Cuori sull’abisso

Dove eravamo rimasti?

È il momento di proseguire con l'indagine di Hal al Vanilla Eden. Cosa succederà nel prossimo capitolo? Hal interrogherà a modo suo il proprietario del locale. (83%)

Vanilla Eden - Hal

Vuoto. Il bordello è del tutto vuoto. È strano: a quest’ora della notte, mi aspettavo di trovare il locale assaltato dalla feccia della società. Tanto meglio: nessun testimone.

Mi guardo intorno. I miei sensori non rilevano nulla che possa attirare la mia attenzione. Capisco subito che il bancone del bar è un sistema totalmente automatizzato, dunque niente barista. Nessuna presenza di traccia umana.

Non vedo ologrammi. Forse i clienti preferiscono ancora tastare con mano ciò che si trovano davanti. O forse il proprietario non ha abbastanza soldi per installarli.

Musica jazz. Dio, da quanto tempo non la sentivo. La musica elettronica continua ad estendere il suo dominio incontrastato. Suoni rapidi, spigolosi, ruvidi, senza capo né coda rimpiazzano la cara, vecchia, dolce melodia. Se non altro, in mezzo al disordine e all’eccesso, si disperdono senza troppa difficoltà.

Mentre mi tornano in mente gli avvertimenti di Darren, mi sono già infilato una sigaretta tra le labbra, avvicinandovi la fiamma dell’accendino e fregandomene di ciò che dice il mio datore di lavoro.

Poi, una voce alle mie spalle: “Qui non si fuma.”

Chiudo gli occhi e sospiro. Riuscirò a fumare almeno una volta, senza che mi venga impedito da regole del cazzo o dai sensi di colpa?

Mi volto e mi ritrovo davanti un tizio (probabilmente il proprietario) in pantaloni eleganti e camicia con una fantasia floreale, baffi impomatati e capelli tirati all’indietro. Sembra che questo posto sia rimasto celato da qualche parte nel passato, senza dare alcun peso al trascorrere degli anni. E, francamente, la cosa non mi dispiace.

“Mi hai sentito, pezzo di ferraglia?”

Il tizio allunga una mano e mi leva di bocca la sigaretta ancora spenta, infilandosela in tasca.

“Qui. Non. Si. Fuma.”

Pezzo di ferraglia. Aggiungiamolo pure alla lista infinita di tutti gli insulti che mi sono stati rivolti da quando mi hanno imprigionato in un impianto cibernetico.

Cerco di rimanere il più pacato possibile: “Sì, ho sentito.”

Il tizio indietreggia leggermente. Il mio tono non deve essere stato particolarmente rassicurante.

“Serve qualcosa?”, mi chiede.

“Lei è il proprietario?”

“Sì. Babptist Bengt.”

“Bene, signor Bengt. Mi serve un’informazione. È disposto a collaborare?”

“Dipende. Tu sei disposto a pagare?”

Come immaginavo. Un altro che tenta di fare il duro per compensare la sua inadeguatezza e insoddisfazione nei confronti della vita. Per sua sfortuna, però, io sono più duro.

“Glielo richiedo, signor Bengt. Cerchi questa volta di essere più preciso: è disposto a collaborare?”

Scosto leggermente il cappotto e lascio intravedere la pistola infilata nella fondina.

“Beh… diciamo allora che dipende dal tipo di informazione.”

Non esattamente la risposta che mi aspettavo, ma è già un passo avanti. Non voglio forzare troppo la mano. Per ora, mi accontento.

“Sto cercando un donna. Androide.”

“Devi essere più specifico, abbiamo un sacco di androidi che lavorano qui.”

“Si chiama Kora, modello 1725D. Alta, capelli biondi, occhi azzurri.”

Bengt sposta il suo peso sulla gamba sinistra e incrocia le braccia. Osserva il soffitto e pensa. Poi, schiocca la lingua e scuote la testa.

“No, non la conosco. Sei sicuro che lavori qui?”

Forse sta mentendo. Perdo la pazienza, afferro Bengt per il colletto della camicia e lo avvicino a me. Il mio volto è ora così vicino al suo che vedo i suoi occhi unirsi in un unico enorme bulbo oculare.

“Sì, Bengt, sono sicuro. Tu, invece, sei sicuro di star dicendo la verità?”

“Tieni giù queste mani!”

Nel momento in cui lo sollevo, riesco a leggere lo stupore dipinto nella sua espressione. Lo scaravento contro il bancone del bar, frantumando i bicchieri e le bottiglie appoggiate su di esso. L’uomo cade dall’altra parte del ripiano. Con un rapido balzo, sono subito da lui.

Lo afferro di nuovo.

“Dov’è Kora?!”

“Vaffanculo! Sei completamente pazzo!”

“Ho appena iniziato a scaldarmi.”

Lo colpisco al naso con la mia mano meccanica. Il sangue comincia ad uscirgli a fiotti dalle narici, mentre ulula come una cane ferito in preda al dolore.

“Te lo richiedo per l’ultima volta: dov’è Kora?!”

“Non lo so, cazzo! Sono diventato gestore del Vanilla da una settimana, e qui non c’è nessun androide di nome Kora!”

Lo osservo per alcuni istanti. Ora sono sicuro stia dicendo la verità. È troppo spaventato per mentire.

Scavalco di nuovo il bancone e mi dirigo verso l’uscita. Kora non è più qui. Deve essere fuggita. Ma dove, diamine? Dove?

Bengt si alza e si appoggia alle mensole alle sue spalle per restare in piedi.

“Cyborg del cazzo!”, mi urla sputando sangue e odio. “Sai cosa succederà? Chiamerò l’agenzia di vigilanza e sarai fottuto! Ti rottameranno come un trabiccolo qualsiasi!”

Fremo dalla voglia di estrarre la pistola e piantargli un proiettile in fronte. Il formicolio alla mano è insopportabile.

“Fallo pure, Bengt. E digli anche che hai tentato di intralciare un’indagine privata commissionata da Darren Lee.”

Anche se non lo vedo, riesco perfettamente ad immaginarmelo bloccato, pervaso dal terrore.

Esco dal bordello.

È il momento di introdurre Max, il misterioso alleato di Kora. Da quale punto di vista sarà narrato il prossimo capitolo?

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  • Kora. (88%)
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43 Commenti

  1. Un capitolo che non aggiunge molto a quanto già detto, Max fa discorsi poco originali e si rischia di cadere in qualche clichè, ma non è mai detta l’ultima parola, e probabilmente mi sbaglio. Vediamo come interagisce Hal con la coppia. Comunque, per restare sul terreno del già noto, voto “in cima a un tetto durante un temporale”, ma ti prego fa che non inizi con “Ho visto cose che voi umani….”! Sono sicura che mi stupirai, in realtà, buon lavoro!

  2. Questo capitolo mi è parso leggermente meno riuscito dei precedenti, più che altro perchè il nuovo personaggio introdotto, per ora, non è così forte come quelli già conosciuti e i suoi discorsi con Kora sono piuttosto classici per questo tipo di narrativa (e non solo)
    Comunque nulla di grave, è un capitolo di transizione che fa il suo lavoro e porta avanti la storia, che voto affinchè prosegua in una fabbrica di androidi. Alla prossima!

  3. Bravissimo. Bel capitolo di passaggio. Dinamico e facile da seguire. Non tutti saprebbero scrivere un capitolo così convincente ti soli dialoghi, eppure si segue tutto. Si capisce tutto.
    È bella la contrapposizione tra gli umani, sempre meno umani e Kora, un cyborg sempre più umano.
    È bello anche che i protagonisti siamo già una coppia, in modo da non perdere tempo a spiegare come si innamorano e altre inutilità che svierebbero dalla trama principale.
    Continua così!

  4. Arrivo con qualche capitolo di ritardo a leggere la tua nuova storia, meglio, così ho avuto modo di leggere tutto in un colpo i tre capitoli presenti e mi è piaciuto molto, un classicone alla Balde Runner, per adesso direi che gli elementi che caratterizzano il genere ci sono tutti, vediamo allora se introdurrai qualche elemento nuovo. Buon lavoro!

  5. Se non avessi specificato l’intenzione di introdurre Max avrei votato per il rapporto scritto, ma stando così le cose scelgo di tornare da Kora. Come già detto nel capitolo precedente mi piace molto l’alternanza di stile nei capitoli dei due personaggi e la storia già procede spedita, la trovo già molto più convincente della precedente. Alla prossima!

  6. Mi sono perso la notifica del nuovo capitolo quindi commento in super ritardo 😐 Mi convince la maniera in cui elementi tipici del genere si intrecciano con quelli più fantascientifici e il fatto di aver narrato tutta l’interazione tra le ragazze con dialoghi, al posto delle descrizioni molto pregne del primo capitolo, è stato un bel cambio di tono, ha funzionato alla grande e ha permesso di rendere il capitolo (apparentemente) più lungo e ricco del solito. Complimenti! Per il prossimo voto per l’interrogatorio!

    • Tranquillo, arrivi giusto in tempo considerato che ho appena caricato il nuovo capitolo 🙂
      Ti ringrazio molto per i complimenti e sono contento tu abbia apprezzato il cambiamento da un capitolo all’altro: infatti, sto cercando di “modellare” la struttura dei capitoli stessi sul punto di vista del personaggio trattato (descrittivo e improntato sull’azione per Hal, dialogato per Kora, …), in modo da renderli riconoscibili fin da subito.
      Grazie ancora e alla prossima! 😀

  7. Ciao Gibbon,
    un capitolo esplicativo, si conoscono i personaggi e si entra nel vivo della storia. Hai fatto un bon lavoro, il dialogo aiuta a comprendere gli stati d’animo e il contesto in cui i personaggi si muovono. Ti segnalo un refusino nella frase: “ogni giorno possa essere ultimo!” (manca l’articolo), non ho altri appunti da fare e voto per la rissa, vediamo come te la cavi con le scene d’azione, che spesso sono le più difficili, almeno per me 😉
    Alla prossima!

  8. Il secondo capitolo mi è piaciuto tantissimo. Mi ha tenuta incollata parola dopo parola.
    Mi sembrava di avere davanti ai miei occhi la scena di un film, con dialoghi credibili.
    L’unica sfumatura che forse mi è suonata un po’ strana è l’atteggiamento dell’androide verso Ada.
    All’inizio le dice “non siamo amiche, ma solo due randagie”, lasciando sotto intendere di non provare profondi sentimenti verso la compagna.
    Poi verso la fine del racconto, i ruoli sembrano invertirsi: Ada diventa più stizzita e l’androide si mostra sensibile ed empatica, arrivando a pregare la compagna di seguirla.
    Forse avevi poche battute per sviluppare tutto in modo credibile.
    È solo che il passaggio da Kora arrabbiata e menefreghista a Kora supplicante e remissiva è avvenuto troppo velocemente.
    Detto questo, è solo una mia opinione soggettiva. Non intaccata il tuo splendido lavoro. La tua storia è davvero promettente e mi aspetto grandi capitoli a seguire.

    • Ciao!
      Avevo paura che un capitolo di soli dialoghi potesse non interessare, ma sono contento che ti sia piaciuto 😁
      Per quanto riguarda quello che hai sottolineato, sono d’accordo con te nel dire che il cambio di atteggiamento di Kora e di Ada sia troppo repentino
      Anche se avessi avuto più spazio a disposizione, però, il cambio di atteggiamente ci sarebbe comunque stato, quindi alla fine ho deciso di comprimere il tutto
      Inoltre, non volevo togliere spazio agli altri discorsi, che mi sembravano essere parecchio importanti per far capire che Kora, pur essendo una macchina, è forse più umana degli umani stessi, con i loro pregi e i loro difetti
      Spero che, nonostante questo errore, il messaggio sia passato 😉
      Detto questo, ti ringrazio tantissimo per la fiducia, spero di non deluderti 😁
      Ciao e alla prossima!

  9. Ciao.
    L’inizio è intrigante con una ambientazione che ricorda la letteratura cyberpunk degli anni 80 (non a caso molti hanno citato Blade Runner, dell’82 tratto però dal libro di Philip K. Dick, Il cacciatore di androidi del 1968): se ti capita e non l’hai già fatto, leggi qualche libro del genere. Ho votato per l’uomo visto che potrebbe essere interessante vedere come si arriva alla donna androide attraverso lui: mi aspetto un bell’intreccio 😉

  10. Ciao UselessGibbon,

    Parto col dire che l’atmosfera con cui ci hai introdotto la storia mi è piaciuta un botto, insieme alle descrizioni e le interazioni. Non so gli altri ma a me è parso di trovarmi materialmente insieme al protagonista in questa città decaduta. E per questo non posso fare altro che apprezzarti e stimarti come meglio posso, visto che amo essere trasportato nei racconti che leggo.

    Per quanto riguarda invece le allegorie con altre opere, sottolineo anche io quella vaga somiglianza con la L.A. di Blade Runner 2049 ma ne aggiungo un altro: non so se l’hai vista ma questo tipo di città l’ho rivista nella serie “Altered Carbon”.

    Ad ogni modo, è stato un piacere. Vediamo dove ci porti 😉

    • Ciao salvo!
      Sono contento che il capitolo ti sia piaciuto e non sai quanto le tue parole mi facciano piacere: sapere che qualcuno si sente così coinvolto mi spinge ad andare avanti e a cercare di fare sempre meglio 🙂
      Come detto in precedenza, per l’atmosfera mi sono ispirato all’universo di Blade Runner, ma cercherò di rendere il tutto più “personale” man mano che la vicenda procederà.
      E poi si, ho visto Altered Carbon (ho letto a inizio anno che Netflix ha intenzione di produrre una seconda stagione!) e direi che hai ragione nel dire che la decadenza della città ricordi molto quella vista nella serie.
      È stato un piacere anche per me 😉
      Ciao! 😀

  11. L’incipit mi ha ricordato Blade Runner, immagino fosse voluto il riferimento. Davvero bello comunque, mi è piaciuto molto! Sarà che anche a me piace molto il thriller e il noir, oltre che la fantascienza distopica, anche se mal sopporto lo young adult alla Hunger Games, ma non mi sembra questo il caso visto che ho notato una buona dose di cinismo e di cattiveria che invece apprezzo molto.
    Voto per la donna in fuga visto che il giovane uomo disilluso dalla vita mi sembra troppo simile al protagonista. Alla prossima!

    • Ciao!
      Sono contento che il capitolo ti sia piaciuto 🙂
      Esatto, da Blade Runner ho preso ispirazione per l’atmosfera, ma spero di riuscire a discostarmi abbastanza per creare qualcosa di personale.
      No, non sarà uno young adult, anche perché è un genere che apprezzo veramente poco, a differenza di noir e fantascienza.
      Grazie per essere passato! 😀

  12. Ah bene, cyborg in salsa noir, due delle cose che meno apprezzo nella narrativa XD Però mi è capitato raramente di leggere una storia in cui questi elementi fossero presenti insieme, senza scomodare esempi illustri, e devo dire che l’introduzione ti è riuscita piuttosto bene, si vede che conosci il genere. Vediamo come va 🙂

  13. Ciao UselessGibbon,
    posso chiamarti Gibbon?
    Un incipit intrigante, un po’ stereotipato, ma può anche starci. Pare di passeggiare tra i vicoli di un videogame, con Bogart nei panni di Max Payne a fare il giro dei bordelli e dello squallore…
    Ho votato per l’uomo deluso dalla vita, per la androide in fuga aspetterei ancora un po’. Ho sempre detto che la fantascienza non è esattamente il mio genere preferito, ma Sto imparando ad apprezzarne gli aspetti con la lettura dei racconti su questa piattaforma. Vediamo dove ci porti.
    Alla prossima!

    • Ciao!
      Puoi chiamarmi come preferisci, non ci sono problemi 🙂
      Sono contento che questo primo capitolo ti sia piaciuto e ti ringrazio tantissimo per il “paragone” con Bogart (e il suo tipo di detective privato) e Max Payne, sono due personaggi che adoro alla follia 😀
      Buona fortuna con la scoperta di questo fantastico genere allora!
      Ciao! 😉

  14. Una donna androide in fuga. L’hai messa nell’incipit: vediamola.

    Anche in questo caso abbiamo una “bella” distopia. Semplicemente un mio pensiero personale: ma perché ogni volta che leggo una fantascienza abbiamo sempre una distopia? Non serve una risposta.

    Per il resto, son curioso ed aspetto il seguito 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao! Sono contento di ritrovarti anche in questo racconto 😀
      Siccome ti sei posto la domanda, provo a dare ugualmente una risposta, seppur banale (anche perché ogni tanto mi pongo lo stesso dilemma): la distopia non è altro che una visione allucinata e quasi al limite della perversione della società moderna e dei suoi ideali, un modo per muovere una critica oppure (nel mio caso) per creare un ambiente cupo in cui far vivere i personaggi, che passo dopo passo lottano per mantenere quello sprazzo di umanità che gli è rimasto. Non so se l’utopia, al contrario, possa avere gli stessi “effetti” su personaggi e lettore. 🙂
      Comunque, sono contento di averti incuriosito 😀
      Ciao! 😉

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