Anna prima e dopo

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Anna parla con Silvio (100%)

la confessione.

Anna chiuse il mondo fuori con due mandate alla porta e si rifugiò in un bagno tiepido. Doveva lavare il corpo e ripulire la mente sperando che la coscienza ne traesse vantaggio. Così non fu, naturalmente. Stette lì a lungo immersa nell’acqua schiumosa con gli occhi chiusi mentre i germi di un amore forse sbagliato e forse malsano si spandevano, si sperdevano tra i gorghi disegnati dalle sue dita. Le rimase addosso una stanchezza amara, non quella di un amante soddisfatto, piuttosto quella di un carnefice: soprattutto quella di un essere umano che aveva previlegiato il dubbio, rinnegata la ragione, aveva affidato il proprio destino a un incerto domani, a decisioni difficili. Lei si accingeva a guadare il fiume di cui non sapeva valutare la profondità, confidava nelle sue gambe ma i piedi scivolavano sulle pietre muschiose e, pure, la sponda opposta sembrava così vicina!
Lo squillo del telefono la ricondusse al mondo reale.
“Scusami, Rosa», disse, «oggi non vengo in ufficio. Non mi sento bene, scusami con gli altri, vedrai domani sistemo tutto. Scusami ancora, è presto: ti avrei chiamata tra poco”.
La mattinata passò in un lampo, non si pettinò neanche, si buttò nei lavori domestici seguendo un pensiero disordinato con la radio che urlava a vanvera. Quando in bagno incontrò il suo viso nello specchio, d’istinto abbassò la testa: non reggeva quello sguardo e non voleva vedere il volto di quella donna che lei non era, non voleva essere, eppur era diventata.
‘Devo parlare con Silvio’, pensò, ‘lui mi aiuterà. Lui saprà capire e, forse, mi amerà ancora di più come fossi sopravvissuta ad un incidente aereo o a uno stupro. Non mi odierà per quello che ho fatto: lui mi ama.
E se, invece, volesse uccidermi con le sue mani? Se ci provasse?
Saprei difendermi, io, con tutte le forze, sapendo di aver scelto il giusto con la confessione, e, dopo, il pentimento come pena?’
“Se tiene a me veramente ci proverà! Non chiederà spiegazioni: dopo un istante di incredulità allargherà le braccia e mi cingerà in un abbraccio mortale…”, disse Anna al suo specchio rialzando lo sguardo.
‘Cosa augurarmi dunque: il perdono o la condanna?
Tocca a lui, io non lo biasimerò per la sua scelta, quale che sarà, perché, comunque, in ogni caso, sarà sbagliata e avvelenerà la nostra vita. Lui come me potrà solo sbagliare. L’amore perde sempre in questi casi: troppo amore è peggio che poco amore. Non siamo fatti per amare troppo: siamo piccoli e l’amore è una cosa troppo grande.’
Quello era il giorno del ritorno di Silvio. Contando sul fatto che a quell’ora Anna era ancora in ufficio si fece accompagnare fino sotto casa e si predispose a preparare la sorpresa per lei.
Anna, che si era maltrattata tutto il giorno dentro e fuori, stava sorseggiando un decaffeinato e guardava la strada dalla finestra.
Lo vide arrivare, lo vide baciare sulla guancia la sua accompagnatrice, lo vide chinarsi dalla parte di lei uscito dall’auto per un ultimo saluto: ‘un altro bacio?’.
Le esplose il cuore in petto. Il battito accelerato le arrivò alla testa e tutto il suo dibattersi nella fossa dei serpenti del tradimento si tramutò in energia pura.
‘Buona…! Anna ragiona…! non correre…, aspetta lui. Lui ti spiegherà tutto e, finalmente tornerai ad essere la sola colpevole.’
Lo scatto della serratura e lei non si girò neanche. I rumori ben noti in corridoio: le chiavi, la borsa i passi. Silvio fischiettava! Stava fischiettando!
Si girò per vederlo entrare in salone. Lui entrò e si prese uno spavento, uno spavento vero, quasi lei fosse un fantasma.
«Anna! Mi hai fatto prendere un colpo! Ma non dovevi…»
«No, oggi no. Non sto bene… Fatto buon viaggio?»
«…Si, certo, sono in anticipo. Il…treno prima, ho preso il treno due ore prima e volevo farti una sorpresa…e invece…»
«Sì, la sorpresa; me l’hai fatta la sorpresa; ma io, come vedi l’ho fatta a te».
«Cos’hai che non va, il ciclo, al solito?»
«No, hai perso il conto dei miei “cicli”, caro. Potrei anche essere in cinta!»
«Come in cinta, ma cosa…»
«Tranquillo, non lo sono…forse».
«Ok, ti va di scherzare, dammi un bacio…»
«Sei sporco di rossetto, guardati allo specchio!»
Lui impallidì e si voltò verso uno specchio vicino.
«Ma no, ma che ti salta in mente?»
«Però ti sei girato. Hai la coscienza sporca. Non replicare! Non mi importa delle tue scuse adesso. Io ti scuso, ti perdono “a priori”,
perché se c’è qualcuno che deve chiedere scusa in questa stanza, Silvio, sono io».
«Ma “scusa” di che? Non capisco…»
«…Se ti dicessi che io, come te, mi sono trovata coinvolta, in una…storia in questi due giorni. Mi perdoneresti?»
«Anna! Ma quale storia e storia! Mi hai forse visto arrivare in auto con Gianna poco fa? È questo? Ma la conosci! Sai chi è! Di cosa parli?»
«… Di nulla. Te l’ho detto: sono io che devo chiedere scusa».
«Cioè?»
«Ti ho tradito, ieri mentre parlavi di enterocolite a Firenze…»
«…Stai scherzando!? Siamo su scherzi a p…»
«No; guardami: è tutto vero!».

Silvio...

  • Vuole un confronto con il rivale. (0%)
    0
  • perdona e dimentica (dice lui); (50%)
    50
  • lascia Anna (deve riflettere); (50%)
    50
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49 Commenti

  1. Ciao Ottaviano, vengo a lasciarti un parere finale sulla storia dopo essermi assentata per qualche capitolo.
    A un certo punto mi è parso quasi che Anna te la perdessi per strada, nel tentativo di dare spazio a Silvio e Gianna, e devo dire che quest’ultima sembra diventare in un certo senso protagonista. Ma non mi ha disturbato più di tanto, la cosa. Ho apprezzato la sua caratterizzazione infida e subdola, coerente fino alla fine, con il gesto verso Luciano.
    Rimane solo il dubbio di capire che cosa tu abbia voluto raccontare esattamente, quale sia il nocciolo della questione.
    A parte ciò, l’ho trovato un racconto ben scritto e dagli spunti interessanti. Sicuramente la tua capacità di entrare nella mente femminile è degna di nota.
    Ti auguro buone vacanze, magari ci rincontreremo in futuro 🙂

    • Ciao Valentina.
      …Già: dov’è la morale? Ognuno può cercarla in quella minuta realtà di due coppie, (anzi tre perché anche Silvio e Gianna erano una coppia). Io non suggerisco nulla perché la vita specie nei rapporti di coppia difficilmente offre spiegazioni o soluzioni soddisfacenti.
      Insomma nella mia storia ,(che avrei potuto intitolare “vite allo specchio”), ho voluto solo scattare una foto di quello che c’era. Il finale vede la pace interiore dei protagonisti ristabilita ma l’amore? Rimane il dubbio. Grazie per esserci stata, e visto che ci sono, sponsorizzo il mio nuovo racconto in sezione avventura: “Storia di B.” Grazie , buone vacanze a te e ai tuoi cari🌻

  2. Ciao, grazie per avermi portato il tuo saluto e apprezzamento. È vero che i sentimenti sono il motore delle cose umane e li osservo sempre con grande interesse e senza mai giudicare.
    Se ti può interessare proprio oggi ho cominciato un nuovo viaggio che non so dove mi porterà: “Storia di B.” in sezione avventura. Augurami buona fortuna. Ciao Aspetto di leggerti, fammi sapere.🌻

  3. Eccomi qui, non ti volevo abbandonare. Sono stata fuori e nel vedere il decimo capitolo mi sono accorta di aver saltato il nono.
    Hai sofferto un po’ del limite di caratteri, (succede quasi a tutti) preferisci descrivere di più l’animo che le scene, quindi hai sacrificato queste ultime, ma mi è comunque piaciuto.
    Hai un dono per descrivere i sentimenti, anche con quelli maschili te la sei cavata 🤣
    Ci sentiamo al prossimo racconto. Spero di poter nuovamente scrivere qualcosa io per sentire i tuoi commenti

    • Ciao, grazie per avermi portato il tuo saluto e apprezzamento. È vero che i sentimenti sono il motore delle cose umane e li osservo sempre con grande interesse e senza mai giudicare.
      Se ti può interessare proprio oggi ho cominciato un nuovo viaggio che non so dove mi porterà: “Storia di B.” in sezione avventura. Augurami buona fortuna. Ciao Aspetto di leggerti, fammi sapere.🌻

  4. Ciao Keziarica, lo spazio è sempre troppo poco, è vero ma volevo lasciare il lettore con delle domande a cui rispondere. Il finale si presta infatti a varie interpretazioni.
    Io immagino Gianna, che non fa niente a caso, che punisce tutti caricandoli di sensi di colpa, ( il pianto di Luciano che si sente vogliacco e impotente, Anna piena di rimorsi esagerati, Silvio annichilito quasi convinto di essere colpevole di istigazione al suicidio e che non sa se odiarla o compatirla). Lei irrompe nel loro idillio familiare solo per il gusto di farlo e per essere la sola a decidere come deve andare a finire. scegliere Luciano è, è vero, un passo indietro ma anche un messaggio a Silvio: “Sono io che ti lascio!”. Lui ne resterà segnato, e non ci saranno altri episodi per avere risposte. La pace è ristabilita, ma non l’amore; semmai il dubbio…🌻 ciao, al prossimo racconto!

  5. Ciao Ottaviano,
    devo essere sincera: questa fine mi lascia orfana di qualcosa. Ho trovato bello il rientro in famiglia, il passaggio del cucciolo e gli intimi incontri col mare. Poi il fatto di Gianna, che serviva, per chiarire e per chiudere, ma che è avvenuto troppo in fretta. Non lo so, forse è solo una questione di spazi (qui non ce n’è molto, di spazio), è come se ci fosse uno squilibrio tra quel che accade dentro e fuori. Non so se riesco a spiegarmi… Gianna che tenta il suicidio avvelenandosi con un farmaco, risulta bieca, perché i farmaci li conosce e pare quasi che lo abbia fatto per riprendersi Silvio, ma poi si risveglia e sceglie Luciano che disprezza… hai sicuramente creato personaggi in grado di suscitare emozioni, forse a questa storia sarebbero serviti più caratteri.
    Ci si rivede con una nuova storia?
    Alla prossima!

  6. Ciao Ottaviano,
    allora Silvio l’ha tradita la moglie, accidenti, lo picchierei! E pensare che per qualche tempo ho pensato che fosse una vittima della situazione.
    Ti segnalo “p.c” che io scriverei senza punti e in cinta che andrebbe tutto attaccato. Per il resto continui a tener fede al lavoro di cesellatura dei personaggi e della situazione, bene.
    Ho votato per l’iniziativa di Silvio, vediamo di che si tratta.
    Alla prossima!

  7. Questo è il capitolo che mi è piaciuto di più dopo il primo. Ci hai messo tutto: una Gianna subdola, un Silvio debole e confuso, un Luciano succube ma che aspetta sia gli altri a risolvere la situazione per lui, una Anna decisa a salvare il suo matrimonio nonostante tutto. Mancano due capitoli. Forza.

  8. Ciao Ottaviano,
    un altro capitolo che suscita emozioni, stizza in prevalenza. Io , quella Gianna lì, l’avrei già mandata a quel paese 😉
    Ti segnalo un piccolo refuso: “Anna! Attento a quello che dici…” e un altro piccolissimo appunto; a mio parere, alla frase: “Il largo sorriso di Gianna accennò ad arretrare ma si ritrasse subito.” non manca nulla, trovo che la spiegazione che segue sia superflua, ma è una mia idea 🙂
    Per me, la cara (si fa per dire) Gianna vuole entrare nel loro mondo per Silvio… vedremo.
    Alla prossima!

    • Buon giorno K. grazie prima di tutto. Vorrei spiegarti quella frase, perché l’ho scritta in quel modo.
      Vedo il viso di G. col suo ‘largo sorriso’ di circostanza: incontra lo sguardo di Anna e per un attimo diventa vera, ha un lampo negli occhi che dice molto e automaticamente il sorriso falso tende a spegnersi. Dura però solo un attimo, G. riprende il controllo, il lampo sfuma e il sorriso torna quello di prima. “Anna! ” era sbagliato grazie per avermelo fatto notare. Alla prossima.

  9. Molto ambigua la figura di Gianna. Immagino sia un’opportunista, anche lei un po’ folle, che vuole fare qualcosa per appagare il suo bisogno di attenzioni. Le luci dei riflettori non le bastano per sentirsi importante, vuole qualcuno o fare del male a qualcuno.
    Hai reso bene l’idea, come sempre.

  10. Forse ho capito, sei uno psicologo e Anna è il nome di fantasia di una tua paziente.
    Voto “per capire se ha frainteso”. Anna in questo episodio fa particolarmente la matta, ma quando c’è di mezzo la gelosia le donne sanno essere straordinariamente metodiche. Direi che prima osserva il nemico, poi, nel caso, medita vendetta. Anche perché non si dà pubblicamente soddisfazione alle rivali!

    • Ciao, non faccio lo psicologo e Anna non è una donna vera, lei andrà dove vorrete che vada. Il mio viaggio con Anna non ha uno scopo né destinazione. È solo un modo, il mio, per rendere a Cesare quel che è di Cesare e alle donne, tutte, devo molto. Mi piacerebbe che ogni tanto qualche uomo si affacciasse su queste vetrine e trovasse la voglia di farsi qualche domanda su quello che Vi dobbiamo. Grazie, a presto!🌻

  11. Ciao Ottaviano,
    accidenti, ci sei proprio dentro alla testa delle donne… soprattutto di quelle indecise;-)
    Be’, potrebbe starci perfettamente questa situazione, Anna è confusa, non sa che fare, non conosce o non capisce a fondo i propri sentimenti e da una parte vorrebbe restare al sicuro con il marito (che conosce), dall’altra vorrebbe scappare, ma la spaventa l’ignoto. Bella la frase sul guinzaglio, è libera ma non sa che farsene. Stavo per votare la scenata, poi ho pensato a una mente più fine e ho optato per la vendetta… le donne, almeno alcune, con queste cose ci vanno a nozze.
    Bravo, mi è piaciuto. Anche i dialoghi sono resi molto bene.
    Alla prossima!

    • Confusa è la parola; Anna e come noi, quelli che pensano, che non si accontentano, quelli che amano , come gia detto, ‘troppo, o troppo poco’. Anna è meravigliosamente “normale” e giusta come te e come me. Lei tende la mano e spera che qualcuno la stringa.
      Grazie, a presto!🌻

  12. Francamente comincia a essere un po’ confusa. Non riesco a capire più dove Anna voglia arrivare. Prima era lampante il dubbio, si dimenava nell’incertezza di capire se provava o no qualcosa per il marito, ora dice di amarlo, ci fa l’amore e poi fa una scenata da ragazzina. Non so, ho l’impressione di aver perso la coerenza del suo carattere.

    • Anna è come tutti noi, non agisce secondo uno schema: è vittima delle sue paure, è irrazionale, è travolta dalla vita e, soprattutto è in cerca di una identità. Cerca se stessa in uno specchio e ogni volta vede una donna diversa. Questa non è una storia d’amore, questa è una storia di passione e la passione non accetta schemi se non dettati dalla incoerenza della follia. Forse amare davvero somiglia alla follia… Anna e ‘matta’, Silvio ha ragione, ma è per questo che ci occupiamo di lei. Grazie per esserci ancora. A presto!🌻

  13. Sempre più delineato il carattere di Anna. Mi piace l’accenno al fatto che la causa di tutto non è stato Andrea ma un problema coniugale celato dietro un’apparente normalità, che aspettava solo la scusa per esplodere..
    Continua nel tuo studio dell’animo femminile, devo dire che ci azzecchi per il 90%, almeno per quanto mi riguarda

    • Brava, hai detto “studio” e hai detto bene. Uno studio che non vuole e non può essere esente da errori di valutazione, interpretazione o altro. Un tentativo di guardare la vita con gli occhi di una donna triste. Una donna da osservare e considerare con rispetto, come si deve sempre quando c’è in ballo l’infelicità. Ciao, grazie, alla prossima.🌻

  14. Ciao Ottaviano,
    i personaggi ben caratterizzati trasmettono emozioni, suscitano reazioni e devo dire che la tua Anna, qui, ha suscitato ben più di uno strepito emotivo. Quindi, direi che hai fatto un buon lavoro. Ancora non sono riuscita a capire se il bacio alla collega in auto, Silvio lo abbia dato per salutarla o cos’altro, immagino di sì anche perché, altrimenti, non vedo cos’abbia da essere tanto livido.
    Direi che il marito non si è accorto della fuga, spesso pensiamo di fare dispetti al prossimo con il nostro comportamento, ma nella maggior parte dei casi, l’altro manco se ne accorge. 🙂
    Aspetto il nuovo e ti saluto.
    Alla prossima!
    p.s. bello il quadretto delle due sorelle che tornano a dividere la vita.

    • Grazie Keziarica, continuiamo il nostro viaggio avventuroso fra i sì, i no, i vorrei i dovresti eccetera. Quanto è complicata la nostra vita quotidiana. Le donne pagano un conto salato per mantenere l’armonia famigliare. Anna ce la farà? Al momento pare di no, ma chissà? ciao alla prossima.🌻

  15. Non si è nemmeno accorto della sua fuga, oppure non le ha dato importanza, tanto che ne sa lui che non ha le chiavi con sé?
    In questo capitolo Anna è molto fastidiosa, forse così tanto perché incarna quella parte più vile e capricciosa di noi (o di me, non voglio generalizzare) che si cerca in tutti i modi di celare e addomesticare. Continuo a pensare che tu abbia una visione profonda dell’universo femminile, anche se forse qui leggermente esasperata. Ma bisogna tener conto del carattere specifico del tuo personaggio, oltre che della figura della Donna in sé.
    Certe volte mi viene il dubbio che tu sia, in realtà, una di noi. Chissà!

    • Ciao Valentina, Anna è molto, molto fastidiosa; cerca la lite che forse può servire. Lei lo conosce bene: ogni altro metodo è gia fallito. È fastidiosa come un gatto che non ci sta ad essere messo nel sacco. È ora che lui dica cosa vuole, non ci sono più rendite di posizione da presidiare.
      Quante storie così intorno a noi?
      In quanto a me amo, studio (e probabilmente deludo) le donne da una vita perché, almeno per me, sono il centro del mondo.
      Grazie, ciao🌻

  16. Non mi annoi affatto, ti ho già detto che mi piace il modo in cui descrivi le cose, il bagno di questo episodio, poi, l’ho trovato piacevolmente è profondamente dettagliato.
    Anch’io ho pensato che Anna abbia provato una gelosia esagerata per un semplice passaggio dato al marito ma immagino che sia stato causato dal suo senso di colpa.
    Ho votato per lasciarla e riflettere

    • Il senso di colpa di Anna è un tarlo che rode e a volte tocca un nervo. Silvio ha commesso un errore veniale, forse, ma tutto quello che accade, dentro di lei trova amplificazione e le dà, tra l’altro, il coraggio di buttargli in faccia il proprio tradimento. Grazie. ciao🌻

  17. Ciao Ottavano,
    dei quattro capitoli questo è quello che mi è piaciuto di più: tutto è dosato ad arte e rimanda a un quadro schietto dei sentimenti di Anna, cosa non semplice per un animo maschile. Forse avrei immaginato più idoneo un bagno caldo, perché il pensiero dell’acqua tiepida nella vasca mi rimanda a un raffreddamento veloce, ma forse è tutto studiato per l’espiazione.
    Il bacio di Silvio mi è parso casto, forse i motivi sono altri, ma io credo che la donna nell’auto potrebbe non essere un’amante… però questo dovrai svelarcelo tu.
    Sceglierei l’abbandono, ma risulterebbe troppo scontato… il confronto, a meno che non conosca il rivale, non mi pare indicato… scelgo il perdono (dice lui)… e vediamo che succede.
    Alla prossima!
    p.s. se vuoi che le tue risposte arrivino a chi ti commenta, clicca su “rispondi” a destra del riquadro, così arriva la notifica. 🙂

  18. Sembri conoscere bene il cervello femminile, altro che “carpirne una briciola”! Bel capitolo, credibile, pieno di ansia e suspance. Ora non saprei che votare. Un perdono immediato mi sembra forzato, ma quel “dice lui” tra parentesi…
    Dal poco che ci hai mostrato del suo carattere finora lo vedo più incline a lasciarla, che a fingere un perdono per tramare vendetta. A meno che non abbia veramente una relazione parallela e questa situazione gli faccia comodo. Non so, qui entriamo nel cervello maschile e io sì che non ne capisco nulla!
    Vabbè, scelgo l’opzione meno verosimile ma più interessante, visto che siamo in una storia di fantasia.

  19. Ciao, Valentina.
    Mi sono buttato nell’ immaginario femminile attraverso Anna che mi accompagna in questo viaggio. Semmai riuscissi a carpire una briciola di ciò che anima l’intelletto prezioso delle donne sarei felice. Augurami buon viaggio e dammi una mano a migliorare. Grazie, ciao. 🌻

  20. Benvenuto al primo racconto rosa che seguo. Complimenti, hai vinto la mia avversione al genere, complice una protagonista credibile nelle sue debolezze e nella sua imperfezione. C’è qualcosa nella tua scrittura che mi attira, nonostante la trama non sia proprio pane per i miei denti… forse allora è vero, a contare in scrittura è soprattutto la voce!
    Dal poco che ho capito di Anna, penso che voglia parlare con Silvio, se per dirgli tutta la verità o meno non lo so, ma sicuramente cercherà un confronto.
    Al prossimo episodio 🙂

  21. Ciao Gra, grazie, prima di tutto.
    Anna cede ad un impulso, il suo non è un tradimento premeditato; è vinta dall’incapacità di controllare i propri sentimenti ma trova inaccettabile portarsi l’amante in casa non appena il marito è fuori.
    Le parole tra virgolette indicano secondo i casi: un cambio di intonazione es.: peso. Oppure una apparente contraddizione: lungo. Oppure la definizione di uno stato come viene percepito, ( Anna si sente in qualche modo abbandonata da suo marito), anche se la realtà è diversa.
    Insomma varie situazioni in cui un testo ha bisogno di un aiutino. Spero di non averti annoiata. grazie saluti 🌻

  22. Ciao. Questa frase mi ha lasciato un po’ perplessa:“ devo, lasciarlo ma non tradirlo quando non c’è come la serva col postino” poi però lo ha fatto, e penso che avesse già deciso di farlo. Forse ti riferivi al fatto che non non ha voluto nella casa che divide col marito. Non so, mi è giunta una stonatura. Poi perché hai deciso di mettere alcune parole fra virgolette? Lungo, abbandono, peso. Secondo me rendevano bene l’idea anche lasciate senza, ma è solo una mia opinione.

  23. Ciao Keziarica, prima di tutto grazie per la puntuale, graditissima lettura.
    La mia storia nasce settimana dopo settimana senza una via già tracciata.
    Forse non sarà un vero “rosa”, è, per ora, una storia di intimo conflitto: l’amore è, effettivamente, ancora fuori la porta. il gelato “alla frutta” è un rimando ai “chili in più” di Anna.
    Per gli errori di battitura: ho notato su questa piattaforma che appaiono solo a pubblicazione avvenuta e mai durante le accurate letture😁. Miglioreremo, siamo qui apposta.
    grazie ciao🌻

  24. Ciao Ottaviano,
    ho optato per Anna che parla con Silvio, anche se siamo solo all’inizio e potrebbe essere troppo presto.
    Attenzione agli errori di battitura. Ho trovato un po’ sbrigativa la notte fuori con Andrea. Insomma, il tradimento (con tutto ciò che vi ruota intorno) è il fulcro di questo racconto, però rimane fuori dalla porta. Il romance (in tutte le sue sfumature) non è il mio genere preferito, quindi non ne conosco le dinamiche. Il tuo non è propriamente un romance, ma tratta di sentimenti e credo che dovresti insistere su quelli. Il gelato bastava a se stesso, il gusto lo avrei evitato, ma è una mia idea 🙂
    Alla prossima!

  25. Mi piace come sei riuscito a immedesimarti nell’animo di una donna, andando in fondo ai suoi conflitti. Se ti piace il genere e non lo hai ancora letto di consiglio un libro di Fabio Volo “Quando tutto inizia”.
    Tornando alla tua storia la trovo molto originale, almeno per me che non sarei capace di scrivere come fai tu, descrivendo unicamente le sensazioni. Spero che riuscirai ad andare avanti su questa linea

    • Cercherò quel libro. Grazie. Ti confesso che sono motivato e felice di esplorare quel mondo misterioso e sublime che le donne, solo loro, popolano e fanno vivere.
      Anna è solo una di voi ed è per me una guida preziosa nel tentativo di avvicinarlo. Grazie per il commento. Alla prossima. 🌻

  26. Ciao Ottaviano,
    non so al tradimento di chi si riferisce, ma ho scelto l’ultima opzione.
    Non ho capito perché parlando di rossore ti riferisci a una contadina, arrossiscono più delle altre? Forse intendevi che sono persone più semplici? Non amo le storie sul tradimento, perché per me il tradimento non dovrebbe esistere, ma è un racconto di fantasia e cercherò di prestare attenzione alla sostanza di quel che scrivi, senza lasciarmi portare fuori strada dai miei ideali. 🙂
    Questo capitolo mi è piaciuto più del primo, meno similitudini e più sostanza, bene.
    Alla prossima!

    • Buon giorno, anche a me i tradimenti fanno orrore e sono armi a doppio taglio che feriscono il tradito e il traditore. Il mondo, tuttavia va così e la povera Anna continua a subire e respingere attacchi alla sua normalità e alla sua coscienza. Vedremo se ce la farà. In quanto alle giovani contadine sono inclini al rossore ( nel mio immaginario) perché raramente sono oggetto di complimenti o approcci come un ottocentesco: “…sfiorar di mani…“
      per l’età e per le “rustiche” frequentazioni.
      grazie per avermi letto. Ciao🌻

  27. Il nome e la descrizione mi ha riportato alla memoria Anna dai capelli rossi, anche se sicuramente non era il tuo intento. A parte gli scherzi. Una donna legata da tanti anni a un uomo verso cui non prova più niente e l’arrivo di un altro verso cui si sente attratta, nonostante i sensi di colpa. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato tutto questo. Ti seguo curiosa di vedere cosa succederà.

  28. Ciao Ottaviano,
    sono venuta a rendere la cortesia.
    La mia amica Allegra Dubois troverebbe fantastico il valzer di particolari, i colori, la poesia delle descrizioni. Io, che poi di Allegra sono l’alter ego, lo trovo bello, ma forse troppo insistito.
    Non ho ben capito cosa succede. La protagonista è incinta e si è innamorata di un altro? Perdonami sono un po’ tarda, non vorrei dire castronerie. Il rigonfiamento del ventre è dovuto a una gravidanza?
    Il confronto con la se stessa allo specchio è interessante, solo indugerei meno sui particolari.
    Ovviamente sono mie impressioni, la storia è tua e la sviluppi come vuoi 🙂
    Voto per l’attesa e aspetto il secondo.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie per il passaggio.
      prima di tutto Anna non è in cinta, è solo un poco in sovrappeso. ( Forse se fosse in cinta questa storia sarebbe già finita, chissà?) Hai comunque ragione a dubitare: colpa mia.
      Voglio una storia romantica che sia distante dai miei
      consueti interessi di lettore/autore. Ho guardato in quello specchio come a un quadro vivo e così l’ho descritto.
      Per il seguito si vedrà, guidatemi voi. Ciaoooo

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