adatta per un altro. Pazienza, è stata comunque una bella avventura e sono felice di avere ancora 5000 caratteri a disposizione per raccontarvi che fine ha fatto Silvia e chi è Dario e perché ha fatto quel che ha fatto. La cosa che più mi lascia perplessa è che non si sia capita la cosa principale del racconto, questo significa una sola cosa: non ho lavorato bene. Mancano le scalette, come direbbe Napo. Le cose sono andate un po’ per conto loro e i caratteri, ahimè, son quelli che sono.
      Grazie, però, per esserci sempre.
      Alla prossima!

  20. Probabilmente mi son perso qualche pezzo ma mi è sembrato che si sia giunti al colpevole un po’ troppo repentinamente, ragion per cui ho votato per approfondire la sua figura nel prossimo capitolo… Magari spendendo anche due parole su Silvia che dà il titolo alla storia, mentre il passato di Kauffman a questo punto può restare nel non detto o magari diventare materiale per un seguito. Mi spiace che l’elemento horror alla fine non si sia manifestato, a meno che come colpo di scena finale Dario non si riveli essere un bibitaro mannaro, ma le cose non vanno sempre come previsto 🙂

    • Ciao Dapiz,
      non ti sei perso nulla, sono io che ho concluso male. Male nel senso che non sono riuscita a trasformare questa storia in un horror come mi ero prefissata. Il racconto nasce da un progetto abortito a cui ho voluto dare un seguito che non esisteva, il giallo ha tentato di prevalere, inibendo quello il raccapriccio e la paura avrebbero dovuto costruire. Peccato, sì. Non so se esiterà un seguito o qualcosa che possa ricondurre alla storia di Kaufman, che alla fine ha cominciato a vivere alla sua maniera, così come Sarti che immaginavo, da principio, completamente diverso. Spero di riuscire a mettere qualcosa sul piatto con il finale, anche la storia di Silvia che, come giustamente scrivi tu, dà il titolo al racconto. Grazie per avermi seguito fin qui, per il supporto e per l’onestà. Sono sicura che ci saranno altre occasioni per raccontarti nuove storie, io di sicuro seguirò le tue.
      Alla prossima!

  21. Il pianto mi sembra una reazione naturale, di chiunque sia quel pianto.
    Sinceramente, l’interruzione della seduta mi sembra una buona cosa: stava diventando troppo lunga e ingombrante. L’unica frase che non ho capito è “gruppi di agenti in divisa popolarono scale, uffici, corridoi”: in che senso popolarono? Così sembra che sbuchino dal nulla, prima dov’erano? Vuoi dire che è mattina e inizia il turno? non credo di aver capito.
    Ciao

    • Ciao Maan,
      il racconto, ahimè, era tutto incentrato sulla seduta e la scoperta di nuovi indizi doveva, fin dalle prime battute, passare da lì 🙂 Poi i personaggi hanno preso posizione e si sono liberati dalla morsa della Sala Uno e di quella interrogatori, per uscire e farsi anche un po’ i fatti loro… mi sarebbe piaciuto lasciar parlare anche Kauffman, ma le opzioni non gli sono state favorevoli.
      Per il popolarsi della questura, ho immaginato che di notte non siano in molti a lavorarci. Per questo ho pensato di rendere l’immagine dei quattro che vanno via stanchi e incrociano gli sguardi di chi prende servizio… ma non so come funzioni davvero, in questura di notte, per fortuna, non ci sono mai stata 🙂
      Grazie Maan e alla prossima!

  22. Forse non ci ho capito granchè ma con quello che emerge in questo capitolo penso che la prosecuzione naturale sia MORTE *mumblemumble*
    Bel capitolo comunque, più asciutto dei precedenti ma ci sta dal momento che ci appropinquiamo al finale. Hai mai fatto storie connesse o seguiti? Perchè qui mi pare ci sia molto di non detto che potrebbe trovare spazio in altri racconti…

    • Ciao Dapiz,
      in effetti, ci sono due racconti connessi tra loro (storia di un indagine e storia di un delitto) anche se il secondo pare un po’ lo spin off del primo… 😉
      Tendo ad affezionarmi ai personaggi e poi mi viene voglia di scrivere altre storie, ma ho paura che diventino forzature, non so.
      Capitolo asciutto, scritto in un commento rivolto a un mio racconto mi fa sorridere, in senso positivo. Perché mi hanno sempre fatto notare che faccio troppi giri di parole, uso troppi aggettivi, troppi personaggi… e quell’asciutto lì, mi sa tanto di traguardo raggiunto (in qualche modo).
      Grazie e alla prossima!

  23. Non penso di aver capito, ma io non indovino i finali dei film e dei libri neanche se ne dovesse andare della mia vita quindi non faccio testo 😂
    Capitolo che a parer mio rasenta la perfezione, mi è piaciuto tutto e il personaggio del superiore ottuso, anche se forse un po’ classico, ci sta bene ed è descritto benissimo. Mi è piaciuto anche il breve accenno al passato del dottore, non so se verrà approfondito ma qualche dettaglio in più non sarebbe male!

    • Ciao Lorenzo,
      ho impiegato un po’ per cominciare a scriverlo, le idee andavano e venivano e, a un certo punto, ho pensato che non sarei riuscita a trovare nulla che potesse agganciare la storia finora scritta al finale. Poi l’idea, come spesso accade, mi è venuta proprio scrivendo. La seconda metà del capitolo era completamente diversa qualche giorno fa, poi ho cancellato e riscritto e il questore è saltato fuori da solo insieme a un piccolo particolare, che non so se è stato colto, ma apparirà nel prossimo episodio di sicuro.
      Grazie e alla prossima!
      p.s. di Kauffman qualcos’altro dirò, almeno spero 🙂

  24. Stavolta sono indecisa sulle tre opzioni, scelgo pianto perché la rabbia c’è già stata in un certo senso in questo capitolo. Morte mi sembra eccessivo anche se magari si poteva riferire a un episodio passato. Pianto mi sembra allo stesso tempo più inquietante e più liberatorio/rivelatore visto che andiamo verso il finale. Complimenti, aspetto che si chiariscano gli ultimi dettagli.
    A presto, ciao!

    • Ciao Tinarica,
      dovrei chiedere scusa per la semplicità delle opzioni fornite, ma a questo punto non posso lasciare troppo spazio ai bivi o rischierei di fare un pasticcio.
      Il pianto ci sta, ti accorgerai leggendo che anche le altre opzioni… vabbè, basta così, non voglio svelare nulla. 🙂
      Grazie tantissime per la presenza costante e le belle parole.
      Alla prossima!

  25. Kauffman sarà anche bravo ma affidare a lui solo le speranze di dare una “scorciatoia” alle
    indagini, restando a guardare da dietro un vetro, mi sembra eccessivo. Benvenuto al questore per spezzare un meccanismo che sta forse infliggendo, (chi lo può dire?) Nuove sofferenze a una ragazza già disgraziata. Spazio alle indagini dunque, diamoci da fare.
    Mi è piaciuta molto la descrizione dell’arrivo del giorno con la sua “lama” che va simbolicamente a creare una frattura tra il buio angoscioso delle domande e la luce delle risposte. Ho votato per il pianto; quello, spero, liberatorio di Silvia.

    • Ciao Ottaviano,
      capisco che possa sembrare eccessivo, l’ho trovato un buon espediente per raccontare una storia. Almeno a me pareva tale. La polizia “brancola nel buio”, le vittime aumentano e a tentare l’esperimento è un ispettore di polizia, con un tecnico e una psichiatra, non tutto il distretto…
      Ma capisco che possa non ritornare a chi legge, io la storia ce l’ho nella testa, non è così per chi legge. È un mio difetto, cercherò di migliorare.
      Noto con piacere che non ho svelato nulla con questo episodio, e dire che mi pareva così chiaro…
      Grazie per essere passato, apprezzo l’appunto e spero me ne farai altri quando lo riterrai opportuno.
      Alla prossima!

  26. Forse l’ho intuito, ma “capito” con certezza no. Un uomo si filma mentre tortura e/o uccide delle ragazze, ma perché? Questo resta un mistero. Per puro divertimento o perché vuole caricare quei video/foto da qualche parte e intrattenere altri pazzi come lui? Una volta ho sentito parlare di gente che sacrificherebbe vittime umane durante le riprese di filmati amatoriali da caricare online. Non so se sia una leggenda o meno, ma sicuramente è uno spunto perfetto per un horror!
    La tua scrittura resta sempre di altissimo livello, stavolta però ho trovato un po’ ripetitivo il meccanismo con cui Kauffman fa allontanare Silvia dalla scena che la sta mettendo in crisi. Forse avrei trovato un altro espediente per raccontare quel passaggio, senza riscrivere espressamente il conto alla rovescia. A parte questo, tutto molto bello. Le reazioni al primo urlo di Silvia le ho trovate realistiche e ben scritte.
    Voto “rabbia” per il prossimo.
    A presto 🙂

    • Ciao Valentina,
      non sono certa di aver capito quel che pensi di aver capito 🙂 Non si tratta di snuff movies (che sono quelli di cui parli tu e io spero con tutto il cuore, siano solo leggenda. Anche se temo non sia così. Esiste un film con Nicholas Cage, 8mm, che tratta questo argomento. Non è un bel film.)
      Per il conto alla rovescia, ho provato a contare per il verso giusto, ma capisco che avendolo già utilizzato può risultare ridondante. Lo schermo che Kauffman mostra a Silvia serve a farle vedere l’esperienza traumatica dall’esterno, viene fatto spesso in terapia per non far rivivere in prima persona un trauma. Lo schermo l’ho immaginato io, non so se può essere plausibile.
      Grazie infinite per il riscontro, sei sempre gentile.
      Alla prossima!

      • Snuff movies, esatto, non mi veniva in mente il termine! Era un’ipotesi azzardata, meglio non sia giusta, almeno il movente resta ancora da scoprire. L’espediente dello schermo l’ho apprezzato, e non essendo a conoscenza delle tecniche di terapia mi sembra plausibile. Però effettivamente forse ho confuso la finzione con la realtà, credendo che uno schermo vero e proprio fosse presente anche sulle scene dei crimini. Per questo ho pensato agli snuff! Grazie per la delucidazione. 😊

  27. Il capo che antepone la paura di andare contro i vertici alla risoluzione del caso. Tipico di molti, ma non di tutti, per fortuna.
    Niente. L’ho letto due volte per trovare qualche suggerimento da dare, ma ho ottenuto solo di arrivare al finale con maggior pathos della prima volta. Mi fermo qui. 👏

  28. Mi è piaciuto molto il « modus operandi » del colpevole per attirare le vittime: bella idea (la tua, voglio dire, non quella di adescare ragazzine con l’inganno XD). Ragazza In non me lo ricordavo, anche ora che l’ho letto, non mi evoca nulla più di un titolo: mi hai quasi fatta sentire giovane 🙂
    La descrizione dell’ufficio reperti mi è sembrata un po’ un cliché da film americano, ma visto che non ne ho mai visitati, forse sono tutti così e hai ragione tu.
    Quello che invece mi lascia più dubbiosa è che sulla scatola ci sia scritto « caso ferrovie »: non dovrebbe essere cobtraegnata da un numero di fascicolo piuttosto?
    Facciamo che parla e la interrompono?

    • Ciao Maan,
      neanche io sono mai stata in un magazzino reperti, ho attinto dalla filmografia, hai ragione. Per la scritta sulla scatola, mi sono rifatta a una serie (su casi omicidiari avvenuti in Italia tra gli anni 70 e 80), hanno mostrato un fascicolo su cui stava semplicemente scritto OMICIDI, ho pensato che risultasse più realistico, ma era una mia idea… ti ringrazio comunque per avermelo fatto notare. Sempre puntuale 🙂. Ragazza In, quando ero ragazzina, era molto in voga, mi fai quasi sentire vecchia😉.
      Ancora grazie per il commento.
      Alla prossima!

  29. Bel capitolo, buono il cambio di punto di vista, bene che l’indagine a pochi capitoli dalla fine prenda una direzione ben precisa, e mi piace molto anche come la caratterizzazione dei personaggi secondari sia pian piano emersa nel corso della storia senza mai prendersi più del poco spazio di cui aveva bisogno. Non ho letto (ancora) le tue altre storie ma potrei appassionarmi seriamente a questi minigialli 😀
    Per il prossimo per quanto le sedute mi piacciano ho votato che Silvia parla ma qualcuno la interrompe.

    Ti segnalo un refusino, la penna “Bice” XD

    • Ciao Dapiz,
      grazie per la segnalazione, correggerò sul file. 🙂
      Mi fai un bel complimento sui personaggi, anche se, devo ammetterlo, non ho posto troppa attenzione nell’introdurli; probabilmente le innumerevoli critiche (sempre costruttive), che mi hanno rivolto nel tempo, hanno avuto il loro effetto e ora, forse, lo faccio in maniera automatica… 🙂 lo spero, sarebbe davvero un ottimo traguardo.
      Se davvero ti andasse di leggere gli altri (tre) racconti gialli, ti consiglio di andare in ordine (storia di un’indagine e poi di un delitto) o qualcosa potrebbe sfuggirti. Se davvero li leggerai, mi piacerebbe sapere se anche tu noti il miglioramento che credo di aver fatto. 🙂
      Grazie ancora e alla prossima!

  30. Bene, nonostante un momentaneo rigurgito di dettagli spinti sulle borse da donna (scure), lo zaino (Invicta), le penne (Bic) e la foto di Baglioni. Forse dovresti aggiungere in fondo agli episodi che nel testo sono inseriti messaggi promozionali non retribuiti 🙂
    Ho votato anch’io per il sì.

    • Ah ah ah, ciao Napo,
      dici che faccio pubblicità occulta? 🙂 Sai cosa? ho seguito molte indagini in tv, ricostruzioni di vecchi casi irrisolti, testimonianze, requisitorie; ho notato che spesso si fa molto riferimento a questi particolari, soprattutto nella stesura dei rapporti. Mi rendo conto che le battute a disposizione sono poche e potrei sfruttarle diversamente, ma un po’ ci sta. 🙂
      Quel “bene” mi rincuora, sono felice di leggerlo.
      Grazie, Napo e ala prossima!

  31. Altro bel capitolo, chissà se poi riusciremo a sapere qualcosa su Kauffmann… 😁
    Anche a me è piaciuta l’idea della macchinetta fotografica e l’atmosfera è come al solito molto suggestiva, sono curioso di sapere che piega prenderai visto che ormai siamo nelle fasi conclusive. Al prossimo capitolo!

    • Ciao Lorenzo,
      anche se non sembra, ho un’idea di come andrà a finire e in testa mi frullano diverse idee, spero di metterle in atto al meglio, senza creare confusione e rovinare tutto… non sarebbe la prima volta 😉
      Di Kauffman, prima o poi, bisognerà parlare, conto di farlo entro la fine.
      Grazie ancora, auguro anche a te un’ottima domenica.
      Alla prossima!

  32. L’idea di base di questo capitolo mi piace molto e sei riuscita a renderla in maniera efficace, costruendo abilmente la strada con cui riportarci al titolo.
    Brava come sempre.
    Alla fine la figlia di Sarti non era in pericolo, chissà se lo hai sempre saputo o se hai cambiato idea in corso d’opera per non darcela vinta!
    Hai interrotto la narrazione sul più bello, quindi voto che SÌ, Silvia riprenderà a parlare, ma qualcuno la interromperà (immagino ci sia dietro un motivo valido). Non farci aspettare troppo, mi raccomando!

    • Ciao Valentina,
      no, la figlia di Sarti, nella mia testa, non è mai stata in pericolo, mi serviva per fargli tornare in mente il particolare del giornalino. Già sono una pasticciona, non sarei in grado di elaborare un piano in corso d’opera per non darla vinta ai lettori 😉
      Felicissima che il racconto continui a piacerti, spero di intrattenerti fino alla fine e grazie per essere tornata a leggere e commentare 🙂
      Alla prossima!

      • Non mi perderei nessun tuo capitolo. A parte la bellezza o meno della trama in sé, scrivi talmente bene che è un piacere leggerti a prescindere, di qualsiasi cosa parli, almeno a quanto ho visto finora. Ti ricordo che sei stata la mia prima lettera qui, con l’Ode, che rimane ancora sul mio podio personale!

  33. Complimenti. Il primo capitolo mi ha incuriosita. Particolare, interessante e diverso (in senso ovviamente positivo). Nel capitolo due, sei riuscita ad esprimere con dialoghi efficaci, realistici e ben scritti, tutta l’angoscia di Silvia. Sono contenta che la seduta sia continuata anche in capitolo tre. Meritava 10000 battute minimo.
    Sei davvero dotata a scrivere. Crei pathos, angoscia e tensione… il genere thriller, giallo e horror si addice al tuo stile di scrittura. Io non saprei nemmeno iniziare a fare quello che hai proposto tu e probabilmente non ci riuscirò mai, perché non basta scrivere bene, ma essere anche giallisti abili è quello lo hai dentro (si vede da come costruisci i capitoli).
    Complimentissimi. Hai creato un mistero intricato e interessante, distinguendoti dalla massa di scrittori horror-giallo-thriller.
    I personaggi sono ben caratterizzati.
    Le sedute con Silvia mi suscitano emozioni contrastanti: turbamento, ansia, paura, angoscia, pena… sei davvero capace a mostrare al lettore tutte queste particolarità.

    Ps: ho votato che Silvia riprende a parlare, ma qualcuno la interrompe.

    • Ciao Caterina,
      quanti bei complimenti, grazie. Sei molto gentile.
      Sono passata a leggere il tuo racconto, dici che non sapresti da che parte cominciare per scrivere un giallo, be’, se ti può consolare, io non saprei da che parte cominciare per scrivere un fantasy 🙂
      Questa piattaforma mi ha aiutato a capire qual’è il genere che mi riesce meglio, li ho provati quasi tutti, a parte il fantasy, appunto, e la fantascienza…
      Grazie ancora moltissimo per il bel commento, spero continui a piacerti.
      Buona domenica e alla prossima!

  34. Questo giornalino non lo ricordo. Ho guardato in internet, è rimasto in vendita fino all’86, ma ormai a chi importa? 🤣 torniamo alla storia: Quando ho letto “click” mi sono venuti i brividi. Hai impostato tutto in maniera perfetta, come ormai ci hai abituato. Ho apprezzato anche “l’inganno” nei capitoli precedenti che la figlia di Sarti potesse essere in pericolo, invece ha solo inconsapevolmente aiutato il padre.
    Manca Solo una virgola, che è sicuramente rimasta nella tastiera “penne di marca Bice una rivista con la foto di”
    Vai avanti così

    • Ciao Gra,
      la virgola non l’ho notata rileggendo o l’avrei aggiunta (di solito esagero con questo segno:-) )
      Forse Ragazza In è più vicino ai miei tempi, bastano pochi anni per perdere una moda, un’abitudine, un modo di dire o di fare tra ragazzi 🙂
      Mi fa piacere che il racconto continui a esserti gradito. Ti auguro una buonissima domenica.
      Alla prossima!

  35. Ciao Keziarica,
    anche io ho votato per proseguire perché la storia è ben avviata e preferirei non spezzare il ritmo. Ti faccio solo notare due frasi, all’inizio, che mi sembrano una ripetizione:

    Basile coprì il microfono con la mano e disse alla moglie di tornare a dormire.
    «È per lavoro,» le disse «dormi.»

    Per il resto questo “giallo” mi piace molto, per quanto poco horror. A presto 😀

  36. Mi piace molto l’atmosfera che sei riuscita a creare e che continui a mantenere, ogni volta con qualche piccola variazione, nel corso dei capitoli. Anch’io condivido il timore che forse la storia si sta ampliando un po’ troppo, cosa assolutamente positiva in altre circostanze ma che qui rischia di essere controproducente, ma sono fiducioso che riuscirai a chiuderla nel migliore dei modi.
    Per quanto anch’io vorrei conoscere il passato di Kauffman, inserirlo ora sarebbe un po’ forzato, per cui voto che si prosegue con l’indizio. Alla prossima!

    • Ciao Lorenzo,
      non è la prima volta che mi sento dire che la storia si sta ampliando… praticamente lo faccio ogni volta, parto da un punto, decisa ad arrivare a un altro, ma puntualmente sbaglio strada o cambio rotta e mi ritrovo a gironzolare per loghi sconosciuti che non avevo previsto. Non è una bella cosa, dovrei pianificare, ma non ci riesco 🙂
      Cercherò di fare del mio meglio per tirare le fila nel migliore dei modi; chi mi ha già letto sa che poi la storia la chiudo, il problema è che non sempre lo faccio come di dovrebbe… spero di non fare pasticci, intanto ti ringrazio moltissimo per i complimenti e per essere passato, buon fine settimana.
      Alla prossima!

  37. Io di giornaletti non me ne intendo, sono sempre stato “pesante” anche da ragazzo. Non riesco a immaginare quale indizio possa esserci in un giornaletto. E va bene così.
    Ottimo episodio.
    Per me è il momento di sapere di Kauffman, sia perché è in un momento di crisi, sia perché sono settimane che ci proponi questa opzione…

    • Ciao Napo,
      Ah ah ah, hai ragione, lo tiro in ballo da un po’, il buon Kauffman… prima o poi si dovrà sapere cos’ha combinato, spero non restiate delusi scoprendolo 🙂
      Sono contenta che ti sia piaciuto, quell’ottimo è balzato in primo piano e si è preso tutta la scena, grazie per il complimento.
      Vediamo chi la spunta, per il momento ti auguro un buon week end.
      Alla prossima!

  38. Penso che a questo punto si debba seguire l’intuizione, ma non restano molti capitoli, ci sarà tempo per parlare di tutto? 🙂 In effetti per ora c’è stato molto giallo e poco horror, non mi dispiace ma spero che la svolta arrivi. Ciao!

    • Ciao Valentina,
      giovane come sei, direi che Cioè decisamente NON è il giornaletto a cui Basile e Sarti si riferiscono.
      🙂 Negli anni ’80 già c’era, ma io parlo di un altro e, a meno che non sia ancora in circolazione, ma non l’ho più visto, direi che non è possibile che ti sia capitato tra le mani. Purtroppo io me lo ricordo bene, mi ricordo i poster e la copertina con la scritta a stelle e strisce… il tempo vola:-)
      Grazie per essere tornata, so che vuoi sapere di più su Kauffman e prima o poi sarai esaudita, staremo a vedere quando 😉
      Alla prossima!

  39. Anch’io ho pensato al cioè, quando ho letto giornale da ragazzina 🤣
    La storia va avanti, fra intuizioni e paura di aver sbagliato qualcosa. Tutti i personaggi collaborano per arrivare alla soluzione finale. Che altro dirti? Mi piace sempre più e cresce il desiderio di capire cosa è successo

    • Ciao Gra,
      anche il tuo commento mi fa pensare che quello che doveva essere un horror sta, via via, trasformandosi in un altro giallo. Ormai questo genere mi ha catturato e mi manipola senza che me ne renda conto 😉
      a parte gli scherzi, anche se non che scherzassi poi tanto, sono contenta che ti piaccia, spero di tenerti col fiato sospeso fino all’ultimo. Il giornalino è un altro, ma ci siete andate vicino 😉
      Alla prossima!

  40. Voglio sapere dell’intuizione: non mi dire che il segreto rivelatore è nascosto in una pagina di “Cioè”, sarebbe troppo togo XD
    Non ho appunti, tranne uno totalmente ininfluente, ma tant’è: per esperienza personale (quasi)pluridecennale, un/a coniuge di sbirro non si scompone e non chiede “chi è?” (se non in casi molto particolari) in caso di telefonata notturna. In genere si limita a mugugnare, girarsi dall’altra parte e schiacciarsi il cuscino sulla faccia sperando di ritrovare il sonno interrotto. Fidati :’-)
    Ciao
    P.S. ma era un “cappellone” o un “capellone” in copertina? Mi sa che il correttore ci ha messo lo zampino ^^

    • Ciao Maan,
      ah ah ah, ho già scritto alla redazione per chiedere di correggere l’errore, c’era un tizio con i capelli lunghi in copertina, non un texano alla fiera dei cappelli 😀
      Grazie per avermelo segnalato.
      In realtà il giornaletto a cui ho pensato è un altro, molto famoso da fine anni settanta tra le ragazzine. Io me lo ricordo, anche se non so se esiste ancora. Sono andata a dare un’occhiata ai vari numeri e ho trovato diverse copertine dell’ottantadue, dedicate a Baglioni, Zero, Bosé… tutti capelloni 🙂
      Vediamo se indovini di che rivista per ragazze si tratta… erano quelle lì 😉
      grazie anche per l’osservazione sulla moglie dello sbirro… non so come si comportino le mogli, ho pensato che un addetto all’ufficio reperti non venga chiamato spesso per interventi notturni, ma mi fido di te.
      Alla prossima, Maan!

      • Hai ragione, non lo so. Anche perché qui non esiste un addetto all’ufficio reperti. Però secondo me l’abitudine alle sveglie notturne resta sempre, anche quando si passa in un servizio in cui non sono più consuete.
        Il giornaletto non lo indovino. Sono cresciuta a Cioè, la mia adolescenza è fine 80 inizio 90: Ah-Ah e Sandy Marton 🙄😂

  41. Ciao! Ero indecisa perché hai detto in passato del segreto del dottore e prima della fine dovrai svelarlo ma al momento ho voglia di sapere di più sull’intuizione. Mi piace sempre il racconto e come scrivi e in particolare mi è piaciuto il linguaggio del collega: molto realistico anche per l’uso del dialetto.
    Al prossimo.

  42. A un collega. Molto avvincente, fin qui, brava!
    A differenza di Maan, non mi disturba affatto l’odore di caffè e nicotina (giusto un po’ il “pregno”), mi sembra che ci possa stare e che contribuisca a farci vivere la scena. Penso sia una questione di gusti, anche perché, per dire, personalmente mi piace molto meno l’elencazione dei vari colori delle capocchie. Probabilmente è giusto così, perché è ciò che succede anche nella vita reale, la nostra memoria funziona così: di una situazione che hai vissuto, ti piaccia o meno, quasi sempre ricordi dettagli strani, dei colori, un odore.
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      il tuo commento mi fa tirare un sospiro di sollievo. Credevo non ti piacesse e che magari ti dispiacesse dirmelo. Ma, pensarci bene, non sei il tipo. La gentilezza sì, ma sei sempre stato molto schietto e corretto 🙂
      È come dici tu: è strano, ma alla mente tornano particolari che per noi compongono parti del nostro passato e ad altri non rievocano un bel nulla di niente. Da bambina ho passato molto tempo in ospedale (sia per me che per mia madre, stava sempre male) e delle sale comuni ricordo proprio quell’odore orrendo di nicotina e caffè. Oggi sarebbe impensabile, ma allora si fumava nelle corsie degli ospedali.
      Grazie infinite per i complimenti e per le osservazioni, sempre graditissimi.
      Alla prossima!

  43. A un collega della sezione reperti: deve rivedere qualcosa che ha già visto tempo fa.

    So che ti piacciono i dettagli sensoriali e trovo che in questo racconto siano anche molto utili per l’atmosfera, ma nel finale quell’inciso:
    ” pregno dell’odore di caffè e nicotina” avresti potuto/dovuto evitarlo: rallenta il ritmo. Rileggilo senza, vedrai che la concitazione di sarti e dell’azione è più forte. (IMHO, come dicono i giovani, naturalmente!)
    Non ho nessuna idea, supposizione, sospetto, mi piace molto

    • Ciao Maan,
      grazie per l’osservazione, effettivamente scorre meglio. È che volevo trasmettere l’idea di un luogo e un atmosfera del 1982, quando ancora si poteva fumare e in diverse sale d’aspetto (ospedali compresi) gli ambienti odoravano proprio di caffè e nicotina. Come dice Jaw è un mio ricordo, una mia percezione, do per scontato che questo possa risvegliare sensazioni e ricordi anche in altri, ma non sempre funziona.
      Il racconto è strutturato come un horror (un po’ di giallo c’è) quindi non ci sono indizi particolari che puntino a portare al colpevole, ma sono felice che tu non abbia ancora alcun sospetto 🙂
      Quando ho cominciato a scrivere qui, non avevo ben chiaro quale fosse il mio genere, credo di averne trovato uno, riesci a indovinare quale? 😉
      Grazie, puntuale e gentile come sempre.
      Alla prossima!

  44. Voto la moglie, per l’accenno che hai fatto alla figlia nello scorso capitolo. Tutta quella foga potrebbe arrivare da un problema personale e mi sembra l’opzione più inquietante. Questo capitolo l’ho trovato davvero ben scritto. Al mistero del passato di Kauffman (che già mi intrigava) hai aggiunto quello del provino e ora sono davvero curiosa di saperne di più 🙂

  45. Ho votato per la moglie, mi incuriosisce il legame che potrebbe scoprirsi tra lei e l’indagine e mi sembra un buon modo per dare spazio ad almeno uno dei personaggi secondari. Confermo quanto detto in precedenza, il procedurale/poliziesco non è proprio il mio genere ma in questa storia ci sono molti elementi che mi piacciono: un caso intrigante, uno stratagemma originale per portare avanti l’indagine, la particolarità di ambientare tutta la vicenda (per ora) in un’unico luogo e non ultimo il mistero sul passato di Kauffman. Sono ansioso di sapere come procede!

  46. Un collega della sezione reperti.
    Sono d’accordo con fenderman: nella descrizione della seduta d’ipnosi i dettagli – e le reiterazioni “tu ascolta, tu ascolta, tu ascolta” – sono un valore aggiunto perché non sono immotivati, sono pochi e ben inseriti nei dialoghi per aggiungere ogni volta un ricordo in più. Nel complesso restituiscono la giusta tensione che si genera nella seduta ipnotica.
    I dettagli inutili sono quelli nelle descrizioni, ma qui non ce ne sono.

    • Ciao Napo,
      come sai tengo conto di quanto mi viene fatto notare e dei consigli che, di volta in volta, mi vengono dati. Con quelle che sono le mie capacità, cerco di mettere a frutto quanto ricevuto. Sono contenta che tu abbia notato la ripetizione, nella mia testa serviva ad accompagnare Silvia al ricordo del treno in movimento.
      Grazie e alla prossima!

  47. Ciao, voto per il collega. Complimenti, mi piace molto e ogni capitolo incuriosisce sempre di più. Credo tu stia gestendo bene la narrazione e rispetto ad altri racconti che ho letto mi sembra molto più chiaro dal punto di vista dei personaggi: pochi nomi chiari con ruoli ben distinti, il che rende al lettore più facile riprendere il filo di volta in volta. Giocati bene il prossimo capitolo e trova abbastanza spazio anche per il mistero parallelo del passato del dottore. Fino qui è gestito molto bene. A presto.

    • Ciao Tinarica,
      be’ dopo tutti i consigli ricevuti sui personaggi in esubero, ho capito la larzione 😉
      A parte tutto, ho cercato di tenere in ballo poche persone, da gestire con più calma e da far muovere in uno spazio ristretto proprio per creare un senso di claustrofobia e tensione. Non so se basti questo, io ci provo.
      Sei sempre gentilissima.
      Alla prossima!

  48. ciao, voto obbligato per l’ufficio reperti, non si può pretendere che sia Silvia a risolvere il caso.
    Io, un po’ controcorrente penso che alcuni dei tuoi ” dettagli” contribuiscano ad aumentare la tensione “ansiogena”. fissarsi su certi piccoli dettagli può dare l’idea di un occhio che vaga inutilmente in cerca di una via d’uscita e sia “ferito” solo da cose irrilevanti.
    brava! A presto.🙋

    • Ciao Fenderman,
      ti ringrazio per il tuo parere, molto apprezzato. Il fatto è che, magari qui i dettagli possono risultare interessanti, ma tendo ad abusarne, da lì il richiamo all’ordine 🙂 sempre amichevole.
      Credo che qualcosa di insignificante (ma particolare) ci voglia, per agganciare il lettore al set, ai personaggi, al diverso periodo storico. Tu ricorderai le Lido, i telefoni a parete, il fatto che si potesse fumare nei luoghi pubblici e come alcuni corridoi puzzassero di nicotina. Io me lo ricordo, ma forse i lettori più giovani no, quindi potrebbe essere utile qualche particolare in più, come dici tu. Ma non voglio tirare acqua al mio mulino, sono felice che a te sia piaciuto.
      Alla prossima!

  49. Ciao. Siamo tornati nel pieno della ipnosi. Dopo la pausa l’effetto è stato ancora più accattivante, forse anche perché questa volta si vede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Ho votato per il collega dei referti. Avendo controllato prima il fascicolo penso che abbia trovato qualche collegamento con i delitti precedenti.
    Complimenti per il primo posto, super meritato.

    • Ciao Gra,
      grazie per le belle parole, il primo posto deriva dal fatto che molti altri hanno finito il loro racconto, ma sono comunque felice di trovare la mia storia lì.
      Per quel che riguarda gli indizi, vedremo chi chiamerà Sarti. Qualcosa nelle carte deve averla trovata e l’indizio fornito da Silvia potrebbe avergli aperto un cassettino della memoria, come dice qualcuno.
      Grazie ancora e alla prossima!

  50. Voterei “telefona alla moglie” perché forse la figlia deve prendere un treno a momenti (volo con la fantasia) e Sarti vuole impedirlo… magari ha parlato in casa di un tale che gira fra i vagoni munito di telecamera? Non so, vado a istinto. Spero non ti secchino le mie supposizioni, un giallo/horror che non fa sorgere domande è un giallo/horror sprecato!

    Questo capitolo mi è piaciuto particolarmente, l’indizio della macchina da presa e del provino mi intriga. Anche l’atteggiamento dell’aggressore, che batte la testa sul lavandino (ti confesso che questo tipo di scene e la vista del sangue mi impressionano molto) desta curiosità.
    Hai messo in tavola diversi ingredienti, vediamo cosa ci cucini! 😊

    • Ciao Valentina,
      sono felice che il racconto susciti domande, significa che lo leggi con attenzione e, in una qualche misura, ti intrattiene anche 🙂
      Dici che Sto mettendo in tavola diversi ingredienti, dovresti vedere cosa cucinavo prima 😀 😀
      Grazie tante per le letture attente e per le supposizioni, sulle quali non posso darti né torto né ragione, sai com’è 😉
      Alla prossima!

  51. Ciao K.
    Direi che è giunta l’ora di un piccolo indizio.
    Prenderò anch’io atto dei consigli che ti sono stati dati, purtroppo anch’io ho sempre paura di non riuscire a trasmettere le ambientazioni in modo giusto e finisco col farcire i racconti con eccessi di informazioni. Devo ammettere, però, che i tuoi non mi disturbano affatto!
    Alla prossima.
    Ilaria

  52. Dopo tre capitoli piuttosto intensi io ho apprezzato lo sguardo un po’ più distaccato che abbiamo in questo e in tal senso non ho affatto sofferto di eccesso di informazioni. Non leggo quasi mai storie con una base procedurale, specialmente se ambientate in Italia, ma i dettagli mi hanno aiutato molto nell’immersione e ho trovato le descrizioni molto equilibrate e funzionali alla scena (a parte le capocchie di spillo, ok).
    Adesso però direi di procedere con un piccolo indizio 🙂

    • Ciao Dapiz,
      sono conscia del fatto che spesso (ora un po’ meno, proprio perché me lo hanno fatto notare molte volte) esagero un po’ con le informazioni; spesso ho introdotto troppi personaggi e ancor di più faccio un uso smodato di aggettivi. Tra questo nick e l’altro ho pubblicato qui una decina di racconti e ti assicuro che prima andavo molto peggio 😉
      Sono felice che a te non abbiano dato fastidio, le informazioni possono essere anche molto utili, purché non si esageri e a me serve che mi venga ribadito il concetto, proprio perché tendo a questo eccesso (e in questo racconto mi sto trattenendo parecchio). Detto questo, grazie infinite per il commento positivo, spero che il piccolo indizio possa essere d’aiuto. 🙂
      Alla prossima!

  53. K, ci risiamo con l’infodump, eh? C’è un controproducente eccesso di informazionei: il pacchetto “di Lido”; la piccola leva “di plastica trasparente”, la bacheca “di sughero”, le foto “in due file di tre”, la foto di Silvia “l’ultima sulla destra […] fototessera ricavata dal documento d’identità, gli spilli “dalla capocchia di plastica colorata” con la successiva descrizione dei colori.
    Insomma vuoi per forza che vediamo con i tuoi occhi, non vuoi lasciare spazio alla nostra immaginazione. Capisco che tu ti immerga nella scrittura e “veda” la scena in mente tua. Capita anche a me e – devo dire – è un’esperienza quasi onirica in cui i personaggi sembrano muoversi e dialogare autonomamente e non bisogna fare altro che trascrivere ciò che si vede e si sente. Ma questo dettaglio è troppo, consumi un sacco di caratteri e non stai scrivendo un romanzo di duecentomila battute (e comunque per me sarebbe ugualmente un dettaglio eccessivo).
    Amo i flashback (a differenza di Aless).

    • Ciao Napo,
      sapevo che prima o poi sarebbe arrivata la tua critica e per questo ti ringrazio, grazie alle tue osservazioni, e a quelle di altri, sono migliorata molto in questi quasi due anni di permanenza sulla piattaforma. 🙂
      La frase iniziale è effettivamente un po’ artificiosa, complicata e ci sono troppi elementi, come mi ha fatto notare anche Maan; Sto cercando di scrivere altro e i periodi si sono dilatati, si sa è questione di abitudine. Effettivamente di che colore sono le copocchie degli spilli è un particolare che si poteva tralasciare, non utile al proseguo della storia.Hai centrato il problema, che poi è quello che mi porto dietro da sempre, io vedo la scena nella mia testa e cerco di riprodurla sul testo, senza rendermene neanche bene conto. Il fatto di voler imporre la propria visione al lettore è controproducente e ti ringrazio per avermelo fatto notare. A volte mi perdo, tuttavia devo dire che ho dato una bella sfoltita ai giri di parole, c’è ancora da lavorare, ma non demordo.
      Grazie ancora per il commento e per i consigli, sempre preziosi 🙂
      Alla prossima!

  54. Non so perché, ma un malore.
    Questo horror è molto giallo per ora, ma la cosa non mi dispiace per nulla.
    Visto che so che ci tieni alle mie pedanterie, te ne appioppo una: ho trovato poco scorrevole l’inizio con la sigaretta, molte frasi, troppi complementi oggetto. Snellirei un po’, tipo:
    “Sarti estrasse le Lido dal taschino, picchiettò il fondo del pacchetto sul dorso della mano e infilò in bocca la prima (sigaretta, se vuoi, ma secondo me non serve) che ne uscì (o scivolò fuori). L’accese senza fare caso alla dottoressa Cavalli che… (o ai colpi di tosse della dottoressa)…”
    Giusto perché tu non dica che sono stata troppo breve e neutra 😉
    Ciao

    • Ciao Maan,
      appioppa appioppa, che mi fa bene 😉
      Sai che ci ho girato intorno per un po’, alla frase iniziale? Non ero certa di come fargli estrarre la sigaretta dal pacchetto, ma “cavare” mi girava in testa fin dalla nascita dell’idea. Ho avuto un momento di défaillance, come dicevo qui sotto. Sto lavorando sul tagliare il superfluo e snellire così il racconto, ma ogni tanto il diavoletto dell’arzigogolatura torna a farmi i dispetti. A parte gli scherzi: grazie Maan, sempre gentile e puntuale. Alla prossima!

  55. Ciao keziarica!
    Ti faccio veramente i complimenti: il racconto ha un ottimo ritmo, è scorrevole, la trama è complessa e intrigante. I personaggi, pennellati un indizio alla volta, sono psicologicamente complessi. Sono rimasta molto colpita. Il modo in cui crei l’atmosfera e i dialoghi veloci creano la giusta tensione e…un po’ di ansia (che è più che lecita, visto il genere).
    Ho votato per un piccolo indizio e ti seguo davvero volentieri!

  56. La figlia di Sarti potrebbe essere in pericolo (ammesso che ne abbia una)?
    Alla fine ha vinto la panoramica: ci voleva, ma aspetto un approfondimento sul passato di Kauffman prima o poi. Mi intriga il suo personaggio, vorrei capire da dove nascano i suoi disagi.
    Per ora invece voto “un piccolo indizio” sperando di vedersi aprire al più presto una pista.

  57. Ciao. La panoramica ci voleva proprio, si è capito anche dalle richieste, e l’hai impostata abbastanza bene. Voto per un piccolo indizio, per il motivo che sto per dirti, che è poi l’unico “appunto” che mi sento di farti. Al lettore piace che lo scrittore metta qua e là degli indizi, più o meno nascosti, in modo da cominciare il gioco di scoprire chi è stato o cosa è successo. Questo lo fa sentire parte attiva nella storia. Poi magari mi sto sbagliando, magari gli indizi li hai messi e io non li ho visti, o lo farai più avanti.
    Sempre ansiosa di andare acanti

    • Ciao Gra,
      no, hai ragione, di indizi non ne ho praticamente messi (a parte il fischio, ma si capisce il perché), non è un giallo, quindi non mi sento in dovere di fornire indizi per la risoluzione del caso, in realtà il mio scopo era creare un racconto terrificante, ma sta virando al giallo, perché ultimamente (chissà poi perché) questo genere sta monopolizzando la mia creatività 😉
      Grazie per avermelo fatto notare, vedo che il consiglio iniziale è stato messo in atto alla grande, brava, un occhio critico e sincero in più fa sempre comodo.
      Alla prossima!

  58. Ciao Keziarica,
    bello questo racconto, mi affascina il metodo di lavoro di Kauffman: in bilico tra il dover chiedere, non potere andare troppo oltre e dover trovare soluzioni per aggirare le resistenze. Per ora abbiamo avuto solo un assaggio di ciò che succede, quindi voto per una panoramica sul caso.
    A presto 🙂

  59. Una buona via personale tra appunto un classico giallo e un horror pieno, come hai detto tu stessa all’inizio.
    Forse la pausa del dottore per espletare, non fa parte del mio schema, però rientra nel “personaggio” Kauffman, quindi vediamo cosa accade con un imprevisto.
    Buon lavoro.

    • Ciao Mankoor,
      grazie per essere passato a dare un’occhiata. Ti è mai capitato di sentire la frase: “la banalità del male”? trovo che renda l’idea su come un fatto di cronaca nera possa risultare ancor più terrificante se vicino alla normalità. IN questo senso trovo che le azioni comuni, come la minzione e la necessità di bere e mangiare, non solo di fumare (che fa molto noir), creino nel lettore la sensazione che quel che accade nel racconto possa accadere facilmente nella realtà. Per questo racconto ho pensato a una sera comune, in una questura italiana dei primi anni ’80. Gli elementi della normalità andranno a cozzare contro il male sospeso oltre la bolla di luce ove Silvia, di quando in quando, si nasconde.
      Vediamo quale opzione prevarrà, intanto ti saluto.
      Alla prossima!

  60. Ciao K.
    Scelgo la panoramica sulle sei ragazze.
    Un horror ben orchestrato, attendo lo snocciolarsi della vicenda. Per adesso pervade un’atmosfera densa di mistero e la mia curiosità ha bisogno di essere soddisfatta. So che non deluderai.
    A presto
    Ilaria

  61. Incuriosita dal titolo (Silvia è un nome che mi è molto caro), ho iniziato a leggere la tua storia e avere già tre capitoli pronti da leggere mi ha aiutato molto per capire cosa sta succedendo, leggendoli uno per volta sarei rimasta molto più spiazzata.
    Ho votato per l’arrivo imprevisto, per spezzare la tensione.
    Buon lavoro!

  62. Una panoramica sul caso delle sei ragazze è d’obbligo al quarto episodio, le altre due opzioni ti porterebbero a digressioni che non ti aiuterebbero nella gestione del plot con i caratteri che ti restano a disposizione da qui al decimo capitolo. Te la sei fatta una scaletta? Hai fissato le milestones? Ho di nuovo l’impressione che sia il fluire delle parole e delle emozioni a guidarti e non il viceversa. Ottimo lavoro comunque.

    • Ciao Napo,
      a dire il vero… no, non mi sono fatta la scaletta. In verità, questo racconto è nato per divenire altro, a qualche battuta dall’inizio (circa diecimila, per la verità) mi sono accorta che non funzionava per quel che mi ero prefissata e ho deciso di continuarlo qui. Ho un’idea di quello che succederà, devo solo trovare il modo per incastrare le tessere nella maniera corretta, arrivando alla fine con qualcosa di concreto. Ho scelto l’horror proprio per non dover rimanere nei canoni (decisamente più rigidi) del giallo, anche se di giallo, in fondo, si tratta.
      Grazie per il complimento, so che è sincero e mi fa molto piacere. 🙂
      Alla prossima!

  63. Mi sembra il momento giusto per uno stacco, quindi mi sposterei su Kauffman e il suo passato. Per una volta un’indagine della polizia mi sembra qualcosa di interessante XD Mi piace anche che per ora tutto si svolga in una stanza durante la seduta, dovesse continuare su questa linea ne sarei molto contento (ma non è un suggerimento eh :P)

  64. Una panoramica sul caso delle 6 ragazze.
    magari con un salto indietro, in cui si vedono gli inquirenti completamente sperduti nel confronto tra i casi e la mancanza di indizi. ma è solo la mia idea, tu fai come ti pare meglio, eh?
    “Una vecchia foto è la foto di una donna anziana”: avrei messo un segno di interpunzione tra le due frasi, virgole, punto, due punti, quello che vuoi, ma secondo me una cesura serve.
    Il “buio rosso” è un’immagine geniale 🙂

    • Ciao Maan,
      consigli preziosi, sempre. 🙂
      Sono passata dall’interpunzione selvaggia alla scarsità della stessa, qualcosa mi dice che sono ancora in alto mare con virgole e compagnia bella 😀
      Vediamo come va per le opzioni, gli inquirenti di sicuro non hanno ancora nulla in mano e di certo brancolano nel buio.
      Sono felice che il “buio rosso” abbia sortito un effetto positivo, si fa per dire; essendo questo un horror ho bisogno di espedienti visivi per creare terrore. Vabbè, almeno ci provo 🙂
      Grazie Maan, sempre attentissima e preziosa.
      Alla prossima!

  65. Non un racconto da leggere la sera prima di dormire…
    Rieccomi! Mi ero persa il capitolo precedente durante le vacanze e li ho recuperati entrambi al volo. Per fortuna ha vinto il continuo della seduta, avrei votato lo stesso. Ora invece scelgo di approfondire il passato di Kauffman, nonostante anche una panoramica sul caso delle ragazze si renda necessaria quanto prima.
    Continui a essere bravissima e a saper costruire le atmosfere in modo egregio. Quasi riuscivo a sentire la puzza della stanza rossa, il che mi ha fatto arricciare il naso. Complimenti!

  66. episodio, ansiogeno; nessuno vorrebbe essere al posto i Silvia. Conosciamo il dottore così almeno usciamo dal tubo nero in cui si è cacciata😕 il Kinder sembra una citazione inutile ma forse ci vuole dire che quello è un bambino vero? il dialogo fitto ed efficace si legge d’un fiato. brava.💪💪💪

  67. Conosciamo meglio il dottore, anche perché due episodi di seguito con la seduta … L’idea è molto interessante, davvero, brava come sempre; non avrei mai lasciato al pubblico la decisione del primo episodio, ovvero “chi” vede Silvia, perché il bambino mi pare poco incisivo all’inizio della storia, non lo avrei votato ma non ho fatto in tempo; e non avrei mai messo in mano al bambino un kinder! 🙂 di sicuro avrei evitato di dire cosa avesse in mano… ma a parte questo sei sempre una con idee intriganti e ti seguo anche in questo viaggio. 😉

    • Ciao Ale,
      ti ringrazio per essere tornata e per i complimenti, sempre benaccetti.
      Il discorso del Kinder e del bambino mi serviva per creare realismo, è un horror e nulla fa più paura della banalità. Le cose banali, quelle di tutti i giorni, capitano a tutti. Sta tutto lì l’inghippo, almeno quello era il mio intento 😉
      Per la seduta, mi spiace deluderti, ma il racconto nasce e si basa proprio su quella e probabilmente andrà avanti, tra flashback e sprazzi di vita sugli altri personaggi, fino alla fine 🙂
      Ancora grazie e alla prossima!

    • Ciao Napo,
      sì, ho tentato su altre piattaforme, ma non funziona come vorrei. Avrei voluto aspettare che lo sciame passasse, ma non ho resistito…
      Sono felice che tu mi abbia trovata e che ti sia fermato a leggere nonostante il genere, che so non essere tra i tuoi preferiti.
      Spero di continuare a interessarti, grazie per il complimento.
      Alla prossima!

        • Scusa Valentina, mi ero scordata di risponderti 🙂
          Lo sciame sarebbero i ragazzi del liceo che stanno pubblicando da qualche mese a questa parte sulla piattaforma. Non che sia un male, per carità, la piattaforma è libera e ci pubblica chi vuole; è che sono talmente tanti che hanno un po’ monopolizzato il sito e le altre storie finiscono sommerse 🙂
          Per quanto riguarda gli altri siti: uno è il famosissimo WP e l’altro è Typee. Ma non mi piacciono le regole, le modalità di adesione e, soprattutto, la mancanza quasi totale di lettori; il che, ahimè, per un autore (anche amatoriale) non è il massimo. Qui è diverso, lo scambio di letture è più attivo e anche edificante. Tramite le critiche ricevute e i complimenti, ho imparato molto e se vado indietro ai racconti pubblicati nel tempo, mi rendo conto io stessa del miglioramento avvenuto. Credo che lo scopo di questi siti dovrebbe essere proprio questo.
          Scusa il “pippone” grazie per l’interesse, sei davvero gentile.

          • Wattpad! Per carità 😆 quello sì che è monopolizzato dai liceali, e forse anche da ragazzi più piccoli. Un mare magnum che ho abbandonato presto per evitare di affogarci.
            A parte gli scherzi, trovo anch’io che TI sia una piattaforma più viva e stimolante, persino più di EFP, che frequentavo anni fa. Figurati per il “pippone”, è bello scambiarsi opinioni ogni tanto! 🙂

  68. Avendo provato l’ipnosi mi è piaciuto come la hai utilizzata in questo capitolo, senza la troppa spettacolarizzazione tipica della sua versione più fantasiosa. Molto bella e a suo modo “cinematografica” anche la sequenza del bambino Kinder, non sono un grande fan di questi espedienti ma l’hai resa davvero molto bene… Anche se questo rende il capitolo un po’ troppo di passaggio, forse, per cui per il prossimo direi di proseguire la seduta 🙂

    • Ciao Dapiz,
      grazie. Io non ho mai fatto una seduta d’ipnosi, ma so che spesso si usa la metafora della scala che scende per indurre il rilassamento. L’espediente del bambino serviva a creare un contatto con la realtà, perché quando si racconta di ipnosi, regressioni e così via, si rischia di creare un mondo irreale e io vorrei restare nell’ambito del male nella sua banalità, almeno vorrei provarci.
      Il capitolo è un po’ lento, lo so, ho aggiunto il bagno per stemperare un po’, ma occorre più azione. Chissà se riuscirò a infilarcene dentro un po’ col terzo capitolo…
      Grazie ancora e alla prossima!

  69. Anche se questo kauffman suscita molta curiosità, vorrei restare sulla seduta che al momento non ci ha rivelato molto, a parte il fatto che lei ha paura e lo psichiatra ha un po’ di problemi.
    magari sono io, non ho nessuna nozione per dirlo, ma un terapeuta che lascia solo un paziente sotto ipnosi mi sembra strano. Mi sarebbe sembrato più naturale che sospendesse tutto, per andare in bagno, ma ripeto è un dubbio mio. E i “sintomi” di lui sono perfetti.

    Non c’entra un tubo, ma: hai visto la serie “the Sinner” con Jessica Beal? Lei è amnesica e la rivelazione dei ricordi che ha rimosso è al fondo di una scala da scendere. Scala che ritorna più volte durante la storia. Niente, mi è venuto in mente. ed è un’ottima serie, se ti interessasse 🙂

    • Ciao Maan,
      ottima osservazione (come sempre), in effetti è un po’ strano, ma come spiegavo a Maria serve a creare il personaggio, in più ha lasciato la paziente sospesa, in una bolla di luce. Al sicuro da quello che la spaventa nel suo viaggio in fondo alle scale. Tra l’altro, in questura hanno premura, sospendere del tutto e poi riprendere avrebbe richiesto troppo tempo… il tempo stringe e Silvia pare l’unica in grado di raccontare qualcosa di utile. Ma le spiegazioni non servono a molto se non si riesce a rendere l’idea con quanto scritto. Come sempre immagino che gli altri riescano a “vedere” quel che vedo io nella mia testa 😉
      La scala viene usata spesso dai terapeuti per la fase di rilassamento, Nel caso di Silvia, trattandosi di un horror e di un’esperienza orribile, ho pensato a una scala buia e tetra, un po’ come quella che ho messo nella foto del profilo, non so se è venuto fuori dal racconto.
      La serie di cui mi parli non l’ho vista, ma potrei rimediare.
      Grazie Maan, sempre attenta e precisa.
      Alla prossima!

      • Lo so, lo so che la scala è “uno strumento” usato spesso; per quello mi è venuta in mente la serie, perché lì la scala è vera: il ricordo traumatico rimosso si svolse in una stanza segreta cui conduceva la famosa scala. ma fino alla lettura del tuo capitolo oggi, non avevo realizzato il “doppio livello di linguaggio” delle immagini della serie: la scala vera e la scala verso la memoria celata 🙂

        Sulla seduta di, ipnosi non preoccuparti: quello che dici, la premura, la bolla di luce… li avevo ben colti, ripeto è solo un dubbio mio 🙂

  70. Complimenti come sempre, bel capitolo e scrittura scorrevole e adatta al genere. Kinder mi ha fatto sorridere perché ho proprio immaginato il bambino della kinder sorridente e in effetti può essere inquietante :D. Però ci stanno particolari così quotidiani che appunto creano un contrasto bizzarro con l’atmosfera cupa. Al prossimo, ho votato per i tre.

  71. Vorrei farti notare qualcosa che non va … ma non ci riesco. Mi sembra tutto perfetto. La tensione che cresce, per poi rilassare il lettore con eventi banali e poi farla crescere di nuovo. Non mi è sfuggito il volto alieno, non credo sia una similitudine.
    Continua presto, ti prego 😉

    • Ciao Maria,
      sì, Silvia è sotto ipnosi.
      il dottor Kauffman è un personaggio particolare, tormentato e ripudiato dai suoi pari. I suoi atteggiamenti poco ortodossi mi servono per dipingere il personaggio, per renderne bene l’idea che mi sono fatta di lui.
      Il suo corpo parla per lui… potrebbe essere, tutto potrebbe essere 🙂
      Spero di continuare a interessarti.
      Alla prossima!

  72. Ciao! Sei stata la prima autrice che ho letto qui (mi sono iscritta da poco) e “Ode al fantasma di Eileen Kendall” mi era piaciuta talmente tanto che mi è dispiaciuto non poterla vivere in diretta e giocarla.
    Per fortuna sei tornata a scrivere e stavolta posso seguirti passo passo! Incipit davvero intrigante, la tua scrittura prende subito e le atmosfere sono molto evocative. Ho votato per l’uomo, il bambino mi sembra una scelta troppo scontata per un horror… A presto!

    • Ciao Valentina,
      grazie, sei davvero gentilissima. La storia di Eileen è piaciuta anche a me, tanto che stavo pensando di trasformarla in qualcosa di più 🙂
      Sono felice di averti tra i lettori di questa nuova storia, spero ti piaccia come l’altra e ti ringrazio ancora per i bei complimenti che mi fai.
      Vado a dare una letta alla tua di storia e ti auguro un ottima settimana, 25 aprile compreso 🙂
      Alla prossima!

  73. Ciao K e bentornata.
    Vedo che ti cimenterai con un genere horror, bene bene.
    Ho votato per il bambino che solitamente, in questo genere di racconto, è sempre presente. Effettivamente i bambini, chissà perché, mettono sempre un po’ di ansia…
    Attendo bilancio prossimo, ovviamente.
    A presto e buona Pasqua.
    Ilaria

  74. Un uomo.
    Buongiorno Keziarica
    Incipit intrigante. Piccoli dettagli trasmettono bene l’atmosfera di tensione.Il tuo stile si è affinato: “spazi ampi” e frasi corte danno respiro al capitolo 🙂
    Una piccola cosuccia. La domanda: «Che genere di medico?» l’ho trovata un po’ forzata. Mi sembra più un’esigenza del narratore che della ragazza che, in quel momento, si presenta vulnerabile e turbata.

  75. Sono contento di poter seguire una tua storia “in diretta” 🙂 Il giallo non è il mio genere preferito ma lo apprezzo molto di più quando presenta qualche sfumatura horror, è a mio parere un connubio perfetto. Atmosfere e personaggi delineati con poche parole precise, che bastano a calarti nel contesto come se fossi proprio dietro la spalla di Kauffman. Complimenti! Per il seguito… il bambino è un grande classico dell’horror, quindi preferisco puntare sulla più insolita donna. Ciao!

    • Ciao Dapiz,
      felice di trovarti tra i lettori 🙂
      In realtà non l’ho pensato come un giallo; nel senso che potrà averne le tinte (del giallo) ma non ne segue i canoni, infatti ho scelto la categoria Horror proprio per evitare di dover stare dentro le restrizioni dettate dal genere. Hai presente le quattro M ? 😉
      Grazie per i bei complimenti, spero di meritarmene altri con i prossimi capitoli e di non fare pasticci come al mio solito. 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  76. Un uomo.
    Mi sa che abbiamo pubblicato praticamente nello stesso momento: che sintonia!
    Trovo che la tua scrittura migliori a ogni lavoro. Mi è piaciuto molto.
    Un horror, uno psichiatra torturato, un mistero.
    Mi hai fatto pensare a certi romanzi di Lars Kepler. E io adoro i polar svedesi.

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