Affare Tasmania

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Giusy se la cava da sola; (100%)

Ogni cosa al suo posto

«…Pronto?»
«Pronto, è l’ufficio di Giusy Cataldo?»
«Sì… lei chi è?»
«Mi chiamo Renato D’Antoni, sono il suo…»
«Ah, Renato! Iannone. Che fine avete fatto? Che succede a Giusy?»
«…Veramente vi chiamo proprio per questo. L’altra sera mi ha liquidato con quattro parole e non vuole che vada a casa sua. Io sono qua sotto da lei ma la conosco e so che non devo salire. Forse voi potete fare qualcosa, tanto lo so che quando fa così è sempre per colp…, sì insomma per lavoro…»
«Ah, siiì? Ufficialmente per noi è malata. Lei non prenda iniziative e mi lasci il suo numero. La faremo sapere».

«Salvi! Sbrigati, vieni con me in sala radio».
+
«Che fai dolcezza? Che stai facendo?»
«Mi annoio, non mi fate fare niente! Spolvero il mio quadro preferito: le ninfee di Monet…»
«Certo, bello, vedo! Le “ninfe di Manet”».
«Ollio, sei un idiota: sono ninfee; e poi: si scrive Manet ma si legge mo-né …ignorante! Comunque, che vorresti fare dolcezza? Vuoi incipriarti il naso?»
«Bravo, tu sì che capisci le donne: vorrei lavarmi la testa…»
«Vai, bella, vai. Il bagno è sicuro ma non ci mettere troppo».
+
«Salvi ascolta: quando i due scemi tornarono da Giusy per rimuovere le cimici, ricordi? A causa del talco e casini vari ne dimenticarono una, dietro il quadro. Noi… io ho lasciato correre perché risultava inattiva. Bene; secondo me ora dovremmo riprovare».
«…Ad ascoltare? Cazzo! Beeene! Prova invece di parlare Ianno’! Prova!»
« …Vado…Ehi! Non ci posso… ma è… attiva! Funziona! Aspetta, aspetta …sssh! C’è qualcuno con lei… mi puzza… ecco: lei chiede di usare il bagno».
«Il bagno… chiede?»
« Siiì… mi sa che ha problemi… Che facciamo?»
«Rimani lì, vado da Risi».

«Novità?»
«No, dottor Risi, lei è in bagno da un po’ e loro chiacchierano».
«Sono in due, confermato? Continui ad ascoltare. E pensare che credevo si fosse presa una pausa visto che ormai Roger era andato…»
«Ah, dottore: una cosa l’hanno detta: ‘che cretina questa, non si è accorta che andiamo in giro con le pistole di plastica!’».
«Di plastica? Ottimo!»
«Ottimo? Non credo, mi permetta! Primo: lei sicuramente si è accorta delle pistole e quindi tenterà di fare… secondo: sono due uomini contro una donna. Quante chance può avere con un piede rotto?»
«Vero! Però Giusy ha scelto di andare in bagno. Vuol dire che forse ha scelto un’altra strada… Io credo che potrebbe cercare di attirare l’attenzione dei passanti, magari buttando qualcosa dalla finestra… Ci serve uno là sotto subito!»

«Salvi, vieni qua… senti: sai una cosa? La microspia: lei l’aveva trovata e disattivata poi però l’ha lasciata lì; avrà avuto i suoi buoni motivi. E ora l’ha riattivata!»
«Miii! Credi? Ma chi è questa ahò? …Cacchio! Renato, il suo ragazzo! È là! Dammi il numero, dammi il numero!
…Renato, stammi bene a sentire. Intanto resta lì. Cerca un posto dove vedi le finestre dell’appartamento. Appena vedi qualcosa di strano chiama i pompieri. È chiaro? Non il 112, polizia o altro: i pompieri! Mi raccomando. Ah! Noi stiamo arrivando!»
+
« E quanto ci metti bella? Devo entrare?»
«No, fatto, fatto! Mi sto asciugando i capelli, ora esco e vi faccio un bel caffè!»
«Ah, ah, ah, brava. Intanto, però datti una mossa».
+
«Pronto, Pronto? …Si allora: c’è un incendio. Via Formia 112. Presto, presto!»
+
«E adesso però basta! Devi uscire! Ma con voi donne sempre a puttane deve finire? E esci no! Che cazzo stai facendo? Ma che deodorante usi, sento puzza di… bruciato!? Esci di lì, brutta stronza che stai facendo…»
«Aiut…Aiut, Ahia…Ahia il mio piede, brutto stronzo tu! Mi fai male, vaffanculo, levami le mani di dossooo…! »
«Ehi, ehi Stanlio senti le sirene? È la polizia!»
«Ma che polizia! Sono i pompieri, questa stronza ha dato fuoco a un che cazzo ne so, dobbiamo uscire! Tirala fuori! Prendila per i capeeelli, pestagli il piede, forza! …E buona, buona gatta furiosa! Dai un calcio all’altro piede…e che…, porca puttana, che vipera, …così si calma! Fuori, fuori! Arrivano i pompieri, portala fuori di peso ‘sta stronzaaa!»
«Su le mani! lasciatela stare! Ci sono tre pistole puntate su di voi…»
+
«Come stai tesoro?»
«…L’altro piede! Dottor Risi: Roger è arrivato?»
«Missione compiuta, Caramella.»
+
«Però l’applauso ve lo potevate risparmiare. Avete visto le facce della gente quando sono uscita? In fondo ho solo dato fuoco al mio cuscino cosparso di acetone e fatto un po’ di scena col phon che buttava le piume infuocate di fuori…»
«Beh, devo dire che anche il fumo non ti è venuto male.
Mi dispiace tanto per il tuo, secondo piede rotto!»
«Vorrà dire che mi farò un po’ di vacanza… però prima vorrei invitarvi tutti a cena: Renato, il mio amore;
Antonio amico mio per sempre, (a proposito: solo tu potevi sintonizzarti alla perfezione sulla mia lunghezza d’onda e capire che avevo riacceso la microspia!);
te, caro Salvi che mi vuoi bene e sai che io ne voglio a te, e lei, dottore per la stima e la comprensione che le devo visto che deve dirigere questa gabbia di matti!» 

p.s.: non usa più, ma pare, dicono che vissero felici e contenti… 🙋

Categorie

Lascia un commento

51 Commenti

  1. Ciao Fenderman,
    e così sei arrivato alla fine. Tutti sono salvi, a parte i piedi della povera Giusy, e le cose si sono sistemate. Hai creato un bell’ambientino, personaggi credibili, anche solo attraverso il dialogo. L’esperimento è riuscito, ora non resta che aspettare il prossimo racconto. Dove ci porterai?

    Alla prossima!

  2. Ciao Fenderman,
    stai andando nella giusta direzione, con calma hai piazzato ogni tassello e sei arrivato in fondo con una bella storia, precisa. Non so cosa accadrà nel finale, a me piacerebbe vedere Giusy in azione, eh sì, vederla proprio, perché anche solo con i dialoghi io le scene le vedo ed è merito tuo.
    Non ho appunti da fare, sono certa che chiuderai col botto. Se posso, secondo me questo stile, un po’ più leggero, ti si addice di più.
    Vediamo che combina Giusy, intanto ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    ributtiamo dentro Iannone, anche se non so bene a fare cosa 🙂
    mi è piaciuto il capitolo, io trovo divertente il tuo stile e molto “visivo” eppure non descrivi praticamente nulla, bastano pochi indizi per trovarsi al centro della scena. Molto bene.
    Non avertene a male, ma preferisco questo genere al precedente.
    Alla prossima!
    p.s. l’unico appunto minuscolo che posso farti è la coppia !? nella frase:
    «Allora, Risi, il piano andrà avanti!?»… 🙂

    • Buongiorno, ho beccato il tuo commento prsticamente in diretta! Grazie per l’apprezzamento, ero che a gente che scrive il mio esperimento sarebbe servito per guardare oltre quello che legge e lavorare di immaginazione.
      chiedo scusa a te e tutti per il refuso grave in “commozione celebrale (cerebrale) ” , che avevo corretto ma poi, come spesso accade ho pubblicato la versione sbagliata. A proposito di “!?” ti segnalo cosa dice in proposito l’ Accademia Della Crusca:

      -I punti esclamativo e interrogativo possono essere usati insieme, soprattutto in testi costruiti su un registro brillante, nei fumetti o nella pubblicità.

      un salutone e grazie ancora.🙋

    • Hai ragione, difficile forse un po’ di più stare dietro alla storia in questo capitolo. Era necessario, ho fatto quanto
      possibile per renderlo “digeribile”. Prometto un prossimo episodio più abbordabile e sapremo chi è e da dove viene Giusy. A presto! ciao, grazie. 🙋

  4. Ciao, Keziarica.
    Eccome era voluto: trascinato, annoiato e pesante come Risi lo pronuncia. Oney è una coltellata alla schiena dalla solita ‘h”.
    Ce la faremo anche perché immagino che i complicatissimi film di Salvi non siano poi tali. Vedremo.
    Ciao, grazie.🙋

  5. Ciao Fenderman,
    questo tuo esperimento tutto dialogico mi piace molto, ho preso la mano a leggerti e trovo il racconto molto interessante e anche intelligente. La cara Giusy non è stupida e, zitta zitta, si sta muovendo nella giusta direzione. Vediamo come affronta i cattivi in arrivo, siamo al sesto e ci vuole una svolta 🙂
    Ciao e alla prossima!
    p.s. il link non funziona…

    • Grazie, sono molto contento di aver “infilato” un sentiero che serviva a me per imparare a gestire i dialoghi e settimana dopo settimana ho appreso molto. Se poi la cosa è stata in qualche modo utile o gradita a qualche “lettore autore” meglio. alla prossima ciao🙋

  6. Caro Repazzo, capisco un po’ di difficoltà, ma lo avevo premesso. Considera questo racconto come una forma di “allenamento” alla lettura ( in primis) , e al controllo dei dialoghi che sono la chiave di un racconto ” moderno”. È una prova alla quale sottopongo prima di tutto me stesso, e ti confesso che la voglia di concedermi una “deroga” ogni tanto mi coglie. Ma è un esperimento e rimane tale. Io sto crescendo con lui e così spero chi vorrà magari domani, farlo molto meglio di me.
    Grazie ancora . Ciao 🙋

  7. Ti confesso che quella dei caratteri diversi era una idea che mi era pure balenata. Difficile da mettere in pratica e forse addirittura peggio perché bisognerebbe associare il carattere alla voce, alla situazione. Leggo dai commenti che piano, piano ci si abitua e si segue più agevolmente. La mia idea di fare un po’ di “ginnastica” in lettura credo che alla fine paghi; si riesce a seguire il racconto e, anche se il percorso mentale si fa più difficile, si cresce un pochino in attenzione e soddisfazione. Grazie per esserci,
    Alla prossima🙋

  8. Ciao Fenderman,
    trovo sempre spassosi e ben scritti i tuoi dialoghi; non è semplicissimo star dietro alla storia, ci vuole un po’ di impegno, ma se ci si riesce poi è tutto in discesa e molto divertente.
    Ho votato per Giusy con Peterson, vediamo che combina… secondo me, non la mettono nel sacco.
    Ci si vede alla prossima!
    p.s. bella la trovata dell’emoticon a fine messaggio, molto… realistica 🙂

    • Grazie, naturalmente, per l’apprezzamento.
      Dove cinismo e scarsa professionalità fanno il paio nasce spontaneo il ridicolo che fa sorridere ma ci collega ahinoi alla realtà. Questi sono i giorni che viviamo. Ci sono tante Giusy piene di buona volonta’ e tanti cialtroni che devono solo svoltare la giornata. Noi però stiamo coi buoni e alla fine… vedremo.
      Grazie, ciao🙋

    • Ti confesso che quella dei caratteri diversi era una idea che mi era pure balenata. Difficile da mettere in pratica e forse addirittura peggio perché bisognerebbe associare il carattere alla voce, alla situazione. Leggo dai commenti che piano, piano ci si abitua e si segue più agevolmente. La mia idea di fare un po’ di “ginnastica” in lettura credo che alla fine paghi; si riesce a seguire il racconto e, anche se il percorso mentale si fa più difficile, si cresce un pochino in attenzione e soddisfazione. Grazie per esserci,
      Alla prossima🙋

  9. Ho votato “i dubbi di Giusy” aumentano. Una volta capito il meccanismo dei dialoghi, bisogna entrare in una logica di lettura diversa, il tutto scorre piacevolmente. Mi è piaciuto l’inserimento del dialetto napoletano,avrei calcato più la mano sul romano di Giusy (ammesso che lei sia romana). Le poesie forse hanno rubato caratteri alla storia.

    • Ciao Valentina, grazie.
      Con le “poesie” ho voluto far emergere il mondo interiore di una persona (Iannone) che mal si adatta al cinismo dei colleghi. Obbedisce agli ordini ma, in realtà ha simpatia per Giusy e vuole aprire un canale di comunicazione con lei rivelando qualcosa del suo privato. Certamente ne bastava una ma mi sono messo nei panni di Giusy che è così sorpresa dalla cosa da volere una conferma. Dopo quel momento fra loro sicuramente aumenta il tasso di stima e lealtà (non considerate dai loro “capi”).
      Alla prossima (a breve).🙋

  10. Ciao Fenderman,
    io direi che Giusy trova un sospetto collaborativo. Ben architettato il capitolo, la missione a Napoli e i dialoghi. Di poesia ne avrei lasciata una sola, ma la scelta dev’essere dell’autore 🙂
    Il racconto prosegue bene, vediamo come te la cavi con il nuovo.
    Alla prossima!
    p.s. dovresti pensare di sostituire il segno minore < con le caporali « 😉 o le virgolette, se preferisci.

  11. Ho optato per la missione.
    Non so se serve, ma ti do il mio parere: l’idea è carina, ma il risultato rischia di diventare pesante, e a tratti lo è già, nonostante le gag e le battute a vivacizzare qui e là.
    Un racconto fatto solo di dialoghi se breve può essere simpatico, ma 50000 caratteri sono tanti, non penso sia gestibile in modo fruttuoso.
    Credo che funzionerebbe meglio in versione copione/sceneggiatura: con nomi dei personaggi prima del dialogo, descrizioni delle scene…
    Lo stacco tra intercettazioni e dialoghi degli investigatori non basta a strutturare e dare vita al tutto. Però è un esperimento, non voglio mica tarparti le ali, sono solo considerazioni, le mie.
    L’idea di fare investigare Giusy su se stessa così “si mette in fallo da sé” è strepitosa, in ogni caso 🙂

    • Grazie per il commento.
      Capisco tutti problemi che esponi, non li posso negare.
      Poiché in letteratura di trova di tutto io sto solo cercando di tirare un sasso nello stagno, nel mio stagno, nel senso che vorrei dare vita ad una storia senza raccontarla mettendo me alla prova come fossi un testimone cieco e dando, per assurdo, al lettore, lo spunto per immaginare tutto quello che non c’è.
      insomma non è la mia storia, è quella di tutti quelli che vorranno mettere alla prova l’intuito ed esercitare la propria fantasia. (Se ne avranno voglia.) grazie ancora ciao🙋

  12. Ciao. Apro il discorso dicendoti subito che la mia è una opinione strettamente personale. Se pur molto originale, in effetti è proprio questo che mi ha attirato verso la tua opera, è molto confusionaria. Spesso non si capisce chi sia a parlare e ci sono dei suoni onomatopeici e delle punteggiature che non capisco. Nel complesso non sono stato invogliato a leggere la seconda parte. Mi dispiace perché l’idea avrebbe potuto essere sviluppata meglio, anche solo mettendo il nome di chi parla magari, stile copione per intenderci. Detto questo, mi rendo conto che sia molto difficile trovare qualcosa di nuovo e riuscire anche a farlo bene, quindi, in bocca al lupo.

    • Non è facile capire tutto ma ho cercato di facilitare per quanto possibile il lettore nominando spesso nei dialoghi i personaggi. farò meglio vedrai. La punteggiatura è a volte poi complessa del solito perché ci deve dettare il ritmi, i tempi di ogni frase per quanto possibile non potendo usare altre espressioni che facilitino il compito.
      In più i nostri amici hanno l’ accento e usano il linguaggio parlato a Roma che non è dialetto ma è molto realistico.
      Ti consiglio di continuare la lettura perché il mio eventuale esperimento fallito potrà aiutare altri a non fallire!😊 gra zie, ciao🙋

  13. Ciao Fenderman,
    un quadretto divertente. Ottimo spunto per dare il via a un’avventura esilarante, bravo. Io voto per la partenza in missione, non vedo l’ora di conoscere i Tasmaniani trafficanti di Miele Manuka! Hai reso bene l’idea, ho avuto solo qualche piccola difficoltà a ricollegare quanto accaduto, ma solo perché ricordavo poco del primo episodio, e non è colpa tua 🙂
    Iannone mi fa venire in mente Andrea, ma quella è un’altra storia.
    Bene, avanti così e alla prossima!

  14. L’esperimento mi interessa molto e il risultato mi è piaciuto! Solo che anch’io ho trovato i dialoghi un po’ confusionari ed è vero che non si capisce sempre chi parla, ma penso sia anche piuttosto normale in questo caso, sicuramente bisogna leggere con più attenzione. Un altro rischio che secondo me si potrebbe presentare è quello di una potenziale monotonia a lungo andare, ma fin’ora non l’ho riscontrata. Sono curioso di leggere i capitoli successivi 😀

    • ciao. la tua osservazione è proprio quella che mi aspetto. Bisogna, per questo il racconto è dedicato a chi scrive, cercare di immaginarsi la scena e non aspettare che l’autore la descriva. Spesso, poi, che una battuta la dica Tizio o Caio cambia poco. Chiedo solo un esercizio di immaginazione che a Voi non manca certo. Specie in scene come quella concitata di una irruzione In casa il diaogo, anche nella vita reale è la somma di voci incalzanti e spezzate.
      In quanto alla potenziale noia il rischio c’è ma esiste un mestiere più pericoloso dello scrittore? grazie ci vediamo nella tua locanda. ciao 🙋

  15. Ciao fenderman, un incipit sicuramente originale! Non mi dispiace affatto, ma in un paio di punti mi sono persa. Per esempio quando scrivi: Salve, abito qui accanto; serve aiuto?
    Non ho capito bene se un vicino è comparso un attimo o chi stesse parlando con chi, perché dopo la telefonata il dialogo sembra tornare ai due protagonisti. Comunque un esperimento interessante e, credo, molto difficile da attuare.
    Seguo 🙂

  16. Un incipit molto divertente, già dalla trama mi ero incuriosita, può solo che proseguire meglio.
    C’è un refuso di una j in Giusy verso la fine della prima scena.
    Un piccolissimo dettaglio mi stona: “Sono del Pigneto”, inteso come vengono dalla periferia; forse dieci anni fa, o prima, il Pigneto poteva suonare come sinonimo di borgata, adesso è diventato un quartiere chic, io magari avrei nominato Centocelle o San Basilio per rendere meglio l’idea. Naturalmente è solo una mia impressione, e magari sbaglio anche. Scusa se mi sono permessa di farlo notare.
    Ho votato per “li hanno mandati per spaventare”.

    • ciao, Grazie per avermi letto. Ho nominato il Pigneto solo perché più noto e per motivi affettivi. In effetti Renato intendeva dire che semplicemente è uno che sa cavarsela. Il Pigneto, che amo e frequento, era una trentina di anni fa, quando Renato ha vissuto la prima infanzia, un quartiere con dei bambini in gamba
      😉 Alla prossima ciao🙋

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi