L’incarico

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Carlo? Tenta di raggiungere l’aggressore di Sara. (64%)

Un piano

Ho raggiunto il cortile dell’ospedale ormai deserto, la rossa naturalmente mi ha preceduto e la trovo ad aspettarmi nel punto preciso dove ho scorto la violenta lite tra Sara e quell’uomo.
“Hai visto dove è andato?” La mia sembra più un’implorazione che una domanda. 
Lei storce la bocca.
“Maledizione!”
“Sei sicuro che si tratta della persona giusta?”
“Si.”
“Erano in molti intorno a quel letto, possibile che…”
“Ti ho detto che l’ho visto dentro quella stramaledetta stanza!”
La rossa mi guarda con aria sorpresa. “Non c’è bisogno di scaldarsi.”
“Oh, oh! Ti assicuro che ne ho di motivi validi.”
La rossa incrocia le braccia al petto, mi aspetto da un momento all’altro che inizi a battere la punta del piede a terra. “Vuoi chiedermi qualcosa?”
“Puoi scommetterci.” Do un’ultima occhiata in giro nella speranza di scorgere qualche indizio utile  ma resto deluso. “Stefano mi ha parlato di una memoria del tempo, di mondi paralleli, delle tue capacità di assumere qualunque sembianza. Potresti delucidarmi?”
La donna attende qualche secondo in silenzio, poi allunga una mano e mi afferra per un braccio, la sua stretta sembra in grado di spezzarmelo e mi sforzo di non urlare per puro orgoglio maschile. In un attimo ci ritroviamo nuovamente nella stanza dove è morto Stefano, ma qualcosa è cambiato. I pazienti presenti non sono gli stessi, il letto dove le infermiere stavano preparando la salma ora é occupato da un’anziana signora che sembra esserci sprofondata da almeno una decina di giorni.
La rossa molla il mio braccio, mi fa un male boia, inizia a fissarmi con quei suoi magnetici occhi verdi. “Guardati intorno. Cosa vedi?”
“La stanza di prima, ma sono cambiate le persone che la occupano.”
“E poi?”
Osservo con più attenzione, stessi letti sconquassati, stessi armadietti senza chiavi, le solite sedie, la finestra…piove?”
“Sei un ottimista.”
“Hai ragione sembra il diluvio universale.” Il boato di un tuono giunge a rinforzare la mia osservazione. “Siamo in un altro momento.”
“Esatto. Il tuo compito é fermare un omicida e ti ho portato nel luogo e nell’arco temporale corrispondente agli inizi degli omicidi. Se riesci a riconoscerlo qui, potrai forse fermalo nel tempo reale.”
“Non ho idea di chi sia. Fammi tornare di nuovo al momento della morte di Stefano.”
“Non funziona così. Non puoi riavvolgere il nastro tutte le volte che vuoi. Posso farti assistere una sola volta ma con precisione i momenti relativi alla morte di queste persone perché sono bene a conoscenza di quando sono avvenute, ma per tutti gli altri eventi che non hanno a che vedere con il loro destino, sarà come eseguire un salto nel buio. Ricorda che il tempo nella realtà non si è fermato e te ne rimane poco. Detto questo penso sia superfluo ora, illuminarti sulle dinamiche dell’oltre tomba e per quanto concerne il mio aspetto…” La rossa si passa le mani sui fianchi in modo suadente. “Credevo che questo ti piacesse, ma posso cambiare se lo desideri.”
Vedo il colore dei suoi occhi sfumare dì tonalità, i suoi lineamenti modificarsi in qualcosa di misterioso. “Fermati, andava benissimo la somiglianza con mia moglie.”
La rossa ritorna a essere la sosia di Sara. “Osserva le persone che occupano questa stanza.”
I tre letti sono occupati da altrettante donne anziane, sono le tre entità femminili che insieme a Stefano e all’altro uomo mi stavano aspettando in metro all’inizio di questo incubo.
“Sono loro: i fantasmi della metro. Li ha uccisi tutti qui!”
“A quanto pare.”
“Manca ancora l’altro uomo.”
“Tutto a suo tempo.”
“Chi sarà il prossimo?”
“Maria.” La rossa indica uno dei letti, vi é coricata una scheletrica anziana di almeno novant’anni e priva di coscienza. Respira affannosamente con la bocca, da due aghi cannula infilati in entrambe le scarne braccia le vengono somministrate alcune soluzioni, una di queste contiene morfina e antiemetici, evidentemente per il controllo del dolore. Le condizioni delle altre due anziane rispecchiano quasi fedelmente quelle di Maria.
“Stanno messe male tutte quante.”
La rossa osserva in silenzio.
“Non hanno speranza, che li uccida per un senso di pietà?”
“Un angelo della morte intendi?”
“Non riesco a trovare altri motivi validi.”
“Validi motivi?”
“Se non fosse che l’ho visto posare minacciosamente le mani su Sara, non lo giudicherei un pericoloso serial killer.”
“Uccide persone inermi.”
“Diciamo che accelera eventi incontrovertibili caratterizzati da penose condizioni di vita e sofferenze inimmaginabili.”
“Con buona pace del libero arbitrio.”
“Sei convinta che possano esistere individui in grado di accettare e sopportare queste o condizioni peggiori?”
“Penso solo che stai sottovalutando la variabilità umana.”
Un infermiera entra con il carrello della terapia e interrompe il nostro discorso, noto la discreta disponibilità di farmaci letali a portata di mano e provo a immaginare il modus operandi dell’assassino. Attendo che l’infermiera porti a termine il suo delicato lavoro e mi rivolgo alla rossa esponendole la mia idea per intercettare nuovamente l’angelo della morte.

Quale piano ha ideato Carlo?

  • Carlo vuole seguire l’infermiere dopo l’omicidio di Maria. (17%)
    17
  • Carlo vuole assistere a un omicidio per ricavare le informazioni di cui necessità. (83%)
    83
  • Carlo vuole cercare informazioni tra i colleghi dell’infermiere. (0%)
    0

Voti totali: 6

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43 Commenti

  1. Il tema si fa impegnativo. L’angelo della morte! Ovvero: è lecito o criminale “somministrare” la morte a chi non ha speranza? Un assassino è sempre un assassino anche se uccide per pietà e compassione? Amico mio ti sei imbarcato in una bella impresa! Auguri, e intanto complimenti. 🙏ciao

  2. Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  3. Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  4. Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

  5. Ciao, questa storia cominciata come un incubo ora piega verso la realtà con l’entrata in scena della moglie. Ne può venir fuori anche una buona “commedia macabra” se ironia e dialoghi “svelti” continueranno.
    Fai tu. A me piace. ti seguo. Ciao.

  6. Bello bello. Bravo! Mi piace molto la dinamica di questo capitolo, anche la scrittura ha qualcosa di più piacevole, forse è più asciutta, non saprei dire… La trama comincia a delinearsi meglio e diventa più facile seguirla. Ora abbiamo uno scopo, per cui voto: “Tenta di raggiungere l’aggressore di Sara.”
    Ciao 🙂

    • Ciao Valentina,
      grazie per il tuo apprezzamento, fa bene allo spirito!
      La storia si è ormai incanalata verso il finale e devo iniziare a sciogliere qualche filo della trama. Ipotizzo sia questo il motivo che mi porta ad avere una scrittura più lineare e sciolta.
      Grazie del commento, a presto!

    • Ciao Kaziarica,
      sono ancora in ritardo e questa volta mostruosamente. Se hai letto la puntata successiva al tuo commento hai anche notato che la tua osservazione relativa ai fantasmi è stata azzeccata. Carlo avrà un bel da fare a terminare la sua missione.
      Grazie e alla prossima!

  7. Horror, ironia, avventura e adesso il fantasma. Caro Repazzo ci vuoi proprio conquistare!
    Tutto bene, solo credo che vivendo un incubo certe pur gradevoli espressioni dialettali vadano a sbiadire le tinte scure e a indebolire il pathos.
    Alla prossima 🙏

    • Ciao Gibbone,
      ti assicuro che il mio intento è proprio quello: conquistarvi!
      L’uso del dialetto ha sicuramente apportato un calo di tensione, ma l’ho ritenuto una buona occasione per continuare a caratterizzare il personaggio.
      Grazie per il commento, a presto.

  8. Quel “Che te piasse n colpo!” messo lì a tradimento mi ha fatta morire dal ridere! 🤣
    La situazione si fa concitata e confusionaria, ammetto che avrei preferito un minimo di spiegazione prima di gettarci nella mischia, ma mi sta piacendo.
    Voto affinché Carlo s’incuriosisca e interessi al fantasma, visto che gli è familiare.
    (C’è un cognome qui che mi dice qualcosa)

    • Ciao Valentina,
      la mia “romanità” ha spesso il sopravvento anche nella vita di tutti i giorni, incontrando consensi quante critiche. La storia sta entrando nel vivo, ho molta carne sul fuoco e poca carbonella per cuocerla, spero di riuscire a farci entrare tutto entro la decima puntata.
      A presto.

  9. Bello lo stile più ironico di questo capitolo. Voto per le altre spiegazioni, è ancora presto per intuire dove vuoi andare a parare, ma qualche informazione in più non guasta. Non posso non apprezzare la combo capelli rossi, pelle chiara e occhi verdi, visto che l’ho usata anch’io, anche se forse è un po’ un cliché, ma del resto se è diventata tale vuol dire che funziona. Un po’ vaga l’espressione “consegnare un oggetto a una persona”, però essendo un sogno (?) ci può stare, anche per questo voglio altri dettagli!

    • Ciao Lorenzo,
      prima di tutto bentornato e grazie per il commento.
      Qualcosa è cambiato in effetti, il protagonista sta acquisendo nuovi elementi del suo carattere. Esiste un disegno in tutto questo naturalmente, spero solo che la matita non mi si spunti all’improvviso.
      Nel mio immaginario ho assegnato significati anche alle caratteristiche fisiche della donna cedendo al cliché, lo ammetto, solo nell’abbinargli il colore degli occhi. Debolezza umana.
      Ci saranno certamente maggiori informazioni relative all’incarico, quindi spero di rivederti qui al più presto.

  10. Ciao Repazzo,
    mi è capitato di rado, qui, di leggere il primo capitolo e di voler continuare la lettura per sapere cos’altro sarebbe successo… hai di certo uno stile accattivante, asciutto e al tempo stesso molto evocativo. Mi piace molto questo racconto, non mi aspettavo la moglie né i detti in romanesco, ma fa tutto parte del gioco, immagino.
    “Vuoi vedere che ti combina il matusa?” ecco, questa frase l’avrei evitata o comunque elaborata in altro modo, poco in linea con lo stato mentale di Carlo, almeno secondo me, ma il racconto è tuo, insieme all’incubo (se di incubo si tratta), quindi le mie sono e rimangono considerazioni 🙂
    Alla prossima!
    p.s. accetta l’incarico

    • Ciao Keziarica,
      rispondo in ritardo al tuo messaggio a causa di problemi tecnici.
      Grazie per il commento, mi sento lusingato. Ho messo in gioco molti elementi in questo racconto e spero che il sistema per farli incastrare tra loro, nel corso della storia, risulti gradito.
      Riflettendo sulla frase del matusa non posso che darti ragione. Ho avuto il dubbio se inserirla fino alla fine, paragonandola più come il frutto di un momento di euforia creativa del sottoscritto. L’ingordigia di battute disponibili ha avuto la meglio nel processo decisionale. La tua nota ha confermato quel dubbio.
      Mi auguro di rivederti presto.

  11. Ah però! Questo capitolo mi ha decisamente sorpresa.
    A quanto pare abbiamo tutti e due una simpatia per le fossette e le lentiggini, e forse viviamo entrambi a Roma. A parte il romanesco, sempre gradito, questa frase mi ha fatta sorridere: “Mi volto senza problemi e come c’era da aspettarsi, é comparsa una bella porta di metallo blu.” In questo episodio c’è molta ironia, quasi un cambio di tono improvviso, ma non mi dispiace. Probabilmente il protagonista si era angosciato abbastanza e ha deciso che ridere della situazione fosse la cosa migliore.
    Mo so’ curiosa, che diavolo hai in mente?
    Voto che accetta l’incarico ma prima chiede ulteriori spiegazioni. Quella frase è troppo enigmatica per essere lasciata stare.

    • Ciao Valentina,
      in effetti qualcosa nell’umore di Carlo é cambiato, ma non senza una valida ragione. Chi vivrà vedrà. Ogni tanto basta scovare casualmente un solo ricordo per cambiarti il senso della giornata. Magari riuscire a carpire i meccanismi che li governano… Basta, non dico altro, altrimenti rovino le sorprese.
      Grazie per il commento, a presto.

  12. Ti confesso che non invidio il tuo amico. Prendere la metro è sempre più pericoloso. Ti confesso pure che, al contrario di altre voci, il tuo racconto, almeno per adesso, non merita di essere snellito con una scrittura più “fruibile”: ritorno a capo, periodi brevi o altro. Correggi gli errori ma mantieni il ritmo ” denso” da tormentone; che le parole possano affollarsi e sbattere una contro l’altra come quei poveri cristi e alimentare il senso di angoscia da attacco claustrofobico. bene, bravo, ciao

    • Ciao Fenderman,
      come spiegavo a Lorenzo, il ritmo forsennato di questa puntata é stato per me un piccolo esperimento. Dalle tue parole mi sembra di capire che il risultato sia andato a buon fine. Ne sono strafelice.
      Grazie e spero di risentirti presto.

  13. Un’atmosfera quasi da horror per questo incubo, la cosa non può che piacermi! Mi piace come riesci a descrivere tutti gli elementi irrazionali tipici dei sogni, anche se magari questa potrebbe anche rivelarsi la realtà, chissà…
    L’unica osservazione è che ho notato che non vai mai a capo, ci può stare ma se non è proprio una cosa voluta ti consiglio di fare più paragrafi per rendere più agevole la lettura. Poi nel primo capitolo la scrittura era un po

    • Ciao Lorenzo,
      di norma scrivo di getto l’intera bozza per non perdere nulla dello spunto iniziale. Non bado ad alcuna regola di forma. Mamma mia! Se mi sentisse Valentina! Scherzi a parte, in questa occasione quando sono andato a rimettere ordine rileggendolo la prima volta, ho sperimentato che proprio l’assenza di suddivisione nel testo risaltava l’effetto claustrofobico della scena. Forse si é trattato solo di un’impressione personalissima, generata dal privilegiato punto di vista dell’autore.
      Grazie per la presenza, a presto.

  14. La storia si fa sempre più interessante, hai una bella fantasia e la capacità di far vedere al lettore le scene che descrivi… Si percepisce l’aria claustrofobia del set e l’estraniazione del protagonista, diviso fra lo sconcerto e la resa agli eventi. Molto bello! Continuo a essere curiosa di continuare, quindi bravo 🙂
    Il discorso virgole resta un po’ incerto, ora ne ho trovate alcune dove non dovrebbero, tipo fra soggetto e verbo, e anche qualche refuso qua e là. Secondo me dovresti solo rileggere un po’ di più prima di pubblicare per avere dei capitoli perfetti.
    A presto!

    • Ciao Valentina,
      gira e rigira torniamo al detto: Tra il dire e il fare…”. Direi oltremodo azzeccassimo alla situazione.
      Faccio oro dei tuoi apprezzamenti comunque e dal momento che considero la mia testardaggine una virtù, dedicherò maggiori energie e attenzione alle revisioni dei miei scritti.
      Vien da sè che da questo momento la tua presenza dovrà essere una costante.
      A parte gli scherzi, grazie ancora di ogni preziosa osservazione, sono certo che nonostante tutto, la storia continuerà a riservarti sorprese.
      A presto.

  15. Ciao e benvenuto (o benvenuta?) 🙂
    Devo dire che quest’incipit mi ha incuriosita e messo addosso un certo interesse per il seguito, per cui complimenti per l’idea!
    L’unico appunto che mi viene da farti è che ho trovato la scrittura un po’ faticosa a causa della punteggiatura… forse userei un po’ più di virgole e punti, per spezzettare i periodi e rallentare la lettura. A parte questo, è una buona partenza! 🙂

    • Ciao Valentina,
      grazie per il benvenut(o) ma soprattutto per l’osservazione. Qualcuno ha detto: “La punteggiatura corretta è invisibile. Non ci si accorge nemmeno che tutto sta filando liscio.” Giungo alla facile deduzione, che qualcosa è andato evidentemente storto. Un ulteriore stimolo, da sommare a quello generato dall’interessamento all’incipit.
      A presto!

  16. Ciao, ti confesso che a un certo punto ho pensato che stessi descrivendo un reale viaggio in metro fra gente “normale” visto come stiamo messi. Scherzi a parte questa storia comicia con un incubo, vedremo dove ci porterà. Per adesso se fossi in lui uscirei.
    La prosa mi piace, forse avrei scritto diversamente le prime dieci righe ma l’autore sei tu! ti seguo bravo ciao🙏

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