Anelli di fumo

Dove eravamo rimasti?

Quale di queste parole connoterà il prossimo episodio? Cavia (75%)

IV. Cavie

Elia si svegliò di soprassalto, mentre la cenere della sigaretta gli scottò la mano. La spense subito, mettendosi a sedere.

Sfregò gli occhi a lungo prima che la vista tornasse nitida. Ancora mezzanotte e trentasei, pensò deluso, rendendosi conto di aver chiuso gli occhi solo un paio di minuti. Abbastanza, però, per sognare Sofia e il suo corpo…

Elia si alzò di scatto. Non voleva dormire, doveva pensare, trovare una soluzione al suo esperimento. Se la sigaretta non bastava, cosa avrebbe potuto inventare?

Aprì il portatile e cominciò a navigare su internet, in cerca di un’ispirazione, una qualche idea. Finì presto a guardare video di esperimenti con mentine e bibite gassate, per poi richiudere sconsolato il pc.

Fu in quel momento, con quel gesto secco, che ebbe l’idea. Era azzardata, audace, anche se rischiosa. Eppure…

Accese nuovamente il portatile, e questa volta iniziò a cercare informazioni ben precise: aveva ritrovato un obiettivo.

Senza accorgersene, l’alba si era avvicinata di un paio d’ore quando, finalmente soddisfatto, si diresse a letto. Questa volta l’esperimento non potrà passare inosservato!

***

Il campanello suonò.

Elia corse al citofono: «Chi è?»

«Ho una consegna.»

«Scendo subito!» rispose Elia, alla voce.

Fece di corsa i quattro piani di scale, fino al portone d’ingresso, dove un corriere stava scaricando tre grossi pacchi, alti poco più di lui.

«Una firma qui… perfetto. Grazie e buona giornata.»

Elia afferrò il primo pacco e pur conoscendone il contenuto, si sorprese di quanto pesasse poco. In breve, li trasferì tutti e tre all’interno dell’ascensore, e da lì nel suo appartamento.

Aprì il primo e immediatamente scoppiò a ridere.

«Se mi vedesse qualcuno, mi prenderebbe per pazzo!» disse, mentre squarciava gli altri due scatoloni. «Ora mi servono dei vestiti.»

E senza indugiare, corse ad aprire le ante dell’armadio.

***

Un capannello di persone era riunito davanti al binario 1. Un inquieto brusio serpeggiava tra la folla.

«È una follia!» continuava a ripetere una signora, pallida in viso.

I più furbi tentavano di raggiungere il binario 2, sperando di avere una visuale migliore, ma anche dall’altro lato la situazione era simile.

«Tu hai visto?», si domandavano le persone fra loro, avide di notizie.

Elia, ormai, era lontano, e col cuore che gli batteva all’impazzata, osservava la gente e le sue reazioni. Nonostante la paura, si sentiva esaltato. Ce l’ho fatta!, pensò.

Si sentiva pieno di vita, quasi raggiante, quando da lontano sentì il suono di un’ambulanza che si avvicinava.

Non possono essere diretti qui, si disse per tranquillizzarsi.

Attese, con un senso di crescente inquietudine, finché i suoi timori divennero realtà. Una squadra di soccorritori salì dal sottopassaggio, fino a farsi strada tra la gente.

Ora si accorgeranno che non importava chiamarli, pensò Elia, spaventato più che mai.

Ci volle un po’, prima di realizzare quello che stava vedendo. Trattenne un conato, prima di voltarsi e scappare.

***

«Un tragico incidente in stazione centrale ha scosso tutti questa mattina. Un uomo si è gettato sul binario per soccorrere quella che sembrava essere una persona. Purtroppo non ha fatto in tempo a risalire prima dell’arrivo del treno che, pur essendo già in fase di frenatura, l’ha investito, togliendogli la via. Ancor più tragico è stato scoprire che la presunta persona da soccorrere fosse in realtà un semplice manichino. La polizia sta attualmente indagando per ricostruire l’accadu-»

La stanza piombò nel silenzio. Un silenzio martellante e assordante che costrinse Elia a tapparsi le orecchie, come se quel gesto potesse separarlo dal mondo.

Si morse il labbro, per trattenere un urlo di pura angoscia.

«Cosa ho fatto? Cosa ho fatto? Io non…»

Ma non riuscì a concludere la frase. Se pensava al futuro vedeva solo nero. Non riusciva a immaginarsi nulla. Quali conseguenze ci sarebbero state? Quanto tempo ci avrebbero messo a trovarlo, a dargli la colpa? E cosa avrebbe mai potuto dire? Ma soprattutto, come avrebbe potuto sopportare il peso di quella colpa?

Alzò lo sguardo, e accanto a sé vide gli altri due manichini, vestiti come persone – le mie cavie -, entrambi con un paio di occhiali da sole, truccati in viso. Immobili, freddi. Gli sembrarono immediatamente due spaventapasseri. E ne ebbe terrore.

Questa volta non riuscì a reprimere l’urlo di angoscia, seguito da un conato che non poté più trattenere.

Osservò disgustato la pozza ai suoi piedi, al centro del tappeto. Pensò che avrebbe dovuto pulire. Avrebbe dovuto far sparire i manichini. O almeno svestirli. Ma non si mosse da lì.

Riuscì solo a raggiungere il pacchetto di sigarette e accendersene una, mentre una risata nervosa lo scosse, insieme ai brividi.

***

Un anno prima

«Elia! Ma… cos’hai fatto?»

«Mi dispiace, Sofia… ho sbagliato…»

«Ma guarda qui! Mi hai rovinato tutto!»

«Però non sono così brut-»

«Odio il rosa.»

«Si sono rovinate solo un paio di magliette…»

«Ma ci tenevo!»

«Vorrà dire che ti porterò a fare shopping.»

«Ok, ma guido io!»

Facciamo un passo indietro. Nel prossimo episodio ci saranno:

  • 8 ruote (43%)
    43
  • 4 ruote (0%)
    0
  • 2 ruote (57%)
    57
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47 Commenti

  • Gran bel capitolo, che dà una brusca sterzata alla storia e probabilmente anche un’accelerata, forse un po’ troppo rapida visto quanto velocemente si precipita nel dramma… ma d’altra parte il dramma è sempre così, e anche il flashback e la scelta mi fanno pensare che proprio una dramma nel passato sia alla base dell’esperimento di Elia. Vedremo se ci ho visto giusto, intanto voto per le 8 ruote

  • Secondo me invece non c’è un gran distacco dai capitoli precedenti, semmai solo una rapida accelerata che porta improvvisamente del tragico lì dove però si intuiva già che ci sarebbe stato. Mi è piaciuto molto questo capitolo, in particolare è ben descritto il senso di angoscia e disperazione di Elia nel momento in cui si rende conto di quello che ha fatto, e la consapevolezza di non poter tornare indietro. Forse un po’ forzata l’idea dei manichini visto che avrebbe dovuto intuire il pericolo a cui andava incontro, però tutto sommato è in linea con la natura particolare del protagonista. Voto per le otto ruote, sono curioso di sapere a cosa si riferiscono!

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