Uroboros

Il primo Risveglio

Fu un solo grido.

Uno solo, vicino a me. E poi il silenzio.

Quelle fredde catene mi tenevano immobilizzato, non potevo far null’altro che attendere, inerme. E quel grido, quell’urlo maledetto di pochi attimi fa. Sembrava una disperata ultima esalazione di qualcuno, prima che arrivasse un’ignobile morte, avvenuta per mano di qualcosa di empio; allora risposi urlando anch’io, gridavo, chiamavo a gran voce, cercando una risposta; ma là, nel buio, solo il silenzio pareva ascoltarmi, e tutto questo faceva solo crescere in me la consapevolezza di quanto orribile era appena successo.

E, poco dopo, fu un altro rumore che infranse la quite e rapì la mia attenzione.

TUM.

TUM.

Ritmico. In avvicinamento.

TUM.

TUM.

Sembravano passi. Come se qualcosa avesse iniziato a muoversi.

TUM.

TUM.

Era buio, troppo buio, non riuscivo a vedere nulla. Ma qualcosa sembrava venire verso di me, ne ero sicuro.

TUM.

TUM.

Provai a dimenarmi, ma anche i polsi erano legati al muro; ero bloccato a braccia aperte, e la paura si stava prendendo il mio corpo. Mi sentivo condannato ad una fine orribile, lo sentivo dentro, un’orribile fine per mano di quella mostruosità che si stava avvicinando con continui, ritmici passi.

TUM.

TUM.

I passi si avvicinavano ancora e non sentivo altri rumori. Perfino io non ero in grado di gridare, talmente era la paura e, immoto, non potevo far altro che aspettare di scoprire in quale orrenda e disgustosa maniera avrei compiuto la traversata.

TUM.

TUM.

Più i passi si avvicinavano, più cresceva l’assoluta consapevolezza che in realtà non mi fossi affatto abbandonato al mio destino; ma che potevo fare? Braccia e piedi erano legati, ed era troppo buio per capire cosa stesse realmente succedendo. Potevo solo dimenarmi.

TUM.

Improvvisamente, i passi si fermarono. Ed io capii che l’orrenda Bestia, la subdola creatura che aveva fatto gridare così violentemente quell’altra povera sua vittima, era infine arrivata dinnanzi a me. Non sentivo nulla, né una sorta di respiro, come mi sarei aspettato, né nessun’altro tipo di rumore. Tutto era immobile, ma il segnale era chiaro.

Tra poco avrei urlato anche io.

Passarono interminabili minuti prima che succedesse qualcos’altro, interminabili minuti in cui in cercai con tutte e mie forze di liberarmi da quelle infami catene, scalciando nervosamente; l’unico risultato fu di ferirmi polsi e caviglie fino a far sgorgare il sangue, che dei polsi arrivò a colare fino allo sterno, passando dall’ascella. Mi fece un lieve solletico; incredibile che, in quella situazione, riuscissi ancora a pensare e a percepire qualcosa di diverso rispetto alla paura, ed addirittura qualcosa che mi facesse lontanamente sorridere. Poi l’orrida Bestia, che era rimasta immobile fino ad allora, rapì ancora la mia attenzione iniziando a muoversi. Non la vidi, certo, era troppo buio, ma sentii lo spostamento d’aria. Mi preparai al peggio.

Una gelida mano, muffosa e viscida, mi dapprima sfiorò il petto, per poi pesantemente posarvisi a palmo aperto. Era fredda. Troppo fredda per essere di qualcuno. Qualcuno di vivo, intendo. E fu in quel momento che mi resi conto di star inalando un troppo forte odore di putrefazione. Dolciastro. Ammorbante.

E nel tempo che spesi ad inorridirmi, la sua mano stava lì, ferma, sul mio petto, mentre io ero immobile, pietrificato dalla paura; come potevo non esserlo? Qualcosa dentro di me mi diceva di reagire, ma sapevo bene di essere legato al muro da quelle catene infami, non avrei potuto far niente. Respiravo affannosamente, e l’unico altro rumore nella stanza era il mio cuore, che pompava violentemente sangue, sempre più forte.

Ed allora capii cosa la Bestia stava facendo. Un formicolio lungo il collo, il tipico formicolio della paura più perversa; avevo capito.

Stava ascoltando il mio cuore.

Sì, la sua mano era posata esattamente sopra di esso, stava ascoltando il suo battito. Non so per quale infame ragione, ma era proprio quello che stava facendo. Poi, improvvisamente, la pressione esercitata sul mio petto crebbe. Quella creatura iniziò a spingere, sempre di più, come volesse raggiungere il mio cuore; allora iniziai ad urlare, urlare esattamente come aveva fatto quel qualcun altro poco prima; sapevo che stava per finire tutto. Il mio urlo non era altro che un preludio a qualcosa di orribile, ad una dolorosa morte. Avrebbe sicuramente estratto il mio cuore a mani nude, lo avrebbe poi divorato o chissà, ma poco importava: io sarei atrocemente deceduto. La pressione aumentava, il dolore incrementava ancora. Sotto lo scricchiolio delle costole e della tacca clavicolare che si stavano lentamente sbriciolando sotto quell’enorme forza esercitatavi, iniziai a sentire unghie affilate affondare nella carne. Il sangue ne sgorgò a fiotti, e la sua mano cominciò ad entrare. Allora smisi di urlare, non avevo più aria nei polmoni. Strinsi i denti, cercando di non pensare al folle dolore che m’attraversava.

Sarebbe finita entro poco.

Cosa avviene nell'immediato futuro a chi sta raccontando?

  • Viene salvato da qualcuno che mette in fuga la Bestia. (0%)
    0
  • La Bestia ne estrae il cuore. (60%)
    60
  • Si sveglia di soprassalto, urlando; era solo un sogno. (40%)
    40
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14 Commenti

  1. Anche io concordo sull’alleggerire leggermente il testo: scrivi in maniera evocativa e molto indicata per questo tipo di racconto, ma l’impressione (magari sbagliata eh) è che tu ti stia sforzando un po’ per farlo. A volte, anche per questioni di ritmo, potrebbe esserti utile lasciare che qualche momento o pensiero sia descritto in modo un po’ più immediato e spontaneo.
    Comunque voto per fuggire, mi sembra la reazione più naturale 😮

  2. Si continua in maniera interessante, ormai l’ipotesi sogno sembra essere scartata per cui sono curioso di vedere dove andrai a parare. Anche secondo me la scrittura andrebbe un po’ sfoltita, anche se in un’atmosfera gotica di vecchio stampo un po’ di enfasi non ci sta male. Attenderò il prossimo capitolo!

  3. Ciao Alhazred,
    un horror vecchio stile, molto interessante e molto angosciante 🙂
    Ti segnalo:
    rimbombii non so se è voluto, ma non sono riuscita a trovare un plurale di Rimbombo con due i.
    A mio parere, e io sono una che ricama parecchio, avresti potuto sfoltire un po’ le frasi. Parlando di arterie e vene collegate, sono collegate in quanto non ancora strappate, Mi convincono poco i macigni di mattoni e i cigolii delle catene, ma è una mia idea.
    Per la frase: “una vecchia casa ottocentesca su cui, su uno dei muri esterni” mi ritorna come una ripetizione. Scusa se mi permetto, ma a me le segnalazioni degli altri lettori hanno aiutato parecchio 🙂
    Alla prossima!
    p.s. scappa.

    • Ciao keziarica! Assolutamente apprezzo qualsiasi critica, soprattutto quelle costruttive! Avevo un po’ il timore che “cigolii delle catene” fosse un termine poco azzeccato, adesso ne ho la certezza! Vedrò di spremermi meglio, prossimamente, per rendere l’idea. Per tutto il resto, accolgo ed interioro, sperando di riuscire a sfoltire un po’ la prossima volta! L’unica cosa, rimbombii è il plurale di rimbombio e non di rimbombo; ma visto i refusi del precedente capitolo, hai fatto benissimo a segnalarmi un possibile errore! Grazie per essere passata e per il commento! Alla prossima!

  4. Un terribile incubo, non c’è che dire! ti segnalo una espressione che, curiosamente, per me ha aggiunto una nota, forse involontaria, di sarcasmo cinica e, “decontratturante”, scusa il termine.
    ” …Atrocemente deceduto …” mi sa di satira noir, e la trovo semplicemente “deliziosa” . Bene, bene. auguri🙏

  5. Ciao Alhazred,
    ti hanno già scritto dei refusi e le ripetizioni, io aggiungo “muffosa” non che sia errato, ma non mi pare adatto al racconto.
    Per il resto mi pare un buon incipit, dai risvolti sicuramente orribili (in senso positivo), voto per la rimozione del cuore, immagino che tu abbia previsto un modo per far continuare il racconto al morto 😉
    Alla prossima!

    • Ciao Dapiz! Grazie del commento, purtroppo mi sono accorto del refuso troppo tardi; hai presente quando aggiungi un termine all’ultimo secondo, giusto per dare quella nota in più, e poi non lo esamini accuratamente come hai fatto con tutto il resto? Vedrò di starci più attento col seguito! Sono contento che ti piaccia! Grazie di essere passato!

  6. Gran bell’incipit, mi è piaciuto molto! L’atmosfera è molto ansiogena e hai uno stile molto lovecraftiano, due elementi che in un horror calzano a pennello. Ti segnalo solo qualche avverbio di troppo e un uso forse eccessivo della parola “infame”, oltre a qualche refuso. L’opzione del sogno è troppo semplice, perciò visto che siamo in ballo balliamo: la Bestia gli estrae il cuore. Sono molto curioso di sapere come continua, alla prossima!

    • Ciao Lorenzo! Grazie del commento, nei prossimi capitoli proverò un po’ a sfoltire; purtroppo quando mi faccio prendere dal momento tendo ad appesantire la scrittura con tanti avverbi! Sono contento che ti piaccia! Grazie di essere passato!

  7. Ciao, ho trovato il tuo incipit molto interessante; per quanto riguarda l’opzione, ho votato per il sogno: magari quest’incubo potrebbe essersi verificato durante un momento particolare della vita del protagonista, oppure potrebbe incarnare uno stato d’animo dello stesso. Seguirò sicuramente questa storia. Aspetto il tuo secondo capitolo!

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