Il condominio

Lenzuola nere

– Quindi il ginecologo, che ha detto? – chiede la madre della signora V al telefono, mentre in sottofondo si sente la voce della Gruber provenire dalla televisione.

– Che devo stare a letto, riposo assoluto – risponde la donna accarezzando la pancia ormai prospiciente – Non posso alzare pesi, non posso stare in piedi, non posso andare in macchina…

– E quindi, che puoi fare? – chiede ancora la mamma, più interessata al politico intervistato di turno che al diagnosticato distacco della placenta alla ventesima settimana della figlia.

***

– Amore, che faccio tutto il giorno a casa, da sola? – piagnucola la signora V., una settimana dopo, trattenendo per la giacca il marito già in ritardo per il lavoro.

All’inizio aveva pensato che sarebbe stato bello stare a casa, riposarsi, preparare il corredo per il nascituro, avrebbe visto tutte le serie tv del momento, avrebbe letto libri, avrebbe fatto un corso di giapponese online (aveva sempre voluto imparare il giapponese), ma presto tutto le venne a noia.

– Non lo so, esci un po’ in balcone, prendi il sole, siamo quasi a giugno- risponde stressato il signor P. divincolandosi e letteralmente lanciandosi nell’ascensore, le cui porte si sono finalmente aperte.

Così la signora V. si sistema in balcone con un libro, una bottiglia d’acqua, il cellulare e le cuffiette.

Arrivata sì e no alla quarta pagina di un romanzetto consigliatole da sua cognata, l’occhio le cade sul balcone di uno degli appartamenti del secondo piano, nel palazzo di fronte al suo: ci sono stese lenzuola nere.

Non aveva mai visto lenzuola di quel colore. Ne aveva sentito una volta in un film, forse con Michel J. Fox, in cui il protagonista in attesa della sua amata preparava il letto, in cui presumibilmente avrebbero fatto l’amore, con lenzuola nere e petali di rose rosse. L’era rimasto in presso quel particolare, perché, si era detta, chi mai usa lenzuola di quel colore, se non nei film?

Ed ora ecco la risposta sventolare davanti ai suoi occhi.

L’appartamento in questione doveva essere stato occupato di recente, perché nei mesi precedenti, non ricordava di aver mai visto panni stesi ad asciugare. Erano apparse anche tendine alla finestra della cucina e una piantina di basilico sul davanzale, oltre ad un posacenere.

Torna al suo romanzetto, ma di tanto in tanto butta l’occhio verso le lenzuola nere immaginandosi chi siano i nuovi inquilini.

La sua curiosità viene ripagata qualche giorno dopo, dopo pranzo; sua suocera è  andata via da poco, carica di panni da lavare e stirare, che da quando è  incinta dell’erede è diventata tutta coccole e gentilezze.

La signora V. esce in balcone e si accomoda su una delle sedie: libro, stavolta un giallo svedese, cellulare, cuffiette e tè freddo.

Lo vede uscire in balcone a torso nudo: alto, atletico, tatuato, testa rasata.

Eccolo l’uomo delle lenzuola nere.

Sembra il buttafuori di una discoteca, anzi la signora V. decide che è proprio quello il suo mestiere, si è appena alzato e ora fuma una sigaretta.

La signora V. abita al terzo piano e il suo balcone è leggermente spostato a destra rispetto a quello di fronte, così può guardare senza dare l’impressione che stia fissando proprio lui.

L’uomo finisce la sua sigaretta e prende a stendere il bucato.

V. ride: ma come un tipo così macho, fa il bucato? Beh i tempi erano cambiati e gli uomini pure, per fortuna.

Si chiede come sia lei, se è bella, se ha tanti tatuaggi come lui, come si siano conosciuti e come siano finiti ad abitare in un bilocale al secondo piano di un palazzetto dall’anonima facciata grigia, in un quartiere residenziale di periferia.

Che vita avventurosa, sregolata e spinta all’estremo c’è dietro quei tatuaggi tribali inchiostrati su quei bicipiti possenti? Che sesso sfrenato e selvaggio si pratica tra quelle lenzuola? Sesso tantrico come Sting? Sesso acrobatico? Ah, devono essere gli ormoni a parlare per lei!

***

– Ma, a parte ‘ste lenzuola nere, le altre di che colore sono? – chiede qualche giorno dopo la sorella della signora V., passata al volo dopo il lavoro per portarle la spesa.

– Non lo so – risponde V. meditabonda, attentando il quarto biscotto, tanto ingrasserà comunque – Ho visto stese solo quelle, ora che ci penso.

– Hanno un solo paio di lenzuola e pure nere? – ribatte scandalizzata la sorella.

***

– Amore – il signor P. entra in casa con una lettera in mano – Che cos’è questa? – domanda gettandole il foglio in grembo, mentre la signora V. guarda alla tv uno show dedicato a giovani donne alle prese con la scelta dell’abito nuziale.

CARO SIGNOR P.,

TUA MOGLIE STA TUTTO IL GIORNO HA FISSARE IL NUOVO INQUILINO DEL SECONDO PIANO DEL 36/A.

CONTROLLATI LE CORNA.

UN’AMICO

La signora V. fissa il marito, questi cerca di essere serio, ma si vede che sta per scoppiare a ridere.

– Il tizio delle lenzuola nere!- dice lei per spiegare.

Il signor P. ride così forte che ha le lacrime agli occhi.

Chi è l’anonimo delatore?

  • L’uomo che faceva le pulizie il sabato (20%)
    20
  • La professoressa d’italiano in pensione (30%)
    30
  • Le gattare del pianterreno (50%)
    50

Voti totali: 10

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19 Commenti

  1. Il tuo incipit, così divertente e molto scorrevole, mi è molto piaciuto.
    Ho votato per le “gattare del pianterreno”…. ho immaginato che fossero quel genere di donne che non si fanno mai i fatti loro e che sanno sempre tutto di tutti…. vedremo come andrà a finire.
    Seguirò sicuramente la tua storia.

  2. Non entravo in questo sito da due anni e questo è stato il primo incipit che ho letto, mi è piaciuto talmente tanto che mi ha fatto tornare la voglia di bazzicare queste pagine. L’ho trovato ben scritto e molto accattivante, ho trovato molto carina anche l’idea di dire solo l’iniziale dei nomi dei personaggi. Non vedo l’ora di sapere come continua!

  3. La tua ironia e il soggetto mi piacciono, quindi ti seguo! Sembra proprio la lettura adatta a un inizio d’estate afoso: leggera e divertente.
    Voto “L’uomo che faceva le pulizie il sabato”, anche se la professoressa in pensione avrebbe fatto troppo ridere, visti gli errori grammaticali 🤣

  4. L’uomo che faceva le pulizie il sabato.

    Rieccomi! Questo primo capitolo mi ha fatto sorridere, il che è un buon inizio per un humor. Da quello che ho capito dal finale del capitolo, il nostro P. sa chi è l’inquilino tatuato con le lenzuola nere. Non so perché, ma ne vedremo delle belle 😀

    Ciao 🙂

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