Una settimana d’inferno nella locanda di Chuck

L’inizio della bufera

Giorno 1

La prima persona a entrare nella locanda di Chuck fu Rose Claibourne, una prostituta di quarant’anni e cliente abituale. Era mattina presto e fuori aveva appena iniziato a nevicare.

«Buongiorno Rose. Come mai così presto da queste parti?». Di solito non si faceva vedere prima di mezzogiorno.

Rose prese posto su una sedia davanti al fuoco. «Ho lavorato tutta la notte. Stavo tornando a casa a dormire, quando ho pensato di passare qui per far colazione».

«Che ti porto?».

«Una fetta di torta di mele, se ce l’hai. E delle frittelle con sciroppo di cannella. Scopare mette una fame da lupi».

«Niente torta di mele, però ho un ciambellone appena sfornato, bello caldo. Va bene lo stesso?».

«Perfetto».

«Per le frittelle, invece, dovrai aspettare un po’. Ti secca?».

«Nient’affatto, tanto non ho intenzione di schiodare queste chiappe mosce da qui per un bel po’».

I successivi ospiti della giornata fuorono Ray e Will Lanell, due gemelli che non si somigliavano per niente.

«I fratelli Lanell» mugolò Rose vedendoli entrare. Erano entrambi suoi clienti abituali. «Mancavate solo voi all’ammucchiata di ieri sera».

«Beh, abbiamo delle mogli con cui stare».

I due fratelli ordinarono della birra, poi si sedettero anche loro, cercando al contempo di sedersi il più vicino possibile al fuoco e il più lontano possibile dalla donna. Fuori aveva cominciato a nevicare più fitto. Chuck pensò che non avrebbe avuto molti clienti quella giornata. Erano le undici e mezza passate.

«Prenditi una birra anche tu e siediti con noi» disse Ray quando l’oste gli portò i boccali.

«Volentieri, ma ho lo stufato a cui badare. Deve essere mescolato di continuo, se no si attacca e diventa una schifezza».

«Come vuoi»

«Fuori si gela, eh?» commentò Rose, il volto arrossato da quasi tre ore di camino.

«Già. Se continua così, il raccolto rischia di andare a puttane».

All’improvviso Ray starnutì: del catarro finì dritto nella birra.

«Maledizione!» imprecò. «Dèi fottuti! Questa non ci voleva».

Rose rovesciò la testa all’indietro dalle risate.

«Te ne porto un’altra, Ray?» domandò Chuck mentre mescolava lo stufato fumante.

«No, non fa niente». Ray posò a terra il boccale rovinato. «Vuol dire che non dovevo bere». Poi, rivolto a Rose che ancora rideva, disse:« E tu piantala, o te ne do quattro».

Lei, però, continuò a sghignazzare, ben sapendo che Ray non l’avrebbe mai picchiata. Era un tipo rozzo e teneva a farsi rispettare, ma non era violento. In venticinque anni di non troppa onorata carriera ne aveva conosciuti di tipi violenti, sissignore, e nessuno di loro somigliava a Ray Lanell.

Il successivo avventore fu Butler, un vecchio ubriacone che da giovane era stato un famoso pittore che andava di castello in castello a dipingere persone di sangue blu, finché un giorno non ebbe la cattiva idea di farsi beccare a letto con uno dei soggetti, una principessina di soli sedici anni. Il padre non ci aveva pensato due volte a cacciarlo dal castello a pedate, non prima però di avergli rotto tutte le dita di entrambe le mani. Riuscì a guarire ma, da quel giorno in poi, non fu più in grado di impugnare un pennello o una matita senza farla tremare, finendo col diventare, anno dopo anno, un alcolizzato sempre più frustrato e molesto. Butler arrivò nella locanda mezzo congelato, in quello che sembrava essere il culmine della tormenta. L’oste, vedendolo in difficoltà, lo aiutò a chiudere la porta e gli mise una pesante coperta sulle spalle; Butler si accasciò a terra il più possibile vicino al fuoco, quasi dentro il camino.

«Che ci facevi in giro con questa bufera?» domandò Chuck.

Butler parlò con voce ancora intirizzita. «All’inizio non era così. Volevo solo camminare sotto un po’ di neve, ma mi sono allontanato troppo da casa. Quando è peggiorata, ho cercato un riparo, ma era tutto chiuso e non potevo tornare indietro. Questo era l’unico posto aperto».

«Per tua fortuna, vecchia spugna». Chuck riandò dietro il bancone. Lo stufato era quasi pronto. «Ti porto una birra?».

«Vino» disse Butler. «Ho bisogno di un maledettissimo bicchiere di vino rosso».

Rose, nel frattempo, continuava a guardare la neve che cadeva fuori. «Secondo voi, quanto durerà?».

«Almeno un altro paio d’ore» affermò Will. «Siamo nell’apice della tempesta. Ancora un’altra sgrullatina, poi passa».

«Spero solo di non rimanere bloccata qui dentro. Vorrei tornare a casa a farmi una dormita».

«Puoi anche sdraiarti qui, Rose» disse Chuck,

La donna inarcò un sopracciglio. «Con voi mandrilloni qui intorno? No, grazie. E poi riesco a dormire solo nel mio letto». Guardò i due fratelli, poi aggiunse: «A meno che non mi stia scopando uno di questi due».

Ray agitò un pugno in aria. «Chiudi quella cazzo di bocca, puttana!».

«Calma, fratello» disse Will. «Si sta solo annoiando».

La bufera non accennava a calmarsi. Avevano tutti finito due porzioni di stufato, svuotando quasi metà della pentola, quando sentirono bussare alla porta: tutti si guardarono l’un l’altro, in attesa.

Chi entra nella locanda?

  • Una ragazza avvolta in una pelliccia d'orso (67%)
    67
  • Un uomo e una donna accompagnati da un cocchiere dall'aria misteriosa (0%)
    0
  • Un soldato ferito e moribondo (33%)
    33
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125 Commenti

  • Ciao Lorenzo un ultimo commento doveroso. Ti confesso che sono rimasto un po’ deluso dal finale con cambio di genere che mi è parso un po’ un “ escamotage” perché i possibili colpevoli li avevi ormai fatti fuori praticamente tutti. Al contempo mi devo complimentare per la soluzione trovata e bene così. Alla prosdima avventura! Ciao ?

  • Eccomi qua! Scusa il ritardo, come dicevo anche di là mi sono presa una pausa da internet durante le vacanze. Ora sto recuperando tutti gli aggiornamenti persi 🙂
    Il dialogo fra padre e figlio è stato una bella sorpresa, mi sarei aspettata due detective o la polizia, invece ci hai stupiti! Anche l’accenno alla bufera come forza spettrale colpevole della morte delle vittime, bella trovata.
    Però… purtroppo devo riconfermare l’impressione avuta nello scorso capitolo. Il fatto che The Incipit categorizzi i racconti in generi, tra l’altro messi in bella vista, penalizza un po’ le narrazioni più “ribelli”. Di norma preferisco le storie libere, che non si lasciano ingabbiare e limitare da schemi fissi, ma qui siamo tutti portati ad approcciarci alle letture con aspettative precise. Sarà per questo che mi è rimasto l’amaro in bocca ? Credo poi che sarebbe stato meglio introdurre la svolta horror prima, senza usarla come mera risoluzione del mistero. In questo modo avrebbe fatto meglio parte della trama e non sarebbe sembrata un espediente dell’ultimo minuto per trarsi d’impaccio (non vogliono mettere in dubbio le tue intenzioni iniziali, solo notare che questa è l’impressione che si ha leggendo esclusivamente il testo, senza le note nei commenti).
    Tutto sommato però continua a essere un buon racconto, che mi ha intrattenuta e che non mi pento di aver letto! Porto a termine solo quelli che mi convincono pienamente, finora giusto un paio di volte sono rimasta delusa… questa esclusa! ?
    Il finale non lo digerisco eh, nemmeno con un bicchiere di bicarbonato. Ma te lo perdono.

    Aspetto il prossimo lavoro, che ho letto sarà molto diverso, con grande curiosità! Buone vacanze e a presto spero ?

    • Beh non posso altro che darti ragione in tutto! Il discorso sul genere letterario è più che giusto, sono stato io ad averlo sottovalutato troppo, sbagliando. Poi sono d’accordo sul fatto che (come tra l’altro mi avete detto tutti) la svolta horror sarebbe dovuta arrivare prima, probabilmente avrei fatto così se ci avessi pensato anch’io ?
      Mi fa piacere comunque che hai apprezzato il racconto nel suo complesso e che hai trovato dei lati positivi anche nel capitolo finale, spero smorzino un po’ la delusione! Spero di ritrovarti anche nel nuovo racconto, anche se non so in che rapporti sei con il genere che ho scelto ?

  • Con un po’ di ritardo, leggo finalmente la conclusione del tuo racconto.
    Che dire: non posso fare altro che riconfermare le impressioni avute con lo scorso capitolo 🙂
    Alla fine l’assassino si è rivelato essere veramente un’entità soprannaturale, ma l’idea di attribuire il tutto alla tempesta rende ancora più inquietante e surreale la situazione, quindi tantissimi complimenti!
    Complice anche il titolo del capitolo stesso (come hanno già fatto notare in altri commenti), questo finale mi ha ricordato un po’ quello del romanzo di Agatha Christie, in cui si dava una conclusione alla storia, ma permaneva comunque l’amara consapevolezza che il tutto avrebbe potuto ripetersi.
    In ogni caso, hai seguito questo schema rimanendo fedele al tuo stile e alla trama, quindi ancora tanti complimenti, sicuramente leggerò anche i tuoi prossimi racconti 😉
    Ciao! 😀

    • Grazie per i complimenti! Come ho già detto posso ritenermi abbastanza soddisfatto di questo racconto visto che, nonostante tutti i limiti e i difetti che questo finale comporta (oltre ad aver barato sul genere :D), posso dire di essere riuscito perlomeno in alcuni degli intenti che mi ero prefissato, tra cui appunto creare un’atmosfera inquietante e surreale e trasmettere una sensazione di angoscia e di “eterno ritorno”. Spero che il cambio di genere letterario non ti tenga lontano dal mio prossimo racconto, che sarà molto diverso. A presto!

  • Sono d’accordo con chi ha fatto notare che il finale è un po’ affrettato, ma ciononostante wow! Mi è piaciuta veramente moltissimo l’idea che sia la tempesta “personificata” a uccidere (e sono contenta che il lupo si salvi) 🙂 Con il senno di poi (o anche adesso revisionando) si sarebbe potuta introdurre la svolta horror un po’ prima, ma son dettagli.
    Spero che questo finale aperto sia un indizio che la storia continuerà, magari incentrata su padre e figlio 🙂
    Non vedo l’ora di leggere la tua prossima storia, a presto! 🙂

    • Sono contento che l’idea ti sia piaciuta, più volte ho avuto la sensazione che non fosse niente di che…
      A me piacciono i finali aperti perché ti permettono di continuare a pensare alla storia e a formulare ipotesi su quello che potrebbe poi succedere, però sinceramente non avevo pensato a un seguito, anche se in effetti ci potrebbe stare. Sicuramente però non sarà la prossima storia ?
      A presto!

  • Ciao Lorenzo,
    finale degno della storia, un po’ veloce, ma i caratteri sono quelli e non si sfugge. Ho notato qualche spiegazione di troppo, soprattutto a carico della tempesta, poco male. Il finale lo avevi già in mente dal principio o ti è venuto in mente strada facendo?
    Forse ha ragione Dapiz: la tempesta che uccide è suggestiva, ma avrebbe necessitato di più spazio.
    Ci vediamo in un’altra storia?
    Alla prossima!
    p.s. menomale che il lupo ha ululato… 🙂

    • In realtà è stato effettivamente un po’ veloce visto che non ho usato tutti i caratteri a disposizione, ma per aggiungere altro mi sarei dovuto dilungare troppo e ho preferito tagliare. Sì, il finale ce l’avevo in mente fin dall’inizio. In corso d’opera devo ammettere che avevo pensato poi a cambiarlo, ma non sono riuscito a trovare niente che mi soddisfacesse e così sono ritornato all’idea originaria. Grazie comunque per aver seguito la storia fin dall’inizio, cercherò di far tesoro di quello che mi avete detto per migliorarmi. Ci sarà una prossima storia e penso inizierò a scrivere a breve, anche se questa volta non sarà né un giallo né un horror 😀

  • Finale che mi soddisfa. Mi piace la presenza di due figure esterne che provano a sviscerare il caso e a trovare una spiegazione razionale.
    Lasci il finale volutamente aperto… senza dirci troppo, in modo che ogni lettore possa farsi la sua idea.
    Forse avrei preferito una spiegazione sui lupi… ma comprendo la scelta stilistica di chiudere così il racconto.
    Complimenti, attendo il tuo prossimo lavoro.

    • Sono contento che il finale ti sia piaciuto! In effetti non ho dato una vera e propria spiegazione, ho fornito alcune informazioni in più ma senza dare nessuna prova definitiva, anche se spero si sia capito dove volevo andare a parare. Per quanto riguarda il lupo in realtà non ho capito se hai capito (scusa il gioco di parole :D), ma si tratta di quello che compare qualche capitolo prima, che probabilmente sta per essere salvato (anche se pure qui non ho voluto specificare niente).
      Grazie comunque per il parere positivo, spero ci rivedremo al prossimo racconto!

  • Nel finale del libro di Agatha Christie l’assassino non lesinava dettagli e ci forniva un’accuratissima spiegazione su come aveva ucciso tutti gli altri ospiti dell’isola; il riferimento al più famoso dei suoi romanzi qui è azzeccato nella forma più che nella sostanza, dal momento che al posto di uno spiegone abbiamo la conferma di un agire sovrannaturale. L’idea che ad uccidere sia stata letteralmente la tempesta nella forma di una qualche creatura demoniaca è molto suggestiva, ma dopo una serie di morti misteriose questo tipo di risoluzione rischia di lasciare un po’ insoddisfatti, specialmente perché la svolta horror arriva piuttosto avanti e il tempo per approfondire il discorso è stato insufficiente. Purtroppo scrivere un mistero con una risoluzione soddisfacente non è per niente facile, come ho visto anche io nella mia di storia, in questo caso penso che tu te la sia cavata abbastanza bene ma hai un po’ corso sul filo del rasoio 😉
    Comunque una gran bella storia che sono contento di aver letto, attendo la prossima!

    • Grazie per il commento positivo, sono contento che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta!
      Più che all’opera in sé mi volevo riferire soltanto al titolo (infatti ho scelto quello dell’edizione americana) visto che dei personaggi non ne rimane nessuno, poi era stata nominata più volte nei commenti quindi la citazione secondo me ci stava 😀
      Probabilmente hai ragione, una svolta del genere avrebbe necessitato di più spazio e sarebbe dovuta arrivare prima, ma poi avrebbe stravolto troppo l’idea che avevo in mente perché sicuramente poi il racconto avrebbe preso una piega troppo diversa. Sono anche d’accordo sul fatto che trovare sempre un finale soddisfacente in casi del genere è molto difficile e il mio è stato un “esperimento” rischioso e non so quanto riuscito, anche se il risultato finale, seppur con molte riserve, un po’ mi lascia soddisfatto.
      Per la prossima storia ti posso dire che prenderò sicuramente un’altra strada e lascerò da parte neve, omicidi e mostri vari 😀

  • Wow. Semplicemente wow. Nonostante si tratti di un giallo, ho adorato questa svolta horror sul finale, anche perché in parte era già stata suggerita dall’atmosfera “onirica” (forse non è il termine più adatto, ma credo di aver reso l’idea) dell’intero racconto.
    Con questo capitolo, poi, come d’altronde suggerisce il titolo, hai tirato di mezzo uno dei miei film preferiti, e l’hai fatto rimanendo comunque fedele alla storia che hai costruito fino alla fine, quindi non posso fare altro che dirti bravo! 🙂
    Fantastica anche la descrizione del confronto tra Ellis e questa creatura misteriosa (sarà veramente un mostro soprannaturale? Vedremo…), angosciante e inquietante al punto giusto.
    Ho votato per il dialogo e sono molto curioso di vedere come concluderai il racconto.
    Buon lavoro con il finale! 😀

    • Grazie per i complimenti, secondo me sei troppo buono ma comunque mi fa piacere che hai apprezzato questa svolta senza riserve 😀
      Non ci avevo riflettuto molto su questa cosa, però in effetti hai ragione sull’atmosfera “onirica” o comunque surreale, visto che una tempesta che dura per sei giorni di fila non è qualcosa di molto realistico, così come tutte le morti che avvengono. Mi fa molto piacere anche che hai colto la citazione, anche se il collegamento al film è molto vago e, oltre l’ambientazione nevosa, sussiste solo nell’origine “aliena” dell’assassino (anche se è ancora da vedere se sarà davvero così :D)
      Ci vediamo nel finale, a presto!

  • Ciao Lorenzo,
    mi piace la piega horror, perché mi piacciono gli horror… tuttavia, il genere scelto è il giallo (so che io non dovrei parlare perché il mio horror è presto diventato un giallo 🙂 però te lo faccio notare; anche se il racconto non è ancora finito e potrebbe essere una spiegazione più terrena a quanto avvenuto).
    ll tempo trascorse lento come la melassa… nel senso che essendo densa impiega del tempo a muoversi? O come se il tempo si muovesse nella melassa? Abbi pazienza, oggi sono infastidita per i fatti miei e rischio di diventare pesante. Il capitolo mi è piaciuto, mi piace che Ellis abbia combattuto fino all’ultimo. Ora sono curiosa.
    Per il finale scelgo il dialogo e vediamo chi ci racconta cosa.
    Alla prossima!

    • Sapevo che prima o poi avrei dovuto affrontare la questione del genere 😀
      Hai pienamente ragione, infatti all’inizio ho avuto molti dubbi su che genere scegliere visto che, come spiegavo a Valentina, l’idea alla base del racconto era quella di creare un finto giallo che poi sfociasse nell’horror. A questo punto avevo due scelte: o scegliere il giallo per poi “barare” in qualche modo, o scegliere l’horror ma correre il rischio di svelare fin da subito le mie carte. Alla fine ho scelto la prima opzione per il semplice motivo che se qualcuno dovesse leggere questo racconto senza che gli venisse attribuito un genere penserebbe di trovarsi davanti a un giallo più che a un horror; inoltre si sarebbe perso questo effetto sorpresa che volevo dare in quanto ci si sarebbe aspettato fin da subito qualcosa di paranormale, o comunque qualcosa che deviasse dal giallo tradizionale.
      Per quanto riguarda la similitudine il senso che volevo dare era il primo, era una citazione da The Hateful Eight, il film che mi ha dato l’ispirazione principale per il racconto 😀
      Mi fa comunque piacere che nonostante tutto abbia apprezzato il capitolo, spero sarà così anche per il finale!

  • Bella questa svolta horror, mi è proprio piaciuta (anche se al contrario di Dapiz avrei apprezzato molto anche il caso di sdoppiamento della personalità). Ti sei ripreso molto bene dal capitolo un po’ affrettato della settimana scorsa, mi sembrava davvero di stare lì con Ellis, ho provato la sua ansia. Molto bravo davvero 🙂
    Ho votato il dialogo, mi piace l’idea che quello che è successo possa essere un argomento di conversazione 🙂
    Ci vediamo per il gran finale!

    • Grazie per i complimenti, non so se me li merito ma fanno comunque piacere! Anche a me non dispiacciono casi di sdoppiamento della personalità, anche se in effetti sono qualcosa di già visto e sarebbe stata comunque una strada “facile”, nonostante mi avrebbero permesso di rimanere in ambito giallo. Spero apprezzerai anche il finale 😀

  • E così Ellis è la nostra “final girl”, ammesso che arrivi in piedi alla fine… Non ho ben capito cosa sia successo a Rose però, ma forse mi son perso qualche dettaglio. La svolta horror non mi dispiace, anche perchè all’inizio del capitolo ho pensato che la soluzione avrebbe potuto essere un classico caso di doppia personalità, fin troppo frequente nei racconti di questo tipo, e questa scelta non mi sarebbe piaciuta proprio per niente. Per il finale ho votato per il narratore esterno, perchè non mi dispiace l’idea che i nostri sventurati restino all’oscuro dell’accaduto fino alla fine e a fornirci una spiegazione sia qualcuno che arriva a cose fatte. Spero solo ci sia il tempo di chiudere tutto come si deve!

    • Tranquillo non ti sei perso niente, ho descritto volutamente ciò che è successo a Rose in maniera vaga per non essere ripetitivo, visto che ha fatto la stessa fine di tutti gli altri. Mi fa piacere che hai apprezzato il capitolo nonostante l’arbitrarietà della conclusione, spero che apprezzerai anche il finale. A presto!

  • Voto dialogo.
    Aspettavo il tuo aggiornamento. Adoro questo racconto è l’ho seguito con coinvolgimento.
    Sei stato all’altezza delle mie aspettative, stupendomi in positivo e scrivendo benissimo come sempre.
    Tanto di cappello.
    Non so, se sono riuscita a digerire questa svolta horror, ma sono sicura che ci sarà una spiegazione.
    Magari è tutto nella mente di Ellis?
    Ci stiamo discostando dal Christie per avvicinarci ad un thriller mentale alla Shutter Island, in cui scopriremo le malattie mentali del protagonista alla fine?
    Attendo con trepidazione.

    • Grazie come sempre per i complimenti 😀
      La spiegazione ci sarà, non mi fanno impazzire gli spiegoni ma in questo caso mi sembra doveroso. Non ti posso anticipare se la svolta horror verrà confermata o smentita, però ti posso dire che negli ultimi due capitoli c’è un indizio che forse può farti arrivare alla soluzione, o comunque a cosa tratterà la spiegazione. Se ti va cercalo e fammi sapere!

    • Ebbene sì, mi dichiaro colpevole 😀
      L’idea di questo racconto era quella di fare un giallo volutamente irrisolvibile per poi concluderlo con un finale horror, cercando comunque di mantenere un minimo di credibilità e coerenza con quanto scritto in precedenza. Certo, ammetto che si tratta di una mossa molto paracula visto che ho scelto la via facile per risolvere il tutto, e non sono sicuro che alla fine l’idea complessiva si sia rivelata un granché, ma ho voluto comunque provare, anche perché una dei miei scopi principali era quello di lavorare sui personaggi, sulla tensione e sulla costruzione di determinate sensazioni, più che sulla trama in sé. Non so se ci sono riuscito, ma questo sta a voi da stabilire. Spero comunque che la spiegazione finale ti renda più digeribile questo capitolo che, da quanto ho capito, è stato abbastanza indigesto 😀

      • Indigesto è dire poco! 😛 Scherzi a parte, attendo di leggere il decimo per esprimermi con cognizione di causa. Per ora prevale la perplessità, ma meglio non affrettarsi a dare giudizi.
        Penso che gli elementi su cui hai voluto concentrarti (personaggi, tensione e sensazioni) siano proprio quelli che meglio caratterizzano il racconto: il set e l’atmosfera li hai delineati alla perfezione e i personaggi sono riconoscibili, forse solo i fratelli hanno un’identità meno marcata. Per cui direi che hai pienamente raggiunto i tuoi obiettivi.
        Certo, anche la trama ha la sua importanza, soprattutto in un giallo, in cui il patto col lettore è quello di disseminare indizi che lui non riesce a vedere, finché non arriva la rivelazione finale e gli si fa dire: “oh cavolo, è vero!”. Motivo per cui sono rimasta un po’ scossa…
        Però la fortuna di pubblicare online è proprio quella di avere il diritto di sperimentare, osando un po’.
        Vedremo se riuscirai a stupirmi col finale, comunque vada penso che tu abbia una bella scrittura e leggerò sicuramente altre tue storie.

        Ps: ho dimenticato di dirti cosa voto, l’altra volta: dialogo. Una volta hai detto che ti piacciono molto, per cui spero ti faccia piacere!

        • Capisco la perplessità, infatti ripeto che non so quanto sia valsa la pena di fare questo “esperimento”, anche se mi sento abbastanza soddisfatto del risultato finale (anche perché mi aspettavo reazioni ancora più negative :D).
          Grazie comunque per tutte le osservazioni, quelle positive e soprattutto quelle negative, e anche per aver scelto i dialoghi, in effetti era l’opzione che preferivo! Per il prossimo racconto ti posso anticipare che sarà qualcosa di completamente diverso da questo, per cui tranquilla, non potrò più barare ?
          A presto!

  • Volevo il buio per contrasto alla luce accecante della distesa ghiacciata, ma sono in minoranza.
    Ho preferito la prima parte, la seconda mi sembra un po’ tirata per i capelli, con Ellis che si mette a fare congetture super arzigogolate e le trova perfette senza veri riscontri. ma forse stare sola in compagnia di una in stato catatonico non aiuta a restare lucidi.

    • Mi dispiace per la seconda parte, in effetti devo ammettere che è stata quasi un’idea dell’ultimo minuto, ma per come si era sviluppata la storia ho preferito fare così. Avrei preferito anch’io il buio per il prossimo capitolo, ma immaginavo che i chiaroscuri avrebbero avuto la meglio, anche se ripeto che riguarda qualcosa di abbastanza secondario 😀

    • In effetti in questo capitolo l’impronta teatrale viene a mancare, e penso anche nel prossimo. Grazie per essere passato comunque, spero apprezzerai anche gli ultimi due capitoli che mi rimangono!
      P.s. Non mi sono dimenticato del tuo racconto, tempo di recuperare i capitoli che mi sono perso e ti lascio sicuramente un commento 😀

  • Ciao Lorenzo,
    l’idea che gli assassini si eliminino in una sorta di giro infernale non è male, però formulata così sembra una strana congettura, forse, avendo voluto inserirla come movente, avresti potuto seminare qualche indizio e poi lasciarla scoprire nel finale; ma io non so se erano queste le tue intenzioni… Un capitolo inquietante, per la neve che in certi casi smette di essere candida e diventa agghiacciante e per la sensazione che nulla andrà mai a posto. Voto per la luce e vediamo che accade, ti confesso che mentre leggevo ho pensato: “usciranno mai da questa situazione?” è un buon segno, se il lettore si immedesima nel racconto, se prova sentimenti o anche sensazioni, l’autore sta facendo un buon lavoro.
    Ci si vede al nono, ciao e alla prossima!

    • Grazie per l’incoraggiamento, non ti nascondo che un senso di claustrofobia e di inquietudine erano tra le sensazioni che più volevo trasmettere con questo racconto. Per quanto riguarda l’osservazione sul movente penso che troverai una risposta nel prossimo capitolo, sperando che non ti deluda ?
      A presto!

  • Finalmente sei tornato! Con un gran bel capitolo 🙂
    La descrizione dell’ambiente esterno alla locanda mi è piaciuta molto, anche il rapporto creatosi fra Ellis e Rose… non me lo sarei aspettato.
    Forse la teoria di Ellis non è delle più brillanti, ma in una simile circostanza, fra l’ansia e la totale assenza di indizi, trovo verosimile che ci si facciano le idee più strampalate. Ora sono rimaste in due, le mie preferite. Cosa succederà?
    Voto “chiaroscuri”, mi intriga.

  • Voto chiaroscuri.
    Questo capitolo è leggermente sottotono rispetto agli altri. Non dico che non sia ben scritto. Anzi. Hai svolto il tuo compito magistralmente come sempre. Lo trovo però più un capitolo di passaggio prima del gran finale.
    Sono curiosa di capire come sbroglierai la matassa.
    Io in realtà ho dei sospetti su Rose.
    E se fingesse di fare la catatonica per deviare le possibili accuse?
    Se fosse proprio lei l’assassina di tutti gli ospiti alla locanda?
    Sarebbe un colpo di scena alla Christie.

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