Sorghetèi di Aminoo

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà il giorno dopo? Perlustrerà il fedala (67%)

Il fedala Elinsiano

Il cielo viola senza luna tingeva il paesaggio di scuro, le luci tremolanti all’ingresso della città andavano spegnendosi. Nell’aria il battito di ali chitinose aumentava di intensità. Sorghetèi aveva passato la sera a passeggiare sulla terrazza.

Rientrò, scese alcuni gradini delle scale. Al rumore di passi si affacciò dal corrimano, Sciansi stava scendendo al pian terreno. La seguì, entrato nel magazzino vide un bagliore provenire dall’apertura squadrata nel centro del pavimento. Erano le scale che portavano ad un corridoio che svoltava ad angolo retto, bloccato da un inferriata. Sciansi con una candela in mano appoggiò un libro per terra, oltre le sbarre. Si voltò e mise la mano sulle labbra.

Sorghetèi fece un gesto con la mano aperta di andarsene.

Sciansi salì le scale e se ne andò a passo veloce.

Si sedette sugli scalini e attese al buio, immerso negli odori di oli, legno umido e carne speziata.

La parete del corridoio si illuminò, Elinsa in camicia da notte svoltò l’angolo, fece per chinarsi, ma si fermò e rimase lì ad osservarlo.

Sorghetèi sorrise nel vederla accigliata con la testa reclinata all’indietro, le disse «ti ho spaventato, mi dispiace.»

La candela le illuminava i lineamenti dolci dal basso. Si chinò a prendere il libro e lo strinse sotto il braccio.

Sorghetèi si alzò, «sono qui per fare del male, è vero, ma non ho nessun motivo di farlo a te.»

Elinsa allungò il braccio verso il corridoio oltre l’angolo e la ritrasse con una lunga chiave di bronzo, sbloccò la serratura e aprì il cancello, «sì, ma dobbiamo capire se possiamo fidarci, reciprocamente.» Fece un passo indietro e gli indicò con la mano di precederla nel corridoio.

Sorghetèi si avvicinò con il grugno al cancello aperto e percorse il corridoio. Entrato nel magazzino sotterraneo afferrò le sbarre che attraversavano la stanza ad un palmo dal soffitto.

«I miei avi ci appendevano la selvaggina», disse Elinsa, «lì scendeva il sangue per poi uscire dal palazzo. Ora ci vengo io a dormire nelle notti troppo calde.»

Accostato alla parete c’era un letto e un comodino, «mettiti a quel lato.» Sorghetèi obbedì. «Girati, nessuno può vedermi quando dormo.»

Si risvegliò nel buio profondo, si palpò il naso ghiacciato. Mosse un poco le gambe, sentì due piante tiepide dei piedi appoggiati ai polpacci. Tirò su le lenzuola e il panno sopra le orecchie.

Una forte luce proveniente dal soffitto lo svegliò. Era solo. Si alzò, salì le scale in pietra attraverso una grande botola di pietra e si ritrovò nel cortile. Il cuoco con due scope conteneva il movimento di svariate anchirie, ossuti insetti con tenaglie sottili e taglienti e gli disse «non li abbiamo mai cucinati prima, ma la signora ha detto che potrebbero essere di tuo gusto.»

«Sono buone. Chiedi agli operai come si cucinano.»

Il cuoco fece una smorfia.

«Uno sarà detestabile e tronfio, mica tutti. Se serve dagliene una parte.»

«Loro fanno spedizioni alle paludi del pianoro, hanno molto cibo.»

Sorghetèi alzò le spalle e così fece il cuoco.

Salì le scale ed entrò nel palazzo, Sciansi era seduta ad una panca dell’ingresso, «nella sala è servita la colazione.»

«Portami qualcosa alla terrazza e prepara l’armatura.»

Salì le scale e arrivò alla terrazza, il cielo azzurro si stava rischiarando. Una giovane domestica uscì con un dolce soffice e una ciotola colma di latte acido. Sorghetèi iniziò a mangiare passeggiando nel fresco. Era rivolto alla ondeggiante distesa di alberi a nord, quando sopra la parete del pianoro la luce si fece più luminosa, ci andò incontro e si fermò con le dita dei piedi sospesi nel vuoto. Da sopra le creste rocciose bagliori rossi e arancio crescevano lentamente fino a formare un semicerchio rosso. Sorghetèi fece un gran respiro e sorrise. Il rumore di una forchetta appoggiata al piatto lo portò a guardare in basso. In un terrazzino Elinsa era seduta ad un tavolino imbandito. Stava bevendo da una tazza senza distogliere lo sguardo dal sole nascente, quando l’appoggiò per un attimo ruotò il viso sorridente verso di lui.

Scese, Sciansi l’aiutò ad indossare l’armatura. Prese una sacca e la mise a tracolla. Uscì e si diresse verso il pianoro. Attraversò la campagna solitaria, inondata di arancio dal sole alto fino a delle polle d’acqua ricche di minuscole creature, dove si mise a sedere a mangiare i semi che aveva raccolto.

Non lontano c’era una larga strada che portava a nord, si incamminò. A pomeriggio inoltrato notò uomini trasportare cacciagione legata su bastoni.

Si avvicinò. Quando fu notato da due trasportatori chiese «voi non siete i servi di Elinsa.»

Due cacciatori si avvicinarono. Uno col busto di cuoio sporco di sangue chiese «ha chi dai del servo?»

L’altro disse «che male c’è a prendere ciò che non viene usato? E poi, tu chi sei?»

In molti si avvicinarono tenendo appoggiate alla spalla le spade squadrate, i più distanti impugnarono i fucili.

Sorghetèi ha fatto conoscenza con i vicini, cosa farà?

  • Li ucciderà (67%)
    67
  • Gli ordinerà di portare la cacciagione alla rocca e se rifiutano li ucciderà (33%)
    33
  • Scapperà (0%)
    0

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40 Commenti

  1. Un capitolo che sembra quasi di passaggio o comunque più nei pressi dell’inizio di una storia che della fine, ma ci sta se hai intenzione di dare alla storia una conclusione “tranquilla” o di passare subito ad un seguito. Nel frattempo voto per un po’ di diplomazia, quindi dare ordine ai tizi e solo in caso rifiutino farli secchi

    • Ciao Dapiz!
      Questo primo racconto un po’ sregolato non è nato bene perché fin dall’inizio non c’era un piano, il protagonista e gli eventi sono stati determinati dalle risposte. Alla fine sta prevalendo l’idea che io stesso mi sono fatto di lui e della storia futura.
      E fin qui come esperimento è carino, partire dal nulla e trovarsi una storia e che forse una volta riscritta può essere anche carina.
      Nei prossimi “tomi”, dovrei riuscire ad avere uno schema di eventi che possa sopportare meglio le votazioni, senza per questo renderle inutili.

      Ovviamente nessuno sarà costretto a subire tutto questo.

      PS
      Anche da questa tu scelta si capisce che sei un buono. (Non in senso dispregiativo, se c’è)

  2. A me questo capitolo è piaciuto molto, mi è sembrato che per la prima volta si desse veramente uno sguardo a quello che c’è dentro la testa di Sorghetèi, che sebbene sia il protagonista fino ad ora mi era sembrato piuttosto criptico. Alla domanda posta nel capitolo precedente hai risposto con un solo accenno, che potrebbe considerarsi un po’ pochino, ma personalmente bene anche così. Per il prossimo voto per Aminoo!

    • Mostrare al terzultimo capitolo cosa muove il protagonista è sicuramente tardivo.

      “Alla domanda posta nel capitolo precedente hai risposto con un solo accenno, che potrebbe considerarsi un po’ pochino, ma personalmente bene anche così.”
      La domanda era “È giunta la sera. Sorghetèi dove deciderà di dormire?”
      Mi sembrava di aver mostrato la dinamica che lo porta a quella scelta.
      Forse non è chiaro che quando dice «Se sono esattamente come tutti gli altri saprai già dove sarò stasera.» intende dire: se sono esattamente come tutti gli altri uomini di Mùunro saprai già che stasera mi approfitterò di essere tuo marito e sarò nel tuo letto, ad abusarti.

      Avrei dovuto marcarlo meglio. Sorghetèi parla con frasi di poche parole e sono stato indotto a sintetizzare una frase con troppi sottintesi.

      Grazie

  3. Ciao! Ho finito ora di leggere. La trama mi piace, partiamo da questo presupposto. Inizialmente eri troppo descrittivo e pieno di orpelli. Stesso mio problema, quindi ti capisco. Man mano che si va avanti nella lettura, diminuiscono i fronzoli e ne risulta una scrittura sempre più chiara ed equilibrata. Veramente bello il capitolo 6, soprattutto la parte finale sullo stemma della nuova famiglia
    Continua così!

      • Ti capisco! Io riesco a correggere il tiro grazie ad un’amica bravissima che mi fa da beta reader…grazie a lei i miei progressi sono stati molto più rapidi! Comunque scrivere è una sfida. Io, ad esempio, non sono costante nell’aggiornare la mia storia. Se ho dei problemi personali che mi distraggono mi viene un blocco e solo ad aprire TI mi viene la nausea…ognuno ha le sue, il bello è ritrovarsi qui a raccontarcele!

        • Ti dirò, nel tentativo di prendere l’abitudine di scrivere due anni fa avevo iniziato col metodo delle mille parole al giorno. Grazie a questa -per me- dolorosa imposizione ho scritto il mio secondo libro e non ci sarei davvero riuscito, perché mentre è divertente iniziare una storia, è dannatamente dura concluderla. Terminato il libro smisi di scrivere e il mondo non saprà mai cosa si sarebbe letto nei 20 libri, brutterrimi, che non ho creato. A dire il vero un po’ sono curioso e un po’ mi dispiace.

          Con TI, visti i generosi incoraggiamenti, le pause forzate necessarie a raccogliere i voti e il tempo che passo a “ricalcolare” la trama, perché anche i voti hanno i colpi di scena, l’entusiasmo è alto e costante, sono altri impegni a tenermi lontano dalla scrittura. Chi l’avrebbe mai detto!

          So che non potrai scrivere se non ritrovi l’umore giusto. Forse ti potrebbe incoraggiare la triste suggestione di vedere le tue belle storie non scritte in un anno mischiate ai miei 20 orribili libri non scritti in due anni e non poterci fare niente.

          • Alla fine sono molto felice di dire che ho trovato l’ispirazione e ho scritto il mio episodio 8. Punto a concludere il racconto. Sarebbe la prima volta nella mia vita che riesco a finire di scrivere una cosa iniziata. Sarebbe ulteriormente soddisfacente, poiché sono anni che non mi esercito a scrivere e produco soltanto cose utili alla mia vita universitaria😊

  4. Anche stavolta concordo con Caterina, il capitolo è molto più scorrevole rispetto ai precedenti senza che ne risulti appiattito, anzi, questo rende più fruibili tutti i dettagli che inserisci e più godibile il tuo stile. Continua così! Per il prossimo voto perchè Sorghetèi se ne vada a dormire da un’altra parte, visto che non mi sembra il tipo propenso a condividere il talamo nuziale, anche se suppongo che prima o poi dovrà farlo.
    Cambiando discorso, ho visto che spesso alleghi illustrazioni da un tuo spazio tipo drive. Hai pensato che potresti farti direttamente un sito dove pubblicare il capitolo con l’illustrazione e magari le parti che hai dovuto tagliare? Lo fanno anche altri qui (me compreso) e di piattaforme che permettono di mettere su un proprio sitarello senza grandi sforzi ce ne sono parecchie

  5. Complimenti. Hai tolto orpelli eccessivi, diventando più leggibile e interessante. Ho apprezzato l’incontro tra sposi e il rituale religioso. Questo per ora è il mio capitolo preferito. Ha catalizzato la mia attenzione e per me è come se la storia partisse da qui…
    Prima hai fatto un prologo pesantino, ma ora mi sembra proprio che gli eventi prendano una piega interessate.
    Bravo!

  6. Matrimonio e cognome della sposa! Almeno io mi sentirei a posto 😛
    Più seriamente, concordo con Caterina nel dire che non dovresti rinunciare al tuo stile, casomai smussarlo leggermente o, meglio, alternare periodi ricchi come quelli che caratterizzano il tuo scritto ad altri un po’ più leggeri e spontanei, ma questo potrai farlo magari su una piattaforma con meno limiti di spazio. Il ritmo della lettura e la comprensione ne beneficerebbero senza perdere di dettaglio e carattere 🙂
    Comunque il paragone con Cannarsi lo trovo sminuente nei tuoi confronti, perchè tu utilizzi sì termini forbiti e desueti (quando non proprio inventati) ma in un italiano fruibile, senza problemi di sintassi e del tutto coerente con la lingua parlata d’oggi, mentre quelli di Cannarsi è semplicemente un italiano brutto, sgradevole e che nessuno parla 😛

    • 1. Ottima scelta.

      2. Errore fatale.

      3. Cercherò di applicare i suggerimenti, ma non sarà affatto facile, perché in quello che chiamate “il mio stile” ci vedo molto “i miei limiti”.

      4. Le limitazioni imposte dalla piattaforma aiutano a limare il testo e ad asciugarlo del superfluo, ma in fase di progettazione è allucinante. Devo letteralmente impilare eventi su eventi e sovrapporli anche per poter offrire domande sensate, con effetti catastrofici sulla chiarezza, già compromessa da’”il mio stile”. So che lo sai, perché conto i caratteri dei tuoi capitoli -non solo i tuoi- e mi fa sorridere quando superano il 4995. Percepisco la sofferenza.

      5. Vero. Adoro inventare parole, sigle, cerimonie, protocolli ed è una bella sensazione quando nelle storie -finora esclusivamente nella mia testa- iniziano ad acquisire di senso.

  7. Normalmente non segnalo i refusi e gli errori, perché li facciamo tutti. Non siamo macchine. Ma non posso perdonarti “Quelli che O INVESTITO”.
    Fai attenzione, da uno al tuo livello non me lo aspetto. Scrivi in maniera complessa e dettagliata. Non lo trovo sbagliato. È il tuo stile. Tu sei così. Ricerchi parole desuete e particolari e ne fai il tuo marchio. I tuoi personaggi non parlano in maniera naturale (nessuno parlerebbe come loro), ma nel mondo che hai costruito e nel contesto che hai creato, trovo tutto coerente.
    Sei sicuramente una persona preparata e ho notato dei miglioramenti dai primi capitoli. Penso che tu non sia un autore fruibile a tutti, perché per leggerti bisogna concentrarsi. Nel senso, non prenderei mai in mano una tua opera quando sono stanca per distrarmi con una lettura leggera.
    Non penso che questo sia un demerito. Essere comunque di nicchia e selezionare un pubblico di livello e non nazional popolare è una scelta molto coraggiosa.
    Al giorno d’oggi, dove spopolano libri di YouTuber e altri scrittori imbarazzanti, in cui si ripetono le stesse quattro parole, tu ti differenzi, ricercando costrutti sintattici difficili e parole ricercate.

    Voto che rifiuta il matrimonio!

  8. Come sempre un capitolo pregno e ben scritto, e sono contento che sia arrivato qualcun altro oltre a me a seguirti. Condivido in effetti la difficoltà di tenere a mente così tanti nomi particolari, specialmente in un testo scritto in un linguaggio non proprio colloquiale, ma fa parte dell’attrattiva di questa storia.
    Voto per la ricompensa in denaro, che mi pare più in linea col personaggio. Ciao!

  9. Ho recuperato il tuo lavoro. Penso che tu abbia potenzialità. Scrivi con dettaglio e hai un tuo stile preciso, improntato sulla descrizione puntigliosa e ostentata di ambienti, edifici e vestiti. Dipingi tutto con realismo e cura dei particolari.
    Ritengo però che questa sia una storia del filone Fantascienza e non Fantasy.
    Inoltre sono in difficoltà con i nomi propri e di città, che trovo complessi e praticamente impronunciabili. Per la loro difficoltà fatico a ricordarmeli e mi si crea confusione in testa, rendendo la comprensione del tuo scritto, già abbastanza difficile di suo, ancora più complessa.
    Non ho approvato la scelta lessicale di “puttano” e “prostituto”… non sono parole italiane, non sono belle da leggere e potevi trovare dei giri di parole per definire la stessa cosa.
    Detto questo ti seguo. Sono curiosa.

    • Ho apprezzato il tuo commento.

      1. Qual è l’aspetto fantascientifico? È dominante?

      2. Ho creato nomi contenenti sillabe non italiane, né inglesi o francesi, nel tentativo di non fornire contatti con questa realtà. Però ammetto che io stesso per evitare di storpiarli li copio da un glossario. Il fatto che tu li abbia trovati irritanti e disorientanti è la dimostrazione che non sia stata una buona idea. Renderò i prossimi nomi meno detestabili.

      3. Questa potrebbe essere una caduta di stile. Sorghetèi entra in contatto con questo individuo solo perché arrestato insieme. Ma anche se è un personaggio di sfondo ho dovuto ricreare la sua prospettiva. La visione di quest’uomo è limitata al suo ambiente e ottenebrata dalle droghe. Ritiene che il blocco della città sia dovuto ad un concorrente, per questo equipara i soldati di scorta a dei “puttani”, perché li considera pagati da un “puttaniere”. La sua parte è stata decurtata per questione di spazio e di importanza, mi limito a ricordarlo con la bocca bendata.
      Accetto consigli.
      Sorghetèi come lo avrebbe dovuto nominare: gigolo, host, uomo equivoco?
      E costui che offesa avrebbe dovuto arrecare?

      Grazie!

  10. Ciao! Continuo a notare un miglioramento nelle descrizioni, che sono sempre più ricche ma anche funzionali alla narrazione. Mi piace molto anche il personaggio di Sorghetèi, che mi ricorda un po’ il Primo Roland di Gilead in alcuni atteggiamenti, anche se è ancora difficile inquadrarlo. Proprio per questo per il prossimo capitolo voto perchè attenda che il processo faccia il suo corso ed eventualmente faccia la sua mossa in seguito. Alla prossima!

  11. Bel capitolo, rispetto al precedente ho trovato le descrizioni più funzionali e la scena d’azione è resa bene e con chiarezza. Per il prossimo voto per la foresta.
    Non so se lo stai già facendo ma ti do lo stesso consiglio che hanno dato a me quando ho iniziato, poco tempo fa. Un buon modo per farsi conoscere è leggere e commentare le storie altrui, perchè ce ne sono tante ed è un attimo che la tua passi in secondo piano. Penso sia una storia che merita di essere letta, ma a farti notare devi pensarci un po’ anche tu 🙂

  12. Ciao e benvenuto! Ho letto con piacere il primo capitolo di questo racconto che, correggimi se sbaglio, mi pare ammicchi ad opere quali Dune o, più banalmente, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco… e se è effettivamente così, ti suggerisco fin da ora di prestare molta attenzione al contatore dei caratteri, perchè 10 capitoli da 5k sembrano tanto spazio ma ti assicuro che non è affatto così!
    A livello stilistico l’unico appunto che mi sento di farti è che a volte le tue descrizioni mi sono parse un po’ troppo scolastiche: personaggio, descrizione di com’è vestito, descrizione della stanza in cui si trova… Nulla di male in sè, ma ricordando che lo spazio è quello che è, a volte è meglio sacrificare qualche dettaglio e inserire solo quello che è davvero utile alla narrazione… un esempio pratico, nello stesso capitolo descrivi due volte l’abbigliamento dello stesso personaggio.
    Altro piccolo appunto sempre sullo stile:
    ” Quando fu giunto alla porta la richiuse con le sue mani, «ho individuato il fedala per te, con molta acqua, vegetazione e probabilmente animali positivi» disse.”
    Ecco, secondo me quel “disse” stava meglio prima delle caporali.

    Per quanto riguarda la scelta, mi pare non ci siano ancora elementi per pensare che Sorghetèi voglia fuggire o tradire, quindi direi che andrà avanti con la sua missione.
    Ok, pippotto finito, comunque mi hai incuriosito quindi seguirò la storia. Alla prossima!

    • Grazie per il benvenuto.
      Hai azzeccato un elemento, Dune, l’altro sono le ambientazioni e il gusto di Metal hurlant, mi riferisco in particolare alle creazioni di Moebius e Druillet.
      I 5k mi sono sembrati fin da subito pochi, all’inizio ritenevo fossero parole e non caratteri, però se sono sostenuto dall’interesse posso dividere la storia in tomi, e sì, il tuo commento mi ha fatto molto piacere.
      Le descrizioni e la prosa sono decisamente da migliorare. Il “disse” lo toglierei proprio.

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