La maga d’inchiostro

Dove eravamo rimasti?

Maggie deve scegliere cosa fare adesso che il paese è stato attaccato dai Dimenticati... Seguirà il marmocchio che la sta assillando (57%)

Visioni oscure

Desiderosa di comprendere cosa volesse quel monello da lei, riprese l’inseguimento. Girò l’angolo e passò accanto al negozio del fornaio, dal quale si sprigionò un forte odore di pane appena sfornato. Non poté evitare di fermarsi un secondo a osservare incantata il cibo in esposizione, ma si riprese subito e avanzò più velocemente. Se aveva capito bene, quel piccolo stava cercando di dirle qualcosa e di sicuro non sarebbe sparito nel nulla proprio ora che si era appena mostrato a lei.

«Questo ragazzetto mi farà perdere la pazienza. Guh» sbottò Gunniver alterato.

«Parli come se ne avessi in abbondanza» rispose prontamente lei.

Tra di loro era un perenne battibecco da quando si erano incontrati per la prima volta. Ricordava ancora la volta che le comparve dal nulla quando era piccola, era un gufetto allora, ma il suo carattere non cambiò con l’incedere del tempo.

Si dice che la magia appaia agli occhi del mago sotto forma di famiglio, solitamente un animale, ma può essere anche una fata, un folletto, uno gnomo, o qualsiasi altra creatura magica esistente. Ogni famiglio è visibile solo al proprio “padrone”. Gli altri possono vedere appena, strizzando gli occhi, delle variazioni luminose vicino al mago. Nonostante ciò, è buona educazione salutare sia il mago che il suo famiglio se li si conosce bene, perché offendere un famiglio permaloso ignorandolo potrebbe provocare una brutta reazione nel mago stesso. A seconda della persona a cui appare si adatta nella forma, nel carattere e nelle inflessioni più profonde. I famigli non possono fare magie, ma aiutano i maghi più esperti a evocare incantesimi complessi. Gunnie era una vera e propria riflessione del carattere di Maggie: lei era una ragazza ben educata e sincera, ma non poteva proprio fare a meno di quella vena polemica che le scattava quando c’erano di mezzo i diritti degli altri, era distratta, orgogliosa e pragmatica. Gunniver la incarnava alla perfezione con i suoi discorsi pungenti, a volte fastidiosi e le sue reazioni improvvise e cristalline.

Percorsero la viottola, fino a sbucare in un vicolo cieco. Maggie sobbalzò quando vide appena davanti a sé il bambino.

«Ehi, aspetta» si affrettò a parlare lei «Ragazzino, si può sapere cosa vuoi?»

Il bambino non parlò, ma sorrise e, con sua sorpresa, le si avvicinò. Maggie indietreggiò di un passo senza capire il perché della sua reazione.

«Dici che è muto?» le sussurrò Gunnie all’orecchio.

«Potresti rispond-» lei non riuscì a terminare la frase, perché il ragazzino le prese la mano.

Improvvisamente sentì nei suoi confronti uno strano senso di intimità. Il desiderio di riavvicinarsi a lui, di smettere di provare fastidio ogni volta che lo vedeva. Si chiese perché le stesse succedendo una cosa simile, visto che sentiva di conoscerlo, ma allo stesso tempo era uno sconosciuto.

La reazione di Gunnie al suo gesto fu spiccare il volo e atterrare sul primo tetto a disposizione, dondolandosi sulle zampe. Qualcosa lo aveva sconvolto e Maggie si accorse solo qualche secondo dopo della ragione di quel comportamento. I suoi occhi furono accecati da una luce abbagliante, non riusciva a capire da dove provenisse. Sentì anche qualcosa di opprimente schiacciarle la cassa toracica. Un urlo distorto le inondò la mente e lei rispose aprendo la bocca per gridare, ma non ci riuscì. Ebbe la sensazione di essere sospesa tra sonno e veglia. Fu quando vide due sagome stese a terra inermi che si sentì cadere e tornò con violenza alla realtà. Il ragazzino era svanito nel nulla.

«Devo tornare a casa».

Terrorizzata all’idea che ciò che il bimbo le aveva trasmesso potesse essere una visione dei suoi genitori, prese a correre disperatamente verso casa. Risalì il paese, casa sua era situata quasi sulla cima della collina su cui si strutturava la cittadina. Le casette nella sua zona erano accostate molto vicine tra di loro e perlopiù erano state dipinte di colori chiari. Fece fatica a infilare la chiave nella serratura per l’agitazione, ma riuscì a entrare. Chiamò più volte a gran voce sua madre, fin quando non le arrivò una risposta attutita dalla cucina. Corse da lei e, appena vide che era intenta a versarsi del tè, le saltò addosso per abbracciarla.

«Ehi, ciao. Ho fatto il tè, ma visto che non arrivavi non sapevo se farne di più»

«Così basta, grazie mamma» rispose Maggie, incapace di controllare la gioia.

«Come mai hai fatto così tardi? Mi hai fatta preoccupare. Ho sentito le campane, cosa è successo?».

Riuscì appena a biascicare qualche parola. Sapeva che se avesse parlato dei dimenticati i suoi genitori non le avrebbero più permesso di uscire di casa. L’ultima volta che era successo qualcosa di brutto in paese si era dovuta sorbire la compagnia del suo vicino ogni volta che doveva andare a scuola. Essendo che faceva la sua stessa strada e i suoi stessi orari lavorativi, i suoi genitori gli avrebbero sicuramente chiesto di tenerla d’occhio lungo la strada. D’altro canto, sicuramente sarebbero venuti a conoscenza dell’avvenimento appena scesi in paese.

Cosa deve dire Maggie a sua madre?

  • Potrebbe cambiare semplicemente argomento ed evitare di parlarne (17%)
    17
  • Meglio che nasconda la cosa ai genitori, così potrà muoversi con più facilità (17%)
    17
  • Deve dirle la verità, la sicurezza prima di tutto (67%)
    67
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73 Commenti

  1. Ce l’hai fatta 😀 Complimenti a te e forse un po’ anche a me perchè mi sa che qualcosina lo avevo intuito ma niente (eventuali) spoiler. All’inizio della storia avevo apprezzato le atmosfere ghibliane, che non si sono affatto andate a perdere col tempo, anzi, segno del fatto che questo mondo si sta costruendo pian piano in maniera coerente nella tua testa. Sarebbe bello avere qualche illustrazione a corredo delle avventure di Maggie, ci vedrei proprio bene qualche visione del paesello acquerellato… e anche questo da l’idea di quanto sei stata brava a farci immaginare questa ambientazione. Attendo la seconda parte!

    • Davvero, è stato un parto sia per me che per voi. Purtroppo la storia è piuttosto complicata e mi richiede di rifletterci molto prima di pubblicare il seguito. Non avevo calcolato tutto ciò con le difficoltà di stenderla in pochi caratteri. 😂
      La seconda “stagione” sarà anche l’ultima e cercherò di farci entrare molti concetti. Mi rammarico solo di aver dovuto cancellare descrizioni molto carine per riuscire a farci stare il testo. 😭

    • Sì sì, il seguito era già programmato, perché sapevo di avere troppe poce parole a disposizione per rendere un concetto molto complicato. Questa era la prima “stagione” diciamo. La seconda dovrebbe essere l’ultima. 😂
      Sono contenta comunque che la storia ti stia prendendo. Mano a mano che la scrivo diventa sempre più contorta e fa faticare anche me. Però è un ottimo esercizio di narrazione. ❤️

    • Probabilmente ci sarà un seguito, perché mi sembrerebbe tutto troppo veloce altrimenti e penso che non farebbe lo stesso effetto che se me la prendessi con calma. Ora devo pensare al cliffhanger di questo finale di “stagione”, perché qualche idea ce l’avevo già, ma sono stata colta un po’ di sorpresa. ❤️

  2. La storia è iniziata con il bambino del mistero e mi sembra giusto che si concluda ritornando a lui, se è quello che accadrà. Quindi, per questo finale… siccome Maggie non mi sembra preoccupata per Gunniver direi che proseguirà la ricerca di suo padre. Però mi sembra che ci siano ancora tante cose aperte e che faranno fatica a starci in 5000 caratteri, riuscirai a chiudere il racconto in un solo capitolo o ci sarà un seguito?

    • Temo che dovrò fare un seguito, perché risolvendo tutta la questione in un solo capitolo immagino che risulterebbe tutto troppo veloce, invece mi piacerebbe prendermi il mio tempo con questo racconto. Magari lo continuerò direttamente sul mio blog. Devo ancora capire, perché non avevo idea ci fosse un limite di capitoli. Sto ancora imparando a usare The Incipit. 😂

  3. Due capitoli a così breve distanza, direi che ti sei fatta perdonare per l’attesa 🙂 Bè bè bè si parla del potere di evocare amici immaginari e i cattivi si chiamano “dimenticati”, pensa Winnie pensa… L’idea mi piace, vediamo se è davvero così che stanno le cose. Voto per chiedere se il padre di Maggie sa davvero come tenere lontani questi dimenticati e ti auguro buone feste!

    • Grazie! Ho cercato di tornare con lo speciale di Natale, causa troppi impegni (più la malattia) che mi gravano sulle spalle. Ogni tanto userò dei capitoli per approfondire la protagonista (cosicché una volta raggiunto il finale si capisca meglio), al costo di rallentare tutto. Nel prossimo andremo avanti con l’azione. 😉❤️

  4. Ciao a tutti! Chiedo scusa per il mio ritardo nel continuare la serie. Purtroppo, tra un impegno (un corso) che mi ha presa full time per un mese, la malattia e il blocco dello scrittore ho messo da parte il racconto. Spero di riuscire a riprenderlo in questi giorni. Il difetto di avere sempre mille progetti da portare avanti (come anche i miei social e il book blog) non mi aiuta, perché ho sempre mille cose da fare e, se riesco a farne una o due, finisce sempre che accantono la scrittura. Forse è solo un periodo, almeno spero, perché la scrittura fa parte della mia vita (sia come web content editor, che come copywriter in altri casi, che come scrittrice creativa, come in questo).
    Vi ringrazio ancora per tutto il supporto che mi avete dato fino ad ora. Continuerò il prima possibile, ora ho più tempo a disposizione. ❤️

  5. Direi di andare dal papà, visto che lo abbiamo tirato in ballo proprio in questo capitolo e per una faccenda di una certa importanza. Mi piace molto come sta procedendo la storia, ma l’impressione è quella di essere solo all’inizio di un racconto mooolto più lungo… Hai già un piano per il finale o ci saranno dei seguiti?

    • Ciao! In realtà ho in progetto di portare questa serie avanti per un po’, facendo scoprire le cose piano piano fino ad arrivare al gran finale “rivelazione” diciamo. Però ce ne vorrà di tempo, perché ho molte carte da mettere ancora in tavola e tra l’altro mi sto divertendo un sacco a scriverlo. Cercherò di non renderlo inutilmente lungo, questo sì. Il fatto di avere a disposizione pochi caratteri mi spinge a inserire almeno in ogni puntata qualche informazione importante, sia per il background dei personaggi, che di tutto il resto. Purtroppo non posso dare tutte le info subito altrimenti rovinerei il finale e sarebbe stata fatica sprecata. 😂
      Grazie del commento!

  6. Proprio perchè i genitori scopriranno inevitabilmente quello che è successo tanto meglio togliersi subito il pensiero, magari indorando un po’ la pillola! Interessante la digressione sul famiglio, che mi ha ricordato un po’ il concetto di Daemon di Queste Oscure Materie, ma forse non è stata inserita nel momento più giusto della narrazione. Avrei collocato questo approfondimento in un momento più tranquillo che enfatizzasse il rapporto tra i due, ma so bene quanto sia facile questo tipo di considerazioni sul lavoro di altri e quanto sia difficile rendersi conto di cosa si potrebbe modificare sul proprio! La storia sembra giunta a un punto di svolta, giustamente visto che siamo a metà strada. Spero continuerai ad aggiornare con questa frequenza. A presto!

    • Sì, decisamente, anche io avrei impostato diversamente la descrizione del famiglio. L’ho scritta in questo pezzo perché inizialmente me lo ero immaginato con un’atmosfera più tranquilla e poi si è svolto diversamente per ragioni di trama. 😂
      Tra l’altro credi di essermi ispirata proprio ai Daemon di Pullman per i famigli, ho cercato di discostarmici il più possibile, ma essendo che per questo racconto me li immaginavo in questo modo, è andata così.
      Grazie per il commento! ❤️

    • Vero, anche secondo me l’interruzione dell’azione in quel punto preciso è un po’ fastidiosa. Purtroppo ho finito i caratteri nel momento sbagliato e non sono riuscita a trovare altre idee per impostare una scelta.
      Mi ha dato anche molto fastidio dover cancellare delle precisazioni, poco importanti ma che avrebbero avuto comunque un peso durante la lettura, per la stessa ragione. Grazie per il commento! ❤️

  7. Una mezza verità sarebbe meglio, ma tra le opzioni scelgo di cambiare argomento 🙂

    Il capitolo parte con un po’ di difficoltà, per poi sciogliersi “lungo la strada”. Un consiglio per il “blocco dello scrittore”: leggi libri, fumetti, guarda la tv e pensa ad ogni cosa che vedi se puoi sfruttarla nel tuo racconto. Di solito non avviene, ma il cervello lavora e si “accende la lampadina” 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie mille per il consiglio. Sto già leggendo tantissimo, perché io mio bookblog mi impone di farlo (perciò ancora meglio). Sto provando a sbloccarmi scrivendo direttamente qualcosa e ogni tanto funziona. Forse il blocco dipende dalla mia situazione attuale, non molto impegnata. Sicuramente appena avrò più impegni sarò maggiormente invogliata a creare. XD ❤️

  8. Ringrazio tantissimo tutti i lettori che mi stanno accompagnando in questo esperimento. Questa storia mi sta donando piano piano la voglia di ricominciare a scrivere. Purtroppo il blocco dello scrittore mi sta divorando in questo periodo, perciò se foste interessati ad avere aggiornamenti più rapidi su quello che sto facendo o quando continuerò a scrivere vi consiglio di seguirmi su Instagram (mi chiamo sempre @missmaggiepaper), perché pubblico davvero un sacco di stories e il fine settimana faccio delle live in cui leggo storie, in genere libri per ragazzi o fantasy.
    Grazie ancora per il sostegno e per le correzioni, che sono sempre utilissime!

  9. Ciao la trama del tuo racconto mi ha incuriosito. E leggendo questi primi episodi la mia curiosità è aumentata ancora di più. Perché vorrei capire il nesso tra ciò che sta accadendo nel paese della protagonista e il suo percorso per attivare i suoi poteri magici con la scrittura. Quindi ti seguo. 🙂

  10. Con questo capitolo la storia esce un po’ dall’ambito ghibliano che l’aveva caratterizzata fino ad ora ed entra, in punta di piedi, in quello del genere young adult fanta-distopico, mettendo in scena il più classico dei tropi: la società chiusa in sè stessa disturbata da un elemento (interno o esterno) che vuole cambiare le cose, con la verità e la salvezza nelle mani di una giovane protagonista. Un’ispirazione probabilmente involontaria e comunque molto leggera, ma che spinge il racconto verso lidi più familiari. Vediamo come va avanti, la lettura è comunque sempre piacevolissima e mi accodo a chi ti dice di non sottrarre caratteri alla storia, visto che sono già molto risicati. A presto!

    P.S. inseguiamo il marmocchio!

  11. Sono indeciso tra i genitori (sarà giustamente preoccupata) od il bambino (che mi pare molto importante ai fini della storia). Tiro a caso… roll… roll.. Il bambino!

    Il capitolo è carino esattamente come i precedenti. L’unico appunto che posso darti è di non sacrificare caratteri per comunicare coi tuoi lettori (a meno che non serva alla storia, ovvio), ma usa i commenti 🙂

    Ciao 🙂

  12. Anche questo capitolo è la conferma che sai scrivere e che lo hai già fatto. L’unica cosa che mi sento di dire è che secondo me dovresti incassare meglio, quando ti criticano (a me hanno addirittura detto che tutta la mia storia non ha senso) e non sprecare caratteri a giustificarti, perché ci perdi soltanto tu e i lettori che ti sostengono con (tantissimi) complimenti e (poche) critiche. A presto, continua così e divertiti.

    • Ti ringrazio! Ci tenevo solo a specificare una cosa, per evitare magari di scrivere troppi commenti uno dopo l’altro. Giuro che non me la sono presa, mi sentivo solo un po’ in colpa di non avere fatto quadrare tutto perfettamente da subito. Ho amici che mi hanno smontato del tutti i miei racconti e siamo ancora amici. Perciò ho subito critiche ben peggiori e che mai sarebbero considerabili costruttive come quella che mi è stata fatta qui. Per questo devo ringraziarvi. XD

  13. Premessa doverosa: ti ho sempre fatto una valanga di complimenti. Credo che tu abbia preso male (troppo direi) l’unica perplessità che con educazione ti ho presentato.
    Tu hai detto qui per divertirci e per imparare. E hai ragione. Ma se non ci confrontiamo come possiamo imparare? Non rubare caratteri preziosi alla tua storia (che mi piace molto) per lanciare messaggi a noi lettori che esponiamo critiche. Io non ho in mano la verità assoluta. Sono solo una fruitrice di libri e magari è sbagliato quello che ho fatto notare io.
    Non devi giustificare le tue scelte. La tua arte e la tua scrittura sono visibili a tutti e solo tu sai davvero come portare a termine la storia.

    Passiamo al capitolo: molto bello, ben scritto. Ho quasi paura adesso a farti notare che forse è leggermente più lento e meno incisivo rispetto agli altri. Spero non te la prenda.
    Mi piace il racconto delle mura, quasi mi ricorda l’anime Attack in Titan.

    Continua così. Sei un’autrice interessante e capace.

    • Non me la sono presa tranquilla. Ho solo tenuto a precisare un po’ per tutti direttamente nel testo il fatto che sono riuscita a trovare una soluzione direttamente nella trama al nome dei personaggi (che già apparteneva in parte alla mia idea originaria), perché appunto mi sentivo in colpa di non aver trovato un modo di far coincidere tutti i dettagli. Per fortuna ieri mi è venuta un’idea che ha restituito senso.
      È più che giusto contestare uno scritto se non ti convince. Continua a farlo, anzi, perché è l’unico modo che ho per notare magari i buchi di trama, o dettagli a cui non faccio caso. ❤️

  14. Ho scelto “sarà troppo scioccata per muoversi”, mi sembra un’opzione in linea con la Maggie che ci hai presentato, anche in virtù del fatto che Penelope non le piace . Il capitolo mi ha lasciata un po’ perplessa in alcuni punti, magari colpa mia che non ricordo chiaramente i capitoli precedenti. Ti faccio anch’io un appunto sui nomi, io preferisco dare sempre una certa uniformità ai nomi usati, ma è una scelta del tutto personale. Un piccolo consiglio, cerca di avere ben chiaro nella mente il mondo che stai raccontato, o rischi di cadere in contraddizione o di ingarbugliarti da sola. Se può esserti utile, magari raccogli in un quaderno tutti ii dettagli sul villaggio e i suoi abitanti, non userai tutto il materiale, ma ti aiuterà a visualizzare chiaramente dove e come si muovono,chi sono, cosa fanno. Buon lavoro!

  15. Mi aspettavo un capitolo più avventuroso, ma ho apprezzato molto questa parentesi più quotidiana che ci mostra la realtà in cui vive Maggie, una realtà che continua a ricordarmi molto da vicino quella della strega Kiki. Voto per andare con Penelope, che mi sembra la scelta più naturale in una circostanza di questo tipo. Spero aggiornerai presto!

  16. Migliori capitolo dopo capitolo. Hai gestito bene i caratteri che avevo a disposizione. Sono contenta che sei uscita (almeno così sembra) dal blocco dello scrittore. Hai aggiornato in tempi brevi e tenuto l’attenzione viva.
    Unico appunto… la scelta dei nomi. Sono confusa. Vedo poca coerenza, ma magari il problema sono io. Maggie è un nome inglese, come anche Robin. Samuele e Remo sono italiani.
    Quello che voglio dire è che non vedo un qualcosa che leghi il tutto. Ci può stare che tutti abbiamo nomi diversi, per l’amor del Cielo… ma secondo me, per chi legge fa strano. I nomi di personaggi nati e cresciuti nello stesso luogo geografico, tendenzialmente dovrebbero avere la stessa origine.
    Magari mi sbaglio e sono troppo antipatica e rompina io. Probabilmente è così.
    A presto. Ci si legge.

    • Ti ringrazio per il commento, spero di continuare a migliorare (è arduo mantenere questo numero di caratteri). Una bella sfida!
      La cosa dei nomi è voluta, perché sono ancora incerta se fare un paesino relativamente moderno, quindi diciamo in un mondo magico, ma con nomi abbastanza mescolati a livello linguistico. Oppure se creare dei nomi particolari, come mi è già successo in altri racconti fantasy. Magari poi evolverà in un certo modo e lo riscriverò diversamente. Chi lo sa.

  17. Bentornata! Il blocco dello scrittore è stato il mio fedele compagno per tanti anni quindi ti capisco bene, mi sono tirato fuori dal pantano solo grazie a questa piattaforma ma lo sento che potrei ricaderci in qualunque momento… Sosteniamoci a vicenda 😀
    Per tornare a Maggie e Gunniver direi che la scelta più saggia sarebbe tornare sui propri passi, ma tornare indietro raramente porta a qualcosa di buono e quindi voto per seguire il rumore! A presto, spero 🙂

  18. Adoro le storie in terza persona con il punto di vista di un personaggio.
    Mi piace questo capitolo iniziale. Ha catturato la mia curiosità e la mia immaginazione.
    Si percepisce l’intesa tra la protagonista e il suo famiglio.
    Mi stuzzica sapere come continuerà.
    Attendo il prossimo capitolo.

    PS: ovviamente seguirà il marmocchio. Ci vuole un po’ di action.

    • Non so come hai fatto, ma per l’inizio mi sono lasciata per davvero ispirare dal clima fiabesco e colorato tipico dello Studio Ghibli e il personaggio di Maggie mi ha ricordato appunto Kiki. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere quella sensazione. Mi piace scrivere racconti per ragazzi e questo sarà tutto allenamento per me. ❤️

  19. Incuriosita dalla trama e dal titolo del tuo racconto, sono venuta a dare un’occhiata: promette bene. Forse il binomio magia-scrittura non è del tutto originale, sebbene molto stimolante, sono curiosa di capire come verrà sviluppato.
    Ho scelto “tornerà a casa”, perché credo che il marmocchio salterà fuori comunque più avanti.

  20. Ciao Miss Maggie,
    mi piace il tuo tono fiabesco e il tuo stile pulito con delle paroline scelte con cura, la frase “il gufo fece il pappagallo” mi ha fatto sorridere 🙂 ti seguo volentieri, il tuo fantasy potrebbe valere la pena. Voto perché Maggie torni a casa 😉 A presto!

  21. Mi piace la sua scrittura. Termini ricercati e poco scontati. Devo sinceramente un po’ dubitare sulla figura del gufo, personaggio leggermente inflazionato nei racconti degli ultimi tempi. Ma prima di affrettarmi in un giudizio prematuro, aspetto con piacere la lettura del proseguo!

  22. Benvenuta. Per me dovrebbe seguire il marmocchio, sono sicura che avrà un ruolo importante nella storia e sono curiosa di sapere quale.
    Ti segnalo un che di troppo nella seconda frase, “la fresca brezza estiva che le sfiorava i capelli” sarà scappato dalla tastiera, o forse interpreto male io la frase?

  23. Ciao Miss Maggie,
    benvenuta!
    Un incipit fantasioso, non c’è che dire. Parrebbe quasi la trasposizione favolistica della vita di qualcuno… 😉
    Il ragazzino gracilino (la rima non ci sta benissimo, ma è un racconto per ragazzi e potrebbe essere lì apposta) ha un ruolo nella storia? O è solo una distrazione, nel qual caso, avrei evitato di farlo spuntare tra i cespugli.
    Manca un “di” prima di “sottecchi”, ma sono piccolezze. Il racconto mi pare carino, perciò ti seguo e vediamo come prosegue. Ho scelto il ritorno a casa, sono curiosa di conoscere i genitori.
    Alla prossima!

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