Una settimana d’inferno nella locanda di Chuck

L’inizio della bufera

Giorno 1

La prima persona a entrare nella locanda di Chuck fu Rose Claibourne, una prostituta di quarant’anni e cliente abituale. Era mattina presto e fuori aveva appena iniziato a nevicare.

«Buongiorno Rose. Come mai così presto da queste parti?». Di solito non si faceva vedere prima di mezzogiorno.

Rose prese posto su una sedia davanti al fuoco. «Ho lavorato tutta la notte. Stavo tornando a casa a dormire, quando ho pensato di passare qui per far colazione».

«Che ti porto?».

«Una fetta di torta di mele, se ce l’hai. E delle frittelle con sciroppo di cannella. Scopare mette una fame da lupi».

«Niente torta di mele, però ho un ciambellone appena sfornato, bello caldo. Va bene lo stesso?».

«Perfetto».

«Per le frittelle, invece, dovrai aspettare un po’. Ti secca?».

«Nient’affatto, tanto non ho intenzione di schiodare queste chiappe mosce da qui per un bel po’».

I successivi ospiti della giornata fuorono Ray e Will Lanell, due gemelli che non si somigliavano per niente.

«I fratelli Lanell» mugolò Rose vedendoli entrare. Erano entrambi suoi clienti abituali. «Mancavate solo voi all’ammucchiata di ieri sera».

«Beh, abbiamo delle mogli con cui stare».

I due fratelli ordinarono della birra, poi si sedettero anche loro, cercando al contempo di sedersi il più vicino possibile al fuoco e il più lontano possibile dalla donna. Fuori aveva cominciato a nevicare più fitto. Chuck pensò che non avrebbe avuto molti clienti quella giornata. Erano le undici e mezza passate.

«Prenditi una birra anche tu e siediti con noi» disse Ray quando l’oste gli portò i boccali.

«Volentieri, ma ho lo stufato a cui badare. Deve essere mescolato di continuo, se no si attacca e diventa una schifezza».

«Come vuoi»

«Fuori si gela, eh?» commentò Rose, il volto arrossato da quasi tre ore di camino.

«Già. Se continua così, il raccolto rischia di andare a puttane».

All’improvviso Ray starnutì: del catarro finì dritto nella birra.

«Maledizione!» imprecò. «Dèi fottuti! Questa non ci voleva».

Rose rovesciò la testa all’indietro dalle risate.

«Te ne porto un’altra, Ray?» domandò Chuck mentre mescolava lo stufato fumante.

«No, non fa niente». Ray posò a terra il boccale rovinato. «Vuol dire che non dovevo bere». Poi, rivolto a Rose che ancora rideva, disse:« E tu piantala, o te ne do quattro».

Lei, però, continuò a sghignazzare, ben sapendo che Ray non l’avrebbe mai picchiata. Era un tipo rozzo e teneva a farsi rispettare, ma non era violento. In venticinque anni di non troppa onorata carriera ne aveva conosciuti di tipi violenti, sissignore, e nessuno di loro somigliava a Ray Lanell.

Il successivo avventore fu Butler, un vecchio ubriacone che da giovane era stato un famoso pittore che andava di castello in castello a dipingere persone di sangue blu, finché un giorno non ebbe la cattiva idea di farsi beccare a letto con uno dei soggetti, una principessina di soli sedici anni. Il padre non ci aveva pensato due volte a cacciarlo dal castello a pedate, non prima però di avergli rotto tutte le dita di entrambe le mani. Riuscì a guarire ma, da quel giorno in poi, non fu più in grado di impugnare un pennello o una matita senza farla tremare, finendo col diventare, anno dopo anno, un alcolizzato sempre più frustrato e molesto. Butler arrivò nella locanda mezzo congelato, in quello che sembrava essere il culmine della tormenta. L’oste, vedendolo in difficoltà, lo aiutò a chiudere la porta e gli mise una pesante coperta sulle spalle; Butler si accasciò a terra il più possibile vicino al fuoco, quasi dentro il camino.

«Che ci facevi in giro con questa bufera?» domandò Chuck.

Butler parlò con voce ancora intirizzita. «All’inizio non era così. Volevo solo camminare sotto un po’ di neve, ma mi sono allontanato troppo da casa. Quando è peggiorata, ho cercato un riparo, ma era tutto chiuso e non potevo tornare indietro. Questo era l’unico posto aperto».

«Per tua fortuna, vecchia spugna». Chuck riandò dietro il bancone. Lo stufato era quasi pronto. «Ti porto una birra?».

«Vino» disse Butler. «Ho bisogno di un maledettissimo bicchiere di vino rosso».

Rose, nel frattempo, continuava a guardare la neve che cadeva fuori. «Secondo voi, quanto durerà?».

«Almeno un altro paio d’ore» affermò Will. «Siamo nell’apice della tempesta. Ancora un’altra sgrullatina, poi passa».

«Spero solo di non rimanere bloccata qui dentro. Vorrei tornare a casa a farmi una dormita».

«Puoi anche sdraiarti qui, Rose» disse Chuck,

La donna inarcò un sopracciglio. «Con voi mandrilloni qui intorno? No, grazie. E poi riesco a dormire solo nel mio letto». Guardò i due fratelli, poi aggiunse: «A meno che non mi stia scopando uno di questi due».

Ray agitò un pugno in aria. «Chiudi quella cazzo di bocca, puttana!».

«Calma, fratello» disse Will. «Si sta solo annoiando».

La bufera non accennava a calmarsi. Avevano tutti finito due porzioni di stufato, svuotando quasi metà della pentola, quando sentirono bussare alla porta: tutti si guardarono l’un l’altro, in attesa.

Chi entra nella locanda?

  • Una ragazza avvolta in una pelliccia d'orso (67%)
    67
  • Un uomo e una donna accompagnati da un cocchiere dall'aria misteriosa (0%)
    0
  • Un soldato ferito e moribondo (33%)
    33
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63 Commenti

  1. Avevo letto giorni fa ma le opzioni mi lasciavano in difficoltà. Mi ci lasciano ancora, ho scelto l’ultima perché, forse, Ellis vuole “liberare” il lupo da quell’orrenda esistenza al buio, ma forse Chuck le propone altro.
    Brancoliamo ancora nel buio per il sospetto, ma un oste che butta cadaveri di amici al lupo come pasto un po’ inquietante lo è, tanto più che non prova niente all’idea di tenere prigioniero in un buco umido e buio un animale selvatico! Da brividi.

  2. Ellis prova a uccidere il lupo… ma anche no, povero. Dopo la prigionia nello scantinato, pure la morte…
    Ciao Lorenzo,
    bella trovata quella del lupo, però rimane da scoprire chi ha ucciso Butler e mancano pochi capitoli alla fine.
    Serve qualcosa che smuova le acque… qualcosa che, in qualche modo, conduca all’assassino.
    Comunque la storia fila, i personaggi reggono, stai facendo un buon lavoro.
    Aspetto al settimo e intanto ti auguro un buon fine settimana.
    Alla prossima!

    • Come dicevo a Valentina, la morte in questo caso potrebbe essere preferibile alla vita, ma ovviamente a decidere siete voi 😉
      Grazie mille per il giudizio positivo sulla storia e sulla sua struttura, ogni nuovo capitolo è una lotta interna perché non riesco mai a capire se quello che faccio fare ai miei personaggi possa essere coerente e credibile. Per quanto riguarda la svolta cercherò di fare del mio meglio, ma non garantisco 😁
      Buon fine settimana anche a te!

  3. Oh mio Dio. Sono scioccata. Ammetto che una cosa simile non me la sarei aspettata, devo metabolizzarla e rivedere la mia opinione di Chuck. Con la storia del lupo si può anche facilmente empatizzare, ma dargli in pasto il cadavere di un cliente trovato nel mezzo della notte… bizzarro! Bizzarro e inquietante.
    A questo punto mi trovo in un’impasse: il vecchio monologo di Ellis sulle usanze del suo popolo mi frenerebbe dal vederla uccidere il lupo, ma non voglio nemmeno che faccia fuori Chuck, proprio ora che tutti i sospetti sono su di lui! Forse non hai in mente lui come assassino, visto che ci dai la possibilità di eliminarlo, ma trovo comunque interessante farlo rimanere un altro po’ in mezzo agli altri, proprio per vedere come si inizieranno a comportare. Finalmente c’è un papabile colpevole, sfrutterei un pochino questa nuova dinamica prima di tornare al “tutti contro tutti”.
    Per cui voto la 3: Ellis prova a uccidere il lupo, ma Chuck la convince a risparmiarlo.
    Questa storia mi ricorda sempre più Dieci piccoli indiani, spero non si riveli colpevole Rose, alla fine.
    Buona scrittura 😊

    • Mi fa piacere averti stupito, spero che lo shock sia in senso positivo 😁
      In realtà Ellis non cadrebbe in contraddizione, almeno per come la vedo io, perché uccidere il lupo significherebbe soprattutto liberarlo dalla sua prigionia, concedergli un destino più dignitoso visto che liberarlo concretamente sarebbe troppo pericoloso per tutti. Se devo essere sincero questa è l’opzione che avrei preferito, ma naturalmente mi rimetto al vostro insindacabile giudizio, spero solo di continuare a stupirti nei prossimi capitoli!

  4. Ciao Lorenzo, eccomi qui. Devo dire che hai una scrittura molto bella. Buone la grammatica e l’ortografia. I personaggi sono ben caratterizzati anche se in modo limitato, essendo un racconto e non un romanzo. La trama è intrigante al punto giusto, se volessi scriverne un romanzo potresti complicarla ancora un pochettino. Ti seguirò volentieri.

  5. Il cadavere.
    Bello, il capitolo scorre bene. L’unico passaggio che ho trovato meno fluido è il paragrafo finale, quello della scoperta della botola: ci sono molte frasi per ripetere lo stesso concetto. Poteva essere più fluido e ad effetto, secondo me, mostrando queste cose senza volerle troppo sottolineare.
    Faccio un esempio in fretta, rischia di fare un po’ schifo, ma per spiegare quello che intendo:
    “Will continuava a tremare: aveva bisogno di qualcosa per coprirsi o sarebbe morto di freddo. Come un’evidenza, l’occhio gli cadde sul tappeto al centro della stanza. Lo sollevò e l’avvolse intorno alle spalle, incurante della polvere e dell’odore di stantio. Solo quando tornò a sedersi, si accorse della botola (al centro del pavimento scoperto). Anche Ellis e Rose la fissavano. Tutti si voltarono verso Chuck.” Insomma, mostrare le azioni dei personaggi, senza esplicitare troppo le riflessioni e ripetere più volte le cose importanti. Il lettore apprezza unire i puntini da solo 🙂
    Mi dico che Chuck è un colpevole troppo scontato, ma… non so proprio dove tu ci stia portando. mi piace.

    • Non a caso ho avuto diversi problemi a scrivere quel paragrafo perché non riuscivo a decidermi in che momento chiudere il capitolo e in che modo fare la domanda, l’ho riscritto molte volte provando diverse soluzioni quindi immagino che risulti macchinoso per questo. Devo dire che la tua soluzione mi piace, è sicuramente più fluida, tra l’altro il dettaglio della polvere e dello sporco giuro di averlo messo anch’io, solo che l’ho tolto per motivi di spazio 😀
      Grazie comunque per i complimenti e per aver speso tempo per darmi suggerimenti su come migliorare, lo apprezzo molto!

  6. CiaoLorenzo,
    bello il passaggio in cui Ellis spiega perché uccidono “quelli del nord”. Hai creato un’atmosfera diversa con questo capitolo, più tesa e claustrofobica. La rimozione del cadavere è giusta, seppur un tantino precipitosa.
    Ti segnalo volto al posto di voluto, per il resto il racconto scorre bene e si fa sempre più interessante.
    Voto il cadavere di Butler e ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

    • Grazie mille, ricambio l’augurio 😀
      In realtà una delle mie (tante) paure era proprio una monotonia nell’atmosfera, perciò mi fa molto piacere sapere che, almeno fin’ora, così non è stato. Cercherò di continuare in questa direzione. Naturalmente mi fa anche molto piacere che continui a seguire il racconto e che continui a interessarti! Grazie ancora e a presto 😀

  7. Il cadavere di Butler! Spero di non complicarti la vita con questo voto, che non sia indispensabile un altro personaggio alla storia. Devo dire che concordo con gibbone qui sotto: è strano che a Chuck non sia venuto in mente di controllare la botola, per cui inizio a sospettare di lui. Sempre bravo a tenere alta la tensione 😊

  8. Ciao, io trovo strano che dopo la prima scomparsa non sia venuto in mente a Chuck o altri di cercare nella botola…Un piccolo refuso trasforma il ” bancone” in un “balcone” ma a chi non capita? Ho votato “entrambi”, tanto per complicare, o magari semplificare, il compito all’autore. Auguri!😉 a presto.

    • Non l’ho scritto in maniera esplicita un po’ per motivi di spazio e un po’ per lasciare la cosa in sospeso, ma se era coperta da un tappeto vuol dire che qualcuno la stava nascondendo. Comunque hai pienamente ragione a fare questa osservazione e come al solito dimostro di peccare nell’immedesimazione col lettore… spero di chiarire i tuoi dubbi nel prossimo capitolo! Grazie mille di essere passato e auguri anche a te 😀

  9. Ciao Lorenzo,
    un capitolo di passaggio questo, alcune supposizioni e un po’ di conoscenza tra i personaggi, ci sta. Cn questo escamotage hai fatto raccontare un po’ di vita nella locanda alle due e hai tenuto vivida l’atmosfera del luogo.
    Scusa, ma non sono sicura di aver capito questa fase:
    “Ellis aveva ragione. Rose non lo avrebbe fatto, anche se non era sicura che lei avesse indovinato il motivo.” Ellis ha detto a Rose che potrebbe essere stata proprio lei a uccidere, ma dal senso che colgo parrebbe che Ellis stia invece difendendo Rose anziché se stessa. Non so, è una mia sensazione.
    Mi permetto di farti notare anche una virgola, che secondo me andava messa dopo la E per formare l’inciso:
    “ma non erano né violenti né criminali, e anche se avessero ucciso qualcuno, non avrebbero avuto la freddezza di nascondere il cadavere”… ma io con la punteggiatura sono scarsa, perciò magari è una fesseria.
    Per il resto dico che a morire è Ellis, così togliamo di mezzo una dei sospettati più papabili e ribaltiamo la storia, almeno secondo il mio punto di vista.
    Alla prossima, buon fine settimana 🙂

    • Grazie mille per le osservazioni 😀
      In effetti quella frase voleva essere un po’ ambigua, però forse lo è stato un po’ troppo. Volevo dire che Rose conviene con Ellis sul fatto che non l’avrebbe accusata davanti a tutti gli altri, ma non per il fatto che fosse sicura della sua innocenza (sottintendendo che ci siano altri motivi che la spingano a non dire niente). Però sì, forse dovevo formulare quel pensiero in modo più chiaro.
      Per quanto riguarda la virgola hai ragione, in effetti sarebbe stata meglio dopo la “e”. Penso che faccia parte di uno di quegli errori che è quasi impossibile trovare “da dentro”, per esempio rileggendo ho trovato un orribile “chiodi di garofani” e sono sicuro che ce ne siano molti altri 😀
      Comunque grazie ancora e a presto!

  10. Ciao! Intrigante questo giallo. Faccio morire Ray, perché Ellis deve restare ancora in gioco, anche se non credo sia l’assassina, mentre Chuck… Beh, è il locandiere, il padrone del luogo che fa da “cornice” alle storie degli altri personaggi (e non lo escludo dalla lista dei sospettati). Mi piace tantissimo Rose. Non la escludo del tutto dai sospetti, ma è intelligente, interessante e ben caratterizzata. Fai attenzione a piccoli errorini (ad esempio, qualche tempo verbale, ma capita a tutti). Ad ogni modo ti seguo, voglio vedere come continua, è una lettura piacevole e dalla trama articolata. Bel lavoro!

  11. Ray, la sconosciuta esperta di caccia e strategie mi sembra importante e no uccidiamo il padrone di casa che conosce tutti gli angoli della locanda. Ray è poco utile e… c’è sempre suo fratello di scorta in caso di bisogno 🙂
    Vorrei conoscere le teorie elaborate da Ellis, che sembra avere un’opinione su tutta la situazione

  12. Io voto per Ray, Ellis mi sembra un personaggio troppo particolare e misterioso per sparire dalla scena. In più credo che gli omicidi debbano essere collegati fra loro, e non mi pare ci siano legami fra lei e Butler (almeno non dichiarati)… Potrei sbagliarmi naturalmente, magari il colpevole è un pazzo furioso che uccide all’impazzata! 🤣 Hai già idea di chi sia, a proposito?

  13. Ciao Lorenzo, ho trovato il capitolo molto scorrevole, ma mi sembra un po’ strano che i tre parlino dell’assassinio di Butler come se fossero convinti che sia morto, senza aver trovato o almeno cercato il cadavere. Comunque voto per Ellis, anche se mi spiace vederla sparire così presto. 😉

    • Grazie mille per l’osservazione, mi fa capire che ci sono elementi di fondamentale importanza che però, “da dentro”, non riesco sempre a vedere, cercherò di impegnarmi di più in tal senso. A mia discolpa posso dire che sì, parlano di un eventuale omicidio senza che ci siano indizi in tal senso, però convengono un po’ tutti che sia l’opzione più probabile (anche se non è detto che sia andata così). Spero che non sia stato un capitolo troppo statico e con troppi dialoghi, cercherò di mettere un po’ più di azione nei prossimi 😉

  14. …eccoci nella tua locanda. L’ambientazione regge, atmosfera da cinema ma anche da teatro dunque. Bella la prosa ed evocativo ” il vento che ulula come il lupo” . Io credo che ammazzare e far sparire uno in quel contesto non sia facile; più plausibile un allontanamento volontario. In quanto a Rose mi sarei aspettato che svegliando Chuck gli chiedesse ” che fine ha fatto Butler? ” senza dare per scontato che fosse scomparso. ciao alla prossima

  15. Qualcuno lo ha ucciso e nascosto.
    Come Keziarica, credo anch’io che avresti potuto dedicare un po’ più di spazio al formarsi delle inquietudini di rose. si sveglia, vede la sedia vuota e non ci fa troppo caso, poi comincia a girare in tondo e non vede Butler, lo cerca fino in bagno (magari perché gli altri dormono ancora e vuole un po’ di compagnia), fino all’inquietudine che la fa svegliare Chuck. A volte metti molte sfumature e dettagli che potresti lasciare impliciti, invece qui hai un po” tirato via”, forse per la fretta di far agitare tutti subito 🙂
    Non ho altre osservazioni, vediamo se i nostri troveranno qualche indizio 🙂

  16. “Qualcuno lo ha ucciso e ha nascosto il cadavere”, Ellis può crederci davvero o può dirlo giusto per darsi un tono davanti a Rose 😀
    Ciao, Lorenzo. Tre capitoli scorrevoli e piuttosto accurati. L’atmosfera e l’ambientazione mi ricordano “The Hateful Eight”. Molto intrigante 😉
    Ciao, a presto

  17. “Visto il tempo è sicuramente già morto” è un’affermazione che continua a supporre che il vecchio sia uscito, a questo punto da un passaggio secondario. Per cui, per quanto mi piacerebbe votare “Qualcuno lo ha ucciso e ha nascosto il cadavere”, trovo più coerente “È uscito usando un passaggio nascosto”. Dopotutto è pur sempre l’opinione di Ellis, non la sacrosanta verità!

    Molto bello anche questo capitolo, sei sempre bravo a rendere le atmosfere.
    Gli errori te li ha già fatti notare Keziarica, aggiungo soltanto “Nessun’altro” (fine primo paragrafo), che va senza apostrofo.

    Complimenti e a presto 🙂

  18. Ciao Lorenzo,
    il mistero si fa fitto e le gambe tremano… bello questo episodio, mette agitazione. L’unica cosa, che secondo me torna poco, è il fatto che appena aperti gli occhi e notata la sedia vuota, Rose, pensi subito che il vecchio (non lo avevo immaginato come un vecchio) sia sparito. Non potrebbe semplicemente essere andato al bagno? A parte questo, tutto scorre. C’è un refusino nella frase: … Certo, ma c’e n’è troppo… immagino sia un errore di battitura 🙂
    Nella frase seguente: … “aveva la forte sensazione che il suo allontanamento non era stato volontario… io avrei usato “non fosse stato volontario”, anche perché si tratta di una sensazione.
    Attenzione anche a non esagerare con le spiegazioni: quando parli del ghiaccio che blocca la porta aggiungi molti particolari, a mio parere sarebbe bastata una frase per mostrare l’impossibilità di aprire la porta.
    Per il resto, vai così.
    Alla prossima!
    p.s. ho votato per l’omicidio e l’occultamento.

    • Grazie per le correzioni (ogni tanto quel tipo di congiuntivi mi sfuggono) e per i suggerimenti, li terrò a mente 😀
      In realtà all’inizio non ho scritto che Rose pensa subito alla scomparsa, però forse dovevo marcare questo aspetto un po’ di più. In effetti al bagno non ci avevo proprio pensato, grazie per l’osservazione! Se potessi revisionare aggiungerei magari che Rose, guardandosi intorno, non sente nessun rumore provenire da lì, o qualcosa del genere. Cercherò di stare più attento!

  19. Uno dei personaggi scompare. Magari uno di quelli che fa troppe domande ai nuovi arrivati 🙂
    Anche se sono una che ama molto i dialoghi, credo debba succedere qualcosa a smuovere l’azione.
    In questo periodo gli strani personaggi venuti dal nord, con la pelle bianca come il ghiaccio e gli occhi brillanti fanno una brutta fine, ma speriamo per Ellis che nei paraggi non ci siano né lame di vetro di drago, né giovinette alla Arya XD
    Mi chiedo a cosa rifletta questa cacciatrice venuta dal nord

  20. Ciao Lorenzo.
    Bene, anzi benissimo: un bel giallo, ricco di suspense!
    Mi ha fatto ricordare Identità, con John Cusack. Un bellissimo film, se non lo hai visto te lo consiglio. 😉
    Ti hanno già segnalato tutto, aggiungerei solo una piccolezza: “All’inizio non era così. Volevo solo camminare sotto un po’ di neve, ma mi sono allontanato troppo da casa. Quando è peggiorata, ho cercato un riparo, ma era tutto chiuso e non potevo tornare indietro. Questo era l’unico posto aperto” trovo strano che un uomo dedito all’alcol, come il nostro Butler, racconti tutta la storia di come è arrivato alla locanda e perché; mi pare anche che il suo passato sia stato raccontato troppo in fretta, si sarebbe potuto far emergere a piccole dosi, ma questo è quel che penso io🙂… e il racconto e tuo😉
    Alla prossima!
    Ho votato per la scomparsa…

    • Grazie mille per le osservazioni 😀
      In effetti hai ragione, forse quel passaggio pecca un po’ di coerenza col personaggio, avrei dovuto immedesimarmi meglio. Sono d’accordo anche con la seconda osservazione, però lì ho voluto raccontare tutto il passato in una volta perché è importante poi in seguito per un motivo che ora non posso dire…magari poi mi dirai se è stata una scelta azzeccata o no 😀

  21. Bello, bello. Scrivi proprio bene! Coinvolgente, credibile, scorrevole… si vede che hai talento.
    Ci sono sono un paio di passaggi in cui credo ci siano un errore di modo verbale e uno di consecutio: “La ragazza entrò senza che nessuno aveva (avesse) detto ancora niente” e “Nessuno si sarebbe accorto che era calata la sera, se non fosse (stato) per l’orologio a pendolo di Chuck”. Potrebbero essere delle sviste, d’altronde il resto è scritto perfettamente, per cui spero di non offenderti, non è mia intenzione! Quando leggo dei capitoli così ben fatti mi permetto di fare le pulci perché il livello di scrittura è talmente alto che lo permette.
    Voto per il ritrovamento del cadavere, sono curiosa di vedere come te la cavi. Come dici anche tu ambientare un giallo in un luogo così circoscritto è parecchio difficile… vediamo che sai fare! 🙂

  22. Anche io ho colto un aspetto molto teatrale diviso tra contesto Western o da storia di pirati.
    Vedremo dove andrai a parare. Per i miei gusti, la situazione teatrale è una goduria. Mentre fuori accade qualsiasi cosa, l’ unica cosa che ci cattura succede proprio qui davanti a noi in una stanza. Difficile ma bello.
    Mi attrae l’ idea della donna con la pelle d’orso

    isola del tesero

  23. Il tuo incipit ha un sapore d’altri tempi, un po’ per quello che ha scritto anche Maria nel suo commento, un po’ per il modo di presentarci i personaggi “al loro ingresso in scena”, come in un copione teatrale. E molto teatrali sono anche i dialoghi con i loro duelli verbali tra lucciola e cliente.
    Sarà per questo che ho scelto il soldato moribondo? Ricordo un film in cui il soldato moribondo era in realtà un vampiro, ma questo è un giallo e non dovrebbe essere il caso. Sono curiosa 🙂
    Lettura molto piacevole

  24. Ciao e benvenuto
    Il capitolo scorre 🙂
    Già dalle prime righe, mi sono chiesta in quale epoca (nessun accenno a cellulari…) e paese si trovi la locanda. Leggendo Chuck, mi perdonerai, ho ricordato il ranger 😀
    Poi, l’uso di termini come dannato, dannatissimo, maledettissimo, poco “spontanei e colloquiali” in lingua italiana, mi ha fatto pensare a un’osteria americana, il riferimento ai castelli invece, alla Scozia o Inghilterra…
    Intanto scelgo la ragazza, vediamo cosa t’inventi.

    • Grazie 😀
      Mi viene spontaneo usare quelle espressioni visto che molte mie letture sono di provenienza anglofona, però in effetti non ci avevo mai riflettuto e ti ringrazio per avermelo fatto notare. L’ambientazione è indefinita, ma se può essere riconducibile all’Inghilterra è per lo stesso motivo di prima, anche per rifarmi un po’ a un contesto “medievaleggiante” ma non meglio definito tipico di certo fantasy. Spero di non deluderti!

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