L’incarico

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede? Carlo s'incuriosisce della figura familiare del fantasma. (75%)

Fantasmi

Resto a guardare quella figura per qualche attimo indeciso sul da farsi. Nonostante tutta l’assurdità di questa storia fa un certo effetto avere la certezza di essere di fronte a un fantasma.
“Impressionato?”
“Se non fossi certo di vivere un incubo starei correndo a gambe levate.”
La rossa abbozza un sorriso. “Quali intenzioni hai?”
Bella domanda. Osservo l’entitá ferma ai piedi del letto che ospita il proprio corpo mortale, comprendo il suo smarrimento. Sono convinto di averlo già visto e facendomi coraggio mi avvicino a lui sperando di ottenere informazioni utili.
“Riesci a sentirmi?”
La figura senza età resta a fissare il proprio corpo, la stanza intanto si é svuotata e solo due infermiere sono rimaste a preparare la salma. Mi avvicino ancora qualche passo.
“Comprendo il tuo disorientamento ma vorrei farti solo qualche domanda.”
Nessuna risposta. Mi viene il dubbio che non riesca a sentirmi, poi tutto cambia rapidamente. Ogni cosa intorno si paralizza, sbiadisce, anche il fantasma e la stessa rossa sembrano ora mute statuine di cera.
“Cosa ti serve?”
La voce maschile non giunge dalla figura immobile ai piedi del letto ospedaliero, ma da un altro punto dello spazio. Ruoto lentamente su me stesso per cercarne l’origine e alla fine la trovo. Ad un angolo della stanza, a braccia conserte, c’è una copia esatta dello stesso fantasma in grado di muoversi.
“Come ti chiami?”
“Stefano.”
“Perché ti sei sdoppiato?”
“Non ti capisco.”
“Mi prendi in giro? Questa statuina che ho davanti é la tua copia spiccicata.”
“Non posso sapere cosa stai vedendo. Siamo su due piani diversi della realtà di cui io e te siamo gli unici punti in comune.”
“Quindi non hai idea di dove sono?”
“Ti vedo nel mio ambiente, divergente dal tuo.”
“Io sono davanti al tuo corpo, sei appena deceduto e ai piedi del letto c’è il tuo spirito; fantasma; entità… insomma, hai capito.”
“Ricordo bene quel momento. Genera ancora molto dolore.”
“Ne parli come se fosse accaduto da molto tempo, ma ti assicuro che sono trascorse solo poche decine di minuti.”
“Abbiamo una concezione diversa del trascorrere del tempo, ma nonostante tutto é un evento avvenuto nel passato anche nella tua realtà.”
“L’ho visto accadere ora.”
“Devi riflettere sul tuo presente.”
“Non hai tutti i torti, qui il tempo sembra essersi fermato.”
“Stai vivendo nella memoria del tempo e dal momento che riesci anche a vedermi immagino tu sia in compagnia.”
Lancio uno sguardo alla rossa. “Si, ma ora fa parte della mobilia anche lei.”
“Una donna?”
“Non la vedi?”
“Non ci é permesso interagire con… lei.”
“Sai chi é?”
“Certamente non è chi sembra di essere. Assume sembianze diverse a seconda dell’interlocutore, di solito una persona amata o di fiducia dello stesso. D’altro canto é grazie alla sua presenza se siamo riusciti a incontrarci.”
“Non é la prima volta.”
“No.”
“Facevi parte del gruppo dei tizi che mi hanno aggredito nella metro.”
“Ero con loro, ma nessuno aveva l’intenzione di aggredirti.”
“Mi stavate aspettando?”
“Si.”
“Perché?”
“Per il tuo compito.”
“Fermare l’assassino.”
“Esatto.”
“Cosa ha che fare con voi?”
“Siamo le sue vittime.”
Finalmente comincio a capirci qualcosa. “Sai chi è stato?”
“Ricordo solo che era presente al momento della mia morte.”
“Ti ha ucciso davanti a tutti?”
“No, ha fatto qualcosa prima, poi é tornato al mio letto con i colleghi.”
“Stai dicendo che fa parte del personale dell’ospedale?”
“È un infermiere.”
“Perché lo fa?”
“Non lo sò.”
“Devo tornare indietro!”
“Allora questa discussione è conclusa.”
Il fantasma svanisce lentamente nel nulla come fumo di sigaretta, mentre tutto il resto intorno a me riprende magicamente vita.
Al letto le due infermiere stanno ancora finendo di sistemare la salma, il fantasma è lì a osservare sbigottito il destino del suo involucro mortale, la rossa mi guarda con aria incuriosita.
“Gli ho parlato.”
“Ebbene?”
“É una vittima del nostro uomo. Te lo sapevi.”
“Lo sospettavo.”
“L’assassino era presente al momento della morte del paziente. Mi devi delle spiegazioni ma ora ho qualcosa di più urgente da fare. Seguimi!”
Esco dalla stanza, ma non trovo nessun uomo in servizio tra gli infermieri, evidentemente la morte di Stefano é avvenuta al cambio tra due turni lavorativi. Mi metto a osservare da una finestra il cortile dell’ospedale nella speranza di poter riconoscere qualcuno, vedo fluire il personale smontante, la mia attenzione viene attratta da una donna di spalle in compagnia di un uomo. Li seguo con lo sguardo, i due sembrano litigare, lui la strattona per un braccio, lei si divincola, gli urla qualcosa e infine si gira per salire in un’auto parcheggiata. Le vedo il viso, é mia moglie! Quella vera.
“Sara é un infermiera?”
“Chiudi quella bocca.” La rossa ride ma almeno non aggiunge altro.
Sara mette in moto l’auto e si allontana in gran fretta lasciando l’uomo a terra. Sento la testa esplodere, la rabbia salire dallo stomaco, osservo quel maledetto che si é permesso di mettere le mani su mia moglie, poi l’odio si trasforma in panico, quel tizio l’ho già visto… era dentro la stanza di Stefano.

Cosa decide di fare Carlo?

  • Chiede alla rossa di trovare le altre vittime dell’assassino. (36%)
    36
  • Chiede alla rossa di poter incontrare la moglie. (0%)
    0
  • Tenta di raggiungere l’aggressore di Sara. (64%)
    64
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

47 Commenti

  • Ciao Repazzo, finalmente ho potuto leggere l’ultimo capitolo di questa intrigata storia; devo ammettere che mi è piaciuta davvero molto e che ho apprezzato il finale inaspettato e imprevedibile come è stata tutta la trama, davvero una bella storia.
    Spero di poter leggere presto altri tuoi nuovi racconti

    • Ciao Gigia74,
      Chiedo scusa per questo ritardo mostruoso ma sono stato completamente assorbito da un gravoso impegno, fortunatamente risoltosi per il meglio .
      Tornato alla normalità spero ora di recuperare il tempo perso al più presto.
      Grazie

  • Sono stata indecisa sulla scelta fino all’ultimo minuto.
    Seguire il killer sembrerebbe la migliore e forse la più efficace. Ma alla fine ho puntato sul parlare con i fantasmi che potrebbero rilevare nuovi indizi.
    Continua così.

  • Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  • Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  • Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi