Il condominio

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà nel prossimo capitolo? … viene loro incontro il temibile capo condomino, maresciallo dei carabinieri a riposo. (50%)

Lei non sa chi sono io!

La giovane coppia scende lesta nel piazzale su cui insistono le palazzine del complesso residenziale. Fanno per muovere verso il giardino degli ignoti vicini, quando viene loro incontro il temibile capo condomino, il maresciallo R., di ritorno dalla consueta partita a burraco, che si svolge ogni giovedì sera nelle sale della parrocchia.

Alto, snello, signorile nel vestiario e nell’aspetto, ancora tutti i capelli al loro posto, il maresciallo R. si è trasferito nello stabile l’anno del suo congedo dall’Arma. Fin dalla sua prima apparizione all’annuale riunione di condominio, fu chiaro che era destinato a divenire capo-condominio, ruolo che da allora ha sempre ricoperto con meticolosa diligenza. È lui che si occupa di cambiare le lampadine per le scale, affiggere gli avvisi, controllare il corretto conferimento dell’immondizia nei cassonetti comuni, supervisionare il verde del complesso. Per qualsiasi diatriba, interna o esterna, è al maresciallo che ci si rivolge e lui, come un padre severo ma amorevole, dispensa consigli e ramanzine.

Il signor P. ha sentimenti contrastanti verso il carabiniere in pensione: nonostante ne apprezzi l’efficienza, lo trova pesante, poco malleabile, severo e pignolo in modo irritante. E naturalmente gli invidia la folta capigliatura saldamente ancorata al cuoio capelluto, laddove la sua è solo un ricordo lontano.

V. semplicemente non lo sopporta.

– Egregio dottore, signora carissima– esordisce il maresciallo avanzando verso la coppia con piglio militaresco.

– Mi rallegro di vederla in piedi, signora V.- continua l’uomo, petto in fuori, schiena ritta- Siete usciti per buttare il sacco dell’umido, vedo– prosegue senza attendere risposta dai suoi interlocutori– Dolente dovervi ricordare che l’umido si può conferire nel cassonetto condominiale solo la domenica sera, in attesa che la società che gestisce i servizi di igiene urbana, lo svuoti il lunedì mattina.

I due guardano il sacchetto che P. tiene in mano: con la scusa di controllare la famiglia fantasma, hanno afferrato il primo bidoncino a caso, senza ripensare al calendario della raccolta differenziata.

– Ah, già, che stolto! – commenta P. tenendo lo stesso registro del carabiniere, il quale non coglie la vaga presa per i fondelli.

– Bisogna rispettare le regole, egregio dottore.

P. cela il livore dietro un fintissimo sorriso di circostanza.

– Bella serata, vero? – V. cerca di cambiare discorso, afferrando il sacchetto dalle mani del marito e nascondendolo dietro le gambe – Siete andati in parrocchia per il torneo di carte?

Il maresciallo si lancia in una precisa ricostruzione della partita appena conclusa, che li ha visti vincitori sui coniugi T. del 33/A, che tale la rabbia, il geometra si è dovuto prendere una seconda pasticca per la pressione.

V. butta un occhio al giardino alle sue spalle, i fantasmi si sono eclissati, rimane solo una triste Biancaneve a fissarla da dietro la siepe. Poteva scoprire il mistero della famiglia misteriosa e invece deve sorbirsi tutti i passaggi della manche a burraco. Mentre ascolta senza interesse, un’idea bislacca le illumina il cervello: non vola mosca nel condominio senza che il maresciallo lo sappia, vai a vedere che l’anonimo delatore è proprio lui? Così, senza pensarci, dice una cosa di cui si pentirà per mesi – Maresciallo, non è che lei si diverte a scrive lettere anonime ai vicini?

L’uomo diventa paonazzo, gli occhi sembrano uscirgli dalle orbite, chiude e riapre la bocca come un pesce, lascia andare il braccio della moglie ed inizia a gesticolare convulsamente, poi esplode con il più classico degli incipit – Lei non sa chi sono io!- e giù a sciorinare tutto il suo curriculum vitae.

P. stringe convulsamente il braccio della moglie, con gli occhi la incenerisce, tenta di proferire qualche blanda scusa, ma il maresciallo è un fiume in piena.

– Io sono un onesto cittadino, io sono un tutore della legge, un servitore dello Stato! Pensare di me certe cose è inaudito, inaccettabile, imperdonabile! Se fossi in voi, chiederei conto a quella vecchia megera che gira in vestaglia tutto il giorno, infischiandosene del decoro condominiale.

La moglie, rimasta silenziosa fino a quel momento, fissa la giovane coppia sorridendo, è talmente abituata alle sfuriate del coniuge da non sentirle più – Per me è stato il tizio del secondo piano, quello che fa le pulizie il sabato, avete presente? – La donna ammicca complice, poi gentilmente scorta il marito, ancora borbottante, verso casa.

– Uè, guagliò, ma ‘o pazzo lo avete pensato? – Padre, madre e figli fantasma appaiono alle spalle degli sposini, facendoli saltare per lo spavento. Giganti e sonnacchiosi come panda, stanno immobili, compressi nello stretto vano lasciato libero dal cancelletto aperto verso il piazzale comune.

– E’ stato ‘o pazzo! – ripete la madre fantasma e si fa il segno della croce. Poi silenziosi come sono apparsi, si ritirano, richiudendo con un cigolio sinistro il cancello.

Marito e moglie si stringono forti le mani guardandosi l’un l’altra sconcertati.

Tutti sanno tutto di tutti e tutti sembrano accusare tutti, ma chi ha davvero scritto la famigerata lettera?

  • Ha ragione la famiglia fantasma: è stato il pazzo. (38%)
    38
  • Ha ragione la moglie del maresciallo: è stato l’uomo che fa le pulizie il sabato. (38%)
    38
  • Ha ragione il maresciallo: è stata la vecchia con la vestaglia. (25%)
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81 Commenti

  1. Andiamo col pazzo! Davvero un bel capitolo, concordo col dire che la nuova condomina non ha goduto di molto spazio ma quello che le hai costruito intorno con il marito e la moglie dell’avvocato è stato sinceramente divertente, spero però di rivedere presto anche lei 🙂

  2. Ciao, giallo e humour +scrittura scorrevole + voglia di scrivere divertendosi. Mi sembra un bel modo di trascorrere questo agosto bollente e inquieto. Voto la professoressa: le lettere, sono roba demode’ e mi fanno pensare a una signora ‘altri tempi.

  3. Vecchia con la vestaglia di flanella, l’avevo già votata in passato e insisto imperterrita.
    Mi scuso per il ritardo, mi sono presa una pausa da internet mentre ero vacanza.
    Apprezzo sempre la tua scrittura, non ho sofferto l’incipit lento come gli altri, anzi penso che a volte ci voglia una pausa per spezzare, fa parte del ritmo!

    • Diciamo che non avevo il capitolo già pronto in testa come gli altri, quindi sono partita con il motore diesel, man mano che cammina prende velocità. La vecchia con la vestaglia non sembra avere molti fan, peccato. Come sempre grazie per il commento!

    • Ciao, grazie per il commento, tranquilla che anch’io sto andando molto a rilento con la storia. Purtroppo la vecchia con la vestaglia non vince neanche a questo giro, sembra che agli altri piacciano sempre le opzioni che io snobberei. Quanto al capitolo, come detto in altri commenti, è stato un po’ più complicato scriverlo e la scioltezza ne ha risentito.

  4. Sono morta dalle risate per il vicino complottista!
    Anche io ho trovato l’inizio diverso dal tuo solito, ma un po’ di “lentezza descrittiva” non mi dispiace 🙂
    Continuo a pensare che la tua scrittura e il tuo stile stiano migliorando a ogni capitolo, brava!
    Ho votato la vecchia con la vestaglia, vediamo cosa succede 🙂
    Alla prossima!

    • Bene, sono contenta che il vicino complottista funzioni, avevo qualche dubbio su di lui e sul capitolo in generale. Forse ho dato un po’ troppo spazio alla descrizione, ma il capitolo non ingranava come avrei voluto. La vecchia con vestaglia, temo, dovrà aspettare ancora un turno. Come sempre, grazie per aver letto e commentato.

  5. Ho recuperato adesso i cinque capitoli, devo dire che mi hanno strappato più di un sorriso. Io mi sono fatto una mia teoria su chi ha scritto la lettera, un personaggio di cui ancora non hai parlato, secondo me… Ti seguo, sono curioso di vedere come procede! Voto la parrucchiera col dalmata!

    • Grazie per il commento e felice dia verti regalato un sorriso o più di uno. La parrucchiera con il dalmata a sorpresa sta vincendo, adesso devo decidere come farla entrare in azione. Quanto al mittente della lettera, ho diverse idee da sviluppare, non ho ancora deciso però, ogni consiglio o suggerimento è ben accetto.

  6. L’inizio non mi ha entusiasmata come al solito. Un po’ troppo descrittivo e meno brillante dei precedenti capitoli. Questo è ovviamente un parere soggettivo, che non riguarda la tua abilità (sempre da me sottolineata) nello scrivere.
    Tuttavia, da quando è partita la parte finale, in stile commedia degli equivoci, sono morta dalle risate e ho ritrovato la freschezza e l’ironia che mi incollavano al tuo racconto!
    Continua così!

    P.S: ho votato la parrucchiera con il dalmata.

  7. Insisto con la professoressa d’italiano in pensione visto che mi ci trovo ☺️
    Gran bel racconto, uno spaccato di quotidianità grottesca e molto divertente! I personaggi sono sopra le righe ma allo stesso tempo credibili e la storia di questa lettera che fa da pretesto per raccontare quella dei condomini è molto interessante ☺️

  8. Un equivoco tutto sommato credibile se si pensa che noi italiani all’estero veniamo spesso accomunati a qualunque popolo del bacino mediterraneo… Almeno finchè non ci sentono parlare 😛 Però mi sarebbe piaciuto capire perchè il vicino sembrava così convinto, per farsi questi film solo per averla vista rientrare in casa in tutta fretta dev’essere una specie di complottista! Comunque per il prossimo vado di parrucchiera e dalmata 🙂

    • Mi sono resa conto di non aver spiegato bene da cosa nasce tutto il “complotto” del vicino, il vincolo dei 5000 caratteri mi ha fregato. Comunque, anche il nostro uomo dei complotti si diverte a spiare i vicini ed era da tempo che guardava quel che faceva V., così si era fatto tutto il film di cui sopra.
      La parrucchiera con il dalmata sta andando forte, non lo avrei mai detto, l’avevo messa lì tanto per.

  9. Letti i quattro capitoli d’un fiato.
    A parte qualche veniale errore di punteggiatura, scrivi molto bene e la lettura scivola via leggera.
    Sembra di vivere in un condominio come tanti, popolato da parsonaggi realistici ma tutt’altro che scontati.
    Ho votato per il pazzo, mi piacerebbe vedere che personaggio ne tiri fuori.
    Ciao e a presto.

    • L’uso di certi termini un po’ fuori moda è dovuto al tentativo di rendere grottesca la conversazione, per accentuare quel modo un po’ burocratico che ha il maresciallo nel parlare. Cercherò di essere più fluida nei prossimi capitoli. Grazie per il commento!

  10. Anche se sono curioso di conoscere questo pazzo l’inviare una lettera anonima mi sembra più un’azione da vecchia in vestaglia! Non so quanto mi piace l’idea che tu abbia fatto scegliere a noi lettori il mittente, ma apprezzo che la questione della lettera non sia il filo conduttore di tutta la storia, visto che mi interessava fino a un certo punto. Comunque sempre una lettura molto piacevole, sono contento di aver iniziato a seguirti 🙂

    • Oddio, in che senso la lettera non è il filo conduttore della storia? E’ intorno alla lettera che ruota tutto il teatrino, non si capiva. Già in sondaggi passati ho chiesto di scegliere il nome del mittente ma poi non l’ho ancora rivelato, quindi più che chiedere a voi lettori di scegliere chi è il delatore, vi chiedo di scegliere quale condomino volete che vi presenti nel prossimo capitolo. Se sono stata poco chiara al riguardo me ne scuso, probabilmente dovevo formulare la domanda diversamente.
      spero che il pazzo venga fuori prima della fine, perchè la sua storia è molto sopra le righe. Adesso purtroppo è tutto il stallo, chissà come farò ad andare avanti!

      • Mi sa che mi sono espresso male, la lettera è si il filo conduttore della storia perché è da lì che parte il tutto, ma personalmente questo “mistero” lo vivo più che altro come un pretesto per conoscere i vari abitanti del condominio e le loro vicissitudini, mentre di per sé scoprire il mittente le sue motivazioni è una cosa che non mi prende più di tanto, ma solo perché tutto il resto mi piace molto di più 😀

  11. Le urla agghiaccianti mi intrigano ma forse cambiare direzione ad ogni capitolo non è il massimo per dare coerenza alla storia, a meno che tu non abbia già in mente un piano ben preciso per tutti i possibili sviluppi, quindi voto per il maresciallo sperando che di poter conoscere meglio anche questa famiglia di nottambuli!

    (poi siccome sono pignolo ti segnali un “GLI hai visti” al posto di “LI hai visti”, ma cose che capitano)

    • Sì, c’è un piano da qualche parte, non so quanto preciso e quanto funzionante, che prevede di introdurre sempre elementi nuovi ad ogni capitolo. Quindi le urla nella notte prima o poi potrebbe saltar fuori, ma stavolta sembra vincere il maresciallo, quindi restiamo su sentieri più sicuri. MI scuso per la svista grammaticale, credevo di aver corretto l’errore, invece è rimasto lì in bella vista. Non bisognerebbe avere troppa fretta di pubblicare, sfugge sempre qualche disastro. Grazie come sempre per il commento e per le correzioni.

  12. Magnifico, magnifico. Questo capitolo è al tempo stesso esilarante e stilisticamente perfetto, peccato solo per qualche refuso qua e là, perché la tua scrittura è (a mio personalissimo gusto) praticamente perfetta. Forse questo è l’episodio che mi è piaciuto di più dei tre. Ti fai attendere, sì, ma ne vale la pena.
    Vista la piega presa dagli eventi, non posso non votare le urla agghiaccianti dell’ultimo piano.
    Ti direi “aggiorna il prima possibile”, ma siamo in vacanza e non voglio seccarti. Sappi solo che attendo con ansia! 😂

    • Mi scuso per i refusi (molto carina a chiamarli così), dovevo rileggere con più attenzione, ma mi sono fatta prendere dalla fretta di pubblicare (sono consapevole di star procedendo a passo di lumaca, ma è un periodo incasinato). Come sempre grazie per i complimenti (troppo buona), cercherò di essere più costante nel pubblicare.
      P.S. Le urla non vincono ma troverò il modo di infilarle da qualche parte.

      • Li chiamo “refusi” perché si vede che sai scrivere e che sono soltanto sviste di distrazione o fretta.
        Altro capitolo spassoso, il colpo di scena finale è ben piazzato, chi si sarebbe aspettato dei fantasmi del sud? Devo dar loro ragione per forza: è stato il pazzo. Anche se pure la vecchia con la vestaglia mi intriga. Ma forse ‘o pazz è l’autore delle urla agghiaccianti, che attendo con grande impazienza!
        Non preoccuparti per la costanza, è quasi agosto e ci meritiamo tutti un bella vacanza.

  13. Devo dire che l’inizio di questo capitolo non mi aveva entusiasmata troppo, forse l’attenzione data all’aspetto del giardino e della casa dei vicini è troppa, ed essendo la descrizione caricaturale (cosa che apprezzo tantissimo) pesa un po’ troppo. Inoltre ti segnalo una piccola svista grammaticale: è “li hai visti”, non “gli hai visti”. Dalla seconda metà in poi però il capitolo riprende alla grande, sia dal punto di vista del ritmo che della leggerezza (in senso buono). Mi ha fatto morire la scena del marito di solito così serioso che trascina la moglie a spiare i vicini dal bagno! Ho votato per il temibile capo condominio, mi sembra l’opzione più simpatica e mi piace il contrasto che potrebbe creare 🙂

    • Mi scuso per gli errori, pensavo di aver corretto e invece no. Ero un po’ bloccata con questo capitolo e ho voluto fare una lunga presentazione dell’ambiente per rubare un po’ di caratteri e prendere il ritmo giusto. Speriamo di riuscire a mantenere il tenore del racconto anche con il maresciallo in azione. Grazie come sempre per i commenti e i consigli!

  14. Per fortuna sono riuscito a iniziare la tua storia prima che andasse troppo avanti coi capitoli! In genere non leggo storie umoristiche (lo humor lo preferisco in altre forme) ma un racconto più leggerino ogni tanto fa bene e il tuo è veramente molto simpatico, apprezzo che per ora i personaggi descritti siano sì un po’ caricaturali ma ancora perfettamente nel range di persone che potresti incontrare sul serio… e che magari hai anche incontrato davvero. Però per il prossimo capitolo non posso che votare per la famiglia fantasma!

    • Ciao Dapiz, il racconto procede a rilento, quindi sei ampiamente in tempo. Ho messo la storia sotto il genere Humor perchè non sapevo dove altra collocarla; è una storia leggera, avevo voglia di qualcosa di divertente da scrivere e di poco impegnativo dal punto di vista della trama. Sono contenta che i personaggi risulti comunque credibili, anche nella assurdità delle situazioni in cui si muovono, talvolta è proprio la realtà a darci gli spunti migliori. La famiglia fantasma è molto piaciuta, credo sarai accontentato. Grazie per esserti fermato a leggere e per il commento.

  15. Brava ed efficace come sempre. In poche righe esprimi concetti efficaci, usando una sottile ironia.
    Mi permetto solo di dire una cosa. Leggendo nei commenti ho sentito la tanto agognata parola Toxoplasmosi associata ai gatti.
    Ebbene, poveri felini… so che non c’entra nulla con il tuo racconto, ma ci tenevo a far chiarezza.
    Una donna può prendere la Toxoplasmosi da un gatto se mangia le feci feline di 48 ore (conservate a determinate condizioni di umidità e temperatura ambientale… perché solo così sporulano le oocisti del parassita). Inoltre pochissimi gatti sono eliminatori. Generalmente i cuccioli immuodepressi e debilitati possono eliminare il parassita. Tra l’altro lo eliminano in maniera intermittente, quindi nemmeno tutti i giorni.
    È più facile che una donna prenda la Toxoplasmosi mangiando insaccati o verdure dell’orto lavate male.
    Ci tenevo a fare chiarezza, perché forse da gattara, ci resto male quando il mefistofelico felide viene ingiustamente accusato di essere un ricettacolo di Toxoplasmosi. Spesso sono i ginecologi stessi (non tutti per fortuna) a dire alle donne incinta di lasciare in pensione il proprio gatto o di non toccarlo nemmeno più. Questa disinformazione ben radicata nasce proprio da lì… è più facile dare la colpa al gatto di colonia che hai accarezzato per sbaglio quando non sapevi di essere gravida, anziché ai due chili di mortadella che ti sei mangiata di nascosto al quarto mese.
    Conclusa questa parentesi, torno al tuo bellissimo racconto. Crei situazioni esilaranti e paradossali. Mi sono immaginata la scena di V. che insegue Palli. Non trattenevo le risate. Sembrava una sitcom di Comedy Central. Hai descritto con ritmo e leggerezza.
    A differenza di altre persone che hanno commentato, non penso che l’utilizzo di V., anziché di un nome proprio sia un problema. Magari in un romanzo potrebbe diventarlo, ma un racconto breve, lo trovo ingegnoso e in linea con lo spirito euforico e grottesco della trama.

  16. Sua figlia dice che è stata la famiglia fantasma! È l’opzione che mi solletica di più.

    Ma Palli era così obeso da non mollare graffi od era tutta una scena ed è un “gatto pacione”? 😀

    La parte che a me ha fatto più ridere è stata la sua “corsa con le infradito” per il dirupo scosceso 😀

    Ciao 🙂

    • La mia conoscenza del mondo felino è alquanto limitata, così non ho veramente idea di cosa farebbe o no un gatto, ma direi che Palli è davvero un “gatto pacione”, soffia ma non graffia.
      La famiglia fantasma sta piacendo a molti, credo che vincerà.

  17. Premesso che se fossi in cinta avrei paura dei gatti e della toxoplasmosi😫… Il condominio è pieno di matti ed è giusto. Io darei un nome ai personaggi per creare affezione: “V.” mi sa di censura: è troppo impersonale e anche le imprecazioni, nei limiti della decenza, le scriverei tanto chi legge capisce e pensa proprio quella parolina lì.
    Ciaooo🙋

    • La toxoplasmosi l’avevo del tutto rimossa, nella mia esperienza personale non ho avuto lo spauracchio di prenderla, né chi mi seguiva me l’ha indotto, credo che sia più un eccesso di zelo che altro. Però mi hai dato un buono spunto per il prossimo capitolo, quindi grazie.
      Usare i nomi puntati vuole essere un gioco, per far pensare che la storia narrata sia del tutto vera e quindi i nomi sono censurati per mantenere la privacy. Mi sembrava un’idea carina, non so, all’inizio suonava bene, magari a lungo andare stanca. Ormai ho cominciato così e così andrò fino in fondo, ma potrei rivelare i nomi alla fine, chissà!
      Per le imprecazioni, onestamente, non sapevo come comportarmi, non ho messo il rating “storia per adulti” e quindi ho agito in autocensura, ma l’importante è che si capisca il non detto.
      Grazie per le segnalazioni.

  18. Sono d’accordo con Valentina, le tre opzioni sono quasi più belle del capitolo stesso! In generale ho apprezzato il capitolo, l’ho letto volentieri e mi sono piaciuti molto sia lo stile ironico che il ritmo. L’unico appunto che mi sento di fare riguarda la trama, perché mi aspettavo qualcosa di più dalle gattare dopo la loro lettera minatoria. E invece ancora non sappiamo se siano state loro… Comunque non vedo l’ora che esca il prossimo episodio!

  19. L’anziana con la vestaglia di flanella!
    Le tre opzioni finali fanno quasi più ridere dei capitoli stessi, se possibile, un bel modo per chiudere la lettura con il sorriso.
    Rinnovo i miei complimenti per lo stile, nessun appunto da fare, mi piaci molto! 🙂

  20. Il tuo incipit, così divertente e molto scorrevole, mi è molto piaciuto.
    Ho votato per le “gattare del pianterreno”…. ho immaginato che fossero quel genere di donne che non si fanno mai i fatti loro e che sanno sempre tutto di tutti…. vedremo come andrà a finire.
    Seguirò sicuramente la tua storia.

  21. Non entravo in questo sito da due anni e questo è stato il primo incipit che ho letto, mi è piaciuto talmente tanto che mi ha fatto tornare la voglia di bazzicare queste pagine. L’ho trovato ben scritto e molto accattivante, ho trovato molto carina anche l’idea di dire solo l’iniziale dei nomi dei personaggi. Non vedo l’ora di sapere come continua!

  22. La tua ironia e il soggetto mi piacciono, quindi ti seguo! Sembra proprio la lettura adatta a un inizio d’estate afoso: leggera e divertente.
    Voto “L’uomo che faceva le pulizie il sabato”, anche se la professoressa in pensione avrebbe fatto troppo ridere, visti gli errori grammaticali 🤣

  23. L’uomo che faceva le pulizie il sabato.

    Rieccomi! Questo primo capitolo mi ha fatto sorridere, il che è un buon inizio per un humor. Da quello che ho capito dal finale del capitolo, il nostro P. sa chi è l’inquilino tatuato con le lenzuola nere. Non so perché, ma ne vedremo delle belle 😀

    Ciao 🙂

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