Il condominio

Dove eravamo rimasti?

Ha ragione la professoressa, la lettera è stata scritta da V. per burlarsi di suo marito? No, è stata la vecchia in vestaglia (55%)

In ascensore

V. segue un corso pre-parto, forse l’unica attività non casalinga concessale; suo padre è stato obbligato dalla mamma ad accompagnarla con la macchina.

Mentre lui si prende un caffè e legge il giornale, lei si angoscia ascoltando le ostetriche parlare di tiralatte, ragadi, pavimento pelvico e ossitocina, poi si deprime seguendo le dissertazioni delle altre future madri su quale passeggino, quali pannolini, quale culla, quale cuoci pappa sia il migliore da comprare. Future madri perfette che hanno già pianificato tutto: dalla culla alla laurea. Lei non ha neanche deciso il nome.

Il padre la riporta a casa guidando come Schumacher, perché è sempre in ritardo per fare altro, nonostante sia in pensione da dieci anni, così la lascia nel parcheggio e sgomma via verso il prossimo appuntamento.

V. apre il portone e si avvia all’ascensore, mentre ragiona su cosa guardare in tv; con la cosa dell’occhio vede la vecchia con la vestaglia armeggiare con le chiavi. V. inizia a fissare spasmodicamente le porte dell’ascensore, sperando di riuscire a entrare prima che la signora arrivi. Le porte si aprono, la vecchia fa scattare la serratura, V. si lancia dentro, la vecchia la prega di tenerle l’ascensore aperto, V. fa finta di nulla e spinge velocemente il pulsante del suo piano, ma la vecchia, che in gioventù deve essere stata una maratoneta, vista l’agilità dei riflessi, allunga il bastone davanti alla fotocellula, poi, con una lentezza degna di un bradipo, fa il suo ingresso nell’abitacolo. V. stramaledice l’inventore della fotocellula.

– Buonasera – esclama la nostra eroina con finta cortesia – Non l’avevo vista arrivare!

-Se, se – commenta l’anziana fissando V. con i suoi occhietti miopi.

V. ha un senso di naturale repulsione verso quella donna: sciatta, decrepita, affetta da demenza senile e sorda.

Avrà più di ottant’anni, magra, incurvata dal peso degli anni, pochi capelli bianchi legati in una crocchia disordinata, perennemente in vestaglia: una di flanella a scacchi rossi e verdi, da cui fuoriesce l’orlo scucito di una gonna o di una camicia da notte, chi può dirlo. È come una divisa, non se la toglie mai, estate o inverno. Emana quel vago odore tipico degli anziani, un po’ cavolo bollito, un po’ disinfettante, nascosto sotto litri di acqua di colonia, quella che usava anche sua nonna, un profumo che vendono solo a chi è nato prima della guerra.

V. fissa la donna, che quasi pare non accorgersi di lei, si chiede se un giorno anche lei si ridurrà così.

Poi a un tratto va via la corrente, l’ascensore fa una brusca frenata, si accende la luce d’emergenza. V. respira forte e aspetta che il meccanismo di sicurezza riporti l’ascensore al piano, così, con un po’ di sforzo, potrà aprire le porte o almeno chiamare qualche condomino che lo faccia dall’esterno. Invece c’è un altro strattone e il mezzo va giù per una frazione di secondo facendo saltare lo stomaco in gola alla donna. Poi anche la luce d’emergenza si spegne e le due si ritrovano al buio.

La vecchia inizia a gridare, V. prende il cellulare e fa luce per cercare il tasto della chiamata d’emergenza. Le risponde, dopo secondi eterni, la voce gracchiante di un uomo annoiato.

– Aò, che vòi?

– Sono bloccata in ascensore, sono incinta e con me c’è una donna anziana, la luce d’emergenza si è spenta e le porte non si sono aperte come avrebbero dovuto.

– Te posso manda’ quarched’uno tra un paio d’ore.

– Due ore? Lei non ha capito l’urgenza!

– Stai a sgrava’?

– No! Ci mancherebbe solo che partorissi adesso, qui – V. sente lo stomaco fare le capriole per l’ansia che una simile prospettiva si possa avverare e in una frazione di secondo cerca di ricordare tutte le nozioni imparate al corso.

– Allora nun ce sta tutta ‘sta fretta- le risponde serafico l’idiota dall’altra parte.

V. da un pugno al microfono e poi chiama il 118, almeno i vigili del fuoco sembrano prendere sul serio la sua richiesta d’aiuto.

Non resta che aspettare; V. si siede a terra e manda un messaggio a P. La vecchia si accomoda accanto a lei, traballante sulle gambe malferme. Ha smesso di urlare, quanto meno.

– La professoressa è cattiva- dice, tutto a un tratto, l’ottuagenaria, seguendo il filo di un pensiero tutto suo.

– Certo che in questo condominio tutti sanno tutto di tutti!- ride V., ormai non ha più senso neanche stupirsi – La lettera l’ha scritta lei? – grida per farsi sentire.

– No, io le dico in faccia le cose- la signora grida ancora più forte – Il bellone muscoloso me lo guardo pure io, sono sorda, mica cieca!

V. scoppia a rider forte, così forte da avere le lacrime agli occhi.

– È un bel ragazzo! – concede – Ma allora chi l’ha scritta la lettera?

– Lo conosci il pazzo?

In quel momento un muscoloso e aitante vigile del fuoco apre con le sue possenti braccia abbronzate le porte dell’ascensore e trae in salvo le due donne.

La vecchia con la vestaglia ammicca a V. e lei ride forte; se tra cinquant’anni sarà sorda e decrepita, spera almeno di conservare lo spirito fanciullesco della sua arzilla vicina.

Non resta che incontrare il pazzo. Come si presenterà?

  • All'alba, vagando nudo per il giardino (80%)
    80
  • Di giorno, seduto su una panchina (0%)
    0
  • Di notte, urlando contro il cielo (20%)
    20
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137 Commenti

  1. Ciao Valentina, ho letto oggi tutto d’un fiato il tuo racconto che mi è piaciuto tantissimo! L’idea di legare tutti questi personaggi così diversi e fantasioni fra loro in un condominio è veramente geniale! Complimenti davvero, sei stata fantastica. Ti seguirò ancora nei tuoi prossimi scritti, a presto.

  2. E così salutiamo il micromondo condominiale che hai sapientemente costruito in queste settimane e che già un po’ mi manca. Sono davvero felice di aver superato la mia iniziale diffidenza per questo tipo di racconti e di essere arrivato fino alla fine. Spero di leggerti di nuovo a breve!

  3. Che brava. Volevo la riunione di condominio, ma questo capitolo lo hai orchestrato davvero bene, nulla da eccepire. Mi si è scaldato il cuore ♥️. Ogni battuta fa ridere, ma l’ingresso del pazzo e quel “Non è un bel bambino” (cosa che tutti ci siamo trovati a pensare almeno una volta senza poterlo dire), è il tocco di classe che mi ha fatta innamorare del personaggio dopo averlo tanto aspettato.
    Che dire, degna fine di un racconto spassoso che mi mancherà tantissimo! Spero di tornare a leggerti presto, lo humor fa decisamente per te.

  4. Eccoci giunti alla fine di questo racconto che ha tenuto compagnia a me e, spero, a voi durante questa calda estate.
    Mi auguro che l’ultimo capitolo vi piaccia e che sia una degna conclusione per salutare il condominio e i suoi folli abitanti.
    Chiedo perdono anticipatamente per l’uso improprio della lingua napoletana in questo capitolo, ho usato un traduttore online, lo ammetto, non avevo nessun partenopeo doc a cui chiedere.
    A chi se lo fosse chiesto, alcune situazioni, alcuni tratti dei personaggi, la stessa V. hanno origine da fatti e persone reali, alle quali, se nel caso si riconoscessero nel racconto, chiesto umilmente scusa. Non c’era cattiveria nelle mie parole, solo l’intento di riderci un po’ su.
    Ringrazio tutti quanti per aver seguito, commentato e apprezzato questa storia. Sono molto felice e lusingata dei vostri complimenti, ho fatto tesoro dei vostri suggerimenti e delle critiche.
    Grazie, grazie, grazie!

  5. L’esibizione del pazzo è stata la giusta occasione per riunire tutti i condomini in vista del finale, come ti ha fatto notare anche Valentina, e ho apprezzato la maniera spontanea con cui è accaduto. Più che con un pazzo forse abbiamo a che fare con un alienato, visto che mi sembra consapevole di quello che fa e perchè lo fa, ma non gli interessa di quello che pensa il resto della gente e di quanto il suo comportamento sia opportuno!
    Anch’io penso che il nascituro debba fare il suo esordio, ma non credo che V. organizzerebbe una festa con tutti questi personaggi più o meno molesti, a meno che non si invitassero da soli da bravi vicini impiccioni… quindi voto per la riunione di condominio, sperando non diventi teatro del parto!

  6. Quale colonna sonora migliore per questo incontro? 🤣 Il pazzo non così pazzo mi è piaciuto anche più di un pazzo fatto e finito. Vuol essere pazzo per fare e dire ciò che vuole, furbo!
    Questo capitolo aveva già una struttura quasi da finale, con la parziale riunione dei personaggi sopra al cortile, ma fai bene a trascinarli fisicamente nello stesso luogo. Ora tocca solo capire quale evento faccia meglio da sfondo.
    Ammetto che la festa di benvenuto mi stuzzica, la gravidanza di V. ce la siamo goduta troppo per non vederne il frutto… ma quando mi ricapita di leggere una riunione di condominio?? Non posso sprecare l’occasione. Facci comunque intravedere il neonato, però, okay?

  7. “lancio di escrementi umani contro beni condominiali”
    Geniale, in assoluto il miglior capitolo del racconto! E quindi alla fine è stato il pazzo… in effetti solo un pazzo avrebbe potuto scrivere una lettera del genere, anche se questo personaggio mi fa riflettere: può considerarsi veramente pazzo chi è consapevole della propria pazzia? Secondo me no, o non completamente almeno, e infatti da quanto ho capito lui più che esserci ci fa. La festa per il neonato penso che sia il finale più adatto, però voto per la riunione, visto che può offrire molti più spunti comici!

  8. Sto a morì: questo capitolo è geniale 😀 😆 😆 😆

    Queste due frasi mi hanno fatto pensare:
    >Io faccio ciò che voglio! Io sono pazzo!
    >Volevo che guardassi anche me.
    Ok, sano di me non è, ma non è così scemo come gli altri condomini pensano 😉

    La riunione di condominio sarebbe adatta per il tafferuglio che avviene sempre, ma io voglio vedere il nascituro 😀

    Ciao 🙂

  9. All’alba vagando nudo per il giardino. Finalmente arriva, che lo faccia in grande stile!
    Mi è piaciuto tutto di questo capitolo, dall’incipit al trauma dell’ascensore alla caratterizzazione della vecchietta. Sei brava e ripeterlo può suonare noioso, ma che dovrei fare, mentire per essere originale?
    Mi rattrista sapere che mancano solo due capitoli alla fine. ☹️
    A presto!

  10. Voto ovviamente l’uomo nudo in giardino! Rido solo al pensiero, non vedo l’ora di sapere cosa ne verrà fuori 😂
    Non commento il capitolo perché non farei altro che ripetermi, divertente e brillante come al solito, con situazioni al limite del paradossale ma comunque rese molto credibili!

  11. Finalmente il pazzo! Avendo esperienza di fatti simili direi di presentarcelo mentre grida di notte…
    Come sempre un bel capitolo, il personaggio della vecchia è probabilmente quello più realistico dell’intero racconto, penso che ognuno dei tuoi lettori abbia avuto a che fare con una signora come lei nella sua vita… Mi ha fatto un po’ strano che V. non si sia preoccupata immediatamente dell’essere rimasta bloccata in ascensore considerando che è incinta, ma d’altra parte non era il caso di dare un’impronta drammatica a questa storia. La vecchia ha compensato per lei 😀

    • Guarda la storia è nata pensando proprio ad un episodio avvenuto nel mio condominio di un uomo che urlava nella notte, ma niente non me lo avete fatto scrivere, spero che anche nudo nel giardino abbia il suo effetto comico. La vecchietta è la somma di più signore che ho avuto modo di conoscere nella mia vita, felice che sia risultata credibile.

  12. Sono arrivata da poco e l’ho letto tutto insieme, è veramente divertente! Mi piacciono anche i commenti di V. su certi atteggiamenti dei condomini, condivido molto le persone che dicono “io non sono, ma..” non le sopporto neanch’io. Beh, ogni appartamento è una scoperta. I personaggi sono tutti delle macchiette esilaranti. Brava!
    L’unica cosa che mi sento di criticare sono gli errori che lasci qua e là (non sono una vecchia professoressa di italiano, ma anziana sì..), credo perché scrivi direttamente sul file e non rileggi.

    • Ciao, sono contenta che il racconto ti piaccia, ma a dire il vero non sono proprio il tipo da scrivere e pubblicare senza rileggere, vedessi che fila di segni rossi appare nella prima stesura. La verità è che, seppur io rilegga sempre tutto tre o quattro volte, mi sfuggono spesso degli errori, come quello citato da te, proprio non li vedo. Devo migliorare ancora molto. Grazie.

  13. Il pazzo tanto per dirne una. Non mi sembra il caso che sia stata lei; non dopo quello che abbiamo letto finora.
    La prof. è una st… che si difende con la sua vecchiaia. Sono le peggiori!
    A parte ciò, iò finale mi ha fatto ridere 😆

    Ciao 🙂
    PS: Palli ed il Dalmata 😀

  14. Come sempre personaggi tratteggiati magnificamente, tanto credibili quanto leggermente grotteschi. Con l’espressione “darsi pena” la professoressa ce l’ho proprio avuta davanti 😀
    Per il prossimo andiamo di pazzo!

  15. Non so chi sia la vecchia in vestaglia, ma secondo me è stata lei!
    Ciao Valentina,
    bellissimo episodio, esilarante. Conosco una prof che somiglia molto a quella qui descritta, solo la mia è più acida e anche di statura inferiore alla media (infantile).
    Davvero divertente, hai reso l’idea in maniera semplice, ma efficace.
    Bene, mi spiace solo che ci stiamo avvicinando alla fine; sono curiosa di conoscere l’autore delle missive e anche il piccoletto, lo farai nascere nel finale?
    Alla prossima!

  16. Ma tu pensa questa prof, arriva tutta intimidita e poi si rivela una serpe. Non so come abbia fatto V. a resistere dal saltarle al collo, altro che gli ormoni della gravidanza!
    Ripropongo il pazzo. Andrò controcorrente, ma ho bisogno di questo personaggio. La vecchia in vestaglia mi attira parecchio, però credo che ci voglia qualcosa di diverso ora, alla stregua dei fantasmi del sud. Complimenti come sempre, ironica, scorrevole e brillante. Brava!

  17. Basta, è ora di andare dalla professoressa. Scommetto che tutti quegli errori grammaticali sono un maldestro espediente per autoescludersi dai sospetti. Bisogna per lo meno conoscerla, prima della fine, sperando ci sia il tempo di intercettare anche il pazzo.
    Brava, come al solito. Per la prima volta ti faccio un unico appunto: la ripetizione della conclusione con il “chiosa” finale. Ma si tratta di un pelo nell’uovo.
    Aspetto l’aggiornamento con la solita ansia!

    • Non so se si possa definire un quartiere signorile quello che ho in mente, direi più un tranquillo quartiere della media borghesia. Non conoscevo il libro di King, sono andata a cercare su Google, certo l’idea non è originale, ma sembra funzionare. La famiglia fantasma piace anche a me.

  18. Andiamo col pazzo! Davvero un bel capitolo, concordo col dire che la nuova condomina non ha goduto di molto spazio ma quello che le hai costruito intorno con il marito e la moglie dell’avvocato è stato sinceramente divertente, spero però di rivedere presto anche lei 🙂

    • Grazie per il commento e il consiglio, nel prossimo capitolo ho cercato di recuperare un pochino e ho dato un altro po’ di spazio alla nostra parrucchiera. Non pensavo che il capitolo sarebbe piaciuto, mi sembrava un po’ meno riuscito degli altri. Niente pazzo, neanche a questo giro, vai a vedere che finisce la storia e il pazzo non me lo fate tirare fuori!

  19. Ciao, giallo e humour +scrittura scorrevole + voglia di scrivere divertendosi. Mi sembra un bel modo di trascorrere questo agosto bollente e inquieto. Voto la professoressa: le lettere, sono roba demode’ e mi fanno pensare a una signora ‘altri tempi.

  20. Vecchia con la vestaglia di flanella, l’avevo già votata in passato e insisto imperterrita.
    Mi scuso per il ritardo, mi sono presa una pausa da internet mentre ero vacanza.
    Apprezzo sempre la tua scrittura, non ho sofferto l’incipit lento come gli altri, anzi penso che a volte ci voglia una pausa per spezzare, fa parte del ritmo!

    • Diciamo che non avevo il capitolo già pronto in testa come gli altri, quindi sono partita con il motore diesel, man mano che cammina prende velocità. La vecchia con la vestaglia non sembra avere molti fan, peccato. Come sempre grazie per il commento!

    • Ciao, grazie per il commento, tranquilla che anch’io sto andando molto a rilento con la storia. Purtroppo la vecchia con la vestaglia non vince neanche a questo giro, sembra che agli altri piacciano sempre le opzioni che io snobberei. Quanto al capitolo, come detto in altri commenti, è stato un po’ più complicato scriverlo e la scioltezza ne ha risentito.

  21. Sono morta dalle risate per il vicino complottista!
    Anche io ho trovato l’inizio diverso dal tuo solito, ma un po’ di “lentezza descrittiva” non mi dispiace 🙂
    Continuo a pensare che la tua scrittura e il tuo stile stiano migliorando a ogni capitolo, brava!
    Ho votato la vecchia con la vestaglia, vediamo cosa succede 🙂
    Alla prossima!

    • Bene, sono contenta che il vicino complottista funzioni, avevo qualche dubbio su di lui e sul capitolo in generale. Forse ho dato un po’ troppo spazio alla descrizione, ma il capitolo non ingranava come avrei voluto. La vecchia con vestaglia, temo, dovrà aspettare ancora un turno. Come sempre, grazie per aver letto e commentato.

  22. Ho recuperato adesso i cinque capitoli, devo dire che mi hanno strappato più di un sorriso. Io mi sono fatto una mia teoria su chi ha scritto la lettera, un personaggio di cui ancora non hai parlato, secondo me… Ti seguo, sono curioso di vedere come procede! Voto la parrucchiera col dalmata!

    • Grazie per il commento e felice dia verti regalato un sorriso o più di uno. La parrucchiera con il dalmata a sorpresa sta vincendo, adesso devo decidere come farla entrare in azione. Quanto al mittente della lettera, ho diverse idee da sviluppare, non ho ancora deciso però, ogni consiglio o suggerimento è ben accetto.

  23. L’inizio non mi ha entusiasmata come al solito. Un po’ troppo descrittivo e meno brillante dei precedenti capitoli. Questo è ovviamente un parere soggettivo, che non riguarda la tua abilità (sempre da me sottolineata) nello scrivere.
    Tuttavia, da quando è partita la parte finale, in stile commedia degli equivoci, sono morta dalle risate e ho ritrovato la freschezza e l’ironia che mi incollavano al tuo racconto!
    Continua così!

    P.S: ho votato la parrucchiera con il dalmata.

  24. Insisto con la professoressa d’italiano in pensione visto che mi ci trovo ☺️
    Gran bel racconto, uno spaccato di quotidianità grottesca e molto divertente! I personaggi sono sopra le righe ma allo stesso tempo credibili e la storia di questa lettera che fa da pretesto per raccontare quella dei condomini è molto interessante ☺️

  25. Un equivoco tutto sommato credibile se si pensa che noi italiani all’estero veniamo spesso accomunati a qualunque popolo del bacino mediterraneo… Almeno finchè non ci sentono parlare 😛 Però mi sarebbe piaciuto capire perchè il vicino sembrava così convinto, per farsi questi film solo per averla vista rientrare in casa in tutta fretta dev’essere una specie di complottista! Comunque per il prossimo vado di parrucchiera e dalmata 🙂

    • Mi sono resa conto di non aver spiegato bene da cosa nasce tutto il “complotto” del vicino, il vincolo dei 5000 caratteri mi ha fregato. Comunque, anche il nostro uomo dei complotti si diverte a spiare i vicini ed era da tempo che guardava quel che faceva V., così si era fatto tutto il film di cui sopra.
      La parrucchiera con il dalmata sta andando forte, non lo avrei mai detto, l’avevo messa lì tanto per.

  26. Letti i quattro capitoli d’un fiato.
    A parte qualche veniale errore di punteggiatura, scrivi molto bene e la lettura scivola via leggera.
    Sembra di vivere in un condominio come tanti, popolato da parsonaggi realistici ma tutt’altro che scontati.
    Ho votato per il pazzo, mi piacerebbe vedere che personaggio ne tiri fuori.
    Ciao e a presto.

    • L’uso di certi termini un po’ fuori moda è dovuto al tentativo di rendere grottesca la conversazione, per accentuare quel modo un po’ burocratico che ha il maresciallo nel parlare. Cercherò di essere più fluida nei prossimi capitoli. Grazie per il commento!

  27. Anche se sono curioso di conoscere questo pazzo l’inviare una lettera anonima mi sembra più un’azione da vecchia in vestaglia! Non so quanto mi piace l’idea che tu abbia fatto scegliere a noi lettori il mittente, ma apprezzo che la questione della lettera non sia il filo conduttore di tutta la storia, visto che mi interessava fino a un certo punto. Comunque sempre una lettura molto piacevole, sono contento di aver iniziato a seguirti 🙂

    • Oddio, in che senso la lettera non è il filo conduttore della storia? E’ intorno alla lettera che ruota tutto il teatrino, non si capiva. Già in sondaggi passati ho chiesto di scegliere il nome del mittente ma poi non l’ho ancora rivelato, quindi più che chiedere a voi lettori di scegliere chi è il delatore, vi chiedo di scegliere quale condomino volete che vi presenti nel prossimo capitolo. Se sono stata poco chiara al riguardo me ne scuso, probabilmente dovevo formulare la domanda diversamente.
      spero che il pazzo venga fuori prima della fine, perchè la sua storia è molto sopra le righe. Adesso purtroppo è tutto il stallo, chissà come farò ad andare avanti!

      • Mi sa che mi sono espresso male, la lettera è si il filo conduttore della storia perché è da lì che parte il tutto, ma personalmente questo “mistero” lo vivo più che altro come un pretesto per conoscere i vari abitanti del condominio e le loro vicissitudini, mentre di per sé scoprire il mittente le sue motivazioni è una cosa che non mi prende più di tanto, ma solo perché tutto il resto mi piace molto di più 😀

  28. Le urla agghiaccianti mi intrigano ma forse cambiare direzione ad ogni capitolo non è il massimo per dare coerenza alla storia, a meno che tu non abbia già in mente un piano ben preciso per tutti i possibili sviluppi, quindi voto per il maresciallo sperando che di poter conoscere meglio anche questa famiglia di nottambuli!

    (poi siccome sono pignolo ti segnali un “GLI hai visti” al posto di “LI hai visti”, ma cose che capitano)

    • Sì, c’è un piano da qualche parte, non so quanto preciso e quanto funzionante, che prevede di introdurre sempre elementi nuovi ad ogni capitolo. Quindi le urla nella notte prima o poi potrebbe saltar fuori, ma stavolta sembra vincere il maresciallo, quindi restiamo su sentieri più sicuri. MI scuso per la svista grammaticale, credevo di aver corretto l’errore, invece è rimasto lì in bella vista. Non bisognerebbe avere troppa fretta di pubblicare, sfugge sempre qualche disastro. Grazie come sempre per il commento e per le correzioni.

  29. Magnifico, magnifico. Questo capitolo è al tempo stesso esilarante e stilisticamente perfetto, peccato solo per qualche refuso qua e là, perché la tua scrittura è (a mio personalissimo gusto) praticamente perfetta. Forse questo è l’episodio che mi è piaciuto di più dei tre. Ti fai attendere, sì, ma ne vale la pena.
    Vista la piega presa dagli eventi, non posso non votare le urla agghiaccianti dell’ultimo piano.
    Ti direi “aggiorna il prima possibile”, ma siamo in vacanza e non voglio seccarti. Sappi solo che attendo con ansia! 😂

    • Mi scuso per i refusi (molto carina a chiamarli così), dovevo rileggere con più attenzione, ma mi sono fatta prendere dalla fretta di pubblicare (sono consapevole di star procedendo a passo di lumaca, ma è un periodo incasinato). Come sempre grazie per i complimenti (troppo buona), cercherò di essere più costante nel pubblicare.
      P.S. Le urla non vincono ma troverò il modo di infilarle da qualche parte.

      • Li chiamo “refusi” perché si vede che sai scrivere e che sono soltanto sviste di distrazione o fretta.
        Altro capitolo spassoso, il colpo di scena finale è ben piazzato, chi si sarebbe aspettato dei fantasmi del sud? Devo dar loro ragione per forza: è stato il pazzo. Anche se pure la vecchia con la vestaglia mi intriga. Ma forse ‘o pazz è l’autore delle urla agghiaccianti, che attendo con grande impazienza!
        Non preoccuparti per la costanza, è quasi agosto e ci meritiamo tutti un bella vacanza.

  30. Devo dire che l’inizio di questo capitolo non mi aveva entusiasmata troppo, forse l’attenzione data all’aspetto del giardino e della casa dei vicini è troppa, ed essendo la descrizione caricaturale (cosa che apprezzo tantissimo) pesa un po’ troppo. Inoltre ti segnalo una piccola svista grammaticale: è “li hai visti”, non “gli hai visti”. Dalla seconda metà in poi però il capitolo riprende alla grande, sia dal punto di vista del ritmo che della leggerezza (in senso buono). Mi ha fatto morire la scena del marito di solito così serioso che trascina la moglie a spiare i vicini dal bagno! Ho votato per il temibile capo condominio, mi sembra l’opzione più simpatica e mi piace il contrasto che potrebbe creare 🙂

    • Mi scuso per gli errori, pensavo di aver corretto e invece no. Ero un po’ bloccata con questo capitolo e ho voluto fare una lunga presentazione dell’ambiente per rubare un po’ di caratteri e prendere il ritmo giusto. Speriamo di riuscire a mantenere il tenore del racconto anche con il maresciallo in azione. Grazie come sempre per i commenti e i consigli!

  31. Per fortuna sono riuscito a iniziare la tua storia prima che andasse troppo avanti coi capitoli! In genere non leggo storie umoristiche (lo humor lo preferisco in altre forme) ma un racconto più leggerino ogni tanto fa bene e il tuo è veramente molto simpatico, apprezzo che per ora i personaggi descritti siano sì un po’ caricaturali ma ancora perfettamente nel range di persone che potresti incontrare sul serio… e che magari hai anche incontrato davvero. Però per il prossimo capitolo non posso che votare per la famiglia fantasma!

    • Ciao Dapiz, il racconto procede a rilento, quindi sei ampiamente in tempo. Ho messo la storia sotto il genere Humor perchè non sapevo dove altra collocarla; è una storia leggera, avevo voglia di qualcosa di divertente da scrivere e di poco impegnativo dal punto di vista della trama. Sono contenta che i personaggi risulti comunque credibili, anche nella assurdità delle situazioni in cui si muovono, talvolta è proprio la realtà a darci gli spunti migliori. La famiglia fantasma è molto piaciuta, credo sarai accontentato. Grazie per esserti fermato a leggere e per il commento.

  32. Brava ed efficace come sempre. In poche righe esprimi concetti efficaci, usando una sottile ironia.
    Mi permetto solo di dire una cosa. Leggendo nei commenti ho sentito la tanto agognata parola Toxoplasmosi associata ai gatti.
    Ebbene, poveri felini… so che non c’entra nulla con il tuo racconto, ma ci tenevo a far chiarezza.
    Una donna può prendere la Toxoplasmosi da un gatto se mangia le feci feline di 48 ore (conservate a determinate condizioni di umidità e temperatura ambientale… perché solo così sporulano le oocisti del parassita). Inoltre pochissimi gatti sono eliminatori. Generalmente i cuccioli immuodepressi e debilitati possono eliminare il parassita. Tra l’altro lo eliminano in maniera intermittente, quindi nemmeno tutti i giorni.
    È più facile che una donna prenda la Toxoplasmosi mangiando insaccati o verdure dell’orto lavate male.
    Ci tenevo a fare chiarezza, perché forse da gattara, ci resto male quando il mefistofelico felide viene ingiustamente accusato di essere un ricettacolo di Toxoplasmosi. Spesso sono i ginecologi stessi (non tutti per fortuna) a dire alle donne incinta di lasciare in pensione il proprio gatto o di non toccarlo nemmeno più. Questa disinformazione ben radicata nasce proprio da lì… è più facile dare la colpa al gatto di colonia che hai accarezzato per sbaglio quando non sapevi di essere gravida, anziché ai due chili di mortadella che ti sei mangiata di nascosto al quarto mese.
    Conclusa questa parentesi, torno al tuo bellissimo racconto. Crei situazioni esilaranti e paradossali. Mi sono immaginata la scena di V. che insegue Palli. Non trattenevo le risate. Sembrava una sitcom di Comedy Central. Hai descritto con ritmo e leggerezza.
    A differenza di altre persone che hanno commentato, non penso che l’utilizzo di V., anziché di un nome proprio sia un problema. Magari in un romanzo potrebbe diventarlo, ma un racconto breve, lo trovo ingegnoso e in linea con lo spirito euforico e grottesco della trama.

  33. Sua figlia dice che è stata la famiglia fantasma! È l’opzione che mi solletica di più.

    Ma Palli era così obeso da non mollare graffi od era tutta una scena ed è un “gatto pacione”? 😀

    La parte che a me ha fatto più ridere è stata la sua “corsa con le infradito” per il dirupo scosceso 😀

    Ciao 🙂

    • La mia conoscenza del mondo felino è alquanto limitata, così non ho veramente idea di cosa farebbe o no un gatto, ma direi che Palli è davvero un “gatto pacione”, soffia ma non graffia.
      La famiglia fantasma sta piacendo a molti, credo che vincerà.

  34. Premesso che se fossi in cinta avrei paura dei gatti e della toxoplasmosi😫… Il condominio è pieno di matti ed è giusto. Io darei un nome ai personaggi per creare affezione: “V.” mi sa di censura: è troppo impersonale e anche le imprecazioni, nei limiti della decenza, le scriverei tanto chi legge capisce e pensa proprio quella parolina lì.
    Ciaooo🙋

    • La toxoplasmosi l’avevo del tutto rimossa, nella mia esperienza personale non ho avuto lo spauracchio di prenderla, né chi mi seguiva me l’ha indotto, credo che sia più un eccesso di zelo che altro. Però mi hai dato un buono spunto per il prossimo capitolo, quindi grazie.
      Usare i nomi puntati vuole essere un gioco, per far pensare che la storia narrata sia del tutto vera e quindi i nomi sono censurati per mantenere la privacy. Mi sembrava un’idea carina, non so, all’inizio suonava bene, magari a lungo andare stanca. Ormai ho cominciato così e così andrò fino in fondo, ma potrei rivelare i nomi alla fine, chissà!
      Per le imprecazioni, onestamente, non sapevo come comportarmi, non ho messo il rating “storia per adulti” e quindi ho agito in autocensura, ma l’importante è che si capisca il non detto.
      Grazie per le segnalazioni.

  35. Sono d’accordo con Valentina, le tre opzioni sono quasi più belle del capitolo stesso! In generale ho apprezzato il capitolo, l’ho letto volentieri e mi sono piaciuti molto sia lo stile ironico che il ritmo. L’unico appunto che mi sento di fare riguarda la trama, perché mi aspettavo qualcosa di più dalle gattare dopo la loro lettera minatoria. E invece ancora non sappiamo se siano state loro… Comunque non vedo l’ora che esca il prossimo episodio!

  36. L’anziana con la vestaglia di flanella!
    Le tre opzioni finali fanno quasi più ridere dei capitoli stessi, se possibile, un bel modo per chiudere la lettura con il sorriso.
    Rinnovo i miei complimenti per lo stile, nessun appunto da fare, mi piaci molto! 🙂

  37. Il tuo incipit, così divertente e molto scorrevole, mi è molto piaciuto.
    Ho votato per le “gattare del pianterreno”…. ho immaginato che fossero quel genere di donne che non si fanno mai i fatti loro e che sanno sempre tutto di tutti…. vedremo come andrà a finire.
    Seguirò sicuramente la tua storia.

  38. Non entravo in questo sito da due anni e questo è stato il primo incipit che ho letto, mi è piaciuto talmente tanto che mi ha fatto tornare la voglia di bazzicare queste pagine. L’ho trovato ben scritto e molto accattivante, ho trovato molto carina anche l’idea di dire solo l’iniziale dei nomi dei personaggi. Non vedo l’ora di sapere come continua!

  39. La tua ironia e il soggetto mi piacciono, quindi ti seguo! Sembra proprio la lettura adatta a un inizio d’estate afoso: leggera e divertente.
    Voto “L’uomo che faceva le pulizie il sabato”, anche se la professoressa in pensione avrebbe fatto troppo ridere, visti gli errori grammaticali 🤣

  40. L’uomo che faceva le pulizie il sabato.

    Rieccomi! Questo primo capitolo mi ha fatto sorridere, il che è un buon inizio per un humor. Da quello che ho capito dal finale del capitolo, il nostro P. sa chi è l’inquilino tatuato con le lenzuola nere. Non so perché, ma ne vedremo delle belle 😀

    Ciao 🙂

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