Il condominio

Dove eravamo rimasti?

Cosa ha rivelato la gattara a V. ? Sua figlia dice che è stata la famiglia fantasma. (63%)

Questi fantasmi

…sua figlia dice che è stata la famiglia fantasma – V. morde un pezzo del ghiacciolo alla menta che ha in mano, prima che sgoccioli sulla gonna bianca, e fissa il giardino di proprietà della cosiddetta famiglia fantasma.

Sua madre lancia, a sua volta, un’occhiata fugace al desolato prato dove campeggiano in ordine sparso: un pozzo finto, Biancaneve e i sette nani in sgargianti colori flou, una statuina di Padre Pio nella sua teca, una panchina con due bambini vestiti da contadinelli e una riproduzione in scala della Venere di Milo. Le finestre dell’appartamento sono perennemente chiuse, tapparelle abbassate dietro alle inferriate di ferro. Sul cancelletto, che immette direttamente nel giardino, c’è un cartello con l’avviso “area sottoposta a videosorveglianza” e, infatti, tre telecamere sono affisse lungo il perimetro della casa. L’erba è verdeggiante e tagliata da poco, la siepe è un muro compatto, perfettamente squadrato, il mattonato lindo e libero da foglie o erbacce. Eppure non c’è traccia di vita umana.

– E tu non gli hai mai visti? – chiede la mamma della signora V.

– Mai, sono dei fantasmi, te l’ho detto. So che ci abita qualcuno perché misteriosamente gli oggetti in giardino cambiano posizione, ogni tanto. Per dire, la settimana scorsa Biancaneve stava vicino alla panchina e Padre Pio era nell’angolo opposto.

– E non stendono i panni? Non escono in giardino per scrollare la tovaglia? I figli non giocano mai fuori?

– E’ la seconda casa, ci vengono solo in vacanza – interviene il signor P. transitando velocemente per il salone, alla ricerca dei suoi occhiali. È convinto che uno dei passatempi preferiti della moglie, oltre a spiare i vicini, sia cambiare posto agli oggetti di casa solo per il gusto di vederlo vagare senza metà nei sessanta metri quadrati di loro proprietà.

– E chi mai si comprerebbe una casa di vacanza nella periferia di una grande città? – obbietta scettica la suocera – E gli altri vicini che dicono? La moglie dell’avvocato, quella sa tutto, no?

– Ah, buona quella! – esclama V. cercando di pulirsi le mani appiccicose su un tovagliolo di carta – Mi disse che ci abita una famiglia meridionale con due bambini pestiferi. Da cosa abbia dedotto che siano pestiferi non si sa, visto che non si vedono e non si sentono mai, letteralmente!

– Avranno quella malattia del sole? Quella che fa venire lesioni alla pelle e agli occhi, se esposti ai raggi ultravioletti. Devono vivere al buio per non ammalarsi. Oppure non sono figli loro, li hanno rapiti e li tengono segregati. Lo sai, il mondo è pieno di matti – la signora C. è un’appassionata di Medicina 33 e Chi la visto?, un binomio pericoloso.

– Mamma, ti prego, non esageriamo! – la rimprovera V. – Magari la madre è una di quelle fissate con il pulito e non vuole polvere in casa, così non apre le finestre e non fa giocare i figli in giardino.  

***

È quasi mezzanotte, fuori ci sono ancora 35 gradi, non tira un alito di vento. Il signor P. si alza dal divano sbadigliando, sullo schermo acceso passano i titoli di coda del film che stava vedendo, prima di addormentarsi. Va in bagno a lavarsi i denti e si affaccia insonnolito alla finestra, fissando la notte silenziosa, quando una scena inaspettata lo coglie impreparato: quasi si strozza con il dentifricio, sputa la schiuma convulsamente e si lancia in salone, dove la moglie dorme ancora con la testa sul bracciolo del divano.

– Amore, vieni a vedere – chiama scuotendola.

– Amore, ma che c’è? – bofonchia V. senza capire, mentre il signor P. quasi la solleva di peso e la trascina in bagno, dove entra con passo felpato senza accendere la luce, si acquatta sotto la soglia di marmo degli infissi e impone alla donna la stessa posizione.

– La famiglia fantasma, sono lì – le sussurra piano, come se temesse che, udendo le loro voci, l’apparizione possa svanire nel buio.

V. alza la testa piano piano, spinge il collo in avanti come una tartaruga e cerca di mettere a fuoco l’immagine oltre i vetri.

Padre, madre e due figli, seduti su piccole sedioline pieghevoli, di quelle che si usano al mare, stanno immobili come le statue che popolano il loro giardino. Sono obesi, rubicondi, hanno capelli folti e ricci, indossano pigiami coordinati, a righe blu e bianche quelli del padre e del figlio, a pois rosa e gialli quelli della madre e della figlia. Sembrano un quadro di Botero.

– Esistono! – esclama V. –Secondo te che stanno facendo?

– Prendono il fresco- risponde lui, pragmatico come sempre.

– Scendiamo di sotto, con la scusa di buttare l’immondizia, e li salutiamo.

– Ma è mezzanotte- protesta P.

– Non fare il guastafeste, quando ricapita di vederli da vicino.

L’uomo sbuffa ma, tradendo una curiosità infantile, si avvia verso la porta.

La giovane coppia scende lesta nel piazzale su cui insistono le palazzine del complesso residenziale. Fanno per muovere verso il giardino degli ignoti vicini, quando….

Cosa accadrà nel prossimo capitolo?

  • … viene loro incontro il temibile capo condomino, maresciallo dei carabinieri a riposo. (50%)
    50
  • … Palli, inseguito dal dalmata della parrucchiera, fa cadere V. a terra. (33%)
    33
  • … si sentono urla agghiaccianti provenire dall’appartamento dell’ultimo piano (17%)
    17
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

50 Commenti

  1. Anche se sono curioso di conoscere questo pazzo l’inviare una lettera anonima mi sembra più un’azione da vecchia in vestaglia! Non so quanto mi piace l’idea che tu abbia fatto scegliere a noi lettori il mittente, ma apprezzo che la questione della lettera non sia il filo conduttore di tutta la storia, visto che mi interessava fino a un certo punto. Comunque sempre una lettura molto piacevole, sono contento di aver iniziato a seguirti 🙂

  2. Le urla agghiaccianti mi intrigano ma forse cambiare direzione ad ogni capitolo non è il massimo per dare coerenza alla storia, a meno che tu non abbia già in mente un piano ben preciso per tutti i possibili sviluppi, quindi voto per il maresciallo sperando che di poter conoscere meglio anche questa famiglia di nottambuli!

    (poi siccome sono pignolo ti segnali un “GLI hai visti” al posto di “LI hai visti”, ma cose che capitano)

    • Sì, c’è un piano da qualche parte, non so quanto preciso e quanto funzionante, che prevede di introdurre sempre elementi nuovi ad ogni capitolo. Quindi le urla nella notte prima o poi potrebbe saltar fuori, ma stavolta sembra vincere il maresciallo, quindi restiamo su sentieri più sicuri. MI scuso per la svista grammaticale, credevo di aver corretto l’errore, invece è rimasto lì in bella vista. Non bisognerebbe avere troppa fretta di pubblicare, sfugge sempre qualche disastro. Grazie come sempre per il commento e per le correzioni.

  3. Magnifico, magnifico. Questo capitolo è al tempo stesso esilarante e stilisticamente perfetto, peccato solo per qualche refuso qua e là, perché la tua scrittura è (a mio personalissimo gusto) praticamente perfetta. Forse questo è l’episodio che mi è piaciuto di più dei tre. Ti fai attendere, sì, ma ne vale la pena.
    Vista la piega presa dagli eventi, non posso non votare le urla agghiaccianti dell’ultimo piano.
    Ti direi “aggiorna il prima possibile”, ma siamo in vacanza e non voglio seccarti. Sappi solo che attendo con ansia! 😂

    • Mi scuso per i refusi (molto carina a chiamarli così), dovevo rileggere con più attenzione, ma mi sono fatta prendere dalla fretta di pubblicare (sono consapevole di star procedendo a passo di lumaca, ma è un periodo incasinato). Come sempre grazie per i complimenti (troppo buona), cercherò di essere più costante nel pubblicare.
      P.S. Le urla non vincono ma troverò il modo di infilarle da qualche parte.

      • Li chiamo “refusi” perché si vede che sai scrivere e che sono soltanto sviste di distrazione o fretta.
        Altro capitolo spassoso, il colpo di scena finale è ben piazzato, chi si sarebbe aspettato dei fantasmi del sud? Devo dar loro ragione per forza: è stato il pazzo. Anche se pure la vecchia con la vestaglia mi intriga. Ma forse ‘o pazz è l’autore delle urla agghiaccianti, che attendo con grande impazienza!
        Non preoccuparti per la costanza, è quasi agosto e ci meritiamo tutti un bella vacanza.

  4. Devo dire che l’inizio di questo capitolo non mi aveva entusiasmata troppo, forse l’attenzione data all’aspetto del giardino e della casa dei vicini è troppa, ed essendo la descrizione caricaturale (cosa che apprezzo tantissimo) pesa un po’ troppo. Inoltre ti segnalo una piccola svista grammaticale: è “li hai visti”, non “gli hai visti”. Dalla seconda metà in poi però il capitolo riprende alla grande, sia dal punto di vista del ritmo che della leggerezza (in senso buono). Mi ha fatto morire la scena del marito di solito così serioso che trascina la moglie a spiare i vicini dal bagno! Ho votato per il temibile capo condominio, mi sembra l’opzione più simpatica e mi piace il contrasto che potrebbe creare 🙂

    • Mi scuso per gli errori, pensavo di aver corretto e invece no. Ero un po’ bloccata con questo capitolo e ho voluto fare una lunga presentazione dell’ambiente per rubare un po’ di caratteri e prendere il ritmo giusto. Speriamo di riuscire a mantenere il tenore del racconto anche con il maresciallo in azione. Grazie come sempre per i commenti e i consigli!

  5. Per fortuna sono riuscito a iniziare la tua storia prima che andasse troppo avanti coi capitoli! In genere non leggo storie umoristiche (lo humor lo preferisco in altre forme) ma un racconto più leggerino ogni tanto fa bene e il tuo è veramente molto simpatico, apprezzo che per ora i personaggi descritti siano sì un po’ caricaturali ma ancora perfettamente nel range di persone che potresti incontrare sul serio… e che magari hai anche incontrato davvero. Però per il prossimo capitolo non posso che votare per la famiglia fantasma!

    • Ciao Dapiz, il racconto procede a rilento, quindi sei ampiamente in tempo. Ho messo la storia sotto il genere Humor perchè non sapevo dove altra collocarla; è una storia leggera, avevo voglia di qualcosa di divertente da scrivere e di poco impegnativo dal punto di vista della trama. Sono contenta che i personaggi risulti comunque credibili, anche nella assurdità delle situazioni in cui si muovono, talvolta è proprio la realtà a darci gli spunti migliori. La famiglia fantasma è molto piaciuta, credo sarai accontentato. Grazie per esserti fermato a leggere e per il commento.

  6. Brava ed efficace come sempre. In poche righe esprimi concetti efficaci, usando una sottile ironia.
    Mi permetto solo di dire una cosa. Leggendo nei commenti ho sentito la tanto agognata parola Toxoplasmosi associata ai gatti.
    Ebbene, poveri felini… so che non c’entra nulla con il tuo racconto, ma ci tenevo a far chiarezza.
    Una donna può prendere la Toxoplasmosi da un gatto se mangia le feci feline di 48 ore (conservate a determinate condizioni di umidità e temperatura ambientale… perché solo così sporulano le oocisti del parassita). Inoltre pochissimi gatti sono eliminatori. Generalmente i cuccioli immuodepressi e debilitati possono eliminare il parassita. Tra l’altro lo eliminano in maniera intermittente, quindi nemmeno tutti i giorni.
    È più facile che una donna prenda la Toxoplasmosi mangiando insaccati o verdure dell’orto lavate male.
    Ci tenevo a fare chiarezza, perché forse da gattara, ci resto male quando il mefistofelico felide viene ingiustamente accusato di essere un ricettacolo di Toxoplasmosi. Spesso sono i ginecologi stessi (non tutti per fortuna) a dire alle donne incinta di lasciare in pensione il proprio gatto o di non toccarlo nemmeno più. Questa disinformazione ben radicata nasce proprio da lì… è più facile dare la colpa al gatto di colonia che hai accarezzato per sbaglio quando non sapevi di essere gravida, anziché ai due chili di mortadella che ti sei mangiata di nascosto al quarto mese.
    Conclusa questa parentesi, torno al tuo bellissimo racconto. Crei situazioni esilaranti e paradossali. Mi sono immaginata la scena di V. che insegue Palli. Non trattenevo le risate. Sembrava una sitcom di Comedy Central. Hai descritto con ritmo e leggerezza.
    A differenza di altre persone che hanno commentato, non penso che l’utilizzo di V., anziché di un nome proprio sia un problema. Magari in un romanzo potrebbe diventarlo, ma un racconto breve, lo trovo ingegnoso e in linea con lo spirito euforico e grottesco della trama.

  7. Sua figlia dice che è stata la famiglia fantasma! È l’opzione che mi solletica di più.

    Ma Palli era così obeso da non mollare graffi od era tutta una scena ed è un “gatto pacione”? 😀

    La parte che a me ha fatto più ridere è stata la sua “corsa con le infradito” per il dirupo scosceso 😀

    Ciao 🙂

    • La mia conoscenza del mondo felino è alquanto limitata, così non ho veramente idea di cosa farebbe o no un gatto, ma direi che Palli è davvero un “gatto pacione”, soffia ma non graffia.
      La famiglia fantasma sta piacendo a molti, credo che vincerà.

  8. Premesso che se fossi in cinta avrei paura dei gatti e della toxoplasmosi😫… Il condominio è pieno di matti ed è giusto. Io darei un nome ai personaggi per creare affezione: “V.” mi sa di censura: è troppo impersonale e anche le imprecazioni, nei limiti della decenza, le scriverei tanto chi legge capisce e pensa proprio quella parolina lì.
    Ciaooo🙋

    • La toxoplasmosi l’avevo del tutto rimossa, nella mia esperienza personale non ho avuto lo spauracchio di prenderla, né chi mi seguiva me l’ha indotto, credo che sia più un eccesso di zelo che altro. Però mi hai dato un buono spunto per il prossimo capitolo, quindi grazie.
      Usare i nomi puntati vuole essere un gioco, per far pensare che la storia narrata sia del tutto vera e quindi i nomi sono censurati per mantenere la privacy. Mi sembrava un’idea carina, non so, all’inizio suonava bene, magari a lungo andare stanca. Ormai ho cominciato così e così andrò fino in fondo, ma potrei rivelare i nomi alla fine, chissà!
      Per le imprecazioni, onestamente, non sapevo come comportarmi, non ho messo il rating “storia per adulti” e quindi ho agito in autocensura, ma l’importante è che si capisca il non detto.
      Grazie per le segnalazioni.

  9. Sono d’accordo con Valentina, le tre opzioni sono quasi più belle del capitolo stesso! In generale ho apprezzato il capitolo, l’ho letto volentieri e mi sono piaciuti molto sia lo stile ironico che il ritmo. L’unico appunto che mi sento di fare riguarda la trama, perché mi aspettavo qualcosa di più dalle gattare dopo la loro lettera minatoria. E invece ancora non sappiamo se siano state loro… Comunque non vedo l’ora che esca il prossimo episodio!

  10. L’anziana con la vestaglia di flanella!
    Le tre opzioni finali fanno quasi più ridere dei capitoli stessi, se possibile, un bel modo per chiudere la lettura con il sorriso.
    Rinnovo i miei complimenti per lo stile, nessun appunto da fare, mi piaci molto! 🙂

  11. Il tuo incipit, così divertente e molto scorrevole, mi è molto piaciuto.
    Ho votato per le “gattare del pianterreno”…. ho immaginato che fossero quel genere di donne che non si fanno mai i fatti loro e che sanno sempre tutto di tutti…. vedremo come andrà a finire.
    Seguirò sicuramente la tua storia.

  12. Non entravo in questo sito da due anni e questo è stato il primo incipit che ho letto, mi è piaciuto talmente tanto che mi ha fatto tornare la voglia di bazzicare queste pagine. L’ho trovato ben scritto e molto accattivante, ho trovato molto carina anche l’idea di dire solo l’iniziale dei nomi dei personaggi. Non vedo l’ora di sapere come continua!

  13. La tua ironia e il soggetto mi piacciono, quindi ti seguo! Sembra proprio la lettura adatta a un inizio d’estate afoso: leggera e divertente.
    Voto “L’uomo che faceva le pulizie il sabato”, anche se la professoressa in pensione avrebbe fatto troppo ridere, visti gli errori grammaticali 🤣

  14. L’uomo che faceva le pulizie il sabato.

    Rieccomi! Questo primo capitolo mi ha fatto sorridere, il che è un buon inizio per un humor. Da quello che ho capito dal finale del capitolo, il nostro P. sa chi è l’inquilino tatuato con le lenzuola nere. Non so perché, ma ne vedremo delle belle 😀

    Ciao 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi