La strana estate al Telescopio Blu

Dove eravamo rimasti?

Marta verrà assunta? La terranno in sospeso per tutta l'estate. (100%)

Il lato nascosto del Telescopio Blu

Durante il mio secondo giorno di lavoro mi resi conto che il Telescopio Blu aveva due facce, una per l’ora di pranzo e una per la sera dopo cena. Quando cominciava a fare buio, verso le nove di sera più o meno, arrivavano studenti universitari. Apparentemente il Telescopio Blu era un locale piuttosto quotato da una cerchia di ragazzi dai gusti un po’ alternativi. 

Un tavolo in particolare attirò la mia attenzione visto che vi si erano seduti due ragazzi dallo stile un po’ bohémien: uno vestito tutto di nero con un cappello fedora da gangster e l’altro con dei baffetti  alla Dalì e una maglietta a righe. Accanto a loro una ragazza con i capelli rossi e il septum al naso immersa in un’ ampia felpa verde scuro chiacchierava con un signore bizzarro che avevo visto spesso strimpellare la chitarra nei dintorni del locale.

Intuii che mi sarei innamorata di quella clientela un po’ naufraga della vita, dispersa sulle rive di un’isola che non offriva nuove speranze, ma piuttosto qualche consolazione.

In effetti, di sera il Telescopio Blu passava dall’essere un locale un po’ squallido bersagliato da clienti abituali a ritrovo di giovani bohémiens affascinati dal suo stile decadente. Anch’io cominciavo a coglierne il fascino nascosto e il quadro con i giocatori di carte mi sembrava sempre più adatto al contesto in cui si trovava.

Sapevo quanto fosse importante stabilire un rapporto amichevole con i clienti, quindi spesso scambiavo qualche battuta con loro e mi sentivo subito accettata come parte della loro serata.

Ero così emozionata che sorridevo in continuazione. Mi sentivo grande: ero il ponte tra Elsa e Nenad e i clienti, in qualche modo li rappresentavo. 

Verso mezzanotte il Telescopio Blu era ancora affollato, ma la situazione era sotto controllo. 

Nenad continuava a fare battute provocatorie sul mio conto, ma a me bastava ignorarlo e tutto sembrava proseguire per il verso giusto.

Alle due Elsa mi disse che potevo tornare a casa: “Vai pure a cambiarti, tesoro. Per oggi può bastare. Sei stata brava.”

Andai a cambiarmi soddisfatta dei miei risultati. Salutai Nenad per formalità, che non mi rispose. Decisi che andava bene lo stesso. Quando entrai nello spogliatoio trovai la mia borsa fuori dall’armadietto che mi avevano assegnato e i miei vestiti sparsi per terra. Non ebbi dubbi su chi potesse essere il responsabile, la situazione stava degenerando.

“Sei uno stronzo” gli sussurrai all’orecchio mentre tagliava i pomodori e mi diressi spedita verso l’uscita.

Come proseguirà il rapporto tra Marta e Nenad?

  • Un evento inspiegabile costringerà Nenad e Marta a rispettarsi a vicenda (100%)
    100
  • Le provocazioni di Nenad si interromperanno bruscamente per un motivo misterioso (0%)
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  • Peggiorerà sempre di più finché Marta si vedrà costretta a parlare con Loran, il capo (0%)
    0
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15 Commenti

  1. Ciao Andrea, buon anno.
    Stavolta vorrei consigliarti di non avere fretta di pubblicare e curare di più la revisione del testo. Ho imparato a mie spese che scrivere è facile mentre riscrivere è difficile. Tuttavia curando la revisione del testo ci si rende conto che uno stesso concetto si può esprimere in tanti modi diversi e spesso quello usato non è il più “performante”. Non voglio indicarti dei punti precisi dove intervenire, puoi farlo tu e ti assicuro che ti divertirai. Ultima cosa: rileggi sempre ad alta voce lo scritto perché aiuta molto. Ciao, brava, alla prossima. 🙋

  2. Ciao, può essere l’inizio di una commedia, di un triller, di un fantasy o un rosa, o anche un’ avventura; insomma scegli tu come continuare, ( ti confesso che in questo caso propenderei per la commedia.) Anche io ho notato un poi troppe “ed, ad…” e avrei sostituito la “…scia di chi poco prima…” anche se leggo l’intento evocativo, con un più naturale ” traccia di chi poco prima… ”
    Comunque bravissima ti seguo. ciao🙏

  3. Ciao. Mi era sfuggito questo tuo incipit, oggi ho letto il titolo e mi ha invogliato molto.
    Diciamo che le prime difficoltà si palesano nei colleghi.
    Il testo è piacevole e ben scritto, mi permetto solo di consigliarti di fare un po’ più di pause (la prima parte è una successione ininterrotta di lunghi periodi, ricchi di dettagli, senza a capo, senza cesure) e di ridurre l’uso delle d eufoniche che appesantiscono la lettura (bisognerebbe usarle solo tra vocali identiche).
    Come la tua protagonista, voglio sapere anch’io perché il posto si chiama così 🙂

  4. Ciao e benvenuta! 😊
    Quest’incipit mi incuriosisce, seguo per vedere come continua.
    Mi sembra che tu scriva bene e abbia gusto, forse ogni tanto c’è un eccesso di informazioni, molte cose potrebbero essere dette con meno parole o lasciate all’immaginazione del lettore, ma per il resto penso che tu sia brava e che valga la pena continuare a leggerti.
    Voto “Viene assunta ma le difficoltà non si palesano subito”. Spero di rileggerti presto!

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