L’incarico

Dove eravamo rimasti?

Come si comporterà Carlo? Accetta l'incarico senza pensarci troppo. (56%)

L’urgenza

“Mi stai dicendo che la mia famiglia è in pericolo?”
“Ti sto dicendo che la posta in gioco è molto, molto alta.” Dosa le parole concedendosi tempi lunghi. “Devi fidarti di me.”
Non ho scelta. “Quale oggetto devo consegnare?”
La donna apre un cassetto e ne tira fuori una scatola argentata di piccole dimensioni. “Quando riconoscerai la persona giusta dovrai consegnarle questa.” La spinge verso di me, la prendo tra le mani, sembra una vecchia tabacchiera senza alcuna incisione e con una chiusura ad incastro, provo ad aprirla senza successo nonostante il notevole sforzo profuso.
“Può farlo unicamente la persona alla quale è indirizzata.” Alle parole della rossa ripongo l’oggetto sulla scrivania. “Servirà per porre fine alla sua attività.”
“Quale attività?”
“Uccidere le persone.”
“Devo cercare un assassino?”
“Sembrerebbe che ci stia prendendo gusto.” Mi osserva incuriosita per qualche secondo. “La cosa non ti disturba più di tanto.”
“Sono sorpreso quanto te.”
Mi regala un sorriso di soddisfazione.
“Da dove inizio?”
“Semplice. Da dove trova le sue vittime.” Detto questo schiocca le dita di entrambe le mani come un prestigiatore e tutto ripiomba nel dannato e soffocante buio.

“Massimo prepara la 17b, ci mettiamo la pancreatite in arrivo dal pronto soccorso.” Sembra una voce femminile dal tono autoritario. “Già che ci sei, cerca la dottoressa Riva e chiedile se ci dimette la 13c, dille che se continuano a ricoverare pazienti ci serve di fare posto.”
Una corsia d’ospedale! Gente indaffarata in continuo movimento mi sfreccia vicina senza nemmeno fare caso a me, dalle stanze giungono sgradevoli odori di ogni specie, lamenti di dolore e urla disperate di chi, come me, non ha idea di cosa stia succedendogli.
“Che inferno! Sembra una fabbrica degli orrori, non trovi?.”
Mi giro di fianco a guardare la rossa. “Che diavolo ci fai qui?”
“Ti accompagno.”
“Allora perché non te la cerchi da te la persona?”
“Non posso.”
“Che significa non puoi?”
“Non posso interagire a questo livello.” Prima di terminare la frase allunga un braccio verso un’infermiera che ci passa accanto, l’arto attraversa il corpo della giovane senza alcun problema.
“Sei un fantasma?”
“Ti prego, evita di giungere a conclusioni ridicole e concentrati.”
“Non ho idea di chi cercare.”
“Inizia a guardarti intorno, non hai molto tempo, altrimenti…”
“Cosa?”
“Fallirai il tuo incarico con gravi ripercussioni.”
“Sono stufo di tutti questi enigmi.”
“Ti consiglio di accettare una volta per tutte questa situazione e un altra cosa, odio dare consigli alla gente.”
Messaggio ricevuto. Mi guardo intorno, le persone  sembrano non vedermi. Devo prima togliermi una curiosità, cammino verso un medico, fermo in piedi davanti ad una porta a consultare dei fogli. “Buongiorno dottore.”
L’uomo non muove nemmeno un ciglio.
“Buongiorno!” Sto urlando, ma continua a leggere indisturbato il cartaceo. Mi faccio coraggio e allungo una mano verso di lui, vedo le punta delle dita sparire nel suo addome. Che te piasse n colpo! Le ritiro via come avessi toccato il fuoco. Mi giro verso la rossa. “Che diavoleria è questa? Non vedono ne sentono neanche me, mi dici come faccio a trovare l’assassino, ma soprattutto a consegnargli la scatola?”
“Sei l’unica persona che può riconoscerlo. Al momento giusto sono convinta che troverai il modo di passargli l’oggetto che hai in tasca.”
Sono nervoso. Questo posto… ogni cosa m’infastidisce. Meglio darsi una mossa, risolvere la questione e chiudere prima possibile, magari nel frattempo mi sveglio e tutto si risolve in una bella risata. Qualcuno inizia a chiamare aiuto ad alta voce da una delle stanze, seguo istintivamente il personale di corsa nella stanza. Sono tutti intorno a un letto, stanno rianimando un paziente: precisi ordini impartiti a cui segue puntuale e rapida l’esecuzione; la somministrazione dei farmaci d’urgenza endovena; il paziente disteso in posizione Trendelemburg; l’assistenza respiratoria con maschera e pallone ambu; l’arrivo del medico rianimatore; una rapida intubazione oro-tracheale; ma si é già arrivati al massaggio cardiaco; il crack di una frattura sternale. Lancio un occhiata al piccolo monitor portatile a cui hanno collegato il paziente, i suoi parametri vitali appaiono sotto forma di numeri colorati e grafici, non occorre una laurea in medicina per capire che il tizio è spacciato. Passano cosi alcune decine di concitati minuti, poi cala il silenzio rotto a tratti dall’allarme rosso del monitor. “Fate lo striscio elettrocardiografico piatto e portatemelo in sala medici.” I dottori si tolgono i guanti ed escono dalla stanza mentre gli infermieri iniziano a fare ordine, in silenzio.
“Impressionante non trovi?”
Guardo la rossa. “La morte di un paziente? Nulla di speciale.”
“Mi riferivo a qualcos’altro.”
Seguo il suo sguardo che punta diretto sulla salma e mi paralizzo. Una leggera nube sembra sollevarsi dal corpo, se ne distacca e inizia ad assumere la solita forma indefinita.
“Questo è un fantasma. Finché starò al tuo fianco potrai continuare a vederli e parlarci.”

Cosa succede?

  • Il fantasma svanisce. (25%)
    25
  • Carlo s'incuriosisce della figura familiare del fantasma. (75%)
    75
  • Alla vista del fantasma Carlo fugge via. (0%)
    0
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47 Commenti

  • Ciao Repazzo, finalmente ho potuto leggere l’ultimo capitolo di questa intrigata storia; devo ammettere che mi è piaciuta davvero molto e che ho apprezzato il finale inaspettato e imprevedibile come è stata tutta la trama, davvero una bella storia.
    Spero di poter leggere presto altri tuoi nuovi racconti

    • Ciao Gigia74,
      Chiedo scusa per questo ritardo mostruoso ma sono stato completamente assorbito da un gravoso impegno, fortunatamente risoltosi per il meglio .
      Tornato alla normalità spero ora di recuperare il tempo perso al più presto.
      Grazie

  • Sono stata indecisa sulla scelta fino all’ultimo minuto.
    Seguire il killer sembrerebbe la migliore e forse la più efficace. Ma alla fine ho puntato sul parlare con i fantasmi che potrebbero rilevare nuovi indizi.
    Continua così.

  • Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  • Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  • Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

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