LONTANO DALLA LUCE

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... Avremo una panoramica dettagliata del caso su cui l'Inquisitrice Justine deve indagare (70%)

ALLA PENDOLA ROTTA

«È bella grande per un villaggio così piccolo!» osservò il ragazzo, mentre legava il cavallo del suo signore ad un palo nel cortile sul retro della locanda.

«Vai a cercare lo stalliere» ordinò Ser Gofred, «assicurati che ci sia posto per tre cavalli da stallare per la notte». Lo scudiero annuì e sparì dentro la stalla buia.

«Ha ragione» commentò il cavaliere, «mi aspettavo un’osteria da quattro soldi, ma questo posto rivaleggia con gli alberghi della Capitale in quanto a dimensioni.»

Era vero: con la base in mattoni blu e tre piani sopraelevati in legno dipinto di bianco, più larghi della base e sostenuti da massicci piloni ricavati da tronchi intagliati, la locanda di Porta Bianca era un edificio imponente.

«Non è mai stato nelle Terre del Tramonto, Ser?» domandò l’Inquisitrice, «Non è insolito trovare insediamenti come questo lungo la Frontiera. La guerra è stata logorante per l’Impero, ma spesso la miseria di molti è il profitto di pochi.»

«Immagino di sì» rispose lui grattandosi la barba grigia. «E per rispondere alla sua domanda, no, non ho mai visitato le periferie. Ho servito tutta la vita nella Guardia Imperiale.»

Questo chiariva anche il perchè alla sua spedizione si fosse unito un cavaliere, quando il resto degli uomini che le erano stati assegnati erano reclute o soldati che non avevano mai versato sangue. Probabilmente si era trattata di una sua iniziativa personale, forse un’ultima occasione per distinguersi prima di ritirarsi ad una vita tranquilla. Ser Gofred non era uno di quei cavalieri di cui si canta nelle canzoni. Era un uomo possente, alto e dall’aspetto nobile, ma nonostante la sua stazza e, forse, per via della sua età non più così giovane e dei suoi modi gentili, non si poteva definire minaccioso. Questo le sarebbe tornato utile.

All’interno la locanda non era altrettanto rimarchevole come dall’esterno: uno stanzone ampio ma scarsamente illuminato da due file di torce, con il soffitto basso in travi a vista e decorato con drappi rossi e verdi appesi alle pareti. Anche se in quelle regioni si cenava presto era ancora abbastanza affollata, come Justine aveva sperato quando aveva deciso di trattenersi lì per la notte mentre il resto del drappello li precedeva alla Rocca. Se ci aveva visto giusto e qualcuno li stava osservando quello era un buon modo per mettergli pressione.

Attorno ai lunghi tavoli rettangolari sedevano un gruppetto di giovani che si accompagnavano a ragazze carine sotto l’occhio invidioso degli anziani seduti qualche tavolo più in là, una banda di uomini grandi e grossi che bevevano, presumibilmente minatori, e una compagnia di donne di mezza età che li guardava con disapprovazione. Appena misero piede nel locale percepirono lo sguardo degli avventori fissarsi su di loro e seguirli mentre si avvicinavano al bancone. Justine c’era abituata. Attraversò la stanza a passi decisi e con un gesto fluido si sfilò il mantello da viaggio, rivelando la divisa bianca e celeste degli Inquisitori; con un altro sciolse i capelli biondi, che le ricaddero fino ai fianchi. Aveva due modi per assicurarsi la deferenza delle persone: su alcuni funzionava di più l’autorità, su altri l’attrazione… e se intimidire quella gente non avesse funzionato poteva contare sull’assistenza di Ser Gofred, il cui atteggiamento rassicurante era certamente più indicato del suo per interloquire con contadine spaventate e vecchi zucconi che non si sarebbero piegati nemmeno di fronte alla minaccia della frusta.

«Benvenuti alla Pendola Rotta, che cosa vi porta nella terra dei giorni corti?» recitò la ragazza dietro al bancone, con un sorriso cordiale che non lasciava trapelare alcuna emozione se non il compiacimento nell’accogliere clienti paganti. Giovane, ma in gamba. Aveva i capelli ramati e gli occhi rossi, come la maggior parte degli abitanti di quella regione, e non poteva avere più di diciotto anni.

«Inquisitrice Imperiale Justine dei Campi Bruni. Io e Ser Gofred siamo venuti dalla Capitale per far luce sulla scomparsa della guarnigione a presidio della Rocca della Porta Bianca. Ci servono due stanze per la notte e ho bisogno che ne liberiate un’altra per gli interrogatori.»

Anche senza voltarsi Justine rilevò la tensione che cresceva e riempiva la stanza come l’aria calda da una stufa. In realtà dubitava di dover condurre interrogatori: di certo il mattino seguente il sindaco avrebbe spiattellato dov’erano finiti quei cinquanta uomini prima ancora che il suo caffè si raffreddasse, o forse sarebbe stata la madre di una giovinetta fuggita insieme ad un soldato che l’avrebbe pregata di ritrovarla. Era chiaro che la loro presenza non fosse gradita, ma non c’era nulla che facesse sospettare qualcosa di più di dello scenario che si era già figurata: un manipolo di uomini demotivati, stanziati ai margini dell’Impero, che si erano stufati di fare la guardia a un portone chiuso da decenni e si erano dati alla macchia.

Nulla… se non l’espressione che si andava dipingendo sul viso della giovane locandiera.

Perdonatemi, dovevo parlare di più dell'indagine ma mi sono lasciato trascinare! Da dove riprendiamo nel prossimo capitolo?

  • Incontriamo la gente del villaggio e conosciamo meglio il posto (0%)
    0
  • Facciamo un sopralluogo alla Rocca della Porta Bianca e cerchiamo indizi (27%)
    27
  • Parliamo subito con la locandiera e scopriamo quello che sa (73%)
    73
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

102 Commenti

  1. Ciao Dapiz,
    è un piacere rincontrarti qui dopo averti letto nella sezione fantascienza con “La rotta tracciata”.
    Il racconto mi è piaciuto. Ho voluto un attimo a mettere tutto insieme e capire, ma è fatto davvero bene per me. Ho trovato interessante, oltre alla storia in se e alla figura dell’inquisitrice e della Rocca di Porta Bianca, anche come hai descritto la storia. La luce più abbagliante che però genera la più profonda delle ombre.

    P.s. ho lasciato una risposta al tuo commento sul mio racconto.

    • Grazie, sono contento che tu sia passato di qua! Avevo letto la tua risposta, fortunatamente in genere le notifiche funzionano, e a proposito, non ti devi certo scusare per averci messo tanto a pubblicare il tuo capitolo, la mia era solo un’osservazione 😀 E poi l’importante è che la storia arrivi alla fine, mi sa che molte di quelle che ho iniziato a seguire qui una conclusione non la vedranno tanto presto 😐

  2. Ciao Dapiz,
    io invidio il modo in cui riuscite a costruire mondi credibili nel fantasy. Non amo il fantasy, non lo leggo e, a parte Il Signore degli Anelli, non credo di aver mai visto neanche un film di questo genere. Eppure, qui, quando leggo i vostri raconti, mi viene voglia di comprare un bel libro per leggere di mondi fantastici che non conosco; hai qualcosa da consigliarmi per cominciare?
    “… mentre la loro anima scoppiettava tra le fiamme e scompariva per riunirsi al Grande Focolare dietro la Porta Rossa.” trovo bellissima l’immagine dell’anima che scoppietta tra le fiamme, davvero. Io, che però sono scarsa con la punteggiatura, avrei aggiunto una virgola dopo Grande Focolare, ma magari dico una cavolata.
    Bel capitolo, Dapiz. Ma non dubitavo.
    Alla prossima!
    p.s. un indizio.

    • Grazie mille dei complimenti, che sento in larga parte di non meritare ;_;
      Per quanto riguarda i consigli fantasy… c’è da dire che si tratta di un genere enormemente vasto, per cui anche se non lo apprezzi particolarmente trovare qualcosa di tuo gusto non dovrebbe essere così difficile… Anche perchè tra i consigli che gli scrittori veri danno agli aspiranti autori c’è sempre il leggere tutto, specialmente quello che non ci piace 😀
      Comunque ti darò qualche consiglio molto basic: se Il Signore degli Anelli ti è piaciuto puoi provare a leggere i libri, magari a partire da Lo Hobbit che oltre a svolgersi prima è una lettura molto più breve e “amichevole” per chi è a digiuno del genere, decisamente più approcciabile rispetto alla trilogia o al Silmarillion;
      Un altro consiglio banale ma non scontato è… Harry Potter, che ha come punto di forza proprio la costruzione di un mondo fantasy molto credibile e complesso e che, come struttura, ricorda molto più da vicino i libri gialli che non il genere fantasy (e infatti ora la Rowling si sta dedicando ad una serie di romanzi gialli, perchè a parer mio la sua attitudine è sempre stata questa);
      se vuoi qualcosa di meno impegnativo punterei invece su Neil Gaiman, con romanzi come Stardust e Nessun Dove, oppure sul fantasy ironico del Mondo Disco di Terry Pratchett.
      Altre serie molto valide sono Mistborn, Terramare, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco o La Torre Nera, tutte molto belle ma decisamente più toste da affrontare, anche solo per numero di pagine.
      Una cosa che mi preme farti notare però è che se non ami il fantasy perchè ti pare un genere ripetitivo/stereotipato scoprirai che è molto più vario di quello che si pensi, infatti tutti i romanzi che ho citato pur rientrando sotto lo stesso cappello sono estremamente diversi l’uno dall’altro 🙂

      (e sì un virgolina dove hai detto tu ci poteva stare)

      • Direi che di Fantasy te ne intendi. Seguirò il tuo consiglio e comincerò a leggere qualcosa tra quel che mi hai proposto. Di Robert Galbraith (J.K.Rowling) ho letto tutto, anzi ho appena terminato Bianco Letale. Come consigliato agli autori esordienti e come ricordi anche tu, leggo un po’ di tutto e cercherò di aggiungere alla mia modesta biblioteca qualche fantasy di qualità. Grazie per il tempo che mi hai dedicato, ne farò tesoro. Per il resto, sono lieta di fare complimenti quando meritati.
        Alla prossima!

  3. In questo capitolo, ben scritto come sempre, esce di più il lato umano di Justine. Ho apprezzato e la storia dei Mangiafuoco, così articolata e complessa, mi ha incuriosita. Forse hai messo tantissimi particolari in un solo capitolo, ma sono sicura che li saprai sviscerare al meglio nel proseguo della tua storia.
    Continua così!

    Ps: ho votato “cadavere”, per dare una tinta un po’ più drammatica.

    • Alcuni di questi particolari saranno utili per la storia in corso, altri li ho inseriti per potermici ricollegare in eventuali racconti futuri ambientati sempre in questo mondo (non seguiti diretti di questo, però) ma in ogni caso tutto quello di cui ho parlato avrà un suo perchè, rispetto alla mia prima storia qui sono stato più attento sotto questo aspetto!

  4. Con un cadavere, ma che si rivelerà essere anche un indizio 😉

    Questo capitolo mi è piaciuto molto: spiega le cose senza annoiare, fa il punto della situazione e preparare alla fase finale (a meno di seguiti). Quindi direi che è perfetto! 🙂

    Sono preoccupato dalle “liberazioni”: non vorrei che la nostra protagonista si “dannasse” l’anima… non so se mi spiego…

    Ciao 🙂
    PS: Non c’entra con questo racconto ma ho visto il tuo sito. Dato che lì non posso commentare, qui ti faccio notare che il capitolo 3 de “La Rotta Tracciata” dà 404 Not Found. Inoltre il racconto “Nicola del terzo piano” dà l’impressione di essere interrotto a metà e mai più proseguito…
    PPS: Non mi funzionano gli avvisi di risposta nei commenti diversi dalla mia storia, quindi è possibile che ti risponda molto tardi.

    • Nessun seguito, potrei raccontare qualcos’altro ambientato in questo mondo (di semini ne ho gettati un po’) ma questa storia si conclude col capitolo 10 🙂
      Grazie anche delle segnalazioni per il mio sito, per quanto riguarda Nicola quello doveva essere un finale a effetto ma evidentemente non ha funzionato granchè 😐

  5. Un prigioniero.
    I nomi delle tue località sono deliziosi, ti invidio la capacità di inventarne di così evocativi. Non ho mai scritto racconti fantasy e penso che la toponomastica mi metterebbe seriamente in difficoltà.
    In questo capitolo c’è una sorta di “spiegone” che però, stranamente, non mi ha annoiata. Ho fatto bene a votarlo. Bravo! 🙂

  6. Ciao Dapiz,
    mi piace molto il modo in cui hai descritto l’azione. Io non ne sono capace, mi pare di scrivere sempre le stesse cose, tu invece le hai dato movimento, fluidità, l’hai resa viva. Bravo. Mi ritrovo spesso a pensare che questa piattaforma sia popolata da persone di talento, tu sei sicuramente una di loro.
    Mi piacerebbe leggere d una scoperta nel Borgo, anche se, per il momento sono in svantaggio. 🙂
    Ma c’è tempo…
    Alla prossima!

  7. Tutti e tre? 😛
    Voto La missione di Sir Gofred e del suo scudiero perché è da un po’ che non li vediamo.

    Per quanto riguarda il “problema protagonista” è, secondo me, dovuto al fatto che vediamo la nostra Justine è vista praticamente solo in azione. Non ha nessuno con cui confidarsi né situazioni che possano indursi a mostrare qualcosa che non sia il suo grado. Difatti, in questo capitolo (denso di azione, complimenti!) vediamo che Justine tiene a tutti i suoi uomini, tanto da rischiare la vita pur di non perderli, mentre nei primi capitoli nulla di questo traspariva, anzi sembrava quasi distaccata. L’unico “affaccio” che abbiamo su di lei, sono i brevi flashback di quando era bambina. Dal punto di vista del suo ruolo di Inquisitrice, all’opposto, è successo troppo poco perché si possa capire qual’è il suo incarico rispetto ad un qualsiasi altro ufficiale che fosse mandato lì ad indagare. Sappiamo dal primo capitolo che lei è brava e che sospetta che l’abbiamo “spedita via” proprio per quello. Sappiamo che sa come approcciare alla gente e… fine. Come vedi abbiamo quadri generali su di lei ma senza nulla di specifico. Ora, se questo personaggio pensi di farlo tornare in storie future, va bene anche così: lo scopriremo pezzo per pezzo. Se, però, deve terminare la sua utilità col capitolo 10, allora, come dice Caterina B., è poco approfondito.
    Ma se vuoi la mia opinione personale, invece di una disamina, sappi che, per me, Justine è l’unico personaggio che sono riuscito ad inquadrare mentre gli altri sono ancora macchie indistinte.

    Ciao 🙂

    • Il tuo commento mi è stato davvero molto utile, ti ringrazio. Posso capire bene le tue osservazioni su Justine, il che mi fa riflettere una volta di più su quanto sia difficile trasmettere un’idea che a te sembra piuttosto chiara… Un esempio è l’apparente discrepanza tra l’atteggiamento di Justine nei confronti dei suoi uomini nel primo capitolo e in questo, che per me ha una spiegazione molto banale: è una professionista anche piuttosto rigida e ci tiene a mantenere un certo distacco con i sottoposti ma comunque non li considera pedine sacrificabili e sa che un buon leader deve essere il primo a dare l’esempio… però capisco anche che l’idea possa non essere passata come la intendevo, anche perchè nella mia testa è un personaggio comunque più duro di quello che potrei aver fatto capire. Mi hai fatto notare anche che non si capisce bene il perchè abbiano inviato proprio lei e anche qui è una cosa che a me appare chiara ma che sicuramente non ho fatto comprendere al meglio… Cercherò di mettere una pezza su questi aspetti nei prossimi capitoli, anche perchè da questo momento,con quello che è successo, le cose cambiano parecchio.
      Grazie ancora!

  8. Penso che non sia stato facile scrivere questo capitolo: è quasi tutto narrato e descritto, con pochissimi e brevi dialoghi, se uno non sta attento finisce col perdersi fra le parole e le frasi che scrive… ma tu sei riuscito a tenere botta e a reggere l’azione fino alla fine, concatenando le scene senza perdere il ritmo nemmeno per un istante. Lo trovo davvero molto buono, complimenti.
    Riguardo alla “maledizione del protagonista” di cui parlate qui sotto io non me ne sono accorta, direi che finora Justine rimane la più a fuoco, anche se ancora molto misteriosa. Sicuramente però è ora di fare chiarezza su diversi aspetti, a cominciare dalla sua paura più grande, quindi voto la spiegazione sui Mangiafuoco!

    • È sempre divertente notare come le impressioni dei lettori spesso si rivelino del tutto opposte a quelle dello scrittore, infatti per me questo capitolo è stato relativamente semplice da scrivere ed è l’unico che non ha subito pesanti rimaneggiamenti in corso d’opera 😀
      E sì penso anche io che sia ora di chiarire un po’ di cose 🙂

      • Più che un’impressione era un’ipotesi! La lettura è scorrevole e non ci sono intoppi che facciano pensare a tanti rimaneggiamenti, nonostante la quantità di azioni una dietro l’altra, per cui ho pensato ci avessi lavorato tanto… probabilmente perché IO ne avrei avuto bisogno! 😝

  9. Voto una spiegazione sui mangiafuoco, per rendere, secondo me il proseguo più armonioso.
    Stile sempre impeccabile.
    Tutto scritto molto bene.
    Devo ancora mettere a fuoco Justine come personaggio. Non ho ancora capito se è affetta dalla “maledizione del protagonista”, ossia essere meno interessante dei personaggi secondari, o se ci sono sfumature che devo ancora comprendere. In ogni caso, questa è una personalissima opinione, che non toglie valore al tuo racconto.
    Questo è un mio problema con i protagonisti in generale. Anche nella saga di Harry Potter, trovavo Harry il meno affascinante. Forse perché, per rendere riconoscibile un personaggio secondario, si tende a caratterizzarlo così bene, dato che ha meno spazio, che il lettore ne entra in empatia prima.
    Detto questo sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.

    • Ti ringrazio tantissimo per i complimenti, che sento molto immeritati ma che fanno bene comunque 😀
      Per quanto riguarda la “maledizione” capisco perfettamente cosa intendi ed effettivamente temo di esserci caduto, non tanto per la caratterizzazione di Justine in sè (che a me è chiara) ma perchè temo di non averla fatta trasparire a sufficienza, complice il poco spazio che però non può essere sempre una scusa… Ho paura che questo mi porterà a compiere un altro sbaglio, ma magari se me la gioco bene riesco a evitarlo. Però, se qualcun altro legge questo commento, mi piacerebbe che mi dicesse cosa ne pensa!

    • Tranquilla non muoiono di fame, ma Justine preferisce non appesantirsi con la colazione e passare direttamente al pranzo, un aspetto del personaggio che è autobiografico (non perchè io salti la colazione ma perchè mi appesantisco con doppia brioche e caffèlatte libero)
      Comunque la mia impressione è sempre quella di non trovare le parole giuste per esprimere quello che vorrei, ma a giudicare dai commenti che ricevo forse è davvero solo un’impressione 🙂

  10. L’ambientazione è super e i dialoghi ben scritti. Si vede che hai un progetto preciso in mente. In questo capitolo hai messo molta carne al fuoco, iniziando a rivelarci alcuni aspetti chiave del racconto.
    Mi è stonato un po’ il caffè come bevanda… forse perché in un’ambientazione fantasy a stampo medioevaleggiante lo vedo poco coerente. Ma questa è una mia opinione, che sicuro non intacca il bel lavoro che hai fatto.

    • Grazie, per quanto riguarda il caffè è vero che può stonare un po’ in un’ambientazione medievale classica ma quello di cui parlo non è il nostro mondo e ha una storia diversa 🙂 Non ci saranno anacronismi troppo assurdi tipo le merendine confezionate, ma nulla vieta che in un altro mondo caffè o cioccolato si siano diffusi con tempi diversi rispetto al nostro… e poi volevo evitare soluzioni che trovo spesso nei fantasy e che non mi piacciono per niente, come il descrivere in maniera vaga ed elaborata un qualcosa solo per non chiamarlo con lo stesso nome che usiamo noi (“bevanda scura e amara che ti tiene sveglio proveniente dalle lontane terre dell’ovest”… è caffè, dai XD)

  11. Ciao Dapiz,
    a te bastano poche pennellate per creare un’ambiente, una situazione.” Il solo a sembrare davvero sveglio era il capitano Stoff, che la raggiunse con un bollitore in una mano e un bicchiere di stagno nell’altra.” con una frase semplice e lineare hai creato un’immagine perfetta, sembra strano me il solo particolare del bicchiere di stagno mi ha proiettato nella testa l’intera scena, come in un film. Mi è piaciuto il capitolo e ancor di più il finale a effetto, ora sono curiosa di sapere cosa è successo agli uomini scomparsi.
    Ti segnalo “A luce dell’alba”.
    Voto per un brusco risveglio.
    Alla prossima!

    • Grazie mille, a me invece sembra proprio che le parole non siano mai abbastanza e non siano mai quelle giuste 😛 Comunque “Luce dell’Alba” non è un refuso, è il nome della città capitale dell’Impero 🙂 Ho cercato di inserire l’informazione in maniera naturale ma forse non mi è riuscito benissimo

  12. Io voto un brusco risveglio che per il capitolo 5 mi sembra adatto ^_^

    Mi è piaciuto molto questo capitolo: introduce misteri ma senza far presagire niente. Justine dice che non se ne sono andati di loro volontà, ma non ci sono segni di lotta, il che è strano. A meno che non sia passato tanto di quel tempo che qualcuno ha avuto il tempo di ripulir tutto… però sarebbe bello se così non fosse 😉

    Ciao 🙂

    • Bè di tempo ne è passato, quasi due mesi come dicevo in un altro capitolo 🙂 A rendere Justine sospettosa è proprio questo: a volte l’assenza di indizi è indice di un crimine particolarmente ben riuscito, ma quello che lei pensa è che qualcuno abbia intenzionalmente ripulito la “scena del crimine”. Con più spazio a disposizione avrei mostrato questo ragionamento più nel dettaglio visto che ovviamente non è l’unica spiegazione, magari riuscirò a farlo in un prossimo capitolo

  13. Capitano Stoff, finalmente ♥️ Tornato in gran stile col suo caffè.
    Altro bel capitolo, questa storia ti sta riuscendo molto meglio di quella precedente: è più ordinata e leggibile, si percepisce una buona struttura di base e una direzione precisa, come tu stesso hai confermato. Anche l’ambientazione la trovo più di mio gusto. Mi sta prendendo!
    Per il prossimo episodio voto “un ritorno”, perché sono curiosa di capire di chi. Anche il ricordo mi tentava, ma in questi primi quattro capitoli ce ne sono già stati, quindi cambiamo.
    Continua così 🙂

    • Grazie, con tutti questi complimenti mi monto la testa XD La struttura di base e la direzione ci sono, ma coi caratteri mi trovo sempre un po’ stretto, tant’è che ho dovuto tagliare quasi subito una sottotrama che mi piaceva particolarmente ma che non credo sarei riuscito a inserire nella storia… Magari in una futura edizione estesa, chissà 😀

  14. Seguiamo una pista!
    Ciao Dapiz, sono di nuovo da te. Non essere duro con te stesso: questo capitolo è bello, non esserne insoddisfatto (anche se capisco il “perfezionismo”). Hai soltanto rallentato il ritmo, ma ci sta! Sono contenta di avere sempre più indizi che mi permettano di conoscere meglio Justine. Un’altra cosa che mi piace è che il mondo in cui è ambientata la storia tu lo hai delineato (o lo stai delineando) in modo chiaro, con precisi riferimenti geografici e culturali, o almeno così sembra a me leggendo. A presto e continua così!

    • Più che perfezionismo il fatto è che ho sempre l’impressione di non trovare mai le parole giuste per esprimere quello che ho in testa… comunque grazie dei complimenti! Effettivamente ho in mente diversi aspetti dell’ambientazione di questa storia, anche se non l’ho definita nella sua interezza. Potrei farlo in futuro, non mi dispiacerebbe ambientare più storie in uno stesso universo di mia invenzione, ma per ora non ho nulla di specifico in programma

  15. Seguiamo una pista, il dialogo tra le due donne mi pare volutamente interrotto a metà, quindi scopriamo cosa altro c’è da sapere. Il capitolo scorre bene, c’è solo una ripetizione del nome Justine oltre la metà, probabilmente una svista. Buon lavoro.

  16. Ciao Dapiz,
    se ti può interessare a me il capitolo è piaciuto, l’ho trovato lineare, evocativo. I ricordi di Justine salgono affiorano a pelo d’acqua, si lasciano scorgere, ma non interferiscono con la storia. Non so se mi sono spiegata…🙂. Hai la capacità di usare i ricordi per arricchire (e non infarcire) la storia.
    “ma l’unica trappola in cui era caduta dopo settimane di viaggio era quella della comodità” bella questa frase, mi è piaciuta.
    Per il quarto, io seguirei una pista.
    Buona settimana e alla prossima!

  17. Questo capitolo mi è piaciuto particolarmente, finalmente abbiamo visto la protagonista da sola (o quasi) e un’atmosfera più calma e raccolta. Mi stuzzica il mondo che stai pian piano descrivendo e costruendo capitolo dopo capitolo, ora sarei curiosa di seguire una pista… ma penso prima sia meglio approfondire la conoscenza dei personaggi. In particolare quella del capitano goffo 😏

    • Grazie 🙂 Ti dirò che ho una mezza idea di inserire questo racconto in un mondo più vasto che sto costruendo da tempo… La storia in sé sarà del tutto autoconclusiva, ma l’ambientazione la potrei riprendere in futuro.
      Comunque non mi aspettavo tutto questo successo per il povero capitano, dovrebbe essere solo un personaggio di contorno ma magari riuscirò a ritagliargli uno spazietto 😀

  18. Questa volta hai avuto lo stesso problema coi caratteri che ho avuto io nel mio racconto 😀

    Nonostante vi siano dialoghi, il capitolo stenta a decollare e sembra una specie di introduzione. Comunque sia mi è piaciuto e, visto il mio appunto dell’altra volta, voto di conoscere meglio i personaggi.

    Ciao 🙂

    • Nei 5k caratteri ci sto sempre un po’ stretto ma per questa storia ho già un piano in mente dall’inizio alla fine, quindi almeno su questo aspetto dovrei cavarmela 😀
      E si é un capitolo che mi è servito a gettare le basi del caso, ma ora si comincia davvero con l’indagine 🙂

  19. Siamo appena entrati, restiamo alla locanda e parliamo con la taverniera.
    Ho appena finito una full immersion nella versione seriale de Il nome della rosa. Speriamo che la tua inquisitrice non assomigli a Bernardo Gui! XD
    Molto carino, anche l’excursus sul villaggio piccolo e la taverna imponente.

  20. Ciao, ovviamente dobbiamo parlare con la locandiera. Il resto lo vedremo dopo. Ti faccio tre appunti: sei sicuro che le locande si illuminassero con le torce? Non è più da dungeon? Ho cercato “illuminazione locande”, ma non ho trovato molto. Nel dubbio, io non avrei specificato illuminato da che cosa.
    Appunto due: occhio alle virgole missing in questa frase “Anche se in quelle regioni si cenava presto era ancora abbastanza affollata, come Justine aveva sperato quando aveva deciso di trattenersi lì per la notte mentre il resto del drappello li precedeva alla Rocca. Se ci aveva visto giusto e qualcuno li stava osservando quello era un buon modo per mettergli pressione.”.
    Visto l’uso che ne fai, sono sicura si tratti di refusi.
    Appunto tre: il finale sul perché dell’indagine l’ho trovato forzato, piuttosto dicci di meno e segui il flusso. Se lo rileggi con questa ottica, vedi che scorre perfettamente finché non dai quella spiegazione.
    Dopo gli appunti i complimenti: mi piace come descrivi e come scrivi.
    E infine… L’ho già detto che adoro il fanatsy? No, perché io adoro il fantasy ben scritto, strutturato con personaggi vivi. Mi stai dando questo. Grazie.

    • Moltissime grazissime per i complimenti ;_; Per quanto riguarda i tuoi appunti:
      – sì le locande probabilmente avevano un sistema di illuminazione un po’ più funzionale, penso con lampade a olio o qualcosa di simile… ho provato a descrivere l’interno della locanda diversamente ma non mi suonava mai giusto e alla fine ho optato per delle semplici torce. Se riesco ci tornerò per descrivere un po’ meglio il posto, visto che è una location piuttosto importante per la storia. A tal proposito però tieni presente che non voglio scrivere un fantasy che abbia necessariamente stretta attinenza col periodo storico reale al quale più o meno è ispirato (altrimenti non avremo nemmeno un imperatore E un sindaco), per me è più importante che un mondo immaginario abbia una propria coerenza interna, così è più semplice da scrivere e mi diverto di più a inventarlo 😀
      – hai ragione anche sulle virgole, in questo capitolo ho inserito diversi periodi lunghi e mi hanno creato un po’ di difficoltà, qualcosa mi è sfuggito
      – sullo “spieghino” finale sul caso, è vero che l’ho inserito un po’ forzatamente perchè la scelta dei lettori lo richiedeva, ma nella mia testa l’ho giustificato in questo modo: Justine arriva in questo posto e si comporta in modo molto professionale e rigido come se dovesse indagare sul più grande mistero del mondo, ma come ho già detto lei crede che sia una mezza perdita di tempo, quindi quell’accenno al caso è un po’ come sei si stesse dicendo “sono qui a fare tutta questa scena ma questi sono solo dei poveracci che non sanno niente”
      Ecco, ancora grazie per i complimenti, davvero!

  21. Ciao Dapiz,
    un sopralluogo alla Rocca, avrei voluto fare un giretto per il villaggio, perché mi piacciono i mondi fantastici e sono sempre curiosa di conoscerne gli abitanti, ma bisogna proseguire con l’indagine.
    Non ho appunti da farti. Il racconto scorre e trovo le descrizioni utili a rappresentare l’ambientazione. Mi piace molto.
    Alla prossima!

  22. Anche io voto per la locandiera! Molto bello questo capitolo, scritto bene, ricco di descrizioni… forse troppe in qualche punto, ma non mi hanno disturbato, sono riuscita a vedere coi miei occhi quello che volevi farci vedere e mi è piaciuto. Mi sembra migliore del capitolo precedente e la curiosità per la vicenda aumenta. Molto efficace anche l’ultima frase, penso che il voto sia scontato. Complimenti e a presto 😊

  23. “Nulla… se non l’espressione che si andava dipingendo sul viso della giovane locandiera.”
    Se mi concludi così, non posso che votare la locandiera 🙂

    Trovo il capitolo scritto molto bene ma ti devo fare un appunto: a meno che non sia un titolo che descriverai più avanti, “Ser” si scrive “Sir” 😉

    C’è solo una cosa che non ho ben capito: ma come è formata questa compagnia? Prima mi ero immaginato un mezzo esercito, mo’ quattro gatti. C’è l’inquisitrice, il cavaliere, il suo scudiero, il capitano e… quanti picchi sono?

    Ciao 🙂
    PS: col fatto che non ricevo le notifiche, non faccio mai in tempo a rispondere alle risposte; la questione della bambina: avevo capito io fischi per fiaschi 😉

    • Hai ragione, sEr è in inglese 🤦🏻‍♂️ Adesso per il prossimo capitolo non so se correggere o lasciare così per coerenza… Non poter modificare i capitoli è un po’ fastidioso 🙄
      Comunque la spedizione è composta da circa una ventina di persone

  24. Ciao 🙂 ho scelto di parlare con la locandiera, anche se questa Porta Bianca, chiusa da anni, mi intriga parecchio. Non ho ben capito la dinamica del mandare gli altri alla Rocca e fermarsi alla locanda (sono tutti arrivati al villaggio, giusto?), per il resto la lettura è piacevole e i personaggi sono interessanti. Alla prossima

    • Ciao! Le opzioni qui non sono esclusive, nel senso che trattandosi di un’indagine presto o tardi ogni traccia sarà presa in considerazione, quindi anche votando per quella che si preferisce leggere per prima poi si arriverà anche alle altre 🙂
      Poi: Justine prevedeva di ispezionare la Rocca come prima tappa, ma la sua ipotesi è che i soldati se la siano semplicemente svignata e non pensa di trovare chissà cosa, quindi ha mandato avanti il capitano col drappello per vedere com’è la situazione. Quando, nel capitolo precedente, si accorge che c’è qualcuno nel villaggio che li stava tenendo d’occhio decide di fare una deviazione essenzialmente perchè la cosa la stimola di più, anche se non crede ci sia un collegamento con la sua missione (perchè lo vedremo poi, lei ha un’idea di chi li stia osservando ma il lettore non ha ancora elementi per capirlo)

  25. Ciao Dapiz!
    Ho visto tuoi commenti sotto altre storie e sono passata. Devo dire che ho fatto bene: escluso qualche errore di battitura già segnalato da altri (che non mi disturba, sono errori di distrazione e non di stile), la storia promette molto bene. Innanzitutto adoro i racconti che hanno sfondo fantasy ma trattano di altro o anche di altro. In secondo luogo, la protagonista è ben delineata (e adoro il fatto che sia una donna, e soprattutto evidentemente intelligente).
    Voto per la panoramica del caso, perché mi sembra una buona continuazione dell’incipit. Inoltre, secondo me è presto per cambiare punto di vista e per delineare il contesto avrai tempo in seguito con soluzioni più o meno articolate.
    Sei bravo, ti apprezzo e ti seguo. A presto!

  26. Una panoramica, ma non troppo dettagliata 😉
    Bentornato, Dapiz. Un bell’incipit, ben strutturato e scorrevole. Se proprio devo fare un appunto, forse corri sul filo dell’infodump, ma, visti gli spazi ristretti, ci sta. Se può esserti utile, la parte della “bambina dentro di sé” a me è sembrata decisamente chiara.

    Ciao, a presto

  27. Vorrei la panoramica dettagliata.
    Mi ha fatto pensare a un romanzo d’avventura di cappa e spada. Quelli e i romanzi di pirati di Salgari erano una mia grande passione, da bambina. Insomma, come Justine, anche in me questo incipit ha risvegliato l’infante che è in me 🙂
    Bell’incipit.
    (piccola parentesi pignola: visto che qui i caratteri sono sempre contati, le ridondanze come “vent’anni, due decadi di studi” sono superflue 🙂 )

    • Grazie mille, sono felice che la lettura ti abbia dato questa sensazione 😀 Sulle ridondanze sono d’accordo, ma in questo caso ho ritenuto opportuno sottolineare in quel modo il tempo passato per enfatizzare il fatto che Justine non approvi il trattamento che ha ricevuto dopo tutti i suoi sforzi.
      Ciao!

    • Grazie e non hai torto, ti dirò che inizialmente il protagonista avrebbe dovuto essere un uomo, ma poi ho pensato ad una sequenza che avrebbe funzionato meglio con una donna e così è nata Justine, che almeno nell’estetica si rifà un po’ a Farnese 🙂

  28. Ciao Dapiz, finalmente un nuovo racconto! Sono curiosa. 🙂
    Il capitolo mi sembra strutturato molto bene, anche la presentazione della protagonista è efficace e mi sono già innamorata del capitano.
    A livello di scrittura c’è qualche errore qua e là, ma non voglio mettermi a fare le pulci, anche perché non ci ho badato troppo leggendo.
    Lo trovo un inizio interessante, ti seguo.
    Voto la panoramica del caso, è la prima cosa utile da scoprire, il contesto può venire dopo.
    Buona scrittura! 🙂

  29. Ciao Dapiz,
    ottimo incipit, ben scritto. Lineare.
    Giusto per dimostrarti che ho prestato attenzione, ti segnalo un “rettagolari” che immagino fosse rettangolari. Avrei scritto Scout con la maiuscola, perché immagino che Scout sia il suo ruolo o no?
    L’ultima frase: “Justine si stupì nello scoprire di doversi sforzare per… ” non che sia errata, ma mi suona male. Tutto il resto è perfetto; la bambina rimanda alle prime battute del capitolo, bravo, bel lavoro.
    Si prospetta un bel racconto, ovviamente ti seguo (avevo già cliccato Segui ieri sera, poi però avevo sonno e ho rimandato il commento e la lettura, non in quest’ordine, a oggi 🙂 ).
    Alla prossima!

  30. Ciao Dapiz
    Fin’ora ho letto qualche tuo commento a storie che avevamo in comune, sono contenta di seguire qualcosa di tuo. Mi piace come descrivi le cose, e quando nel tuo commento hai detto che il fantasy farà solo da sfondo mi hai convinta del tutto 🤣
    Veramente anch’io, come red dragon, ho pensato che justine fosse incinta, ma una volta riletto dopo la spiegazione che hai dato non più. Sarà stata una sensazione dettata dal romanticismo
    Ti seguo con piacere
    Se ti può interessare neanche la mia storia è un rosa troppo rosa 🤣

    • Ciao e grazie del commento! Sì sarà una storia fantasy un po’ atipica, senza viaggi o grandi battaglie, ambientata tutta in questo borgo (che presenterò meglio nel prossimo capitolo, credo).
      Riguardo alla presunta gravidanza, se un lettore non capisce bene qualcosa magari ha letto male ma se succede lo stesso anche ad altri forse sono io che non sono stato chiaro come dovevo 😐

  31. Io voto i dettagli del caso 🙂

    Ciao! Ho visto che te la cavi bene con la fantascienza, vediamo come te la cavi col fantasy. La nostra protagonista è indispettita perché è stata mandata ai confini, ma secondo me è un indice di bravura (a meno che non ci siano infiltrazioni ad alto livello, ma vabbé). Son sobbalzato quando ho scoperto che aveva una bambina con lei!

    Per il resto, vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao e grazie del commento, spero che questo racconto vi piaccia come il primo! Però c’è un però, magari non mi sono spiegato io ma… Justine non ha una bambina con sè 😀 All’inizio del capitolo, riferendomi alla sua esperienza nella radura, scrivo “si era d’improvviso trovata di nuovo nei panni della bambina spaventata dai mostri di tanto tempo fa” e nel finale mi ricollego a quella frase: la bambina che ha dentro di cui parlo è sè stessa, perchè stanno riemergendo paure che aveva seppellito da tempo. Dici che non è sufficientemente chiaro? Adesso mi vengono le paranoie X_x

  32. Ecco il mio secondo racconto! Qui mi cimento con un genere che adoro e dove spero di riuscire a dire qualcosa di buono, il fantasy. Per chi non dovesse apprezzarlo particolarmente sappiate che non ci ritroverete i tanti elementi tipici di questo tipo di storie (il gruppo di personaggi variegato in viaggio per una meta lontana, la minaccia oscura sul mondo, i draghi etc. – elementi che comunque amo, eh!) ma, come ho scritto nella descrizione, si tratterà quasi di un giallo, dove l’ambientazione fantasy fa più che altro da sfondo. Se vorrete dargli una possibilità ve ne sarò grato! Ciao 😎

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi