BUIO

Riflessioni

Non conosco il suo nome. Io lo chiamo “Buio”.
L’avevo visto per caso, lì seduta sulla panchina del parco vicino casa mia. Avevo alzato gli occhi dal libro che leggevo, incuriosita dal suono della sua chitarra.
È bravo, ricordo di aver pensato. Buio era seduto su una seggiolina pieghevole con l’aria melanconica, i jeans strappati, la camicia scolorita e usurata, i primi bottoni aperti che lasciavano intravedere la pelle nera, lucida al sole. Cantava schiudendo le labbra smisurate e rosse, i denti bianchi. I capelli lunghi e neri erano legati in tante piccole treccine. Anche se era seduto, si capiva che fosse alto, le gambe lunghe e muscolose, così come le braccia che reggevano la chitarra. Sul bicipite destro figuravano tre piccoli tatuaggi colorati, ma non ero abbastanza vicina per distinguerne i disegni. Poggiata a terra, vicina ai suoi piedi, una cesta per raccogliere le poche monete che qualche passante generoso gli avrebbe lanciato forse per pietà, altri, invece, con una distratta aria di sufficienza come a sottolineare la superiorità della loro condizione sociale.
Buio, infatti, è un ragazzo di colore.
Sentendo addosso i miei occhi, aveva alzato lo sguardo cupo e triste su di me. Avevo abbassato in fretta il mio, imbarazzata e turbata, facendo finta di leggere, ma la sua voce roca sembrava entrarmi dentro e graffiarmi. Mi ero giudicata una sciocca e, rimproverandomi per l’eccessiva attenzione che stavo dedicando a uno sconosciuto, me ne ero andata senza più guardarlo.
Immersa in quei pensieri, lascio scorrere l’acqua della doccia aspettando che diventi tiepida: anche se è estate non sopporto di sentirla fredda sulla pelle. Nell’attesa slaccio i jeans e quando li abbasso guardo inorridita le mie gambe e l’inguine. Sbuffo e impreco, non ho più scuse per rimandare, devo depilarmi. Afferro una lametta dal beauty- case e mi ficco sotto la doccia. La lametta scorre liscia sulla mia pelle così bianca. Me ne sono sempre vergognata, io, siciliana trasferitasi a Roma per studio e lavoro, canzonata da bambina dagli amichetti neri e ricci che mi avevano soprannominata “varecchina”. Sorrido pensando al giovane di colore. Mi viene in mente l’associazione buffa.
Buio e Varecchina…
Rivedo quegli occhi grandi e profondi dai quali avevo creduto di venire inghiottita e un brivido mi attraversa prepotente.
Perché? Penso confusa. Ma il telefono squilla, cerco di sciacquarmi per togliere il sapone dal corpo, afferro l’accappatoio e sguscio fuori dalla doccia ancora bagnata, rischiando di scivolare. Impreco perché a quanto pare scelgono di chiamarmi sempre nei momenti meno opportuni. Ho il fiatone quando alzo la cornetta.
“Pronto?” dico un po’ stizzita.
“Ciao Erika.”
Riconosco quella voce e stringo forte nella mano la cornetta. Sento le guance accaldarsi e dalla gola arriva un’irrefrenabile voglia di urlare. Lo faccio.
“Perché insisti a chiamare? Ti avevo chiesto di non farlo!”
“Perché mi manchi…”

“Rassegnati, Luca, tra noi è finita.”
Lo sento ridere con strafottenza e non sa che questo suo atteggiamento fa parte dei mille motivi per cui l’ho mollato. Se lo avessi davanti lo prenderei a schiaffi.
“Lo dici, ma non ne sei convinta. Tu non sei niente senza di me, lo sai, vero?”
“So già cosa stai per dire. Avanti, sentiamo il tuo nuovo ricatto!”
“Nessun ricatto. Si tratta di avere buon senso. Piccola Erika, sei ancora una bambina indifesa, sei sola, lontana dalla tua famiglia, vulnerabile. Davvero vuoi perdere tutto per una decisione impulsiva?”
“Stai dicendo che mi licenzierai se non torno a fare la tua puttana, è così?”
“Non proprio. Diciamo che ti conviene riflettere e mettere sul piatto della bilancia cosa hai e cosa sei disposta a perdere.”
“Stronzo! Ma davvero credi di potermi ricattare? Fino a prova contraria, quello sposato sei tu quindi stai attento a ciò che fai. Inoltre, mi sono stancata di essere quella per il tempo libero.”
Non gli do modo di replicare. Riaggancio la cornetta così forte che rischio di spaccarla.
All’improvviso mi sento in pericolo. Se Luca volesse, potrei perdere il lavoro e persino la casa che è sua e mi ha dato in affitto a poco prezzo.
Sono rovinata, cazzo! Mi dico sprofondando sul divano.

Ero a Roma da poco più di un anno. Avevo convinto mio padre a lasciarmi andare con la promessa che mi sarei laureata in lettere. Lui, un professore d’italiano in pensione, ci teneva tanto che seguissi la sua strada. Si aspettava che, una volta finiti gli studi, tornassi a Ramacca, magari per insegnare a Catania. Certo, avrei potuto laurearmi in Sicilia, ma io volevo conoscere una nuova città e mi aveva assecondato purché studiassi. Io ci avevo provato, solo che senza un lavoro era difficile campare con l’affitto da pagare, le bollette e tutto il resto. Così, mi ero convinta che non ci sarebbe stato nulla di male a lavorare part-time e che ciò non mi avrebbe impedito di frequentare l’università. Mi ero affidata a un’agenzia del lavoro e avevo trovato impiego come segretaria di un facoltoso e affascinante avvocato: Luca Manieri.

Nel prossimo episodio vorreste:

  • scoprire cosa ha fatto per lei Luca. (13%)
    13
  • scoprire come ha conosciuto Luca Maneri. (38%)
    38
  • conoscere il passato di Erika. (50%)
    50
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18 Commenti

  1. Ho recuperato adesso i due capitoli.
    Ammetto che anche a me sarebbe piaciuto conoscere qualcosa in più sul passato di Erika, ma devo ammettere che anche l’incontro con Luca è stato interessante.
    Per l’opzione ho votato per il licenziamento; vorrei vedere come si comporterà Erika in questa situazione. Al prossimo capitolo.

  2. Questo capitolo mi è piaciuto meno, ci ho visto un po’ troppi cliché, mentre il capitolo precedente faceva presupporre una storia particolare con una propria identità. Spero che sia solo un capitolo di passaggio e che so ritorni a parlare di Buio, che mi sembrava un personaggio interessante. Sicuramente continuerò a seguirti visto che scrivi molto bene, e l’importante è questo!

  3. Antonello Venditti si chiedeva: “come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati? ” Credo che Erika non lo sa, ancora. Aggiungi un po’ di brio alla vicenda e vai benissimo. Cerca di seguire le indicazioni dei votanti: il divertimento è tutto lì. Anche se la direzione non è quella che vorresti prendere ti servirà a escogitare ogni volta trame e soluzioni interessanti. Ciao🙏

  4. Ciao Raccontastorie,
    l’impressione che ho avuto da questo capitolo è che la storia sia già scritta e che le opzioni proposte, al termine del primo capitolo, siano state studiate per finire a parlare (qualsiasi cosa si fosse scelta) dell’avvocato. Forse è solo una mia idea, potrei ovviamente sbagliarmi 🙂
    Fai attenzione alle descrizioni, non inserirne troppe, al lettore piace immaginare quel che legge. Sapessi quante volte me lo hanno detto, ancora qualche settimana fa 😉 Il piglio depressivo della protagonista risulta un po’ ridondante, capisco che tu voglia mostrare una ragazza debole, in balia di una nuova città e della malinconia, ma non indugiare troppo, bastano pochi tratti e i caratteri a disposizione non sono moltissimi.
    Per ora l’eros si vede alla lontana, attraverso gli occhi azzurri, e poi sempre più azzurri, di Luca sulla scollatura. Vediamo come prosegui. Io dico che la licenzia, anche in riferimento alla telefonata del capitolo precedente.
    Il racconto s’intitola “Buio”, ma Buio dov’è?
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli, fanne quel che credi 😉

  5. Ciao. Ho letto i commenti precedenti e vedo che sei incappata nel mio stesso problema: la sostanziale differenza fra racconto e romanzo. Vedrai che dosando bene le informazioni che darai nella storia e seguendo i consigli, uscirà fuori un bel lavoro.
    È un Eros, questo capitolo sembra più un rosa, quindi ho votato che Luca la sedurrà. Stupiscimi

  6. Eccomi a leggere il tuo aggiornamento. Da non fan di questo filone letterario, ammetto che tu scrivi ben oltre la media.
    Ho trovato questo capitolo meno incisivo del precedente, per quanto ben confezionato e ben scritto. Forse troppo prolisso e descrittivo in alcuni punti. Probabilmente è anche colpa mia che non mastico bene il genere.
    Detto questo, un capitolo di passaggio ci stava, quindi mi aspetto più azione dal prossimo, visto che la tua scrittura è bella e piacevole.

    Ps: ho votato che Luca la sedurrà. Secondo me uno con il suo carattere è portato a fare così, ma potrei sbagliarmi.

    • Wow, ancora grazie, Caterina. Andrò a leggere subito il tuo perché sono curiosa. Capisco la sensazione che hai avuto in questo episodio e hai ragione, ma è dovuta al fatto che “Buio” è concepito per essere un romanzo, di conseguenza non è incisivo e immediato come un racconto. Credo, infatti, che non mi basteranno dieci episodi e che scriverò “Buio 2”.
      A presto, vado a sbirciarti…

  7. Normalmente non leggo racconti di genere Eros. Normalmente non sono entusiasta dei racconti in prima persona.
    Tuttavia, sono felice di aver dato una possibilità alla tua storia.
    Ho divorato ogni riga. Ho apprezzato la scrittura scorrevole e limpida. Hai trasmesso alla perfezione lo stato d’animo della protagonista, con cui era inevitabile non entrare in empatia.
    Complimenti.

    PS: ho votato sul conoscere il passato di Erika.

  8. Ciao, complimenti. Io vorrei dirti della sensazione che ho
    avuto: una narrazione che viene da una ragazza romantica, per certi versi “all’antica” che si sente “una sciocca” quando non dovrebbe e che poi diventa aggressiva, ” puttana, ricatto, stronzo ecc. ” Forse dobbiamo aspettare di conoscerla meglio? Il tono di Luca era strafottente, canzonatorio, o sincero? Chiarirai per noi tutto questo lo so. per adesso brava e auguri, ti seguo.

  9. Ciao Raccontastorie,
    mi è piaciuto questo inizio, semplice ma di sostanza. Come ha già detto Lorenzo, anch’io avrei evitato di ribadire che “Buio” è un ragazzo di colore e aggiungo anche che, a mio parere, vengono date troppe informazioni nella parte dialogica, ovviamente è una mia idea.
    Per il momento mi fermo qui, ho bisogno di conoscere meglio la protagonista, per sapere il resto c’è tempo 🙂
    Seguo e aspetto il secondo.

  10. Mi piace, la scrittura è coinvolgente e ben misurata e la trama sembra interessante: ci sono tutti i presupposti per una storia di forte impatto. Unico appunto, avrei evitato di specificare che Buio è un ragazzo di colore, visto che si capisce perfettamente dalla descrizione. Buon proseguimento, a presto!

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