giochi?

Dove eravamo rimasti?

cosa devo fare? me lo riprenderò (67%)

Ripasso di Valpolicella

Perché una donna sulla via della realizzazione personale è comunque ossessionata dal bisogno di avere un uomo che non la desidera?

C’è qualcosa in sono che ci rende perennemente insoddisfatte. Sono mesi che non sento e non vedo neanche per sbaglio il pugile. Non si vede neanche nel solito locale, dopo quel messaggio non ho avuto più il coraggio di scrivergli. A quell’epoca  non ero in grado di amare ma ciò non ostante ero ossessionata dal bisogno di essere amata. E da questa ossessione mi buttai tra le braccia di Luca. A essere sincera non mi fa impazzire, però è li, sembra essere attento alle piccole cose, come se volesse rendermi felice a ogni costo. Ogni tanto invento la scusa che Iolanda ha bisogno di me e evito di vederlo, mi chiudo a casa, riempiendomi di schifezze e vino davanti alla tv. E fu uno di questi giorni che mi arrivò un msg.

“Ho avuto un incidente con la macchina vicino casa tua, sono nervoso e non so dove andare, posso venire?”

Io:”buona sera anche a te, sto abbastanza bene, tu? Non so se ti ricordi ma gestisti un laboratorio non in officina! “

Lui:”lo voglio vedere con i miei occhi che stai bene, mi fai salire”

Io:”hai mai pensato che potessi essere impegnata e i tuoi messaggi possano infastidirmi?” Ero decisa di non farlo salire.

Lui:”per favore!”

Io :”sali”

Ovviamente non era abbastanza essere decisa,la ragione non esiste davanti al piacere!

Appena è entrato ho capito subito tutto, persi tempo gli orrii un bicchiere di un buon ripasso di valpolicella, e poi il secondo fino a finire la bottiglia.

Dio solo sa che non sono abituata, troppe sensazioni da poterle distinguere, un infinita di rumori,ma il più bello rimane il rumore del suo respiro…….

come quello di quella sera, non r iesco a pensare ad altro!

La sua lingua che esplora il mio corpo, così calda e umida da farmi diventare scema, libero di tramutarmi nel tuo gioco preferito. La sua lingua che fruga tra le mie cosce, .Non che in passato mi piacesse particolarmente farmi leccare, ma qualunque cosa lui faccia sembra perfetta, sa com’è muoversi e soprattuto dove, mi stavo concedendo totalmente a lui, “Continua e non farmi pentire!”

Dissi ansimando.

La sua lingua è diversa, è curiosa, è gentile, la fa schioccare sul mio clitoride, dentro di me, mi lecca, mi divora, mi succhia. Tenevo gli occhi chiusi ma sento il suo respiro farsi più consistente e le forze che mi abbandonano, i pensieri si annebbiano. A un certo punto mi alzo e cerco le sue labbra, chiedo di farmi assaggiare il mio sapore, il mio piacere! Io non sono perfetta come lui, ho paura di sbagliare di muovermi in maniera imperfetta. Lo bacio  sul collo e arrivò vicino all’orecchio, e chiedo aiuto con voce bassa, sussurro;”cosa vuoi che faccia adesso?”

“Toccami !

Sento il bisogno delle tue mani, della tua bocca” mi guardava mentre io cercavo di dargli piacere.

Mi tira su per i capelli con uno spintone siamo finiti sul divano, e io su di lui, mi muovo velocemente ma in superficie poi lentamente e profondo.

I nostri corpi sudati e alla fine con qualche livido in più mi sembravano la cosa più bella del mondo…. Eravamo sfiniti e stanchi, in silenzio e con la sigaretta accesa. Suona il mio telefono. Luca!

Risposi con frasi veloci e fredde inventando bugie.

Pugile: “il fidanzato”

Io”quasi”

Si alza dal letto e rivestendosi mi dice: “tanto non ti scoperà mai come ti scopo io.

Ciao margot!”

E anche questa volta rimango lì ferma incapace di pronunciare qualsiasi parola. 

Come continua

  • Faccio finta di niente (0%)
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9 Commenti

  • Ho cominciato a leggere oggi, ho letto i capitoli tutto d’un fiato. Nonostante i piccoli errori che gli altri hanno notato, mi sono concentrato sul testo e ciò che trasmette, non sono un professionista, mi interessa solo la storia. Penso che solo esercitandosi si può migliorare.
    Se ti fa piacere passa a leggere la mia! Sono solo al secondo episodio, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi…forse ho sbagliato a scegliere genere perché è un rosa, ma si sta trasformando in eros!
    Per quanto riguarda la tua storia spero non cadrai nel classico cliché della ragazza che si innamora…fagli perdere un po’ la testa a questo pugile!
    Io ho votato per “forse deve cambiare soggetto”, aggiungerei per farlo ingelosire!
    Buon proseguimento

  • Ciao. Sono contenta che stai andando avanti. La punteggiatura va molto meglio, ho notato che a volte non lasci lo spazio dopo, forse è un modo per non sprecare caratteri, non so. Ti segnalo la frase “l’intere braccia tatuate” meglio “le braccia tatuate per intero” o “interamente tatuate”. Poi anche “lui non mi staccava gli occhi addosso” suona meglio “di dosso”, poi qualche errore di battitura qua e là.
    Spero che non te la prendi per la mia puntigliosità, solo così si può migliorare. Io ho sempre preteso che con me lo facessero e ti posso assicurare che serve tanto.
    Ormai mi piacerebbe sapere come si conclude la serata 😊 alla prossima

  • Tu, come me, hai bisogno di rileggere il tuo lavoro varie volte prima di pubblicare. È un peccato rovinare una emozione solo per fretta o disattenzione. La frase che segue ad esempio non ha un senso compiuto ma, sicuramente, nella tua testa lo aveva; “il sesso spesso ci si fa ottenere persone e momenti in aspettabili .”
    Buon lavoro, brava, ciao🙋

  • Benvenuta. Questo è un genere che va avanti molto a rilento, spero che dopo questo incipit abbastanza accattivante, porterai la storia avanti fino alla fine.
    Oltre i consigli azzeccati di Rossella, vorrei farti notare che spesso non inizi la frase dopo il punto con la lettera maiuscola. Può sembrare una fesseria, ma è importante. Leggendo è più la lettera maiuscola che attiva l’attenzione rispetto alla punteggiatura, fa capire che inizia un altro periodo e si interpreta la lettura nella maniera corretta.
    Aspetto il prossimo episodio

  • Ciao, sono stata colpita dal titolo e ho deciso di passare a dare un’occhiata. Ti dirò: il tuo incipit mi ha abbastanza colpita, ma vorrei darti un consiglio: utilizza meglio i segni di punteggiatura: essi sono molto importanti all’interno di un racconto, poiché gli danno un ritmo diverso da quello che avrebbe senza essi; anche i lettori, inoltre, sono facilitati nella lettura. Ti faccio un esempio per capirci. Verso la fine hai scritto: “Per anni quella che spariva ero io, dopo un paio di volte quando la situazione sfuggiva di mano cambiavo città”; avresti potuta renderlo meglio in questo modo: “Per un paio di anni, quella che sparivo ero (o sono stata) io; (ma potresti usare anche i “:”)dopo un paio di volte, quando la situazione sfuggiva di mano, cambiavo città.) Spero che non te la prenda per queste “precisassioni”, fatte solo a fine costruttivo. Detto ciò, seguirò con piacere la tua storia.

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