Anna prima e dopo

Dove eravamo rimasti?

quale decisione? aspettare (100%)

catene e libertà

E pensare che tutto era cominciato per una, per due coccinelle.
Un giorno qualunque, a giugno, a Roma, nel piccolo negozio di fiori vicino piazza Vittorio, Anna sceglieva una piantina fiorita da portare a casa, piccole corolle azzurrine e il verde intorno. Al momento di preparare il vasetto una coccinella passò dai fiori alla sua mano strappandole un tiepido sorriso. Un’ altra mano accanto alla sua si posò sul tavolo del fioraio e un’altra coccinella comparve come smarrita in cerca di un nuovo fiore da visitare. Una cosa romantica; una strana, strana combinazione. Una coccinella porta fortuna, due portano il conflitto.
Da quel giorno la vita di Anna era cambiata: quella mano di Andrea era la mano che non doveva incontrare e invece il destino, o il caso, avevano deciso diversamente.
Ai primi sorrisi, alla spontanea simpatia seguirono le prime domande, le risposte scontate per orecchi che non volevano sentire. Le cose si muovevano da sole come in una processione di fatti slegati ma tutti univocamente diretti verso una direzione.
L’incontro casuale divenne abituale e poi cercato con ansia e aspettativa crescente. Ai primi timori, i primi incontri furtivi, seguirono mattinate di sole romano in mezzo alla gente che è solo gente (e non ti curi se ti conosce e se si fa domande.)
La coccinella era ormai lontana insieme, forse, alla sua compagna, ma aveva fondato un impero: quello era il regno di una romantica, ingestibile, inestimabile passione. Bastava uno “sfiorar di mani”, una casuale carezza sulla ciocca rossa e il viso passava dal rosa al rosso come quello di una timida contadina.
Silvio ogni tanto faceva qualche strana inaspettata domanda. Chiedeva dei suoi silenzi, delle sue assenze, le banalità che la portavano fuori casa nei momenti più impensabili.
Che ne sapeva lui, che poteva saperne di quale fuoco covava e bruciava dentro quella donna fedele, compagna di una vita, smussata nel carattere da anni di convivenza che sembrava non desiderare altro che continuare a vivere.
Che ne sapeva Silvio di cosa vuol dire “ vivere! “ Cosa ne sapeva oggi, dopo vent’anni in cui aveva consumato ogni riserva d’amore e dava per scontato quello che scontato non è mai: il desiderio e il bisogno di essere desiderate che accomuna tutte le donne.
«Andrea, mi sei indispensabile adesso ma non chiedere quello che non posso dare. Tu vieni dopo di lui e dopo di me. Lo so che sembra strano, forse ti sembro matta ma lui oggi è in cima a tutti i miei pensieri. Tu sei la libertà e lui la catena: chi ha più potere? Dovrei liberarmi di quel giogo prima di volare con te e non vedo come. La sua infelicità è un’altra prigione che contiene questa mia vita. Io non potrei vivere felice sulle macerie della felicità di Silvio. Forse è vero che sono matta ma vedrai che troverò il modo di traslocare il mio cuore da una vecchia casa senza voltarmi e senza piangere. Pazienza e amore vanno insieme e ogni ora in più che saprai aspettare sarà un anno d’amore in più che avrai da me.»
Andrea rileggeva ancora una volta quel messaggio che sapeva di adolescenza fuori corso. Ma non ci faceva caso più di tanto: Anna era così: sfuggita dalle pagine di un vecchio romanzo. Non sarebbe stato per niente facile liberarla dalle sue “prigioni” ma, pur tuttavia non vedeva alternative: lei o nessuna. Gli era entrata nel sangue ed era, suo malgrado, imprigionata così anche dentro di lui e non poteva fuggire. Prigioniera di due prigioni eppur libera di decidere. Anna aveva in mano la vita sua di Silvio e di Andrea. Le chiavi di quelle catene erano nelle sue mani.
Andra rispose:
« Cara coccinella, vorrei insegnarti a volare, se vorrai, quando vorrai; sarò un inflessibile, severo maestro ma tu tornerai a volare. Non chiedo altro.
Cancella questo messaggio appena letto, io non esisto: se tu non vuoi non esisto. Esisto solo se mi vuoi, se mi cerchi, se hai bisogno di me.»
Un giorno, quasi casualmente, mentre apparecchiavano la cena, Sivio disse ad Anna:
— Anna, devo andare a Firenze per due giorni. È, sarà una noia ma devo. Se vuoi puoi venire con me: due giorni a Firenze.
— Firenze? Magari! Quando?
— Lunedi e martedì, si torna mercoledì in giornata.
— Oddio, pensavo sabato e domenica! Lunedi no, non posso: non mi lasceranno andare. Ho almeno tre riunioni da organizzare, c’è gente come te che viene da fuori. Non posso. Peccato…
Un brivido sulla pelle, il cuore accelerato: “che diavolo mi succede? La catena si allenta? Cede? La libertà mi trascina fuori dalla mia comoda gabbia? “
Sarà così, oppure è una trappola? Silvio mi vuole sorprendere, sospetta e vuole cogliermi sul fatto? Magari! Sarebbe il mio “pass” verso la vita nuova. Poterlo odiare finalmente e non curarmi più delle sue pene: togliere a lui i suoi dubbi e spazzar via anche i miei. Fuggire infine, ad inseguire un sogno non più vano. 

Cominciò così il secondo tempo di un film già mille volte visto, il film del viaggio verso la felicità; un viaggio costoso, faticoso, la cui meta rimaneva incerta.

Che cosa accade?

  • la paura non esiste (33%)
    33
  • una occasione sprecata (0%)
    0
  • il primo o l'ultimo tradimento? (67%)
    67
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22 Commenti

  1. Non mi annoi affatto, ti ho già detto che mi piace il modo in cui descrivi le cose, il bagno di questo episodio, poi, l’ho trovato piacevolmente è profondamente dettagliato.
    Anch’io ho pensato che Anna abbia provato una gelosia esagerata per un semplice passaggio dato al marito ma immagino che sia stato causato dal suo senso di colpa.
    Ho votato per lasciarla e riflettere

    • Il senso di colpa di Anna è un tarlo che rode e a volte tocca un nervo. Silvio ha commesso un errore veniale, forse, ma tutto quello che accade, dentro di lei trova amplificazione e le dà, tra l’altro, il coraggio di buttargli in faccia il proprio tradimento. Grazie. ciao🌻

  2. Ciao Ottavano,
    dei quattro capitoli questo è quello che mi è piaciuto di più: tutto è dosato ad arte e rimanda a un quadro schietto dei sentimenti di Anna, cosa non semplice per un animo maschile. Forse avrei immaginato più idoneo un bagno caldo, perché il pensiero dell’acqua tiepida nella vasca mi rimanda a un raffreddamento veloce, ma forse è tutto studiato per l’espiazione.
    Il bacio di Silvio mi è parso casto, forse i motivi sono altri, ma io credo che la donna nell’auto potrebbe non essere un’amante… però questo dovrai svelarcelo tu.
    Sceglierei l’abbandono, ma risulterebbe troppo scontato… il confronto, a meno che non conosca il rivale, non mi pare indicato… scelgo il perdono (dice lui)… e vediamo che succede.
    Alla prossima!
    p.s. se vuoi che le tue risposte arrivino a chi ti commenta, clicca su “rispondi” a destra del riquadro, così arriva la notifica. 🙂

  3. Sembri conoscere bene il cervello femminile, altro che “carpirne una briciola”! Bel capitolo, credibile, pieno di ansia e suspance. Ora non saprei che votare. Un perdono immediato mi sembra forzato, ma quel “dice lui” tra parentesi…
    Dal poco che ci hai mostrato del suo carattere finora lo vedo più incline a lasciarla, che a fingere un perdono per tramare vendetta. A meno che non abbia veramente una relazione parallela e questa situazione gli faccia comodo. Non so, qui entriamo nel cervello maschile e io sì che non ne capisco nulla!
    Vabbè, scelgo l’opzione meno verosimile ma più interessante, visto che siamo in una storia di fantasia.

  4. Ciao, Valentina.
    Mi sono buttato nell’ immaginario femminile attraverso Anna che mi accompagna in questo viaggio. Semmai riuscissi a carpire una briciola di ciò che anima l’intelletto prezioso delle donne sarei felice. Augurami buon viaggio e dammi una mano a migliorare. Grazie, ciao. 🌻

  5. Benvenuto al primo racconto rosa che seguo. Complimenti, hai vinto la mia avversione al genere, complice una protagonista credibile nelle sue debolezze e nella sua imperfezione. C’è qualcosa nella tua scrittura che mi attira, nonostante la trama non sia proprio pane per i miei denti… forse allora è vero, a contare in scrittura è soprattutto la voce!
    Dal poco che ho capito di Anna, penso che voglia parlare con Silvio, se per dirgli tutta la verità o meno non lo so, ma sicuramente cercherà un confronto.
    Al prossimo episodio 🙂

  6. Ciao Gra, grazie, prima di tutto.
    Anna cede ad un impulso, il suo non è un tradimento premeditato; è vinta dall’incapacità di controllare i propri sentimenti ma trova inaccettabile portarsi l’amante in casa non appena il marito è fuori.
    Le parole tra virgolette indicano secondo i casi: un cambio di intonazione es.: peso. Oppure una apparente contraddizione: lungo. Oppure la definizione di uno stato come viene percepito, ( Anna si sente in qualche modo abbandonata da suo marito), anche se la realtà è diversa.
    Insomma varie situazioni in cui un testo ha bisogno di un aiutino. Spero di non averti annoiata. grazie saluti 🌻

  7. Ciao. Questa frase mi ha lasciato un po’ perplessa:“ devo, lasciarlo ma non tradirlo quando non c’è come la serva col postino” poi però lo ha fatto, e penso che avesse già deciso di farlo. Forse ti riferivi al fatto che non non ha voluto nella casa che divide col marito. Non so, mi è giunta una stonatura. Poi perché hai deciso di mettere alcune parole fra virgolette? Lungo, abbandono, peso. Secondo me rendevano bene l’idea anche lasciate senza, ma è solo una mia opinione.

  8. Ciao Keziarica, prima di tutto grazie per la puntuale, graditissima lettura.
    La mia storia nasce settimana dopo settimana senza una via già tracciata.
    Forse non sarà un vero “rosa”, è, per ora, una storia di intimo conflitto: l’amore è, effettivamente, ancora fuori la porta. il gelato “alla frutta” è un rimando ai “chili in più” di Anna.
    Per gli errori di battitura: ho notato su questa piattaforma che appaiono solo a pubblicazione avvenuta e mai durante le accurate letture😁. Miglioreremo, siamo qui apposta.
    grazie ciao🌻

  9. Ciao Ottaviano,
    ho optato per Anna che parla con Silvio, anche se siamo solo all’inizio e potrebbe essere troppo presto.
    Attenzione agli errori di battitura. Ho trovato un po’ sbrigativa la notte fuori con Andrea. Insomma, il tradimento (con tutto ciò che vi ruota intorno) è il fulcro di questo racconto, però rimane fuori dalla porta. Il romance (in tutte le sue sfumature) non è il mio genere preferito, quindi non ne conosco le dinamiche. Il tuo non è propriamente un romance, ma tratta di sentimenti e credo che dovresti insistere su quelli. Il gelato bastava a se stesso, il gusto lo avrei evitato, ma è una mia idea 🙂
    Alla prossima!

  10. Mi piace come sei riuscito a immedesimarti nell’animo di una donna, andando in fondo ai suoi conflitti. Se ti piace il genere e non lo hai ancora letto di consiglio un libro di Fabio Volo “Quando tutto inizia”.
    Tornando alla tua storia la trovo molto originale, almeno per me che non sarei capace di scrivere come fai tu, descrivendo unicamente le sensazioni. Spero che riuscirai ad andare avanti su questa linea

    • Cercherò quel libro. Grazie. Ti confesso che sono motivato e felice di esplorare quel mondo misterioso e sublime che le donne, solo loro, popolano e fanno vivere.
      Anna è solo una di voi ed è per me una guida preziosa nel tentativo di avvicinarlo. Grazie per il commento. Alla prossima. 🌻

  11. Ciao Ottaviano,
    non so al tradimento di chi si riferisce, ma ho scelto l’ultima opzione.
    Non ho capito perché parlando di rossore ti riferisci a una contadina, arrossiscono più delle altre? Forse intendevi che sono persone più semplici? Non amo le storie sul tradimento, perché per me il tradimento non dovrebbe esistere, ma è un racconto di fantasia e cercherò di prestare attenzione alla sostanza di quel che scrivi, senza lasciarmi portare fuori strada dai miei ideali. 🙂
    Questo capitolo mi è piaciuto più del primo, meno similitudini e più sostanza, bene.
    Alla prossima!

    • Buon giorno, anche a me i tradimenti fanno orrore e sono armi a doppio taglio che feriscono il tradito e il traditore. Il mondo, tuttavia va così e la povera Anna continua a subire e respingere attacchi alla sua normalità e alla sua coscienza. Vedremo se ce la farà. In quanto alle giovani contadine sono inclini al rossore ( nel mio immaginario) perché raramente sono oggetto di complimenti o approcci come un ottocentesco: “…sfiorar di mani…“
      per l’età e per le “rustiche” frequentazioni.
      grazie per avermi letto. Ciao🌻

  12. Il nome e la descrizione mi ha riportato alla memoria Anna dai capelli rossi, anche se sicuramente non era il tuo intento. A parte gli scherzi. Una donna legata da tanti anni a un uomo verso cui non prova più niente e l’arrivo di un altro verso cui si sente attratta, nonostante i sensi di colpa. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato tutto questo. Ti seguo curiosa di vedere cosa succederà.

  13. Ciao Ottaviano,
    sono venuta a rendere la cortesia.
    La mia amica Allegra Dubois troverebbe fantastico il valzer di particolari, i colori, la poesia delle descrizioni. Io, che poi di Allegra sono l’alter ego, lo trovo bello, ma forse troppo insistito.
    Non ho ben capito cosa succede. La protagonista è incinta e si è innamorata di un altro? Perdonami sono un po’ tarda, non vorrei dire castronerie. Il rigonfiamento del ventre è dovuto a una gravidanza?
    Il confronto con la se stessa allo specchio è interessante, solo indugerei meno sui particolari.
    Ovviamente sono mie impressioni, la storia è tua e la sviluppi come vuoi 🙂
    Voto per l’attesa e aspetto il secondo.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il passaggio.
      prima di tutto Anna non è in cinta, è solo un poco in sovrappeso. ( Forse se fosse in cinta questa storia sarebbe già finita, chissà?) Hai comunque ragione a dubitare: colpa mia.
      Voglio una storia romantica che sia distante dai miei
      consueti interessi di lettore/autore. Ho guardato in quello specchio come a un quadro vivo e così l’ho descritto.
      Per il seguito si vedrà, guidatemi voi. Ciaoooo

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