La maga d’inchiostro

Il colore della magia

Ogni volta che raggiungeva la cima della collina, la fresca brezza estiva che le sfiorava i capelli, solleticandole il collo e costringendola a ridere. Amava quella vista, quel panorama sterminato, dal quale poteva percepire tante sfumature di verde. Il suo colore preferito, il colore delle piante. Aveva preso l’abitudine di appoggiarsi sulla vecchia staccionata che la separava da quella splendida piana. Le sfuggì un fremito di dolore e si toccò la gamba. Non le era andata bene al lavoro, quel giorno: la sua maestra, Penelope, l’aveva rimproverata aspramente dopo che le era scivolato di mano uno dei calici di vetro che avrebbe dovuto dipingere. Era stata imbranata, come al solito, e nel piegarsi per raccogliere i cocci si era appoggiata a un grosso pezzo di vetro, senza accorgersene, ovviamente. Così si tagliò proprio sotto il ginocchio. Solo a ripensarci, Maggie aveva l’istinto di toccarsi la ferita, per paura che si riaprisse. L’unica cosa in grado di calmarla era il panorama che aveva davanti a sé.

I suoi primi giorni da apprendista nella bottega di Robin e Penelope si erano rivelati un inferno. Le palpitava il cuore al pensiero di doverci tornare l’indomani. Dipingere coppe e calici non era la sua aspirazione di vita, in fondo. Aveva sempre amato la scrittura, invece. Sentiva di avere un legame molto speciale con l’arte di mettere insieme parola per parola, fino a creare un racconto.

I suoi genitori non facevano che metterle fretta. Il fatto che la sua magia non si fosse ancora risvegliata preoccupava più loro che lei. Maggie era ormai ventenne, ben lontana dall’età in cui cominciano a mostrarsi i poteri magici di una maga. Aveva provato ogni tipo di attività: dalla contabilità al giardinaggio, dal circolo di scacchi fino ad arrivare alla pittura di calici di vetro, che neanche le piacevano. Non ricordava quasi nulla della sua infanzia, a causa dei continui cambiamenti di attività che era quasi obbligata a fare. Nulla le piaceva davvero. L’unico ricordo che le rimase impresso era quello in cui da bambina aveva scritto una fiaba, annotandosi ogni capitolo su un foglietto di carta. Era una fiaba bellissima e la sognò spesso negli anni a venire, però non ricordò mai come finisse perché, a causa della sua sbadataggine, perse tutti i foglietti, tranne due. Fu proprio quando riuscì a recuperare questi foglietti che la giovane maga si decise a scrivere un nuovo racconto. Nelle sue speranze c’era sempre di riuscire a replicare la fiaba che scrisse da bambina, ma sapeva già che era un’utopia.

Udì un bubbolio in lontananza, lo riconobbe subito. Gunniver, il suo famiglio, si appoggiò sul suo braccio, zampettando per appostarsi sulla spalla. Lei non distolse lo sguardo dal panorama, troppo impegnata a riflettere su un passato ormai irraggiungibile.

«Sei ancora qui a fissare il vuoto?» la rimbeccò il gufo.

Gunniver aveva uno splendido piumaggio che virava dalle tonalità del castano più scuro, al color nocciola, i suoi occhi gialli si illuminavano come semafori al contatto con la luce del sole.

«Già. Fatti gli affari tuoi».

Il gufo fece il pappagallo per prenderla in giro. Maggie lo fulminò con lo sguardo, non dicendo una parola.

«Devi smetterla di pensare al passato. Pensa piuttosto a come spiegare a mamma e papà che hai scoperto che anche questa attività non fa al caso tuo».

Maggie rivolse gli occhi al cielo e in questi si rifletterono le nuvole, come in uno specchio. Si pasticciò un po’ i capelli, nervosa.

«Non posso deluderli di nuovo. Loro si impegnano così tanto per darmi un futuro migliore».

Il gufo scosse leggermente la testa. «Sappiamo bene che il tuo futuro non è colorare bicchieri».

Maggie rise dolcemente. Era vero, lei amava la scrittura e sapeva che i suoi poteri erano in qualche modo collegati a quest’ultima, anche se doveva ancora capire come.

Il canto dei passerotti e il suono gentile del vento accompagnarono la loro chiacchierata. Quando un fruscio secco, come di rametti smossi, ruppe l’atmosfera. Maggie e Gunnie si girarono istintivamente e in quel momento il suono si ripeté. Sembrava che qualcuno si stesse nascondendo nei cespugli a pochi metri di distanza da loro.

«Chi è?» chiese la maga.

A quelle parole qualcuno spuntò dalle sterpaglie. Era un ragazzino gracilino, un monello del posto. Le fece una pernacchia, lanciò un ramoscello e fuggì a gambe levate.

«Quel bambino non ha proprio nulla da fare» affermò Gunniver, sbattendo le ali in segno di protesta.

«Non ho tempo di giocare con lui» scherzò Maggie.

«E se lo seguissimo, giusto per vedere dove abita?» propose il gufo.

«Non sono mica una stalker».

«Mi prendi in giro?» il rapace la guardò sottecchi.

Maggie rise. «Forse è meglio tornare a casa».

Quale strada deciderà di intraprendere Maggie?

  • Resterà ancora un po' sulla collina (18%)
    18
  • Seguirà le tracce del marmocchio (45%)
    45
  • Tornerà a casa (36%)
    36
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39 Commenti

  1. Ciao la trama del tuo racconto mi ha incuriosito. E leggendo questi primi episodi la mia curiosità è aumentata ancora di più. Perché vorrei capire il nesso tra ciò che sta accadendo nel paese della protagonista e il suo percorso per attivare i suoi poteri magici con la scrittura. Quindi ti seguo. 🙂

  2. Con questo capitolo la storia esce un po’ dall’ambito ghibliano che l’aveva caratterizzata fino ad ora ed entra, in punta di piedi, in quello del genere young adult fanta-distopico, mettendo in scena il più classico dei tropi: la società chiusa in sè stessa disturbata da un elemento (interno o esterno) che vuole cambiare le cose, con la verità e la salvezza nelle mani di una giovane protagonista. Un’ispirazione probabilmente involontaria e comunque molto leggera, ma che spinge il racconto verso lidi più familiari. Vediamo come va avanti, la lettura è comunque sempre piacevolissima e mi accodo a chi ti dice di non sottrarre caratteri alla storia, visto che sono già molto risicati. A presto!

    P.S. inseguiamo il marmocchio!

  3. Sono indeciso tra i genitori (sarà giustamente preoccupata) od il bambino (che mi pare molto importante ai fini della storia). Tiro a caso… roll… roll.. Il bambino!

    Il capitolo è carino esattamente come i precedenti. L’unico appunto che posso darti è di non sacrificare caratteri per comunicare coi tuoi lettori (a meno che non serva alla storia, ovvio), ma usa i commenti 🙂

    Ciao 🙂

  4. Anche questo capitolo è la conferma che sai scrivere e che lo hai già fatto. L’unica cosa che mi sento di dire è che secondo me dovresti incassare meglio, quando ti criticano (a me hanno addirittura detto che tutta la mia storia non ha senso) e non sprecare caratteri a giustificarti, perché ci perdi soltanto tu e i lettori che ti sostengono con (tantissimi) complimenti e (poche) critiche. A presto, continua così e divertiti.

    • Ti ringrazio! Ci tenevo solo a specificare una cosa, per evitare magari di scrivere troppi commenti uno dopo l’altro. Giuro che non me la sono presa, mi sentivo solo un po’ in colpa di non avere fatto quadrare tutto perfettamente da subito. Ho amici che mi hanno smontato del tutti i miei racconti e siamo ancora amici. Perciò ho subito critiche ben peggiori e che mai sarebbero considerabili costruttive come quella che mi è stata fatta qui. Per questo devo ringraziarvi. XD

  5. Premessa doverosa: ti ho sempre fatto una valanga di complimenti. Credo che tu abbia preso male (troppo direi) l’unica perplessità che con educazione ti ho presentato.
    Tu hai detto qui per divertirci e per imparare. E hai ragione. Ma se non ci confrontiamo come possiamo imparare? Non rubare caratteri preziosi alla tua storia (che mi piace molto) per lanciare messaggi a noi lettori che esponiamo critiche. Io non ho in mano la verità assoluta. Sono solo una fruitrice di libri e magari è sbagliato quello che ho fatto notare io.
    Non devi giustificare le tue scelte. La tua arte e la tua scrittura sono visibili a tutti e solo tu sai davvero come portare a termine la storia.

    Passiamo al capitolo: molto bello, ben scritto. Ho quasi paura adesso a farti notare che forse è leggermente più lento e meno incisivo rispetto agli altri. Spero non te la prenda.
    Mi piace il racconto delle mura, quasi mi ricorda l’anime Attack in Titan.

    Continua così. Sei un’autrice interessante e capace.

    • Non me la sono presa tranquilla. Ho solo tenuto a precisare un po’ per tutti direttamente nel testo il fatto che sono riuscita a trovare una soluzione direttamente nella trama al nome dei personaggi (che già apparteneva in parte alla mia idea originaria), perché appunto mi sentivo in colpa di non aver trovato un modo di far coincidere tutti i dettagli. Per fortuna ieri mi è venuta un’idea che ha restituito senso.
      È più che giusto contestare uno scritto se non ti convince. Continua a farlo, anzi, perché è l’unico modo che ho per notare magari i buchi di trama, o dettagli a cui non faccio caso. ❤️

  6. Ciao MissMaggie! Sai scrivere e si vede. Capisco la difficoltà data dai caratteri e la tua iniziale incertezza, ma continua perché la tua storia è molto tenera e questa maga acerba ha molto da dire e da fare! Bella l’atmosfera che hai creato in questo tuo mondo fantasy. Ti seguo.

  7. Ho scelto “sarà troppo scioccata per muoversi”, mi sembra un’opzione in linea con la Maggie che ci hai presentato, anche in virtù del fatto che Penelope non le piace . Il capitolo mi ha lasciata un po’ perplessa in alcuni punti, magari colpa mia che non ricordo chiaramente i capitoli precedenti. Ti faccio anch’io un appunto sui nomi, io preferisco dare sempre una certa uniformità ai nomi usati, ma è una scelta del tutto personale. Un piccolo consiglio, cerca di avere ben chiaro nella mente il mondo che stai raccontato, o rischi di cadere in contraddizione o di ingarbugliarti da sola. Se può esserti utile, magari raccogli in un quaderno tutti ii dettagli sul villaggio e i suoi abitanti, non userai tutto il materiale, ma ti aiuterà a visualizzare chiaramente dove e come si muovono,chi sono, cosa fanno. Buon lavoro!

  8. Mi aspettavo un capitolo più avventuroso, ma ho apprezzato molto questa parentesi più quotidiana che ci mostra la realtà in cui vive Maggie, una realtà che continua a ricordarmi molto da vicino quella della strega Kiki. Voto per andare con Penelope, che mi sembra la scelta più naturale in una circostanza di questo tipo. Spero aggiornerai presto!

  9. Migliori capitolo dopo capitolo. Hai gestito bene i caratteri che avevo a disposizione. Sono contenta che sei uscita (almeno così sembra) dal blocco dello scrittore. Hai aggiornato in tempi brevi e tenuto l’attenzione viva.
    Unico appunto… la scelta dei nomi. Sono confusa. Vedo poca coerenza, ma magari il problema sono io. Maggie è un nome inglese, come anche Robin. Samuele e Remo sono italiani.
    Quello che voglio dire è che non vedo un qualcosa che leghi il tutto. Ci può stare che tutti abbiamo nomi diversi, per l’amor del Cielo… ma secondo me, per chi legge fa strano. I nomi di personaggi nati e cresciuti nello stesso luogo geografico, tendenzialmente dovrebbero avere la stessa origine.
    Magari mi sbaglio e sono troppo antipatica e rompina io. Probabilmente è così.
    A presto. Ci si legge.

    • Ti ringrazio per il commento, spero di continuare a migliorare (è arduo mantenere questo numero di caratteri). Una bella sfida!
      La cosa dei nomi è voluta, perché sono ancora incerta se fare un paesino relativamente moderno, quindi diciamo in un mondo magico, ma con nomi abbastanza mescolati a livello linguistico. Oppure se creare dei nomi particolari, come mi è già successo in altri racconti fantasy. Magari poi evolverà in un certo modo e lo riscriverò diversamente. Chi lo sa.

  10. Bentornata! Il blocco dello scrittore è stato il mio fedele compagno per tanti anni quindi ti capisco bene, mi sono tirato fuori dal pantano solo grazie a questa piattaforma ma lo sento che potrei ricaderci in qualunque momento… Sosteniamoci a vicenda 😀
    Per tornare a Maggie e Gunniver direi che la scelta più saggia sarebbe tornare sui propri passi, ma tornare indietro raramente porta a qualcosa di buono e quindi voto per seguire il rumore! A presto, spero 🙂

  11. L’esplosione ha incuriosito Maggie, che deciderà di seguire il rumore per scoprire di cosa si tratta.

    Troppo tempo! Ok, è solo il secondo capitolo e quindi è facile rileggersi un capitolo indietro, ma a lungo andare uno si perde tutti i dettagli. Se puoi, cerca di scrivere più frequentemente ^_^

    Ciao 🙂

  12. Adoro le storie in terza persona con il punto di vista di un personaggio.
    Mi piace questo capitolo iniziale. Ha catturato la mia curiosità e la mia immaginazione.
    Si percepisce l’intesa tra la protagonista e il suo famiglio.
    Mi stuzzica sapere come continuerà.
    Attendo il prossimo capitolo.

    PS: ovviamente seguirà il marmocchio. Ci vuole un po’ di action.

    • Non so come hai fatto, ma per l’inizio mi sono lasciata per davvero ispirare dal clima fiabesco e colorato tipico dello Studio Ghibli e il personaggio di Maggie mi ha ricordato appunto Kiki. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere quella sensazione. Mi piace scrivere racconti per ragazzi e questo sarà tutto allenamento per me. ❤️

  13. Incuriosita dalla trama e dal titolo del tuo racconto, sono venuta a dare un’occhiata: promette bene. Forse il binomio magia-scrittura non è del tutto originale, sebbene molto stimolante, sono curiosa di capire come verrà sviluppato.
    Ho scelto “tornerà a casa”, perché credo che il marmocchio salterà fuori comunque più avanti.

  14. Ciao Miss Maggie,
    mi piace il tuo tono fiabesco e il tuo stile pulito con delle paroline scelte con cura, la frase “il gufo fece il pappagallo” mi ha fatto sorridere 🙂 ti seguo volentieri, il tuo fantasy potrebbe valere la pena. Voto perché Maggie torni a casa 😉 A presto!

  15. Farà due passi verso casa, ma poi cambia idea e seguirà il marmocchio.

    L’atmosfera è fiabesca e questa cosa della scrittura che a che fare con la magia mi piace un sacco. Ti seguo ^_^

    Gli errori te li hanno già fatti notare, quindi direi che possiamo continuare 🙂

    Ciao 🙂

  16. Mi piace la sua scrittura. Termini ricercati e poco scontati. Devo sinceramente un po’ dubitare sulla figura del gufo, personaggio leggermente inflazionato nei racconti degli ultimi tempi. Ma prima di affrettarmi in un giudizio prematuro, aspetto con piacere la lettura del proseguo!

  17. Benvenuta. Per me dovrebbe seguire il marmocchio, sono sicura che avrà un ruolo importante nella storia e sono curiosa di sapere quale.
    Ti segnalo un che di troppo nella seconda frase, “la fresca brezza estiva che le sfiorava i capelli” sarà scappato dalla tastiera, o forse interpreto male io la frase?

  18. Ciao Miss Maggie,
    benvenuta!
    Un incipit fantasioso, non c’è che dire. Parrebbe quasi la trasposizione favolistica della vita di qualcuno… 😉
    Il ragazzino gracilino (la rima non ci sta benissimo, ma è un racconto per ragazzi e potrebbe essere lì apposta) ha un ruolo nella storia? O è solo una distrazione, nel qual caso, avrei evitato di farlo spuntare tra i cespugli.
    Manca un “di” prima di “sottecchi”, ma sono piccolezze. Il racconto mi pare carino, perciò ti seguo e vediamo come prosegue. Ho scelto il ritorno a casa, sono curiosa di conoscere i genitori.
    Alla prossima!

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