BUIO

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio vorreste: conoscere il passato di Erika. (50%)

L’avvocato

Il giorno del colloquio avevo curato con maniacale precisione il mio abbigliamento, indossando una gonna nera non troppo corta ma aderente e una camicetta un po’ trasparente. Ero perfino andata dal parrucchiere e mi ero truccata, io che di solito preferivo abbandonarmi alla morbidezza di una tuta e alla comodità delle scarpe da ginnastica. Ma se volevo quel posto di lavoro, mi ero detta, avrei dovuto vestire così, d’ora in poi.
Ricordo ancora il profumo da uomo che aleggiava nello studio. Rivedo gli occhi azzurri di Luca, che allora mi erano sembrati così belli e gentili, sorridermi per poi studiarmi. Ricordo l’imbarazzo che avevo provato quando si era soffermato a guardarmi le gambe e poi, senza pudore, fare lo stesso con la scollatura della camicetta. Dovevo aver fatto subito colpo, dato che poi si era alzato in piedi e mi aveva spostato la sedia per farmi accomodare con un portamento distinto, da uomo di classe.
Cavolo, avevo pensato, notando i vestiti firmati e poi l’arredamento costoso della stanza, questo dev’essere imballato di soldi!
Dopo esserci presentati, mi aveva chiesto di mostrargli il curriculum. Glielo avevo dato con la mano che tremava e che svelta avevo ritirato subito dopo, sentendomi a disagio e rimproverandomi di mostrarmi ansiosa.
“Leggo dei suoi studi e gli ottimi voti che ha preso. Vuole laurearsi in lettere?”
“Ci provo…” avevo risposto come una cretina.
“Noto che ha fatto dei corsi di informatica, ma non ha alcuna esperienza di lavoro.”
Si era passato una mano tra i capelli biondi e aveva stretto gli occhi che erano sembrati di un azzurro ancora più intenso. Se fosse stato un siciliano come me, avrebbe avuto origini normanne, mi ero ritrovata a considerare con leggerezza, invece di preoccuparmi per ciò che aveva appena detto.
“No, non ancora, ma…”
“Il posto è suo. Inizia domani alle nove.” aveva tagliato corto, lasciandomi attonita.
“E non mi fa fare neanche una prova?”
“Lei ha tutta l’aria di essere una sveglia e io non mi sbaglio mai!”

Dov’è la fregatura? Mi ero chiesta sospettosa, ma poco dopo lo avevo guardato turbata, consapevole di essere ammaliata dal suo fascino prepotente.
Ero uscita dallo studio combattuta, non riuscivo a godere appieno di quel colpo di fortuna, domandandomi se dietro all’assunzione lampo ci fosse interesse per il mio aspetto fisico.
Caro avvocato, se credi che io sia l’ingenua ragazza di paese da conquistare ti sbagli di grosso. Prova a sfiorarmi con un dito e te ne farò pentire amaramente.
Per un lungo periodo ero riuscita a starmene in disparte. Non appena mettevo piede nello studio pavimentato con un costoso parquet, arredato con divani di vera pelle e abbellito da quadri incorniciati d’argento, mi sbrigavo a portargli il solito caffè amaro e, ricevute le commissioni da sbrigare, correvo dietro la mia scrivania e rispondevo alle telefonate dei clienti.
“Erika, faccia più attenzione alla cadenza dialettale!” mi rimproverava ogni volta ed era l’unica confidenza che gli permettevo.
Alla sera quando rientravo nel piccolo e modesto monolocale, mi sedevo sul divano con le ginocchia raccolte al petto e puntualmente mi saliva un groppo alla gola che sapeva di malinconia. A volte ero talmente stanca che ciondolavo con la testa sul trancio di pizza di quell’unico piatto. Nessuno cenava con me. La colpa era un poco la mia, non riuscivo a fare amicizie a Roma e, a dire il vero, non ne avevo tempo. La mattina correvo al lavoro e il pomeriggio lo passavo a studiare. Dovevo laurearmi a tutti i costi o sarei stata la delusione del mio povero padre. Era vedovo da quando ero poco più d’una ragazzina e non aveva voluto nessuna nuova compagna. Aveva riposto in me tutte le aspettative e i sogni. Viveva per me e io non potevo fallire dopo tutti i sacrifici, anche economici, a cui si era costretto per allevarmi bene e farmi studiare. Ma le cose, per un periodo, non erano andate secondo i piani di mio padre. Sulla scrivania le pratiche dei clienti aumentavano e presto gli straordinari erano diventati una consuetudine. Luca, fiero della dedizione e della serietà con cui avevo preso il lavoro, mi aveva proposto un contratto a tempo indeterminato e offerto una buona paga. Avevo acquistato la mia prima utilitaria, un televisore più grande e un nuovo divano. Le bollette non erano più un problema mentre il tempo da dedicare allo studio diminuiva giorno dopo giorno fino a sparire del tutto. Tuttavia, avrei potuto sentirmi realizzata se la sera, circondata dai nuovi oggetti, l’unica cosa vecchia era la solitudine.
Oppressa dall’insoddisfazione per la misera vita sociale, era stato facile cedere alle gentilezze, dapprima innocue, di Luca. Era lui, ora, a portarmi il caffè “Non ci prendere gusto” mi diceva mentre sfoderava il sorriso più bello “è solo una carineria per ripagarti della tua competenza” e ogni volta che poggiava la tazzina sulla mia scrivania, lo sguardo mi cadeva sul suo polso dal quale luccicava il quadrante di un Rolex. 

Cosa farà Luca nel prossimo episodio?

  • La sedurrà. (43%)
    43
  • La licenzierà. (43%)
    43
  • Aiuterà Erika con l'università. (14%)
    14

Voti totali: 7

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18 Commenti

  1. Ho recuperato adesso i due capitoli.
    Ammetto che anche a me sarebbe piaciuto conoscere qualcosa in più sul passato di Erika, ma devo ammettere che anche l’incontro con Luca è stato interessante.
    Per l’opzione ho votato per il licenziamento; vorrei vedere come si comporterà Erika in questa situazione. Al prossimo capitolo.

  2. Questo capitolo mi è piaciuto meno, ci ho visto un po’ troppi cliché, mentre il capitolo precedente faceva presupporre una storia particolare con una propria identità. Spero che sia solo un capitolo di passaggio e che so ritorni a parlare di Buio, che mi sembrava un personaggio interessante. Sicuramente continuerò a seguirti visto che scrivi molto bene, e l’importante è questo!

  3. Antonello Venditti si chiedeva: “come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati? ” Credo che Erika non lo sa, ancora. Aggiungi un po’ di brio alla vicenda e vai benissimo. Cerca di seguire le indicazioni dei votanti: il divertimento è tutto lì. Anche se la direzione non è quella che vorresti prendere ti servirà a escogitare ogni volta trame e soluzioni interessanti. Ciao🙏

  4. Ciao Raccontastorie,
    l’impressione che ho avuto da questo capitolo è che la storia sia già scritta e che le opzioni proposte, al termine del primo capitolo, siano state studiate per finire a parlare (qualsiasi cosa si fosse scelta) dell’avvocato. Forse è solo una mia idea, potrei ovviamente sbagliarmi 🙂
    Fai attenzione alle descrizioni, non inserirne troppe, al lettore piace immaginare quel che legge. Sapessi quante volte me lo hanno detto, ancora qualche settimana fa 😉 Il piglio depressivo della protagonista risulta un po’ ridondante, capisco che tu voglia mostrare una ragazza debole, in balia di una nuova città e della malinconia, ma non indugiare troppo, bastano pochi tratti e i caratteri a disposizione non sono moltissimi.
    Per ora l’eros si vede alla lontana, attraverso gli occhi azzurri, e poi sempre più azzurri, di Luca sulla scollatura. Vediamo come prosegui. Io dico che la licenzia, anche in riferimento alla telefonata del capitolo precedente.
    Il racconto s’intitola “Buio”, ma Buio dov’è?
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli, fanne quel che credi 😉

  5. Ciao. Ho letto i commenti precedenti e vedo che sei incappata nel mio stesso problema: la sostanziale differenza fra racconto e romanzo. Vedrai che dosando bene le informazioni che darai nella storia e seguendo i consigli, uscirà fuori un bel lavoro.
    È un Eros, questo capitolo sembra più un rosa, quindi ho votato che Luca la sedurrà. Stupiscimi

  6. Eccomi a leggere il tuo aggiornamento. Da non fan di questo filone letterario, ammetto che tu scrivi ben oltre la media.
    Ho trovato questo capitolo meno incisivo del precedente, per quanto ben confezionato e ben scritto. Forse troppo prolisso e descrittivo in alcuni punti. Probabilmente è anche colpa mia che non mastico bene il genere.
    Detto questo, un capitolo di passaggio ci stava, quindi mi aspetto più azione dal prossimo, visto che la tua scrittura è bella e piacevole.

    Ps: ho votato che Luca la sedurrà. Secondo me uno con il suo carattere è portato a fare così, ma potrei sbagliarmi.

    • Wow, ancora grazie, Caterina. Andrò a leggere subito il tuo perché sono curiosa. Capisco la sensazione che hai avuto in questo episodio e hai ragione, ma è dovuta al fatto che “Buio” è concepito per essere un romanzo, di conseguenza non è incisivo e immediato come un racconto. Credo, infatti, che non mi basteranno dieci episodi e che scriverò “Buio 2”.
      A presto, vado a sbirciarti…

  7. Normalmente non leggo racconti di genere Eros. Normalmente non sono entusiasta dei racconti in prima persona.
    Tuttavia, sono felice di aver dato una possibilità alla tua storia.
    Ho divorato ogni riga. Ho apprezzato la scrittura scorrevole e limpida. Hai trasmesso alla perfezione lo stato d’animo della protagonista, con cui era inevitabile non entrare in empatia.
    Complimenti.

    PS: ho votato sul conoscere il passato di Erika.

  8. Ciao, complimenti. Io vorrei dirti della sensazione che ho
    avuto: una narrazione che viene da una ragazza romantica, per certi versi “all’antica” che si sente “una sciocca” quando non dovrebbe e che poi diventa aggressiva, ” puttana, ricatto, stronzo ecc. ” Forse dobbiamo aspettare di conoscerla meglio? Il tono di Luca era strafottente, canzonatorio, o sincero? Chiarirai per noi tutto questo lo so. per adesso brava e auguri, ti seguo.

  9. Ciao Raccontastorie,
    mi è piaciuto questo inizio, semplice ma di sostanza. Come ha già detto Lorenzo, anch’io avrei evitato di ribadire che “Buio” è un ragazzo di colore e aggiungo anche che, a mio parere, vengono date troppe informazioni nella parte dialogica, ovviamente è una mia idea.
    Per il momento mi fermo qui, ho bisogno di conoscere meglio la protagonista, per sapere il resto c’è tempo 🙂
    Seguo e aspetto il secondo.

  10. Mi piace, la scrittura è coinvolgente e ben misurata e la trama sembra interessante: ci sono tutti i presupposti per una storia di forte impatto. Unico appunto, avrei evitato di specificare che Buio è un ragazzo di colore, visto che si capisce perfettamente dalla descrizione. Buon proseguimento, a presto!

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