Affare Tasmania

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? si parte in missione (60%)

Giusy si muove

<Allora, Giusy, Caramella, eccoci. Dunque: sappiamo tutti quante opere d’arte escono, come pietre da una cava, e spariscono dall’Italia. Recentemente è riaffiorata una “via diplomatica” come nel caso di Nord-Coreani che contrabbandavano dal Sudafrica e dallo Zimbabwe corni di rinoceronte e altro. Beh, allo stesso modo, oggi, pare, succeda da noi.
<E tu, Salvi, pensi a quei “tipetti” che incrociai nell’affare manuka?
< Forse. Tu trovali; ritrovali. Se li becchiamo prima dei C.C. facciamo un figurone e ci scappa pure la gratifica.
<Ci proverò; ma mi serve tempo e non escludo un viaggio in Australia. Per ora comunque siccome ho un gancio a Napoli comincerei da lui. È uno del porto, ispettore delle dogane, e conosce bene questo genere di traffici. Mi serve per lui un telefono anonimo, una macchina e due giorni di missione.
< Bene. Risi vuole affiancarti Iannone, troppo rischio, secondo lui muoverti da sola.
<Iannone? Iannone eh. Vuoi dire che faremo coppia? Uhm, e tu? Ti priveresti di lui così?
<Beh, tanto non sarà per molto…, senza Iannone Antonio credo che mi riposerò.
+
<Vuoi che guidi un po’ io Caramella? Sei nervosa?
<No, grazie Iannone. Ormai siamo praticamente a Napoli.
< E allora rilassati, lo vedi ‘o Vesuvio com’è bello…romantico…ti piacciono le poesie d’amore? Sì? Allora senti questa:

“Amore. Cosa c’è di più pericoloso?
Sei tu, coi tuoi riccioli in testa,
coi tuoi occhi in festa,
Il tuo segreto ombroso? “

< Bella Iannone , che bella! Ma è tua?
<Certo, ne ho scritte mille. Tutte poesie d’amore, piccole e brevi perché l’amore non vuole chiacchiere.
< Ianno’, ma sei una rivelazione, me le farai leggere un giorno?
< Volentieri; ma che resti fra noi. Risi, Salvi, quelli: lasciamoli fuori.
<Ok giuro! Ma pensa te che ti vado a scoprire! Ne riparleremo presto; adesso però ci siamo. Conoscerai le signorine Di Pasta. Ora le vedrai. Sono delle vere “gemme”: in due fanno quasi trecento chili, sono gemelle: Lucia e Carmela e vivono insieme dalla nascita. Il mio contatto, “Lupetto rosso” è il loro unico nipote e amore.
<Ah, ma questo, perché proprio “lupetto rosso”?
<Ah, ah, perché è rosso come una carota.
< E, ha una tana tutta sua o vive con le zie?
< No, ha una casa a Santa Lucia ma quasi ogni giorno passa a trovarle.
<Speriamo ci aiuti a portare a casa qualche cosa.
<Tranquillo, è uno sveglio ed ha amici anche in aeroporto. È il nostro uomo per cominciare: sicuro!
<Sempre che non faccia il doppio gioco.
<Questo lo scopriremo vivendo; ma io mi fido di lui.
+
<Toh, toh, chi c’è! Giusy! Bella! Come mai? Entra.
<Ciao …Tu sei Lucia, giusto?
< Brava! Giusto! Carmelaa, c’è Giuseppina di Roma… E come stai bella mia? Il signore è un amico tuo?
<Un collega: Antonio.
<Piacere. Carme’ vieni o no? Carmela è mia sorella; tiene sempre qualche cosa ‘a fa’.
<Ecco, arrivo! Ma che piacere. Lupètt russ sarà contento; ma lo sa che sei venuta?
<No, è una sorpresa pure per lui, piuttosto spero che venga oggi.
<Viéne, viéne, alle due sta qua. Gli facciamo una bella ‘mprovisata. Ma che bella combinazione! ‘O gradìt un cafè?
+
<Giusy, qual buon vento? Perché non mi hai avvisato?
<Lupetto carissimo, ho una risposta per due domande: traffico d’arte.
< Uhm, ecco. Come sai che sto puntando qualcuno?
< Non lo so. Me lo stai dicendo tu, adesso. Vorrà dire che, forse, ogni tanto ci piglio.
< Brava, hai fatto bene a venire di persona. Questa cosa non è facile. È nu guajo; ci stanno sopra i Carabinieri, io, e mo tocca pure a te!
<Già, colpa del miele manuka. Comunque: pare via sia un filone diplomatico da seguire…
< Vero: da Roma sparisc nu sacco ’e roba, abbiamo qualche indizio, tracce, che ti passo. Sai…Tombaroli, falsari, antiquari…
<E i Tasmaniani! E la camorra?
<…Dovresti chiedere ai C.C….
<Capito, lasciamo stare. Iannone ha qui per te un telefono anonimo. Contiamo su di te. Io sono “Caramella” e lui “Zio Caio” in rubrica fra trecento nomi falsi.
<Ottimo, grazie. Adesso, però, andiamo di là che le ziette scalpitano. Vedrete che menù; cominciate ad allentare la cinta, ah,ah,ah.
+
<Caramella mia torniamo a Roma con poco;
<Sempre meglio di niente Ianno’, e poi Lupetto rimane una risorsa attiva.
Piuttosto, Antonio caro: un’altra poesia? Ti va di…
<Un’altra poesia? Eccola capo:

“Amore: sei come il vento che carezza e fugge
Sei cioccolato sciolto in un attimo e subito finito, consumato.
Sei il mio caffè corto, possente e breve come uno schiaffo.
Sei tutto ciò che non dura niente.
Sei un treno velocissimo, e mi porti con te. ”

< Mito!
+
< Come è andata a Napoli?
<Orsetto mio, è lavoro; lascia stare, abbracciami.
<Che c’è che non mi dici?
<Niente, solo… qualcosa che non mi torna. Ho avuto la sensazione che Lupetto Rosso, a Napoli, non fosse molto sorpreso della mia visita, e poiché di lui mi fido comincio ad avere dubbi su tutta la faccenda. Salvi, ad esempio, mi ha detto che ai due rapinatori dell’altra sera avrebbero “pensato loro”. Mi chiedo: perché?

che succede?

  • i dubbi di Giusy aumentano (25%)
    25
  • Una nuova minaccia (0%)
    0
  • Giusy trova un sospetto collaborativo (75%)
    75
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51 Commenti

  1. Ciao Fenderman,
    e così sei arrivato alla fine. Tutti sono salvi, a parte i piedi della povera Giusy, e le cose si sono sistemate. Hai creato un bell’ambientino, personaggi credibili, anche solo attraverso il dialogo. L’esperimento è riuscito, ora non resta che aspettare il prossimo racconto. Dove ci porterai?

    Alla prossima!

  2. Ciao Fenderman,
    stai andando nella giusta direzione, con calma hai piazzato ogni tassello e sei arrivato in fondo con una bella storia, precisa. Non so cosa accadrà nel finale, a me piacerebbe vedere Giusy in azione, eh sì, vederla proprio, perché anche solo con i dialoghi io le scene le vedo ed è merito tuo.
    Non ho appunti da fare, sono certa che chiuderai col botto. Se posso, secondo me questo stile, un po’ più leggero, ti si addice di più.
    Vediamo che combina Giusy, intanto ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    ributtiamo dentro Iannone, anche se non so bene a fare cosa 🙂
    mi è piaciuto il capitolo, io trovo divertente il tuo stile e molto “visivo” eppure non descrivi praticamente nulla, bastano pochi indizi per trovarsi al centro della scena. Molto bene.
    Non avertene a male, ma preferisco questo genere al precedente.
    Alla prossima!
    p.s. l’unico appunto minuscolo che posso farti è la coppia !? nella frase:
    «Allora, Risi, il piano andrà avanti!?»… 🙂

    • Buongiorno, ho beccato il tuo commento prsticamente in diretta! Grazie per l’apprezzamento, ero che a gente che scrive il mio esperimento sarebbe servito per guardare oltre quello che legge e lavorare di immaginazione.
      chiedo scusa a te e tutti per il refuso grave in “commozione celebrale (cerebrale) ” , che avevo corretto ma poi, come spesso accade ho pubblicato la versione sbagliata. A proposito di “!?” ti segnalo cosa dice in proposito l’ Accademia Della Crusca:

      -I punti esclamativo e interrogativo possono essere usati insieme, soprattutto in testi costruiti su un registro brillante, nei fumetti o nella pubblicità.

      un salutone e grazie ancora.🙋

    • Hai ragione, difficile forse un po’ di più stare dietro alla storia in questo capitolo. Era necessario, ho fatto quanto
      possibile per renderlo “digeribile”. Prometto un prossimo episodio più abbordabile e sapremo chi è e da dove viene Giusy. A presto! ciao, grazie. 🙋

  4. Ciao, Keziarica.
    Eccome era voluto: trascinato, annoiato e pesante come Risi lo pronuncia. Oney è una coltellata alla schiena dalla solita ‘h”.
    Ce la faremo anche perché immagino che i complicatissimi film di Salvi non siano poi tali. Vedremo.
    Ciao, grazie.🙋

  5. Ciao Fenderman,
    questo tuo esperimento tutto dialogico mi piace molto, ho preso la mano a leggerti e trovo il racconto molto interessante e anche intelligente. La cara Giusy non è stupida e, zitta zitta, si sta muovendo nella giusta direzione. Vediamo come affronta i cattivi in arrivo, siamo al sesto e ci vuole una svolta 🙂
    Ciao e alla prossima!
    p.s. il link non funziona…

    • Grazie, sono molto contento di aver “infilato” un sentiero che serviva a me per imparare a gestire i dialoghi e settimana dopo settimana ho appreso molto. Se poi la cosa è stata in qualche modo utile o gradita a qualche “lettore autore” meglio. alla prossima ciao🙋

  6. Caro Repazzo, capisco un po’ di difficoltà, ma lo avevo premesso. Considera questo racconto come una forma di “allenamento” alla lettura ( in primis) , e al controllo dei dialoghi che sono la chiave di un racconto ” moderno”. È una prova alla quale sottopongo prima di tutto me stesso, e ti confesso che la voglia di concedermi una “deroga” ogni tanto mi coglie. Ma è un esperimento e rimane tale. Io sto crescendo con lui e così spero chi vorrà magari domani, farlo molto meglio di me.
    Grazie ancora . Ciao 🙋

  7. Ti confesso che quella dei caratteri diversi era una idea che mi era pure balenata. Difficile da mettere in pratica e forse addirittura peggio perché bisognerebbe associare il carattere alla voce, alla situazione. Leggo dai commenti che piano, piano ci si abitua e si segue più agevolmente. La mia idea di fare un po’ di “ginnastica” in lettura credo che alla fine paghi; si riesce a seguire il racconto e, anche se il percorso mentale si fa più difficile, si cresce un pochino in attenzione e soddisfazione. Grazie per esserci,
    Alla prossima🙋

  8. Ciao Fenderman,
    trovo sempre spassosi e ben scritti i tuoi dialoghi; non è semplicissimo star dietro alla storia, ci vuole un po’ di impegno, ma se ci si riesce poi è tutto in discesa e molto divertente.
    Ho votato per Giusy con Peterson, vediamo che combina… secondo me, non la mettono nel sacco.
    Ci si vede alla prossima!
    p.s. bella la trovata dell’emoticon a fine messaggio, molto… realistica 🙂

    • Grazie, naturalmente, per l’apprezzamento.
      Dove cinismo e scarsa professionalità fanno il paio nasce spontaneo il ridicolo che fa sorridere ma ci collega ahinoi alla realtà. Questi sono i giorni che viviamo. Ci sono tante Giusy piene di buona volonta’ e tanti cialtroni che devono solo svoltare la giornata. Noi però stiamo coi buoni e alla fine… vedremo.
      Grazie, ciao🙋

    • Ti confesso che quella dei caratteri diversi era una idea che mi era pure balenata. Difficile da mettere in pratica e forse addirittura peggio perché bisognerebbe associare il carattere alla voce, alla situazione. Leggo dai commenti che piano, piano ci si abitua e si segue più agevolmente. La mia idea di fare un po’ di “ginnastica” in lettura credo che alla fine paghi; si riesce a seguire il racconto e, anche se il percorso mentale si fa più difficile, si cresce un pochino in attenzione e soddisfazione. Grazie per esserci,
      Alla prossima🙋

  9. Ho votato “i dubbi di Giusy” aumentano. Una volta capito il meccanismo dei dialoghi, bisogna entrare in una logica di lettura diversa, il tutto scorre piacevolmente. Mi è piaciuto l’inserimento del dialetto napoletano,avrei calcato più la mano sul romano di Giusy (ammesso che lei sia romana). Le poesie forse hanno rubato caratteri alla storia.

    • Ciao Valentina, grazie.
      Con le “poesie” ho voluto far emergere il mondo interiore di una persona (Iannone) che mal si adatta al cinismo dei colleghi. Obbedisce agli ordini ma, in realtà ha simpatia per Giusy e vuole aprire un canale di comunicazione con lei rivelando qualcosa del suo privato. Certamente ne bastava una ma mi sono messo nei panni di Giusy che è così sorpresa dalla cosa da volere una conferma. Dopo quel momento fra loro sicuramente aumenta il tasso di stima e lealtà (non considerate dai loro “capi”).
      Alla prossima (a breve).🙋

  10. Ciao Fenderman,
    io direi che Giusy trova un sospetto collaborativo. Ben architettato il capitolo, la missione a Napoli e i dialoghi. Di poesia ne avrei lasciata una sola, ma la scelta dev’essere dell’autore 🙂
    Il racconto prosegue bene, vediamo come te la cavi con il nuovo.
    Alla prossima!
    p.s. dovresti pensare di sostituire il segno minore < con le caporali « 😉 o le virgolette, se preferisci.

  11. Ho optato per la missione.
    Non so se serve, ma ti do il mio parere: l’idea è carina, ma il risultato rischia di diventare pesante, e a tratti lo è già, nonostante le gag e le battute a vivacizzare qui e là.
    Un racconto fatto solo di dialoghi se breve può essere simpatico, ma 50000 caratteri sono tanti, non penso sia gestibile in modo fruttuoso.
    Credo che funzionerebbe meglio in versione copione/sceneggiatura: con nomi dei personaggi prima del dialogo, descrizioni delle scene…
    Lo stacco tra intercettazioni e dialoghi degli investigatori non basta a strutturare e dare vita al tutto. Però è un esperimento, non voglio mica tarparti le ali, sono solo considerazioni, le mie.
    L’idea di fare investigare Giusy su se stessa così “si mette in fallo da sé” è strepitosa, in ogni caso 🙂

    • Grazie per il commento.
      Capisco tutti problemi che esponi, non li posso negare.
      Poiché in letteratura di trova di tutto io sto solo cercando di tirare un sasso nello stagno, nel mio stagno, nel senso che vorrei dare vita ad una storia senza raccontarla mettendo me alla prova come fossi un testimone cieco e dando, per assurdo, al lettore, lo spunto per immaginare tutto quello che non c’è.
      insomma non è la mia storia, è quella di tutti quelli che vorranno mettere alla prova l’intuito ed esercitare la propria fantasia. (Se ne avranno voglia.) grazie ancora ciao🙋

  12. Ciao. Apro il discorso dicendoti subito che la mia è una opinione strettamente personale. Se pur molto originale, in effetti è proprio questo che mi ha attirato verso la tua opera, è molto confusionaria. Spesso non si capisce chi sia a parlare e ci sono dei suoni onomatopeici e delle punteggiature che non capisco. Nel complesso non sono stato invogliato a leggere la seconda parte. Mi dispiace perché l’idea avrebbe potuto essere sviluppata meglio, anche solo mettendo il nome di chi parla magari, stile copione per intenderci. Detto questo, mi rendo conto che sia molto difficile trovare qualcosa di nuovo e riuscire anche a farlo bene, quindi, in bocca al lupo.

    • Non è facile capire tutto ma ho cercato di facilitare per quanto possibile il lettore nominando spesso nei dialoghi i personaggi. farò meglio vedrai. La punteggiatura è a volte poi complessa del solito perché ci deve dettare il ritmi, i tempi di ogni frase per quanto possibile non potendo usare altre espressioni che facilitino il compito.
      In più i nostri amici hanno l’ accento e usano il linguaggio parlato a Roma che non è dialetto ma è molto realistico.
      Ti consiglio di continuare la lettura perché il mio eventuale esperimento fallito potrà aiutare altri a non fallire!😊 gra zie, ciao🙋

  13. Ciao Fenderman,
    un quadretto divertente. Ottimo spunto per dare il via a un’avventura esilarante, bravo. Io voto per la partenza in missione, non vedo l’ora di conoscere i Tasmaniani trafficanti di Miele Manuka! Hai reso bene l’idea, ho avuto solo qualche piccola difficoltà a ricollegare quanto accaduto, ma solo perché ricordavo poco del primo episodio, e non è colpa tua 🙂
    Iannone mi fa venire in mente Andrea, ma quella è un’altra storia.
    Bene, avanti così e alla prossima!

  14. L’esperimento mi interessa molto e il risultato mi è piaciuto! Solo che anch’io ho trovato i dialoghi un po’ confusionari ed è vero che non si capisce sempre chi parla, ma penso sia anche piuttosto normale in questo caso, sicuramente bisogna leggere con più attenzione. Un altro rischio che secondo me si potrebbe presentare è quello di una potenziale monotonia a lungo andare, ma fin’ora non l’ho riscontrata. Sono curioso di leggere i capitoli successivi 😀

    • ciao. la tua osservazione è proprio quella che mi aspetto. Bisogna, per questo il racconto è dedicato a chi scrive, cercare di immaginarsi la scena e non aspettare che l’autore la descriva. Spesso, poi, che una battuta la dica Tizio o Caio cambia poco. Chiedo solo un esercizio di immaginazione che a Voi non manca certo. Specie in scene come quella concitata di una irruzione In casa il diaogo, anche nella vita reale è la somma di voci incalzanti e spezzate.
      In quanto alla potenziale noia il rischio c’è ma esiste un mestiere più pericoloso dello scrittore? grazie ci vediamo nella tua locanda. ciao 🙋

  15. Ciao fenderman, un incipit sicuramente originale! Non mi dispiace affatto, ma in un paio di punti mi sono persa. Per esempio quando scrivi: Salve, abito qui accanto; serve aiuto?
    Non ho capito bene se un vicino è comparso un attimo o chi stesse parlando con chi, perché dopo la telefonata il dialogo sembra tornare ai due protagonisti. Comunque un esperimento interessante e, credo, molto difficile da attuare.
    Seguo 🙂

  16. Un incipit molto divertente, già dalla trama mi ero incuriosita, può solo che proseguire meglio.
    C’è un refuso di una j in Giusy verso la fine della prima scena.
    Un piccolissimo dettaglio mi stona: “Sono del Pigneto”, inteso come vengono dalla periferia; forse dieci anni fa, o prima, il Pigneto poteva suonare come sinonimo di borgata, adesso è diventato un quartiere chic, io magari avrei nominato Centocelle o San Basilio per rendere meglio l’idea. Naturalmente è solo una mia impressione, e magari sbaglio anche. Scusa se mi sono permessa di farlo notare.
    Ho votato per “li hanno mandati per spaventare”.

    • ciao, Grazie per avermi letto. Ho nominato il Pigneto solo perché più noto e per motivi affettivi. In effetti Renato intendeva dire che semplicemente è uno che sa cavarsela. Il Pigneto, che amo e frequento, era una trentina di anni fa, quando Renato ha vissuto la prima infanzia, un quartiere con dei bambini in gamba
      😉 Alla prossima ciao🙋

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