L’incarico

Dove eravamo rimasti?

Quale piano ha ideato Carlo? Carlo vuole assistere a un omicidio per ricavare le informazioni di cui necessità. (83%)

Buio

“Voglio essere sul luogo del prossimo assassinio almeno un ora prima che avvenga.”
“Così rischiamo di annoiarci.”
Sorvolo sul sarcasmo della rossa e continuo il ragionamento a voce alta: “Uccide iniettando farmaci che agiscono lentamente permettendogli di allontanarsi per tempo.”
La mia accompagnatrice sposta una ciocca di capelli scivolata davanti agli occhi sbuffando all’insù, sono certo che non mi ha ascoltato.
“Vuoi garantirti un buon margine di tempo per essere sicuro di intercettarlo. Ho indovinato?”
Sono senza parole, il tempo di rimangiarmi la malignità di poc’anzi e mi sento afferrato per un braccio per ritrovarmi in un attimo dove le ho chiesto. Ancora una volta nella stessa stanza d’ospedale, immersa quasi completamente nell’oscurità.
È notte e l’intero reparto è blandamente illuminato dalle luci di emergenza situate a pochi centimetri da terra lungo le pareti, mi abituo rapidamente alla semi oscurità e individuo tre letti occupati da altrettanti esili corpi. Riconosco Maria, dorme tranquilla, il respiro è irregolare ma tale da non farmi presagire di essere giunto tardi, ho dunque del tempo a disposizione prima che l’uomo venga a compiere la sua opera letale. Lascio la rossa a guardare fuori da dietro i vetri di una finestra della stanza e ispeziono il reparto, raggiungo l’unica porta dalla quale fuoriesce una forte luce, sbircio dentro con istintiva e inutile circospezione. Due infermiere stanno organizzando il lavoro parlando del più e del meno tra loro, un orologio appeso alla parete segna le cinque del mattino, a breve avverrà il cambio del turno. Perlustro le altre camere di degenza ma non c’è traccia del mio uomo, evidentemente non è in servizio. Sto ancora ragionando su questo particolare quando una strana sensazione mi spinge a guardare in direzione dell’entrata del reparto in fondo alla corsia buia, un impercettibile movimento attrae la mia attenzione. Con il cuore che mi batte in gola inizio a tornare rapidamente sui miei passi verso la stanza di Maria, la rossa è ancora affacciata alla finestra apparentemente disinteressata da quanto le sta avvenendo intorno. Mi posiziono al fianco del letto dell’anziana e attendo che il killer entri da un momento all’altro ma l’attesa è breve, un ombra s’intrufola furtivamente nella stanza socchiudendo silenziosamente la porta alle sue spalle. Con mia grande sorpresa si avvicina all’asta della flebo di un altra paziente e armeggia per qualche secondo con i raccordi, infine inietta una soluzione con una siringa estratta da una tasca. Mi giro verso la rossa in cerca di spiegazioni.
“Che significa? Avevi detto che sarebbe stata Maria la vittima.”
“È ciò che ho detto infatti.”
Non mi degna di altra attenzione e continua a guardare fuori, il killer intanto si accerta di non aver lasciato tracce in tutta tranquillità.
“Assassino.”
Faccio un salto per la sorpresa più che per lo spavento, a parlare è stata Maria che ha reagito alla presenza dell’uomo misterioso. Anche lui è sobbalzato, si gira verso di noi impacciato.
“Cosa stai dicendo Maria?”
La voce del killer è sottile, artefatta, si avvicina accanto a lei nella stessa posizione in cui mi trovo e la sua immagine si sovrappone alla mia tanto da non riuscire più a distinguere la sua figura.
“Maria, credo che ti stai sbagliando di grosso.”
“Ci vuoi uccidere tutti quanti.” La donna ha alzato il tono, non ha la forza di gridare ma ci sta provando con tutta se stessa.
“Ti sbagli, abbassa la voce!”
Percepisco ansia nelle sue parole, faccio un passo indietro e mi sdoppio da lui, armeggia con le vie infusionali, gli scivola dalle mani tremanti una nuova siringa, si punge con l’ago, ma alla fine riesce a iniettare tutta la sostanza mentre i lamenti della donna iniziano ad affievolirsi. Passano alcuni secondi interminabili, l’uomo lancia frequenti occhiate alla porta mentre si assicura il silenzio della sua vittima. Deve aver usato una dose altamente letale perché dopo pochi istanti osservo l’indefinita forma umana sorta dal corpo inerme di Maria, avvicinarsi al suo assassino e tempestarlo inutilmente di colpi. Il killer accertatosi del sopraggiunto decesso si chiude nel bagno della stanza, lo raggiungo attraversando la porta e mi pongo alle sue spalle osservandolo. Vedo solo la sua immagine riflessa allo specchio mentre si lava le mani dal sangue fuoriuscito dalla puntura con l’ago. Ha il volto emaciato e pallido che rendono difficile assegnargli un’età, una quarantina, forse più.  Ma il problema è che non lo conosco, non l’ho mai visto prima, come farò a rintracciarlo nella vita reale? L’uomo spenge la luce ed esce dal bagno, lancia un’ultima occhiata alla stanza e si appresta a uscire in corridoio mentre dietro di lui un altra forma indefinita ha preso forma accanto alla seconda vittima.
“Non hai pena per noi?”
E’ il fantasma di Maria, apparso di fronte a me quasi a volermi affrontare. Le fa compagnia quello della donna uccisa insieme a lei, mi guardano con aria interrogativa mentre alle loro spalle il killer si da alla fuga.

Cosa decide di fare Carlo?

  • Interroga la rossa. (0%)
    0
  • Resta a parlare con i due nuovi fantasmi. (33%)
    33
  • Si libera dei fantasmi per inseguire il killer. (67%)
    67
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47 Commenti

  • Ciao Repazzo, finalmente ho potuto leggere l’ultimo capitolo di questa intrigata storia; devo ammettere che mi è piaciuta davvero molto e che ho apprezzato il finale inaspettato e imprevedibile come è stata tutta la trama, davvero una bella storia.
    Spero di poter leggere presto altri tuoi nuovi racconti

    • Ciao Gigia74,
      Chiedo scusa per questo ritardo mostruoso ma sono stato completamente assorbito da un gravoso impegno, fortunatamente risoltosi per il meglio .
      Tornato alla normalità spero ora di recuperare il tempo perso al più presto.
      Grazie

  • Sono stata indecisa sulla scelta fino all’ultimo minuto.
    Seguire il killer sembrerebbe la migliore e forse la più efficace. Ma alla fine ho puntato sul parlare con i fantasmi che potrebbero rilevare nuovi indizi.
    Continua così.

  • Considerando il discorso di Carlo l’idea che voglia assistere ad un omicidio mi tenta! Come ho già detto mi piace molto la piega che ha preso la storia, più concreta e diretta senza rinunciare ad un po’ di sano disorientamento per il povero lettore e per il protagonista 🙂 L’unico appunto che mi sento di farti è che mi sembra un po’ strano che avendo appena assistito all’aggressione della moglie Carlo si fermi a chiedere delucidazioni alla rossa, ma capisco che sia servito per introdurre gli sviluppi successivi. Alla prossima!

  • Voto l’inseguimento dell’infermiere, dato che in teoria ha già assistito all’omicidio di Stefano. La trama continua a essere interessante e il ritmo incalzante, bravo. Ci sono giusto un po’ di refusi qua e là, per cui ti consiglierei di rileggere attentamente prima di pubblicare.
    Alla prossima 🙂

  • Ammetto che quando la storia è iniziata non aveva convinto più di tanto e infatti non avevo proseguito dopo il primo capitolo… ma ci sono tornato e devo dire che ho fatto bene, dal terzo capitolo ha iniziato a prendermi molto di più. Di sicuro è stato un limite mio a fermarmi perchè non apprezzo molto le vicende troppo oniriche, quindi la svolta più concreta per me è stata fondamentale e il fatto che si sia chiarito quale sia l’incarico del protagonista dà una direzione definita in mezzo ai misteri, cosa che apprezzo molto. Anche il fatto che una storia di questo tipo sia così “geolocalizzata”, per così dire, con anche un protagonista che si lascia sfuggire modi di dire in romanaccio, è una particolarità che mi piace parecchio e le dà molta personalità. Continuerò a seguirla e per il prossimo capitolo, un po’ come tutti mi pare, ho votato per raggiungere l’aggressore. Ciao!

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