L’incarico

Dove eravamo rimasti?

Carlo ricorda tutto ora. Da dove cominciamo? Davanti al letto dell'ultma vittima: la terza donna. (75%)

Chi sei?

La consapevolezza di essere il carnefice di mio padre sopprime in un attimo ogni altro pensiero, mentre le ginocchia urtano violentemente il terreno. Il dolore si mescola dapprima ad una crescente rabbia, poi rapidamente le cede il campo lasciandola dominatrice incontrastata dei miei pensieri.

Solo un miracolo sembra tenere in vita Teresa, è cosi malandata, cosi vecchia, eppure sembra ancora cosi attaccata a quel poco che le rimane della sua misera vita. Quante risorse, quante speranze sprecate invano e nessuno che abbia il coraggio di prendersi la responsabilità di ciò che va fatto.
Finisco di somministrarle la mia ricetta mortale nelle vene,  la morte sopraggiunge rapidamente, me ne accorgo dai suoi respiri sempre più sottili e radi. La mia attenzione è talmente rapita dai particolari di questo momento che deve aver distolto energie al mio istinto di sopravvivenza, troppo tardi mi accorgo di non essere più solo nella stanza. Sara mi fissa gelida, nel suo sguardo è palese il disprezzo nei miei confronti.
Sei un maledetto assassino.”
“Andava fatto.” 
“Mi ero illusa che il tuo cambiamento fosse dovuto solo dal dolore per tuo padre. Non immaginavo ti fossi arrogato il potere di togliere la vita a tuo piacimento. Quel potere non ti ha solo portato via la tua famiglia, ti ha completamente privato di umanità.” 
Sara inizia a indietreggiare di spalle con fare minaccioso.
“La pagherai.”
Come destato improvvisamente da una secchiata d’acqua fredda, l’istinto di sopravvivenza riacquista il controllo del mio corpo. Con un balzo supero Sara e raggiungo per primo la porta della stanza, nel corridoio intravedo la figura di Andrea in divisa da carabiniere. Per un attimo sembra indeciso sul da farsi, le urla rabbiose di Sara lo esortano all’azione mentre senza badare alle conseguenze mi getto da una finestra aperta del corridoio.  
Ho corso senza mai voltarmi ma ero certo che il mio amico di sempre mi stesse tallonando. Quando ho intravisto la fermata della metro non ci ho pensato un attimo, volevo mimetizzarmi tra la folla, ma ora che faccio? Il marciapiede e vuoto e dietro non si torna.
“Carlo fermati!”
Mi ha raggiunto. “Non posso più fermarmi amico mio!”
Salto giù sui binari e corro nel tunnel.
Arranco nella penombra.
Una forte luce mi abbaglia.

Quella luce è l’ultimo dei miei ricordi.”
“Ti è passato sopra un convoglio della metro, cosa pensi di poter ricordare?”
La battuta della rossa riesce a cavarmi un sorriso.
Siamo ancora una volta sul marciapiede della metro dove tutto è iniziato, o finito, a seconda da come la si voglia guardare.
“La mia morte non deve essere passata inosservata.”
“Scherzi? Hai bloccato Roma per l’intera giornata.”
Osservo il binario, il treno deserto e buio dal quale sono sceso all’inizio di questa pazzesca storia è ancora qui. Dalla motrice cola ancora quello strano liquido vischioso, il mio sangue.
In fondo al marciapiede scorgo le stesse entità che mi aspettavano, non ho più difficoltà a identificarle, sono le vittime dei miei omicidi.
“Sono qui per vendicarsi?”
“Non siamo mica nel girone dei dannati. Attendono l’esito della tua prova, non è ancora terminata.”
Istintivamente infilo la mano nella tasca dei pantaloni e traggo la tabacchiera d’argento. Provo a forzare l’apertura e nel preciso istante in cui riesco a svelarne il contenuto, il convoglio riprende vita, la luce dei vagoni è talmente abbagliante che sono costretto a socchiudere per qualche istante gli occhi. 
“Una moneta? Cosa dovrei farci?” 
“Quando lo saprai avrai portato a termine l’incarico.” 
Le quattro vittime iniziano a entrare nel treno uno alla volta, ognuno dona una moneta uguale alla mia allo strano macchinista comparso improvvisamente chissà da dove. 
Mi avvicino anche io e un istante prima di salire scorgo in prossimità del tunnel un’altra figura, mio padre. Resto li a osservarlo con la mente insolitamente sgombra da pensieri. Percepisco un accenno di saluto poi si volta per incamminarsi nell’oscurità del tunnel che aveva inghiottito le centinaia di anime dannate al mio arrivo.  
“Papà!”
Si ferma mentre lo raggiungo di corsa. Sembra rassegnato con serenità al suo destino.
“Perdonami.”  
La sua voce sussurrata è accompagnata da una carezza. 
Prendo la sua mano ancora ferma sul mio volto e gli porgo la mia moneta. 
“Questa è per te.”
Andiamo al treno, davanti al vecchio macchinista ho un’illuminazione, mi sono ricordato dove l’ho già visto. Ero in vacanza con la mia famiglia a Valencia, lui era al Museo delle Belle Arti ed era il protagonista del quadro La barca di Caronte. Lancio un’occhiataccia alla rossa che se la ride, poi osservo il convoglio sfilare nella direzione opposta all’oscuro tunnel con mio padre a bordo. 
“Presumo che a me tocchi una passeggiata al buio.” 
“Ti sbagli. Hai agito bene e superato la prova. Ti toccano le scale, hai vinto un altro giro ma questa volta te la giochi da donna.” 
“Ma tu chi sei?” 
La rossa sorride un ultima volta e svanisce. 
Inizio a salire. 
In cima c’è luce. 
Voci.  
Mi sento svenire. 
“É una femmina! Congratulazioni.”

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47 Commenti

  1. Ciao Repazzo, finalmente ho potuto leggere l’ultimo capitolo di questa intrigata storia; devo ammettere che mi è piaciuta davvero molto e che ho apprezzato il finale inaspettato e imprevedibile come è stata tutta la trama, davvero una bella storia.
    Spero di poter leggere presto altri tuoi nuovi racconti

    • Ciao Gigia74,
      Chiedo scusa per questo ritardo mostruoso ma sono stato completamente assorbito da un gravoso impegno, fortunatamente risoltosi per il meglio .
      Tornato alla normalità spero ora di recuperare il tempo perso al più presto.
      Grazie

  2. Sono stata indecisa sulla scelta fino all’ultimo minuto.
    Seguire il killer sembrerebbe la migliore e forse la più efficace. Ma alla fine ho puntato sul parlare con i fantasmi che potrebbero rilevare nuovi indizi.
    Continua così.

  3. Il tema si fa impegnativo. L’angelo della morte! Ovvero: è lecito o criminale “somministrare” la morte a chi non ha speranza? Un assassino è sempre un assassino anche se uccide per pietà e compassione? Amico mio ti sei imbarcato in una bella impresa! Auguri, e intanto complimenti. 🙏ciao

  4. Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  5. Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  6. Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

  7. Ciao, questa storia cominciata come un incubo ora piega verso la realtà con l’entrata in scena della moglie. Ne può venir fuori anche una buona “commedia macabra” se ironia e dialoghi “svelti” continueranno.
    Fai tu. A me piace. ti seguo. Ciao.

  8. Bello bello. Bravo! Mi piace molto la dinamica di questo capitolo, anche la scrittura ha qualcosa di più piacevole, forse è più asciutta, non saprei dire… La trama comincia a delinearsi meglio e diventa più facile seguirla. Ora abbiamo uno scopo, per cui voto: “Tenta di raggiungere l’aggressore di Sara.”
    Ciao 🙂

    • Ciao Valentina,
      grazie per il tuo apprezzamento, fa bene allo spirito!
      La storia si è ormai incanalata verso il finale e devo iniziare a sciogliere qualche filo della trama. Ipotizzo sia questo il motivo che mi porta ad avere una scrittura più lineare e sciolta.
      Grazie del commento, a presto!

  9. Ciao Repazzo,
    mi piace la piega che sta prendendo questo tuo racconto… un po’ Ghost, un po’ Matrix 🙂
    Direi che il fantasma svanisce, a mio parere serviva solo a mostrare a Carlo come riconoscerli, come distinguerli da sé e dai vivi, per fare in modo che la scatolina finisca nelle mani giuste.
    Un bel capitolo, bravo.
    Alla prossima!

    • Ciao Kaziarica,
      sono ancora in ritardo e questa volta mostruosamente. Se hai letto la puntata successiva al tuo commento hai anche notato che la tua osservazione relativa ai fantasmi è stata azzeccata. Carlo avrà un bel da fare a terminare la sua missione.
      Grazie e alla prossima!

  10. Horror, ironia, avventura e adesso il fantasma. Caro Repazzo ci vuoi proprio conquistare!
    Tutto bene, solo credo che vivendo un incubo certe pur gradevoli espressioni dialettali vadano a sbiadire le tinte scure e a indebolire il pathos.
    Alla prossima 🙏

    • Ciao Gibbone,
      ti assicuro che il mio intento è proprio quello: conquistarvi!
      L’uso del dialetto ha sicuramente apportato un calo di tensione, ma l’ho ritenuto una buona occasione per continuare a caratterizzare il personaggio.
      Grazie per il commento, a presto.

  11. Quel “Che te piasse n colpo!” messo lì a tradimento mi ha fatta morire dal ridere! 🤣
    La situazione si fa concitata e confusionaria, ammetto che avrei preferito un minimo di spiegazione prima di gettarci nella mischia, ma mi sta piacendo.
    Voto affinché Carlo s’incuriosisca e interessi al fantasma, visto che gli è familiare.
    (C’è un cognome qui che mi dice qualcosa)

    • Ciao Valentina,
      la mia “romanità” ha spesso il sopravvento anche nella vita di tutti i giorni, incontrando consensi quante critiche. La storia sta entrando nel vivo, ho molta carne sul fuoco e poca carbonella per cuocerla, spero di riuscire a farci entrare tutto entro la decima puntata.
      A presto.

  12. Bello lo stile più ironico di questo capitolo. Voto per le altre spiegazioni, è ancora presto per intuire dove vuoi andare a parare, ma qualche informazione in più non guasta. Non posso non apprezzare la combo capelli rossi, pelle chiara e occhi verdi, visto che l’ho usata anch’io, anche se forse è un po’ un cliché, ma del resto se è diventata tale vuol dire che funziona. Un po’ vaga l’espressione “consegnare un oggetto a una persona”, però essendo un sogno (?) ci può stare, anche per questo voglio altri dettagli!

    • Ciao Lorenzo,
      prima di tutto bentornato e grazie per il commento.
      Qualcosa è cambiato in effetti, il protagonista sta acquisendo nuovi elementi del suo carattere. Esiste un disegno in tutto questo naturalmente, spero solo che la matita non mi si spunti all’improvviso.
      Nel mio immaginario ho assegnato significati anche alle caratteristiche fisiche della donna cedendo al cliché, lo ammetto, solo nell’abbinargli il colore degli occhi. Debolezza umana.
      Ci saranno certamente maggiori informazioni relative all’incarico, quindi spero di rivederti qui al più presto.

  13. Ciao Repazzo,
    mi è capitato di rado, qui, di leggere il primo capitolo e di voler continuare la lettura per sapere cos’altro sarebbe successo… hai di certo uno stile accattivante, asciutto e al tempo stesso molto evocativo. Mi piace molto questo racconto, non mi aspettavo la moglie né i detti in romanesco, ma fa tutto parte del gioco, immagino.
    “Vuoi vedere che ti combina il matusa?” ecco, questa frase l’avrei evitata o comunque elaborata in altro modo, poco in linea con lo stato mentale di Carlo, almeno secondo me, ma il racconto è tuo, insieme all’incubo (se di incubo si tratta), quindi le mie sono e rimangono considerazioni 🙂
    Alla prossima!
    p.s. accetta l’incarico

    • Ciao Keziarica,
      rispondo in ritardo al tuo messaggio a causa di problemi tecnici.
      Grazie per il commento, mi sento lusingato. Ho messo in gioco molti elementi in questo racconto e spero che il sistema per farli incastrare tra loro, nel corso della storia, risulti gradito.
      Riflettendo sulla frase del matusa non posso che darti ragione. Ho avuto il dubbio se inserirla fino alla fine, paragonandola più come il frutto di un momento di euforia creativa del sottoscritto. L’ingordigia di battute disponibili ha avuto la meglio nel processo decisionale. La tua nota ha confermato quel dubbio.
      Mi auguro di rivederti presto.

  14. Ah però! Questo capitolo mi ha decisamente sorpresa.
    A quanto pare abbiamo tutti e due una simpatia per le fossette e le lentiggini, e forse viviamo entrambi a Roma. A parte il romanesco, sempre gradito, questa frase mi ha fatta sorridere: “Mi volto senza problemi e come c’era da aspettarsi, é comparsa una bella porta di metallo blu.” In questo episodio c’è molta ironia, quasi un cambio di tono improvviso, ma non mi dispiace. Probabilmente il protagonista si era angosciato abbastanza e ha deciso che ridere della situazione fosse la cosa migliore.
    Mo so’ curiosa, che diavolo hai in mente?
    Voto che accetta l’incarico ma prima chiede ulteriori spiegazioni. Quella frase è troppo enigmatica per essere lasciata stare.

    • Ciao Valentina,
      in effetti qualcosa nell’umore di Carlo é cambiato, ma non senza una valida ragione. Chi vivrà vedrà. Ogni tanto basta scovare casualmente un solo ricordo per cambiarti il senso della giornata. Magari riuscire a carpire i meccanismi che li governano… Basta, non dico altro, altrimenti rovino le sorprese.
      Grazie per il commento, a presto.

  15. Ti confesso che non invidio il tuo amico. Prendere la metro è sempre più pericoloso. Ti confesso pure che, al contrario di altre voci, il tuo racconto, almeno per adesso, non merita di essere snellito con una scrittura più “fruibile”: ritorno a capo, periodi brevi o altro. Correggi gli errori ma mantieni il ritmo ” denso” da tormentone; che le parole possano affollarsi e sbattere una contro l’altra come quei poveri cristi e alimentare il senso di angoscia da attacco claustrofobico. bene, bravo, ciao

    • Ciao Fenderman,
      come spiegavo a Lorenzo, il ritmo forsennato di questa puntata é stato per me un piccolo esperimento. Dalle tue parole mi sembra di capire che il risultato sia andato a buon fine. Ne sono strafelice.
      Grazie e spero di risentirti presto.

  16. Un’atmosfera quasi da horror per questo incubo, la cosa non può che piacermi! Mi piace come riesci a descrivere tutti gli elementi irrazionali tipici dei sogni, anche se magari questa potrebbe anche rivelarsi la realtà, chissà…
    L’unica osservazione è che ho notato che non vai mai a capo, ci può stare ma se non è proprio una cosa voluta ti consiglio di fare più paragrafi per rendere più agevole la lettura. Poi nel primo capitolo la scrittura era un po

    • Ciao Lorenzo,
      di norma scrivo di getto l’intera bozza per non perdere nulla dello spunto iniziale. Non bado ad alcuna regola di forma. Mamma mia! Se mi sentisse Valentina! Scherzi a parte, in questa occasione quando sono andato a rimettere ordine rileggendolo la prima volta, ho sperimentato che proprio l’assenza di suddivisione nel testo risaltava l’effetto claustrofobico della scena. Forse si é trattato solo di un’impressione personalissima, generata dal privilegiato punto di vista dell’autore.
      Grazie per la presenza, a presto.

  17. La storia si fa sempre più interessante, hai una bella fantasia e la capacità di far vedere al lettore le scene che descrivi… Si percepisce l’aria claustrofobia del set e l’estraniazione del protagonista, diviso fra lo sconcerto e la resa agli eventi. Molto bello! Continuo a essere curiosa di continuare, quindi bravo 🙂
    Il discorso virgole resta un po’ incerto, ora ne ho trovate alcune dove non dovrebbero, tipo fra soggetto e verbo, e anche qualche refuso qua e là. Secondo me dovresti solo rileggere un po’ di più prima di pubblicare per avere dei capitoli perfetti.
    A presto!

    • Ciao Valentina,
      gira e rigira torniamo al detto: Tra il dire e il fare…”. Direi oltremodo azzeccassimo alla situazione.
      Faccio oro dei tuoi apprezzamenti comunque e dal momento che considero la mia testardaggine una virtù, dedicherò maggiori energie e attenzione alle revisioni dei miei scritti.
      Vien da sè che da questo momento la tua presenza dovrà essere una costante.
      A parte gli scherzi, grazie ancora di ogni preziosa osservazione, sono certo che nonostante tutto, la storia continuerà a riservarti sorprese.
      A presto.

  18. Ciao e benvenuto (o benvenuta?) 🙂
    Devo dire che quest’incipit mi ha incuriosita e messo addosso un certo interesse per il seguito, per cui complimenti per l’idea!
    L’unico appunto che mi viene da farti è che ho trovato la scrittura un po’ faticosa a causa della punteggiatura… forse userei un po’ più di virgole e punti, per spezzettare i periodi e rallentare la lettura. A parte questo, è una buona partenza! 🙂

    • Ciao Valentina,
      grazie per il benvenut(o) ma soprattutto per l’osservazione. Qualcuno ha detto: “La punteggiatura corretta è invisibile. Non ci si accorge nemmeno che tutto sta filando liscio.” Giungo alla facile deduzione, che qualcosa è andato evidentemente storto. Un ulteriore stimolo, da sommare a quello generato dall’interessamento all’incipit.
      A presto!

  19. Ciao, ti confesso che a un certo punto ho pensato che stessi descrivendo un reale viaggio in metro fra gente “normale” visto come stiamo messi. Scherzi a parte questa storia comicia con un incubo, vedremo dove ci porterà. Per adesso se fossi in lui uscirei.
    La prosa mi piace, forse avrei scritto diversamente le prime dieci righe ma l’autore sei tu! ti seguo bravo ciao🙏

  20. Alessia Ventura ha detto:

    Ciao Repazzo, finalmente ho potuto leggere l’ultimo capitolo di questa intrigata storia; devo ammettere che mi è piaciuta davvero molto e che ho apprezzato il finale inaspettato e imprevedibile come è stata tutta la trama, davvero una bella storia.
    Spero di poter leggere presto altri tuoi nuovi racconti

  21. giggia 74 ha detto:

    Ciao Repazzo, quanto tempo! Temevo che questa storia non sarebbe più terminata. Meglio tardi che mai. Ho scelto di inseguire il killer e mi aspetto un finale con i botti.
    Ciao

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Gigia74,
      Chiedo scusa per questo ritardo mostruoso ma sono stato completamente assorbito da un gravoso impegno, fortunatamente risoltosi per il meglio .
      Tornato alla normalità spero ora di recuperare il tempo perso al più presto.
      Grazie

  22. Laura Albanese ha detto:

    Sono stata indecisa sulla scelta fino all’ultimo minuto.
    Seguire il killer sembrerebbe la migliore e forse la più efficace. Ma alla fine ho puntato sul parlare con i fantasmi che potrebbero rilevare nuovi indizi.
    Continua così.

  23. GIBBONE ha detto:

    Il tema si fa impegnativo. L’angelo della morte! Ovvero: è lecito o criminale “somministrare” la morte a chi non ha speranza? Un assassino è sempre un assassino anche se uccide per pietà e compassione? Amico mio ti sei imbarcato in una bella impresa! Auguri, e intanto complimenti. 🙏ciao

  24. Dapiz ha detto:

    Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  25. Valentina ha detto:

    Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  26. Dapiz ha detto:

    Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

  27. Lorenzo ha detto:

    Voto per il raggiungimento dell’aggressore, mi sembra l’opzione più in continuità con il capitolo. La storia si sta facendo sempre più interessante, ora è meno confusionaria pur mantenendo la sua particolarità e molte domande ancora aperte. Vedremo che succederà!

  28. Ottaviano ha detto:

    Ciao, questa storia cominciata come un incubo ora piega verso la realtà con l’entrata in scena della moglie. Ne può venir fuori anche una buona “commedia macabra” se ironia e dialoghi “svelti” continueranno.
    Fai tu. A me piace. ti seguo. Ciao.

  29. Valentina ha detto:

    Bello bello. Bravo! Mi piace molto la dinamica di questo capitolo, anche la scrittura ha qualcosa di più piacevole, forse è più asciutta, non saprei dire… La trama comincia a delinearsi meglio e diventa più facile seguirla. Ora abbiamo uno scopo, per cui voto: “Tenta di raggiungere l’aggressore di Sara.”
    Ciao 🙂

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Valentina,
      grazie per il tuo apprezzamento, fa bene allo spirito!
      La storia si è ormai incanalata verso il finale e devo iniziare a sciogliere qualche filo della trama. Ipotizzo sia questo il motivo che mi porta ad avere una scrittura più lineare e sciolta.
      Grazie del commento, a presto!

  30. Lorenzo ha detto:

    Bello il cambio di ambientazione e molto bella la chiusura finale sul fantasma. Voto che si incuriosisce, chissà se quel fantasma non abbia qualcosa di interessante da dire!

  31. keziarica ha detto:

    Ciao Repazzo,
    mi piace la piega che sta prendendo questo tuo racconto… un po’ Ghost, un po’ Matrix 🙂
    Direi che il fantasma svanisce, a mio parere serviva solo a mostrare a Carlo come riconoscerli, come distinguerli da sé e dai vivi, per fare in modo che la scatolina finisca nelle mani giuste.
    Un bel capitolo, bravo.
    Alla prossima!

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Kaziarica,
      sono ancora in ritardo e questa volta mostruosamente. Se hai letto la puntata successiva al tuo commento hai anche notato che la tua osservazione relativa ai fantasmi è stata azzeccata. Carlo avrà un bel da fare a terminare la sua missione.
      Grazie e alla prossima!

  32. GIBBONE ha detto:

    Horror, ironia, avventura e adesso il fantasma. Caro Repazzo ci vuoi proprio conquistare!
    Tutto bene, solo credo che vivendo un incubo certe pur gradevoli espressioni dialettali vadano a sbiadire le tinte scure e a indebolire il pathos.
    Alla prossima 🙏

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Gibbone,
      ti assicuro che il mio intento è proprio quello: conquistarvi!
      L’uso del dialetto ha sicuramente apportato un calo di tensione, ma l’ho ritenuto una buona occasione per continuare a caratterizzare il personaggio.
      Grazie per il commento, a presto.

  33. Valentina ha detto:

    Quel “Che te piasse n colpo!” messo lì a tradimento mi ha fatta morire dal ridere! 🤣
    La situazione si fa concitata e confusionaria, ammetto che avrei preferito un minimo di spiegazione prima di gettarci nella mischia, ma mi sta piacendo.
    Voto affinché Carlo s’incuriosisca e interessi al fantasma, visto che gli è familiare.
    (C’è un cognome qui che mi dice qualcosa)

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Valentina,
      la mia “romanità” ha spesso il sopravvento anche nella vita di tutti i giorni, incontrando consensi quante critiche. La storia sta entrando nel vivo, ho molta carne sul fuoco e poca carbonella per cuocerla, spero di riuscire a farci entrare tutto entro la decima puntata.
      A presto.

  34. Lorenzo ha detto:

    Bello lo stile più ironico di questo capitolo. Voto per le altre spiegazioni, è ancora presto per intuire dove vuoi andare a parare, ma qualche informazione in più non guasta. Non posso non apprezzare la combo capelli rossi, pelle chiara e occhi verdi, visto che l’ho usata anch’io, anche se forse è un po’ un cliché, ma del resto se è diventata tale vuol dire che funziona. Un po’ vaga l’espressione “consegnare un oggetto a una persona”, però essendo un sogno (?) ci può stare, anche per questo voglio altri dettagli!

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      prima di tutto bentornato e grazie per il commento.
      Qualcosa è cambiato in effetti, il protagonista sta acquisendo nuovi elementi del suo carattere. Esiste un disegno in tutto questo naturalmente, spero solo che la matita non mi si spunti all’improvviso.
      Nel mio immaginario ho assegnato significati anche alle caratteristiche fisiche della donna cedendo al cliché, lo ammetto, solo nell’abbinargli il colore degli occhi. Debolezza umana.
      Ci saranno certamente maggiori informazioni relative all’incarico, quindi spero di rivederti qui al più presto.

  35. keziarica ha detto:

    Ciao Repazzo,
    mi è capitato di rado, qui, di leggere il primo capitolo e di voler continuare la lettura per sapere cos’altro sarebbe successo… hai di certo uno stile accattivante, asciutto e al tempo stesso molto evocativo. Mi piace molto questo racconto, non mi aspettavo la moglie né i detti in romanesco, ma fa tutto parte del gioco, immagino.
    “Vuoi vedere che ti combina il matusa?” ecco, questa frase l’avrei evitata o comunque elaborata in altro modo, poco in linea con lo stato mentale di Carlo, almeno secondo me, ma il racconto è tuo, insieme all’incubo (se di incubo si tratta), quindi le mie sono e rimangono considerazioni 🙂
    Alla prossima!
    p.s. accetta l’incarico

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Keziarica,
      rispondo in ritardo al tuo messaggio a causa di problemi tecnici.
      Grazie per il commento, mi sento lusingato. Ho messo in gioco molti elementi in questo racconto e spero che il sistema per farli incastrare tra loro, nel corso della storia, risulti gradito.
      Riflettendo sulla frase del matusa non posso che darti ragione. Ho avuto il dubbio se inserirla fino alla fine, paragonandola più come il frutto di un momento di euforia creativa del sottoscritto. L’ingordigia di battute disponibili ha avuto la meglio nel processo decisionale. La tua nota ha confermato quel dubbio.
      Mi auguro di rivederti presto.

  36. Valentina ha detto:

    Ah però! Questo capitolo mi ha decisamente sorpresa.
    A quanto pare abbiamo tutti e due una simpatia per le fossette e le lentiggini, e forse viviamo entrambi a Roma. A parte il romanesco, sempre gradito, questa frase mi ha fatta sorridere: “Mi volto senza problemi e come c’era da aspettarsi, é comparsa una bella porta di metallo blu.” In questo episodio c’è molta ironia, quasi un cambio di tono improvviso, ma non mi dispiace. Probabilmente il protagonista si era angosciato abbastanza e ha deciso che ridere della situazione fosse la cosa migliore.
    Mo so’ curiosa, che diavolo hai in mente?
    Voto che accetta l’incarico ma prima chiede ulteriori spiegazioni. Quella frase è troppo enigmatica per essere lasciata stare.

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Valentina,
      in effetti qualcosa nell’umore di Carlo é cambiato, ma non senza una valida ragione. Chi vivrà vedrà. Ogni tanto basta scovare casualmente un solo ricordo per cambiarti il senso della giornata. Magari riuscire a carpire i meccanismi che li governano… Basta, non dico altro, altrimenti rovino le sorprese.
      Grazie per il commento, a presto.

  37. Laura Albanese ha detto:

    Ciao Repazzo, la storia mi piace, scorre bene e m’incuriosisce sempre di più. Ho iniziato a seguirti, continua così.

  38. GIBBONE ha detto:

    Insomma: un incubo vero, uno di quelli tosti. Non ti svegliare che ci togli il giocattolo!
    Avanti così. seguo🙏

  39. fenderman ha detto:

    Ti confesso che non invidio il tuo amico. Prendere la metro è sempre più pericoloso. Ti confesso pure che, al contrario di altre voci, il tuo racconto, almeno per adesso, non merita di essere snellito con una scrittura più “fruibile”: ritorno a capo, periodi brevi o altro. Correggi gli errori ma mantieni il ritmo ” denso” da tormentone; che le parole possano affollarsi e sbattere una contro l’altra come quei poveri cristi e alimentare il senso di angoscia da attacco claustrofobico. bene, bravo, ciao

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Fenderman,
      come spiegavo a Lorenzo, il ritmo forsennato di questa puntata é stato per me un piccolo esperimento. Dalle tue parole mi sembra di capire che il risultato sia andato a buon fine. Ne sono strafelice.
      Grazie e spero di risentirti presto.

  40. Lorenzo ha detto:

    Un’atmosfera quasi da horror per questo incubo, la cosa non può che piacermi! Mi piace come riesci a descrivere tutti gli elementi irrazionali tipici dei sogni, anche se magari questa potrebbe anche rivelarsi la realtà, chissà…
    L’unica osservazione è che ho notato che non vai mai a capo, ci può stare ma se non è proprio una cosa voluta ti consiglio di fare più paragrafi per rendere più agevole la lettura. Poi nel primo capitolo la scrittura era un po

    • Lorenzo ha detto:

      Contorta, però nel secondo è più fluida. Al prossimo capitolo! (Perdonami per il doppio commento😂)

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      di norma scrivo di getto l’intera bozza per non perdere nulla dello spunto iniziale. Non bado ad alcuna regola di forma. Mamma mia! Se mi sentisse Valentina! Scherzi a parte, in questa occasione quando sono andato a rimettere ordine rileggendolo la prima volta, ho sperimentato che proprio l’assenza di suddivisione nel testo risaltava l’effetto claustrofobico della scena. Forse si é trattato solo di un’impressione personalissima, generata dal privilegiato punto di vista dell’autore.
      Grazie per la presenza, a presto.

  41. Valentina ha detto:

    La storia si fa sempre più interessante, hai una bella fantasia e la capacità di far vedere al lettore le scene che descrivi… Si percepisce l’aria claustrofobia del set e l’estraniazione del protagonista, diviso fra lo sconcerto e la resa agli eventi. Molto bello! Continuo a essere curiosa di continuare, quindi bravo 🙂
    Il discorso virgole resta un po’ incerto, ora ne ho trovate alcune dove non dovrebbero, tipo fra soggetto e verbo, e anche qualche refuso qua e là. Secondo me dovresti solo rileggere un po’ di più prima di pubblicare per avere dei capitoli perfetti.
    A presto!

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Valentina,
      gira e rigira torniamo al detto: Tra il dire e il fare…”. Direi oltremodo azzeccassimo alla situazione.
      Faccio oro dei tuoi apprezzamenti comunque e dal momento che considero la mia testardaggine una virtù, dedicherò maggiori energie e attenzione alle revisioni dei miei scritti.
      Vien da sè che da questo momento la tua presenza dovrà essere una costante.
      A parte gli scherzi, grazie ancora di ogni preziosa osservazione, sono certo che nonostante tutto, la storia continuerà a riservarti sorprese.
      A presto.

      • Valentina ha detto:

        Puoi contarci, non seguo tutte le storie che incontro, solo quelle in cui intravedo qualcosa di veramente valido! Per cui continuerò a leggere e a romperti le scatole 🙂 Non vedo l’ora di sorprendermi ancora…

  42. giggia 74 ha detto:

    E molto interessante
    Vorrei tanto scoprire come finirà

  43. Valentina ha detto:

    Ciao e benvenuto (o benvenuta?) 🙂
    Devo dire che quest’incipit mi ha incuriosita e messo addosso un certo interesse per il seguito, per cui complimenti per l’idea!
    L’unico appunto che mi viene da farti è che ho trovato la scrittura un po’ faticosa a causa della punteggiatura… forse userei un po’ più di virgole e punti, per spezzettare i periodi e rallentare la lettura. A parte questo, è una buona partenza! 🙂

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Valentina,
      grazie per il benvenut(o) ma soprattutto per l’osservazione. Qualcuno ha detto: “La punteggiatura corretta è invisibile. Non ci si accorge nemmeno che tutto sta filando liscio.” Giungo alla facile deduzione, che qualcosa è andato evidentemente storto. Un ulteriore stimolo, da sommare a quello generato dall’interessamento all’incipit.
      A presto!

  44. fenderman ha detto:

    Certo la metro è per molti di per sé causa di ansia. In quelle condizioni poi…Vediamo se rimane solo che fa.🙋ciao, bravo

  45. GIBBONE ha detto:

    Ciao, ti confesso che a un certo punto ho pensato che stessi descrivendo un reale viaggio in metro fra gente “normale” visto come stiamo messi. Scherzi a parte questa storia comicia con un incubo, vedremo dove ci porterà. Per adesso se fossi in lui uscirei.
    La prosa mi piace, forse avrei scritto diversamente le prime dieci righe ma l’autore sei tu! ti seguo bravo ciao🙏

  46. Alessia Ventura ha detto:

    Il capitolo mi è piaciuto davvero molto, in particolare il fatto che ancora non si sa cosa stia succedendo a Carlo. Spero di leggere al più presto un secondo capitolo!!😘

    • Repazzo ha detto:

      Ciao Alessia,
      leggo solo ora il tuo commento, perdona la mia disattenzione. Grazie per il tuo apprezzamento, mi auguro ti sia piaciuta anche la seconda puntata. In attesa della terza, a questo punto, spero di rivederti presto.

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