Identità rubata

Vorrei essere te

Ormai quella strada la conosceva a memoria, avrebbe potuto percorrerla anche bendato. A volte si chiedeva quante ore aveva passato in macchina, a quante giornate, se non mesi, corrispondevano. Erano quasi le sette e come ogni mattina si stava recando al lavoro. Sfrecciava sull’asfalto guardando di tanto in tanto nello specchietto retrovisore. Fissava distrattamente, ma solo chi lo conosceva bene sapeva che non era così. Non era uno sguardo sfuggevole, lui si guardava e si riguardava, beandosi dell’immagine riflessa.
Aveva fatto bene a comprarsi una macchina coupé, perché amava sentire il vento tra i capelli, gli sembrava di essere libero, almeno per poco non aveva sempre i soliti pensieri per la testa.  
Il paesaggio attorno a lui, con le prime luci del giorno, era una visione celestiale ma allo stesso tempo gli incuteva una strana inquietudine, un senso di smarrimento.
Il tragitto durava una mezz’ora. Capiva di essere arrivato a destinazione dal profumo che portava quella brezza. La brezza del mare, era così frizzante che gli entrava nelle narici e non poteva fare a meno di respirare a pieni polmoni, come se cercasse di intrappolarne il più possibile.  
Anche quella mattina la giornata sarebbe iniziata con una tazza di caffè scuro, una nuova miscela che la barista gli aveva fatto assaggiare qualche settimana prima. Aveva un retrogusto strano, non sapeva come definirlo, quasi floreale ma non per questo dolce. Ecco si, floreale era corretto ma sapeva per certo che non era dolce. A pensarci bene i fiori non sono dolci, sono amari. Ci ingannano facendoci pensare di essere in un modo ma invece sono l’opposto.
Mentre sorseggiava la bevanda calda leggeva di sfuggita i titoli del giornale ma da poco la sua routine era cambiata. Non più solo le notizie del quotidiano ma anche i post del mondo social. Mesi prima aveva infatti deciso di aprire quell’icona sul suo nuovo cellulare. Non lo aveva mai fatto prima perché non era attirato dalla vita degli altri. Poi era successo qualcosa. All’inizio agiva per pura curiosità ma andando avanti sempre più per brama, quella brama di sapere e vedere cosa facessero gli altri.
Molti dei post, che aveva appena visto, erano dei suoi colleghi, del loro inizio di giornata. Non era mai riuscito a capire come potessero pubblicare certi scatti, non si rendevano conto di che immagine facessero trapelare. Per lui ogni fotografia avrebbe dovuto essere curata in ogni aspetto, perfetta da ogni punto di vista. Spesso in ufficio si soffermava a osservarli e si chiedeva cosa trovassero di così divertente nell’atteggiarsi in certe pose. Erano solo ridicoli.
Ma poi succedeva qualcosa, che lo turbava profondamente. Eccolo lì, perfetto come sempre, quasi monotono nella sua perfezione. Eppure non si stancava mai di osservarlo, anzi lo cercava e quando lo trovava lo seguiva. Non riusciva a ricordare quando tutto questo era iniziato, non sapeva neppure il perché. Se avesse allungato una mano lo avrebbe potuto toccare ma poi la ritirava subito. Sapeva di dover rimanere nell’ombra, non palesarsi, così sarebbe stato tutto più facile.
Latin lover, due parole che sembrano così antiche, arcaiche ma se avesse dovuto descriverlo le avrebbe certamente usate. Gli sembrava uno di quegli uomini che qualsiasi cosa facessero aveva sempre successo: lavoro, donne, sport, eccelleva in tutto e non tardava mai a farlo notare agli altri.  
Ad essere sinceri nella sua vita non aveva mai provato invidia, si piaceva e piaceva agli altri, ma da quando lo aveva visto la prima volta, era scattato in lui qualcosa. Era come se non si sentisse più adeguato, come se fosse stato scalciato via dal suo piedistallo. Ormai sapeva con certezza che avrebbe voluto la sua sicurezza, avrebbe voluto il suo successo, avrebbe voluto essere lui.
Qualcosa in lui si era incrinato. Ma ancora cercava di capire come fosse stato possibile. Smettere di pensare era la sola soluzione plausibile, rivoleva la sua vita di prima o forse era solo un’illusione e ne voleva una completamente nuova, la vita di un’altra persona.  
Era un venerdì pomeriggio e questo voleva dire che finito il lavoro si sarebbe incontrato con gli amici di sempre per passare la serata assieme. Molti di loro li conosceva da quando erano ragazzi, altri li aveva conosciuti ai tempi dell’università. Nessuno di loro però sospettava cosa gli stesse accadendo, era molto bravo a dissimulare anche se, a volte, gli spiaceva che nessuno avesse capito il suo attuale disagio.
Un inconveniente sul lavoro lo aveva fatto ritardare. Era arrivato per ultimo, gli altri erano già tutti nel locale. Appena lo videro, iniziarono ad urlare, come per festeggiare l’arrivo dell’amico, quell’amico che da sempre era il loro magnete.
“Eccolo il grande capo, finalmente ha finito” disse il ragazzo infondo al tavolo.
“ Ti sei degnato di arrivare ” replicò un altro.
“ Dubitavate di me, amici miei? Ecco solo per voi il vostro Narciso!”.

Come scopriamo cosa è successo al personaggio principale da turbarlo cosi tanto?

  • Non lo scopriamo ancora (57%)
    57
  • Lo scopriamo da un suo ricordo (7%)
    7
  • Uno dei suoi amici capisce che qualcosa non va (36%)
    36
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23 Commenti

  1. E’ interessante il fatto che sia il mondo dei social network a far incrinare la sicurezza di Narciso. Questo rimanda a tutti i ragazzi che oggi entrano in contatto con le persone prima sui social che dal vivo. Secondo me la fissazione di Narciso per questa “foto perfetta” sarà un punto di svolta nella storia. Ti seguo, mi piace!

  2. Ho recuperato questi due capitoli. La scrittura scorre e non è per nulla pesante, nonostante abbiamo assistito “solo” ai turbamenti mentali del protagonista Narciso. Sei riuscita a gestire il tutto in maniera piacevole.
    Per ora di Eros ne vedo poco, a tratti sembra forse che tu stia prendendo una direzione più “rosa”, forse per l’attenzione verso la parte più sentimentale e meno sessuale del protagonista. Tuttavia abbiamo ancora otto capitoli per esplorare altrove.
    Ti seguo.

  3. Molto bello anche questo secondo capitolo. Anche a me capita di avere pensieri simili sull’apparire e sul farsi vedere quando vedo la marea di ragazzi che affollano la piazza del mio paese il sabato sera, per cui mi trovo parecchio in sintonia con questo racconto. Bello anche il riferimento al mito, prima accennato, ora dichiarato. Chissà se e quali libertà ti prenderai ☺️
    A presto!

  4. Okay, okay, c’è della metafora qui. Mi piace. Voto affinché Eco sia la nuova stagista.
    Il tuo racconto mi intriga, si percepisce l’intento di usarlo per comunicare qualcosa al lettore che credo sia importante. Per cui, non posso non seguirti! A presto 🙂

  5. Vedremo quale sara il turbamento anche se lo intuisco.
    Una piccola cosa tecnica: lo sguardo nello specchietto retrovisore, sembra da come racconti che veda se stesso, ma non dovrebbe essere così. Prosa fluida e piacevole, evidentemente sei una che legge. Brava , auguri🙏

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