La maga d’inchiostro

Dove eravamo rimasti?

Cosa sceglierà di fare Maggie? Scapperà con Penelope (57%)

Dimenticati

– Rubo questo piccolo spazio alla storia per dire che tutto avrà un senso alla fine, anche le cose che vi sembreranno più strampalate, ad esempio il già contestato nome dei personaggi. Sto scrivendo per allenarmi e divertirmi principalmente, ho sempre cercato di dare interazione ai miei racconti e ora che ne ho la possibilità, voglio sperimentare con una storia che rappresenti il mio sito web, attraverso la figura di Maggie. Grazie a tutti per il supporto! –

Penelope la trascinò fino alla bottega, che era molto più vicina rispetto a casa sua. Spostarono la madia e il tavolo davanti alla porta per barricarsi. Chiusero le finestre a chiave e le bloccarono con un’asse di legno.

«È tutto chiuso?» la donna era visibilmente nervosa.

La maghetta annuì.

Gunnie, che nella corsa era stato costretto a prendere il volo, si appollaiò sul tavolo degli attrezzi. Le sue piume erano tutte arruffate. Bubbolò sommessamente, sembrava spaventato anche lui. Non ebbero nemmeno il coraggio di accendere le luci, per paura che da fuori qualcuno, o qualcosa, si accorgesse che erano nascoste lì dentro.

«Che cosa sta succedendo?» le chiese Gunniver.

Maggie non rispose. Era troppo impegnata ad ascoltare ciò che avveniva all’esterno della bottega.

Aspettarono mezz’ora là dentro. Il frastuono dopo un po’ cessò. Avevano l’impressione che qualcun altro fosse già uscito di casa.

«Forse ce l’hanno fatta. Esco a controllare» propose Penelope.

Maggie ebbe una brutta sensazione, non credeva fosse la scelta più saggia in quel momento, ma era così terrorizzata da non riuscire a parlare.

Era da anni ormai che non si facevano vedere. Era abituata ad ascoltare, subire forse è più corretto, il suono dei petardi durante i festeggiamenti. Non lo identificava più come un evento allarmante, per quanto fastidioso.

L’ultima volta che avevano cercato di entrare in paese, riuscendoci quasi, fu quando era piccola. Sette, otto anni forse, non ricordava. Ciò che l’era rimasto impresso era il momento in cui una grossa nuvola nera, dalla forma incerta, superò la barriera di fuoco scaraventando a terra i guardiani. Lei era a scuola e, mentre tutti i suoi compagni si nascondevano sotto i banchi tremanti di paura, si era messa a sbirciare dalla finestra. Vide la nebbia nera che si avvicinava pericolosamente al cortile della scuola, poteva quasi percepire l’odio che secerneva. Quell’essere prese gradualmente forma e Maggie riuscì a distinguere delle forme zoomorfe: comparvero due ali tanto grandi da oscurare il cielo in pieno giorno, poi spuntò un becco rapace su un lungo collo, da questo fu emesso un verso stridulo e spaventoso. Aveva un aspetto famigliare e non capiva perché. La maghetta rimase incantata da quell’orrendo spettacolo finché la maestra non le si avvicinò per abbassarle la testa a forza, dicendole di stare giù. Subito dopo ci fu una forte esplosione.

Erano i pochi ricordi del suo primo incontro con i dimenticati. Non sapeva nemmeno perché tutti li chiamassero in quel modo. “Perché dimenticati, chi li ha dimenticati?” si chiedeva sempre. Nemmeno a scuola le avevano mai spiegato che cosa fossero, sapevano solo qual era il modo migliore per tenerli lontani dalla città: il fuoco e i petardi, che riuscivano a farli indietreggiare. Non si sapeva nemmeno perché tenessero, ormai da decenni, sotto scacco Arna. Maggie non ricordava di essere mai uscita e di aver  conosciuto altre realtà che non fossero entro le mura. Erano in pochi coraggiosi a uscire e in genere lo si faceva per brevi periodi, giusto il tempo di procurarsi i beni di prima necessità. La gente aveva paura di uscire. Nel lasso di tempo in cui gli attacchi erano cessati la cittadina era fiorita, le persone si sentivano più sicure a uscire. Alcuni si erano addirittura trasferiti all’esterno. Maggie aveva iniziato a passeggiare tranquillamente per i boschi, senza porsi troppi problemi.

Quei pensieri l’attanagliavano finché si rese conto che era rimasta sola nella bottega.

La voce di Penelope la raggiunse presto da fuori. «È tutto a posto, puoi uscire!».

La giovane prese coraggio e abbandonò il suo riparo, insieme a un Gunniver che aveva perso la parola. Strano per un gufo chiacchierone e saccente come lui.

«Cosa è successo?» chiese Maggie, nonostante conoscesse già la risposta.

«I dimenticati. Sembra abbiano provato a entrare. Era da una decina d’anni che non si vedevano, forse di più… Accidenti, devo andare a controllare come stanno Robin e i miei piccoli. Vuoi che ti accompagni a casa?» le chiese cordialmente, anche se era ovvio che avrebbe preferito andare a controllare i suoi nipoti.

«No, va bene. Ce la posso fare anche da sola. Casa mia è interna alle mura, per fortuna».

La cinta muraria del paesino era stata costruita molti anni addietro, probabilmente prima della sua nascita, o forse quando era ancora così piccola da non ricordarsene nemmeno.

Maggie si avviò verso casa, quando lo vide di nuovo. Il ragazzino la fissava da dietro l’angolo di un edificio, sorrise e scomparve in un baleno.

Maggie deve scegliere cosa fare adesso che il paese è stato attaccato dai Dimenticati...

  • Andrà verso il cancello a curiosare (14%)
    14
  • Seguirà il marmocchio che la sta assillando (57%)
    57
  • Andrà a casa a vedere come stanno i suoi genitori (29%)
    29

Voti totali: 7

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39 Commenti

  1. Ciao la trama del tuo racconto mi ha incuriosito. E leggendo questi primi episodi la mia curiosità è aumentata ancora di più. Perché vorrei capire il nesso tra ciò che sta accadendo nel paese della protagonista e il suo percorso per attivare i suoi poteri magici con la scrittura. Quindi ti seguo. 🙂

  2. Con questo capitolo la storia esce un po’ dall’ambito ghibliano che l’aveva caratterizzata fino ad ora ed entra, in punta di piedi, in quello del genere young adult fanta-distopico, mettendo in scena il più classico dei tropi: la società chiusa in sè stessa disturbata da un elemento (interno o esterno) che vuole cambiare le cose, con la verità e la salvezza nelle mani di una giovane protagonista. Un’ispirazione probabilmente involontaria e comunque molto leggera, ma che spinge il racconto verso lidi più familiari. Vediamo come va avanti, la lettura è comunque sempre piacevolissima e mi accodo a chi ti dice di non sottrarre caratteri alla storia, visto che sono già molto risicati. A presto!

    P.S. inseguiamo il marmocchio!

  3. Sono indeciso tra i genitori (sarà giustamente preoccupata) od il bambino (che mi pare molto importante ai fini della storia). Tiro a caso… roll… roll.. Il bambino!

    Il capitolo è carino esattamente come i precedenti. L’unico appunto che posso darti è di non sacrificare caratteri per comunicare coi tuoi lettori (a meno che non serva alla storia, ovvio), ma usa i commenti 🙂

    Ciao 🙂

  4. Anche questo capitolo è la conferma che sai scrivere e che lo hai già fatto. L’unica cosa che mi sento di dire è che secondo me dovresti incassare meglio, quando ti criticano (a me hanno addirittura detto che tutta la mia storia non ha senso) e non sprecare caratteri a giustificarti, perché ci perdi soltanto tu e i lettori che ti sostengono con (tantissimi) complimenti e (poche) critiche. A presto, continua così e divertiti.

    • Ti ringrazio! Ci tenevo solo a specificare una cosa, per evitare magari di scrivere troppi commenti uno dopo l’altro. Giuro che non me la sono presa, mi sentivo solo un po’ in colpa di non avere fatto quadrare tutto perfettamente da subito. Ho amici che mi hanno smontato del tutti i miei racconti e siamo ancora amici. Perciò ho subito critiche ben peggiori e che mai sarebbero considerabili costruttive come quella che mi è stata fatta qui. Per questo devo ringraziarvi. XD

  5. Premessa doverosa: ti ho sempre fatto una valanga di complimenti. Credo che tu abbia preso male (troppo direi) l’unica perplessità che con educazione ti ho presentato.
    Tu hai detto qui per divertirci e per imparare. E hai ragione. Ma se non ci confrontiamo come possiamo imparare? Non rubare caratteri preziosi alla tua storia (che mi piace molto) per lanciare messaggi a noi lettori che esponiamo critiche. Io non ho in mano la verità assoluta. Sono solo una fruitrice di libri e magari è sbagliato quello che ho fatto notare io.
    Non devi giustificare le tue scelte. La tua arte e la tua scrittura sono visibili a tutti e solo tu sai davvero come portare a termine la storia.

    Passiamo al capitolo: molto bello, ben scritto. Ho quasi paura adesso a farti notare che forse è leggermente più lento e meno incisivo rispetto agli altri. Spero non te la prenda.
    Mi piace il racconto delle mura, quasi mi ricorda l’anime Attack in Titan.

    Continua così. Sei un’autrice interessante e capace.

    • Non me la sono presa tranquilla. Ho solo tenuto a precisare un po’ per tutti direttamente nel testo il fatto che sono riuscita a trovare una soluzione direttamente nella trama al nome dei personaggi (che già apparteneva in parte alla mia idea originaria), perché appunto mi sentivo in colpa di non aver trovato un modo di far coincidere tutti i dettagli. Per fortuna ieri mi è venuta un’idea che ha restituito senso.
      È più che giusto contestare uno scritto se non ti convince. Continua a farlo, anzi, perché è l’unico modo che ho per notare magari i buchi di trama, o dettagli a cui non faccio caso. ❤️

  6. Ciao MissMaggie! Sai scrivere e si vede. Capisco la difficoltà data dai caratteri e la tua iniziale incertezza, ma continua perché la tua storia è molto tenera e questa maga acerba ha molto da dire e da fare! Bella l’atmosfera che hai creato in questo tuo mondo fantasy. Ti seguo.

  7. Ho scelto “sarà troppo scioccata per muoversi”, mi sembra un’opzione in linea con la Maggie che ci hai presentato, anche in virtù del fatto che Penelope non le piace . Il capitolo mi ha lasciata un po’ perplessa in alcuni punti, magari colpa mia che non ricordo chiaramente i capitoli precedenti. Ti faccio anch’io un appunto sui nomi, io preferisco dare sempre una certa uniformità ai nomi usati, ma è una scelta del tutto personale. Un piccolo consiglio, cerca di avere ben chiaro nella mente il mondo che stai raccontato, o rischi di cadere in contraddizione o di ingarbugliarti da sola. Se può esserti utile, magari raccogli in un quaderno tutti ii dettagli sul villaggio e i suoi abitanti, non userai tutto il materiale, ma ti aiuterà a visualizzare chiaramente dove e come si muovono,chi sono, cosa fanno. Buon lavoro!

  8. Mi aspettavo un capitolo più avventuroso, ma ho apprezzato molto questa parentesi più quotidiana che ci mostra la realtà in cui vive Maggie, una realtà che continua a ricordarmi molto da vicino quella della strega Kiki. Voto per andare con Penelope, che mi sembra la scelta più naturale in una circostanza di questo tipo. Spero aggiornerai presto!

  9. Migliori capitolo dopo capitolo. Hai gestito bene i caratteri che avevo a disposizione. Sono contenta che sei uscita (almeno così sembra) dal blocco dello scrittore. Hai aggiornato in tempi brevi e tenuto l’attenzione viva.
    Unico appunto… la scelta dei nomi. Sono confusa. Vedo poca coerenza, ma magari il problema sono io. Maggie è un nome inglese, come anche Robin. Samuele e Remo sono italiani.
    Quello che voglio dire è che non vedo un qualcosa che leghi il tutto. Ci può stare che tutti abbiamo nomi diversi, per l’amor del Cielo… ma secondo me, per chi legge fa strano. I nomi di personaggi nati e cresciuti nello stesso luogo geografico, tendenzialmente dovrebbero avere la stessa origine.
    Magari mi sbaglio e sono troppo antipatica e rompina io. Probabilmente è così.
    A presto. Ci si legge.

    • Ti ringrazio per il commento, spero di continuare a migliorare (è arduo mantenere questo numero di caratteri). Una bella sfida!
      La cosa dei nomi è voluta, perché sono ancora incerta se fare un paesino relativamente moderno, quindi diciamo in un mondo magico, ma con nomi abbastanza mescolati a livello linguistico. Oppure se creare dei nomi particolari, come mi è già successo in altri racconti fantasy. Magari poi evolverà in un certo modo e lo riscriverò diversamente. Chi lo sa.

  10. Bentornata! Il blocco dello scrittore è stato il mio fedele compagno per tanti anni quindi ti capisco bene, mi sono tirato fuori dal pantano solo grazie a questa piattaforma ma lo sento che potrei ricaderci in qualunque momento… Sosteniamoci a vicenda 😀
    Per tornare a Maggie e Gunniver direi che la scelta più saggia sarebbe tornare sui propri passi, ma tornare indietro raramente porta a qualcosa di buono e quindi voto per seguire il rumore! A presto, spero 🙂

  11. L’esplosione ha incuriosito Maggie, che deciderà di seguire il rumore per scoprire di cosa si tratta.

    Troppo tempo! Ok, è solo il secondo capitolo e quindi è facile rileggersi un capitolo indietro, ma a lungo andare uno si perde tutti i dettagli. Se puoi, cerca di scrivere più frequentemente ^_^

    Ciao 🙂

  12. Adoro le storie in terza persona con il punto di vista di un personaggio.
    Mi piace questo capitolo iniziale. Ha catturato la mia curiosità e la mia immaginazione.
    Si percepisce l’intesa tra la protagonista e il suo famiglio.
    Mi stuzzica sapere come continuerà.
    Attendo il prossimo capitolo.

    PS: ovviamente seguirà il marmocchio. Ci vuole un po’ di action.

    • Non so come hai fatto, ma per l’inizio mi sono lasciata per davvero ispirare dal clima fiabesco e colorato tipico dello Studio Ghibli e il personaggio di Maggie mi ha ricordato appunto Kiki. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere quella sensazione. Mi piace scrivere racconti per ragazzi e questo sarà tutto allenamento per me. ❤️

  13. Incuriosita dalla trama e dal titolo del tuo racconto, sono venuta a dare un’occhiata: promette bene. Forse il binomio magia-scrittura non è del tutto originale, sebbene molto stimolante, sono curiosa di capire come verrà sviluppato.
    Ho scelto “tornerà a casa”, perché credo che il marmocchio salterà fuori comunque più avanti.

  14. Ciao Miss Maggie,
    mi piace il tuo tono fiabesco e il tuo stile pulito con delle paroline scelte con cura, la frase “il gufo fece il pappagallo” mi ha fatto sorridere 🙂 ti seguo volentieri, il tuo fantasy potrebbe valere la pena. Voto perché Maggie torni a casa 😉 A presto!

  15. Farà due passi verso casa, ma poi cambia idea e seguirà il marmocchio.

    L’atmosfera è fiabesca e questa cosa della scrittura che a che fare con la magia mi piace un sacco. Ti seguo ^_^

    Gli errori te li hanno già fatti notare, quindi direi che possiamo continuare 🙂

    Ciao 🙂

  16. Mi piace la sua scrittura. Termini ricercati e poco scontati. Devo sinceramente un po’ dubitare sulla figura del gufo, personaggio leggermente inflazionato nei racconti degli ultimi tempi. Ma prima di affrettarmi in un giudizio prematuro, aspetto con piacere la lettura del proseguo!

  17. Benvenuta. Per me dovrebbe seguire il marmocchio, sono sicura che avrà un ruolo importante nella storia e sono curiosa di sapere quale.
    Ti segnalo un che di troppo nella seconda frase, “la fresca brezza estiva che le sfiorava i capelli” sarà scappato dalla tastiera, o forse interpreto male io la frase?

  18. Ciao Miss Maggie,
    benvenuta!
    Un incipit fantasioso, non c’è che dire. Parrebbe quasi la trasposizione favolistica della vita di qualcuno… 😉
    Il ragazzino gracilino (la rima non ci sta benissimo, ma è un racconto per ragazzi e potrebbe essere lì apposta) ha un ruolo nella storia? O è solo una distrazione, nel qual caso, avrei evitato di farlo spuntare tra i cespugli.
    Manca un “di” prima di “sottecchi”, ma sono piccolezze. Il racconto mi pare carino, perciò ti seguo e vediamo come prosegue. Ho scelto il ritorno a casa, sono curiosa di conoscere i genitori.
    Alla prossima!

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